Un’Accademia… in Salute

Un’Accademia… in Salute

Lo storico Grotto di Massagno premiato col Diploma di Buona Cucina

La Delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina ha riunito i suoi accademici per celebrare le eccellenze del territorio – Il riconoscimento al Grotto della Salute, il Premio Giovanni Nuvoletti al giornalista Alberto Dell’Acqua e un brindisi ai 50 anni della Cantina Monti di Cademario
Una serata speciale per l’Accademia Italiana della Cucina e per i suoi Accademici, chiamati a celebrare chi, attraverso la cucina e il racconto enogastronomico, contribuisce a custodire e valorizzare la cultura del territorio. La Delegazione della Svizzera Italiana si è ritrovata martedì al Grotto della Salute di Massagno per uno degli appuntamenti più significativi dell’anno: la consegna dei suoi riconoscimenti. Il Diploma di Buona Cucina 2026 è andato proprio allo storico locale massagnese, mentre il Premio Giovanni Nuvoletti è stato assegnato al giornalista e scrittore Alberto Dell’Acqua. A completare la serata, la celebrazione dei cinquant’anni della Cantina Monti di Cademario insieme a Ivo Monti.
«Questa sera parleremo di cucina, vino, territorio e persone», ha sintetizzato il delegato Emilio Casati accogliendo gli ospiti, tra i quali il consigliere di Stato Norman Gobbi. «In fondo credo che sia proprio questo il senso delle nostre conviviali: stare bene insieme attorno a una tavola, certamente, ma anche conoscere meglio le persone, le storie e le tradizioni che fanno parte della nostra cultura gastronomica».
E il luogo scelto per la conviviale rappresentava già una parte importante di questo racconto. Il Grotto della Salute affonda le proprie radici nel 1893, quando il piccolo edificio immerso tra i grandi platani di Massagno accoglieva i pellegrini. Oltre 130 anni più tardi, la sua vocazione all’ospitalità è rimasta, mentre attorno è cambiato inevitabilmente il modo di intendere un grotto e la sua cucina.
Proprio questa capacità di attraversare il tempo senza perdere la propria identità è tra le ragioni che hanno portato l’Accademia ad assegnargli il Diploma di Buona Cucina. «Il Grotto della Salute ha saputo mantenere negli anni un forte legame con la tradizione, accompagnandolo però con una cucina attuale, attenta alla qualità della materia prima e alla stagionalità», ha spiegato Casati. Un equilibrio che, secondo il delegato, interpreta anche la missione dell’Accademia: «Conservare e valorizzare la tradizione, sapendo nello stesso tempo accompagnarne l’evoluzione».
Una questione che diventa molto concreta quando si entra in cucina. Perché aggiornare un grotto significa inevitabilmente confrontarsi con un’identità gastronomica che in Ticino possiede codici ben riconoscibili. Lo chef Fabio Barbaglini ha scelto di non rinnegarli. «Abbiamo rieditato un po’ quella che era l’impostazione di un grotto storico, dove si cerca di valorizzare i prodotti del territorio. È chiaro che gli anni passano e quindi cerchiamo anche di tenerci al passo con i tempi, dando un tocco di contemporaneità».
Il limite che Barbaglini si è imposto è altrettanto chiaro. «Teniamo sempre un menu alla carta con i piatti storici, però affianchiamo anche una carta un po’ più stagionale dove rielaboriamo qualcosa in maniera diversa. Di certo non andiamo a proporre un’offerta troppo complessa, troppo complicata, perché questo andrebbe a snaturare la vera essenza, la vera anima di un grotto».
Per la conviviale dell’Accademia lo chef ha mostrato anche il volto più contemporaneo di questa filosofia. Il percorso è iniziato con foie gras d’anatra alle spezie dolci, crema fredda di fichi, levistico ed erbe, per proseguire con un uovo caramellato ai semi di papavero accompagnato da maionese calda ai funghi, salsa di soia, porcini crudi e nepitella. Poi il risotto mantecato al rafano e Castelmagno con riduzione di miele e aceto e l’anatra in crépinette cotta nella foglia di fico. In chiusura, cremoso al cioccolato bianco e timo limone con fichi in due consistenze, capperi canditi e polline.
«Vogliamo fare qualcosa in più, vogliamo stare al passo con il tempo, però non vogliamo stravolgere», ha ribadito Barbaglini. «La linea è chiara, le idee le abbiamo in testa molto chiaramente e vogliamo andare avanti in questa direzione».
 
Il premio ad Alberto Dell’Acqua
Se il Diploma di Buona Cucina ha premiato chi la cultura gastronomica la porta nel piatto, il Premio Giovanni Nuvoletti ha riconosciuto chi da anni la racconta. A riceverlo è stato Alberto Dell’Acqua, giornalista, scrittore ed editor di Gastronomie & Tourisme – Vins Magazine, per il lungo lavoro dedicato alla divulgazione dell’enogastronomia e alla valorizzazione dei territori e dei loro protagonisti.
«Il suo lavoro unisce ricerca, scrittura e capacità divulgativa e ha contribuito a far conoscere anche molte eccellenze del nostro territorio», ha ricordato Casati introducendo il riconoscimento. «Un premio che riconosce non soltanto una carriera, ma anche un modo serio e appassionato di raccontare la cultura enogastronomica».
Dell’Acqua non ha nascosto l’emozione: «Grazie a tutti voi per questo premio, che mi commuove». Un riconoscimento che ha voluto dedicare a Paolo Grandi, scomparso nel 2022. Poi un ricordo ha riportato il discorso proprio al vino servito quella sera: uno dei primi articoli scritti da Dell’Acqua circa trent’anni fa era dedicato a Sergio Monti, il fondatore della Cantina Monti celebrata proprio in questa serata con un titolo che ancora ricorda, Il banchiere vignaiolo: «In un certo senso è come se fosse un cerchio che si chiudesse e che rende ancora più speciale questa cerimonia».
 
Cinquant’anni tra le vigne di Cademario
Quel cerchio di cui sopra si è così chiuso con l’altro anniversario celebrato a Massagno. La Cantina Monti di Cademario compie cinquant’anni: fondata nel 1976, è arrivata oggi alla terza generazione. I suoi vini hanno accompagnato l’intero menu, dal Malcantone Bianco di Cademario DOC 2025 al Rovere Merlot del Ticino DOC 2024, fino al Seda Negra, vino liquoroso del Ticino DOC.
«La Cantina Monti è una piccola realtà di famiglia, è sempre stato un hobby», ha raccontato Ivo Monti. «Siamo arrivati alla terza generazione, mia figlia, che è la prima professionista. Prima noi lo facevamo per una passione che ci ha preso un po’ la mano». Una passione cresciuta attraverso collaborazioni con ricercatori e università e concentrata in appena cinque ettari, sui quali convivono tredici vitigni differenti.
Alcune parcelle raggiungono pendenze del 70%, tanto che Monti parla senza esitazioni di «viticoltura eroica». L’impossibilità di meccanizzare ha conservato anche un rapporto quasi personale con il vigneto: «Ogni pianta la conosci, qualcuna ha addirittura un nome». E dietro sperimentazioni e tecniche di vinificazione rimane un principio molto semplice: «Qual è il segreto dei vini di alta qualità? Produrre poco. La qualità viene dal vigneto».
Anche Norman Gobbi ha ricondotto la serata al rapporto tra gastronomia e territorio, ricordando il ruolo dell’Accademia nel valorizzare una cultura capace di superare i confini. Ma soprattutto il consigliere di Stato si è soffermato su ciò che accade quando ci si siede insieme: «Attorno a una tavola diventiamo tutti molto più vicini, condividiamo momenti, gusti e sapori, magari con opinioni diverse». Ed è proprio questa diversità, ha aggiunto, che permette «anche di crescere assieme». Una serata di premi, dunque, ma soprattutto di storie che attraverso strade differenti finiscono per incontrarsi attorno alla stessa tavola. Come ha riassunto Casati prima dei saluti: «Questa sera abbiamo premiato l’eccellenza, celebrato il territorio e, soprattutto, condiviso il piacere di stare insieme. Credo sia questo il significato più bello della convivialità».
Sottrazione automatizzata di dati dei detentori di veicoli: colpito anche il Canton Ticino

Sottrazione automatizzata di dati dei detentori di veicoli: colpito anche il Canton Ticino

Comunicato stampa

Anche il Canton Ticino è stato interessato dalla sottrazione automatizzata di dati pubblici relativi ai detentori di veicoli, già segnalata nei giorni scorsi da altri Cantoni. Non si registrano intrusioni nei sistemi informatici cantonali. I dati interessati non comprendono quelli dei detentori che hanno richiesto di non rendere pubbliche le proprie informazioni. La Sezione della circolazione è in contatto con gli altri Cantoni coinvolti, ha sporto denuncia contro ignoti e invita la popolazione alla prudenza. A scopo precauzionale, la pagina web “Elenco targhe Cantone Ticino” è stata nel frattempo disabilitata.
Il modulo di ricerca dei detentori di veicoli consente, conformemente al quadro giuridico federale, di consultare determinate informazioni associate a una targa, quali il nome, il cognome e l’indirizzo del detentore. Il modulo è stato utilizzato nell’ambito di un attacco informatico in modo automatizzato per raccogliere dati su larga scala, aggirando intenzionalmente i meccanismi di protezione che limitano il numero di richieste. Sono interessati il numero di targa, il nome e l’indirizzo dei detentori dei veicoli. Non sono interessati i dati dei proprietari che hanno richiesto di non rendere pubbliche le proprie informazioni.
La Sezione della circolazione si è attivata già la scorsa settimana, prendendo contatto con il fornitore del servizio e con gli altri Cantoni interessati dalla sottrazione di dati. Non appena è stato confermato il coinvolgimento di dati ticinesi, il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Sezione della circolazione, ha sporto denuncia penale al Ministero pubblico. A scopo precauzionale, la pagina web “Elenco targhe Cantone Ticino” è stata nel frattempo disabilitata. Come gli altri Cantoni coinvolti, anche il Ticino non intende cedere a richieste di riscatto: il pagamento non garantisce infatti la cancellazione dei dati, finanzia gli autori dell’attacco e incentiva ulteriori azioni di questo tipo.

