Un felice Natale anche dai politici

Un felice Natale anche dai politici

Da www.ticinonews.ch
Sui social non mancano gli auguri da parte dei parlamentari ai cittadini ticinesi

In questo giorno di festa e gioia anche i politici si fermano per festeggiare con i propri cari e non mancano gli auguri postati sui social.
“Auguroni a tutti, che la magia del Natale ci coinvolga come da piccoli!” scrive il consigliere di stato leghista Norman Gobbi sulla sua pagina Facebook.
“Cari amici, al termine di questo anno per me particolare di cambiamento e di ripartenza, di cuore vi auguro Buon Natale e felice 2020 ricco di soddisfazioni anche ai vostri cari. Un abbraccio” sono invece gli auguri di Paolo Beltraminelli (PPD).
“La persona non è altro che il risultato delle innumerevoli interazioni che segnano una vita.” – (Tzvetan Todorov) è con questa citazione che il consigliere di Stato (PS) Manuele Bertoli augura buone feste, allegando un video in cui suona al piano una canzone di Natale.
Christian Vitta, consigliere di Stato (PLR), ha postato sulla sua pagina Facebook un’immagine creata ad hoc per le feste in cui cita la frase di Shakespeare “Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi” aggiungendo “Tanti cari auguri a tutti voi di Buone Feste, da vivere in armonia e serenità”.
Su Instragram la consigliera degli Stati Marina Carobbio (PS) scrive “Vi auguro di passare delle belle feste, di poter staccare anche voi dallo stress della quotidianità e passare dei momenti di calma con i vostri cari. Buon Natale e felice anno!”
“Un caro augurio di sereno periodo natalizio e felice Anno nuovo” l’augurio di Marco Chiesa, consigliere agli Stati, accompagnato con una foto di famiglia e una seconda che ritrae un albero di Natale.
“Auguri di Buon Natale da tutto il mondo, e anche da parte mia! Bonnes fêtes und einen guten Rutsch ins 2020. Bellas festas da Nadal ed in bun onn nov!” Ignazio Cassis, consigliere Federale (PLR), sulla sua pagina Facebook augura buon Natale in più lingue.

Con i Comuni per costruire un Ticino più forte

Con i Comuni per costruire un Ticino più forte

 
Sedici Comuni visitati in questi mesi autunnali. In ordine sparso: Bellinzona, Mendrisio, Chiasso, Ascona, Massagno, B reggia, Serravalle, Brissago, Cugnasco, Melide, Paradiso, Vezia, Caslano, Magliaso, Gordola, Lumino. In totale nell’ultimo anno più di 30 Municipi incontrati. “Un tour molto gratificante, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, anche perché il contatto diretto con le autorità comunali è il modo migliore per parlare dei temi concreti. Un “viaggio” voluto perché credo – e con me tutto il Consiglio di Stato – nell’importanza del Comune, l’ente più vicino ai cittadini e che meglio può rispondere – curando anche il dettaglio – ai bisogni della gente. Più il Comune sarà forte in futuro e più aumenterà la qualità di vita di tutti noi”. Ma cosa significa forte? “Un Comune lo si può definire forte, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni,  quando esprime una capacità propositiva molto elevata; quando riesce a offrire ai propri cittadini tutti i servizi di cui necessitano; quando permette alle aziende di trovare soluzioni insediative ottimali, ma sa anche creare un ambiente residenziale attrattivo per i cittadini. Una serie di elementi – e l’elenco non si esaurisce qui – che definiscono un ottimo rapporto tra l’autorità comunale e tutti i cittadini. Non è certo facile, anche perché occorre stabilire i giusti rapporti con il Cantone, per sfruttare al meglio le risorse finanziarie che i cittadini e le aziende mettono a disposizione attraverso le imposte. Da qui la sfida – che si chiama Ticino 2020 – di ridefinire le competenze tra Comuni e Cantone, perché sappiamo che determinate cose il Comune può farle meglio del Cantone, grazie alla sua maggior vicinanza con la popolazione”. Di cosa concretamente ha parlato in questi incontri? “Due i temi prioritari: da un lato la riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP) e dall’altro lato di “Polizia ticinese”, ossia il progetto che si prefigge di coordinare al meglio le attività della Polizia cantonale e delle Polizie comunali”. Ma il Consigliere di Stato Norman Gobbi non vuole concludere questo suo ultimo intervento dell’anno sul Mattino senza un augurio: “Certo, non voglio mancare l’occasione per augurare a tutti un felice Natale e un buon Nuovo Anno. Il mio auspicio è che queste festività riescano a portare serenità. Poi da gennaio si tornerà a pensare al 2020, che politicamente ci vedrà molto impegnati con le elezioni comunali. AUGURI!!!”
Polizia e tutorie fra le priorità dei Comuni

