Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la prima seduta ordinaria del 2019 – la 49. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.
La riunione si è aperta con una discussione sul progetto di riforma delle relazioni istituzionali «Ticino 2020». La Sezione degli enti locali ha presentato i risultati di un sondaggio demoscopico su funzione e ruolo del Comune, svolto su un campione di 825 cittadini, e ha illustrato gli esiti del simposio organizzato lo scorso 14 febbraio a Castione. L’Associazione Comuni ticinesi e l’Ente regionale di sviluppo del Luganese hanno a loro volta illustrato le prime conclusioni di una consultazione alla quale ha aderito l’80% dei 115 Comuni ticinesi, e spiegato che i dati raccolti saranno ora approfonditi. In generale, è stata espressa la comune volontà di proseguire alla concretizzazione del progetto «Ticino 2020», i cui principi di fondo sono condivisi.

È stata poi discussa la proposta, avanzata dall’Associazione dei Comuni ticinesi, di avviare una revisione completa della Legge organica comunale. Il Dipartimento delle Istituzioni ha confermato l’intenzione di iniziare i lavori durante la Legislatura comunale 2020/2024, una volta condivisa la prima tappa del progetto «Ticino 2020» e completate le riflessioni che la Sezione degli enti locali sta svolgendo sul Comune di domani.

Il Dipartimento delle istituzioni ha poi informato anche su alcune decisioni del Consiglio di Stato in materia di riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto. È stato spiegato che entro il mese di giugno sarà consegnato il rapporto finale su costi e ricavi finanziari delle attuali 16 Autorità regionali di protezione. Entro la fine di settembre, il Gruppo di progetto presenterà poi la propria proposta finale al Governo.

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito fornito alcune informazioni in materia di fiscalità. A proposito di imposizione delle imprese, è stato spiegato che il Consiglio di Stato intende essere pronto con la propria riforma all’inizio della prossima Legislatura, in attesa della votazione del 19 maggio che determinerà le prospettive a livello federale. Per quanto riguarda invece il tema delle tasse di soggiorno, è stato confermato l’avvio di un dialogo con i gestori del sito web AirBnb, affinché chi affitta camere in Ticino tramite la piattaforma sia soggetto a un prelievo alla fonte. È stato infine presentato il progetto «e-Trasloco», che intende permettere ai cittadini che si trasferiscono in un altro Comune di sbrigare automaticamente le pratiche amministrative per il cambio di domicilio.
La prossima riunione della Piattaforma è prevista per mercoledì 22 maggio 2019.

Medicina legale e traffico uniti

Medicina legale e traffico uniti

Da www.rsi.ch/news

Il Governo ticinese valuta favorevolmente il progetto di un istituto cantonale ad hoc nel quale integrare anche il medico del traffico

Il Consiglio di Stato ticinese vede di buon occhio il progetto con il quale si prevede la creazione di una sorta d’istituto di medicina legale cantonale, utile anche per le autorità inquirenti e nel quale troverebbe spazio pure il medico del traffico.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha spiegato alla RSI che “l’obiettivo è di avere questa soluzione entro il 1° gennaio 2020”, considerato che le discussioni in merito vanno avanti da diverso tempo, coinvolgendo anche “gli istituti universitari di medicina legale” e quello della Romandia, ovvero Losanna e Ginevra, in particolare.

Gobbi ha ricordato che con tale struttura il cantone già collabora e che si vorrebbe sviluppare tale sinergia anche in futuro in modo tale che “ci sia sempre un back-up” e che si abbia una “second opinion in caso di dubbi”.

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Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 27 febbraio 2019 de La Regione

Primo passo per la medicina legale

Via libera del governo a valutare la statalizzazione.
Gobbi:‘Incontri positivi con gli enti interessati’ Sotto lo stesso tetto troverebbe posto anche la figura del medico del traffico.
Il direttore del Di: ‘Così evitiamo problemi di autorevolezza’.

