Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica

Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica

Comunicato stampa della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Giovedì 22 giugno 2023, in videoconferenza, si è riunito per la prima volta il gruppo di lavoro dedicato alle “Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica”, costituito dai rappresentanti dei servizi competenti di Cantone Ticino, Regione Lombardia e Regione Piemonte con lo scopo di favorire la condivisione di informazioni su una tematica di ampio interesse per la regione insubrica.

Con il coordinamento del Segretario Francesco Quattrini si è provveduto ad effettuare un primo scambio di informazioni sulla situazione dei rispettivi territori, al fine di individuare quali siano le priorità e definire gli obiettivi di questo Gruppo per il quale saranno programmate riunioni con frequenza periodica. È stata evidenziata l’importanza di un aggiornamento reciproco e della condivisione regolare dei dati, incluse le metodologie di gestione proprie di ciascun territorio.
Dall’incontro è emerso che la situazione è in continua evoluzione e sarà importante dedicare un approfondimento particolare a lupi, ungulati selvatici, orsi e specie invasive come alcuni scoiattoli.

 

 

In sicurezza sui passi alpini

In sicurezza sui passi alpini

Equipaggiarsi in modo sicuro non vuol dire rinunciare al proprio stile. La qualità degli indumenti specifici e dell’equipaggiamento per motociclisti e motocicliste viene costantemente perfezionata sia dal punto di vista della sicurezza sia per quanto riguarda la comodità e lo stile. Infatti, se fino ad alcuni anni fa trovare una giacca munita di airbag o pantaloni con protezioni amovibili o intercambiabili era riservato solo a motociclisti/e con moto supersportive, oggi la possibilità di avere un equipaggiamento dotato di tutte le ultime novità è accessibile a tutte le tipologie di moto, siano esse EnduroTouringCustomScooter.
La scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva, omologato, ad alta visibilità e la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, aumentano la sicurezza personale. Questo potrebbe fare la differenza in caso di un incidente. Proteggiti dunque con l’equipaggiamento adeguato, dalla testa ai piedi, anche per brevi spostamenti e pure nelle giornate più calde.

L’equipaggiamento minimo consigliato prevede:

  • Casco integrale;
  • Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbag integrato;
  • Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
  • Guanti da moto;
  • Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

“La sicurezza ti dona”…e ti può salvare la vita in moto e scooter!

https://www4.ti.ch/index.php?id=121121

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16334785

Da www.rsi.ch

Al Penitenziario cantonale torna la sezione femminile

Al Penitenziario cantonale torna la sezione femminile

Il Gran Consiglio dice sì alla riapertura del comparto per le donne condannate a pene da espiare. Undici posti cella. Tempi di realizzazione: venti mesi

Al carcere penale della Stampa, destinato alle persone in esecuzione di pena, verrà riattivata la sezione femminile, chiusa anni fa in pratica per inutilizzo. Undici posti cella, con una cella per detenute con figli (età massima 3 anni), un passeggio e un laboratorio. L’ok del Gran Consiglio – 66 voti favorevoli, due astensioni – al rapporto del centrista Giorgio Fonio e del socialista Fabrizio Sirica, rapporto favorevole al messaggio governativo, arriva in coda all’ultima seduta prima della pausa estiva. Il ripristino della sezione si rende necessario considerato l’aumento in Svizzera delle donne condannate a una pena detentiva. Donne che oggi in Ticino vengono rinchiuse, per pene privative della libertà di breve durata, nel carcere giudiziario della Farera dove sono così sottoposte allo stesso regime, e quindi alle stesse restrizioni, previsto per chi è in detenzione preventiva. Se condannate invece a lunghe pene, vengono trasferite in carceri femminili d’oltre Gottardo con conseguente distacco dal territorio in cui vivono e dagli affetti famigliari (per il collocamento in strutture fuori Ticino, il Cantone ha speso lo scorso anno 800mila franchi).

