Sport e tempo libero in acqua: “Ticinesi sempre più sicuri”

Sport e tempo libero in acqua: “Ticinesi sempre più sicuri”

Norman Gobbi traccia un bilancio del lavoro nel 2024 di “Acque sicure”

Il tema dell’acqua è stato centrale per il Consigliere di Stato Norman Gobbi questa settimana. Da una parte si è svolto l’incontro di due giorni in Leventina di Arge Alp, la comunità che raduna tutte le Regioni dell’arco Alpino, al termine dell’anno di presidenza del Ticino, assicurato per conto del Governo dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Durante questo anno il Ticino ha messo l’accento sull’importanza dell’acqua quale elemento vitale per l’economia delle regioni alpine. Dall’altro lato lo stesso Dipartimento delle istituzioni assieme alla Commissione cantonale “Acque sicure” ha presentato il bilancio della stagione balneare 2024. È proprio su questo secondo tema che abbiamo voluto ascoltare Norman Gobbi. “Un primo dato significativo: per il terzo anno consecutivo gli annegamenti nel nostro Cantone sono in calo. Siamo passati da 9 morti nel 2021, a 6 decessi nel 2022, a 4 nel 2023 e a 2 annegamenti quest’anno. Sottolineo che non vi sono ticinesi tra le vittime. Questo ci fa dire due cose: che la campagna di sensibilizzazione “Acque sicure” deve continuare a insistere con i suoi messaggi verso gli ospiti che arrivano in Ticino e verso gli stranieri che si trovano sul nostro territorio. La seconda: la prevenzione che viene svolta è efficace nel nostro Cantone. Anche perché nel resto della Svizzera – e sono i dati del 2023 a confermarlo in assenza di quelli aggiornati del 2024 a livello nazionale – il numero di annegamenti negli ultimi anni è andato crescendo”.

“I risultati raggiunti con “Acque sicure” – afferma Norman Gobbi – ci spronano a voler sempre fare meglio. Per questo risulta determinante la collaborazione che abbiamo favorito tra i diversi partner. La messa in rete degli sforzi che già fanno altri enti e associazioni – e qui penso solo per fare un paio di esempi alla Società Svizzera di Salvataggio, ma pure all’UPI e a diversi Comuni che si affacciano sui laghi o che hanno accessi turistici e sportivi sui principali fiumi – è garanzia di successo. Non vengono disperse le forze, e quindi soprattutto i soldi, remando nella medesima direzione, con una regia il più possibile coordinata e assicurata dalla commissione cantonale “Acque sicure”. Personalmente, come ho sempre detto, ogni vittima per annegamento è una vittima di troppo. L’impegno che le collaboratrici e i collaboratori della commissione, così come di tutte le persone coinvolte in questa importante campagna a favore della sicurezza sui laghi e sui fiumi, va per sottolineato, anche perché si tratta di volontari nel vero senso del termine. A loro un gande grazie! Siamo però consapevoli che ogni anno è una sfida nuova da affrontare per richiamare alla prudenza e dare maggiore sicurezza alle e ai ticinesi, ai residenti e a tutti i turisti e sportivi che approfittano del nostro stupendo territorio per lo svago e per la pratica dei loro sport preferiti”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 27 ottobre 2024 de Il Mattino della domenica

 

Questa guerriglia non fa bene al Paese

Questa guerriglia non fa bene al Paese

Leggo su laRegione di venerdì l’editoriale di Andrea Manna, il quale mi definisce “dimezzato”. Sul momento confesso di aver provato un certo compiacimento: in effetti, seppur rilevato in ritardo, con non poca fatica ho perso molti chili…
Il problema evidenziato da Manna è però serio e va ben oltre il mio aspetto fisico. Un collega ha denunciato in Gran Consiglio una preoccupante strategia di delegittimazione del Consiglio di Stato: come dargli torto? Leggiamo sui media che il presidente del Centro e quello del Plr, di concerto con altri esponenti dei partiti di governo, attaccano con colpi bassi e senza sconti l’esecutivo e i suoi membri. È inaccettabile e pericoloso, la gente è sconcertata.
Se i partiti di governo vogliono togliere la fiducia ai consiglieri di Stato hanno una sola strada da percorrere, una solamente: raccolgano le firme per revocare l’esecutivo come prevede la Costituzione all’articolo 44.
Questa guerriglia quotidiana non fa bene al Paese. Nel mio piccolo (ognuno la interpreti come vuole) mi permetto di proporre, sperando di avere più successo di quanto di simile è stato proposto a livello federale, un po’ di camomilla accompagnata da una decisa e forte pressione sul tasto “reset”, mettendo fine alle polemiche che un giorno sì e l’altro pure infestano la politica e non solo. Si torni a dialogare con rispetto e intenti costruttivi, mettendo da parte risentimenti, eccessi di protagonismo e di vanità. Il Paese ne ha bisogno.

