Peste suina africana: bilancio positivo dell’esercitazione tra i partner SMPP

Peste suina africana: bilancio positivo dell’esercitazione tra i partner SMPP

Comunicato stampa

Sull’arco di tre giorni, dal 27 al 29 settembre, si è svolta un’importante esercitazione congiunta, che ha coinvolto alcuni partner della protezione della popolazione: Polizia cantonale, Protezione civile, Pompieri, Servizi ambulanze, Servizi tecnici, l’Ufficio del veterinario cantonale e l’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo. L’esercizio messo in atto presentava quale scenario principale un focolaio, presso l’azienda agricola cantonale di Mezzana, con suini colpiti da peste suina africana, malattia che ultimamente si è sviluppata anche nel nord Italia. Lo scenario esercitato ha portato all’allestimento di uno stato maggiore degli enti di primo intervento (SMEPI), poi completato con rappresentanti degli enti partner, al fronte coordinato dalla Polizia cantonale.

L’organizzazione e la pianificazione delle attività svolte, sotto la coordinazione dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione, hanno richiesto un intenso lavoro di preparazione sull’arco di più mesi in quanto i differenti scenari simulati sono stati allestiti ad hoc ed in parte occupati da figuranti. L’esercitazione ha permesso di:

  • Allenare la costituzione di uno SMEPI
  • Esercitare e perfezionare il ritmo di condotta dello SMEPI
  • Esercitare le capacità di condotta dei quadri ai diversi livelli
  • Consolidare le sinergie operative di tutti gli enti coinvolti
  • Testare la prontezza, l’operatività e la capacità a durare degli specialisti in vari ambiti
  • Reagire in maniera coerente e coordinata rispetto ai vari scenari simulati dalla regia

Esercitazioni simili erano già state proposte nel 2019 nella regione dell’alto Vedeggio, simulando una contaminazione da Afta epizootica, e nel 2021 nel Mendrisiotto, quando a essere simulato fu un focolaio di influenza aviaria. L’edizione di quest’anno, su richiesta specifica del Veterinario cantonale, è stata orientata alla peste suina africana, malattia che viene attualmente riconosciuta come una delle principali minacce, in materia di epizoozie, per il nostro territorio. Si ricorda come questo virus è stato trovato in alcune regioni del nord Italia, in particolare nei cinghiali e come questo vettore possa facilmente passare il confine e raggiungere le nostre latitudini. Cogliamo qui l’occasione per sensibilizzare nuovamente la popolazione sui comportamenti cautelativi da tenere, in particolare, smaltendo i rifiuti (resti di cibo e loro contenitori) in modo corretto ed evitando di disperderli in natura.  Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito www.ti.ch/pestesuina.  

Questi esercizi, va ricordato, hanno lo scopo di verificare e assicurare il pieno funzionamento delle misure tecniche e organizzative, al fine di garantire una maggiore sicurezza alla popolazione in caso di eventi particolarmente pericolosi e che richiedono un notevole sforzo organizzativo, sia a livello di mezzi sia a livello di personale messo in campo. A seguito dei risultati ottenuti, che saranno valutati nelle prossime settimane, verranno predisposti dei correttivi, laddove necessario, per ulteriormente migliorare l’istruzione e l’efficacia d’intervento sul terreno e di condotta in situazioni che superano, per l’elevato grado di minaccia, l’ordinaria attività dei diversi enti.

Come per le precedenti edizioni del 2018 e del 2021 la direzione dell’esercizio si è detta soddisfatta dei risultati raggiunti e intende continuare a riproporre a scadenze regolari questa importante attività di formazione continua che permette di essere pronti a rispondere in maniera adeguata alle differenti emergenze che potrebbero sorgere a livello cantonale.  

I 70 anni del soccorso aereo alla Base Rega di Magadino

I 70 anni del soccorso aereo alla Base Rega di Magadino

Giornata di porte aperte sabato, all’aeroporto cantonale

La Rega porta rapido soccorso aereo medicalizzato dal 1952. Ciò è reso possibile grazie alle sue sostenitrici e ai suoi sostenitori. In occasione del suo 70esimo anniversario, la Rega desidera ringraziare la popolazione per il suo prezioso sostegno e festeggiare con lei, con la giornata delle porte aperte il prossimo 1° ottobre presso la Base Rega Locarno. L’evento si terrà in concomitanza con ‘Telethon Vola’ e il ricavato della manifestazione sarà a beneficio dei bambini e delle famiglie nella Svizzera italiana toccati da una malattia rara. L’elibase della Rega nella Svizzera italiana effettua missioni di soccorso aereo dal 1980 ed è saldamente ancorata nel territorio. Inizialmente consisteva in un hangar in subaffitto all’aeroporto cantonale di Locarno, un elicottero del tipo Alouette III e due piloti. Nel 1982 fu inaugurato l’edificio proprio, con un hangar separato e una sala per conferenze e corsi teorici, mentre l’11 aprile 2013 è stata aperta ufficialmente la nuova Base Rega Ticino, costruita rispettando gli standard energetici ottimali e a prova di esondazione.

