Imposta di circolazione 2019: confermata la riduzione del 5%

Imposta di circolazione 2019: confermata la riduzione del 5%

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha confermato che il prossimo anno l’imposta di circolazione per i detentori di un’automobile immatricolata a partire dal 2009 sarà ridotta del 5%, come proposto del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il nuovo sistema di calcolo dei tributi a carico degli automobilisti ticinesi sarà invece posto in consultazione nel corso del mese di gennaio.

Nella sua ultima seduta dell’anno, il Consiglio di Stato ha approvato la modifica del Regolamento sulle imposte di circolazione, che definisce l’importo che gli automobilisti ticinesi dovranno versare nel 2019. Anche per il prossimo anno il meccanismo si baserà sul principio degli ecoincentivi, ma la modifica normativa approvata dal Governo – in base a quanto concordato nello scorso mese di luglio – ridurrà di 5 milioni di franchi il ricavato totale dell’imposta. Questo consentirà tra l’altro di applicare una riduzione media pari quasi al 5% sull’importo dovuto per il 2019 dai detentori di veicoli immatricolati in Ticino a partire dal 2009.

Il Consiglio di Stato ha inoltre condiviso il principio che definisce il nuovo meccanismo di calcolo per l’imposta di circolazione, in risposta alle richieste di due iniziative popolari tuttora pendenti. Nel mese di gennaio la proposta sarà sottoposta a una fase preliminare di consultazione che coinvolgerà Automobile club svizzero, Touring club svizzero, Associazione traffico e ambiente e i partiti rappresentati in Gran Consiglio. Una volta ricevute le osservazioni ai quesiti posti il Consiglio di Stato elaborerà il messaggio definitivo da sottoporre al Parlamento.

Credito di 6.5 milioni per la progettazione del Centro polifunzionale d’istruzione e di tiro del Monte Ceneri

Credito di 6.5 milioni per la progettazione del Centro polifunzionale d’istruzione e di tiro del Monte Ceneri

Comunicato stampa

Nella sua ultima seduta del 2018 il Consiglio di Stato ha stanziato un credito di 6.5 milioni di franchi per un concorso di architettura e la progettazione del nuovo Centro polifunzionale d’istruzione e tiro del Monte Ceneri. Un passo concreto verso la realizzazione di una struttura innovativa a fronte delle svariate esigenze di tiro nel comprensorio.

Il progetto del Centro polifunzionale d’istruzione e tiro del Monte Ceneri ha lo scopo di trovare una soluzione per far fronte alle necessità legate alle attività di tiro fuori servizio così come delle importanti limitazioni allo sviluppo di pregiate aree urbane (nuovo quartiere di Cornaredo a Lugano, progetto di naturalizzazione del fiume Ticino e nuovo ospedale in zona Saleggi a Bellinzona). Per fare ciò si prevede di sviluppare una struttura centralizzata in un’unica area storicamente destinata alle attività di tiro, atta a permettere uno sfruttamento ottimale delle capacità e potenzialità del centro.

La valutazione svolta, seppure abbia modificato l’impostazione di base iniziale, risulta essere performante nel contesto generale ed in grado di risolvere le problematiche del comprensorio attinenti al tiro oltre a garantire un uso sinergico con differenti partner (Polizia, Corpo delle guardie di confine, Esercito, Ufficio caccia e pesca per quanto riguarda la prova periodica della precisione di tiro per cacciatori,…), i quali devono garantire un’adeguata formazione per poter adempiere al loro dovere secondo le basi legali di riferimento. In particolare è opportuno considerare come durante lo studio sia stato dato un importante peso alle sensibilità della popolazione nei confronti dell’ambiente.

Questo nuovo approccio al progetto capace di accogliere non solo le esigenze del tiro fuori servizio nel comprensorio, permetterà di ridurre considerevolmente l’impatto finanziario a carico di quei Comuni che saranno chiamati a partecipare ai costi di investimento e di gestione dell’infrastruttura.
Il Dipartimento delle istituzioni tiene a ringraziare in particolare il Comune di Monteceneri per l’approccio costruttivo e per la disponibilità data a seguire la pratica durante le fasi di progettazione e costruzione.