Polizia e tutorie fra le priorità dei Comuni

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 20 dicembre 2019 de La Regione

I due progetti di riforma sono i temi di discussione con il Dipartimento delle istituzioni

Il progetto ‘Polizia ticinese’ e la futura riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto sono state al centro delle discussioni che il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha avuto con i rappresentanti dei 16 Comuni visitati negli ultimi mesi. «Un momento privilegiato di incontro per un aggiornamento reciproco sulle principali riforme e sui progetti in corso volti a ridefinire i flussi e i compiti tra i due livelli istituzionali», ha affermato Norman Gobbi durante un infopoint con la stampa.
Sia il tema della ‘Polizia ticinese’ (un progetto in divenire per definire meglio i rapporti di collaborazione tra la Cantonale e le varie Comunali), sia quello della riorganizzazione del settore tutele e curatele, a detta di Norman Gobbi hanno incontrato il favore delle autorità comunali. Per i Comuni, è emerso dagli incontri, è fondamentale precisare in modo chiaro e complementare ruoli e compiti in materia di sicurezza: al Comune i compiti di ‘prossimità’; al Cantone il coordinamento operativo e tutto ciò che esula dalla ‘prossimità’. Il cantiere polizia è ancora in corso, come è in corso quello di riorganizzazione delle Autorità regionali di protezione (Arp) anche se si intravvede la direzione in cui si andrà. Come è noto il Consiglio di Stato ha designato nei mesi scorsi un Gruppo di progetto con il compito di ridefinire ruolo e competenze delle strutture pubbliche che si occupano di protezione del minore e dell’adulto. L’intenzione è quella di arrivare a una sorta di cantonalizzazione delle attuali Arp (Autorità regionali di protezione) con uno sgravio finanziario per il Comuni interessati pari a una quindicina di milioni di franchi. Cifre ancora ipotetiche, comunque. Si parla però anche di un abbandono dell’attuale modello amministrativo per arrivarne a uno di tipo giudiziario. All’estero, infatti, le decisioni delle Arp non vengono riconosciute proprio in quanto autorità amministrative. Lo scorso 3 dicembre (cfr. laRegione) Frida Andreotti, capo della Divisione della giustizia del Dipartimento istituzioni, confermava che era allo studio l’istituzione di nuove Preture specializzate su tutto il territorio cantonale e un organo che le coordini. Entro gennaio i due modelli verranno sottoposti al governo.

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 19 dicembre 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12554691

Après les minarets, la burqa?

Après les minarets, la burqa?

Servizio all’interno della puntata di Infrarouge/RTS di mercoledì 18 dicembre 2019

Dix ans après le choc des minarets, c’est l’interdiction de la burqa, du niqab et de toute forme de dissimulation du visage qui commence à enflammer le débat en Suisse. A l’initiative lancée par la droite dure, le parlement oppose un contre-projet, qui obligerait seulement à dévoiler son visage devant les autorités. Alors faut-il bannir de nos rues la burqa et ce qu’elle représente? Ou ce texte est-il la mauvaise réponse à un non problème? Après les minarets, la burqa?

https://www.rts.ch/play/tv/emission/infrarouge?id=404386

(dal minuto 27.40)

Tutto sulla Città in una ‘app’

Tutto sulla Città in una ‘app’

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 18 dicembre 2019 de La Regione

Mendrisio diventa il primo ‘comunemio’ del cantone e apre la strada a un progetto pilota.
È tutta momò la piattaforma che mira ad avvicinare il cittadino all’amministrazione. Obiettivo ‘contagiare’ il Paese.

Cambia lo sguardo
Anche i Comuni, ormai, si sono lasciati prendere nella… rete. L’era digitale è una realtà e l’amministrazione pubblica non può restare alla finestra. Così, quando a Mendrisio è stato proposto di essere parte integrante di un progetto pilota che aspira a ‘conquistare’ (quasi) tutti i Comuni non solo del Ticino bensì della Svizzera intera, non ha faticato a rispondere di ‘sì’. La Città sarà, insomma, protagonista di una ‘app’ (un’applicazione per dirla tutta) già definita “futuristica” e gratuita. Chi l’ha immaginata – ovvero localsearch, marchio di Swisscom directories – ha voluto ribattezzarla ‘comunemio’, in modo da rimarcare la volontà di traslare nell’universo locale un’attitudine che è globale. E la scelta di prendere il ‘la’ dal Mendrisiotto, coinvolgendo altresì un’azienda momò – la Dos group – per sviluppare l’operazione, è stata voluta. Del resto, il capoluogo ha già fatto il salto nel digitale, decidendo di diventare una città ‘smart’.