Pubblicato nell’edizione di sabato 26 ottobre 2024 de La Regione

Il DI e “Acque sicure” tracciano un bilancio positivo della stagione balneare 2024

Il DI e “Acque sicure” tracciano un bilancio positivo della stagione balneare 2024

Comunicato stampa 

Per il terzo anno consecutivo il Dipartimento delle istituzioni e la Commissione consultiva del Consiglio di Stato “Acque sicure” tracciano un bilancio positivo al termine della stagione balneare. Nel 2024 si sono registrati 2 annegamenti, a fronte delle 4 persone morte l’anno scorso, delle 6 decedute nel 2022 e dei 9 annegamenti del 2021. Un’altra nota positiva del 2024 è stata l’assenza dei cianobatteri nel lago Ceresio, nonostante vi fossero tutte le condizioni per la loro proliferazione nel mese di agosto.  

Durante la stagione estiva 2024 si è assistito in Ticino a 2 annegamenti nelle acque libere. Un bagnante è morto nel lago Ceresio; si è trattato di un 83enne confederato che a causa della spossatezza non è riuscito a raggiungere la sua imbarcazione con cui era andato in mezzo al lago. L’altra vittima è un kayakista straniero di 28 anni: malgrado la sua ottima esperienza ha trovato la morte nel fiume Melezza. A questi due annegamenti si aggiunge un incidente della navigazione tra due natanti sul Verbano, incidente che ha provocato la morte di una persona nei giorni successivi in ospedale. Sul fronte degli avvenimenti gravi, ma che si sono fortunatamente risolti in modo positivo, si segnala quello che ha visto coinvolto un bimbo di tre anni a Rivera.

“Nel 2024 ha preso avvio un nuovo quadriennio di competenza della Commissione “Acque sicure” (2024-2027) – sottolinea la presidente Anna Nizzola – e siamo soddisfatti delle attività messe in campo per sensibilizzare residenti e ospiti sull’importanza di adottare comportamenti prudenti e responsabili in ogni circostanza. La chiarezza dei messaggi e l’ottima collaborazione con numerosi partner, in primis le sezioni ticinesi della Società svizzera di salvataggio (SSS), l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) e diversi Comuni, hanno contribuito a contenere al massimo gli incidenti. Anche se purtroppo non sono mancati avvenimenti gravi nei vari campi delle attività sportive sull’acqua. Questi fatti devono stimolarci e continuare la nostra azione di prevenzione a 360 gradi”.

La stagione 2024 è stata più breve rispetto alle annate precedenti a causa delle cattive condizioni meteorologiche che si sono protratte sino a metà luglio. “Un anno contraddistinto anche dall’alluvione in Alta Vallemaggia che, oltre ai drammi e ai danni provocati, ha bloccato per alcune settimane le attività lungo il fiume e nel Verbano”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi. “La Commissione “Acque sicure” è chiamata per il quadriennio attuale a trovare nuovi strumenti e misure nell’ottica di migliorare la sensibilizzazione ai residenti e ai turisti, principali vittime degli annegamenti e degli infortuni gravi. Sottolineo come il Ticino si pone in controtendenza rispetto al resto della Svizzera: sul nostro territorio negli ultimi tre anni assistiamo a una costante diminuzione degli annegamenti, contrariamente a quanto avviene oltre San Gottardo”.  L’impegno sarà rivolto anche alla ricerca di strategie nuove destinate ai maggiori gruppi a rischio, come i giovani tra i 15 e il 29 anni, i migranti, i canyonisti e i turisti che frequentano i torrenti Verzasca e Maggia. Tra le tante misure messe in campo, la Commissione ne sottolinea due: la prima riguarda la promozione nei lidi, con l’UPI, dei sistemi d’aiuto al galleggiamento (boe) per i bagnanti nei laghi. La seconda conferma il lavoro svolta con i pattugliatori, che assicurano maggior sicurezza sui fiumi Maggia e Verzasca e alla Foce del Cassarate a Lugano, grazie alla collaborazione con la Città e durante alcune giornate con la collaborazione… dei cani da salvataggio. Prosegue poi il sostegno al progetto “acqua amica mia” della SSS nelle scuole dell’infanzia: nel 2024 sono state 73 le classi visitate per un totale di 1’375 bambini sensibilizzati.  