A favore di Telethon
Sabato 1° ottobre le porte dell’hangar saranno aperte al pubblico dalle 10 alle 17. Si tratta di un’occasione unica per conoscere di persona i piloti, i medici d’urgenza e i paramedici che formano gli equipaggi Rega, come pure i nostri partner d’intervento, scoprire la loro “casa” e vedere da vicino i nostri elicotteri, l’AgustaWestland Da Vinci (in dotazione alla base di Locarno) e un Airbus Helicopters H145 (in dotazione nelle basi di pianura). Sempre sul sedime dell’aeroporto e della Base aerea militare, si terrà in concomitanza Telethon Vola, manifestazione benefica, in collaborazione con Swiss Helicopter (che festeggia i suoi 10 anni di esistenza), Aero Locarno Sa e la Rega. Oltre a numerose attrazioni per tutti i gusti e tutte le età sarà possibile volare su aerei o elicotteri. L’intero ricavato della giornata delle porte aperte della Rega andrà alla Fondazione Telethon, che sostiene le persone affette da malattie genetiche rare e le loro famiglie. Infine, a intrattenere il pubblico con dimostrazioni, giochi e spettacoli vari vi saranno l’Associazione Motociclisti Ticinesi (Amct), la Polizia cantonale ticinese, il Gruppo ricerche e constatazioni (Grc) della Polizia cantonale, il Servizio ambulanza Locarnese e Valli (Salva), gli alpinisti esperti nel soccorso in elicottero del Soccorso alpino svizzero, Toni Milano, paratleta professionista e ambasciatore Telethon, l’Associazione Ridere per Vivere, i Mini Pompieri del Gambarogno, i corni delle Alpi e i RollStar & Focaccia Group Suisse.
Sul posto saranno in funzione due punti di ristoro per i visitatori con pietanze calde e fredde e una gelateria.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 28 settembre 2022 de La Regione

Assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

L’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori alla guida della Comunità di lavoro

L’Assessore a enti locali, montagna e piccoli comuni di Regione Lombardia, Massimo Sertori, ha assunto oggi la Presidenza della Comunità di lavoro Regio Insubrica, durante l’Assemblea generale tenutasi a Varese, nella cornice di Villa Recalcati.
Per l’occasione, è stato ricordato che durante l’anno di presidenza lombarda prenderanno avvio le misure del nuovo programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, di cui il territorio della Regio Insubrica rappresenta il fulcro. Viene inoltre rilanciato l’appuntamento dei primi Stati generali della Cultura e del Turismo della regione insubrica, la cui Assemblea plenaria si terrà il 17 novembre, un’occasione importante per promuovere la ripresa in un settore chiave per l’economia della regione.
Dopo i saluti iniziali del Prefetto Salvatore Rosario Pasquariello, del Sindaco Davide Galimberti e del Vicepresidente della Provincia Alberto Barcaro, il Presidente uscente Norman Gobbi – Consigliere di Stato del Cantone Ticino – ha introdotto i lavori dell’assemblea.
Il rappresentante del Governo ticinese ha ricordato la centralità del ruolo della Regio Insubrica quale espressione delle esigenze di un territorio altrettanto centrale nell’ambito delle relazioni tra Italia e Svizzera. Ruolo che si è rivelato essenziale durante la fase pandemica e che non mancherà di esserlo ora, in questo momento critico caratterizzato da una crisi energetica di portata internazionale e da un’impennata inflazionistica che toccano direttamente anche la fascia di frontiera. Il Consigliere Gobbi ha inoltre ricordato il successo dell’operazione Odescalchi e il ruolo attivo del Cantone e delle Regioni, per il tramite delle Prefetture, nella gestione delle catastrofi a livello transfrontaliero. Ha terminato il suo intervento auspicando una pronta ratifica dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri una volta entrato in carica il nuovo Parlamento in Italia.
Massimo Sertori, Assessore di Regione Lombardia, ha poi assunto la carica di Presidente della Comunità di lavoro Regio Insubrica per l’anno entrante.
“L’impegno – ha affermato l’assessore Sertori nel suo discorso di insediamento – è quello di rafforzare la nostra cooperazione, in un’ottica sempre più vicina e funzionale alle esigenze dei nostri territori con un occhio alle principali sfide in ambito locale ed europeo: lavorare ad una mobilità più efficiente, integrata e sostenibile, promuovere azioni per la salvaguardia ambientale e azioni di rilancio del comparto turistico e culturale come elementi propulsori dell’economia del territorio insubrico dopo due anni di pandemia”.
“Le attività realizzate nell’ultimo anno – ha continuato Sertori – testimoniano lo slancio che la Regio Insubrica mantiene nel promuovere e facilitare la cooperazione tra i tre territori a tutti i livelli, nonché la propensione a farsi portavoce presso le autorità nazionali di istanze e temi fondamentali anche in ottica di relazioni bilaterali tra i due Paesi e in chiave europea, già a partire dal prossimo dialogo sulla cooperazione bilaterale tra Italia e Svizzera in programma entro la fine dell’anno”.
“La Lombardia – ha sottolineato Sertori – assume la presidenza in un momento cruciale, quello dell’avvio del nuovo Programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera 21-27, di cui il territorio della Regio Insubrica rappresenta l’area funzionale di maggiore impatto in tutto il perimetro del Programma: nostro compito sarà quello di facilitare l’emersione di progettualità di valore e la più ampia partecipazione di imprese e soggetti del sistema della conoscenza affinché i nostri territori possano esprimere a pieno il loro potenziale. Per i prossimi mesi sarebbe interessante avviare un confronto all’interno della Regio Insubrica sul percorso di avvicinamento alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 considerato il forte impatto economico e sociale che l’evento avrà per l’intero territorio e un confronto sul tema delle comunità energetiche, tema di particolare interesse e attualità”.
“Un momento di lavoro quello di oggi – ha concluso l’assessore Sertori – che ha permesso di consolidare la sinergia tra Lombardia, Ticino e Piemonte, con l’obiettivo sfidante di portare avanti strategie e obiettivi comuni per migliorare la qualità di vita delle nostre comunità”.
Un intervento ad ampio raggio quello dell’Assessore all’ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati, che ha puntato l’attenzione su tutte le problematiche con le quali, in questo anno, ci si è dovuti confrontare. “Oggi stiamo vivendo un altro momento difficile – ha sottolineato – quello dell’approvvigionamento energetico conseguente al conflitto tra Ucraina e Russia; tuttavia, pur nel panorama ancora molto difficile, per il nostro territorio e per le nostre imprese, stiamo vivendo un momento di grande fermento: ci avviciniamo infatti a scaricare a terra i primi progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con i decreti per le comunità energetiche che contribuiranno a rendere il nostro territorio più autonomo sotto il profilo energetico”.
E sulla sostenibilità, l’assessore ha sottolineato come “sia fondamentale investire, in sinergia con il mondo accademico e della ricerca, tenendo in debito conto tutti gli aspetti collegati alla sostenibilità, da quello sociale a quello ambientale, passando per quello economico e turistico”.
E su quest’ultimo aspetto “Il 5 ottobre si terrà a Novara il primo appuntamento degli Stati generali della Cultura e del Turismo, l’inizio di un percorso il cui obiettivo è quello di sviluppare la regione transfrontaliera e la regione dei laghi da un punto di vista turistico e ambientale, promuovendo un turismo sostenibile”. E sull’importanza della Regio Insubrica “in questo momento l’alleanza e la collaborazione già esistenti sono fondamentali. Dobbiamo lavorare in stretta sinergia. Il nostro compito sarà quello di portare sul tavolo del nuovo Governo anche le tematiche territoriali”.
Il Rapporto sulle attività svolte dalla Regio Insubrica nel 2022 è stato infine presentato dal Segretario Francesco Quattrini e approvato all’unanimità dall’assemblea. In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2022 e consuntivo 2021.

