Votiamo i candidati della Lega dei Ticinesi!

Votiamo i candidati della Lega dei Ticinesi!

Vogliamo portare un messaggio importante alle cittadine e ai cittadini ticinesi, alle amiche e agli amici della Lega dei Ticinesi, a tutti i nostri simpatizzanti e sostenitori e in particolare a coloro che ricoprono importanti cariche nei Municipi e nei Consigli comunali e a coloro che si sono messi a disposizione del nostro movimento per affrontare la competizione elettorale comunale del 14 aprile.
Il messaggio è riferito alle elezioni comunali. Sarà un confronto duro, impegnativo. Per questo barra dritta e remare! È l’unica maniera che conosciamo per affrontare anche le situazioni più difficili. Ed è nello stesso tempo anche l’unico atteggiamento che tutti noi – assieme – dobbiamo avere in queste ultime due settimane, quelle che ci separano dalle elezioni comunali. Convinti che ogni voto conti per ottenere un risultato positivo. Per fare in modo che ciò si avveri dobbiamo avvicinare la nostra gente, sentire le loro esigenze e i loro bisogni.
La Lega dei Ticinesi, le sue donne e i suoi uomini, sono pronti a mettersi a disposizione per dare ai nostri Comuni una spinta importante verso il futuro. Abbiamo da poco ottenuto una grande vittoria con la votazione per la 13ma AVS. Una rendita che più di dieci anni fa, sotto la spinta di Giuliano Bignasca, il nostro movimento avrebbe già concesso ai nostri anziani a livello cantonale. L’opposizione di tutti i partiti storici, compreso il PS, negò quella rendita, che avrebbe invece consentito ai nostri anziani di migliorare la loro qualità di vita. Si è dovuto attendere il 2024!
Questa affermazione popolare ci deve dare la spinta per lavorare con sempre maggiore entusiasmo, mettendo al centro delle nostre attenzioni e della nostra attività le esigenze di tutte e di tutti i ticinesi. Con la gente e per la gente!
Il contesto sociale ed economico ci mette di fronte a tante sfide, a tante problematiche. Occorre agire alla base, ossia nei Comuni. È nei Comuni che si trovano le soluzioni per molti problemi della cittadinanza. Soluzioni che servono per offrire una migliore qualità di vita. Dai problemi più importanti a quelli che solo apparentemente sembrano banali, ma che banali non sono, perché toccano il vivere quotidiano delle nostre concittadine e dei nostri concittadini.
In tanti Comuni ci presentiamo assieme all’UDC. In altre realtà locali la Lega dei Ticinesi si presenta da sola: una sfida in più, molto stimolante e ancora più impegnativa! 
Abbiamo ricevuto a casa il materiale di voto per esprimerci per corrispondenza o per recarci al seggio elettorale nel week end di domenica 14 aprile. Non sprechiamo alcun voto e sosteniamo, in ogni Comune, i candidati della Lega dei Ticinesi!

Norman Gobbi e Claudio ZaliConsiglieri di Stato

 

Aldo Barboni in pensione dopo 46 anni al servizio della Sezione della circolazione

Aldo Barboni in pensione dopo 46 anni al servizio della Sezione della circolazione

Comunicato stampa

Aldo Barboni, per tutti Aldino, nel corso dei prossimi mesi entrerà al beneficio della pensione. Aggiunto capo Sezione della circolazione, Barboni è tra i più longevi funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni e dell’Amministrazione cantonale tutta. Lascerà la sua funzione dopo 46 anni passati ininterrottamente al servizio della Sezione della circolazione.
Classe 1960, Aldo Barboni ha iniziato la sua attività il 18 settembre 1978 all’allora Ufficio della circolazione presso il Servizio immatricolazioni, Dipartimento di Polizia, con sede a palazzo Governativo a Bellinzona. Nell’ottobre 1986 ha ricevuto nuovi compiti, con la nomina a segretario nel settore amministrativo in collaborazione al Capo Ufficio. Il 10 maggio 1989 è stato nominato dal Consiglio di Stato Capo dell’Ufficio amministrativo della Sezione circolazione. Dal il 1° novembre 2001 è Aggiunto Capo Sezione della circolazione, il primo a ricoprire la carica di Aggiunto nell’AC.
Il concorso relativo alla sua sostituzione sarà pubblicato domani, mercoledì 27 marzo, sul sito dell’Amministrazione cantonale www.ti.ch/concorsi.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, il Capo Sezione della circolazione, Elia Arrigoni, le collaboratrici e i collaboratori di Camorino augurano ad Aldino le migliori soddisfazioni e tanta felicità, con i ringraziamenti più sinceri per la sua fedele, puntuale e competente collaborazione in tutti questi anni di servizio.   