Il Ticino ospita la 55a Conferenza dei Capi di Governo della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (ARGE ALP)

Il Ticino ospita la 55a Conferenza dei Capi di Governo della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (ARGE ALP)

Comunicato stampa

A conclusione del suo anno alla Presidenza della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (ARGE ALP), il Cantone Ticino ha ospitato oggi, alla Gottardo Arena di Ambrì, la 55a Conferenza dei capi di Governo dei territori che aderiscono a questo organismo internazionale.

I Capi di Governo dei territori rappresentati nella comunità di lavoro ARGE ALP, al termine della conferenza ospitata dal Canton Ticino al termine del suo anno presidenziale, hanno sottoscritto due risoluzioni.  
La prima risoluzione, in sintonia con il tema scelto dal Ticino per il suo anno presidenziale, si è concentrata sulla gestione sostenibile dell’acqua, elemento fondamentale per mantenere a lungo termine la vitalità dell’economia alpina. Il testo sottolinea l’importanza del trasferimento di conoscenze e di esperienze tra le regioni alpine e la necessità di promuovere idee innovative. In un contesto segnato dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, l’obiettivo di lungo termine è di trovare soluzioni applicabili nella pratica, per permettere alle Regioni di reagire in modo tempestivo ed efficace in caso di necessità.  
Anche la seconda risoluzione approvata dalla Conferenza dei Capi di Governo riguarda gli effetti dei fenomeni climatici: il tema è infatti la collaborazione di fronte a situazioni di crisi legate a precipitazioni violente e altri fenomeni naturali. La risoluzione si concentra sullo sviluppo di una strategia congiunta per ridurre i rischi nel contesto alpino, e prevede un impegno congiunto per applicare una serie di raccomandazioni specifiche.  
La Conferenza dei capi di Governo di ARGE ALP ha poi approvato anche una presa di posizione in merito alla Strategia macroregionale per la regione alpina (EUSALP) dell’Unione europea. È stata sottolineata l’esigenza di rafforzare la rilevanza politica della Strategia: a questo scopo, è emersa la volontà comune alle Regioni ARGE ALP di fare in modo che sia avviata una discussione di livello politico, per fissare priorità più precise da perseguire in futuro.  
Al termine della Conferenza dei Capi di Governo, si è inoltre svolta la cerimonia di assegnazione dei Premi ARGE ALP 2024: la giuria internazionale ha valutato ben 19 progetti inerenti alla gestione sostenibile dell’acqua, scegliendo tre vincitori.

  • Primo premio – Scuola Specializzata Superiore di Tecnica (SSST) di Bellinzona, per il progetto di gestione remota dell’erogazione dell’acqua delle fontane.  
  • Secondo premio – Ditta Gargano ADV, per il progetto intitolato «AquaGuardi – Il Guardiano Digitale dell’Acqua».   
  • Terzo premio – Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, per il progetto intitolato «Wasser Pilot  – Ottimizzazione dell’irrigazione nella praticoltura, agricoltura, frutticoltura e viticoltura».

La Presidenza di ARGE ALP è ora assunta dalla Provincia autonoma di Trento che ha invitato i membri a estendere l’attenzione alla presenza dell’orso nelle regioni dell’arco alpino. Una tematica che va ad aggiungersi a quella del lupo che è già stata oggetto di riflessione da parte della comunità nel corso degli ultimi anni. L’auspicio è che possano essere affrontate entrambe attraverso un’ottica di collaborazione transfrontaliera e di riflessione su possibili progetti comuni.  

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https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2306325

La gestione sostenibile dell’acqua sugli alpeggi – Convegno della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (ARGE ALP)

La gestione sostenibile dell’acqua sugli alpeggi – Convegno della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (ARGE ALP)

Comunicato stampa

Nel 2024 il Cantone Ticino ha detenuto la presidenza della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (ARGE ALP). Filo conduttore delle attività organizzate durante tutto l’arco dell’anno è stata la gestione sostenibile dell’acqua, tema che oggi è stato al centro di un convegno scientifico organizzato alla Gottardo Arena di Ambrì, con la partecipazione di esperti dalla Svizzera e dall’estero.

