SÌ alla revisione della Legge sul servizio civile

SÌ alla revisione della Legge sul servizio civile

Tra pochi giorni la Svizzera sarà chiamata a decidere sulla revisione della Legge sul servizio civile.
Nella fase finale della campagna, la sinistra cerca di fare leva sullo spettro di una presunta «abolizione» del servizio civile. Ciò è semplicemente FALSO. La riforma garantisce il mantenimento del servizio civile, adeguandolo però nuovamente al suo scopo costituzionale.
Dall’introduzione del sistema della prova dell’atto nel 2009, il numero delle ammissioni è aumentato in modo considerevole. Questa riforma mira soprattutto a frenare questo aumento, poiché i passaggi dall’esercito al servizio civile sono diventati troppo numerosi. Le fondamenta del servizio civile rimarranno comunque invariate.

Basta al deflusso dall’esercito a spese dei contribuenti
Attualmente, i contribuenti investono milioni nella formazione dei militari che, successivamente, passano a migliaia al servizio civile. Che un «conflitto di coscienza» emerga improvvisamente dopo mesi o anni di servizio nella truppa appare poco credibile. La riforma elimina questa scappatoia e garantisce maggiore equità nei confronti delle soldatesse e dei soldati che svolgono il proprio servizio con senso del dovere.

Gli impieghi utili devono rimanere
I contrari fanno leva su scenari emotivi, sostenendo che senza i civilisti il sistema sanitario e assistenziale rischierebbe il collasso. Grazie alla verifica degli ambiti d’impiego, questi interventi essenziali continueranno ad essere garantiti.
In mezzo a tutte queste emozioni, si tende però a dimenticare un aspetto fondamentale: l’attuale situazione geopolitica richiede un esercito efficiente e pronto all’impiego. La sicurezza è uno dei compiti principali dello Stato.
Non bisogna mettere in contrapposizione i due sistemi.
• Con il mantenimento della base attuale, ogni anno migliaia di persone continueranno a essere soggette all’obbligo di prestare servizio civile.
• La sicurezza del Paese rimane garantita e non viene messa a rischio.

Mobilitare, mobilitare, mobilitare!
La campagna di votazione è ormai alle battute finali e ogni singolo voto può fare la differenza. Poiché il fronte di sinistra sarà fortemente mobilitato anche dalla votazione sull’iniziativa per la sostenibilità, dobbiamo impegnarci ancora di più per attivare la nostra base.
Motivate i vostri conoscenti, la vostra famiglia e i vostri amici a recarsi alle urne. Insieme possiamo dare un forte segnale a favore di un obbligo di servizio credibile e della sicurezza del nostro Paese: SÌ alla revisione della Legge sul servizio civile il 14 giugno!

Consigliere nazionale Reto Nause
Presidente Alleanza Sicurezza Svizzera

“Un sì per correggere gli abusi  e garantire la sicurezza del Paese”

“Un sì per correggere gli abusi e garantire la sicurezza del Paese”

Servizio civile, sei misure per evitare che diventi una soluzione di comodo

«Chi vive un autentico conflitto di coscienza deve continuare ad avere accesso al servizio civile. Ma non possiamo accettare che diventi una semplice scorciatoia per evitare il servizio militare». Questo per il Consigliere di Stato Norman Gobbi è uno dei punti centrali della votazione del 14 giugno sulla revisione della Legge federale sul servizio civile. Una riforma che punta a correggere alcune tendenze emerse negli ultimi anni e riportare il sistema allo spirito originario previsto dalla Costituzione. «Nessuno vuole abolire il servizio civile», sottolinea Gobbi. «Con la revisione di Legge si vuole evitare che diventi l’alternativa di comodo al servizio militare». Negli ultimi anni il numero di passaggi dall’esercito al servizio civile è cresciuto costantemente. Dal 2009, anno dell’abolizione dell’esame di coscienza, le ammissioni sono aumentate sensibilmente fino a raggiungere un nuovo record nel 2025. Per il Consiglio federale e il Parlamento questa evoluzione mette a rischio gli effettivi necessari per garantire la capacità operativa dell’esercito e, con essa, la sicurezza stessa del Paese.

Sei misure mirate per evitare abusi
La revisione della Legge introduce sei misure mirate. La prima prevede che chi passa al servizio civile debba svolgere almeno 150 giorni di servizio, indipendentemente dai giorni di servizio militare ancora da prestare. I civilisti saranno inoltre tenuti a svolgere servizio ogni anno, perdendo parte della flessibilità di cui beneficiano oggi. Per gli studenti di medicina, odontoiatria e veterinaria non sarà più possibile svolgere impieghi direttamente collegati alla propria formazione professionale, così da preservare personale sanitario prezioso per l’esercito. Anche per sottufficiali e ufficiali il numero di giorni da prestare sarà calcolato applicando il fattore correttivo di 1,5. Non sarà inoltre più consentito passare al servizio civile dopo aver concluso tutti gli obblighi militari, fase in cui resta soltanto il tiro obbligatorio. Infine, chi presenterà domanda durante la scuola reclute dovrà effettuare un impiego di lunga durata di 180 giorni entro l’anno successivo all’ammissione.

No alle scorciatoie, sì ad un Paese più sicuro
«Si tratta di misure di buon senso», osserva Gobbi. «Non colpiscono chi ha reali motivi di coscienza, ma rendono meno attrattivo il passaggio per chi vede nel servizio civile una scorciatoia. Il principio deve tornare a essere chiaro: il servizio militare è la regola, il servizio civile l’eccezione». La revisione si inserisce inoltre in un contesto internazionale profondamente cambiato. Lo studio “Sicurezza 2026” del Politecnico federale di Zurigo mostra come la percezione di sicurezza della popolazione svizzera abbia raggiunto il livello più basso degli ultimi vent’anni. «Per troppo tempo abbiamo considerato la sicurezza come qualcosa di acquisito», afferma Gobbi. «Oggi sappiamo che non è così. Le tensioni internazionali, le guerre alle porte dell’Europa e le nuove minacce ci ricordano che la sicurezza richiede preparazione, personale e capacità operative».

Un voto anche per le future generazioni
Secondo il direttore del Dipartimento delle istituzioni, il voto del 14 giugno rappresenta quindi una scelta che va oltre il semplice funzionamento del servizio civile. «Un Paese libero deve essere anche in grado di difendersi», conclude Gobbi. «Questa riforma non penalizza chi agisce per convinzione, ma corregge gli sviluppi negativi degli ultimi anni e contribuisce a garantire all’esercito le risorse umane necessarie per adempiere ai propri compiti. È una scelta di responsabilità verso la Svizzera e verso le future generazioni».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 7 giugno 2026 de Il Mattino della domenica

Finanziamento dell’esercito: il Parlamento ha bisogno di più margini di manovra

Finanziamento dell’esercito: il Parlamento ha bisogno di più margini di manovra

Comunicato stampa di Alleanza Sicurezza Svizzera (2 giugno 2026)

Il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione il proprio progetto sul finanziamento dell’esercito. L’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene espressamente la valutazione della situazione in materia di politica di sicurezza del Consiglio federale e saluta con favore il fatto che quest’ultimo identifica chiaramente la necessità di agire e consideri il rafforzamento dell’esercito e della sicurezza svizzera come un compito globale. Ma una soluzione di finanziamento in grado di ottenere il consenso della maggioranza richiede una combinazione negoziabile di risparmi e maggiori entrate. A tal fine, il Consiglio federale deve fornire al Parlamento il margine di manovra necessario. 

L’Alleanza Sicurezza Svizzera condivide la valutazione del Consiglio federale in materia di politica di sicurezza e saluta con favore il fatto che quest’ultimo abbia riconosciuto la necessità di intervenire per garantire il finanziamento dell’esercito. L’aggravarsi della situazione di minaccia e il conseguente fabbisogno finanziario aggiuntivo di circa 31 miliardi rispecchiano la realtà della
politica di sicurezza. La Svizzera, però, ha lasciato trascorrere tempo prezioso dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Di fronte alla crescente instabilità in Europa e alle minacce ibride già concrete, la Svizzera non può permettersi ulteriori ritardi. «È fondamentale negoziare rapidamente una soluzione di finanziamento politicamente realizzabile. E l’enfasi qui va proprio sulla parola “negoziare”». Il Parlamento ha bisogno di più margine di manovra per trovare un compromesso in grado di ottenere maggioranze», sottolinea il consigliere nazionale Reto Nause, presidente di Alleanza Sicurezza Svizzera. Per la soluzione in questione, il raggiungimento di una maggioranza appare molto incerto. «Un fallimento sarebbe un segnale grave per la sicurezza della Svizzera e un segnale preoccupante nei confronti dei nostri Stati confinanti.»

Più margine di manovra per una soluzione in grado di ottenere maggioranze
L’Alleanza Sicurezza Svizzera ritiene che la soluzione presentata dal Consiglio federale non riesca a ottenere il sostegno della maggioranza. Si prende atto dell’aumento dell’IVA proposto. La proposta è comprensibile dal punto di vista dell’efficacia, ma riduce le probabilità di successo politico. In sintesi, l’Alleanza Sicurezza Svizzera intravede un potenziale di compromesso nelle seguenti misure. (Risposta dettagliata in allegato e su: alleanzasicurezza.ch). Pacchetto completo di revisione dei compiti Dal punto di vista dell’Alleanza Sicurezza Svizzera, è indispensabile che il Consiglio federale porti avanti ulteriori misure di alleggerimento del bilancio federale. Il Consiglio federale è invitato a presentare un nuovo pacchetto completo di revisione dei compiti che, dopo la discussione in Parlamento, comporti risparmi significativi pari ad almeno 1 miliardo di franchi all’anno. In questo contesto è inevitabile l’abolizione di compiti vincolati. E questa volta i risparmi devono andare direttamente a beneficio del finanziamento dell’esercito.

Collegamento dell’IVA alla 13ª mensilità AVS
Inoltre, l’Alleanza Sicurezza Svizzera propone di collegare tali misure al finanziamento della 13ma rendita AVS. Gli aumenti dell’IVA destinati al finanziamento della 13ma rendita AVS e dell’esercito non sono in grado di ottenere la maggioranza in Parlamento se presentati separatamente. Devono quindi essere sottoposti al popolo e ai Cantoni con un unico atto legislativo. Entrambe le misure dovrebbero avere carattere temporaneo. Per l’aumento dell’IVA a favore della capacità di difesa è già prevista la limitazione temporale. Allo stesso modo, la limitazione temporale dovrebbe valere anche per il finanziamento della 13ma rendita AVS, affinché si mantenga la pressione per le riforme strutturali.

Sono necessarie ulteriori fonti di finanziamento sul fronte delle entrate 
L’aumento proposto dell’IVA, in quanto misura di finanziamento a sé stante, non è negoziabile. Qualsiasi riduzione delle aliquote fiscali volta a rendere la proposta accettabile per la maggioranza
comporterebbe immediatamente un deficit di finanziamento per il potenziamento delle forze armate. Il Consiglio federale deve quindi creare un margine di negoziazione anche sul fronte delle
entrate, per consentire al Parlamento di bilanciare gli interessi e trovare una soluzione negoziale. Affidandosi esclusivamente all’aumento dell’IVA, le possibilità di successo politico sono troppo
esigue. Nella sua risposta alla consultazione, l’Alleanza Sicurezza Svizzera ha proposto diverse misure di finanziamento sul fronte delle entrate, come ad esempio la destinazione vincolata della
tassa d’esenzione dall’obbligo militare.

10 miliardi di franchi come capitale iniziale per gli approvvigionamenti più importanti
Il tempo stringe. L’esercito non ha solo bisogno di una soluzione di finanziamento sostenibile, ma anche di un versamento iniziale di 10 miliardi di franchi nel fondo per poter avviare rapidamente gli approvvigionamenti più importanti. Il Consiglio federale è quindi invitato a presentare al Parlamento proposte relative a un versamento una tantum. Secondo l’Alleanza Sicurezza Svizzera, esistono diverse opzioni in tal senso, come ad esempio distribuzioni supplementari da parte della Banca nazionale svizzera.
Fondo permanente per le spese di difesa senza aggirare il freno all’indebitamento Inoltre, l’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene la creazione di un fondo per la difesa. Ma tale fondo
deve essere strutturato in modo tale da garantire la sua efficacia a lungo termine e da poter essere integrato con ulteriori fonti di finanziamento.
Inoltre, il fondo per la difesa dovrà poter contrarre debiti esclusivamente per far fronte a esigenze di liquidità temporanee. «L’indebitamento deve essere obbligatoriamente coperto da entrate garantite per legge. Non deve verificarsi alcuna elusione occulta del freno all’indebitamento», afferma Nause. Inoltre, il fondo per gli armamenti deve essere aperto ad altre fonti di finanziamento. In questo modo si garantisce che, in caso di mutate condizioni quadro nel prossimo o nel lontano futuro, possano essere apportati in modo efficiente mezzi supplementari. L’Alleanza auspica pertanto un’adeguata integrazione delle basi legali.
L’Alleanza Sicurezza Svizzera chiede anche che la legge sul fondo per l’armamento venga sottoposta al voto del popolo e dei Cantoni separatamente dalla legge sull’IVA. Le sfide in materia di politica di sicurezza sono per definizione a lungo termine. Non solo l’esperienza recente, ma anche quella storica dimostra che, in caso di crisi, il potenziamento dell’esercito è sempre arrivato troppo tardi. «Bisogna risparmiare alle generazioni future l’imbarazzo della situazione attuale», sottolinea il consigliere nazionale Reto Nause, presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera. «Il fondo deve quindi essere concepito come uno strumento permanente, per poter far fronte tempestivamente a eventuali peggioramenti della situazione in futuro.»