Il Ticino e il problema dei furti con scasso

Il Ticino e il problema dei furti con scasso

In aumento nel 2023: 1’190 contro i 781 dell’anno prima; colpiti in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi

Nel 2023 anche in Ticino, come in Svizzera e nei Grigioni, si è registrato un aumento dei reati contro il patrimonio. In cifre assolute si è invece registrato un calo delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune di allarme (CECAL): 230’343 contro le 266’318 del 2021. È quanto si legge nel comunicato odierno della polizia cantonale. In diminuzione anche le richieste di intervento dei pompieri. Sostanzialmente stabili invece gli interventi per il disagio familiare (+6%), sono stati per esempio ordinati 60 allontanamenti (-24%), e il numero di incidenti (2’965 lo scorso anno, 3’931 nel 2022) con 184 feriti gravi (+1%).
Capitolo fenomeni criminali, si legge, “il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, è stato colmato. Questa situazione ha ancora avuto alcune ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. Infatti, i dati ne hanno ancora risentito e le indicazioni per il Ticino, in particolare per i furti, non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati e registrati è comunque possibile fornire delle indicazioni precise legate all’attività operativa”.
A livello di furti, si è registrato un sensibile aumento di quelli con scasso passati dai 781 del 2022 ai 1’190 (colpiti in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi) del 2023. Una cifra molto vicina a quella segnalata nel 2019, ossia prima della pandemia, ma ad ogni modo inferiore alla media degli ultimi 12 anni. Per quanto riguarda le rapine, sono state segnalate 34 infrazioni (numero stabile). In quasi la metà dei casi, le persone coinvolte (imputati e vittime) erano minorenni. Sul punto “furti”, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha voluto sottolineare in conferenza stampa, l’origine degli autori. Nella maggior parte dei casi si tratta di richiedenti l’asilo provenienti da Marocco, Algeria, Tunisia e Libia.
In relazione ai reati digitali si registra un aumento, sono passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%). In particolare, gli incrementi maggiori si registrano per l’acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e l’accesso indebito a un sistema per l’elaborazione dei dati (da 6 a 11). In controtendenza le truffe passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023.
Per quanto riguarda l’organizzazione della polizia cantonale, il comandante Matteo Cocchi ha sottolineato come nei prossimi anni a causa dei mutamenti della criminalità, saranno integrate funzioni specialistiche. Particolare importanza avrà anche il progresso tecnologico con la messa in rete di informazioni e la coordinazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia a livello locale, cantonale e federale.

Da www.rsi.ch/info

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Registrato un sensibile aumento dei furti in Ticino nel 2023
Il bilancio dell’attività della Polizia cantonale riporta cifre vicine al periodo pre pandemico, ma inferiori rispetto alla media degli ultimi 12 anni
Il 2023 ha visto un sensibile aumento dei reati contro il patrimonio, in particolare per quanto riguarda i furti. È quanto emerge dal bilancio dell’attività della Polizia cantonale nel 2023 presentato oggi, 25 marzo, dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dal comandante Matteo Cocchi. I furti con scasso sono passati dai 781 del 2022 ai 1’190 dello scorso anno, coinvolgendo in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi: il dato è molto vicino a quello registrato in periodo prepandemico (1’255 nel 2019) ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni, come sottolineato in conferenza stampa dal consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ancora maggiore l’incremento dei furti nei veicoli e dei taccheggi, mentre i furti senza scasso sono aumentati in modo meno sensibile. C’è da aggiungere, come precisa il comunicato odierno, che sulla Statistica criminale di polizia ha inciso il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, che è stato colmato nel corso dell’anno da poco trascorso. Una situazione tale per la quale le indicazioni per il Ticino non riflettono le cifre reali riscontrate in base agli avvenimenti segnalati e registrati.
Per quanto riguarda gli autori dei furti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, si tratta in un numero sempre maggiore di casi di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb come Marocco, Algeria, Tunisia, Libia. Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo.
Stabile il numero di rapine, in tutto 34 nel 2023 contro le 39 dell’anno precedente: nella metà dei casi a essere coinvolti, sia come imputati sia come vittime, sono stati minorenni: in quasi il 75% dei casi si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.
Aumentano del 7% anche i reati digitali, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%), in particolare i casi di acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e di accesso indebito a un sistema per l’elaborazione degli stessi (da 6 a 11): reati come il phishing, l’abuso di sistemi di pagamento online o l’abuso dell’identità di terzi per scopi fraudolenti che rientrano nella categoria del cybercrimine economico. Calano invece le truffe, passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023.
Per quanto riguarda le chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (Cecal) della Polizia cantonale, il 2023 ha visto una diminuzione delle cifre, con 230’343 richieste di intervento rispetto alle 266’318 del 2021. Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni, con 1’037 interventi per disagio familiare (+6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (-14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Stabile il numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%). Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dall’1 aprile 2020 giungono direttamente alla Cecal hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022).
Da parte sua il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che “i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni”. Considerazioni dalle quali, come recita il comunicato odierno, “nasce la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno a intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico-finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato”.
Un contrasto, quello ai fenomeni criminali emergenti, per la cui incisività in futuro saranno importanti il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico.
Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni “con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia” ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro Competenza Violenza (Ccv) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione.