Luce verde dunque a 1,2 milioni di franchi per la realizzazione del comparto femminile e per l’adattamento di spazi al Penitenziario cantonale per i detenuti anziani e per quelli con disabilità fisica. E a 1,8 milioni annui per il personale “aggiuntivo” per il citato comparto: di sorveglianza (una decina di agenti di custodia, capi compresi), amministrativo e medico. A quando la sezione per le detenute? Venti mesi la durata dei lavori. Dovrebbe entrare quindi in funzione, se tutto filerà liscio, nel 2025. «Riguardo alla detenzione delle donne, si pone fine a una situazione estremamente critica, a tratti disumana», commenta Giorgio Fonio. «Il calcolo del personale necessario è finalizzato a garantire anche condizioni detentive dignitose a chi finisce in carcere», rileva il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.

Da www.laregione.ch

‘Sovraoccupazione carceri, la situazione è migliorata’

‘Sovraoccupazione carceri, la situazione è migliorata’

Il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi: ‘Alla Farera detenute 74 persone’. Il 24 maggio erano 86, a fronte di una capienza massima di 88 posti
Sovraffollamento prigioni ticinesi, non c’è più il (quasi) tutto esaurito, in particolare alla Farera, riscontrato lo scorso mese. «La situazione è migliorata», ha detto, numeri alla mano, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi rispondendo in serata in Gran Consiglio a un’interpellanza inoltrata da Daria Lepori per il gruppo socialista dopo l’intervista della ‘Regione’ al direttore delle Strutture carcerarie ticinesi. Intervista pubblicata il 25 maggio in cui Stefano Laffranchini segnalava un’occupazione – soprattutto del carcere giudiziario della Farera (86 detenuti il 24 maggio) riservato alle persone in preventiva – a livelli mai registrati in passato. L’emergenza nel frattempo è rientrata (per ora). «Ad oggi, il dato è del 20 giugno, alla Farera sono presenti 74 persone su una capienza massima di 88 posti», ha indicato Gobbi.
Ieri, martedì, nel carcere penale del Penitenziario cantonale della Stampa destinato a chi è stato condannato a una pena detentiva c’erano «144 persone». Nel carcere aperto (il cosiddetto Stampino), ha aggiunto il consigliere di Stato, «26 persone: 22 uomini e 4 donne». Alla Farera 74 persone: «55 uomini e 19 donne».
Dall’inizio dell’anno la media giornaliera, «calcolata al 31 maggio», è stata, ha ancora spiegato Gobbi, «di 136 persone al Carcere penale della Stampa, di 24 alla Sezione aperta del carcere penale dello Stampino e di 69 persone al Carcere giudiziario della Farera».
L’effettivo del personale delle Strutture carcerarie cantonali, ha continuato il capo del Dipartimento istituzioni, «è tarato su un’occupazione media: un effettivo pensato per i periodi di sovraoccupazione comporterebbe costi aggiuntivi che questo stesso parlamento ha chiesto di contenere».
I diversi attori istituzionali del settore esecuzione pene e misure «sono oggi costantemente in contatto, ma l’intenzione è di avere un coordinamento per permettere una gestione ottimale delle diverse, e complesse, tematiche che concernono il settore medesimo, tra le quali il sovraffollamento». In tal senso, ha fatto sapere il consigliere di Stato, «la prossima seduta del Consiglio di vigilanza del settore esecuzione pene e misure getterà le basi per rafforzare i rapporti di collaborazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 22 giugno 2023 de La Regione