La gestione dell’acqua è uno dei temi che accomunano tutte le regioni dell’arco alpino, e porta con sé una serie di questioni della massima attualità – dalla scarsità d’acqua sugli alpeggi all’abbassamento della falda freatica, senza dimenticare l’accresciuto pericolo di alluvioni e i prolungati periodi di siccità, che mettono in difficoltà l’agricoltura di montagna, obbligando sempre più spesso i contadini a concludere in anticipo la stagione estiva sugli alpeggi d’alta quota.  
Lo scopo del convegno organizzato oggi alla Gottardo Arena di Ambrì (Quinto) dalla Comunità di lavoro delle regioni alpine (ARGE ALP) era di condividere le evidenze scientifiche fin qui raccolte nelle diverse Regioni, stimolando il trasferimento di conoscenza e la sensibilizzazione del pubblico. Al termine delle discussioni, sono state formulate anche alcune richieste concrete all’attenzione dei Capi di Governo che si riuniranno domani, sempre in Leventina.  
I relatori invitati, giunti dalla Svizzera e dall’estero, hanno presentato una serie di soluzioni innovative già adottate su territori dell’arco alpino, sviluppate ad esempio per contrastare gli effetti dei periodi di grande siccità, e orientate a un uso sostenibile delle risorse idriche. Sono state in particolare illustrati dettagli tecnici e infrastrutturali di alcuni progetti che permettono di trattenere l’acqua in alta quota, sfruttando i periodi di pioggia particolarmente intensa.
È stato inoltre discusso il ruolo centrale dei fiumi e dei torrenti alpini, che – con i loro 7’300’000 chilometri di lunghezza – rappresentano vere e proprie arterie del paesaggio, che alimentano la metà della popolazione delle regioni alpine, e devono pertanto essere gestiti ponendo l’accento in modo sistematico sia sulla quantità sia sulla qualità delle loro acque.  
Il messaggio di fondo emerso dal convegno è che l’attività alpestre rimane un pilastro della vita non solo nell’arco alpino, ma anche per tutte le economie nazionali interessate. L’auspicio è che gli scambi di conoscenza promossi dalla Comunità ARGE ALP permettano di sensibilizzare la politica, affinché venga riconosciuta l’importanza di proteggere le zone di estivazione del bestiame, in relazione alla disponibilità di acqua. Si tratta di un tema della massima urgenza, tenendo conto degli effetti dei cambiamenti climatici, che richiede una collaborazione transfrontaliera accresciuta, sia nell’ambito della condivisione di «buone pratiche», sia per quanto riguarda i necessari investimenti infrastrutturali. 
Con questo convegno tecnico, il Cantone Ticino ha espresso la volontà di mettere in primo piano la cultura alpestre – approfittando al massimo della presidenza di turno della comunità ARGE ALP –, allo scopo di sensibilizzare anche la popolazione sul tema della gestione sostenibile dell’acqua. Questo approccio segue con coerenza le politiche adottate dal Cantone negli ultimi anni, in particolare con la costituzione del Gruppo di monitoraggio sulla siccità in ambito agricolo, avvenuto a seguito della grave siccità verificatasi durante l’estate del 2022.

Dal record all’uniforme, l’Esercito chiama Noè

Dal record all’uniforme, l’Esercito chiama Noè

Ponti, dopo l’exploit a Shanghai, inizierà la scuola reclute a Macolin Ci saranno anche le ticinesi Lena Bickel e Caterina Cereghetti: si tratta di una prima assoluta Lunedì a Palazzo federale saranno accolti gli sportivi che più si sono distinti negli scorsi mesi

«Una figata pazzesca». Così Noè Ponti, da Shanghai, celebrava il record del mondo stabilito domenica nei 50 metri delfino. Un’impresa storica, ma per il nuotatore gambarognese è già tempo di tornare con i piedi per terra. Anzi: negli stivali. Lunedì inizierà infatti la scuola reclute per sportivi di punta a Macolin. Al Centro sportivo nazionale, nel Canton Berna, saranno presenti 70 atleti di alto livello e il Ticino è molto ben rappresentato.

