‘Mi auguro siano scelte consapevoli e responsabili’

‘Mi auguro siano scelte consapevoli e responsabili’

Alla vigilia dell’incontro che riunirà i sindaci per parlare di aggregazione, abbiamo chiesto il parere del caposezione Enti locali Marzio Della Santa

«Mi auguro vengano fatte delle scelte consapevoli e responsabili, qualsiasi esse siano». Per il comprensorio del Basso Mendrisiotto si avvicinano giorni cruciali. Dopo aver esaminato il rapporto della Sezione Enti locali (Sel) in merito ai vari workshop di studio di inizio giugno, i sindaci di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo torneranno a sedersi allo stesso tavolo per prendere decisioni sul futuro. Quanto emerso va ulteriormente approfondito o le conclusioni sono già sufficienti per avviare uno studio aggregativo? E con quali confini? Al citato tavolo ci sarà anche Marzio Della Santa, a capo della Sel, che abbiamo contattato per parlare della procedura utilizzata e capire quali potranno essere i prossimi passi. «Evidentemente – spiega Della Santa a ‘laRegione’ – mi auguro vengano fatte delle scelte che favoriscano lo sviluppo del Basso Mendrisiotto, partendo dall’idea che non c’è solo un modo per arrivare al risultato, ma ci sono vie più facili e vie più difficili. Sarà questa la vera assunzione di responsabilità».

Obiettivo creare una visione
La richiesta di sedersi a un tavolo è stata lanciata un anno fa da Vacallo. «Ribadiamo il concetto che l’aggregazione deve venire dal basso – puntualizza il caposezione –, che deve maturare quel consenso necessario per poter dare avvio a un’istanza aggregativa e che durante il percorso ci sono chiarimenti da fare per creare il consenso nella popolazione a favore del progetto». Se questo si realizza, «si traduce nella decisione che i Municipi devono prendere autonomamente – e hanno tutta la libertà di scegliere e decidere ciò che loro ritengono opportuno per la loro realtà – assumendosene le responsabilità». Per Marzio Della Santa quello appena descritto «è un aspetto importante: quello portato avanti è stato un lavoro fatto per cercare di visualizzare, immaginare e dare la possibilità a municipali, consiglieri comunali coinvolti e rappresentanti della società civile, coinvolti in una sorta di spazio di progettazione partecipativa privilegiata, di immaginare il proprio futuro identificando le potenzialità che territorio, società ed economia locale offrono in relazione a questo futuro». Il risultato è stato tradotto nel documento ora nelle mani del Municipio. «Dal nostro punto di vista quanto è scaturito può essere concretizzato attraverso un percorso aggregativo, ma anche in parte da singoli comuni che prendono uno o l’altro progetto e decidono di attuarlo, oppure a livello intercomunale attraverso forme di collaborazione». L’esercizio, Della Santa tiene a ribadirlo, «non era voluto per convincere o portare a dire sì all’aggregazione in automatico, ma per creare una visione e vedere se la stessa ispirava o meno». Durante le prime fasi della discussione si è parlato molto anche dell’esperienza del 2007 (l’aggregazione tra Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo bocciata dalla popolazione, ndr). «È emerso che uno degli elementi che allora è mancato era proprio la presenza di una visione. Da qui il passo di lavorare su questo punto, per poi chiedersi se si vogliono unire le forze, aumentare le collaborazioni o se addirittura qualcuno prende la leadership e porta avanti alcune iniziative emerse».

Un tema, tante sensibilità
Al tavolo della discussione sono presenti sindaci con sensibilità diverse sul tema. «La situazione è nota ed è stata anche uno dei punti di partenza – risponde ancora Della Santa –. Quello che ci manca è una visione comune: quello che possiamo quindi fare è aiutare a definire questa visione comune di sviluppo e chiederci come potrebbe essere il Basso Mendrisiotto nel 2035-2040». Chiarito questo potenziale di sviluppo, «tocca ai Comuni stabilire come poterlo realizzare, autonomamente ma anche responsabilmente, perché dalle scelte che loro prenderanno dipenderà la capacità di avere una progettualità politica». Durante le giornate di Mezzana «non ci siamo chinati sugli aspetti amministrativi perché non era lo scopo dell’esercizio, ma piuttosto su un piano politico-strategico». Da subito è stato stabilito che il lavoro si sarebbe concentrato sulle opportunità aggregative. Ne sono emerse? «Questa è una valutazione politica e non spetta a me rispondere».

Le prossime tappe
In attesa delle risposte definitive dei Comuni, chiediamo a Marzio Della Santa se l’eventuale studio aggregativo sarà portato avanti anche in caso di rinunce. «Dal nostro punto di vista assolutamente sì, non abbiamo vincoli – afferma –. Quello che può essere interessante per i Comuni che rimarranno è riprendere lo studio fatto e adeguarlo al comprensorio. Un comprensorio dove il nuovo Comune potrebbe sempre collaborare con quelli che non hanno continuato con misure che potrebbero essere attuate e comunque servire anche a chi decide di non aggregarsi». L’auspicio del caposezione è che «questo esercizio abbia permesso di unire tutte le persone e le loro energie per andare, decidendo quale sarà la via migliore per arrivarci, a realizzare un Basso Mendrisiotto diverso».

