Il museo Sasso San Gottardo in missione sulla luna

Il museo Sasso San Gottardo in missione sulla luna

Domani l’inaugurazione della stagione con jodel e pranzo
Domani, sabato 1° giugno, il museo Sasso San Gottardo, ricavato nella leggendaria fortezza presente sul Passo, darà il via alla sua tredicesima stagione estiva. Un anno fa era presente la squadra dell’Hcap, quest’anno sarà la volta dello Jodlerklub Seerose di Flüelen. I cantanti di jodel si esibiranno nella galleria principale della fortezza e l’evento, aperto al pubblico, inizierà alle 10.30. Dopo una breve visita alla fortezza, il museo invita tutti i presenti a pranzare con un gustoso risotto. L’iscrizione non è necessaria. La stagione si protrarrà fino al 13 ottobre, numerosi gli eventi in agenda.

A luglio la simulazione della base lunare
In particolare a luglio si svolgerà nuovamente la simulazione della base lunare Asclepios. I giovani scienziati che studiano allo Space Center del Politecnico federale di Losanna e in altre università partner di tutto il mondo, simuleranno nella fortezza un soggiorno su una base lunare. L’auditorium fungerà da centro di controllo e sarà aperto ai visitatori del museo durante la simulazione. Diversi media e troupe cinematografiche hanno già contattato la fondazione per documentare l’evento.

Ricordando il generale Guisan
Un altro momento saliente della stagione è la celebrazione del 150° anniversario dalla nascita di Henri Guisan. Sabato 31 agosto, all’ingresso del Sasso San Gottardo, verrà inaugurato un monumento contemporaneo dedicato al generale. Dopo il benvenuto delle autorità, interverrà il capo dell’Esercito Thomas Süssli. Inoltre l’attore romando Jean Wininger interpreterà il generale. Durante il fine settimana, dentro e nei dintorni della fortezza saranno offerte numerose attrazioni, tra cui uno storico forno da campo, visite ai bunker e spettacoli con i cavalli della Società ticinese del treno.

Silenzio, parlano i cristalli
Confermate poi le principali attrazioni del museo, con la caverna dei cristalli dove sono esposti numerosi reperti provenienti dai lavori di scavo delle gallerie stradali e ferroviarie. Il pezzo forte è un gigantesco quarzo aghiforme proveniente dalla Valle Bedretto, dal peso di quasi una tonnellata. Nella caverna è anche integrata la sala del silenzio dove i visitatori possono ammirare i reperti da una sedia a sdraio o abbandonarsi completamente alla voce della montagna. Tutte le informazioni e il programma dettagliato della stagione sono disponibili sul sito www. sasso-sangottardo.ch.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 31 maggio 2024 de La Regione

Il Battaglione salvataggio 3 ha esercitato l’autoprotezione

Il Battaglione salvataggio 3 ha esercitato l’autoprotezione

Nel corso di ripetizione che sta per finire, i militi ticinesi sono stati addestrati a difendersi in contesti di minaccia elevata

l Battaglione di salvataggio 3, con la cerimonia di riconsegna della bandiera svoltasi mercoledì in piazza del Sole a Bellinzona, termina oggi (venerdì 31) il corso di ripetizione 2024. Si tratta di una formazione prevalentemente ticinese specializzata in operazioni di aiuto militare in caso di catastrofe, ad esempio incendi di grandi proporzioni e cedimenti strutturali e conseguente ricerca di persone nelle macerie. Comandato dal tenente colonnello Smg Stefan Roos, il battaglione è pronto alla mobilitazione in qualsiasi momento dell’anno, anche al di fuori dei periodi pianificati per l’istruzione, data la sua elevata prontezza all’impiego.

Il corso di ripetizione 2024 si è svolto inizialmente a Ginevra e successivamente a Wangen an der Aare e Langenthal, con focus sull’addestramento al salvataggio in contesti di difesa. Uno degli obiettivi del corso è stato infatti preparare il battaglione a operare efficacemente anche in situazioni con minaccia elevata, migliorando la capacità all’autoprotezione. Un segno dei tempi, viene da pensare, considerando lo scenario internazionale. Un impiego di particolare rilievo ha poi visto il supporto di una compagnia di salvataggio del battaglione alla Catena svizzera di salvataggio nel contesto dell’esercitazione internazionale nel villaggio d’esercizio di Epeisses nel canton Ginevra.

