Un “Canaletto” in sicurezza tra Italia e Svizzera

Un “Canaletto” in sicurezza tra Italia e Svizzera

Un dipinto raffigurante una veduta del Canal Grande di Venezia attribuito alla Scuola del celebre pittore Antonio Canal detto il Canaletto, ma che potrebbe essere anche opera del grande maestro, è stato consegnato oggi dalla Polizia cantonale presso il Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) di Chiasso ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, affinché possa essere riconsegnato al legittimo proprietario. 

L’opera d’arte, oggetto di una appropriazione indebita risalente al 2005, era stato sequestrato nel maggio del 2010 a Chiasso nell’ambito di una domanda di assistenza giudiziaria internazionale nei confronti di diverse persone, per titolo di associazione per delinquere, truffa, ricettazione e riciclaggio. 

Accertato come anche in Svizzera tali persone erano sospettate di aver commesso dei reati, una procedura autonoma era stata aperta dal Ministero Pubblico del Canton Ticino. Presso uno spedizioniere di Chiasso e in una abitazione secondaria a Maroggia erano stati messi sotto sequestro diversi dipinti di artisti famosi, fra i quali opere di Picasso, El Greco, Tintoretto, Toulouse-Lautrec, Goya, Gino Rossi, Canaletto ed altri. 

A distanza di oltre un decennio, accertato come il dipinto fosse oggetto di una appropriazione illecita e cresciute in giudicato le varie sentenze delle autorità italiane e svizzere, è stato quindi formalmente dissequestrato a favore del legittimo proprietario.

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

Da apiural.ru l Протокол о намерениях по сотрудничеству между Свердловской областью и регионом Швейцарской Конфедерации, а именно кантоном Тичино подписали сегодня Евгений Куйвашев и президент госсовета Тичино Норман Гобби. Об этом АПИ сообщили в департаменте информационной политики губернатора Свердловской области.

Документ призван содействовать расширению взаимовыгодного торгово-экономического сотрудничества, определению и реализации совместных инвестиционных проектов, установлению деловых связей между хозяйствующими субъектами регионов. Содействие будет осуществляться на основе дружбы, взаимного уважения и доверия, говорится в документе.

По словам Евгения Куйвашева, наиболее перспективным направлением сотрудничества региона с предприятиями Тичино может стать реализации инвестиционных проектов в сфере машиностроения, в частности, станкостроения, в области химической и фармацевтической промышленности. Именно эти отрасли в экономике Тичино являются ведущими.

«Сегодня Тичино может предложить все, что есть в Швейцарии – от финансовой сферы до производства инновационной продукции», – сказал со своей стороны Норман Гобби.

По мнению сторон, подписание протокола станет отправной точкой качественно нового этапа партнерства Свердловской области и Тичино.

http://www.apiural.ru/news/politics/120309/

В Первоуральск с визитом прибыла делегация из Швейцарии

В Первоуральск с визитом прибыла делегация из Швейцарии

Da pervo.ru l Первоуральске встретили официальную делегацию кантона Тичино Швейцарской Конфедерации.

Президента Государственного совета кантона Тичино Нормана Гобби, канцлера Джампьетро Джанелла, советника президента Арона Кампоново, директора управления экономики Стефано Рицци и других официальных лиц встречали депутаты Первоуральской городской Думы Наталья Воробьева и Светлана Титова.

Но прежде по традиции гостям предложили отведать хлеба-соли. Первоуральский каравай пришелся гостям по вкусу. Заинтересовала делегатов и история памятного места их встречи. Ее рассказала Светлана Титова. В следующий свой визит в Свердловскую область, заверили швейцарцы, обязательно посетят Первоуральск, уже наметили места, которые должны обязательно увидеть собственными глазами – Первоуральский Новотрубный завод и музей истории ПНТЗ. Такое решение было принято не случайно, ведь каждый делегат получил в подарок от первоуральских депутатов книгу о становлении трубной промышленности Урала.

– Наши территории близки, даже по климатическим особенностям. Я живу на высоте 1400 метров, и в Швейцарии сейчас идет снег, так что уральская погода нас не испугала, – уверяет Норман Гобби.

