“Il cantiere che farà cambiare marcia a Lugano”

“Il cantiere che farà cambiare marcia a Lugano”

Sono entrati nel vivo i lavori del nuovo e moderno comparto urbano di Besso

Chi transita da Besso oggi vede ruspe in movimento, deviazioni stradali e un cantiere che viaggia a pieno regime. Da alcune settimane sono infatti entrati nel vivo i lavori del nuovo comparto. Un intervento che nel giro di qualche anno è destinato a rivoluzionare la mobilità di Lugano. Il progetto prevede una nuova rotonda, un autosilo, un sottopassaggio e soprattutto un nodo intermodale nel quale confluiranno 15 linee di autobus. Il tutto a pochi metri dai binari della stazione FFS e, in prospettiva, dalla futura rete tram-treno. «Questo progetto mostra concretamente cosa significa pianificare il territorio con uno sguardo rivolto al futuro» , sottolinea il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore incaricato della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio. «Stiamo ridisegnando un intero comparto strategico di Lugano creando un nodo in cui convergeranno ferrovia, autobus, traffico privato e, in futuro, il tram-treno. Un intervento destinato a cambiare profondamente la mobilità della città» .

Un nuovo cuore della mobilità
Besso si trova infatti al centro di alcuni dei principali assi di mobilità del Luganese: la ferrovia nord-sud, gli accessi da Besso e Sorengo e, in futuro, la rete tram-treno che collegherà la Valle del Vedeggio e il Malcantone. «La forza di quest’opera sta nella sua visione d’insieme» , spiega Gobbi. «Il bus deve dialogare con il treno, il trasporto privato con quello pubblico e ciò che costruiamo oggi deve integrarsi con le infrastrutture di domani». Una trasformazione che permetterà a tutta l’area di fare un salto di qualità liberandosi da colonne e traffico e parallelamente valorizzando il territorio. «Le grandi infrastrutture – precisa Gobbi – devono anche migliorare il contesto in cui si inseriscono. Besso è una delle porte di Lugano e l’obiettivo è renderla più accessibile e vivibile. Al termine dei lavori avremo un intero comparto urbano completamente ridisegnato, più moderno e meglio integrato nella città».

Costruire oggi pensando al futuro
La dimensione dell’opera emerge anche da quello che non è immediatamente visibile. Nella progettazione è stata infatti integrata la futura discenderia che consentirà di collegare direttamente la stazione di Lugano alla rete tramtreno. Per Gobbi è proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’intervento. «Quando il Cantone realizza un investimento di questa portata deve essere lungimirante. Integrare già ora infrastrutture che serviranno tra diversi anni significa evitare di rincorrere gli sviluppi e soprattutto utilizzare bene le risorse pubbliche» .

La sfida del cantiere
I prossimi anni richiederanno inevitabilmente pazienza alla cittadinanza e all’utenza. Gobbi non lo nasconde, ma invita a guardare al risultato finale. «I cantieri non piacciono a nessuno e sappiamo bene che comportano disagi per chi vive, lavora e transita nella zona. Il nostro compito è limitarli il più possibile attraverso una pianificazione rigorosa. Ma è importante anche guardare a ciò che stiamo costruendo. Tra alcuni anni sarà difficile riconoscere quest’area: avremo un nodo moderno, efficiente e completamente integrato nella città. Oggi affrontiamo inevitabilmente i disagi di una grande trasformazione; domani resterà un’infrastruttura pensata per accompagnare Lugano nei prossimi decenni. È un patrimonio che lasceremo alle future generazioni » .

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 6 settembre 2026 de Il Mattino della domenica