Il federalismo svizzero: il motore del nostro sistema politico

Il federalismo svizzero: il motore del nostro sistema politico

 

Discorso pronunciato in occasione della manifestazione di scambio degli auguri del Comune di Bissone
14 gennaio 2017

sono passati solo quattordici giorni dall’inizio del nuovo anno, per prima cosa rivolgo a tutti voi i migliori auguri per un sereno 2018!

Vi ringrazio, anche a nome del Consiglio di Stato, per il gradito invito a partecipare alla vostra tradizionale cerimonia di inizio anno. Un momento simbolico, che apprezzo particolarmente e che quest’anno ha un sapore diverso. Ebbene sì, perché quest’oggi l’espressione del nostro sistema federalista è più viva che mai: infatti, sotto lo stesso tetto – o meglio sotto lo stesso tendone – sono riuniti i rappresentanti dei tre livelli istituzionali. Il Consigliere federale Ignazio Cassis, i municipali dei Comuni della regione e il sottoscritto membro dell’Esecutivo cantonale, rappresentiamo in carne ed ossa l’essenza del nostro sistema politico: il federalismo svizzero.

Ed è proprio da qui che intendo partire quest’oggi: un federalismo tonico nei suoi tre livelli è da sempre la ricetta del nostro benessere. Un federalismo che come criterio fondamentale deve essere in grado di garantire la vicinanza tra le istituzioni e il cittadino.

Un assunto che sta alla base anche delle riflessioni che il Governo ha portato avanti negli ultimi anni con le riforme strutturali che concernono il Cantone da una parte e gli Enti locali dall’altra. L’obiettivo che tutti i livelli perseguono è quello di soddisfare con le modalità più adeguate i bisogni dei cittadini che da sempre sono al centro del nostro sistema democratico e del nostro processo decisionale. Una peculiarità che ci rende uno Stato forte e coeso che molti altri Paesi e popoli ci invidiano.

Il nostro sistema istituzionale trae la sua forza da due fattori: la vicinanza tra lo Stato e i suoi cittadini e la capacità delle nostre Istituzioni di affidare, su basi di democrazia diretta, i compiti necessari per la gestione della “cosa pubblica” al livello istituzionale più adeguato, sia esso quello comunale, cantonale o quello federale. E senza ombra di dubbio sono proprio i Comuni che rappresentano il tassello essenziale per la vita di tutti i cittadini. Per questa ragione la salute dei nostri enti locali è un ingrediente indispensabile per la ricetta di un federalismo moderno e in grado di adattarsi, capace di garantire le necessarie autonomie a tutti i livelli.Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento delle istituzioni Pagina 2 N

Risulta di conseguenza inevitabile che nel nostro Cantone la politica di aggregazione sia il mezzo, e non lo scopo. È importante che ciascun livello istituzionale mantenga la propria autonomia, nel rispetto delle diversità ma soprattutto nella salvaguardia delle minoranze. Su queste basi il Consiglio di Stato – e il mio Dipartimento in primis – considera il Piano cantonale delle aggregazioni lo strumento più adatto per rafforzare l’istituto comunale sia dal punto di vista istituzionale che finanziario.

Negli scorsi mesi il Comune di Bissone ha deciso di non seguire la visione del Piano cantonale delle aggregazioni e di distanziarsi dal progetto aggregativo dei Comuni della Val Mara. Una scelta legittima che il Municipio ha preso in autonomia, confrontandosi anche con i miei collaboratori della Sezione degli enti locali. E a questo proposito tengo a ribadire – una volta ancora – che il PCA è una visione e non un’imposizione. Non si tratta infatti di una riforma vincolante che segna in modo obbligato il destino degli enti locali ticinesi. E proprio nel rispetto dei principi che reggono il federalismo svizzero, se non nei casi più estremi, saranno gli abitanti di ciascun Comune a esprimersi sulle aggregazioni che li concerneranno. Posso garantirvi che il Governo è ben intenzionato ad attenersi a questi principi. Siamo infatti convinti che la Riforma istituzionale debba proseguire sulla strada iniziata, escludendo la scorciatoia – che poco si concilia con i principi di autonomia locale – della votazione costituzionale a livello cantonale.