Il comandante, nel suo discorso finale, ha espresso soddisfazione per il livello d’istruzione raggiunto e ha rivolto un particolare ringraziamento ai militi per l’impegno dimostrato. Un ringraziamento particolare è stato fatto anche alle loro famiglie e ai datori di lavoro, per aver affrontato le prolungate assenze dei loro cari e dipendenti. Il battaglione di salvataggio 3 si dà così appuntamento al corso di ripetizione del 2025, il quale avrà luogo a giugno in Ticino.

Da www.laregione.ch

(Immagine: Esercito)

Città Ticino e Cittadella della giustizia

Città Ticino e Cittadella della giustizia

La «Città Ticino» passa anche dalla Cittadella della Giustizia. La «Città Ticino» non è un concetto astratto bensì un aspetto concreto che tocca tutti noi cittadine e cittadini ticinesi nella vita di ogni giorno. La galleria di base del Monte Ceneri nell’ambito di AlpTransit è l’opera che di recente ha rivoluzionato la mobilità del nostro Cantone. Un’opera che, unita al potenziamento generale del trasporto pubblico sul territorio, ha avvicinato, e non solo fisicamente, tutte le regioni del Ticino e che necessita ora di un suo completamento verso Sud unitamente al mantenimento di fermate ferroviarie attrattive.
In qualità di sindaci dei principali Centri urbani del Cantone abbiamo la volontà di concretizzare la «Città Ticino», sia valorizzando collaborazioni sovracomunali e regionali sia assumendo il ruolo di «motori del Cantone», con iniziative e progetti che permettano al Ticino, alle sue Istituzioni nonché al suo tessuto sociale ed economico di continuare a crescere e svilupparsi. Un ruolo per cui sentiamo una responsabilità accresciuta a fronte dell’attuale frammentazione e polarizzazione politica, che rende difficile costruire delle soluzioni condivise ai bisogni concreti della cittadinanza, che i Comuni conoscono e toccano con mano quotidianamente.
Il prossimo 9 giugno il Popolo ticinese sarà chiamato a votare anche sull’investimento per l’acquisto dello stabile ex Banca del Gottardo a Lugano, da destinare a secondo Palazzo di Giustizia.
Un investimento in favore della Giustizia, necessario per garantire spazi adeguati e dignitosi al terzo potere dello Stato, come peraltro sta avvenendo in tutte le regioni per gli edifici della Giustizia.
Un investimento che non concentra la Giustizia a Lugano, toccando unicamente le autorità che già oggi vi hanno sede, anche per ragioni storiche (ad eccezione della Corte di appello e revisione penale, la CARP, che nel 2009 era stata temporaneamente spostata a Locarno, dove
però sono previsti l’insediamento del Tribunale delle espropriazioni, del Museo cantonale di storia naturale e forse anche di altre strutture cantonali). Un investimento che a livello finanziario consente di gestire in modo oculato le risorse della collettività: senza un secondo Palazzo di Giustizia infatti il Cantone dovrà spendere per ristrutturare gli attuali stabili milioni di franchi per delle sedi transitorie (184 milioni stimati dal Governo tra affitti e adeguamenti logistici) continuando apagare locazioni onerose a tempo indeterminato per le autorità che rimarranno in affitto. Una prospettiva che, oltre a ledere l’immagine della Giustizia e del Ticino, risulta uno spreco infinito delle risorse delle cittadine e dei cittadini!
Per questi motivi come sindaci dei principali centri urbani sosteniamo pienamente l’investimento con l’invito a votare un SÌ convinto in favore della Cittadella della Giustizia! Un investimento che contribuirà a concretizzare la «Città Ticino», da un lato perché è importante che gli investimenti dello Stato siano ripartiti in modo equo in tutto il Cantone, dall’altro visto che l’accesso a questi servizi primari per la popolazione sarà ulteriormente migliorato dalla futura rete tram-treno, grazie alla quale le persone potranno giungere direttamente e facilmente nel centro di Lugano, dove saranno ubicate le autorità. Questa è la prossimità intesa come un servizio di qualità che risponde ai bisogni della cittadinanza; questa è la «Città Ticino» che vogliamo!