La missione dell’‘app’, concretizzata in un anno di lavoro, è chiara: essere utile al cittadino. Su questa piattaforma di comunicazione si metteranno, infatti, in contatto l’utente con l’amministrazione comunale e le istituzioni e associazioni culturali e sportive presenti sul territorio. Come dire che si può animare la vita comunale anche da un telefonino. Stefano Santinelli, Ceo di localsearch, non nasconde le ambizioni dell’iniziativa. «L’obiettivo è quello di digitalizzare 2mila Comuni, 40-50mila associazioni e raggiungere così 5-6 milioni di cittadini. Questa app – rilancia – ha un grande potenziale». In più, ha fatto capire, sarà alla portata pure dei piccoli Comuni, svantaggiati a fronte delle possibilità (anche finanziarie) dei grossi centri. D’altro canto, l’applicazione è quanto mai legata alla territorialità, come ha tenuto a osservare Stefano Doninelli, Ceo di Dos group. Tanto più che ‘comunemio’ darà l’opportunità di personalizzare le informazioni nel solco degli interessi dell’utente che la consulta. Dunque i diversi calendari (dal proprio Comune al sodalizio) non avranno più segreti, al pari dei servizi e, al contempo, non ci si lascerà sfuggire più nessuna a manifestazione. «La piattaforma permette di essere più vicini alla nostra realtà – ha constatato il sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini –. Non solo, di conoscere ciò che accade sotto l’aspetto delle attività sociali e culturali».

Una Città già ‘smart’
La Città, d’altra parte, aveva già intrapreso questa strada. «In effetti, anche Mendrisio sta andando in quella direzione, per valorizzare altresì il patrimonio che possiede. Ad esempio, la nostra è stata la prima città in Ticino, al suo fianco la Supsi, a entrare a far parte del Concetto Smart City». Il passo successivo, ci ha fatto capire il sindaco, sarà quello di portare piu servizi sullo sportello elettronico. «Ma senza – ha precisato subito – dimenticare il contatto umano». Nel Distretto, del resto, il capoluogo non è il solo a misurarsi col mondo digitale. A Morbio Inferiore, come in altri Comuni del cantone, si è deciso di provare l’esperienza dell’e-cittadino, favorendo lo scambio di informazioni fra palazzo (comunale) e abitanti. In fondo, ha reso attenti dal canto suo il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, «dall’albo comunale all’‘app’ sul cellulare oggi il passo è breve». Riconosciuto il ritardo sulla digitalizzazione dell’apparato statale, resta l’ineluttabilità di un cambiamento in atto. «E come dipartimento – ha ribadito – è da anni che ci stiamo muovendo in questa direzione, proprio per migliorare la relazione fra cittadino-utente e servizi dello stato».

Una ‘app’ che dà una mano, quindi, serve sempre.

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Servizio all’interno dell’edizione di martedì 17 dicembre 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12546513

Con «comunemio» Mendrisio entra nel futuro

Con «comunemio» Mendrisio entra nel futuro

Da www.cdt.ch

Presentata una nuova App che avvicinerà cittadini e amministrazioni comunali, a partire dal capoluogo momò

«Usare la tecnologia per scoprire il territorio e apprezzare una comunità». Le parole del sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini racchiudono il senso dell’App «comunemio», una novità presentata oggi nella sede della DOS Group di Mendrisio, la società che ha sviluppato l’applicazione insieme a localsearch.

«comunemio» è nata dalla constatazione di un paradosso – ha spiegato il CEO di localsearch Stefano Santinelli -: «In Svizzera siamo ormai tutti ipertecnologici e iperconnessi, ma le amministrazioni pubbliche sono poco digitalizzate».