Una seconda vita in Africa per 150 biciclette ticinesi

Una seconda vita in Africa per 150 biciclette ticinesi

Ben 150. È questo il numero di biciclette raccolte da Velafrica, in soli due giorni, nella regione di Lugano. Insieme ai suoi partner SOS Ticino-Atelier Ri-cicletta e Strutture carcerarie cantonali, l’organizzazione no-profit bernese ha infatti condotto una campagna di raccolta di biciclette, la prima in assoluto in Ticino. A quest’ultime verrà data una seconda vita in Africa, dove hanno un grande valore per la popolazione.
«Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione della campagna di raccolta in Ticino», afferma Mats Gurtner di Velafrica.
«La qualità delle biciclette donate è molto buona, il che ci rende enormemente felici», aggiunge Ivan Maggiulli delle Strutture carcerarie cantonali. Dall’inizio dell’anno, il carcere fa parte della rete Velafrica in tutta la Svizzera: nella nuova officina di biciclette i detenuti riparano le biciclette donate o le trasformano in pezzi di ricambio.
SOS Ticino – Atelier Ri-cicletta, invece, è da tempo partner di Velafrica. Nell’atelier di Rivera si svolgono attività di sostegno al collocamento e attività pratico-lavorative vicine al mercato del lavoro. Dal 2013, persone in cerca d’impiego lavorano alle biciclette donate per Velafrica. Le bici possono essere consegnate gratuitamente anche presso l’officina di Rivera durante tutto l’anno. Altri punti di consegna nella regione sono disponibili sul sito web di Velafrica.
Dopo la riparazione in Svizzera, Velafrica esporta le biciclette in sette Paesi dell’Africa orientale e occidentale, dove hanno un grande valore per la popolazione. Esse rendono più facile andare a scuola o al mercato e aiutano a trasportare carichi pesanti. Esportando biciclette riciclate, Velafrica promuove anche l’imprenditoria sociale: le biciclette esportate finiscono in centri per biciclette che fungono da centri per la vendita e la riparazione di biciclette, la formazione e i posti di lavoro legati alle biciclette.

Da www.tio.ch
“Sempre più oneri sui Cantoni: il federalismo è a rischio!”

“Sempre più oneri sui Cantoni: il federalismo è a rischio!”

Per Norman Gobbi l’Assemblea federale è troppo “centralista”

Le Camere federali (Consiglio degli Stati e Consiglio Nazionale) stanno prendendo un progressivo distacco dagli interessi dei Cantoni, andando quindi a cozzare contro lo spirito federalista del nostro Paese”. Un allarme, quello che viene lanciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, confermato da alcune recenti decisioni del parlamento federale. “Prendiamo per esempio la modifica della legge federale sulle dogane: per poter incassare qualche milione di franchi in più a favore della Confederazione, il Parlamento non ha esitato a eludere alcuni principi che stanno alla base della nostra sicurezza nazionale. Si tratta del lavoro che da sempre è stato condotto con chiarezza di intenti e soprattutto attraverso una proficua collaborazione tra le Polizie cantonali e l’allora Corpo delle guardie di confine. Oggi questa collaborazione non è più data nella stessa misura. A nulla sono valsi i richiami che – anche come Canton Ticino – abbiamo mandato in fase di consultazione. Un peccato e un rischio, con l’inevitabile possibilità di dover aumentare i costi a livello cantonale rispetto alla sicurezza sul confine, competenza e compito essenziale della Confederazione, non dei Cantoni”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Ma ci sono altri esempi, purtroppo, che confermano questo progressivo distacco nelle decisioni dell’Assemblea federale rispetto ai Cantoni. “Sempre per rimanere nell’ambito di mia competenza posso citare altre due temi che mettono i Cantoni in difficoltà. Il primo: il Consiglio federale per far fronte al numero sempre più elevato di migranti in entrata in Svizzera aveva proposto di ospitare temporaneamente i richiedenti l’asilo in speciali container su terreni dell’esercito. Una spesa di 132,9 milioni di franchi che sarebbe servita a trovare i necessari alloggi provvisori per i richiedenti l’asilo. Purtroppo tale progetto è stato respinto, mettendo in difficoltà i Cantoni (e il Ticino in modo particolare vista la nostra posizione geografica), che saranno ulteriormente chiamati a trovare alloggi per queste persone. Con ulteriori spese, in un contesto che vede la Confederazione ribaltare sempre più oneri sui Cantoni. A questo punto urge trovare altre soluzioni, che a mio modo di vedere devono passare per esempio attraverso misure più incisive per poter bloccare gli arrivi di immigrati illegali o finti rifugiati. Il secondo tema riguarda invece l’Ordinanza sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. A Berna si vuole mantenere a carico dei Cantoni – e non sulle compagnie telefoniche come i direttori di giustizia e polizia chiedevano – i costi per gli ascolti necessari alle inchieste di Polizia, sia legate alla criminalità internazionale, sia per contrastare i reati di pedofilia o lo spaccio di stupefacenti. Si tratta in totale di 24 milioni franchi, che dovranno essere pagati dai Cantoni. La Svizzera conosce le tariffe telefoniche più costose del Continente, e i contribuenti devono in più pagare per prestazioni che nei Paesi vicini sono invece inserite negli obblighi delle compagnie telefoniche concessionarie. Occorre intervenire quanto prima e frenare questa tendenza anti federalista che mette sulle spalle dei Cantoni oneri di stretta competenza nazionale. È una questione di principio e ne va del nostro sistema democratico, oltre che incidere sulle casse dei Cantoni!”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 18 giugno 2023 de Il Mattino