“Fai esperienza con prudenza”: sicurezza in moto dal primo giorno

“Fai esperienza con prudenza”: sicurezza in moto dal primo giorno

Comunicato stampa

Prende il via oggi la nuova campagna di prevenzione “Fai esperienza con prudenza”, promossa dal progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Polizia cantonale. L’iniziativa mira a sensibilizzare in particolare i giovani e le giovani conducenti di motoveicoli sull’importanza di acquisire esperienza alla guida in modo graduale e responsabile. L’esperienza, infatti, si costruisce nel tempo attraverso una formazione continua, la conoscenza dei propri limiti, del proprio mezzo e delle condizioni della strada.

L’abbassamento dell’età minima per il conseguimento della licenza di condurre, introdotto nel 2021, ha portato a un aumento delle immatricolazioni tra i giovani e le giovani: dai 15 anni è infatti possibile condurre motoveicoli di categoria motoleggera (meno di 50 ccm e velocità massima di 45 km/h) e dai 16 anni è consentito per la categoria A1 (meno di 125 ccm). Parallelamente, si è registrato anche un incremento degli incidenti che coinvolgono giovani motociclisti/e.
Le statistiche dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) confermano come i motociclisti figurino tra gli utenti della strada maggiormente esposti al rischio di incidente con ferimento. Particolarmente vulnerabile risulta ancora la fascia d’età tra i 15 e i 17 anni. A livello svizzero, nel 2025 il numero di giovani motociclisti gravemente feriti o deceduti è aumentato ancora, con 11 decessi (3 nel 2024) e 154 feriti gravi (153). Anche in Ticino questa tendenza trova conferma, con 44 incidenti della circolazione che hanno coinvolto giovani motociclisti e motocicliste. Se da un lato nel 2025 non si sono registrati decessi (1 nel 2024), dall’altro il numero di feriti gravi è aumentato in modo significativo, passando da 6 casi nel 2024 a 19 nel 2025.
La combinazione tra limitata esperienza di guida e sopravvalutazione delle proprie capacità rende questa fascia d’età particolarmente vulnerabile. È proprio da tale consapevolezza che nasce la campagna “Fai esperienza con prudenza”.
Strade sicure raccomanda in particolare ai più giovani e a chi si avvicina per la prima volta alla guida di un motoveicolo:

  • Acquisisci esperienza gradualmente: inizia con tragitti semplici e aumenta progressivamente la difficoltà. L’esperienza alla guida si costruisce nel tempo.
  • Conosci i tuoi limiti: evita di sopravvalutare le tue capacità. Adatta sempre la guida al tuo livello di esperienza.
  • Conosci il tuo mezzo: impara a conoscere bene il funzionamento del tuo motoveicolo: frenata, accelerazione e comportamento in curva.
  • Evita le distrazioni: la concentrazione è fondamentale: niente telefono o altre distrazioni durante la guida.
  • Continua a formarti: partecipare a corsi di perfezionamento della guida aiuta a migliorare tecnica, sicurezza e consapevolezza dei rischi.

Giornata di prevenzione: appuntamento il 13 giugno 2026

Dopo il successo dell’edizione 2025, anche quest’anno viene riproposta la giornata di prevenzione con il supporto del Fondo di sicurezza stradale (FSS). L’evento si svolgerà sabato 13 giugno presso il centro TCS di Rivera e lungo un percorso stradale appositamente studiato. I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di provare su pista delle Pit Bike, sia a marce sia mono marcia. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di sensibilizzazione e formazione. L’edizione di quest’anno è rivolta in particolare ai giovani e alle giovani conducenti in possesso almeno della licenza di allievo conducente. La partecipazione all’evento è gratuita. La giornata permetterà di affinare le tecniche di guida e migliorare la consapevolezza dei rischi legati alla circolazione stradale.

Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito di Strade sicure (www.stradesicure.ch). La campagna sarà promossa attraverso i canali social della Polizia cantonale, Ticino sicuro e sul sito di Strade sicure. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata alla campagna.