Messaggio concernente la revisione parziale della Legge organica patriziale

Messaggio concernente la revisione parziale della Legge organica patriziale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, in data odierna, ha licenziato il messaggio concernente la revisione parziale della Legge organica patriziale (LOP). Si tratta del principale strumento di supporto che regola l’importante e variegata attività territoriale, culturale e oggi pure sociale e turistica svolta dai Patriziati. In tale ambito essi sono costantemente confrontati con nuove sfide di ordine finanziario e gestionale.

La modifica legislativa è il risultato di un importante lavoro di analisi e riflessione che ha coinvolto attivamente tutti gli attori sulla scena patriziale: gli Enti stessi, l’Alleanza Patriziale Ticinese e i Servizi cantonali con i quali i Patriziati ticinesi collaborano e sono confrontati.

A titolo generale, il messaggio propone una serie di modifiche che consentono di adattare la Legge organica patriziale alle nuove esigenze delle amministrazioni patriziali, nonché far compiere ulteriori passi ai Patriziati ticinesi verso un’ancor migliore efficienza amministrativa. Particolarmente significative a questo proposito sono la modifica che pone la base legale per una banca dati cantonale dei Patrizi, alcune precisazioni circa la convocazione e tenuta delle assemblee, l’introduzione di una delega agli Uffici patriziali per le spese correnti non preventivate e alcune indicazioni sulla tenuta dei conti secondo il nuovo piano contabile MCA2.

Il Consiglio di Stato infine ricorda che una più ampia analisi verrà eseguita a medio termine con l’aggiornamento dello studio strategico sui Patriziati.

I formaggi ticinesi alla ribalta

I formaggi ticinesi alla ribalta

Nella cornice della bella città di Lucerna, sulle rive del lago dei Quattro Cantoni, dal 28 al 30 settembre 2018 è avvenuto il tradizionale concorso dei formaggi svizzeri Swiss Cheese Awards, che ha visto la partecipazione di oltre 900 tipi di formaggio suddivisi in 28 categorie.
La manifestazione organizzata da Fromarte si svolge ogni 2 anni in una città svizzera differente ed è sempre accompagnata da un folcloristico mercato del formaggio svizzero. Nel 2020 sarà la volta di Bagnes nel Canton Vallese.
Quest’anno la categoria del formaggio d’Alpe DOP ticinese ha visto partecipare 7 alpeggi con un ottimo riscontro da parte dei giudici internazionali. Una caratteristica del nostro formaggio d’Alpe DOP è la produzione limitata al periodo estivo sui pascoli dell’alpe.
Elenco dei formaggi d’Alpe DOP partecipanti al concorso: Carì, Cioss Prato, Fieudo, Giumello, Pian Segno Lucomagno, Pontino, Stabiello.

Il 1˚Rango è stato assegnato a Togni Marco con Alpe Pontino DOP

L’Alpe di Pontino è situata a 2000 m.s.l.m ed è raggiungibile dal passo del San Gottardo.

Il Caseificio Togni Nante di Marco Togni anche quest’anno ha ottenuto ottimi piazzamenti anche nella categoria dei formaggi freschi con il Büscion naturale (3. Rango) e il Büscion aglio e prezzemolo (6. Rango)

Complimenti a tutti i partecipanti.

In altitudine ma con i piedi per terra

In altitudine ma con i piedi per terra

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 dicembre del Corriere del Ticino

Presentata ad Airolo la campagna di sensibilizzazione “Montagne sicure” lanciata dal Dipartimento delle istituzioni
Norman Gobbi: “Il turismo montano è in netta espansione, aumentano però gli incidenti: ci vuole più informazione”

Dopo “Strade sicure” e “Acque sicure”, le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle istituzioni hanno aggiunto un nuovo tassello al loro vivace mosaico preventivo, dedicato a chi trascorre il tempo libero o pratica delle attività in altura. È il progetto “Montagne sicure”, presentato ad Airolo dal consigliere di Stato Norman Gobbi con lo slogan “Affinché la montagna sia sempre un piacere”.

“Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale già da tempo hanno avviato delle campagne di sensibilizzazione legate alla montagna che però fino ad oggi erano rivolte principalmente ai cercatori di funghi, visto il numero importante di infortuni che si registrano in quella fase dell’anno”, ha spiegato Norman
Gobbi. “Adesso si è deciso di organizzare questa sensibilizzazione in modo più ampio, spalmandola su tutte quattro le stagioni, in considerazione anche del fatto che sempre più persone oggi frequentano i nostri monti, d’inverno come d’estate e con attività sempre più diversificate: non più solamente sci d’inverno e passeggiate d’estate, ma moltissimi altri svaghi: dalla mountain bike allo sci escursionismo a discipline più estreme. Con una conseguente amplificazione dei rischi e degli incidenti”. Da qui, appunto, l’idea di “Montagne sicure”, ampia campagna che si ripropone di fornire gli strumenti necessari affinché sia gli appassionati della montagna, sia chi la affronta come neofita, possano affrontarla in piena sicurezza. “In questa prima fase della comunicazione cercheremo di toccare il più ampio spettro di persone possibili”, spiega il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli, responsabile del progetto. “E questo attraverso una serie di messaggi
nei quali chiediamo a chi va in montagna di verificare che tutto ciò che precede l’escursione (abbigliamento, materiale, consultazione del bollettino meteo e delle valanghe ma anche i sentieri che si intendono percorrere e così via) vengano svolte correttamente, in modo che la prevista passeggiata resti un piacere. Nei prossimi mesi poi la campagna proseguirà con altre declinazioni, legate alle singole stagioni ma anche cercando di fornire informazioni sempre più dettagliate ai più diversi frequentatori: dagli escursionisti super esperti ai bikers a chi pratica gli sport estremi: un’ampia gamma di persone alle quali cercheremo di parlare utilizzando
i loro linguaggi, in modo che i nostri consigli possano essere recepiti al meglio. Il tutto attraverso una piattaforma che stiamo istituendo e che coinvolgerà tutti i partner della sicurezza in montagna e le principali strutture e associazioni attive in quest’ambito”. Un ampio piano di informazione e di formazione che, continua Pizolli, verrà divulgato all’insegna della multimedialità. “Abbiamo creato un apposito sito web (all’indirizzo www.ti.ch/montagne sicure), pagine sui principali social media social, ma non disdegniamo neppure mezzi più classici per la diffusione del nostro messaggio come flyers – che verranno realizzati con contenuti differenti a seconda della stagione sulla quale vogliamo porre l’accento –, comunicati stampa, cartelloni informativi affissi in tutte le principali località montane in
modo che si possa arrivare davvero a tutti ». Che i suggerimenti di “Montagne sicure” debbano arrivare proprio a tutti lo ribadisce ancora Norman Gobbi. “Il turismo montano è in continua espansione e coinvolge in egual misura ospiti provenienti da fuori cantone e indigeni”, spiega. “Che anche in quanto a comportamenti non sono diversi da chi arriva da lontano, tendendo talvolta a sottovalutare la realtà delle nostre montagne: il fatto di averle sotto gli occhi non è infatti sinonimo di conoscere a fondo le insidie ed i pericoli che possono celare. È dunque necessario che tutti prendano coscienza di ciò che significa affrontarle
e “Montagne sicure”” è stato creato proprio con questo scopo.