Quest’App darà a tutti la possibilità di interagire con il proprio Comune – a partire dagli abitanti di Mendrisio, ma presto il servizio sarà esteso e coinvolgerà 2.000 Comuni svizzeri circa e 40.000-40.000 associazioni -, «digitalizzando tutte quelle informazioni che di solito sono appese al frigo di casa». Appuntamenti, calendari sportivi, allenamenti, orari di apertura degli sportelli comunali, ecocentri e chi più ne ha più ne metta. Ma l’App andrà anche oltre: «Il servizio impara a conoscere i nostri interessi e gusti e quindi ci proporrà le informazioni che ci servono più delle altre», ha spiegato Stefano Doninelli, CEO di DOS Group.

«Dobbiamo essere più digitali, anche come Cantone. Le amministrazioni devono però essere predisposte a questo cambiamento, anche di mentalità, che è inevitabile», ha aggiunto il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Localsearch e DOS Group presentano in anteprima l’applicazione Comunemio

 

Dipartimento delle istituzioni: promozione ufficiali di Protezione civile

Dipartimento delle istituzioni: promozione ufficiali di Protezione civile

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 31 nuovi ufficiali di Protezione civile, di cui un Comandante di compagnia e 7 sostituti.
Lo scorso 13 dicembre 2019 si è tenuta, presso il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera, una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti, dei Capi istruzione e di diversi istruttori professionisti delle sei Regioni di Protezione civile, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, ten col SMG Ryan Pedevilla, si è complimentato con i promossi, consegnando loro i diplomi di riconoscimento quale ringraziamento per l’attività fin qui svolta e per l’impegno e la disponibilità a favore di tutta la cittadinanza.
I neo promossi sono:

Regione PCi 3 Valli
I tenente Bontà Augusto
tenente Charpié Antoine
tenente Guscetti Curzio
tenente Lunini Matteo

Regione PCi Bellinzonese
tenente Castelli Franco
tenente Censi Enrico

Regione PCi Locarno e Vallemaggia
tenente Andina Nicholas
tenente Genasci-Borgna Massimo
tenente Quaglia Didier
tenente Rullo Paolo

Regione PCi Lugano-Campagna
capitano Lischetti Luca
tenente Airaghi Filippo
tenente Copa Loris
tenente Gandola Steven
tenente Ponti Patrick

Regione PCi Lugano-Città
I tenente Codoni Lorenzo
I tenente De Pasquale Giuseppe
I tenente Parisi Paolo
I tenente Vismara Raffaele
I tenente Zarrillo Fabio
tenente Massetti Alessandro
tenente Tanzi Filippo
tenente Zanin Danilo

Regione PCi Mendrisiotto
capitano Marending Andrea
tenente Capizzi Francesco
tenente Crivelli Mathieu
tenente Fior Achille
tenente Poli Kilian
tenente Snider Samuele

Sezione del militare e della protezione della popolazione
tenente Cabezas Marco
tenente Marchese Luca

Incidenti in diminuzione ma l’attenzione non è mai troppa

Incidenti in diminuzione ma l’attenzione non è mai troppa

L’impegno in ambito di prevenzione stradale

“Parlare di prevenzione in ambito stradale significa sensibilizzare gli automobilisti – e non solo – a una guida responsabile. Significa convincere tutti gli utenti della strada a rispettare tutti coloro che si muovono sulle nostre strade”: parole del Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Prevenire è meglio che curare. Sembra una banalità, ma è così anche in ambito stradale. L’impegno della Polizia e del Dipartimento delle istituzioni su questo fronte è elevato. I frutti per fortuna si vedono, tenuto conto che negli ultimi anni vi è stata una generale e forte diminuzione degli incidenti con esito letale”. Il Consiglio di Stato ha creato, su input del DI, la commissione “Strade sicure”. “In questo ambito, ormai da alcuni anni, concentriamo gli sforzi. Importante si rivela il coinvolgimento e la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, così da massimizzare le risorse per ottenere i migliori risultati. In questi giorni la campagna “Rifletti” sta promuovendo interessanti iniziative di sensibilizzazione, come la grande istallazione sistemata in Piazza Grande a Giubiasco, con la scritta Rifletti, che vuole indurre chi usa la strada a usare sempre anche la testa (a riflettere, appunto), ma pure a rendersi visibili, attraverso indumenti o catarifrangenti che riflettono la luce. In questi giorni di grande oscurità – non per nulla proprio il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, la santa delle luce – essere ben visibili sulle strade è di aiuto a tutti, oltre che a sé stessi. La campagna di sensibilizzazione si inserisce proprio in questo contesto e in questi mesi invernali in cui aumenta il rischio di incidenti per gli utenti più vulnerabili della strada: pedoni, ciclisti e motociclisti”.

