Italia, crisi sentita in Ticino

Italia, crisi sentita in Ticino

Da www.rsi.ch/news

Alcuni dossier aperti rimarranno in sospeso.
La collaborazione con la Lombardia può comunque continuare

La crisi italiana conclamata mercoledì con le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha ripercussioni anche in Ticino.
Alcuni dossier aperti tra Svizzera e Italia rimarranno dunque in sospeso. In particolare, quello legato all’accordo fiscale sui frontalieri. “Questa interruzione della continuità verso Roma da parte del Governo lombardo sicuramente interrompe anche questi passi che si erano compiuti su questo fronte, ma anche su altri, penso in particolar modo anche all’altro dossier che è molto caldo, perché non è sul confine, ma proprio all’interno del nostro territorio che è il caso di Campione d’Italia sul quale c’eravamo più volte confrontati con loro”, ha sottolineato il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ma non ci sono solo notizie negative, la collaborazione con il Governo lombardo, che non decade con quello centrale, continua, ha affermato Gobbi. “L’importate per noi è continuare a lavorare con la regione Lombardia e risolvere i problemi puntuali nell’ambito delle nostre competenze, ma di continuare anche a lavorare nella risoluzione di oggetti, che non sono nostre competenze, ma che vorremo sottoporre ai rispettivi Governi nazionali”.

Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città: designazione del Pretore supplente

Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città: designazione del Pretore supplente

Comunicato stampa

Questa mattina l’avv. Luisa Delmué ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, assumendo, a contare dal 21 agosto 2019, la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Locarno-Città. L’avv. Luisa Delmué, attiva presso la Pretura di Locarno-Città in qualità di Segretaria assessore, sostituirà temporaneamente il Pretore titolare avv. Marco Agustoni, assente per infortunio. Alla cerimonia hanno partecipato il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti e il Presidente del Consiglio della magistratura, Werner Walser.
Classe 1989, l’avv. Luisa Delmué ha conseguito nel 2013 il Master in diritto all’Università di Friborgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2015. A partire dallo stesso anno ha svolto il ruolo di Segretaria assessore presso la Pretura di Locarno-Città, all’interno della quale ha potuto consolidare il proprio percorso di crescita segnatamente dal punto di vista professionale, rafforzando le proprie conoscenze e competenze tecnico-giuridiche.
Il Governo tiene a formulare i migliori auguri per una buona convalescenza al Pretore Marco Agustoni, ringraziando Luisa Delmué per la disponibilità ad assumere temporaneamente la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Locarno-Città.

Foto (da sin.): la direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, il consigliere di Stato Norman Gobbi, il neo pretore supplente, Luisa Delmué, l’usciere Sergio Thoma e il presidente del Consiglio della Magistratura, Werner Walser.

 

Legge fiduciari, le novità in consultazione

Legge fiduciari, le novità in consultazione

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 agosto 2019 de La Regione

In consultazione l’adeguamento della normativa cantonale alle nuove disposizioni varate a Berna Il Dipartimento: ‘I finanziari saranno assoggettati alla vigilanza federale.
Per i commercialisti e gli immobiliari autorizzazioni invece da mantenere’.

Si propone di abolire il regime autorizzativo per i fiduciari finanziari, visto che saranno assoggettati “alla vigilanza a livello federale”, ma di mantenerlo per i commercialisti e gli immobiliari. Inoltre, vengono suggerite alcune “puntuali” modifiche normative, ad esempio per quel che riguarda i requisiti per l’ottenimento del nullaosta a operare. L’annunciato progetto di revisione della LFid, la Legge cantonale sull’esercizio delle professioni di fiduciario, è dall’8 agosto in consultazione. Elaborata dalla Divisione giustizia del Dipartimento istituzioni, in collaborazione con l’Autorità di vigilanza sui fiduciari, per adeguare il testo ticinese alle leggi federali sugli istituti finanziari (LIsFi) e sui servizi finanziari (LSerFi), la bozza di messaggio governativo è stata sottoposta – oltre che alla Ftaf, la Federazione delle associazioni fiduciarie, e alla stessa Autorità di vigilanza – al Ministero pubblico, al Tribunale d’appello, all’Ordine degli avvocati e a quello dei notai, all’Associazione bancaria, a quelle dei consumatori (Acsi) e degli inquilini (Asi), alla Camera di commercio, alla Camera dell’economia fondiaria (Catef) e ai sindacati. Alle cerchie interessate il capo del Dipartimento Norman Gobbi e la direttrice della Divisione Frida Andreotti hanno dato un mese – fino all’8 di settembre – per formulare eventuali osservazioni sui cambiamenti prospettati. Il tempo d’altronde stringe. Le due leggi federali dovrebbero infatti entrare in vigore il prossimo gennaio (il condizionale è d’obbligo). A inizio 2020 sarà quindi pronta anche la rivista normativa cantonale? Il Dipartimento istituzioni lo spera, consapevole comunque che molto dipenderà dal contenuto delle prese di posizione degli enti consultati e dall’iter della revisione legislativa in Gran Consiglio.