Vent’anni di Strade Sicure e ‘il Ticino torna nella media’

Vent’anni di Strade Sicure e ‘il Ticino torna nella media’

Il numero di incidenti a sud delle Alpi è calato del 63% in 20 anni, rientrando in linea con i dati nazionali

«In vent’anni siamo riusciti a ridurre il numero d’incidenti e di morti sulle nostre strade, portando il dato ticinese in linea con quello nazionale». È decisamente positivo il bilancio tracciato dal direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi sui primi 20 anni di ‘Strade Sicure’, il progetto di prevenzione che mira a diminuire gli incidenti della circolazione stradale. «Siamo passati dai 1’612 incidenti con vittime nel 2002 ai 669 dello scorso anno. Si tratta di una diminuzione del 63%». Significativo anche il dato legato ai decessi, specialmente se paragonato al resto della Svizzera: in quasi dieci anni in Ticino si è passati da 51,6 incidenti con vittime – ogni 10mila abitanti – a 19,1. Nel resto del Paese la discesa è stata inferiore (da 32,6 a 20,1). «È il segnale che la prevenzione premia. Un discorso che è stato esteso anche ad altri progetti, tutti raggruppati sotto il tetto della campagna ‘Ticino Sicuro’».

‘Una mobilità sempre più complessa e integrata’
Durante l’incontro con i media, al quale hanno partecipato anche i diversi partner attivi sul territorio, è stato rimarcato il cambiamento che il settore della mobilità ha subito nel tempo. «Le automobili di oggi hanno sicuramente una serie di strumenti che ne aumentano la sicurezza», ha riconosciuto Gobbi. «Allo stesso tempo sono aumentate anche le distrazioni per il conducente. Il cellulare alla guida è un problema e sono ancora troppi i guidatori che rispondono a telefonate o messaggi mentre si trovano al volante. Senza dimenticare che la mobilità è sempre più integrata e complessa, penso ad esempio ai monopattini elettrici. Bisogna fare attenzione». Un problema che tocca soprattutto i giovani, per questo motivo si punta sempre di più a sensibilizzare attraverso i social network con campagne e messaggi mirati.

‘La polizia fa anche prevenzione’
Un ruolo attivo lo ricoprono anche le forze dell’ordine. «La prevenzione fa parte dei compiti degli agenti, anche se a volte ce lo si dimentica visto che non rientra nelle statistiche», ha affermato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. «A questo si affiancano i controlli, per poter verificare se la popolazione ha recepito il messaggio». Un’azione preventiva, ha segnalato il capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova, «che si vuole sempre più scientifica ed efficiente».
Per quanto riguarda il futuro lo sguardo è rivolto anche alla popolazione più anziana, con il progetto ‘Guidare in tutta sicurezza nella terza e quarta età’ che ha lo scopo di «fornire maggiori strumenti alla fascia più anziana della popolazione per vivere la mobilità in sicurezza e serenità», ha affermato il capo progetto di ‘Strade Sicure’ Renato Pizolli.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 28 settembre 2022 de La Regione

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Strade sicure cresce e le sfide evolvono

Il progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni compie vent’anni Più che di bilanci, si parla però di nuovi obiettivi – Il focus verrà posto sugli anziani al volante Dal 2002 a oggi gli incidenti con vittime, nel nostro cantone, sono comunque diminuiti del 63%

Meno 63%. Basterebbe questo dato, in fondo, al Dipartimento delle istituzioni (DI), per definire l’importanza del suo progetto di prevenzione stradale. Da quando è stato introdotto Strade sicure, l’incidenza degli incidenti con vittime, in Ticino, è scesa del 63%. Secondo il rapporto Sinus 2021, «dal confronto dei dati relativi agli infortuni del 2020 con quelli del 2010, nelle tre regioni linguistiche, emerge che i danni gravi alla persona hanno registrato il calo più netto in Ticino: -45%».