Nicola Guerini al comando delle forze speciali

Nicola Guerini al comando delle forze speciali

Da www.liberatv.ch

Norman Gobbi: “Una nomina di cui tutti i ticinesi devono essere fieri”
Il ministro: “Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione”

“Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione”.Con queste parole, pronunciate oggi nella chiesa di Rivera, il direttore del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi, ha sottolineato l’ascesa formale di Nicola Guerini alla testa del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito svizzero (CFS).
“Il Ticino, e non solo quello in grigio-verde, può esserne particolarmente fiero! – ha aggiunto il ministro -.
Il Ticino si conferma perciò uno dei pilastri del nostro Esercito. Non siamo numerosissimi, ma riusciamo a produrre con regolarità personalità di elevato spessore, riconosciuta autorevolezza e comprovata preparazione. Mai come nel 2018 – e lo dico con un profondo senso di appagamento personale – l’italianità ha conosciuto una presenza così marcata ai vertici dell’Esercito, cosa che dà lustro al nostro Cantone.
Disponiamo di tanta qualità tecnica e umana, e questo ci viene riconosciuto anche oltre Gottardo, cosa non sempre scontata. Auguro allora a Nicola che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi e che continui sulla strada intrapresa anni fa e che si sta dimostrando lastricata di soddisfazioni. Il contesto che ti vedrà impegnato è di assoluto prim’ordine, e questo lo sai anche meglio di me.
Ricordo con piacere come il Governo sia a suo tempo riuscito a mantenere presso la piazza d’armi del Monte Ceneri il CFS, vero fiore all’occhiello del nostro Esercito. Il CFS è in grado di fornire in tutte le situazioni, immediatamente e in modo rapido, con elementi di impiego professionisti, importanti prestazioni a favore delle autorità civili: penso, ad esempio, alla protezione e all’intervento; all’esplorazione speciale e alle azioni dirette a favore delle autorità civili in Svizzera; all’acquisizione di informazioni, consulenza e protezione a favore delle autorità civili all’estero; al soccorso e al rimpatrio di cittadini dall’estero; all’assistenza militare”.
Gobbi ha concluso il suo discorso ringraziando a nome del Consiglio di Stato, l’attuale Comandante, il Colonnello Christoph Fehr, per questi due anni trascorsi a capo del CFS in Ticino”.

Discorso pronunciato in occasione del passaggio di Comando delle Forze Speciali (CFS)

Discorso pronunciato in occasione del passaggio di Comando delle Forze Speciali (CFS)

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signori, egregi signore,
Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione: siamo infatti qui a salutare formalmente l’arrivo di Nicola Guerini alla testa del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito svizzero (CFS). Il Ticino, e non solo quello in grigio-verde, può esserne particolarmente fiero!
La decisione è stata ufficializzata lo scorso settembre e vi ripropongo volentieri ciò che scrissi allora su Facebook, annunciando la notizia: Questa settimana un ticinese è stato designato, con effetto al 1° gennaio 2019, a capo del Comando delle forze speciali dell’Esercito svizzero.
Il colonnello di Stato maggiore generale Nicola Guerini permette così al Ticino di mettersi al petto una terza stella nei comandi specialistici della nostra armata, con il Col SMG Marco Mudry (recentemente nominato a capo del Centro di competenza servizio alpino dell’esercito) e il Col SMG Antonio Spadafora (capo del Centro di competenza del servizio veterinario e degli animali dell’esercito da inizio anno). Concludevo quelle poche righe cariche di orgoglio con un “Avanti così!” che ribadisco anche oggi, al vostro cospetto.
Il Ticino si conferma perciò uno dei pilastri del nostro Esercito. Non siamo numerosissimi, ma riusciamo a produrre con regolarità personalità di elevato spessore, riconosciuta autorevolezza e comprovata preparazione. Mai come nel 2018 – e lo dico con un profondo senso di appagamento personale – l’italianità ha conosciuto una presenza così marcata ai vertici dell’Esercito, cosa che dà lustro al nostro Cantone.
Disponiamo di tanta qualità tecnica e umana, e questo ci viene riconosciuto anche oltre Gottardo, cosa non sempre scontata.
Auguro allora a Nicola che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi e che continui sulla strada intrapresa anni fa e che si sta dimostrando lastricata di soddisfazioni. Il contesto che ti vedrà impegnato è di assoluto prim’ordine, e questo lo sai anche meglio di me.
Ricordo con piacere come il Governo sia a suo tempo riuscito a mantenere presso la piazza d’armi del Monte Ceneri il CFS, vero fiore all’occhiello del nostro Esercito. Il CFS è in grado di fornire in tutte le situazioni, immediatamente e in modo rapido, con elementi di impiego professionisti, importanti prestazioni a favore delle autorità civili: penso, ad esempio, alla protezione e all’intervento; all’esplorazione speciale e alle azioni dirette a favore delle autorità civili in Svizzera; all’acquisizione di informazioni, consulenza e protezione a favore delle autorità civili all’estero; al soccorso e al rimpatrio di cittadini dall’estero; all’assistenza militare.
A nome personale e del Consiglio di Stato, tengo anche a ringraziare l’attuale Comandante, il Colonnello SMG Christoph Fehr, per questi due anni trascorsi a capo del CFS, qui in Ticino: abbiamo stabilito un rapporto costruttivo e collaborato ottimamente nell’interesse comune. Auguro anche a te il meglio e di raccogliere sul tuo cammino futuro altre e meritate soddisfazioni!