Da www.laregione.ch

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Nel 2023 più furti con scasso e reati digitali, ma meno chiamate alla CECAL

Presentato il bilancio dell’attività dello scorso anno della Polizia cantonale
Gli sfavorevoli cambiamenti socio-economici indotti dai conflitti fra Stati, le sfide climatiche, le conseguenze legate ai flussi di migranti, le problematiche relative alle fragilità della rete impattano sulle attività di polizia e sulla tipologia di crimini commessi in Ticino. Ad aumentare nel 2023 sono infatti stati in particolare i reati contro il patrimonio, a testimonianza di come il nostro Cantone, e la Svizzera in generale, sia di nuovo nel mirino dei ladri, vista la sua situazione di sostanziale benessere. In particolare per i furti con scasso i dati sono simili alla situazione pre pandemia. In questo contesto, con risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità del Corpo saranno quindi aspetti rilevanti nei prossimi anni per contrastare la criminalità. Il bilancio dell’attività dello scorso anno della Polizia cantonale è stato presentato oggi a Bellinzona, nel corso di una conferenza stampa, dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e dal Comandante Matteo Cocchi.

L’anno con meno chiamate in entrata
Come si apprende dal comunicato diffuso dalla Polizia, il 2023 ha registrato in cifre assolute una diminuzione delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (CECAL) della Polizia cantonale. Sono state infatti 230’343 rispetto alle 266’318 del 2021. Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dal 1. aprile 2020 giungono direttamente alla Centrale comune d’allarme (CECAL), hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022). Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni. Il 2023 si è chiuso con 1’037 interventi per disagio famigliare (+ 6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (art. 55a CP, -14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Si registra una sostanziale stabilità nel numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%).

Sensibile aumento dei furti con scasso
Per quanto riguarda i fenomeni criminali, il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, è stato colmato. Questa situazione ha ancora avuto alcune ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. Infatti, i dati ne hanno ancora risentito e le indicazioni per il Ticino, in particolare per i furti, non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati e registrati è comunque possibile fornire delle indicazioni precise legate all’attività operativa. A livello di furti lo scorso anno ha fatto registrare un sensibile aumento di quelli con scasso passati dai 781 del 2022 ai 1’190 (colpite in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi) del 2023. Cifra quest’ultima molto vicina ai 1’255 che si contavano nel 2019 in periodo pre pandemico, ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni. Un incremento ancora maggiore è stato invece censito per i furti perpetrati nei veicoli e per i taccheggi. Minore infine l’incremento dei furti senza scasso.

Stabile in numero delle rapine
Al capitolo rapine, riferisce sempre la Polizia cantonale, le 34 infrazioni registrate, fanno stato di una sostanziale stabilità (39 nel 2022). Quasi la metà dei casi vedono coinvolti minorenni, sia come imputati sia come vittime. In quasi il 75% degli episodi, con un buon tasso di risoluzione, si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.

Aumentano anche i reati digitali
In relazione ai reati digitali si registra un aumento degli stessi, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%). In particolare gli incrementi maggiori si registrano per l’acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e l’accesso indebito a un sistema per l’elaborazione dei dati (da 6 a 11). In controtendenza le truffe passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023. La quota maggiore appartiene dunque alla categoria della cibercriminalità economica legata in particolare ai casi di phishing, ai reati di abuso di sistemi di pagamento online o all’abuso d’identità di terzi per scopi fraudolenti.

Poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero
Nel corso della conferenza stampa, si legge ancora nel comunicato, il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi si è in particolare soffermato sull’aumento dei furti, con riferimento agli autori. Infatti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, sempre di più si tratta di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia). Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo. Il Consigliere di Stato ha però pure inserito l’incremento dei furti in un arco temporale più ampio, sottolineando come rispetto alla media degli ultimi 12 anni il dato è ancora decisamente inferiore. Ha commentato poi positivamente la sostanziale stabilità dei dati che riguardano altre attività della Polizia cantonale: violenza domestica, incidenti, rapine.
Da parte sua il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che «i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni». Nasce anche da queste considerazioni la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno ad intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato. In quest’ambito l’integrazione di funzioni specialistiche a supporto delle attività d’inchiesta è uno degli adattamenti allo sviluppo di modalità operatorie sempre più tecniche e di portata sopranazionale delle casistiche criminali, anche di quelle di prossimità. Il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti saranno aspetti molto importanti per poter garantire in futuro il miglior contrasto possibile ai fenomeni criminali emergenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico.Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni «con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia» ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro Competenza Violenza (CCV) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione.

Da www.cdt.ch
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Reati contro il patrimonio in aumento in Ticino

Reati contro il patrimonio in aumento in Ticino

Comunicato stampa

Gli sfavorevoli cambiamenti socio-economici indotti dai conflitti fra Stati, le sfide climatiche, le conseguenze legate ai flussi di migranti, le problematiche relative alle fragilità della rete impattano sulle attività di polizia e sulla tipologia di crimini commessi in Ticino. Ad aumentare nel 2023 sono infatti stati in particolare i reati contro il patrimonio, a testimonianza di come il nostro Cantone, e la Svizzera in generale, sia di nuovo nel mirino dei ladri, vista la sua situazione di sostanziale benessere. In particolare per i furti con scasso i dati sono simili alla situazione pre pandemia. In questo contesto, con risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità del Corpo saranno quindi aspetti rilevanti nei prossimi anni per contrastare la criminalità. Il bilancio dell’attività dello scorso anno della Polizia cantonale è stato presentato oggi a Bellinzona, nel corso di una conferenza stampa, dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e dal Comandante Matteo Cocchi. Il 2023 ha registrato in cifre assolute una diminuzione delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (CECAL) della Polizia cantonale. Sono state infatti 230’343 rispetto alle 266’318 del 2021. Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dal 1. aprile 2020 giungono direttamente alla Centrale comune d’allarme (CECAL), hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022). Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni. Il 2023 si è chiuso con 1’037 interventi per disagio famigliare (+ 6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (art. 55a CP, -14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Si registra una sostanziale stabilità nel numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%). Per quanto riguarda i fenomeni criminali, il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, è stato colmato. Questa situazione ha ancora avuto alcune ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. Infatti, i dati ne hanno ancora risentito e le indicazioni per il Ticino, in particolare per i furti, non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati e registrati è comunque possibile fornire delle indicazioni precise legate all’attività operativa. A livello di furti lo scorso anno ha fatto registrare un sensibile aumento di quelli con scasso passati dai 781 del 2022 ai 1’190 (colpite in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi) del 2023. Cifra quest’ultima molto vicina ai 1’255 che si contavano nel 2019 in periodo prepandemico, ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni. Un incremento ancora maggiore è stato invece censito per i furti perpetrati nei veicoli e per i taccheggi. Minore infine l’incremento dei furti senza scasso. Al capitolo rapine, le 34 infrazioni registrate, fanno stato di una sostanziale stabilità (39 nel 2022). Quasi la metà dei casi vedono coinvolti minorenni, sia come imputati sia come vittime. In quasi il 75% degli episodi, con un buon tasso di risoluzione, si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.

In relazione ai reati digitali si registra un aumento degli stessi, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%). In particolare gli incrementi maggiori si registrano per l’acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e l’accesso indebito a un sistema per l’elaborazione dei dati (da 6 a 11). In controtendenza le truffe passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023. La quota maggiore appartiene dunque alla categoria della cibercriminalità economica legata in particolare ai casi di phishing, ai reati di abuso di sistemi di pagamento online o all’abuso
d’identità di terzi per scopi fraudolenti.

Nel corso della conferenza stampa il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi si è in particolare soffermato sull’aumento dei furti, con riferimento agli autori. Infatti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, sempre di più si tratta di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia). Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo. Il Consigliere di Stato ha però pure inserito l’incremento dei furti in un arco temporale più ampio, sottolineando come rispetto alla media degli ultimi 12 anni il dato è ancora decisamente inferiore. Ha commentato poi positivamente la sostanziale stabilità dei dati che riguardano altre attività della Polizia cantonale: violenza
domestica, incidenti, rapine.