 

Autorità protezione, Gobbi: accelerare i lavori commissionali

Autorità protezione, Gobbi: accelerare i lavori commissionali

Il consigliere di Stato in audizione davanti alla ‘Giustizia e diritti’

Sarà la deputata del Centro Sabrina Gendotti a coordinare, in seno alla commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’, la sottocommissione che si occuperà della riforma delle autorità di protezione. Lo rende noto la stessa ‘Giustizia e diritti’, davanti alla quale nei giorni scorsi si è svolta sul tema tutele e curatele l’audizione del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dalla direttrice Frida Andreotti e da Cristoforo Piattini della Divisione giustizia.

Durante l’incontro, si legge in un comunicato della commissione, è stato fornito un aggiornamento sui lavori legati alla riforma. Dal canto suo Gobbi ha evidenziato l’importanza di procedere celermente nei lavori commissionali facendo anche riferimento al risultato della votazione popolare del 30 ottobre 2022, votazione che ha sancito il passaggio dall’attuale modello amministrativo basato sulle Autorità regionali di protezione a quello giudiziario con l’istituzione delle Preture di protezione.

La sottocommissione coordinata da Gendotti “ha pianificato la prima riunione per organizzare il lavoro sottocommissionale durante la pausa estiva”.

Da www.laregione.ch

Cinquanta candeline per il Consiglio comunale di Cureglia

Cinquanta candeline per il Consiglio comunale di Cureglia

Martedì si sono svolti i festeggiamenti per il 50esimo anniversario della fondazione del Consiglio comunale di Cureglia. Lo comunica il Municipio, specificando che l’evento si è tenuto all’interno della Sala Le Volte di Casa Rusca.
«L’Esecutivo», si legge nella nota odierna, «ha invitato tutti i consiglieri comunali e i municipali che sono stati in carica dal 1973 ad oggi per un momento di convivialità».
Hanno preso parte alla commemorazione il presidente del Consiglio di Stato Raffaele De Rosa e il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. 
Il sindaco Tessa Gambazzi Pagnamenta, come i consiglieri di Stato presenti, hanno parlato di quanto sia importante mantenere vivo l’interesse per la vita politica. A conclusione degli interventi, il presidente del consiglio comunale Walter Vimercati ha tenuto a mettere in evidenza la fortuna che i cittadini di Cureglia hanno a vivere in un comune ricco di risorse e di servizi a favore della popolazione. I festeggiamenti si sono conclusi con un ricco aperitivo.