‘C’è la consapevolezza di un Basso Mendrisiotto diverso’
Durante gli incontri di Mezzana, Marzio Della Santa ha avuto la possibilità di confrontarsi anche con i rappresentanti della società civile. La voglia di aggregazione c’è o arriva solo dalla politica? «Se togliamo il velo della politica, posso affermare che in molti partecipanti è maturata la consapevolezza di un Basso Mendrisiotto diverso. C’è chi lo ha espresso anche con forza, auspicando un percorso aggregativo, mentre altri hanno puntato verso una maggior collaborazione intercomunale». Due diverse ipotesi di lavoro che portano il caposezione a sostenere che «indipendentemente dalla decisione che verrà presa sull’avviare o meno una procedura aggregativa, secondo me quanto abbiamo fatto è fondamentale e potenzialmente molto utile per il Basso Mendrisiotto: per la prima volta c’è stato un esercizio dove persone che fino a 5 minuti prima si contrapponevano su alcuni temi, si sono sedute a un tavolo, si sono parlate in maniera chiara e inequivocabile e insieme, tenendo conto delle diverse prospettive, sono riuscite a definire una visione e una serie di obiettivi di qualità di vita che permetterebbero di concretizzare quella visione».

Il Mendrisiotto comune unico
Nel Piano cantonale delle aggregazioni (Pca) era stato disegnato un Mendrisiotto Comune unico. Lo scenario è ancora attuale? «Rimane una guida ispiratrice – risponde Marzio Della Santa –. Non nego però che all’interno della Sezione le piste che stiamo portando avanti portano anche a conclusioni diverse. Se teniamo conto di altri aspetti funzionali legati al Comune, come può essere la funzione comunitaria, gli spazi funzionali a cui si è fatto riferimento nel disegno del Pca oggi verrebbero ridisegnati». Per il responsabile della Sel, infatti, «fintanto che i Comuni non imparano a promuovere una funzione comunitaria tenendo conto delle specificità di quartieri e frazioni, comuni troppo grandi possono anche essere un elemento disgregante sul piano sociale e relazionale».

Articolo pubblicata nell’edizione di martedì 27 settembre de La Regione

Strade sicure da vent’anni in prima linea per la prevenzione

Strade sicure da vent’anni in prima linea per la prevenzione

Comunicato stampa

Oggi si è tenuta la conferenza stampa che ha fatto il punto sui primi 20 anni del progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure. Un tragitto lungo quello ripercorso questa mattina, dal quale emerge un’importante diminuzione degli incidenti della circolazione stradale, in particolare al Sud delle Alpi.  

Nel 2002 veniva ufficialmente costituita la commissione “Strade più sicure”, poi Strade sicure, un progetto che avrebbe focalizzato la sua attenzione sul favorire un’accresciuta sicurezza nell’ambito della circolazione stradale. Uno scopo importante, che ha trovato il suo sviluppo attraverso diverse campagne di prevenzione e progetti puntuali legati al territorio e alle specifiche contingenze del momento. Altro importante obiettivo è stato quello di coordinare le azioni di prevenzione con tutti i partner presenti nella regione. Oggi la Commissione di Strade sicure si compone infatti dei seguenti enti: Ufficio prevenzione infortuni (upi), Suva, PRO VELO Ticino, Touring Club Svizzero (TCS), Automobile Club Svizzero (ACS), Associazione traffico e ambiente (ATA), Associazione Svizzera Maestri conducenti (ASMCTI), Mobilità pedonale Svizzera, Nez Rouge, Ufficio federale delle strade (USTRA), Dipartimento del territorio (DT), Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Polizia cantonale, Associazione delle Polizie comunali ticinesi.    
Nel corso dell’odierna conferenza stampa, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi ha sottolineato come questo lungo percorso abbia inciso in maniera significativa anche sulla sicurezza oggettiva delle nostre strade: “Dal 2002 ad oggi gli incidenti con vittime sono diminuiti in maniera significativa (-63%), allineando il Ticino alla media Svizzera. Se pensiamo che 20 anni fa l’incidenza degli incidenti con feriti o morti era per ogni 10’000 abitanti di 51.6 in Ticino e di 32.6 in Svizzera e che vent’anni dopo, nel 2021, questo tasso è sceso a 19.1 in Ticino e 20.1 in Svizzera ben si capisce l’enorme progresso registrato nel nostro Cantone. Anche il rapporto Sinus 2021 sul “Livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale” attesta che dal 2010 al 2020 in Ticino si è registrato il calo più netto di incidenti con danni gravi alle persone (-45%), mentre nella Svizzera tedesca nel medesimo periodo il calo è stato dell’8% e in Romandia del 25%”, ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  
Dal canto suo l’avv. Cristiano Canova, Presidente della Commissione Strade sicure e Capo della Sezione della circolazione, ha sottolineato il ruolo di coordinamento e valorizzazione dell’attività esistente per creare un effetto moltiplicatore. Da qui, imprescindibile è il coinvolgimento di tutti gli enti e di tutte le associazioni.
Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha ribadito l’importanza della prevenzione nel lavoro quotidiano di polizia e ha sottolineato l’ottima interazione che si è consolidata negli anni tra Strade sicure e Polizia cantonale in diversi ambiti. Il Comandante Cocchi ha inoltre evidenziato come la prevenzione non possa prescindere da un’attività di controllo che consolidi l’attenzione dell’utenza su questi temi delicati.  
Il Capo progetto di Strade sicure Renato Pizolli ha dal canto suo illustrato le nuove sfide. In particolare ha presentato il progetto “Guidare in tutta sicurezza nella terza e quarta età”, un’azione che ha l’obiettivo di fornire maggiori strumenti alla fascia più anziana della popolazione per vivere la mobilità in piena sicurezza e serenità.