Da Parigi al grigioverde
Oltre a Noè, ci saranno anche le ginnaste Lena Bickel – la 19.enne di Morbio ha gareggiato ai Giochi Olimpici di Parigi – e la 23.enne bellinzonese Caterina Cereghetti. Si tratta di «una prima assoluta nella ginnastica artistica: per la prima volta delle donne (oltre a Bickel e Cereghetti c’è anche l’argoviese Anny Wu, ndr) entrano a far parte del programma della promozione sport di punta dell’esercito », indica il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), che ieri ha pubblicato la lista completa. Il Ticino sarà rappresentato anche da Olivia Negrinotti e Leonardo Salerno (canottaggio) e dai nuotatori Paul e Julien Niederberger.
Tra i 70 atleti selezionati, cinque hanno gareggiato alle Olimpiadi estive: oltre a Bickel e Ponti, anche il ginnasta argoviese Matteo Giubellini (decimo nel concorso generale) e la sprinter vallesana Emma Van Camp, pure presente a Parigi per la staffetta 4×100, così come Binta Ndiaye (Judo).
Per quanto riguarda il calcio, nell’elenco figurano Ilan Sauter del Bellinzona e Tim Spycher (Stade Nyonnais), entrambi membri delle selezioni giovanili rossocrociate. In totale ci saranno 46 uomini e 24 donne, per un totale di 19 sport diversi.

Focus sulle prestazioni
La scuola reclute, in ogni caso, sarà orientata a favore del singolo atleta: il programma di sport di punta dura in totale 18 settimane. Le prime tre sono dedicate all’addestramento militare di base. Seguono due settimane in cui gli atleti «si occupano intensamente della pianificazione della carriera e di temi quali la sponsorizzazione, il media training, i social media e il mental training », spiega il DDPS, aggiungendo che le restanti 13 settimane sono dedicate all’allenamento per migliorare le prestazioni atletiche in modo mirato.
Questa struttura permette agli atleti di concentrarsi completamente sulla loro carriera e di gettare «importanti basi per il loro futuro sportivo». I risultati si vedono anche nei grandi eventi sportivi: a titolo di esempio, ai Giochi olimpici di Parigi, cinque delle otto medaglie conquistate (più del 60%) da atleti rossocrociati sono state vinte da «soldati sport». Alle olimpiadi di Tokyo e Pechino, la percentuale era di circa il 50%.
La delegazione rossocrociata a Parigi era composta da 128 atleti. Di questi, 67 erano soldati sport – donne e uomini – che beneficiano del sostegno della promozione dello sport di punta dell’esercito per l’allenamento e le competizioni. I soldati sport, ricorda il DDPS, possono svolgere ogni anno fino a 130 giorni di servizio militare compensati con il soldo e l’indennità per perdita di guadagno.

Il ricevimento
C’è però un altro appuntamento, previsto sempre per lunedì 28 ottobre, che coinvolge gli sportivi di punta elvetici: a Palazzo federale ci sarà infatti un ricevimento «in onore delle vincitrici e dei vincitori svizzeri di medaglie e diplomi ai campionati mondiali ed europei (élite, da giugno 2023) e ai Giochi olimpici e paralimpici». Saranno presenti circa 200 atleti, che saranno accolti dalla presidente della Confederazione Viola Amherd, dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider e dal presidente del Consiglio nazionale Eric Nussbaumer. 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 24 ottobre 2024 del Corriere del Ticino

Il Governo incontra gli ex Consiglieri di Stato e Cancellieri dello Stato

Il Governo incontra gli ex Consiglieri di Stato e Cancellieri dello Stato

Comunicato stampa

Si è svolto stamattina a Bellinzona il tradizionale incontro conviviale del Governo con gli ex Consiglieri di Stato e Cancellieri del Canton Ticino. La giornata è iniziata a Palazzo delle Orsoline, ed è proseguita con una visita alle strutture dell’Archivio di Stato.

In mattinata, il Governo ha ricevuto a Palazzo delle Orsoline gli ex Consiglieri di Stato e Cancellieri dello Stato. Dopo un caffè di benvenuto nella sala del protocollo, il gruppo si è poi spostato verso la sede dell’Archivio di Stato. La direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari Raffaella Castagnola Rossini ha salutato i partecipanti all’incontro, mentre la visita guidata all’Archivio di Stato è stata coordinata dal direttore Michele Merzaghi. Il programma ufficiale della giornata si è concluso con il trasferimento a Castelgrande, dove è stato organizzato un momento conviviale.