A titolo personale

Bruno Arrigoni, Chiasso Mario Branda, Bellinzona Samuele Cavadini, Mendrisio Michele Foletti, Lugano Nicola Pini, Locarno

Opinione pubblicata nell’edizione di venerdì 31 maggio 2024 del Corriere del Ticino

Cittadella della giustizia, investimento ‘imprescindibile’

Cittadella della giustizia, investimento ‘imprescindibile’

Esecutivo unanime a favore dell’acquisto dello stabile ECG
Un investimento imprescindibile a favore della giustizia e a garanzia del rispetto della legge e dei diritti per tutta la cittadinanza. Ne è convinto all’unanimità il Municipio di Lugano, che ha voluto dare un segnale forte in vista della la votazione cantonale del prossimo 9 giugno relativa al tema del nuovo Palazzo di giustizia, chiamato anche Cittadella della giustizia. L’esecutivo raccomanda alla popolazione di accettare il decreto legislativo del 7 febbraio concernente lo stanziamento di due crediti: il primo di 76 milioni di franchi per acquistare l’edificio ex Banca del Gottardo a Lugano, di proprietà di Efg Bank Sa, e il secondo di 6,44 milioni di franchi per la progettazione della ristrutturazione e l’adeguamento logistico dello stabile.

Una casa degna di questo nome
Il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco ha ribadito la posizione della Città: «La cittadinanza ha bisogno di uno stabile performante e idoneo ad accogliere le istanze del terzo potere (quello giudiziario). È un investimento imprescindibile e giustificato, che nasce dalla necessità, non più procrastinabile, di ristrutturare completamente il vetusto Palazzo di Giustizia, per poter disporre di spazi e strutture sicure, dignitose e consone per migliorare i servizi garantiti ai cittadini. L’attuale sede, realizzata negli anni Sessanta, presenta carenze strutturali e tecnologiche; le sue dimensioni non sono più sufficienti per accogliere le autorità giudiziarie e amministrative, che hanno sede a Lugano». Il municipale Filippo Lombardi, patrizio di Airolo, invece, ha messo in evidenza il carattere cantonale della votazione: «Si tratta di accordare alla giustizia una casa degna di questo nome. Non è una rivendicazione luganese, ma una soluzione sovraregionale. Lugano si è sempre impegnata a favore di opere al di fuori dei propri confini, come il sostegno alle opere autostradali ad Airolo, per le nuove officine di Bellinzona e il recupero delle vecchie e per il Festival di Locarno».

‘Il servizio è molto concreto’ Karin Valenzano Rossi
La municipale ha voluto sottolineare il fatto che l’investimento riguarda tutte le cittadine e i cittadini: «La giustizia non è astratta ma è un servizio molto concreto, del quale prima o poi tutti hanno bisogno, perché garantisce la tutela dei diritti e assicura il rispetto delle regole». Dal canto suo, il municipale Raoul Ghisletta ha rimarcato un altro argomento, ossia l’assenza di alternative praticabili e adeguate, per le quali occorrerebbero almeno altri 10 o 15 anni: «È un’operazione virtuosa, perché rappresenta un’occasione di riutilizzo di uno stabile di pregio». Ripiegare su soluzioni transitorie comporterebbe non solo maggiori costi per la collettività, ma anche rinunciare all’unica alternativa valida per realizzare un polo della Giustizia moderno e funzionale, con spazi adeguati e servizi migliori, a beneficio di tutti. In altre parole, l’investimento è ritenuto sostenibile a livello ambientale e sociale, con l’accesso facilitato dalla futura rete tram-treno. L’esecutivo chiede di votare a favore: significherebbe dotarsi di strutture logistiche al passo coi tempi per adeguarsi al processo di digitalizzazione della giustizia in fase di sviluppo a livello federale e cantonale (progetto “Justitia 4.0”), migliorando così l’efficienza e l’accessibilità del sistema giudiziario. Il sindaco Michele Foletti fa parte del comitato trasversale che sostiene l’investimento. Sono favorevoli anche gli altri due municipali Lorenzo Quadri e Marco Chiesa, malgrado l’Udc cantonale, come noto, si sia schierata contro.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 31 maggio 2024 de La Regione