В подтверждение своих слов швейцарец, улыбаясь, демонстрирует теплые руки – «горячие руки Альпийских гор».

Собираясь в обратный путь, президент государственного совета кантона Тичино приглашает первоуральцев с ответным визитом и благодарит за радушный прием.

Стоит отметить, что целью визита делегации в Свердловскую область стало обсуждение вопросов экономического и культурного сотрудничества между Свердловской областью и кантоном Тичино.

– Мы хотим развивать экономические и культурные связи между нашими территориями, которые находятся на большом расстоянии друг от друга, но благодаря личным контактам становятся ближе друг к другу, – заметил Норман Гобби, – Тичино предлагает хорошую базу для коммерции, жизни, торговли, сотрудничества.

Протокол о намерениях о сотрудничестве между Свердловской областью и регионом Швейцарской делегации, к слову, был подписан. Документ призван содействовать расширению сотрудничества и определению совместных инвестиционных проектов. Вполне возможно, что один из проектов будет развиваться именно на территории Первоуральска.

http://www.pervo.ru/pervouralsk/politika/34068-vsled-za-kitayskoy-delegaciey-v-pervouralsk-pribyli-gosti-iz-shveycarii.html

Onorato di vivere in Ticino l’ex console di Svezia

Onorato di vivere in Ticino l’ex console di Svezia

Cerimonia per l’insediamento della nuova console di Svezia Elisabeth Borella, che succede a Stefan Widegren, nella foto con l’ambasciatore di Svezia Magnus Hartog.

Cerimonia in grande stile al LAC di Lugano per la designazione di Elisabeth Borella di Mendrisio a console onorario di Svezia. Borella, nata a Uppsala e in Ticino da diversi decenni, afferra il testimone lasciatolole dopo 6 anni di attività da Stefan Widegren. Più di un centinaio di persone – tra cui diverse decine di consoli di altri Paesi – hanno partecipato all’incontro che ha avuto la sua parte culminante nel discorso dell’ambasciatore svedese a Berna Magnus Hartog-Holm. L’ambasciatore ha parlato degli importanti rapporti tra la Svizzera, Ticino e Svezia (non a caso anche a Lugano esiste la camera di commercio elvetico-svedese) e ha elogiato il lavoro svolto dal predecessore di Borella. “È stato un esempio – ha spiegato l’ambasciatore – di quanto un console onorario può fare per promuovere gli interessi svedesi fuori dai propri confini”. Hartog-Holm ha poi consegnato a Widegren una medaglia d’oro (con l’effige del re di Svezia) per i servizi resi.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche i sindaci di Lugano e Mendrisio (Marco Borradori e Carlo Croci) e il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Borradori ha portato i saluti della Città, presentato il LAC, e sottolineato gli stretti rapporti che esistono tra i due Paesi. Il sindaco ha anche ricordato l’arrivo, nel 2008 (durante gli europei di calcio), della nazionale di svedese a Lugano. Molto toccante il discorso di Widegren, con cui l’ormai ex console si è congedato dai suoi concittadini. Un discorso iniziato con un omaggio al Ticino. “È un privilegio poter vivere in questo luogo. Non solo per la sua bellezza, che è tra le maggiori d’Europa, ma anche per il fatto di trovarsi in mezzo a realtà straordinarie come la Svizzera e l’Italia”. Svizzera e Svezia, ha continuato Widegren “hanno molto in comune. Sono due nazioni di grande successo che però sono arrivate ai vertici internazionali in due modi diversi. Per questo dobbiamo continuare a dialogare e a scambiarci idee. Assieme ce la faremo meglio».

La Svezia è però anche una grande nazione di hockey (è ormai storica la finale dei campionati del mondo 2013 in cui la nazionale scandinava sconfisse la nostra rappresentativa per 5-1). Tra gli ospiti non poteva dunque mancare la presidentessa dell’Hockey Club Lugano, Vicky Mantegazza. E proprio parlando di disco su ghiaccio Widegren ha ricordato l’arrivo, alla Resega, del Mora IK, battuto per l’occasione (3-2) dai bianconeri.