Maggiore scientificità
Il progetto insomma funziona. E funziona, hanno spiegato ieri Norman Gobbi, direttore del DI, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il presidente della commissione di Strade sicure, Cristiano Canova, e il capoprogetto Renato Pizolli, perché ha saputo evolvere nel tempo, rispondendo alle sfide di una mobilità che cambia. Gobbi è stato chiaro: «Oggi non abbiamo più i presupposti del 2002, ma ulteriori sfide. La mobilità è sempre più integrata e complessa». Il 2002 è l’anno di nascita di Strade sicure. All’epoca, a capo del DI, c’era Luigi Pedrazzini. Il traffico, anche in Ticino, oggi ha cambiato faccia. Altre quindi le coordinate, anche se alcune costanti restano (basti pensare al tema dell’alcolemia). Negli ultimi anni si è parlato molto di distrazione alla guida, di monopattini, di mobilità elettrica. Insomma, ogni epoca ha una sua sfida. E anche la campagna quindi trova di volta in volta nuovi sfoghi, nuovi vettori, fino ai social. Canova ha dal canto suo sottolineato proprio l’aspetto della crescita del progetto, vissuta nel segno della continuità e di una sempre maggiore «scientificità».

Una priorità
Perché «la prevenzione è una priorità» (Cocchi dixit). Al comandante della Polizia cantonale è toccato anche l’onere di ricordare la fondamentale funzione dei controlli. «Ci servono per capire se il messaggio di prevenzione è stato percepito. E se ci accorgiamo che il messaggio non è passato, lo ricalibriamo ». Riassumendo, le autorità descrivono Strade sicure come una sorta di risposta in movimento alle domande della popolazione in termini di sicurezza stradale. Una risposta che, ammettono, è sempre più complessa, al punto da richiedere una struttura meglio coordinata, che chiami in causa anche un livello accademico e i vari enti, altre autorità, a cominciare da quelle comunali, e le associazioni di categoria.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 28 settembre 2022 del Corriere del Ticino

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Strade sicure porta il Ticino in carreggiata
Vent’anni di progetto che allineano il numero di incidenti alla media svizzera – Lanciata inoltre un’azione mirata alla fascia anziana della popolazione

Strade sicure compie 20 anni e oggi, martedì, si è tenuta a Bellinzona la conferenza stampa per fare il punto della situazione in merito a questo progetto nato nel 2002 per favorire la sicurezza nell’ambito della circolazione stradale coordinando, tra le varie misure, tutte le azioni di prevenzione dei vari enti presenti nella regione. Uno dei traguardi raggiunti è stato portare i dati ticinesi nella media delle statistiche nazionali.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha passato in rassegna le cifre di questo successo. ” Dal 2002 ad oggi gli incidenti con vittime sono diminuiti del 63%. Se pensiamo che 20 anni fa l’incidenza degli incidenti con feriti o morti era per ogni 10’000 abitanti di 51.6 in Ticino e di 32.6 in Svizzera e che vent’anni dopo, nel 2021, questo tasso è sceso a 19.1 in Ticino e 20.1 in Svizzera, ben si capisce l’enorme progresso registrato nel nostro Cantone.”
Il trend è positivo anche per il rapporto Sinus 2021 , ossia il dato sul livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale. Si attesta infatti che dal 2010 al 2020 in Ticino si è registrato il calo più netto di incidenti con danni gravi alle persone (-45%), mentre nella Svizzera tedesca nel medesimo periodo il calo è stato dell’8% e in Romandia del 25%”, ha affermato Norman Gobbi.
Risultati soddisfacenti che lasciano però spazio a nuove sfide. Il Capo progetto di Strade sicure Renato Pizolli ha infatti presentato “Guidare in tutta sicurezza nella terza e quarta età”, un’azione che si pone come obbiettivo quello di fornire maggiori strumenti alla fascia più anziana della popolazione per vivere la mobilità in piena sicurezza e serenità.

Da www.rsi.ch/news
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Strade-sicure-porta-il-Ticino-in-carreggiata-15662674.html

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15663694

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 27 settembre 2022 de Il Quotidiano

‘Mi auguro siano scelte consapevoli e responsabili’

‘Mi auguro siano scelte consapevoli e responsabili’

Alla vigilia dell’incontro che riunirà i sindaci per parlare di aggregazione, abbiamo chiesto il parere del caposezione Enti locali Marzio Della Santa

«Mi auguro vengano fatte delle scelte consapevoli e responsabili, qualsiasi esse siano». Per il comprensorio del Basso Mendrisiotto si avvicinano giorni cruciali. Dopo aver esaminato il rapporto della Sezione Enti locali (Sel) in merito ai vari workshop di studio di inizio giugno, i sindaci di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo torneranno a sedersi allo stesso tavolo per prendere decisioni sul futuro. Quanto emerso va ulteriormente approfondito o le conclusioni sono già sufficienti per avviare uno studio aggregativo? E con quali confini? Al citato tavolo ci sarà anche Marzio Della Santa, a capo della Sel, che abbiamo contattato per parlare della procedura utilizzata e capire quali potranno essere i prossimi passi. «Evidentemente – spiega Della Santa a ‘laRegione’ – mi auguro vengano fatte delle scelte che favoriscano lo sviluppo del Basso Mendrisiotto, partendo dall’idea che non c’è solo un modo per arrivare al risultato, ma ci sono vie più facili e vie più difficili. Sarà questa la vera assunzione di responsabilità».

