Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2023

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2023

Comunicato stampa

Ieri, sabato 17 maggio, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2023). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Nel suo intervento il Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, ha sottolineato “come la sicurezza sia il frutto di un impegno costante, sostenuto con professionalità e determinazione da ogni singolo agente di polizia. Per affrontare le nuove minacce e le crescenti sfide sociali, è indispensabile una solida preparazione in grado di supportare strategie sempre più efficaci nella prevenzione e nel contrasto della criminalità, senza mai abbassare gli elevati standard operativi. I risultati positivi conseguiti dalla Polizia cantonale, e confermati dalle statistiche degli ultimi anni, testimoniano la versatilità e l’elevata competenza degli uomini e delle donne in uniforme, tra cui, a breve, entrerete a pieno titolo anche voi. Da parte mia, i migliori auguri per una carriera ricca di soddisfazioni al servizio della nostra comunità“.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “essere un agente di polizia non è soltanto indossare una divisa. Significa incarnare l’ideale di essere al servizio della società e del prossimo. Siamo chiamati nel corso della nostra missione a essere presenti quando tutti si allontanano, a fare da scudo quando altri sono in pericolo e a saper ascoltare, a comprendere e ad intervenire 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Non bisogna inoltre dimenticare che il potere che vi è conferito dall’autorità va sempre esercitato con equilibrio, ponderatezza e umanità. Infatti, oggi non ricevete solo un incarico, ma la fiducia della collettività“.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 38 neodiplomati e neodiplomate (19 della Polizia cantonale, 1 della Polizia cantonale Grigioni, 2 della Polizia comunale di Ascona, 2 della Polizia città di Bellinzona, 1 della Polizia comunale Ceresio Sud, 1 della Polizia comunale di Chiasso, 2 della Polizia città di Locarno, 5 della Polizia città di Lugano, 4 della Polizia città di Mendrisio e 1 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

Federalismo con i muscoli: il Ticino riparte dai suoi Comuni

Federalismo con i muscoli: il Ticino riparte dai suoi Comuni

Norman Gobbi annuncia lo sviluppo di una piattaforma digitale “operativa”

Giovedì 8 maggio 2025, a Bellinzona, quasi 200 persone si sono riunite per discutere di autonomia, territorio e futuro. Il Presidente del Governo Norman Gobbi è stato perentorio: «Basta critiche a vuoto, è ora di osare».

Un concetto che è emerso con forza durante la sesta edizione del Simposio Cantone-Comuni, tenutosi all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio, è che il tempo delle chiacchiere è finito. Alla presenza di quasi 200 tra sindaci, municipali, consiglieri comunali, funzionari comunali e cantonali e gran consiglieri, il capo del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito con fermezza che il futuro del Ticino si costruisce con Comuni forti, responsabili e ascoltati.
«I Comuni sono lo Stato sul territorio, il volto concreto delle istituzioni nella vita quotidiana delle persone» ha dichiarato Gobbi nel suo intervento d’apertura. Un discorso che ha toccato con franchezza anche i punti dolenti: rapporti logorati, diffidenza reciproca e un contesto economico-sociale sempre più complicato.
Ma il Simposio 2025 non è stato solo analisi. È stato un passo avanti. Concreto, politico e istituzionale.
Al centro dell’evento, non i soliti slogan, ma proposte vere. A partire da una riforma costituzionale per rafforzare l’autonomia dei Comuni, non solo a parole ma con un riconoscimento giuridico forte e operativo. E poi il lancio di una «Dichiarazione ticinese sul federalismo», un patto concreto per rimettere in piedi una collaborazione che sia finalmente all’altezza delle sfide.
«Basta giochi di palazzo – ha dichiarato Norman Gobbi –. È ora di andare oltre al dipartimentalismo e avanzare con coraggio e responsabilità, rimettendo al centro i nostri Comuni e le persone che li vivono». E ha aggiunto: «Il federalismo non può diventare un mantra vuoto. Deve avere muscoli, ossa e cervello. E serve gente che abbia il coraggio di osare, non solo di criticare».
Accanto alla politica, anche il lato pratico: un gruppo di lavoro Cantone-Comuni è già all’opera per rivedere i flussi informativi e realizzare una piattaforma digitale moderna, utile per chi amministra e risolve problemi ogni giorno. E presto cambierà anche la piattaforma di dialogo politico, per incontri più regolari, franchi e utili davvero.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito che il federalismo svizzero non è nostalgia, ma una leva di innovazione per servire meglio i cittadini. E ha annunciato anche un evento simbolico, ma concreto: il prossimo 10 settembre, in occasione del centenario della Conferenza di Locarno, il Governo incontrerà i 100 sindaci del Ticino. Un gesto forte per dire che la collaborazione tra Cantone e Comuni non è un’opzione, ma è una necessità.
Per Norman Gobbi i Comuni sono il cuore pulsante del Ticino. Senza enti locali forti, vicini alla gente, autonomi nelle scelte, il Cantone si spegne. E ha aggiunto che solo «con coraggio, concretezza e una visione chiara, possiamo rilanciare il nostro modello. Perché il federalismo non è folklore: è azione. E questa battaglia, la vinciamo insieme».
E a guidare questa battaglia, ancora una volta, c’è la Lega dei Ticinesi. Da sempre vicina alle comunità locali, al fianco dei municipi, la Lega ha fatto della difesa della prossimità e dell’autonomia una priorità politica. In un’epoca in cui la Confederazione scarica nuovi oneri senza fornire i mezzi, e dove il cittadino si sente sempre più smarrito tra burocrazia e sfiducia, la risposta passa dal territorio. Dal ricostruire fiducia. Dal rilanciare il federalismo come metodo d’azione, non come alibi per galleggiare.
Il Simposio ha mostrato che la rotta è tracciata, che il clima è cambiato e che la volontà c’è. Ora serve tradurre tutto questo in scelte coraggiose. Servono idee chiare, progetti attuabili, amministratori preparati. Servono strumenti per agire e la volontà politica per decidere. Perché solo così possiamo costruire un Ticino più forte, più autonomo, più vicino ai suoi cittadini. Un Ticino che parla la lingua della Lega: quella della concretezza, della responsabilità e del coraggio.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 18 maggio 2025 de Il Mattino della domenica