Canton Ticino e Regione Lombardia: incontro ufficiale

Canton Ticino e Regione Lombardia: incontro ufficiale

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha incontrato oggi a Milano il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. La riunione ha permesso di riaffermare i cordiali e costanti rapporti istituzionali e di affrontare diversi temi di comune interesse, secondo lo spirito della Dichiarazione d’intesa tra i due territori.

I Presidenti di Ticino e Lombardia hanno tenuto oggi il primo degli incontri bilaterali che a cadenza annuale – come previsto dall’accordo firmato a Como il 16 giugno 2015 – permetteranno di valutare lo stato della cooperazione istituzionale. All’incontro hanno preso parte, per il Cantone, anche il Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e il Delegato cantonale per i rapporti transfrontalieri e internazionali Francesco Quattrini. In un clima cordiale e franco, i Presidenti si sono informati su vari temi e progetti di comune interesse regolati dalla Dichiarazione d’intesa, tra i quali le infrastrutture e la mobilità transfrontaliera, la sicurezza, la navigazione e la gestione delle acque italo-svizzere. In generale, sono stati sottolineati i forti vincoli tra Ticino e Lombardia, auspicando un rafforzamento del dialogo e della collaborazione.

La riunione ha inoltre consentito di discutere anche alcuni temi d’attualità, come il rinnovo dell’Accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri del 1974, le chiusure notturne di alcuni valichi doganali secondari e la recente modifica normativa che ha introdotto in Ticino un albo delle imprese artigianali, in vigore dallo scorso 1. febbraio. A quest’ultimo proposito, la Regione Lombardia ha preso atto del carattere non discriminatorio della misura; è stato ad ogni modo concordato che la Regio Insubrica servirà da luogo di discussione e monitoraggio del tema.

I presidenti hanno infine posto l’accento sull’importanza di mantenere un dialogo costante, in particolare grazie alle istituzioni transregionali di cui Ticino e Lombardia fanno parte, come il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014/2020 (Interreg), la Comunità di lavoro Regio Insubrica – di cui la regione Lombardia è diventata recentemente membro – e la Strategia per la Macroregione alpina (Eusalp), ufficialmente lanciata il 25 gennaio scorso in Slovenia.

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

47 in totale gli agenti delle polizie comunali e della Cantonale, 9 i diplomati della Scuola agenti di custodia SAC 2015

Ha avuto luogo questo pomeriggio presso il Palazzo dei Congressi a Lugano la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli agenti diplomati alla Scuola cantonale di polizia SCP 2015 (26 della Polizia cantonale e 21 delle Polizie comunali) e della Scuola agenti di custodia SAC 2015 (9 nuovi agenti). Presenti le autorità cantonali, luganesi e delle forze di polizia.

Scuola agenti di custodia SAC 2015

Cavalieri Selene – L’Abbate Stefano – Negro Andrea – Papale Gian Luca – Pierin Fabio – Rocca Francesco – Velievski Sabri – Weiss Michel – Zukanovic Ferhad.28

Polizia cantonale

Abate Patrick – Armanini Sonny – Bandettini Dario – Beneventi Benny-Ben – Betar Maverick – Bialik Stefan – Bianchi Elia – Boo Simone – Bottelli Nico – Culap Marko – Da Dalt Mattia – Gago Ruben – Galante Aldo – Grisetti Milo – Keller Lars – Kurz Giorgio – Lovatti Loris – Markic Ante – Moscaroli Antonella – Quattrone Davide – Rusconi Nicola – Valsecchi Elia – Vërshefci Valdet

Polizia cantonale PG

Büyükdag Adam – Grandi Andrea

Polizia comunale Lugano

Calderoni Simone – Fassora Aris – Peyer Jean-Philippe – Vladisavljevic Blagisa

Polizia comunale Bellinzona

Botta Simone

Polizia comunale Mendrisio

Ferreira Correia Diego – Leoni Mosè – Russbach Mattia

Polizia comunale Chiasso

Karrer Pascal

Polizia comunale Locarno

Debernardi Joel – Demaldi Ian – Morais da Silva Patrick

Polizia comunale Ceresio nord

Pagano Antonio

Polizia comunale Muralto-Minusio

Balenovic Dejan – Parackal Vinod

Polizia comunale Losone

Gehrig David

Polizia comunale Ascona

Francetti Loran

Polizia comunale Torre di Redde

Cordonier Michel

Polizia comunale Malcantone Ovest

Ambrosetti Flavio

 