Da parte sua il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che “i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni”. Nasce anche da queste considerazioni la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno ad intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato. In quest’ambito l’integrazione di funzioni specialistiche a supporto delle attività d’inchiesta è uno degli adattamenti allo sviluppo di modalità operatorie sempre più tecniche e di portata sopranazionale delle casistiche criminali, anche di quelle di prossimità. Il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti saranno aspetti molto importanti per poter garantire in futuro il miglior contrasto possibile ai fenomeni criminali emergenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico. Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni “con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia” ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro
Competenza Violenza (CCV) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione. 

Richiedenti l’asilo compiono sempre più reati

Richiedenti l’asilo compiono sempre più reati

Norman Gobbi: “Sono più che raddoppiati in Ticino nel 2023”

In un recente articolo apparso sulla Bild il ministro dell’interno bavarese Joachim Hermann ha indicato nell’immigrazione la causa principale dell’aumento della criminalità. Nel 2023 il numero dei reati registrati in Baviera è salito a 4.361 ogni 100.000 abitanti. Herrmann parla chiaro: si tratta di un aumento del 2,4% rispetto al 2022 e di una “tendenza nazionale di cui sono particolarmente responsabili gli stranieri e gli immigrati”. Nulla di nuovo sotto il sole, abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Il fatto che una simile presa di posizione giunge da un politico cristiano democratico dimostra ancora di più la gravità del problema nel vicino Land tedesco della Baviera. La situazione in Ticino, che registra una elevata presenza di richiedenti l’asilo (RA) non è certo più incoraggiante, anzi. Le statistiche in mio possesso dimostrano che tra il 2022 e il 2023 i reati penali commessi da RA nel nostro Cantone sono passati da 89 a ben 206. Sono quindi molto più che raddoppiati, tenuto poi conto che prima della pandemia, nel 2019, i reati compiuti da RA erano stati “solo” 40. Anche i reati contro la legge federale sugli stupefacenti sono più che raddoppiati, passando da 11 nel 2022 a 25 nel 2023. Un numero ancora contenuto, ma che dimostra come in questo specifico campo i richiedenti l’asilo sono diventati più pericolosi”.

Per il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi vi è un altro elemento che occorre tenere bene in considerazione: “Ci preoccupa questo significativo aumento della criminalità legato ai richiedenti l’asilo. Ma il fenomeno che stiamo registrando ci indica che se negli anni passati le problematiche di sicurezza e di ordine pubblico interessavano principalmente il Mendrisiotto e in modo particolare la cittadina di Chiasso, ora risulta presente su tutto il territorio del Canton Ticino”.

“Nel 2023 la Polizia cantonale ha infatti registrato diversi reati commessi da RA a Locarno e nelle sue Valli, a Bellinzona, Biasca, Lugano e, “ovviamente”, a Mendrisio e Chiasso. I furti di biciclette (in particolare e-bike ma non solo), i furti nei grandi magazzini (prodotti alimentari, bevande alcoliche, abiti) e nelle auto (telefonini, occhiali, materiale elettronico vario) sono tra i principali reati. A cui si aggiungono rapine ai danni di cittadini, che si vedono derubati di collanine o apparecchi telefonici. Senza dimenticare l’evento di violenza sessuale registrato su un treno nel Mendrisiotto. La Polizia cantonale attraverso un lavoro di prevenzione e repressione messo in campo in collaborazione con le Polizie comunali, con la SEM, con il Ministero pubblico, con la Magistratura dei minorenni e con la Sezione della popolazione è riuscita a farsi carico di tutti questi casi in modo adeguato. È chiaro che ciò richiede sempre più forze, tempo e lavoro ai nostri agenti. È anche per questo motivo che come responsabile in Ticino della sicurezza ho parlato più volte di questo tema nell’ultimo anno al di là delle Alpi per dimostrare al resto dei Cantoni e soprattutto alla Confederazione che il Ticino per la sua posizione geografica e quale porta d’entra in Svizzera da Sud deve avere una considerazione maggiore da parte di Berna e questo anche sotto forma di maggiori sostegni finanziari a favore della nostra Polizia. Domani, lunedì, sia a livello nazionale, sia a livello cantonale, saranno pubblicati tutti i dati statistici riguardanti la criminalità. Sarà l’occasione per il sottoscritto di ribadire anche questo concetto legato all’aumento dei reati commessi dai richiedenti l’asilo”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 24 marzo 2024 de Il Mattino della Domenica

