Il risotto conquista Piazza Grande: oltre 3.000 persone a Locarno.

Il risotto conquista Piazza Grande: oltre 3.000 persone a Locarno.

Piazza Grande invasa dai profumi del risotto e da oltre 3.000 persone. Si è chiusa sabato 29 agosto a Locarno l’11esima edizione dei Campionati ticinesi del risotto, che quest’anno ha incoronato i “Ciuü in aria” di Vogorno nella sfida riservata ai gruppi di carnevale.
A convincere la giuria è stato il loro “Risott ar nosa manera”, preparato con zafferano, burro, olio extravergine d’oliva, cipolle, Merlot della Verzasca, brodo di carne, pollame e verdure, midollo e büscion nostrani, naturali e alle erbe.
Una giornata che ha richiamato, secondo gli organizzatori, più di 3.000 appassionati, compresi numerosi visitatori giunti da oltre San Gottardo. Il maltempo ha però condizionato il programma della manifestazione, costringendo gli organizzatori ad annullare la prevista gara degli chef.
La competizione tra i gruppi di carnevale si è invece svolta regolarmente. Alle spalle dei vincitori verzaschesi si è piazzato il Carnevale di Maggia “Re Bacheton”, con un risotto al profumo di funghi mantecato con pepe e formaggi della Vallemaggia.
Terzo posto per l’Associazione Pro Carnevale Ronchese “Carnevale del Ghell” di Ronco s/Ascona, che ha presentato il “Risotto del Ghell”: zafferano, brodo di carne e verdure, vino rosso, vino bianco e Marsala, con una mantecatura di burro e parmigiano e l’aggiunta di pezzi di luganiga.
In gara anche il Carnevale Airolese “Carnuè d’Airö”, con “L’HARD Risòtt” a base di castagne e lardo, e il “Carnevaa di Sciuri” di Bioggio, che ha puntato sul “Risotto in rosa del Ticino”, preparato tra l’altro con barbabietole, formaggella ticinese, panna e vino bianco.
A giudicare i risotti è stata una giuria presieduta dal consigliere di Stato Norman Gobbi, affiancato dal municipale di Locarno Mauro Silacci, dal segretario di GastroLagoMaggiore e Valli Nicola Camani, dal presidente dell’Associazione Regnanti della Svizzera italiana Mattia Nessi e dagli chef Waldis Ratti, Mauro Grandi e Saro Arrichiello.
La manifestazione, organizzata da GastroLagoMaggiore e Valli in collaborazione con Ticino a Tavola e GastroTicino, quest’anno ha visto anche l’ingresso di Riso Gallo come partner e l’utilizzo del Carnaroli per le preparazioni in gara.
“Vedere Piazza Grande gremita e vivace è la ricompensa più bella per il grande lavoro di squadra che c’è dietro questa manifestazione”, ha commentato Alessandro Pesce, ideatore dei Campionati. Soddisfatto anche il presidente di GastroLagoMaggiore e Valli Nunzio Longhitano, secondo il quale la manifestazione ha confermato la capacità del risotto di unire “tradizione, convivialità ed eccellenza culinaria”.
Archiviati i Campionati, l’appuntamento gastronomico prosegue ora nei ristoranti. Fino al 13 settembre è infatti in programma la 13esima edizione della “Caccia al risotto”, che coinvolge una trentina di ristoranti ticinesi con numerose interpretazioni del piatto.
Per i Campionati ticinesi del risotto, invece, l’appuntamento è già fissato all’agosto 2027.

https://www.ticinolibero.ch/rubriche/food-wine/1946921/il-risotto-conquista-piazza-grande-oltre-3-000-persone-a-locarno-vincono-i-ciu-in-aria

 

Il capo dell’esercito a Lugano: «Le minacce sono cambiate»

Il capo dell’esercito a Lugano: «Le minacce sono cambiate»

Gli attacchi informatici e i pericoli che la Svizzera può subire anche a distanza. Sono cambiate le minacce che la Confederazione deve affrontare, secondo il capo dell’esercito elvetico Benedikt Roos espressosi al LAC.

«Il mondo è cambiato». Così il comandante di corpo Beneditk Ross ha esordito al LAC di Lugano davanti ai rappresentanti della politica e della società civile. E la mente va all’attuale contesto geopolitico che comporta dei rischi anche per la Svizzera. «Ritengo che, se l’obiettivo principale fosse destabilizzare l’Europa, le infrastrutture critiche potrebbero diventare un bersaglio», afferma il capo dell’esercito. «La Svizzera ne possiede molte che rivestono un’importanza fondamentale per l’intera Europa; potrebbero quindi essere potenziali obiettivi per uno Stato aggressore».

Le nuove minacce
Senza contare che la Confederazione si trova confrontata con nuove minacce, ad esempio gli attacchi informatici nello spazio informativo e la disinformazione. Ma oggi è possibile infliggere danni a grande distanza e «tali minacce possono colpire anche la Svizzera», secondo Ross che ricorda quanto accaduto con la crisi legata all’Iran. Per questo «dobbiamo dare priorità all’acquisizione di nuovi sistemi, senza però trascurare gli altri compiti», prosegue il comandante di corpo. Una sfida aggiuntiva perché «dobbiamo garantire di disporre dell’equipaggiamento necessario e di una formazione adeguata anche in tutti gli altri ambiti». Ha parlato di sfide anche il comandante della divisione territoriale 3 Maurizio Dattrino, pure presente all’evento: «dobbiamo riguadagnare le competenze di difesa che negli ultimi anni sono state perse. Parlo anche del mindset della gente che dovrebbe capire che la situazione non è più quella di 15 anni fa».

La responsabilità individuale
Dal canto suo, il direttore del dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza della responsabilità individuale che fa un esempio molto semplice: «l’acqua potabile potrebbe mancare e quindi bisognerebbe avere una buona scorta di acqua minerale a casa. Questo significa rendere il paese ancora più resiliente in caso di crisi perché non possiamo solo affidarci alle istituzioni in caso di necessità».

I finanziamenti e gli effettivi
Benedikt Roos osserva anche i dibattiti alle camere federali chiamate a esprimersi sulle modalità di finanziamento dell’esercito. E guarda agli effettivi che rappresentano una questione strategica. Tuttavia, «osserviamo che i giovani sono sempre più attenti al tema della sicurezza e che cresce la disponibilità a impegnarsi, anche in ambito militare», conclude Roos. «Sta diventando chiaro che la minaccia e i cambiamenti in atto nel mondo stanno influenzando le nuove generazioni».