Obiettivo creare una visione
La richiesta di sedersi a un tavolo è stata lanciata un anno fa da Vacallo. «Ribadiamo il concetto che l’aggregazione deve venire dal basso – puntualizza il caposezione –, che deve maturare quel consenso necessario per poter dare avvio a un’istanza aggregativa e che durante il percorso ci sono chiarimenti da fare per creare il consenso nella popolazione a favore del progetto». Se questo si realizza, «si traduce nella decisione che i Municipi devono prendere autonomamente – e hanno tutta la libertà di scegliere e decidere ciò che loro ritengono opportuno per la loro realtà – assumendosene le responsabilità». Per Marzio Della Santa quello appena descritto «è un aspetto importante: quello portato avanti è stato un lavoro fatto per cercare di visualizzare, immaginare e dare la possibilità a municipali, consiglieri comunali coinvolti e rappresentanti della società civile, coinvolti in una sorta di spazio di progettazione partecipativa privilegiata, di immaginare il proprio futuro identificando le potenzialità che territorio, società ed economia locale offrono in relazione a questo futuro». Il risultato è stato tradotto nel documento ora nelle mani del Municipio. «Dal nostro punto di vista quanto è scaturito può essere concretizzato attraverso un percorso aggregativo, ma anche in parte da singoli comuni che prendono uno o l’altro progetto e decidono di attuarlo, oppure a livello intercomunale attraverso forme di collaborazione». L’esercizio, Della Santa tiene a ribadirlo, «non era voluto per convincere o portare a dire sì all’aggregazione in automatico, ma per creare una visione e vedere se la stessa ispirava o meno». Durante le prime fasi della discussione si è parlato molto anche dell’esperienza del 2007 (l’aggregazione tra Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo bocciata dalla popolazione, ndr). «È emerso che uno degli elementi che allora è mancato era proprio la presenza di una visione. Da qui il passo di lavorare su questo punto, per poi chiedersi se si vogliono unire le forze, aumentare le collaborazioni o se addirittura qualcuno prende la leadership e porta avanti alcune iniziative emerse».

Un tema, tante sensibilità
Al tavolo della discussione sono presenti sindaci con sensibilità diverse sul tema. «La situazione è nota ed è stata anche uno dei punti di partenza – risponde ancora Della Santa –. Quello che ci manca è una visione comune: quello che possiamo quindi fare è aiutare a definire questa visione comune di sviluppo e chiederci come potrebbe essere il Basso Mendrisiotto nel 2035-2040». Chiarito questo potenziale di sviluppo, «tocca ai Comuni stabilire come poterlo realizzare, autonomamente ma anche responsabilmente, perché dalle scelte che loro prenderanno dipenderà la capacità di avere una progettualità politica». Durante le giornate di Mezzana «non ci siamo chinati sugli aspetti amministrativi perché non era lo scopo dell’esercizio, ma piuttosto su un piano politico-strategico». Da subito è stato stabilito che il lavoro si sarebbe concentrato sulle opportunità aggregative. Ne sono emerse? «Questa è una valutazione politica e non spetta a me rispondere».

Le prossime tappe
In attesa delle risposte definitive dei Comuni, chiediamo a Marzio Della Santa se l’eventuale studio aggregativo sarà portato avanti anche in caso di rinunce. «Dal nostro punto di vista assolutamente sì, non abbiamo vincoli – afferma –. Quello che può essere interessante per i Comuni che rimarranno è riprendere lo studio fatto e adeguarlo al comprensorio. Un comprensorio dove il nuovo Comune potrebbe sempre collaborare con quelli che non hanno continuato con misure che potrebbero essere attuate e comunque servire anche a chi decide di non aggregarsi». L’auspicio del caposezione è che «questo esercizio abbia permesso di unire tutte le persone e le loro energie per andare, decidendo quale sarà la via migliore per arrivarci, a realizzare un Basso Mendrisiotto diverso».

‘C’è la consapevolezza di un Basso Mendrisiotto diverso’
Durante gli incontri di Mezzana, Marzio Della Santa ha avuto la possibilità di confrontarsi anche con i rappresentanti della società civile. La voglia di aggregazione c’è o arriva solo dalla politica? «Se togliamo il velo della politica, posso affermare che in molti partecipanti è maturata la consapevolezza di un Basso Mendrisiotto diverso. C’è chi lo ha espresso anche con forza, auspicando un percorso aggregativo, mentre altri hanno puntato verso una maggior collaborazione intercomunale». Due diverse ipotesi di lavoro che portano il caposezione a sostenere che «indipendentemente dalla decisione che verrà presa sull’avviare o meno una procedura aggregativa, secondo me quanto abbiamo fatto è fondamentale e potenzialmente molto utile per il Basso Mendrisiotto: per la prima volta c’è stato un esercizio dove persone che fino a 5 minuti prima si contrapponevano su alcuni temi, si sono sedute a un tavolo, si sono parlate in maniera chiara e inequivocabile e insieme, tenendo conto delle diverse prospettive, sono riuscite a definire una visione e una serie di obiettivi di qualità di vita che permetterebbero di concretizzare quella visione».