Per concludere, non dobbiamo poi dimenticare come tutti noi, ai diversi livelli istituzionali nei quali ci troviamo ad operare nell’interesse della popolazione, abbiamo un obiettivo comune: rimanere vicini alle esigenze di cittadini e aziende, dando risposte innovative e adattate alle singole realtà territoriali, assumendo la responsabilità al miglior livello sia esso il Comune, il Cantone o la Confederazione. Vogliamo rimanere competitivi, forti e innovativi come sistema, e il federalismo vissuto in colori rossocrociati è la base di questa nostra unicità.

Estremismo, la lotta passa anche dal web

Estremismo, la lotta passa anche dal web

Un portale di prevenzione promosso dal DI

Il terrorismo non è giunto in Svizzera. Gli attacchi degli ultimi anni mostrano però chiaramente che molti degli attentatori sono cresciuti e si sono radicalizzati in Europa, anche tra di noi.
Siamo di fronte a una minaccia che colpisce le nostre comunità e gli spazi dove trascorriamo la quotidianità.
Il tema della radicalizzazione e della sua prevenzione sta assumendo un valore sempre più ampio nella lotta alle organizzazioni terroristiche.

Il Canton Ticino non risulta al momento un obiettivo sensibile. Non possiamo però attendere che il problema si concretizzi per prevedere le contromisure. Deve essere intrapresa un’attività costante di prevenzione e sensibilizzazione fino all’uso repressivo della forza. Naturalmente gli accertamenti dei servizi informativi e il perseguimento penale dei terroristi rimangono degli elementi centrali della lotta al terrorismo.
Tuttavia intervengono soltanto quando la minaccia di azioni violente contro la società è già concreta. La prevenzione è un’attività ragionata sul lungo periodo mentre spesso è necessario un approccio più puntuale e deciso.

Ricordo che l’integrazione è uno degli strumenti più efficaci a disposizione delle Autorità cantonali nel contrasto e nella prevenzione del rischio terroristico. Il programma di integrazione cantonale per il quadriennio 2018-2021, che poggia sugli obiettivi fissati dalla Confederazione e dai Cantoni (informazione e consulenza, formazione e lavoro, comunicazione e integrazione sociale) ha il compito di favorire il rapido e stabile inserimento nel contesto locale dei cittadini stranieri.

Anche in questo senso va letta la proposta del mio Dipartimento di creare un portale internet per prevenire il fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo violenti. Il suo scopo è di raccogliere le richieste di informazione, aiuto e segnalazioni della popolazione per analizzarle e organizzare eventuali misure. Il portale avrà ancora il compito di mettere in contatto operatori e funzionari amministrativi confrontati con la problematica della radicalizzazione. Il progetto verrà realizzato dai servizi del mio Dipartimento – in particolare con la collaborazione del Servizio per l’integrazione degli stranieri – e con il Centro intercantonale d’informazione sulle credenze di Ginevra. Saranno inoltre coinvolti i rappresentanti del Dipartimento della sanità e della socialità e del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.

Non si tratta evidentemente dell’unica iniziativa sin qui realizzata. Negli scorsi mesi il Consiglio di Stato, rispondendo a una consultazione federale, ha chiesto a Berna – su proposta del Dipartimento che dirigo – di studiare l’inasprimento delle pene per i reclutatori che cercano seguaci da radicalizzare. Abbiamo inoltre scritto ai comuni ticinesi chiedendo di vietare la distribuzione su suolo pubblico del Corano nell’ambito di un’azione di reclutamento jihadista ritenuta anticostituzionale dalla conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. Infine, quest’anno chiederò di valutare l’introduzione di nuove misure per intensificare la collaborazione con le Città nella difesa del territorio.

La certezza assoluta che gli attacchi non possano interessare anche noi purtroppo non esiste. Non dobbiamo comunque cedere alla paura come vorrebbero gli autori di simili azioni.
Ho piena fiducia nell’operato dei servizi del Dipartimento. L’ottima collaborazione tra le autorità politiche e le forze dell’ordine, oltre allo scambio continuo di informazioni, è la premessa ideale per combattere possibili scenari sfavorevoli.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni