La sicurezza in Svizzera – Evento di Alleanza Sicurezza Svizzera a Bellinzona

La sicurezza in Svizzera – Evento di Alleanza Sicurezza Svizzera a Bellinzona

Tra difesa, economia e neutralità.

Evento di Alleanza Sicurezza Svizzera – ISCRIZIONE

Giovedì 17 ottobre 2024, ore 18.30
Bellinzona, Auditorium BancaStato – Via Henri Guisan 5

Partecipanti
Thierry Burkart, Consigliere agli Stati PLR – Presidente Alleanza Sicurezza Svizzera
Norman Gobbi, Consigliere di Stato Lega dei Ticinesi – Comitato Alleanza Sicurezza Svizzera
Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati Il Centro – CEN, Presidente USAM

Moderazione
Giovanni Galli, giornalista Corriere del Ticino

Programma – FLYER
18.30 arrivo ospiti
18.45 inizio dibattito
20.00 fine dibattito
20.05 aperitivo al Ristorante Prisma

Sito internet

(Immagine: alleanzasicurezza.ch)

I funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni in Val di Blenio

I funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni in Val di Blenio

Comunicato stampa

Si è svolta a Olivone la giornata dipartimentale per i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato i suoi alti funzionari e presentato il preventivo 2025 e il preconsuntivo al 30 giugno 2024 del Dipartimento. Nel corso del pomeriggio è intervenuto Elia Grata, direttore della Fondazione alpina per le Scienze della Vita (FASV), che ha illustrato i contenuti di questa istituzione, insediatasi proprio a Olivone. La giornata è poi terminata con la visita, introdotta dalla sindaco del Comune di Blenio Claudia Boschetti Straub, del nuovo Centro Polisport.

Quest’anno la Direzione del Dipartimento delle istituzioni ha organizzato il suo incontro plenario con i funzionari dirigenti presso la sala del Patriziato di Olivone-Campo-Largario, dove il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha presentato la parte ufficiale incentrata sul preventivo 2025 e il preconsuntivo 2024 davanti a una cinquantina di presenti. Si è soffermato sul preventivo 2025 attualmente sui banchi del Parlamento, illustrando le misure di contenimento delle spese, toccando poi il risultato d’esercizio 2024 al 30 giugno. Ha pure esaminato alcuni dati statistici sul personale, sottolineando come nei prossimi anni si assisterà a numerose partenze per ragioni d’età e a un cambio generazionale. È stata anche l’occasione, con una visualizzazione grafica del Canton Ticino, di rimarcare come il Dipartimento delle istituzioni sia ben presente sull’intero territorio.  

Successivamente è intervenuto il dr. Elia Grata, direttore della Fondazione Alpina per le Scienze della Vita (di cui Norman Gobbi è il vice presidente) e responsabile dell’Istituto alpino di chimica e tossicologia, laboratorio di riferimento per le analisi tossicologiche del Canton Ticino. Nella sua presentazione, Grata ha messo in risalto l’ottima collaborazione creatasi negli anni con i diversi partner presenti sul territorio: il Ministero pubblico, la Polizia cantonale, la Divisione della giustizia, l’Istituto di medicina legale e ancora la medicina del traffico. Particolare attenzione è stata posta sulle nuove sostanze psicoattive e sulle sfide future per i laboratori di analisi nello studio di queste sostanze. Un intervento interessante e apprezzato.

La giornata dipartimentale è terminata con una visita guidata al cantiere del nuovo Centro Polisport, in parte già operativo, che verrà ufficialmente inaugurato nel corso di questo mese di ottobre. Nel suo saluto, la sindaco Claudia Boschetti Straub, dopo aver ricordato le caratteristiche del Comune e le visioni future, ha ripercorso l’iter e le tappe principali del progetto di rilancio del Centro Polisport, ora completato e arricchito, in particolare, con il nuovo snack bar, una grande piscina a forma di laghetto, nove bungalow e diversi spazi per i camper. È stata l’occasione per conoscere un’opera che in Valle è considerata un importante tassello a complemento dell’offerta turistica e della qualità di vita dei residenti. Comune, Cantone attraverso l’Ente regionale di sviluppo Bellinzonese e Valli, Confederazione e Organizzazione Turistica Regionale Alto Ticino hanno fortemente appoggiato la sua realizzazione.      

Gobbi ipotizza la nomina di due o tre giudici del TPC, Dadò parla di filmati nelle chat

Gobbi ipotizza la nomina di due o tre giudici del TPC, Dadò parla di filmati nelle chat

Emergono sviluppi potenzialmente clamorosi per il Tribunale penale cantonale mentre la bufera non cessa – Quadranti (PLR): «Evidente danno alle Istituzioni» – Pronzini (MPS) sulla riforma della Giustizia: «Non si taglia il cordone ombelicale con la politica»

Dal possibile scenario delineato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ai potenziali sviluppi ventilati dal presidente del Centro e della Commissione giustizia e diritti Fiorenzo Dadò. Il caso che infiamma la Giustizia ticinese e ha pesantemente incrinato i rapporti tra due fazioni di giudici del Tribunale penale cantonale (TPC). Puntata spumeggiante ieri sera a La domenica del Corriere, da quando Gianni Righinetti ha lanciato il tema con Gobbi che, poco dopo l’avvio del botta e risposta a suon di denunce e segnalazioni tra i giudici, disse: «La vicenda non finirà bene». E alla trasmissione domenicale di Teleticino ha confermato. Una situazione problematica per il Dipartimento? «Non direi, perché come Dipartimento delle istituzioni siamo degli spettatori». Ma se dice che non andrà a finire bene non pare essere una dichiarazione da spettatore, ma da chi si sente coinvolto: «Di chi ha a cuore le Istituzioni e il fatto che il TPC, quello più visivo, abbia questo danno d’immagine, purtroppo è la chiara conseguenza di quanto è stato fatto. Fortunatamente il lavoro funziona (ndr. anche se i giudici lavorano da separati in casa, al lavoro in diversi piani dello stabile in cui operano), ma il rapporto umano tra loro è stato fortemente compromesso, per atteggiamenti personali e per denunce penali». Poi è arrivato l’affondo di Gobbi: «Sia una cosa che l’altra, secondo me, avranno delle conseguenze gravi con il Parlamento che, un momento o l’altro, potrebbe nominare da due a tre nuovi giudici per il TPC». Una frase forte detta da un consigliere di Stato, che ha indotto Righinetti a sottolineare l’affermazione: «Per Mauro Ermani, già fortemente criticato dalla politica cantonale, si porrà la questione dell’opportunità, anche per effetto dei comportamenti. Ma anche per altri due giudici che fanno denunce penali che scaturiscono in un non luogo a procedere, secondo me deve o può avere delle conseguenze». Gobbi non lo ha detto, ma si riferiva ai giudici Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti. Chiudendo il cerchio rimangono Marco Villa e Amos Pagnamenta. Ma novità, o sviluppi, li ha fatti planare Dadò: «Un giudice che sdogana delle fotografie di bambini o dei filmati nei quali vengono coinvolte donne in maniera rozza non va bene». Ma Righinetti lo ha fermato: filmati? Non ne abbiamo mai sentito parlare, è qualcosa in più? «È possibile che vi siano anche filmati, sarebbe bene fare passare a fondo quelle chat. Ci si augura che chi sta facendo il lavoro, lo faccia appieno». Staremo a vedere se alla vicenda si aggiungerà o meno quanto detto da Dadò che aveva ricevuto una lettera anonima con delle precedenti fotografie avrà uno sviluppo in questo senso o meno.
Sul tema Daria Lepori (PS) si è detta «preoccupata per quanto ha portato alla situazione, con persone che fanno fatica tra loro e hanno usato strumenti quali denunce e segnalazioni. Tutto questo andrà tenuto in considerazione in futuro per evitare che si ripresentino situazioni del genere». Dal canto suo Matteo Pronzini (MPS) ha sottolineato che «Gobbi ha fatto delle dichiarazioni abbastanza gravi, mentre in Parlamento non rispondono alle stesse domande. Dimostra quanto si considera il Parlamento». Così Matteo Quadranti (PLR): «Il danno di non aver risolto internamente lo vediamo oggi. E il mobbing è qualcosa che in questo millennio non può essere tollerato. Il danno alle Istituzioni è evidente».

La palla è ancora al Parlamento
Ma veniamo alle proposte contenute nella riforma della giustizia: codice etico, autonomia finanziaria e amministrativa, introduzione della figura del sostituto procuratore pubblica, sistema di nomine rivisto e la cosiddetta «Lex Ermani». Proposte nate dall’immobilismo del Dipartimento? «Una lettura che non ci sta – ha replicato Gobbi -. Sono correttivi voluti dalla Commissione ma negli ultimi anni la vera riforma è stata portare avanti la giurisdizione del settore del diritto di protezione».
Non inazione, ma come ha sottolineato lo stesso Gobbi «esuberanza giovanile» (la sua all’entrata in Governo nel 2011). Ora, secondo il consigliere di Stato, il momento è arrivato anche perché c’è la volontà di portare dei correttivi alla Giustizia. «Metterla via come se fosse un errore di gioventù a 13 anni dall’entrata in Governo, è troppo semplice», ha replicato da parte sua Dadò. «La magistratura aveva bisogno di riforme anche quando Gobbi è entrato nell’Esecutivo, ma ciò non è stato fatto». Gobbi però non è rimasto in silenzio sostenendo che, all’epoca, la magistratura non era pronta a certi cambiamenti. Sulla questione anche Lepori si è detta critica: negli anni «sono stati aperti dei cantieri enormi che hanno impedito anche alla Commissione di agire». Più che immobilismo, quindi, gigantismo? «Riconosco che quando si cercano ampie riforme, come Ticino 2020 ad esempio, si rischia di scontrarsi con alcune situazioni» ha detto Quadranti. «La Divisione della Giustizia doveva e deve fare di più. Il pregio della proposta di risoluzione commissionale è aver trovato un compromesso interno fra i partiti». «Manca rompere il cordone ombelicale con i partiti. I magistrati non devono più essere eletti dai partiti» è stata l’opinione di Pronzini. Una questione, quella delle nomine politiche, che si trascina da decenni. «Un tema irrisolvibile» ha detto Gobbi. «Perché bisogna modificare la Costituzione e non credo che la politica sia pronta». Sulle nomine, Dadò ha ribadito che «il sistema perfetto non esiste». Da migliorare, quindi, c’è il criterio di selezione. Soddisfatta anche Lepori, convinta che «la scelta deve rimanere al Parlamento. Magari dovremmo però imparare a litigare un po’ meno». Anche Quadranti ha sposato l’esito del progetto della Commissione, «in ogni caso è un passo avanti. Trovo inoltre interessante il sistema dell’assessment, che vincola anche la politica». In generale, per il deputato PLR si deve sempre più puntare sul merito: «Dobbiamo scegliere i migliori per fare un servizio al Paese».

https://www.teleticino.ch/la-domenica-del-corriere/la-domenica-del-corriere-061024-6894

Da www.cdt.ch

“Sarà una bella discussione con il Gran Consiglio”

“Sarà una bella discussione con il Gran Consiglio”

Gobbi parla del potenziamento contro il cancro del crimine economico

La criminalità economica spesso e volentieri è lo specchio in cui si riflette il crimine organizzato e un’economica illegale “è un cancro che si insinua nel tessuto economico, togliendogli progressivamente la linfa e facendo proliferare cellule malate a scapito di quelle sane”. “Per questo motivo vogliamo che nel nostro Cantone la lotta alla criminalità economica disponga sempre più di strumenti sufficienti ed efficaci”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi. Il lavoro contro il crimine economico in Ticino è sempre serrato, grazie al lavoro della Polizia e della Magistratura. E anche grazie al coinvolgimento di altri settori dell’amministrazione cantonale, come l’Ufficio fallimenti. Già 5 anni fa abbiamo introdotto la figura del perito contabile in ambito fallimentare, che ha il compito di segnalare al Ministero pubblico i fallimenti con connotazioni penali. Abbiamo ottenuto ottimi risultati su questo fronte, aiutando la Magistratura a dare importanti spallate nei confronti della criminalità economica”.

Si potrebbe fare di più? “Certo – dice il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. E a questo proposito abbiamo sottoposto al Governo un messaggio che risponde a una mozione del socialista Raoul Ghisletta. Il messaggio è stato approvato dal Consiglio di Stato e ora verrà esaminato dal Gran Consiglio. Una premessa importante: abbiamo chiarito che per introdurre le novità per combattere ancora più efficacemente la criminalità economica occorrerà mettere a disposizione mezzi finanziari. Il Parlamento dovrà quindi valutare – nell’attuale contesto di risparmi per le finanze cantonali – se queste novità potranno trovare una positiva conferma”.

