Progetto per analizzare il sovraccarico di lavoro delle autorità del perseguimento penale cantonali

Progetto per analizzare il sovraccarico di lavoro delle autorità del perseguimento penale cantonali

Comunicato stampa

Progetto della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) per analizzare il sovraccarico di lavoro delle autorità del perseguimento penale cantonali

Il 12 aprile 2024, a Berna, l’assemblea plenaria della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) ha adottato un progetto volto ad analizzare le cause dell’eccessivo carico di lavoro di cui soffrono da tempo le autorità cantonali di perseguimento penale e a proporre misure per migliorare la situazione. Il progetto è stato presentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, presidente della Commissione affari giuridici penali della CDDGP e da Michel-André Fels, responsabile tecnico del team di progetto e presidente della Conferenza svizzera dei procuratori pubblici. Si tratta della risposta politica dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia alle affermazioni sempre più frequenti secondo cui il sistema giudiziario svizzero è sull’orlo del collasso e che ci sono più di 100’000 casi pendenti.

I direttori cantonali di giustizia e polizia ritengono che l’attuale situazione di tensione delle autorità del perseguimento penale nei Cantoni sia una conseguenza diretta della complicazione nella procedura penale, a 12 anni dell’introduzione del Codice di procedura penale federale (CCP), oltre ai numerosi emendamenti sostanziali fatti al codice penale svizzero (CP). Il CPP ha reso sempre più complesse le disposizioni relative alla procedura penale. Nonostante l’attribuzione di nuove risorse all’interno delle autorità del perseguimento penale cantonali, l’attuale organizzazione non permette di affrontare adeguatamente questo fenomeno; il sistema della catena penale rischia quindi di andare fuori regime nonostante l’aumento di personale, senza guadagnarne in efficienza, poiché le nuove disposizioni di legge non lo permettono. Inoltre, dall’introduzione del CPP, l’organico nei Cantoni non è mai stato allineato al mandato, ovvero è sempre stato troppo basso per tutti gli attori del sistema di giustizia penale: la polizia, i ministeri pubblici e i tribunali (di primo e secondo grado). Nel corso degli anni, questa situazione ha portato a un carico di lavoro sempre maggiore per tutte le autorità, che è diventato difficile gestire.

Va notato che la procedura che va dall’azione penale all’esecuzione della sentenza deve essere intesa come una catena di processi nel senso della terminologia manageriale (nota come catena penale). La catena penale è il risultato di procedure di diverse autorità o unità organizzative, che nel loro ordine cronologico permettono di raggiungere l’obiettivo del perseguimento penale, del giudizio e dell’esecuzione delle pene. Per questo motivo, le risorse finanziarie messe a disposizione delle autorità penali devono essere armonizzate per evitare un sovraccarico unilaterale.

L’obiettivo del progetto approvato oggi, per l’analisi del sovraccarico delle autorità del perseguimento penale cantonali, è quello di raccogliere dati affidabili per poter effettuare una disanima approfondita delle cause del sovraccarico. Concentrare il lavoro di tale progetto unicamente sulla legislazione (CPP) è insufficiente. È necessario considerare anche la questione dei cambiamenti sociali, la definizione delle priorità da parte dei Cantoni, l’applicazione del principio di opportunità, l’aumento dell’efficienza attraverso la digitalizzazione e in particolare le possibilità di applicazione dell’IA, ecc. Se dal lavoro dovesse emergere la necessità di una revisione legislativa, questa dovrebbe essere affrontata in una seconda fase, nell’ambito di un progetto separato.

L’obiettivo del progetto è raccogliere dati statistici e cifre, nonché opinioni degli operatori del settore, che forniscano un quadro complessivo del carico di lavoro e della situazione lavorativa della polizia, dei ministeri pubblici e dei tribunali (tribunali di primo e secondo grado e provvedimenti coercitivi) dall’introduzione del CPP; questo tenendo conto delle principali riforme del diritto penale sostanziale. Per quanto possibile, sarà anche necessario identificare in quali fasi della procedura e in quali aree del diritto vengono allocate le risorse, e se ciò avviene in base a priorità politiche o su base piuttosto casuale.

Le questioni relative all’amministrazione della giustizia sono al centro dell’analisi della situazione. In ogni caso, l’indipendenza della magistratura e l’autonomia dei Cantoni saranno rispettate.

I primi risultati del gruppo di lavoro dovrebbero essere disponibili entro un anno. Il rapporto finale ai direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia è previsto per la fine del 2025.   

Ticket nominale alle partite: “l’obiettivo è sapere chi c’è allo stadio”

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Il Consigliere di stato ticinese, direttore del Dipartimento delle Istituzioni ha spiegato l’obiettivo della misura approvata oggi dai direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia.

Introdurre i biglietti nominali negli stadi: oggi la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (Cddgp) ha avviato un progetto con questa misura volto a intensificare la lotta al tifo violento, che avverrà grazie alla revisione del concordato anti-hooligan. “Dovrà essere rivisto il Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive del 2 febbraio 2012”, ha spiegato a Ticinonews Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni. “Questo dovrà passare attraverso un’approvazione da parte della Cddgp e dei singoli parlamenti cantonali. L’iter è ancora lungo, ma è frutto di una rottura avvenuta nelle scorse settimane dopo che la Sfl, quando si sono identificate delle misure a cascata condivise con le società sportive, ha voluto rompere il tavolo di discussione, interrompendo così il dialogo e il rapporto di fiducia. La nostra volontà come Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia è quella di continuare a lavorare con il dialogo e la fiducia, restano però fermi sulla nostra posizione per quanto riguarda questo il fenomeno della violenza nello sport, che costa socialmente e finanziariamente alla collettività”.

 “Vogliamo sapere chi è allo stadio”
L’obiettivo della misura, ha continuato Gobbi, “è sapere chi c’è all’interno dello stadio” perché “con il biglietto nominale in altri paesi si è debellato il fenomeno dell’hooliganismo”.