Domenica 18 giugno 2023: Gottardo Classic 2023

Domenica 18 giugno 2023: Gottardo Classic 2023

Attesi oltre 100 equipaggi per una giornata all’insegna di passione, intensità e identità.
È partito il countdown. Meno di due mesi per quello che ormai è uno degli eventi automobilistici più attesi della stagione nella Valle Leventina e Regione del San Gottardo. Stiamo parlando di Gottardo Classic
raduno di auto d’epoca e youngtimer che quest’anno giunge alla sua quinta edizione.
A giudicare dalle numerose iscrizioni già pervenute, e dalle parole di Filippo Lombardi e Norman Gobbi, c’è grande attesa per Gottardo Classic 2023. Eppure trattasi di un raduno molto giovane, che vede quest’anno
la sua quinta edizione e il Patrocinio del Comune di Quinto. 
A cosa si deve tanta popolarità?
I fattori che rendono questo raduno così amato sono in effetti molteplici, ma la sua origine gioca probabilmente il ruolo chiave: nasce infatti dalla profonda passione che nel 2016 un paio di amici hanno scoperto di avere in comune tanto per le auto in concorso, che per il territorio scelto per questo evento. E come mai la scelta della Gottardo Arena? Passione, intensità, identità ne costituiscono comune pietra miliare. Un sodalizio naturale, con alla base una comune lungimiranza imprenditoriale – come si evince dalle parole di Filippo Lombardi, Norman Gobbi e Reto Sormani.
«Anche per questa nuova edizione della prestigiosa Gottardo Classic abbiamo voluto mettere a disposizione la nostra Gottardo Arena, casa degli sportivi e faro della promozione della Regione del San Gottardo, che vogliamo sempre più far conoscere in tutta la Svizzera ed anche all’estero. Sono perciò estremamente felice di accogliere in uno stadio di hockey un evento dedicato alle auto d’epoca, dove i possessori di questi fantastici mezzi avranno nuovamente l’occasione di effettuare diversi percorsi impegnativi nel cuore delle Alpi, apprezzando la bellezza del nostro territorio, insieme a tutti i loro accompagnatori, famiglie ed amici provenienti anche da
Germania e dalla vicina penisola. Tutti potranno godere di questa giornata indimenticabile per vivere momenti di gioia in compagnia, divertendosi, in mezzo ad un paesaggio mozzafiato», afferma Filippo Lombardi, Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Hockey Club AmbriPiotta e Municipale della Città di Lugano. «Da appassionato di auto d’epoca parteciperò anch’io con il mio Willys. La Gottardo Classic si inserisce di diritto tra le manifestazioni attrattive, che promuovono il turismo e dunque l’economia della regione del San Gottardo, un territorio unico e spettacolare», riferisce Norman Gobbi, Consigliere di Stato.  «È stata scelta la Gottardo Arena per l’emozione di essere in campo, nella casa dell’HCAP, un’altra delle mie passioni sportive più sentite, per far vivere il nuovo stadio, e la regione, anche al di fuori degli incontri di Hockey. La zona adiacente l’aeroporto offre anche la possibilità di usufruire della pista come spazio aggiuntivo. Tutto cio’ oltre al fatto che la regione del San Gottardo, il cuore delle Alpi svizzere, è un ambiente già di per sé unico: non solo paesaggi
mozzafiato e tracciati turistico panoramici, ma anche una zona di importanza strategica per l’ottimo collegamento a molti Passi di montagna importanti (Gottardo, Lucomagno, Oberalp, Novena), alla Svizzera interna e alla vicina penisola italiana», spiega Reto Sormani, Presidente del comitato organizzativo Gottardo Classic.