Raccomandazioni alla popolazione
Si invita la popolazione a prestare attenzione a comunicazioni inattese quali lettere, e-mail o SMS che richiedano pagamenti urgenti o dati personali e finanziari, con riferimento a presunte multe, tasse di circolazione, controlli tecnici o pedaggi esteri. In caso di dubbio, si raccomanda di contattare l’autorità competente attraverso i canali ufficiali, senza utilizzare i recapiti indicati nella comunicazione sospetta.

Aggregazioni nel Locarnese – un primo passo concreto per il futuro della regione

Aggregazioni nel Locarnese – un primo passo concreto per il futuro della regione

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni prende atto con soddisfazione degli sviluppi emersi nell’ambito del percorso aggregativo avviato nel Locarnese con l’accompagnamento della Sezione degli enti locali. I Municipi di Minusio e Tenero-Contra hanno manifestato la volontà di procedere verso l’inoltro di un’istanza di aggregazione. A questo proposito, il Cantone auspica che ai due Comuni si possa aggiungere anche Mergoscia, attualmente in gerenza. I Municipi di Locarno, Losone, Orselina e Brione s/Minusio hanno invece deciso di prendersi ulteriore tempo per approfondire al proprio interno e tra loro i possibili passi successivi.

Le rispettive posizioni sono emerse in occasione dell’incontro tenutosi mercoledì 2 settembre 2026, tra la Sezione degli enti locali e i rappresentanti dei sette Comuni. La volontà manifestata da Minusio e Tenero-Contra di proseguire il percorso conferma uno dei due scenari istituzionali approfonditi nell’ambito dello studio delle opportunità condotto negli scorsi mesi. A questo proposito, il Cantone auspica che ai due promotori si possa aggiungere anche il Comune di Mergoscia, che si trova in gerenza dal 1. giugno 2024, a seguito dell’impossibilità di costituire il Municipio per la mancata disponibilità di candidati ad assumere la carica.
Le posizioni comunicate ieri giungono al termine di un percorso avviato nel 2024 attraverso il dialogo tra il Dipartimento delle istituzioni e i Municipi della regione e sviluppato, con il coordinamento della Sezione degli enti locali, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti del Buon Governo, che hanno permesso di svolgere uno studio delle opportunità e un ampio processo partecipativo. Momento centrale sono state le giornate di laboratorio del 6 e 7 marzo 2026 al Palexpo FEVI di Locarno, che hanno coinvolto circa 170 rappresentanti delle autorità comunali, della società civile e del mondo economico in una riflessione sulla qualità di vita, sulle sfide future del comprensorio e sui possibili scenari istituzionali.
«Confidiamo nella disponibilità di Minusio e Tenero-Contra a compiere un ulteriore passo in questo percorso, coinvolgendo Mergoscia e offrendo così una prospettiva concreta per superare l’attuale situazione di gerenza», sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «L’auspicio del Consiglio di Stato era che, già nel corso dell’attuale legislatura comunale, potesse delinearsi un Locarnese maggiormente coeso e istituzionalmente preparato ad affrontare le sfide future. La regione dispone di importanti qualità e potenzialità, ma deve rafforzare la propria capacità di pianificazione e di sviluppo, così da mantenere il passo con gli altri poli urbani del Cantone. La decisione di Minusio e Tenero-Contra rappresenta quindi un segnale concreto e viene pertanto accolta positivamente: un passo non scontato per il Locarnese che, seppur contenuto, va nella direzione auspicata. Il Dipartimento delle istituzioni prende atto e rispetta anche la volontà degli altri Comuni di prendersi il tempo necessario per le proprie valutazioni, auspicando che il confronto avviato possa favorire ulteriori passi capaci di rafforzare la regione e la sua capacità progettuale.»
«Gli strumenti del Buon Governo hanno permesso ai Comuni di confrontarsi sul proprio futuro partendo da elementi concreti e coinvolgendo attivamente il territorio», evidenzia il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. «È questo il ruolo che intendiamo svolgere anche in futuro come Sezione: accompagnare le iniziative che nascono dal territorio e, laddove necessario, creare le condizioni per un confronto democratico che permetta ai Comuni di compiere scelte consapevoli e responsabili, nel pieno rispetto della loro autonomia.»
Minusio e Tenero-Contra potranno ora formalizzare la volontà di proseguire attraverso l’inoltro di un’istanza di aggregazione, possibilmente aperta a Mergoscia, dando così avvio all’iter previsto dalla legislazione cantonale. Locarno, Losone, Orselina e Brione s/Minusio proseguiranno invece le proprie valutazioni interne prima di determinarsi sui successivi passi da intraprendere.