Ma di quali novità stiamo parlando? “Sono sei, in estrema sintesi, le misure che prevediamo. Qui ne cito 4, quelle più concrete: un rafforzamento dei Servizi specialistici presso Ministero pubblico e Polizia; controlli efficaci e sistematici da parte dell’Ufficio fallimenti, introducendo un secondo perito contabile; verifica dell’attendibilità delle iscrizioni al Registro di commercio da parte dell’Ufficio del registro di commercio; ottimizzazione dei compiti attribuiti agli enti locali nel contesto della lotta del fenomeno, per esempio, delle società bucalettere e delle residenze fittizie. Anche i Comuni quindi possono collaborare, come già in parte avviene oggi, per combattere la criminalità economica. Un’economia sana che produce benessere deve estirpare il cancro della criminalità economica. Per fare questo ci saranno costi supplementari, anche se vi sarebbero pure importanti benefici per le casse dello Stato. Qui penso all’aumento dei sequestri di danaro e di beni, proventi delle attività illecite dei malviventi. Sarà una bella discussione da fare con il Gran Consiglio, per capire come proseguire la lotta alla criminalità economica”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Un tuffo nel mondo della Polizia Cantonale

Un tuffo nel mondo della Polizia Cantonale

All’aeroporto di Lodrino 5’000 curiosi hanno assistito sabato a varie dimostrazioni degli agenti, in un evento unico che si ripete ogni 5 anni

Più di 5’000 persone hanno partecipato sabato alle porte aperte della Polizia Cantonale presso l’aeroporto di Lodrino. Un evento che si tiene solo ogni cinque anni e che offre una rara opportunità per scoprire il mondo delle forze dell’ordine.

Un’iniziativa coinvolgente che ha mostrato ogni aspetto di questa professione: dalle dimostrazioni spettacolari, come la liberazione di ostaggi da un bus dirottato, realizzata dal Reparto Interventi Speciali (RIS), al lavoro quotidiano della polizia giudiziaria.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Un-tuffo-nel-mondo-della-Polizia-Cantonale–2269524.html

****

Spari, arresti e indagini: la Polizia in vetrina a Lodrino

Arresti, tafferugli e prese d’ostaggi. Sono state numerose le persone che oggi alle porte aperte della polizia a Lodrino hanno potuto ammirare e toccare con mano l’ampia gamma di attività delle forze dell’ordine ticinesi.

Tra simulazioni, esercizi e dimostrazioni, la Polizia cantonale ha oggi voluto incontrare la popolazione a Lodrino in occasione della terza edizione delle sue Porte aperte. E i ticinesi hanno risposto in massa per assistere a ricostruzioni di casi reali come quella di una presa d’ostaggi, o di arresto di un individuo armato, così come di una manifestazione che degenera nella violenza. Come detto, sono stati numerosissimi, grandi e piccini, che hanno voluto vedere e toccare con mano le diverse attività di polizia del nostro Cantone. Qualcosa che ha reso soddisfatto il Comandante Matteo Cocchi.“Oggi come cinque anni fa abbiamo avuto un inizio col botto. È venuta tantissima gente e siamo molto contenti di questo, perché è un’ottima occasione per noi per presentarci al pubblico e ai nostri cittadini”. Ma quanto è importante per la Polizia cantonale una giornata come quella di oggi? E perché? “È importantissima, perché permette a chiunque, dall’agente al cittadino, di avvicinarsi vicendevolmente in una situazione neutra, diversa dal quotidiano e quindi magari anche particolare”. Cocchi ci ha infatti spiegato che oggi a Lodrino i visitatori avevano la possibilità di porre domande, avvicinarsi e toccare con mano tutte le nostre specializzazioni. “A sua volta, l’agente può rispondere a delle domande prendendosi tutto il tempo e può presentarsi nella sua attività”.