Quali le novità e il programma di quest’anno?
A partire dal Patrocinio del Comune di Quinto, con cui il Sindaco Aris Tenconi ha voluto sottolineare l’importante opportunità che Gottardo Classic rappresenta per la Regione, quest’anno le novità sono
numerose. Un paio di anteprime? La partecipazione di alcuni giocatori dell’HCAP e la possibilità di utilizzare la pista del ghiaccio!
Il programma dell’intera giornata riflette in ogni istante la genuina passione tanto per questo affascinante territorio che per le più incantevoli quattro ruote: una formula collaudata e che offre la possibilità di scegliere
tra diversi percorsi dai panorami mozzafiato, con anche la possibilità di partecipare in forma competitiva – il tutto affiancato da delizie culinarie e piacevoli momenti di divertente spensieratezza anche per chi decide di
vivere questa giornata presso l’area di ritrovo della Gottardo Arena. Quest’anno sono attesi più di 100 equipaggi non solo dal Ticino, ma anche dalla Svizzera interna e dalla vicina penisola.

https://gottardoclassic.com/

“Per una Giustizia ticinese moderna e rappresentativa”

“Per una Giustizia ticinese moderna e rappresentativa”

Il Consigliere di Stato e l’acquisto dell’ex Banca del Gottardo a Lugano

Per i luganesi la sede dell’ex Banca del Gottardo, oggi di proprietà della banca EFG, edificata tra il 1984 e il 1988 su progetto dell’architetto Mario Botta, rappresenta certamente uno degli elementi architettonici di maggior pregio, grazie alla relazione di modernità che ha saputo realizzare tra il centro e il quartiere residenziale di Molino Nuovo. “Dopo parecchi approfondimenti e dopo aver considerato ogni possibile soluzione abbiamo individuato nella sede dell’EFG l’infrastruttura ideale per insediare gli uffici legati all’amministrazione della giustizia ticinese e per permettere di intervenire con la ristrutturazione totale dell’attuale Palazzo di Giustizia, ormai in condizioni precarie e non più in grado di sostenere il lavoro condotto nei vari uffici”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ormai quasi 4 anni fa (si era nel novembre del 2019) il Consiglio di Stato ha presentato il messaggio al Gran Consiglio per l’acquisto dell’ex Banca del Gottardo. “È passato tanto di tempo, ma qualcosa ora si sta muovendo e questa settimana la commissione Gestione e finanze ne ha nuovamente discusso, fissando un termine a settembre per portare il rapporto in Gran Consiglio. Come anticipato dal capogruppo della Lega, Boris Bignasca, l’acquisto potrebbe poi essere sottoposto a votazione popolare, anche perché stiamo parlando di una spesa di 80 milioni di franchi. Sarebbe una bella occasione per discutere con le Ticinesi e con i Ticinesi del tema della Giustizia e far conoscere il lavoro del terzo potere del nostro Stato”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
“Nel corso dell’incontro di questa settimana con i deputati che fanno parte della commissione della Gestione ho sottolineato alcuni aspetti che ritengo essenziali per inquadrare al meglio questo passo. In primo luogo in questi anni abbiamo e stiamo investendo parecchi soldi anche a Locarno (60 milioni di franchi) e a Bellinzona (90 milioni) per la ristrutturazione delle due vecchie sedi del Pretorio. Mi sembra naturale che ora tocchi anche a Lugano, già la sede principale di alcune branchie della Giustizia. C’è poi chi, all’interno della commissione, ha paura che tutto venga accentrato a Lugano. Ho potuto spiegare che Bellinzona – oltre ad avere la prestigiosa sede del Tribunale penale federale – rimarrà sede della Pretura penale in cui ci si occupa di tutti i reati minori. A Locarno invece verrà trasferito il Tribunale delle espropriazioni, che è indipendente dal Tribunale d’appello. Una compensazione territoriale che riteniamo corretta, per garantire l’efficacia e l’efficienza della nostra Giustizia, trovando poi nella ex Banca del Gottardo una sede certamente degna e rappresentativa per la Giustizia ticinese. Ma su tutte queste cose avremo modo di riparlare, spero in modo corretto, approfondendo sia i temi finanziari sia quelli legati al lavoro dei nostri magistrati”, conclude Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 11 giugno 2023 de Il Mattino