Il governo autorizza il Dipartimento istituzioni a elaborare un progetto di Istituto cantonale di medicina legale, con cui si intende statalizzare anche la figura del medico del traffico.
Dall’idea al primo passo nel giro di poche settimane. Tanto ci ha impiegato il Dipartimento delle istituzioni a optare per la creazione di un gruppo di lavoro che disegnerà i contorni, ma soprattutto i contenuti, del futuro auspicato Istituto cantonale di medicina legale.
Il Consiglio di Stato ha condiviso la necessità di nominare un capoprogetto, dando quindi un via libera preliminare. Segno che le verifiche iniziali sulla fattibilità della cantonalizzazione del servizio hanno dato esito positivo. «Soprattutto gli incontri con i vari portatori di interesse – rileva alla ‘Regione’ Norman Gobbi, direttore del dipartimento –: il Ministero pubblico, la Polizia cantonale, la Sezione della circolazione e i medici legali che oggi garantiscono i servizi in ambito peritale a supporto degli enti citati».
L’obiettivo è quello di mettere sotto un unico tetto chi già lavora assieme. «La Polizia scientifica collabora molto strettamente con il medico legale: oggi c’è un mandato in essere, che però ha palesato tutti i suoi limiti».
La dottoressa Luisa Andrello si è trasferita in Ticino come previsto dall’accordo con l’Istituto di medicina legale di Varese, con cui il Cantone collabora ormai da una quindicina d’anni. «Il problema è che manca una struttura di ‘backup’ e di confronto – commenta Gobbi –. L’obiettivo è quello di consolidare il servizio a favore dell’autorevolezza delle istituzioni». In questo senso ci si orienta verso la Svizzera interna. «L’Istituto cantonale dovrà essere ancorato a un Istituto di medicina legale universitario già esistente oltre San Gottardo. Si tratterà di capire quale, anche se per ora siamo orientati verso Losanna». Recuperando sui punti critici citati poc’anzi. «Sì, si tratta di garantire sia il ‘backup’ che una ‘second opinion’. Esigenze che ci verrebbero assicurate». Non soltanto nell’ambito delle perizie a favore della medicina legale e del perseguimento penale, ma anche sul (caldo) fronte del medico del traffico. Figura, questa, che troverebbe posto sotto il tetto dell’Istituto cantonale di medicina legale e la cui statalizzazione permetterebbe, a mente del direttore del Dipartimento delle istituzioni, di risolvere quantomeno «il problema dell’autorevolezza». La seconda opinione sulle perizie, inoltre, sarebbe «garantita anche in quest’ambito». Con il vantaggio – sottolinea Gobbi – di non pesare a livello di organico. Ma l’operazione non rischierebbe di costare di più? «I costi sono prevedibili perché già oggi lavoriamo con un mandato. Del resto, ricordo che in passato le cifre sono state sottostimate. C’è la necessità di contenere le spese e sarà uno degli elementi a cui presteremo attenzione». Del gruppo di lavoro che si occuperà di valutare il progetto farà parte un rappresentante della Sezione delle finanze del Dfe. «Sarà compito del capoprogetto partire da questi elementi condivisi per definire i dettagli – puntualizza il capo del Di –. Sia per quanto riguarda il collocamento dell’Istituto cantonale, sia la struttura interna all’Istituto, sia la scelta definitiva sull’Istituto universitario a cui agganciarsi». Gli spazi dell’Istituto cantonale di patologia, dove oggi opera il medico legale, saranno ancora utilizzati? «L’Istituto di Locarno continuerà a garantire il posto in cui verranno svolte queste autopsie – risponde Gobbi –. Con il Dss ci siamo confrontati e da parte loro non c’è una grande necessità di servirsene, salvo quando ci sono errori medici. Questo però rientra nell’ambito del perseguimento penale o di eventuali altre cause, in cui il medico penale è chiamato a fare il perito».