Opportunità di carriera
Tra divertimento ed esercizi, quella odierna è stata una giornata pensata anche per mostrare le tante opportunità di carriera professionale in questo ambito. “Io lo spero, la Polizia cantonale è un’istituzione che ha al suo interno tanti mestieri, e oggi si possono scoprire”. Ad aver gestito l’organizzazione delle Porte Aperte è stato il Capitano della polizia cantonale Christophe Cerinotti. “Cinque anni fa erano circa 5mila le persone presenti. Oggi, anche grazie alla bella giornata, penso che supereremo questi numeri”. Per Cerinotti l’evento ha rappresentato sì un’occasione importante per mostrare i vari mestieri della polizia, ma anche e soprattutto un’opportunità “per mostrare alla gente che la polizia non è solo repressione e mostrare come possiamo essere di aiuto facendo anche prevenzione”. Giornata in cui è stato quindi possibile mostrare ai cittadini anche le attività forse meno “spettacolari”, ma altrettanto importanti della polizia. “Le dimostrazioni sono una parte dell’attività di polizia di oggi. Sono infatti stati allestiti anche degli stand dedicati a tutto quello che non fa scena. La polizia giudiziaria in particolare lavora un po’ più nell’ombra, ma che in ambito di inchiesta riesce a mostrare quello che fa a chi solitamente ignora questo ramo della polizia”, ha concluso Cerinotti.

https://www.ticinonews.ch/ticino/spari-arresti-e-indagini-la-polizia-in-vetrina-a-lodrino-401467

 

Simbolico grazie ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani

Simbolico grazie ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani

Inaugurato a Bellinzona il monumento ‘la Difesa’ di Pedro Pedrazzini. Presenti autorità laiche e religiose.

In occasione dell’inaugurazione dell’esposizione “150° Generale Henri Guisan” al Chiostro del Municipio di Bellinzona, sabato si è tenuto il taglio del nastro del monumento “la Difesa”, un simbolico grazie ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani.

Fra i presenti per le allocuzioni Pedro Pedrazzini, autore dell’opera, don Erico Zoppis, cappellano militare, Jean-Daniel Mudry, portavoce del gruppo proponente, Mario Branda, sindaco di Bellinzona, Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato, e Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni, e il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra.

La cerimonia è stata intercalata da brani musicali della Fanfara dell’esercito svizzero e della Musica militare ticinese, a cui è seguito l’aperitivo offerto alla popolazione.

Da www.laregione.ch

(Immagine: www.laregione.ch)

L’Alleanza Svizzera per la Sicurezza propone Reto Nause come Presidente.

L’Alleanza Svizzera per la Sicurezza propone Reto Nause come Presidente.

Comunicato stampa 

Quattro anni dopo la fondazione dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza, ci sarà un cambio alla presidenza dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza. Il Consigliere di Stato Thierry Burkart lascia la carica di Presidente, come annunciato in occasione dell’ultima Assemblea generale del 2024. Il Consiglio direttivo dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza propone all’unanimità Reto Nause come suo successore all’Assemblea generale del 30 aprile 2025.
 
Thierry Burkart cede la presidenza
Come annunciato in occasione dell’Assemblea generale del 7 maggio 2024, Thierry Burkart cede la presidenza dopo 6 anni (4 anni come Presidente dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza, 2 anni come Presidente dell’organizzazione precedente Verein für eine sichere Schweiz). Burkart ha fondato l’Alleanza Svizzera per la Sicurezza insieme a diversi colleghi e l’ha resa un’importante organizzazione specializzata e di campagna. L’Alleanza conta oggi 37 organizzazioni e oltre 1’300 membri individuali. Le organizzazioni riunite nell’Alleanza sono associazioni e club che si occupano di politica della sicurezza, nonché associazioni imprenditoriali. Dopo la campagna a favore dell’acquisto di nuovi aerei da combattimento nel 2020, l’Alleanza ha condotto con successo la campagna contro l’iniziativa Stop F35. È stata inoltre coinvolta nel referendum sull’ulteriore sviluppo dell’acquis di Schengen. Sotto la sua guida, l’Alleanza per la Sicurezza Svizzera ha partecipato a varie consultazioni federali ed è stata rappresentata in diverse audizioni dei comitati di politica di sicurezza del Consiglio degli Stati e del Consiglio Nazionale. Ha inoltre sostenuto ampiamente l’Alleanza fondando un comitato consultivo, un club di mecenati, posizionando l’organizzazione con un documento di posizione e organizzando vari eventi di politica di sicurezza.