Dopo le polemiche sul rally l’ATA lascia «Strade sicure»

Dopo le polemiche sul rally l’ATA lascia «Strade sicure»

Dopo le critiche alla gestione della manifestazione automobilistica, l’associazione si dimette dalla Commissione Bruno Storni: «Incoerenza da parte autorità cantonali» 
Norman Gobbi: «Rispetto le motivazioni ma non le condivido»

L’Associazione traffico e ambiente (ATA), con una lettera indirizzata al Consiglio di Stato, lascia la Commissione «Strade sicure» con effetto immediato. E lo fa sbattendo la porta. Il presidente Bruno Storni non ci gira troppo attorno: la causa è da ricercarsi in «tutte le criticità emerse prima, durante e dopo» il Rally del Ticino a fine settembre. Una manifestazione che – come sempre – non aveva mancato di sollevare un polverone di polemiche.

Botta e risposta
Ma andiamo con ordine, mettendo brevemente in fila gli eventi che hanno portato allo strappo. Lo scorso agosto, il Comune di Alto Malcantone aveva fatto sapere di non autorizzare il passaggio delle auto sul proprio territorio. Tuttavia, la Sezione della circolazione (competente per quanto riguarda questo tipo di manifestazioni) aveva «ribaltato» tale decisione, dando il via libera alla gara. Una situazione che aveva spinto la stessa ATA a parlare di «supponenza» da parte delle autorità cantonali. Lo stesso Esecutivo malcantonese aveva però ammesso che non tutto era filato liscio a livello di comunicazione. In sostanza, il Municipio non aveva seguito la procedura amministrativa corretta. Detto ciò, l’ATA ha comunque tirato dritto ed è passata dalle critiche alle dimissioni da Strade sicure. «La decisione, presa non alla leggera, vuole evidenziare il comportamento incoerente delle autorità, del DI in primis, che danno il permesso di usare le strade cantonali come fossero quelle di un circuito automobilistico privato, trascurando tutte le norme di sicurezza, mentre al tempo stesso sostengono di voler aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada, grazie alle campagne promosse dalla Commissione Strade sicure», si legge nel comunicato. L’ATA, al di là del caso in questione, parla quindi di «incoerenza tra le campagne promosse e le decisioni prese dagli uffici cantonali che compongono la Commissione stessa. Si pensi alla difficoltà in Ticino di limitare la velocità a 30 km/h sulle strade cantonali che attraversano le località. Da sempre, l’ufficio della segnaletica stradale del DT (che anche fa parte della Commissione) ha frenato le legittime richieste dei Comuni e impedito la riduzione di velocità, malgrado il comprovato effetto sulla sicurezza degli utenti della strada». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, ricorda ancora Storni, è però da ricondurre a quanto successo al Rally del Ticino. Al netto dell’autorizzazione concessa dalla Sezione della circolazione, «il fatto che durante la manifestazione la Polizia cantonale (responsabile del Progetto “Strade sicure”) non abbia più nessun potere decisionale sulle strade percorse dal rally, la cui gestione è demandata totalmente agli organizzatori, ai quali anche la Polizia cantonale deve sottostare, ha confermato le perplessità della nostra associazione». Non solo: «La constatazione che durante la gara siano state soppresse linee del trasporto pubblico, anche nelle tratte non interessate dalla manifestazione, ha confermato i molti problemi e una certa leggerezza nella gestione del Rally del Ticino». Di qui, le dimissioni dalla Commissione. L’ATA chiude con un’ulteriore osservazione ricordando che «lo stile di guida aggressivo proposto in gara, in totale contrasto con ciò che insegnano le campagne di “Strade sicure”, viene emulato da molti automobilisti durante il resto dell’anno, ciò che provoca disturbo e mette in pericolo gli altri utenti della strada».
Sollecitato dal CdT, il direttore del DI Norman Gobbi precisa che «sarà il Consiglio di Stato a rispondere all’Associazione traffico e ambiente (ATA) a seguito della lettera ricevuta alla fine della scorsa settimana». «Da parte mia – prosegue il consigliere di Stato – posso solo esprime rammarico per la decisione dell’Associazione, anche perché la collaborazione è stata in questi anni positiva su diversi progetti di promozione della sicurezza stradale, scopo prioritario di “Strade sicure”. Una sensibilizzazione di valore – come evidenziato dalla stessa ATA – quella di “Strade sicure”, che al suo interno si avvale delle esperienze di diversi partner pubblici e privati, quale la polizia cantonale, le polizie comunali, alcuni servizi del DECS e del DT, la SUVA, Pro-Velo, il TCS, l’ACS, l’Associazione Svizzera Maestri conducenti, Mobilità pedonale Svizzera, UPI e Nez Rouge. Spiace che un singolo evento, sul quale l’attività della commissione “Strade sicure” non ha peraltro alcuna competenza, abbia spinto ATA a questa decisione, anche se rispetto le motivazioni addotte, pur senza condividerle».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 23 ottobre 2024 del Corriere del Ticino

Bund bremst Autonummern-Fans aus

Bund bremst Autonummern-Fans aus

Aus «RÖSTI 007» wird doch nichts – personalisierte Kontrollschilder sind zu teuer und aufwendig
Der Bund erteilt den personalisierten Wunschschildern eine Abfuhr und legt das ganze Projekt zur Neugestaltung von Kontrollschildern auf Eis. Der Kanton Tessin tobt.