Gli operatori: 1’500 a fine 2018
In Ticino l’attività di fiduciario è disciplinata per legge dal 1985: da allora per svolgere le professioni di fiduciario finanziario (gestione patrimoniale…), di fiduciario commercialista o di fiduciario immobiliare occorre un’autorizzazione. Che dal 2012 viene rilasciata dall’Autorità di vigilanza, organo indipendente dall’Amministrazione cantonale. Le dimensioni (e l’importanza) del parabancario sono riassunte anche nei numeri menzionati nel documento in consultazione. Alla fine dello scorso anno in Ticino, annota la Divisione giustizia, “le persone autorizzate a esercitare iscritte nell’albo cantonale dei fiduciari erano 1’500 (tre in più rispetto al 2017), per un totale di 1’841 autorizzazioni: 1’184 fiduciari con una sola autorizzazione, 282 con due autorizzazioni e 34 con le tre autorizzazioni (finanziario, commercialista, immobiliare ndr)”.

Ora, la Legge federale sugli istituti finanziari e la Legge federale sui servizi finanziari, approvate dalle Camere poco piu di un anno fa per rafforzare la tutela dei clienti, rendono necessaria una revisione della ticinese LFid. In base alle disposizioni varate a Berna, anche i fiduciari finanziari saranno assoggettati alla vigilanza della Finma. Sarà quest’ultima, autorità federale che vigila sui mercati finanziari, ad autorizzare l’esercizio dell’attività, spiega il Dipartimento istituzioni. Il quale propone di sopprimere in Ticino il regime autorizzativo per i fiduciari finanziari, essendo prossimamente sottoposti “alla vigilanza federale e non più a quella cantonale”. Chiede invece di conservare il citato regime per i commercialisti e gli immobiliari: anche in futuro la loro attività andrebbe autorizzata. Nel progetto di messaggio si suggerisce poi di apportare dei correttivi alla legge cantonale. Per esempio aggiungendo “un ulteriore requisito ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione”: il fiduciario che la sollecita, “oltre a non trovarsi in stato di insolvenza comprovata da un attestato di carenza beni o in stato di fallimento, non deve trovarsi in stato di sovraindebitamento certificato da un estratto dell’Ufficio esecuzione per debiti indipendenti da eventuali precetti relativi alla propria attività di fiduciario (ad esempio tasse o premi di cassa malati o assicurativi non pagati)”.

‘LFid efficace’
L’adattamento della normativa ticinese alle nuove direttive federali è stato per il Dipartimento istituzioni anche l’occasione per interrogarsi sull’“efficacia” della legge cantonale sui fiduciari. E al riguardo non ha dubbi: “La LFid deve essere mantenuta”. E questo “tenuto conto dell’importanza economica del settore, della credibilità e della necessità di mantenere un’immagine positiva e attrattiva della piazza economica ticinese, della volontà di proteggere i clienti sul mercato finanziario ticinese e svizzero, della buona fede delle attività commerciali, nell’ottica di garantire una stabilità in un settore oggetto di frequenti pressioni nel rispetto della concorrenza tra i professionisti attivi”. Ma la legge cantonale va conservata “anche per motivi economici e politici di ordine generale”: in Ticino, si osserva nella bozza di messaggio, “negli ultimi decenni il parabancario si è sviluppato in maniera importante, crescendo in quantità ma anche in qualità dei servizi offerti, una garanzia solida di continuità per il futuro e per il benessere del nostro cantone”.

Il Governo ticinese in gita

Il Governo ticinese in gita

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 20 agosto 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12094924

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Da www.rsi.ch/news

Le priorità del Governo

Tra i temi: la riforma fiscale, la pianificazione ospedaliera e la riforma Ticino 2020

La gita del Consiglio di Stato ticinese nel Sopraceneri è stata un piacevole momento conviviale, ma sicuramente anche un’occasione di discussione informale sulle sfide che attendono il Governo e i singoli dipartimenti da domani, mercoledì, quando è prevista la prima riunione a Palazzo delle Orsoline.

La RSI ha colto l’occasione per chiedere ai consiglieri di Stato le loro priorità per il nuovo anno politico:

Christian Vitta, direttore del Dipartimento Finanze ed Economia
“Sono molti i cantieri aperti, ci terrei su tutti. Due esempi: il tema del mercato del lavoro e la riforma fiscale”.

Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento Educazione, Cultura e Sport
Legandosi alla riforma fiscale , ha precisato che è uno dei primi dossier che il Governo tratterà con il rientro dopo la pausa estiva “l’abbiamo già un po’ esplicitata nell’accordo che abbiamo trovato a luglio, in cui presenteremo un messaggio che riguarda migliori condizioni di insegnamento e di apprendimento nella scuola dell’obbligo. Il messaggio è quasi pronto quindi spero che settimana prossima il Governo potrà accoglierlo”.

Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento Sanità e Socialità
“Priorità ce ne sono molte: la pianificazione ospedaliera da ricostruire, la pianificazione anziani 2030, il pacchetto sociale con delle misure sui sussidi di cassa malati rispettivamente gli assegni famigliari e gli assegni prima infanzia”

Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni
“Sicuramente abbiamo molte priorità quella del piano cantonale delle aggregazioni, ma soprattutto Ticino 2020 è quello che più ci occuperà visto che si tratta della riforma interna del canton Ticino”.

Claudio Zali, direttore del Dipartimento del Territorio
“Per il quadriennio, non solo per quest’anno, l’obiettivo è quello di andare avanti con grandi progetti infrastrutturali e quindi non nell’ordine d’importanza, ma in ordine sparso: il collegamento veloce Bellinzona-Locarno, che è un po’ tema caldo di queste settimane, ma anche tram-treno e al circonvallazione Agno-Bioggio”.

Ci saranno alcuni dossier che non mancheranno di far discutere anche in Parlamento, ed eventualmente alle urne. In particolare, il pacchetto fiscale bis e quello sul salario minimo.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Le-priorit%C3%A0-del-Governo-12094765.html