Reto Nause porta con sé un bagaglio di esperienza politica e di campagne elettorale
Reto Nause è Consigliere nazionale e membro della Commissione per la politica di sicurezza. È municipale della Città di Berna dal 2009. Al termine della legislatura comunale del 2024, lascerà la carica di Direttore della sicurezza, dell’ambiente e dell’energia per raggiunti limiti di mandato. Intenderà utilizzare il tempo a disposizione per lavorare a favore di una Svizzera più sicura. La sua esperienza dirigenziale nel settore della sicurezza interna è stata un fattore importante per la sua scelta. Il Consigliere nazionale Nause ha dimostrato in modo convincente – alla commissione cerca – come intende proseguire con nuovo slancio il lavoro di sviluppo iniziato dal Consigliere agli Stati Burkart. La sua esperienza nella conduzione di campagne lo qualifica anche come futuro presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera. Reto Nause è stato segretario generale della PPD svizzero dal 2001 al 2008.

La Polizia cantonale in vetrina a Lodrino

La Polizia cantonale in vetrina a Lodrino

Comunicato stampa

“Per la gente e tra la gente”. Potrebbe essere questo il motto delle Porte aperte 2024 della Polizia cantonale, giunte alla terza edizione, che si svolgeranno sabato 5 ottobre per la seconda volta sul sedime dell’aeroporto di Lodrino.

Giornata che vedrà in mostra le molteplici attività che contraddistinguono l’agire quotidiano del Corpo sul terreno, a garanzia della sicurezza del Canton Ticino.
Giorno e notte le agenti e gli agenti della Polizia cantonale sono in attività sul terreno per garantire la miglior sicurezza possibile alla popolazione del Ticino. Per la terza volta saranno onorati di accogliere nuovamente, dopo cinque anni, visitatori grandi e piccini per una giornata di festa all’insegna della convivialità. Giornata che permetterà d’illustrare le numerose e variegate attività che contraddistinguono il lavoro quotidiano di un Corpo di polizia. Sarà l’occasione per conoscere da vicino i molteplici impieghi dei vari servizi e comprendere che la missione della Polizia cantonale include anche tante opportunità di carriera professionale. Questo grazie a interessanti e spettacolari dimostrazioni nonché cantieri statici e interattivi. Un impegno quotidiano e incessante
– come dimostrato anche recentemente in relazione al maltempo che ha purtroppo fortemente colpito la Vallemaggia – che le collaboratrici e i collaboratori della Polizia cantonale mettono al servizio della comunità ticinese.

L’evento avrà inizio alle 9 mentre alle 10.30 sono previste le prime dimostrazioni del Reparto interventi speciali (RIS) e del Mantenimento d’ordine (MO). È prevista inoltre l’apertura della zona ristoro dove sarà possibile pranzare e rifocillarsi. La parte ufficiale scatterà alle 13.30 con il saluto delle Autorità. Alle 14 si potrà nuovamente assistere
alle dimostrazioni. La manifestazione terminerà alle 17. 

A Bellinzona il monumento ‘La Difesa’ in onore di tutti i militi

A Bellinzona il monumento ‘La Difesa’ in onore di tutti i militi

Sarà inaugurato sabato 5 ottobre durante un evento pubblico con autorità ed esercito. A Palazzo Civico la mostra sui 150 anni di Guisan

Sabato 5 ottobre alle 11.00 sarà inaugurato in via Guisan a Bellinzona il monumento ‘La Difesa’ ideato e voluto da un gruppo spontaneo di ufficiali ticinesi quale ringraziamento “ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani”. In Ticino – viene spiegato dal gruppo promotore – non esiste infatti un segno “che riconosca il valore, la dedizione, i sacrifici e che ringrazi il cittadino soldato per i servizi prestati, che presta e presterà alla patria”. Il monumento vuole perciò essere “un segno tangibile per ricordare nel tempo alla popolazione che la difesa del nostro Paese è stata, è e sarà sempre tutelata dal nostro popolo per il nostro popolo, indipendentemente dall’evoluzione del suo esercito”.

All’inaugurazione del monumento, opera dell’affermato artista locarnese Pedro Pedrazzini che ne presenterà le peculiarità, saranno presenti il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra e il sindaco di Bellinzona Mario Branda. Tutta la popolazione è cordialmente invitata. Condecoreranno la manifestazione, che terminerà con un ricco aperitivo, le delegazioni del Corpo Volontari luganesi, delle Milizie bleniesi, la Fanfara dell’esercito e la Musica militare ticinese. Prima dell’inaugurazione ufficiale, si terrà alle 10 nel chiostro del Municipio di Bellinzona l’inaugurazione dell’esposizione dedicata al generale Henri Guisan nel 150° anno dalla nascita.

Da www.laregione.ch