Damit dürfte der Bund die Hoffnungen vieler Kontrollschildliebhaber zerschmettern: Auf Schweizer Strassen werden künftig doch keine Autos mit Wunschschildern kurven.
Im August hat das Bundesamt für Strassen (Astra) im Blick angekündigt, die Möglichkeit von personalisierten Kennzeichen zu prüfen – sogenannter «vanity plates» (übersetzt «Eitelkeitsschilder») mit einer frei wählbaren Kombination aus Buchstaben und Zahlen. Die Wunschschilder wurden neben weiteren Optionen im Rahmen des Projekts zur Neugestaltung von Kontrollschildern in Betracht gezogen.
Viele dürften also hoffnungsvoll auf die Ergebnisse des Projekts gewartet haben. Aber aus den «vanity plates» wird nichts. Und der Bund macht Nägel mit Köpfen: Gleich das gesamte Projekt zur Neugestaltung der Kontrollschilder wird auf Eis gelegt, wie das Astra auf Anfrage von Blick bestätigt.

Wegen Zürich, Bern und Sparpaket
Für die Totalabsage gibt es zwei Gründe: die bevölkerungsreichen Kantone sowie das Sparpaket des Bundes.
Die Neugestaltung der Kontrollschilder wurde überhaupt erst geprüft, weil in Zürich und Bern bald die verfügbaren Autonummern ausgehen. Im Kanton Zürich voraussichtlich bereits 2027. Deshalb musste dort schneller eine Übergangslösung her. Man hat sich für siebenstellige Autonummern entschieden. Dem folgt das Astra nun: Es wird voraussichtlich noch dieses Jahr eine Weisung publizieren, die Kontrollschilder auf sieben Stellen zu erweitern, wie es auf Anfrage schreibt. Diese wird ab Ende 2025 für den Kanton Zürich gelten und auch für den Kanton Bern, sobald dort die sechsstelligen Zahlen ausgehen.
Ausserdem wäre die Neugestaltung von Kontrollschildern mit grossem finanziellem und zeitlichem Aufwand verbunden, so das Astra. «Unter dem Eindruck der beschlossenen Sparprogramme des Bundes» und der «eventuell noch kommenden Sparprogramme im Personalbereich» habe der Bund im September entschieden, das Projekt zur Neugestaltung auf Eis zu legen.

Tessin tobt
Nicht nur für Liebhaber spezieller Kontrollschilder ist das ein Schlag: Auch im Kanton Tessin toben die Verantwortlichen. Man sei «mit dem einseitigen Vorgehen des Astra nicht einverstanden», so der Tessiner Staatsrat Norman Gobbi (47). Vor dem Abbruch des Projekts hätte es zumindest eine Diskussion mit den Kantonen geben müssen.
Die Autoschilder hätten in einer finanziell schwierigen Zeit neue Einnahmen bringen können, so der Gobbi. Autonummern spülen regelmässig hohe Beträge in die Kantonskassen. «ZH 24» ging kürzlich bei einer Onlineauktion für 299’000 Franken über den Tisch. Mit der Option der personalisierten Wunschschilder hatte man neue Einnahmequellen gewittert.

https://www.blick.ch/politik/aus-roesti-007-wird-doch-nichts-personalisierte-kontrollschilder-sind-zu-teuer-und-aufwendig-bund-bremst-autonummern-fans-aus-id20246784.html

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Targhe, il no di Berna fa arrabbiare in Ticino

La Confederazione si oppone alla personalizzazione con combinazioni di lettere e numeri L’USTRA: «La riprogettazione è molto lunga e costosa»
Gobbi: «Motivazioni poco fondate, cade un’opportunità per aumentare gli introiti»
Quadri: «Ennesima decisione sballata, il problema è la mancanza di volontà»