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Stabile EFG: «Acquisto necessario»

«Questo investimento nasce dalla necessità, non più procrastinabile, di ristrutturare completamente il vetusto Palazzo di Giustizia, per poter finalmente disporre di spazi e strutture sicure, dignitose e consone all’operato delle Autorità, e anche per migliorare i servizi garantiti ai cittadini di oggi e di domani». Il Municipio di Lugano ribadisce la sua posizione favorevole, in vista del voto del 9 giugno, relativa all’acquisto dello stabile EFG al fine di realizzare la «cittadella» della giustizia. Per la Città, «ripiegare su soluzioni transitorie comporterebbe non solo maggiori costi, ma anche rinunciare all’unica alternativa valida per realizzare un polo della Giustizia moderno e funzionale».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 31 maggio 2024 del Corriere del Ticino

“In Svizzera una capacità di difesa da potenziare”

“In Svizzera una capacità di difesa da potenziare”

Norman Gobbi sottolinea pure l’importanza dell’informazione ai giovani

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha partecipato venerdì della scorsa settimana a Zermatt alla riunione annuale della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP), di cui è stato presidente nel periodo 2013/2021, contribuendo a gettare le basi per una fattiva collaborazione tra i Cantoni e la Confederazione. In Vallese si è discusso del rafforzamento delle capacità di difesa in Svizzera. “In particolare, afferma Norman Gobbi, si è approfondito il concetto di una “nuova difesa globale”, che comprende sforzi nel campo militare e della protezione civile. Lo si è fatto assieme alla presidente della Confederazione e direttrice del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), Viola Amherd. Quanto sta avvenendo in Ucraina, ma pure in Medio Oriente, ci sta dimostrando la necessità di intensificare gli sforzi in ambito militare e di protezione civile. Proprio in questo contesto i Cantoni hanno adottato un guida sull’introduzione di eventi di sicurezza obbligatori per donne e stranieri, ossia soggetti che normalmente non usufruiscono di una formazione in ambito militare o di protezione civile. Nello stesso tempo sottolineo pure l’istituzione di una “Commissione intercantonale di protezione civile per interventi dell’esercito” con l’obiettivo di facilitare la cooperazione tra i Cantoni e l’esercito in caso di catastrofi. La collaborazione tra i vari livelli è un elemento imprescindibile per migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’intervento a sostegno della nostra popolazione. L’esperienza maturata in Ticino nel periodo della pandemia tra il 2020 e il 2021 è stata importante per rendersi conto del valore dell’aiuto dell’esercito anche in queste situazioni e dell’efficacia del supporto che la Protezione civile può e deve dare ai Cantoni. In Ticino abbiamo la fortuna di avere una struttura di ottimo livello che dirige e forma i militi di protezione civile. È la strada che si deve continuare a percorrere”, sottolinea Norman Gobbi.

Ma c’è un altro punto che il Consigliere di Stato vuole mettere in evidenza. Sentiamolo: “Nell’ambito della Conferenza governativa che abbiamo tenuto a Zermatt, si è svolta anche la prima assemblea dell’associazione “Settimane della sicurezza”. Si tratta di un nuovo progetto costruito in collaborazione tra tutti i Cantoni per portare all’interno della società civile, e in particolare tra le giovani generazioni, le informazioni corrette attorno alla nostra sicurezza e delle nostre istituzioni. A partire da gennaio 2025, le Settimane della sicurezza saranno proposte nelle scuole secondarie superiori. Gli studenti conosceranno le organizzazioni del sistema coordinato di protezione della popolazione (ad esempio, protezione civile, pompieri, polizia) e i loro partner (ad esempio, l’esercito). Riceveranno informazioni sulle opportunità di carriera e sui percorsi professionali nel contesto della sicurezza e dovrebbero inoltre familiarizzare con la gestione delle crisi attraverso casi concreti (ad esempio: la mancanza di energia elettrica). Nelle nostre intenzioni, dovrebbero soprattutto essere sensibilizzati sulle attuali questioni di sicurezza e sull’impatto delle crisi sulla vita sociale. Un’azione che noi speriamo a 360 gradi per sostenere le nuove generazioni”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

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È stato inaugurato il Centro federale d’asilo definitivo a Pasture

È stato inaugurato il Centro federale d’asilo definitivo a Pasture

La struttura è ora predisposta per ospitare fino a un massimo di 350 persone
A partire dal prossimo 3 giugno vi saranno alloggiati i richiedenti l’asilo per un massimo di 140 giorni
 
Oggi, alla presenza del consigliere di Stato Norman Gobbi, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha inaugurato il nuovo Centro federale d’asilo definitivo (CFA) in zona Pasture, a cavallo fra Balerna e Novazzano. Lo stabile, si legge nella nota appena diffusa, è ora predisposto per ospitare fino a un massimo di 350 persone. A partire dal prossimo 3 giugno, vi saranno alloggiati i richiedenti l’asilo per un massimo di 140 giorni.
La Regione d’asilo Ticino e Svizzera centrale, finora, ha operato in alloggi provvisori al fine di poterne garantire l’operatività; tali strutture, benché di qualità, erano però ridotte all’essenziale prosegue la SEM. Il nuovo stabile di Pasture, per contro, è all’avanguardia tecnica ed edile. L’edificio contempla più spazio vitale per gli utenti, sia all’interno che all’esterno, con degli spazi verdi, aree destinate allo sport e delle terrazze, scrive la Segreteria di Stato della migrazione.
La struttura è dotata di 350 posti letto di cui 10 camere con 100 letti per famiglie, 16 camere con 124 letti per uomini soli, 9 camere con 90 letti per minori non accompagnati, 6 camere con 36 letti per altre persone bisognose. Questa ripartizione può essere modificata a seconda delle esigenze derivanti dai flussi migratori.
La gestione operativa del sito è di competenza della SEM, che ha incaricato due società dell’assistenza ai richiedenti d’asilo e del mantenimento della sicurezza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La sicurezza è garantita all’interno dello stabile e delle pattuglie esterne agiscono, in coordinamento con le autorità locali di Polizia, nel raggio del CFA. Inoltre, i rappresentanti della SEM, della Polizia Cantonale e Comunale, dei Comuni di Balerna, Novazzano e Chiasso, nonché della società civile, collaborano e collaboreranno regolarmente, nell’ambito di un gruppo di accompagnamento, per garantire il buon funzionamento del CFA.
Nel nuovo edificio gli utenti avranno maggiori possibilità di occupazione, contribuendo attivamente alla vita nel Centro. Oltre alle consuete pulizie, potranno partecipare alla produzione del loro cibo nella cucina, lavorare nella lavanderia interna, nonché occuparsi della gestione degli spazi verdi. Oltre a queste attività, i programmi di occupazione di pubblica utilità aiutano a creare legami con la popolazione locale, specifica la SEM. Il numero di questi programmi è in aumento in Ticino, grazie al personale supplementare messo a disposizione dalla SEM dall’inizio del 2024.
La struttura è inoltre dotata di due aule scolastiche di qualità e le categorie maggiormente vulnerabili disporranno di spazi maggiormente tutelati. Lo stabile ospita pure un apposito locale per le attività con la popolazione e la scolarizzazione per i ragazzi dell’età di 16 e 17 anni (a partire da settembre). Le procedure di entrata saranno inoltre semplificate con degli spazi più grandi e appositamente studiati, nonché dei settori amministrativi e di cura ampliati in dimensioni e funzionalità.
AI CFA di Pasture, infine, sono disponibili dei locali per l’isolamento di persone malate, dei servizi sanitari interni con tre medici generalisti, psichiatria per adulti e gestione delle dipendenze, psichiatria infantile, psicologia per adulti e un ottico. Vi sono altresì uno sportello della protezione giuridica, quello dell’IOM per l’aiuto al ritorno e tre assistenti spirituali di cui un Imam. I minorenni saranno seguiti da un team specifico di assistenti e da 11 educatori sociali.

