Votazione del 26 settembre 2021 – Il commento del Consiglio di Stato

Votazione del 26 settembre 2021 – Il commento del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto dei risultati della votazione cantonale odierna su tre iniziative popolari.

Iniziativa popolare «Basta tasse e basta spese, che i cittadini possano votare su certe spese cantonali»

Il Consiglio di Stato ha preso atto del voto odierno della cittadinanza, che ha respinto l’iniziativa popolare «Basta tasse e basta spese, che i cittadini possano votare su certe spese cantonali» e ha accolto il controprogetto approvato dal Gran Consiglio il 23 febbraio 2021.
La modifica costituzionale approvata dalla cittadinanza istituisce lo strumento del referendum finanziario obbligatorio «filtrato» dal Parlamento. In particolare, il controprogetto stabilisce che il Gran Consiglio, con un terzo favorevole dei presenti e con un minimo di 25 deputati, potrà sottoporre a referendum gli atti comportanti una spesa unica superiore a 30 milioni di franchi o una spesa annua superiore a 6 milioni di franchi per almeno quattro anni.
Il Governo ricorda che il controprogetto adottato nella votazione odierna è il frutto di un lungo periodo di trattative fra la Commissione parlamentare della gestione e gli iniziativisti.

Iniziativa popolare «No alle pigioni abusive, sì alla trasparenza: per l’introduzione del formulario ufficiale ad inizio locazione»
Il Consiglio di Stato saluta positivamente la decisione della cittadinanza, che ha respinto l’iniziativa popolare denominata «No alle pigioni abusive, sì alla trasparenza: per l’introduzione del formulario ufficiale ad inizio locazione».
Le statistiche mostrano che sul mercato immobiliare vi sono numerose abitazioni disponibili, elemento che contribuisce a mantenere le pigioni a un livello moderato. Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio non ritenevano quindi necessario introdurre l’uso di un modulo ufficiale per la conclusione di un nuovo contratto di locazione. Va comunque sottolineato che le norme attualmente in vigore consentono già al Consiglio di Stato di intervenire in modo mirato qualora in determinati Comuni si verificasse una penuria di abitazioni disponibili.

Iniziativa popolare «Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa»
Il Consiglio di Stato prende atto della decisione della cittadinanza, che ha approvato l’iniziativa popolare «Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa». Governo e Parlamento cantonale proponevano di respingere l’iniziativa.
Il Governo, che avrebbe preferito rimanere al sistema vigente, grazie al quale è già prevista un’indennità per le spese sostenute in caso di assoluzione o di proscioglimento nonché l’assistenza giudiziaria e la copertura delle spese legali e procedurali di chi si trova in una situazione finanziaria precaria, auspica che la soluzione di rimborso adottata non legittimi comportamenti violenti e non incentivi i cittadini a farsi giustizia da sé, con un ricorso accresciuto alle armi.

 Gobbi: “Potenziato il lavoro di intelligence della Polizia”

 Gobbi: “Potenziato il lavoro di intelligence della Polizia”

“Più performanti contro il crimine organizzato, ma non solo”

Il Consiglio di Stato mercoledì ha nominato il capo di un nuovo Reparto delle Polizia giudiziaria (RG4). “È una nomina importante – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – ma soprattutto è importante la creazione di questo nuovo reparto della Polizia giudiziaria. È voluto in primo luogo per rendere ancora più performante la lotta contro la criminalità organizzata. Nel GR4 confluiranno tutti i servizi attivi nella raccolta, nell’elaborazione, nell’analisi e nella divulgazione di informazioni oggi distribuiti in diverse Aree della Polizia cantonale. Si tratta di creare un unico centro di competenza informatico e di intelligence a beneficio dell’operatività del Corpo”.

“Grazie alla strategia che mira a perfezionare il processo di specializzazione di determinati settori, la Polizia cantonale avrà ancora maggiori possibilità per lottare contro il malaffare, per bloccare magari già sul nascere eventuali infiltrazioni della criminalità e per sviluppare strategie preventive contro il crimine”, sottolinea il Consigliere di Stato. Norman Gobbi mette in chiaro come il controllo sul nostro territorio, grazie a uno scambio continuo delle informazioni e a un lavoro cosante di intelligence, sia essenziale per giungere a risultati concreti. “Non si tratta di invadere gli spazi dei cittadini, ma di inserirsi in processi anche informatici che nascondono attività criminali. Poter individuare tali attività ci consente di intervenire a protezione della sicurezza dei ticinesi, dei loro beni e delle loro attività economiche”.

A proposito di controlli, proprio questa settimana sono giunte dal Tribunale federale due sentenze che modificano la giurisprudenza in ambito di concessione di permessi di soggiorno, allargano le maglie per chi chiede un permesso. “Ciò provocherà sicuramente dei contraccolpi – annota il Consigliere di Stato Norman Gobbi. I nuovi paletti definiti dal TF permetteranno a un cittadino dell’UE di ottenere la residenza anche senza abitare in modo continuativo in Ticino. Basta che vi rimanga almeno per sei mesi e un giorno. Vedo già dietro l’angolo il rischio di abusi, soprattutto nel campo degli aiuti sociali. Dovremo essere pronti a mantenere i controlli, sui quali peraltro sia il Tribunale amministrativo cantonale, sia il Tribunale federale hanno sempre dato il loro sostegno”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.