Niente «Spider» o «Gigio87». Le targhe delle automobili continueranno a essere composte solo da numeri, anche in quei cantoni che a seguito dell’aumento dei veicoli esauriranno presto tutte le combinazioni possibili a sei cifre. La personalizzazione delle targhe con sigle, nomi, lettere e numeri, già possibile in altri Paesi, non vedrà la luce in Svizzera. Berna (come preannunciato dal Blick) ha mostrato pollice verso all’idea di introdurre le cosiddette «vanity plates». Il tema era stato rilanciato anche dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri in una mozione non ancora esaminata dalle Camere, nella quale si chiedeva di poter creare combinazioni casuali di nomi e acronimi, delegando ai Cantoni il monitoraggio. L’introduzione di targhe personalizzabili, sostiene il deputato leghista, sarebbe anche un’occasione per i Cantoni di aumentare gli incassi, tramite aste o prezzi fissi. Ma Berna non la vede così. «La riprogettazione completa delle targhe è un compito molto lungo e costoso», osserva il portavoce dell’USTRA (Ufficio federale delle strade) Lorenzo Quolantoni. «Oltre alla progettazione, sarebbero necessari anche adeguamenti del sistema a livello federale e in tutti i Cantoni. Poiché la sfida può essere risolta nei Cantoni interessati (ZH e BE), in considerazione dei programmi di riduzione dei costi adottati dalla Confederazione e del possibile prossimo programma di risparmio nel settore del personale, nonché dell’uso ragionevole delle risorse umane e finanziarie, nel settembre 2024 la Confederazione ha deciso di non portare avanti il progetto in questo momento. L’USTRA ha informato i Cantoni appena presa la decisione ». I Cantoni non sono autonomi. Devono applicano il diritto della circolazione stradale. Attualmente non esiste una base giuridica che consenta loro di introdurre targhe facoltative. La questione è di competenza della Confederazione, spiega l’USTRA. Resta il problema dei Cantoni che presto avranno più di un milione di veicoli immatricolati. «Il problema della prossima penuria di targhe a sei cifre riguarda attualmente solo il Canton Zurigo; in un secondo tempo, questa problematica toccherà anche il Canton Berna. L’USTRA ha previsto una soluzione a questa situazione con l’estensione della numerazione delle targhe dalle sei alle sette cifre», aggiunge Quolantoni. La nuova direttiva (per le targhe a sette cifre) dovrebbe entrare in vigore ancora quest’anno e sarà applicata nel Canton Zurigo a partire dal terzo o quarto trimestre del 2025. Il Canton Berna seguirà, quando lo riterrà necessario. Tutti gli altri Cantoni non sono ancora interessati da questa misura.

La decisione negativa suscita delusione in Ticino. La rinuncia a studiare e introdurre targhe personalizzate è stata una decisione perlomeno affrettata, dice il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «Inoltre le motivazioni addotte a mezzo stampa, non possono essere condivise e mi sembrano poco fondate. Anche perché di recente il Consiglio federale aveva aperto la porta a questa soluzione, rispondendo alla mozione Quadri che ne perora l’introduzione. Si poteva discuterne con i Cantoni, invece di decidere unilateralmente per il no. Il Ticino era favorevole a questa novità». Il Ticino non è fra i Cantoni in cui il numero di veicoli supererà presto il milione, ma «la targa personalizzata sarebbe stata acquistata volentieri dall’automobilista a un prezzo interessante anche per le casse del Cantone e la cui introduzione è realtà da anni in nazioni a noi limitrofe. Con i tempi che corrono viene a cadere una possibilità interessante per aumentare gli introiti». Non le manda a dire anche il mozionante Lorenzo Quadri. «Si tratta dell’ennesima decisione sballata di USTRA, oltretutto argomentata in modo poco credibile. Si citano questioni di costi, ma anche la creazione di combinazioni a 7 cifre ha un costo, non necessariamente inferiore. Con la differenza che le targhe personalizzate possono essere vendute a prezzi molto elevati, consentendo agli enti pubblici di incassare», afferma il consigliere nazionale. «È veramente poco credibile che una modalità che esiste da tempo in vari Paesi a soddisfazione di tutti, non possa venire introdotta anche in Svizzera. È chiaro che il vero ed unico problema è la mancanza di volontà di USTRA». Quadri rileva anche che la mozione per l’introduzione delle «vanity plates», presentata lo scorso aprile, deve ancora essere votata dal Parlamento. «Trovo fuori luogo che l’USTRA si permetta di muoversi per conto proprio senza attendere le decisioni politiche ».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 23 ottobre 2024 del Corriere del Ticino