In sicurezza sui passi alpini

In sicurezza sui passi alpini

Equipaggiarsi in modo sicuro non vuol dire rinunciare al proprio stile. La qualità degli indumenti specifici e dell’equipaggiamento per motociclisti e motocicliste viene costantemente perfezionata sia dal punto di vista della sicurezza sia per quanto riguarda la comodità e lo stile. Infatti, se fino ad alcuni anni fa trovare una giacca munita di airbag o pantaloni con protezioni amovibili o intercambiabili era riservato solo a motociclisti/e con moto supersportive, oggi la possibilità di avere un equipaggiamento dotato di tutte le ultime novità è accessibile a tutte le tipologie di moto, siano esse EnduroTouringCustomScooter.
La scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva, omologato, ad alta visibilità e la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, aumentano la sicurezza personale. Questo potrebbe fare la differenza in caso di un incidente. Proteggiti dunque con l’equipaggiamento adeguato, dalla testa ai piedi, anche per brevi spostamenti e pure nelle giornate più calde.

L’equipaggiamento minimo consigliato prevede:

  • Casco integrale;
  • Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbag integrato;
  • Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
  • Guanti da moto;
  • Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

“La sicurezza ti dona”…e ti può salvare la vita in moto e scooter!

https://www4.ti.ch/index.php?id=121121

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16334785

Da www.rsi.ch

Al Penitenziario cantonale torna la sezione femminile

Al Penitenziario cantonale torna la sezione femminile

Il Gran Consiglio dice sì alla riapertura del comparto per le donne condannate a pene da espiare. Undici posti cella. Tempi di realizzazione: venti mesi

Al carcere penale della Stampa, destinato alle persone in esecuzione di pena, verrà riattivata la sezione femminile, chiusa anni fa in pratica per inutilizzo. Undici posti cella, con una cella per detenute con figli (età massima 3 anni), un passeggio e un laboratorio. L’ok del Gran Consiglio – 66 voti favorevoli, due astensioni – al rapporto del centrista Giorgio Fonio e del socialista Fabrizio Sirica, rapporto favorevole al messaggio governativo, arriva in coda all’ultima seduta prima della pausa estiva. Il ripristino della sezione si rende necessario considerato l’aumento in Svizzera delle donne condannate a una pena detentiva. Donne che oggi in Ticino vengono rinchiuse, per pene privative della libertà di breve durata, nel carcere giudiziario della Farera dove sono così sottoposte allo stesso regime, e quindi alle stesse restrizioni, previsto per chi è in detenzione preventiva. Se condannate invece a lunghe pene, vengono trasferite in carceri femminili d’oltre Gottardo con conseguente distacco dal territorio in cui vivono e dagli affetti famigliari (per il collocamento in strutture fuori Ticino, il Cantone ha speso lo scorso anno 800mila franchi).

Luce verde dunque a 1,2 milioni di franchi per la realizzazione del comparto femminile e per l’adattamento di spazi al Penitenziario cantonale per i detenuti anziani e per quelli con disabilità fisica. E a 1,8 milioni annui per il personale “aggiuntivo” per il citato comparto: di sorveglianza (una decina di agenti di custodia, capi compresi), amministrativo e medico. A quando la sezione per le detenute? Venti mesi la durata dei lavori. Dovrebbe entrare quindi in funzione, se tutto filerà liscio, nel 2025. «Riguardo alla detenzione delle donne, si pone fine a una situazione estremamente critica, a tratti disumana», commenta Giorgio Fonio. «Il calcolo del personale necessario è finalizzato a garantire anche condizioni detentive dignitose a chi finisce in carcere», rileva il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.

Da www.laregione.ch

‘Sovraoccupazione carceri, la situazione è migliorata’

‘Sovraoccupazione carceri, la situazione è migliorata’

Il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi: ‘Alla Farera detenute 74 persone’. Il 24 maggio erano 86, a fronte di una capienza massima di 88 posti
Sovraffollamento prigioni ticinesi, non c’è più il (quasi) tutto esaurito, in particolare alla Farera, riscontrato lo scorso mese. «La situazione è migliorata», ha detto, numeri alla mano, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi rispondendo in serata in Gran Consiglio a un’interpellanza inoltrata da Daria Lepori per il gruppo socialista dopo l’intervista della ‘Regione’ al direttore delle Strutture carcerarie ticinesi. Intervista pubblicata il 25 maggio in cui Stefano Laffranchini segnalava un’occupazione – soprattutto del carcere giudiziario della Farera (86 detenuti il 24 maggio) riservato alle persone in preventiva – a livelli mai registrati in passato. L’emergenza nel frattempo è rientrata (per ora). «Ad oggi, il dato è del 20 giugno, alla Farera sono presenti 74 persone su una capienza massima di 88 posti», ha indicato Gobbi.
Ieri, martedì, nel carcere penale del Penitenziario cantonale della Stampa destinato a chi è stato condannato a una pena detentiva c’erano «144 persone». Nel carcere aperto (il cosiddetto Stampino), ha aggiunto il consigliere di Stato, «26 persone: 22 uomini e 4 donne». Alla Farera 74 persone: «55 uomini e 19 donne».
Dall’inizio dell’anno la media giornaliera, «calcolata al 31 maggio», è stata, ha ancora spiegato Gobbi, «di 136 persone al Carcere penale della Stampa, di 24 alla Sezione aperta del carcere penale dello Stampino e di 69 persone al Carcere giudiziario della Farera».
L’effettivo del personale delle Strutture carcerarie cantonali, ha continuato il capo del Dipartimento istituzioni, «è tarato su un’occupazione media: un effettivo pensato per i periodi di sovraoccupazione comporterebbe costi aggiuntivi che questo stesso parlamento ha chiesto di contenere».
I diversi attori istituzionali del settore esecuzione pene e misure «sono oggi costantemente in contatto, ma l’intenzione è di avere un coordinamento per permettere una gestione ottimale delle diverse, e complesse, tematiche che concernono il settore medesimo, tra le quali il sovraffollamento». In tal senso, ha fatto sapere il consigliere di Stato, «la prossima seduta del Consiglio di vigilanza del settore esecuzione pene e misure getterà le basi per rafforzare i rapporti di collaborazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 22 giugno 2023 de La Regione