Il Mendrisiotto comune unico
Nel Piano cantonale delle aggregazioni (Pca) era stato disegnato un Mendrisiotto Comune unico. Lo scenario è ancora attuale? «Rimane una guida ispiratrice – risponde Marzio Della Santa –. Non nego però che all’interno della Sezione le piste che stiamo portando avanti portano anche a conclusioni diverse. Se teniamo conto di altri aspetti funzionali legati al Comune, come può essere la funzione comunitaria, gli spazi funzionali a cui si è fatto riferimento nel disegno del Pca oggi verrebbero ridisegnati». Per il responsabile della Sel, infatti, «fintanto che i Comuni non imparano a promuovere una funzione comunitaria tenendo conto delle specificità di quartieri e frazioni, comuni troppo grandi possono anche essere un elemento disgregante sul piano sociale e relazionale».

Articolo pubblicata nell’edizione di martedì 27 settembre de La Regione

Strade sicure da vent’anni in prima linea per la prevenzione

Strade sicure da vent’anni in prima linea per la prevenzione

Comunicato stampa

Oggi si è tenuta la conferenza stampa che ha fatto il punto sui primi 20 anni del progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure. Un tragitto lungo quello ripercorso questa mattina, dal quale emerge un’importante diminuzione degli incidenti della circolazione stradale, in particolare al Sud delle Alpi.  

Nel 2002 veniva ufficialmente costituita la commissione “Strade più sicure”, poi Strade sicure, un progetto che avrebbe focalizzato la sua attenzione sul favorire un’accresciuta sicurezza nell’ambito della circolazione stradale. Uno scopo importante, che ha trovato il suo sviluppo attraverso diverse campagne di prevenzione e progetti puntuali legati al territorio e alle specifiche contingenze del momento. Altro importante obiettivo è stato quello di coordinare le azioni di prevenzione con tutti i partner presenti nella regione. Oggi la Commissione di Strade sicure si compone infatti dei seguenti enti: Ufficio prevenzione infortuni (upi), Suva, PRO VELO Ticino, Touring Club Svizzero (TCS), Automobile Club Svizzero (ACS), Associazione traffico e ambiente (ATA), Associazione Svizzera Maestri conducenti (ASMCTI), Mobilità pedonale Svizzera, Nez Rouge, Ufficio federale delle strade (USTRA), Dipartimento del territorio (DT), Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Polizia cantonale, Associazione delle Polizie comunali ticinesi.    
Nel corso dell’odierna conferenza stampa, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi ha sottolineato come questo lungo percorso abbia inciso in maniera significativa anche sulla sicurezza oggettiva delle nostre strade: “Dal 2002 ad oggi gli incidenti con vittime sono diminuiti in maniera significativa (-63%), allineando il Ticino alla media Svizzera. Se pensiamo che 20 anni fa l’incidenza degli incidenti con feriti o morti era per ogni 10’000 abitanti di 51.6 in Ticino e di 32.6 in Svizzera e che vent’anni dopo, nel 2021, questo tasso è sceso a 19.1 in Ticino e 20.1 in Svizzera ben si capisce l’enorme progresso registrato nel nostro Cantone. Anche il rapporto Sinus 2021 sul “Livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale” attesta che dal 2010 al 2020 in Ticino si è registrato il calo più netto di incidenti con danni gravi alle persone (-45%), mentre nella Svizzera tedesca nel medesimo periodo il calo è stato dell’8% e in Romandia del 25%”, ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  
Dal canto suo l’avv. Cristiano Canova, Presidente della Commissione Strade sicure e Capo della Sezione della circolazione, ha sottolineato il ruolo di coordinamento e valorizzazione dell’attività esistente per creare un effetto moltiplicatore. Da qui, imprescindibile è il coinvolgimento di tutti gli enti e di tutte le associazioni.
Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha ribadito l’importanza della prevenzione nel lavoro quotidiano di polizia e ha sottolineato l’ottima interazione che si è consolidata negli anni tra Strade sicure e Polizia cantonale in diversi ambiti. Il Comandante Cocchi ha inoltre evidenziato come la prevenzione non possa prescindere da un’attività di controllo che consolidi l’attenzione dell’utenza su questi temi delicati.  
Il Capo progetto di Strade sicure Renato Pizolli ha dal canto suo illustrato le nuove sfide. In particolare ha presentato il progetto “Guidare in tutta sicurezza nella terza e quarta età”, un’azione che ha l’obiettivo di fornire maggiori strumenti alla fascia più anziana della popolazione per vivere la mobilità in piena sicurezza e serenità.

“Mai abbassare la guardia nella lotta contro il terrorismo”

“Mai abbassare la guardia nella lotta contro il terrorismo”

Norman Gobbi dopo la condanna per tentato omicidio della donna che ferì due clienti alla Manor

“È senza dubbio un duplice tentato assassinio a sfondo jihadista”, così si è espressa la giudice del Tribunale penale federale, condannando lunedì scorso la donna che il 24 novembre del 2020 aveva colpito con un coltello due clienti alla Manor di Lugano, ferendone in particolare una in modo grave. “È stato un atto terroristico, compiuto da un cosiddetto “lupo solitario” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – e la Corte del Tribunale penale lo ha detto chiaramente dando lettura della sentenza. Ridurre quanto fatto dall’imputata al gesto di una malata mentale, ha sottolineato, e dimenticare le sue convinzioni ideologiche e i mezzi usati è sbagliato. Quanto avvenuto a Lugano è stato un evento grave. Mi ricordo ancora lo scetticismo, soprattutto di una certa parte dei media ticinesi, sul grave atto verificatori in pieno centro a Lugano in un negozio affollato. Quasi si trattasse solo di un gesto di una pazza e nemmeno così tanto pericoloso. Anche la conferenza stampa subito organizzata dalla Polizia cantonale per informare correttamente l’opinione pubblica sulla gravità dell’accaduto, complice una mancata presa di posizione della Polizia federale e la non partecipazione del Ministero pubblico della Confederazione, venne criticata. Critica giusta, ma che venne indirizzata alle persone sbagliate. Perché la Polizia cantonale in quelle concitate ore fu l’unica istituzione che colse subito la gravità. Prova ne sia la sentenza dell’altro giorno del Tribunale penale federale”.