Tragedia sulle Alpi vallesane

Tragedia sulle Alpi vallesane

Tragedia sulle Alpi vallesane di François Ruchti È sabato 9 marzo, alle 16 e 03 la Centrale d’allarme del 144 riceve una chiamata d’emergenza. Al telefono c’è Emilie, una giovane donna. Fa parte di un gruppo dei sei sci-escursionisti partiti da Zermatt e diretti ad Arolla. Il gruppo è bloccato nella tempesta, nei pressi della Tête Blanche, sulle montagne vallesane. Le condizioni meteorologiche peggiorano molto rapidamente , neve e vento imperversano. Si teme il peggio. Dalla prima chiamata degli sciatori in pericolo, al drammatico ritrovamento di un’intera famiglia intrappolata sotto la neve (tre fratelli, un cugino, uno zio e un’amica), fino ai disperati tentativi dei soccorritori. Il racconto della tragedia della Tête Blanche che ha gettato nello sconforto gli abitanti della Val d’Hérens e scosso un intero paese, rilanciando il dibattito sulla sicurezza in montagna.  Ospite in studio: Massimo Bognuda, rappresentante guide alpine Montagne sicure TI.

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2089789

Servizio all’interno della puntata di giovedì 21 marzo 2024 di Falò 

Sicurezza: dobbiamo prepararci al peggio

Sicurezza: dobbiamo prepararci al peggio

Ma non in termini di finanze cantonali o dibattiti parlamentari.

La sicurezza del nostro continente e del nostro Paese è sotto minaccia come mai negli ultimi anni, sfuggendo spesso all’attenzione mediatica. Siamo costantemente informati su guerre e conflitti, come quelli in Ucraina e Medio Oriente, che rappresentano però solo la superficie di un problema ben più ampio. L’epoca attuale è caratterizzata da un eccesso di informazioni, spesso di dubbia qualità, che richiede un approccio critico e attento per distinguere le notizie di reale importanza.
Il Nord Africa è una regione di continua instabilità, con situazioni in Libia, Tunisia e Algeria che prefigurano potenziali flussi migratori verso l’Europa. Queste situazioni non rappresentano solo una sfida immediata, ma richiamano l’attenzione su problemi più profondi che necessitano di risposte globali.
Le minacce terroristiche dallo Yemen incidono sulle rotte commerciali nel Golfo di Aden e il Mar Rosso, evidenziando l’interconnessione delle nostre società. I conflitti hanno radici complesse e spesso trascurate, che vanno oltre le immediate implicazioni economiche e toccano questioni culturali e storiche profonde.
Nel Medio Oriente, la persistenza di conflitti aperti contribuisce a destabilizzare ulteriormente la regione, con implicazioni dirette per l’Europa. Oltre al conflitto a Gaza – le tensioni e i combattimenti tra Israele e Libano, la Siria ancora oggetto di attacchi, i conflitti turco-curdi, la presenza ancora di cellule terroristiche di Daesh sono solo gli indicatori di una diffusa e profonda instabilità. Per effetto il rischio è di nuovi e diffusi flussi migratori verso il continente europeo.
I Balcani rimangono una zona di tensione, con quasi 100 soldati della KFOR attaccati lo scorso anno, segnale di una instabilità che rischia di avere effetti anche sulla nostra percezione di sicurezza. È previsto un aumento degli effettivi della KFOR nel 2024, dimostrando la serietà della situazione e l’impegno internazionale verso la stabilizzazione della regione.
Il conflitto in Ucraina e la reazione dell’Europa e della NATO sono ulteriori indicatori della vicinanza e dell’impatto delle crisi regionali sulla sicurezza continentale.
Questa analisi, pur non volendo essere esaustiva, evidenzia come l’instabilità globale influisca direttamente anche sulla nostra realtà in Svizzera e nel Ticino. La situazione attuale mostra poche prospettive di miglioramento, con una sicurezza che per decenni abbiamo dato per scontata ora fortemente in discussione.
L’obiettivo è quello di prepararsi per il peggio, mantenendo forze armate e di sicurezza pronte a proteggere la popolazione e il territorio. E in questo senso ribadisco quanto scritto su questo giornale nel febbraio 2022 allo scoppio della guerra in Ucraina: «Per questo una Svizzera neutrale e armata è essenziale per assicurare l’autonomia del nostro Paese, visti i tempi che corrono!». Allo stesso tempo, è fondamentale promuovere politiche che favoriscano la stabilità, la pace e la cooperazione internazionale. L’impegno richiesto è di visione e determinazione, riconoscendo che, in un mondo interconnesso, la sicurezza di ciascuno dipende dalla sicurezza di tutti.