Da www.cdt.ch

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Asilo, Pasture pronto ad accogliere le ondate

Il nuovo Centro federale per richiedenti, da 350 posti, è stato inaugurato venerdì – La responsabile del SEM: “Previste 30’000 domande d’asilo nel 2024”

È stato inaugurato venerdì il nuovo centro federale per richiedenti asilo di Pasture, al confine fra Balerna e Novazzano. La struttura è in grado di accogliere un massimo di 350 persone e sostituisce i due centri di accoglienza temporanea (sempre a Pasture e a Chiasso).
Presente la responsabile della Segreteria di Stato della migrazione, Schraner Burgener, la quale ha parlato di grandi sfide. Il SEM prevede 30’000 domande di asilo durante l’anno.
“Questo centro rappresenta un nuovo inizio”, ha detto Micaela Crippa, direttrice del Centro federale d’asilo di Chiasso. Gli ultimi “quattro lunghi anni” sono stati pieni di sfide per il personale dei due precedenti centri di accoglienza temporanea.
Il Ticino è un territorio caldo della politica svizzera in materia di asilo. L’anno scorso, le autorità cantonali e locali hanno ripetutamente criticato la situazione e chiesto di migliorare le misure di sicurezza. Lo scorso febbraio, durante al sua visita a Chiasso, Beat Jans, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, ha promesso diversi miglioramenti concreti.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Asilo-Pasture-pronto-ad-accogliere-le-ondate–2158740.html

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Asilo, Pasture pronto ad accogliere le ondate
Il nuovo Centro federale per richiedenti, da 350 posti, è stato inaugurato venerdì – La responsabile del SEM: “Previste 30’000 domande d’asilo nel 2024”

È stato inaugurato venerdì il nuovo centro federale per richiedenti asilo di Pasture, al confine fra Balerna e Novazzano. La struttura è in grado di accogliere un massimo di 350 persone e sostituisce i due centri di accoglienza temporanea (sempre a Pasture e a Chiasso).
Presente la responsabile della Segreteria di Stato della migrazione, Schraner Burgener, la quale ha parlato di grandi sfide. Il SEM prevede 30’000 domande di asilo durante l’anno.
“Questo centro rappresenta un nuovo inizio”, ha detto Micaela Crippa, direttrice del Centro federale d’asilo di Chiasso. Gli ultimi “quattro lunghi anni” sono stati pieni di sfide per il personale dei due precedenti centri di accoglienza temporanea.
Il Ticino è un territorio caldo della politica svizzera in materia di asilo. L’anno scorso, le autorità cantonali e locali hanno ripetutamente criticato la situazione e chiesto di migliorare le misure di sicurezza. Lo scorso febbraio, durante al sua visita a Chiasso, Beat Jans, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, ha promesso diversi miglioramenti concreti.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Asilo-Pasture-pronto-ad-accogliere-le-ondate–2158740.html

 

 

Il Consiglio di Stato incontra Lara Gut-Behrami

Il Consiglio di Stato incontra Lara Gut-Behrami

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Christian Vitta, ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline la sciatrice Lara Gut-Behrami. Il Governo ha così potuto rendere omaggio in modo ufficiale ai più recenti successi della campionessa ticinese, che quest’anno si è aggiudicata la sua seconda Coppa del Mondo assoluta in carriera, oltre a quelle delle specialità Supergigante e Slalom gigante.

A nome di tutta la popolazione ticinese, il Consiglio di Stato ha espresso a Lara Gut-Behrami le proprie felicitazioni per le vittorie ottenute durante lo scorso inverno, che hanno arricchito una carriera già ricca di successi storici. Durante l’incontro odierno, il Consiglio di Stato ha avuto modo di ascoltare dalla viva voce della campionessa alcuni ricordi e impressioni sulla stagione appena conclusa dello sci alpino, e sulla sua lunga e fortunata esperienza agonistica.
Come noto, nella stagione 2023/2024 Lara Gut-Behrami ha vinto la Coppa del Mondo generale – la seconda della sua carriera, dopo quella conquistata nel 2015/2016 – insieme a quelle delle specialità Supergigante e Slalom gigante, ottenendo inoltre il secondo rango nella Discesa libera. I suoi podi stagionali sono stati ben 16, con 8 primi posti che hanno portato a 45 il numero totale delle sue vittorie in gare della Coppa del Mondo.
Consegnando un omaggio a nome del Governo, il Presidente Christian Vitta ha rivolto a Lara Gut-Behrami un augurio per il proseguimento della sua carriera, sottolineando che le sue imprese sono destinate a rimanere impresse nella memoria di tutti gli appassionati di sport, del Ticino e della Svizzera.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita alcuni Comuni del Locarnese  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita alcuni Comuni del Locarnese  