Valascia, il sogno è realtà

Valascia, il sogno è realtà

I lavori per la nuova pista da 51,15 milioni possono iniziare
Filippo Lombardi: “Felice, mai pensato di mollare

“Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo”, diceva Marcel Proust.
I tifosi dell’Hockey club Ambrì-Piotta è dal 21 dicembre 2010 che stanno sognando, da quando cioè il Dipartimento del territorio preavvisò negativamente la domanda di costruzione preliminare per la ristrutturazione con ampliamento da 15,7 milioni di franchi dell’attuale Valascia.
Da allora la dirigenza biancoblù iniziò la lunga scalata che fra alcuni giorni, il 22 dicembre prossimo, la porterà a dare il via ai lavori della futura arena da 51,15 milioni che verrà inaugurata nell’estate 2021. Il cantiere riaprirà poi in marzo.
Gli ultimi tasselli del mosaico sono stati sistemati. È giunto il via libera a determinate condizioni del Consiglio di Stato al business plan attraverso il quale si assicura la sostenibilità economica dell’intera operazione almeno fino al 2035 e, soprattutto, si garantiscono i sussidi, mentre con il Comune di Quinto sono state espletate le formalità di trapasso di proprietà del terreno. “Restano ancora dei passi formali, in particolare le lettere d’intenti delle banche dovranno essere trasformate in contratti, ma finalmente ci siamo. Il Governo ha autorizzato l’avvio del cantiere e così possiamo mantenere la promessa fatta alla Lega hockey di partire entro fine 2018. Non ho mai pensato di mollare: l’HCAP merita una casa all’altezza”, ha affermato stamattina di fronte alla stampa il presidente Filippo Lombardi. “È stata una maratona, ma finalmente ci siamo. Quinto non ha mai avuto dubbi, tanto che contribuisce all’opera con 4,6 milioni. Mi preme comunque sottolineare la solidarietà della regione, con l’approvazione delle fideiussioni e del prestito”, ha rilevato il sindaco Valerio Jelmini.

Sabato 22 dicembre, dalle 15, è in programma come detto il gran giorno di festa per i vertici del sodalizio altoleventinese e per il popolo biancoblù all’hangar 6 all’ex aerodromo di Ambrì. Ad aprire la parte ufficiale, noblesse oblige, ci penserà il timoniere Filippo Lombardi (in carica dall’aprile 2009: un record). A seguire interverranno il sindaco di Quinto Valerio Jelmini, il presidente della Valascia Immobiliare SA Carlo Croci, l’architetto Mario Botta, il direttore della Lega nazionale di hockey Denis Vaucher, il consigliere di Stato Norman Gobbi ed il consigliere federale nonché presidente della Confederazione in pectore Ueli Maurer.
Il simbolico ed atteso primo colpo di piccone verrà dato alle 15.50 in punto. Dopodiché spazio ai brindisi e alla panettonata con i tifosi. Alle 17 ci si trasferirà al Motel Gottardo Sud per l’aperitivo e poi tutti a tifare HCAP. La squadra di Luca Cereda alle 19.45 affronterà il Berna.