Particolare la “storia” della campagna “Rifletti”. Infatti è il frutto di un’idea vincente premiata a livello nazionale. “La campagna – sottolinea Norman Gobbi – è interamente finanziata dal Fondo Federale di Sicurezza Stradale (FSS), che ha scelto di premiare il concetto presentato dalla Commissione consultiva “Strade Sicure”. Un bel colpo, che ci ha permesso di intensificare la sensibilizzazione, utilizzando denaro che siamo riusciti a farci dare da Berna. Come ho già più volte sottolineato, ogni morto sulle strade è un morto di troppo. Se pensiamo che il 40 per cento degli incidenti è dovuto a disattenzione – e tra questi vi sono anche incidenti molto gravi – ben si capisce l’elevato margine di manovra che abbiamo per migliorare la situazione. Quindi anche da parte mia un invito: “Rifletti quando utilizzi la strada per gli spostamenti, con qualsiasi mezzo, anche quando ti muovi a piedi”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Comuni forti, passa il compromesso

Comuni forti, passa il compromesso

Da www.cdt.ch

Il testo che chiede di stralciare il contributo annuo al Cantone è ricevibile ma il dossier è congelato in attesa della riforma Ticino 2020.
L’iniziativa «Per Comuni forti e vicini al cittadino» promossa nell’autunno 2018 dai Municipi di Canobbio, Melide e Vernate, è stata ritenuta ricevibile dal Gran Consiglio, ma «sospesa» in attesa dell’avvio del progetto Ticino2020, ovvero la riforma che mira a ridefinire i rapporti tra Cantone e Comuni.
Il testo aveva raccolto l’adesione di 62 enti locali e chiedeva di stralciare il contributo comunale di 25 milioni di franchi, prevedendone uno «di 13,13 milioni annui per l’insieme dei Comuni».
Un cambio di rotta che, sbarcato in Commissione della gestione, è stato leggermente ritoccato. Sì, perché il compromesso individuato in Gestione prevede che si passi dagli attuali 25 milioni di franchi a 12,5 milioni per il 2020, rispettivamente per il 2021, per poi essere abolito del tutto a partire dal 2022: “Il testo in discussione segnala una profonda insoddisfazione dei Comuni rispetto ai flussi finanziari con il Cantone” ha dichiarato il capogruppo PPD Maurizio Agustoni e co-relatore del rapporto.
Dal canto suo, Nicola Pini (co-corelatore PLR) ha precisato come «la formulazione della proposta di compromesso vuole da un lato essere un segnale distensivo verso i rapporti tra enti locali e istituzionali e dall’altro costruttivo verso i comuni». Ma non solo: per Pini, oltre ad andare a dimezzare il contributo comunale, «è importante che si faccia una discussione più che mai necessaria sui flussi finanziari e sulle competente tra Cantoni e Comuni».
La soluzione trovata dalla Commissione della gestione è stata vista di buon occhio dalla maggioranza dei parlamentari che con 66 voti a 15 ha dato luce verde al rapporto. «Il PLR – ha aggiunto Aaron Piezzi – saluta positivamente lo sforzo fatto da tutti gli attori coinvolti. La risoluzione del problema sollevato dall’iniziativa dei Comuni andrebbe trovata proprio in Ticino 2020». Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Lega che attraverso le parole di Boris Bignasca, accoglie con spirito positivo il rapporto in quanto «si chiude una fase dove il Governo, in situazione disperata, aveva cominciato una richiesta spasmodica di entrate e di ricavi».
«Negli ultimi sei anni i Comuni hanno contribuito con un importo complessivo di 150 milioni di franchi al finanziamento di compiti cantonali che hanno indebolito le risorse comunali a discapito dei bisogni dei cittadini», ha dichiarato Luca Pagani (PPD). Anche Paolo Pamini (UDC) e Andrea Stephani (Verdi) considerano il compromesso «un primo passo nella giusta direzione». Sul fronte socialista, il partito ha firmato il rapporto con riserva perché «la manovra non convince in quanto appare come una cosmesi finanziaria sugli anni contabili 2020 e 2021», ha dichiarato Fabrizio Sirica.
Il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta è intervenuto sulla parte più generale del dibattito, precisando che «il Governo si è sempre detto disposto a una discussione costruttiva con i Comuni, ma tenendo conto anche delle esigente cantonali». Il consigliere di Stato Norman Gobbi, entrando più nel dettaglio, ha definito la riforma Ticino2020 «necessaria e opportuna per uniformare una situazione che sul territorio sta trovando forti insoddisfazioni».