Comunicato stampa

Riprenderanno in questi giorni nel Locarnese le visite del Consigliere di Stato Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà nelle prossime settimane e si concluderà alla fine del mese di giugno continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni per discutere di temi puntuali che interessano gli enti locali. Con gli undici Municipi che si visiteranno sarà approfondito il dossier delle aggregazioni.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa incontrerà nelle prossime settimane i municipi di Gordola, Losone, Brione Sopra Minusio, Orselina, Muralto, Verzasca, Tenero-Contra, Minusio, Cugnasco-Gerra, Locarno, Lavertezzo.  
È noto che il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) definisce una serie di scenari aggregativi per l’intero Cantone. Si tratta di uno strumento orientativo voluto dal Parlamento e messo a disposizione dei Comuni, che contempla la possibilità di evolvere e adattarsi alle esigenze comunali e ai cambiamenti della società nella quale viviamo.  
Proprio in quest’ottica, il PCA prevede che possano essere avviati progetti aggregativi promossi dalle autorità locali anche se divergono dalle visioni contenute nel documento strategico. In quest’ottica negli ultimi anni il Dipartimento delle istituzioni ha appoggiato e sostenuto le iniziative di aggregazione volute direttamente dalle realtà comunali. L’ultima in ordine di tempo è quella formalizzata dal Consiglio di Stato il 18 gennaio scorso e che coinvolge i Comuni di Lavertezzo e Locarno.  
Il nuovo scenario che inizia a delinearsi pone le basi per aprire una discussione sul futuro dell’intero comprensorio. In questo senso sono quindi stati organizzati alcuni momenti di incontro per conoscere le aspettative degli undici Comuni rispetto a un loro coinvolgimento in un’eventuale ipotesi di aggregazione.   

(Immagine: www.cugnasco-gerra.ch)

Novità nel coordinamento della Lega

Novità nel coordinamento della Lega

Gianmaria Frapolli diventa uno dei vice-coordinatori e Daniele Piccaluga è il nuovo segretario della Lega.

Dopo il buon risultato ottenuto alle recenti elezioni comunali (colgo qui nuovamente l’occasione per complimentarmi con tutti gli eletti e per ringraziare chi si è messo a disposizione), Antonella
Bignasca ha scelto di tornare a fare – come un po’ scherzosamente viene chiamata all’interno del Movimento – il “governo ombra” e quindi continuare ad agire liberamente quale editrice. Inoltre, le annunciate dimissioni di Piergiuseppe Vescovi da segretario del Movimento sono diventate effettive in questi giorni.
Questa situazione mi ha portato a rimodulare la squadra che mi sostiene e mi accompagna nella gestione della Lega.
Per completare la squadra accanto ai vice-coordinatori Alessandro Mazzoleni, Roberta Pantani Tettamanti e Daniele Piccaluga, ho scelto Gianmaria Frapolli, che sin dall’inizio di quest’anno si sta occupando di gestire i contatti con il mondo economico e creare un gruppo di pensiero per la Lega dei Ticinesi. Con la sua entrata nel coordinamento leghista, sono certo che Gianmaria contribuirà a garantire i legami di una politica orientata a tenere unito il mondo economico con le necessità sociali del nostro Cantone, di cui la Lega si fa  promotrice sotto il motto “Non lasciare indietro nessuno, senza perdere nessuno”.
Il ruolo di segretario della Lega dei Ticinesi viene assunto da Daniele Piccaluga, che era già punto di riferimento per i contatti con le sezioni leghiste del Luganese. La sua esperienza professionale quale segretario comunale e ora consulente, gli permettono di dare il valore aggiunto necessario e continuare l’importante lavoro svolto da Pierre Vescovi, che – anche a nome di tutti i leghisti – ringrazio sentitamente per l’impegno e il lavoro profuso in questi anni.
Prossimamente la Lega organizzerà un momento formativo per i neo-eletti consiglieri comunali e municipali leghisti, sotto la gestione operativa del vicecapogruppo in Gran Consiglio Andrea Sanvido, in modo da creare le basi per un lavoro proficuo a favore delle comunità locali in cui sono stati eletti. Inoltre, il prossimo 16 giugno la Lega terrà la sua assemblea ordinaria.