Opinione all’interno dell’edizione di mercoledì 20 marzo 2024 del Corriere del Ticino

“Miglioriamo la sicurezza puntando sulla prossimità”

“Miglioriamo la sicurezza puntando sulla prossimità”

Un primo commento di Norman Gobbi sul rapporto “Polizia Ticinese”

Il Gruppo di lavoro “Polizia Ticinese ha terminato nelle scorse settimane il rapporto che rivede e definisce competenze e compiti tra la Polizia cantonale e i Corpi delle polizie comunali. “Un documento che vuole migliorare il lavoro delle e degli agenti di polizia su tutto il territorio cantonale. Lo abbiamo presentato proprio questo venerdì alla Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, il tavolo politico che mi vede impegnato assieme ai responsabili dei competenti dicasteri dei comuni Polo ticinesi (Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio, Chiasso, Ascona e Biasca)”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Quali sono gli obiettivi principali del progetto? “Sono essenzialmente due: migliorare l’assetto della sicurezza interna nel Cantone, rendendolo più efficiente ed efficace, nonché armonizzare i costi e aumentare la professionalità nella gestione dei Corpi di polizia. Il gruppo di lavoro, presieduto dal segretario generale del Dipartimento delle istituzioni, Luca Filippini, ha compiuto un’analisi di dettaglio delle collaborazioni tra la Polizia cantonale e le polizie comunali e ha considerato i principi della Riforma Ticino 2020, che nelle intenzioni vuole ripristinare un sistema istituzionale performante, lineare e trasparente, che rafforzi la capacità di azione soprattutto a livello locale” sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

A suo giudizio quali sono i punti forti del progetto redatto dal Gruppo di lavoro “Polizia Ticinese”? “Ne elenco alcuni: da un lato la conferma e la rivalutazione del ruolo delle polizie comunali, attraverso l’assunzione di competenze di primo piano e direttamente percepibili dai cittadini. Il secondo punto è il chiaro focus sulla strategia della prossimità, da ricoprire in primis dalle polizie comunali. Una prossimità che permetterà di rispondere sempre meglio ai bisogni delle cittadine e dei cittadini, assicurando loro la vicinanza degli agenti. E poi un punto forte che riguarda la politica: questo rapporto potrà rappresentare una solida base per affrontare con maggiori conoscenze anche la discussione all’interno del Parlamento sull’eventuale costituzione di una Polizia unica in Ticino, di cui tanto si parla. In ultima analisi “Polizia Ticinese” rappresenta la volontà di migliorare il lavoro delle e degli agenti di polizia, siano essi attivi per la cantonale o per i Corpi delle comunali, a favore di tutto il Ticino e per un reale rafforzamento delle nostre istituzioni!”, conclude Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 17 marzo 2024 de Il Mattino della Domenica

 

 

 

 

 

Il Rapporto “Polizia Ticinese” presentato alla Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Il Rapporto “Polizia Ticinese” presentato alla Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa

Si è svolta ieri nel tardo pomeriggio a Bellinzona la 26ma Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, che riunisce in un tavolo politico sotto la direzione del capo del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, i responsabili dei competenti dicasteri dei comuni Polo ticinesi (Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio, Chiasso, Ascona e Biasca). Piatto forte della riunione è risultata la presentazione del Rapporto finale del Gruppo di lavoro “Polizia Ticinese”. Un documento che sarà pure presentato a tutti i comuni e che, nella sua versione consolidata, verrà in seguito sottoposto al Consiglio di Stato.

Dopo aver discusso su alcuni punti di carattere essenzialmente tecnico, trattati dal comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi e dal comandante della Polizia comunale di Lugano e rappresentante dei comandanti delle Polizie Polo, Roberto Torrente, il Direttore del Dipartimento Norman Gobbi, assieme al capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, ha presentato il rapporto “Polizia Ticinese”. Gli obiettivi generali del progetto, ricorda Norman Gobbi, sono quelli di migliorare l’assetto della sicurezza interna nel Cantone, rendendolo più efficiente ed efficace, nonché di armonizzare i costi e aumentare la professionalità nella gestione dei Corpi di polizia. Il gruppo di lavoro, presieduto dal segretario generale del Dipartimento delle istituzioni, Luca Filippini, ha compiuto un’analisi di dettaglio delle collaborazioni tra la polizia cantonale e le polizie comunali e ha considerato i principi della Riforma Ticino 2020, che nelle intenzioni vuole perfezionare un sistema istituzionale performante, lineare e trasparente, che rafforzi la capacità di azione soprattutto a livello locale.