Anche alle nostre latitudini, quindi possono succedere fatti di questa natura. “Purtroppo sì. Non siamo immuni e il terrorismo ha colpito la comunità ticinese in modo grave all’estero – e qui va il mio pensiero alle famiglie gravemente toccate dall’attentato di Marrakech del 2011 – e all’interno dei nostri confini nazionali. In questo senso l’attenzione deve sempre essere al massimo. Il contrasto al terrorismo rimane una delle sfide che tutte le nazioni si sono poste. La Svizzera ha sviluppato una rete per monitorare il fenomeno ed essere in grado di intervenire. Anche a livello ticinese il pericolo della radicalizzazione di natura jihadista non viene mai sottovalutato. Oltre alla effettiva collaborazione di intelligence che siamo in grado di assicurare alle autorità federali, abbiamo sviluppato anche un canale volto alla prevenzione, alla sensibilizzazione, che sia in grado di far emergere potenziali pericoli o di scongiurarli sul nascere. Qui parlo di “stop radicalizzazione estremismo”, il portale del Cantone sul web dedicato al tema. Uno strumento molto utile e che si rivolge a tutti coloro che vivono un disagio o delle difficoltà di fronte a dei fenomeni di radicalizzazione ed estremismo violenti. Un numero di telefono (079 953 46 82), grazie al quale si possono esporre i propri problemi, ma pure si possono segnalare atteggiamenti di persone che destano sospetti. “Stop radicalizzazione ed estremismo” rientra nell’ambito delle 5 campagne “Ticino Sicuro”, che il Dipartimento delle istituzioni porta avanti per creare una società sempre più sicura in Ticino. Un impegno a 360 gradi a favore delle cittadine e dei cittadini del nostro Cantone”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Pubblicato il bando di concorso per la nuova o per il nuovo capo della Sezione della circolazione

Pubblicato il bando di concorso per la nuova o per il nuovo capo della Sezione della circolazione

Comunicato stampa

A partire dal 1. aprile 2023 l’avv. Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, beneficerà del pensionamento anticipato. Il Dipartimento delle istituzioni ha proceduto oggi a pubblicare il bando di concorso per la ricerca del nuovo o della nuova capo Sezione della circolazione, bando che rimarrà aperto sino al 14 ottobre 2022.

Cristiano Canova è funzionario dirigente del Dipartimento delle istituzioni da oltre 30 anni. È infatti stato nominato dal Consiglio di Stato a capo della Sezione della circolazione nel 1990, all’età di 30 anni, dopo aver ottenuto la licenza in diritto a Berna nel 1986 e il brevetto d’avvocato nel 1988 al termine della pratica svolta presso lo studio legale avv. Gian Mario Pagani di Chiasso. Dopo il praticantato, per tre anni, è stato segretario assessore alla Pretura di Mendrisio-Sud. Durante la sua attività quale capo Sezione è stato membro del comitato dell’Associazione svizzera dei servizi della circolazione per oltre 20 anni; presidente della Commissione giuridica della citata Associazione dal 2000 al 2008; membro di comitato del Fondo svizzero per la sicurezza stradale dal 2012 ad oggi e presidente in carica della Commissione cantonale Strade sicure.

La candidata o il candidato a capo della Sezione della circolazione dovrà avere una formazione a livello universitario, scuola politecnica federale o scuola universitaria professionale (livello bachelor+master) preferibilmente nell’ambito del diritto, economico e tecnico specialistico, nonché vantare una pluriennale esperienza di conduzione di gruppi medio/grandi ed avere ottime conoscenze della lingua italiana e buone conoscenze (scritte e parlate) delle lingue ufficiali e conoscenze dell’inglese. Il bando di concorso rimarrà aperto sino a venerdì 14 ottobre 2022.

È possibile consultare le condizioni d’impiego e inviare la candidatura all’indirizzo www.ti.ch/concorsi

Giornata cantonale dell’integrazione 2022

Giornata cantonale dell’integrazione 2022

Comunicato stampa

Il ruolo delle diaspore attraverso le esperienze della principessa d’Afghanistan Soraya Malek e dell’ex calciatore della Nazionale svizzera Valon Behrami    

Sabato 1. ottobre 2022 a Locarno si svolgerà la Giornata cantonale dell’integrazione nell’ambito della Festa dei Popoli. La collaborazione tra il Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni e la Città di Locarno ha permesso di riunire una quarantina di enti e comunità che si occupano di progetti d’integrazione e di persone con retroterra migratorio. In questo contesto una tavola rotonda in programma alle 14.30 nella sala del Consiglio comunale a Palazzo Marcacci svilupperà la riflessione sul ruolo delle diaspore, afgane e non solo, attraverso alcune voci prestigiose: la principessa d’Afghanistan Soraya Malek, punto di riferimento delle diaspore afgane all’estero, e Valon Behrami, calciatore con 83 presenze nella Nazionale svizzera nato a Mitrovica, che rievocherà la sua esperienza di esule dal Kosovo. Con loro anche il giornalista e ricercatore Giuliano Battiston.