 

“Aree di sosta solo per i nomadi svizzeri!”

“Aree di sosta solo per i nomadi svizzeri!”

Gobbi sul tentativo di Berna di imporre ai Cantoni spazi per rom stranieri

Venerdì, sul sito dell’Amministrazione cantonale, nelle pagine dedicate alla pubblicazione delle risposte alle consultazioni dell’autorità federale, il Governo ticinese ha ribadito la sua posizione in merito alle aree di sosta dedicate ai nomadi. “In sostanza il Consiglio di Stato rimanda al mittente la richiesta dell’Ufficio federale della cultura di voler assimilare le aree di sosta dedicate alla minoranza nazionale Jenisch, Manuš e Sinti con le aree di sosta per nomadi (rom) stranieri. La minoranza nazionale è protetta dalla Costituzione e per questo anche i Cantoni si impegnano a trovare gli spazi adeguati per le loro soste. Si tratta di concittadini che generalmente non creano problemi e che anzi costituiscono una ricchezza culturale per la Svizzera”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. “Il Ticino ha ribadito come non abbia alcuna intenzione di creare degli spazi dedicati ai rom stranieri. Anche perché nessuna legge ci obbliga a concedere aree di sosta a quest’ultimi. Anzi: una sentenza del Tribunale federale del 2019 chiarisce questo concetto. Sottolineo che da almeno un decennio non riscontriamo il bisogno di creare aree di transito per nomadi stranieri in Ticino. Ciò è dimostrato anche dal fatto che in questo lasso di tempo non abbiamo rilevato occupazioni abusive. L’interesse da parte dei rom stranieri per la nostra regione è probabilmente effimero proprio perché applichiamo e controlliamo il buon rispetto delle norme vigenti in merito ai permessi di lavoro. Queste norme sono emanate a livello federale dalla SECO”, precisa il nostro interlocutore.
“L’Ufficio federale della cultura con la sua consultazione ha cercato di intorbidire le acque. In particolare, a più riprese i nomadi svizzeri (Jenisch, Manuš e Sinti svizzeri) sono stati assimilati ai rom svizzeri (che non sono nomadi) e persino ai rom stranieri nomadi. Questa imprecisione potrebbe indurre a riconoscere, come ho detto, alle altre categorie i diritti riservati agli Jenisch, Manuš e Sinti svizzeri in quanto minoranza nazionale riconosciuta. Per questo il Consiglio di Stato ha ribadito l’importanza di differenziare giuridicamente e anche culturalmente gli Jenisch, Manuš e Sinti dai rom proprio perché essi stessi lo richiedono e poiché effettivamente condividono un unico tratto in comune: lo stile di vita itinerante. Sono però completamente differenti sul piano geografico, linguistico e sociale. Da quasi vent’anni nel Cantone Ticino è attiva una Cellula operativa nomadi coordinata da una mediatrice culturale, con un dottorato sul tema, in stretta collaborazione con la Polizia cantonale. La Cellula operativa nomadi funge da riferimento e piattaforma di dialogo per le minoranze nomadi in transito nella Svizzera italiana. La Polizia cantonale, in presenza di nomadi, verifica la validità dei documenti personali e l’autorizzazione a soggiornare in Svizzera, la copertura assicurativa dei veicoli utilizzati, l’occupazione non abusiva del territorio, l’attività lavorativa rispettosa delle norme vigenti, la gestione di eventuali incassi e il rispetto e decoro dell’ordine pubblico. Sottolineo che il Governo ticinese continuerà la sua massima collaborazione con la minoranza nazionale Jenisch, Manuš e Sinti, che apprezza il rapporto instaurato nel nostro Cantone”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 19 maggio 2024 de Il Mattino della domenica