La pista avrà una volumetria di 117.000 metri cubi e la capacità di 7.000 posti (di cui 3.000 a sedere). A curare il progetto è naturalmente il team guidato dall’architetto Mario Botta, mentre il responsabile per la Valascia Immobiliare SA sarà l’ingegner Raul Reali.
La direzione lavori è stata affidata alla Direzione lavori SA di Lugano, il controllo tecnico e dei costi all’Artisa SA e quello pubblico alla Sezione forestale cantonale. Il clearing bancario è presso l’UBS di Lugano. Veniamo ora all’investimento, che come noto ammonta ora a 51,15 milioni di franchi (e non più 53 come comunicato a fine agosto). Una somma così suddivisa: 14,35 mezzi propri; 13 contributi pubblici; 23,8 finanziamenti esterni onerosi. In questo caso rientrano i 14 milioni del pool di banche più 2 della banca WIR. I cinque istituti di credito hanno preteso che i Comuni della media ed alta Leventina facessero da «garanti» mettendo sul tavolo una fideiussione complessiva di 3,55 milioni (dopo il no di Bedretto di settimana scorsa che ha fatto «perdere» 200.000 franchi). Ai sì di Dalpe (250.000) e Quinto (500.000), ieri sera si sono aggiunti quelli di Faido (prestito di 800.000), Airolo (1,5 milioni) e Prato Leventina (500.000).

Al via la campagna di prevenzione “Montagne sicure”

Al via la campagna di prevenzione “Montagne sicure”

Comunicato stampa

Ha preso ufficialmente avvio “Montagne sicure” il progetto di sensibilizzazione del Dipartimento delle istituzioni. La nuova campagna di prevenzione – che si aggiunge a “Strade sicure” e “Acque sicure” – ha lo scopo di sensibilizzare coloro che, indipendentemente dalla stagione, trascorrono il loro tempo libero o praticano delle attività in montagna.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli e dal Direttore ad interim di Ticino Turismo Kaspar Weber, ha presentato questa mattina in una conferenza stampa che ha avuto luogo sulle piste da sci del comprensorio di Airolo la nuova campagna di sensibilizzazione del Dipartimento delle istituzioni “Montagne sicure”.
Come ha spiegato il Consigliere di Stato Norman Gobbi il progetto è nato in seguito a una serie di incidenti gravi avvenuti sulle montagne del Cantone. Il Dipartimento delle istituzioni, grazie alla collaborazione del Dipartimento del territorio diretto da Claudio Zali, all’Agenzia turistica ticinese e alla Sezione ticinese di Soccorso alpino svizzero, ha pertanto esteso anche alle attività in montagna le campagne di prevenzione che già vengono promosse per rendere sicure le strade e le acque del Ticino.
Il responsabile del progetto Renato Pizolli ha dal canto suo illustrato il messaggio che si intende divulgare attraverso la campagna che inaugura il progetto “Montagne sicure”, rivolta agli escursionisti che nel periodo invernale vorranno effettuare gite in montagna. Affinché la montagna sia sempre un piacere si deve infatti porre l’accento sulla sicurezza. Sicurezza che passa attraverso la preparazione fisica, il materiale adeguato e la conoscenza dei luoghi, delle condizioni della neve e metereologiche.
Il progetto nel 2019 svilupperà ulteriori campagne previste per il periodo estivo e autunnale, ponendo l’accento sulle particolarità stagionali.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.ti.ch/montagnesicure.