La soluzione scaturita dal Gruppo di lavoro “Polizia Ticinese” propone una nuova ripartizione dei compiti tra i livelli istituzionali cantonale e comunale, per massimizzare l’efficienza, riducendo potenziali sovrapposizioni e una nuova organizzazione tra i vari livelli, per assicurare una governance più efficace. “Due sono i punti forti di questa soluzione – afferma Gobbi: da un lato la conferma e la rivalutazione del ruolo delle polizie comunali, attraverso l’assunzione di competenze di primo piano e direttamente percepibili dai cittadini. Il secondo punto è il chiaro focus sulla strategia della prossimità, da ricoprire in primo piano dalle polizie comunali”.

Il documento sarà presentato prossimamente a tutti i comuni, attraverso due “sessioni”: una destinata ai comuni con Corpi di Polizia, l’altra a favore di quei comuni che ne sono privi. Il rapporto nella sua versione consolidata dopo questi incontri verrà consegnato al Consiglio di Stato. Il lavoro effettuato in stretta collaborazione con i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni ticinese (ACT) ha il merito di rappresentare una valida soluzione che valorizza sia i compiti delle Polizie comunali sia quelli della Polizia cantonale. Il rapporto rappresenta una solida base per affrontare con maggiori conoscenze anche la discussione all’interno del Parlamento sull’eventuale costituzione di una Polizia unica in Ticino.      

Elezioni comunali 2024: «Io faccio la mia parte»

Elezioni comunali 2024: «Io faccio la mia parte»

Comunicato stampa

La Cancelleria dello Stato comunica che settimana prossima inizierà la distribuzione del materiale di voto nei Comuni che il 14 aprile 2024 rinnoveranno i propri Municipi e i Consigli comunali tramite un’elezione combattuta. Anche in occasione di questo appuntamento con le urne, il Cantone riproporrà la campagna di sensibilizzazione «Io faccio la mia parte»; con questo strumento, le autorità intendono sensibilizzare la popolazione sull’importanza di contribuire alla vita democratica del nostro Paese, esercitando il proprio diritto di voto.

In Svizzera votare è un diritto, ma è anche un dovere civico: le persone elette hanno infatti il compito di rappresentare l’insieme della popolazione, scrivendo e facendo applicare le leggi che fanno funzionare il Paese. In vista delle elezioni comunali del 14 aprile, la Cancelleria dello Stato esprime perciò un caloroso invito alla popolazione a informarsi sulle liste, sui programmi e sulle candidate e sui candidati e a esprimere il proprio voto.  

La distribuzione del materiale di voto da parte dei Comuni avverrà nel corso della prossima settimana: al più tardi sabato 23 marzo 2024, tutte le persone con diritto di voto residenti nei Comuni con un’elezione combattuta riceveranno la busta di trasmissione. Le persone che non dovessero avere ricevuto il materiale di voto entro quella data sono perciò invitate a contattare la Cancelleria del proprio Comune.  

Come di consueto, la busta contiene il materiale di voto ufficiale: carta di legittimazione di voto, schede ufficiali per l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, buste di voto per riporre le schede votate, istruzioni di voto e lista dei candidati. È bene ricordare che le schede ricevute a casa dagli aventi diritto di voto sono ufficiali (non si tratta di facsimile), e dovranno essere riutilizzate da chi sceglie di votare per corrispondenza.  

Affinché il voto per corrispondenza sia valido, la Cancelleria dello Stato ricorda che è necessario compilare la carta di legittimazione di voto (con la propria firma e la data di nascita completa) e inserire correttamente le schede votate nelle buste interne, infilando il tutto nella busta di trasmissione – poiché la legge ammette solo l’utilizzo di buste ufficiali. Le schede di voto andranno compilate di proprio pugno, utilizzando una penna nera o blu (è vietato l’uso di matite, pennarelli e penne rosse) e utilizzando solo il materiale ufficiale: in caso di danneggiamenti o errori, è necessario rivolgersi alla Cancelleria comunale del proprio Comune. Eventuali violazioni saranno punite secondo le disposizioni del Codice penale svizzero. L’elettore che preferirà invece recarsi al seggio elettorale dovrà portare con sé le schede ufficiali ricevute al domicilio e la carta di legittimazione di voto, per dimostrare di non avere già votato per corrispondenza.  

Ulteriori informazioni sono pubblicate sulla pagina web raggiungibile all’indirizzo www.ti.ch/elezioni, dove è possibile consultare anche le istruzioni di voto in Lingua facile.

Flyer