Da Kabul a Roma, da Mitrovica a Stabio: due destini diversi, uniti dallo stesso sguardo nostalgico verso il proprio Paese d’origine, nonostante un percorso di successo. Chi appartiene a una diaspora svolge un ruolo fondamentale nell’integrazione dei propri connazionali nella società di accoglienza, fornendo al contempo un considerevole contributo allo sviluppo del proprio paese. La riflessione sul ruolo delle diaspore in Ticino darà anche l’occasione per individuare le possibilità di collaborazione tra istituzioni e attori della diaspora nell’attività di accoglienza e integrazione in Ticino dei propri esuli.

Grazie alla moderazione di Giancarlo Dionisio, giornalista, saranno rievocati i capisaldi della ricerca di Giuliano Battiston sul ruolo fondamentale della diaspora afghana in Italia, in particolar modo quale motore di sviluppo socio-economico e nella risposta alla crisi dopo il ritorno dei talebani. La diaspora afghana ha avuto anche un capitolo tutto ticinese, con la presenza stabile a Locarno, tra il 1957 e il 1959, di Re Amanullah Khan, sovrano dell’Afghanistan sino al momento dell’esilio nel 1929. Questo fatto sarà rievocato dalla nipote principessa Soraya Malek, nata in Italia e oggi impegnata a sostegno del suo popolo. Con lei, Hossein Azimi, vice-presidente dell’Associazione Comunità Afgana in Ticino, evocherà l’accoglienza e il percorso di integrazione dei suoi connazionali nel Cantone.

La comunità kosovara in Svizzera ha radici lontane. La sua presenza nella Confederazione risale agli anni ’60, grazie all’arrivo di numerosi lavoratori. L’apice è poi stato raggiunto negli anni ’90 durante la guerra durata sino al 1999. Oggi si stimano circa 8000 kosovari in Ticino, e tra i 200 e i 250’000 in tutta la Svizzera. Tra questi la famiglia di Valon Behrami, nato nella ex Jugoslavia nel 1985 e giunto in Ticino nel dicembre 1994. A Locarno rievocherà la sua esperienza migratoria. Grazie al calcio ha avuto l’opportunità di vivere un percorso sportivo straordinario. Ciononostante, non sono mancati eventi traumatici dai quali come migrante è fuggito, e come altri kosovari ha mantenuto un forte legame con la terra d’origine.

La Giornata cantonale dell’integrazione 2022 coincide con la Festa dei Popoli, tradizione interrotta nel 2008, che la Città di Locarno intende riprendere per superare il particolare periodo che stiamo vivendo. Una quarantina di associazioni ed enti che si occupano di integrazione saranno presenti per ricordare che le diverse culture e peculiarità che ognuno porta con sé sono fonte di ricchezza per la società. La Giornata dell’integrazione e la Festa dei Popoli prenderanno avvio alle ore 11.00 con i saluti ufficiali da parte del Sindaco di Locarno Alain Scherrer, del Consigliere di Stato Norman Gobbi e della capa-dicastero Nancy Lunghi.

Il ricco programma è consultabile sul sito del Servizio per l’integrazione degli stranieri cliccando qui.  

Concluso con successo l’acquisto degli aerei da combattimento

Concluso con successo l’acquisto degli aerei da combattimento

Comunicato stampa di Alleanza Sicurezza Svizzera
L’Alleanza Sicurezza Svizzera apprende con favore dell’avvenuta firma dei contratti di acquisto dell’F-35 e del nuovo sistema di difesa aerea terrestre (Patriot) da parte di armasuisse. La Svizzera può ora dotarsi di entrambi senza indugio. La firma del contratto è importante per l’industria nazionale poiché sarà possibile negoziare contratti di compensazione. Ora è possibile concretizzare anche il piano di produzione per la consegna dell’F-35.

I contratti offset arrivano nel momento giusto
La firma del contratto non riguarda solo l’acquisto dell’F-35, ma anche gli affari di compensazione, i quali obbligano l’azienda produttrice Lockheed-Martin ad assicurare contropartite per l’industria elvetica. Gli affari di compensazione sono una parte importante del rafforzamento della nostra economia. Nel caso dell’F-35A, il 60% del valore d’acquisto deve essere compensato con ordini presso aziende elvetiche. Soprattutto nell’attuale situazione economica, queste commesse aggiuntive arrivano al momento giusto. Nei prossimi decenni saranno dunque garantiti diversi posti di lavoro altamente qualificati. L’Alleanza sicurezza Svizzera si aspetta che vengano prese in considerazione tutte le regioni del Paese e l’ampia offerta industriale rilevante per la sicurezza. L’industria è la spina dorsale di ogni esercito ed è quindi indispensabile per la nostra sicurezza.

armasuisse non deve farsi frenare dalla «tattica del salame” del PS, dei Verdi e del GSsE
Dopo il referendum sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento, il PS, i Verdi e il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) hanno lanciato un’iniziativa per ritardare la decisione. A differenza di quanto avvenuto con l’F/A-18 nel 1992, in cui è stata presentata un’iniziativa analoga nel giro di poche settimane, in quest’occasione i promotori hanno aspettato dieci volte di più prima di intraprendere qualsiasi azione. Le tattiche dilatorie dei promotori sono quindi evidenti e rendono le loro argomentazioni poco plausibili. Se gli oppositori dell’esercito avessero voluto davvero prendere una decisione sul modello di aereo, avrebbero presentato la loro iniziativa già dopo poche settimane, come fatto nel 1992. È quindi giusto che armasuisse non si lasci fermare dalla “tattica del salame” degli oppositori delle forze armate.