Da rsi.ch/news
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11225493

73.8 milioni per un Ticino ancora più forte

73.8 milioni per un Ticino ancora più forte

Credo nell’efficacia delle aggregazioni

Dal punto di vista istituzionale e territoriale, quanto è cambiato il nostro Cantone nell’ultimo ventennio? La risposta è semplice: molto. A riprova di ciò mi vengono in aiuto alcune cifre: da 245 Comuni con una popolazione media di 1’200 persone siamo passati a poco più di 110 con 3’100 residenti ciascuno. Parallelamente il numero di quelli con un moltiplicatore del 100% è crollato da 112 a 15.
Il Ticino sta quindi mutando. Il processo di riforma è però soltanto a una fase intermedia, così come attestato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Il Governo (e il mio Dipartimento in primis) crede nella forza rigenerante delle aggregazioni in modo talmente convinto da proporre al Parlamento un credito quadro di 73,8 milioni di franchi a sostegno di progetti di interesse cantonale, confermando l’intenzione di dare la priorità alle proposte nate “dal basso”, solide e condivise.

Spazio alle idee promosse “dal basso”
Come più volte detto, il PCA – con i suoi 27 scenari aggregativi – non rappresenta una riforma imperativa, così come non pone alcun vincolo temporale. Sarebbe errato ragionare diversamente, perché se vogliamo Comuni migliori, ben gestiti e in grado di erogare servizi di elevata qualità, dobbiamo avere come riferimento la soddisfazione e la partecipazione attiva del cittadino. Parlare di aggregazioni avviate e promosse “dal basso” non è uno slogan propagandistico: è una necessità. Capire, proporre, condividere, discutere e costruire sono i pioli della scala che conduce a un ente locale moderno, forte, propositivo e vicino al cittadino. Guai se venisse a mancare la prossimità tra uno e l’altro: non ci fosse, qualunque aggregazione perderebbe la quasi totalità del suo senso.

Aiuti finanziari mirati e sensati
La notevole somma messa sul piatto dimostra come il Cantone non si fermi alle intenzioni: seppur senza invasioni di campo, assume un ruolo attivo nel citato cambiamento in atto; concede ampia libertà ai Comuni, ma è prontissimo a intervenire attraverso aiuti finanziari finalizzati alla riorganizzazione amministrativa e/o agli investimenti di sviluppo. Se il progetto è serio, strutturato e lungimirante, il nostro appoggio è garantito. Gli strumenti “macro” che mettiamo a disposizione dei Comuni sono due: il sostegno finanziario (contributi di risanamento) e il sostegno istituzionale (promozione di un Piano di sviluppo). Insomma, proponendo l’attribuzione di un opportuno contributo finanziario, una volta di più il Governo conferma di credere nelle aggregazioni che considera un mezzo indispensabile per razionalizzare il territorio cantonale e rendere più performanti le realtà locali.

Trasformazioni profonde e obbligate
In un contesto in costante divenire, spicca per importanza il progetto Ticino 2020, profondamente legato al PCA stesso: partendo da una nuova geografia comunale, disegnata dalle aggregazioni finora realizzate, viene proposta una revisione strutturale dei compiti e dei flussi esistenti, che implicano a loro volta la riconfigurazione del sistema perequativo e la riorganizzazione dell’Amministrazione cantonale e comunale. So bene che si tratta di trasformazioni profonde e che non tutti sono pronti ad accogliere con il sorriso sulle labbra, ma si tratta di un percorso obbligato che dobbiamo intraprendere se davvero vogliamo costruire un Ticino ancora migliore.

L’esempio del Comune di Verzasca
Parlando di aggregazioni, ritorno volentieri sul voto pressoché unanime del Parlamento che lunedì ha sancito la nascita del Comune di Verzasca. Ecco un esempio di cosa intendo per progetto nato dal basso senza imposizioni. Confinante su quattro Distretti – Bellinzona, Leventina, Riviera e Vallemaggia – sarà il nuovo cuore del Canton Ticino. E il merito di tutto questo va ai cittadini e alle cittadine, che non hanno mai smesso di credere in questo progetto. Un bell’esempio che altri potranno seguire.