«Wir sind nicht bereit, Tausende Flüchtlinge aufzunehmen»

Da SRF.CH l Österreich will seine Südgrenze besser kontrollieren. Die Massnahme könnte die Flüchtlingsroute in neue Bahnen lenken – etwa über Italien in die Schweiz. Der Tessiner Sicherheitsdirektor Norman Gobbi fordert eine politische Reaktion. Norman Gobbi warnt: Die Flüchtlinge könnten neue Wege gehen – und die Schweiz müsse sich wappnen. KEYSTONE

SRF News: Wäre das Tessin auf eine mögliche Verlagerung der Flüchtlingsroute vorbereitet?

 

Norman Gobbi: Wir sind vorbereitet. Die Pläne stehen, damit wir eine ausserordentliche Lage bewältigen könnten. Wir könnten damit umgehen, wenn mehrere Hundert Flüchtlinge an der Grenze in Chiasso ankommen. Wir haben aber auch Probleme aufgezeigt, die der Bund lösen muss. Denn nachdem wir die Flüchtlinge kontrolliert haben, müssen sie an die anderen Kantone verteilt werden. Und wir hätten etwa auch ein Transportproblem; denn die SBB kann nicht alle Menschen aufnehmen. Darum haben wir dem Bund eine Liste mit Forderungen unterbreitet.

Was fordern Sie konkret?

Sicher auch, dass politisch ohne Tabus über diese Themen diskutiert wird. Wenn alle Staaten um uns herum Massnahmen treffen, fliesst der Flüchtlingsstrom durch die Schweiz und den Kanton Tessin. Das ist meine Befürchtung. Bislang hat nur Italien keine Massnahmen getroffen, es bleibt das einzige offene Tor zwischen dem Mittelmeer und Europa. Wir sind nicht bereit, pro Tag oder monatlich Tausende aufzunehmen. Dann haben wir zunächst ein Problem im Tessin, und dann im Rest der Schweiz.

Sie fordern also systematische Kontrollen an der schweizerisch-italienischen Grenze?

Sicher müssen wir Massnahmen treffen, die es heute nur zum Teil gibt. Wir üben bereits Druck aus, haben mit den italienischen Behörden Massnahmen getroffen, um die Rückübernahme sicherzustellen. Es muss aber auch auf Bundesebene etwas getan werden. Heute mag die Ost- und Nordwestschweiz betroffen sein. In ein paar Monaten wird es sicher die Südschweiz sein. Normalerweise ist die Mittelmeer-Route zwischen April und Oktober offen – und schon im letzten Jahr haben wir die Erfahrung einer sehr schnellen Steigerung der Flüchtlingszahlen an der Südgrenze gemacht.

« Es darf keine politischen Tabus geben. »

Schon oft wurde gewarnt, die Zahl der Flüchtlinge könnte stark ansteigen. Passiert ist dann jeweils nicht ganz so viel. Sollte man nicht erst einmal abwarten, was effektiv passiert, bevor man Massnahmen ergreift?

Wir müssen die Massnahmen bereits planen, aber auch schon Ideen haben, wie man mit solch eine ausserordentliche Lage umgeht. Sonst nehmen wir unsere Aufgabe als Grenzkanton und ich als Sicherheitsdirektor nicht wahr.

Sie sagen, es brauche Massnahmen auf Bundesebene. Wo stehen Sie bei den Verhandlungen?

Wir haben allfällige Massnahmen diskutiert – ein bisschen. Denn es gibt auf Bundesebene politische Tabus, Höchstzahlen zu fixieren oder das Wort auch nur zu nennen. Wir müssen davon ausgehen, dass die Kantone nicht Tausende von Migranten aufnehmen können. Wir haben weder die Plätze noch die Ressourcen für die Betreuung. Zum Schluss müssen wir auch an die finanziellen Konsequenzen für Bund und Kantone denken.

« Wir müssen den Schwarzen Peter nicht von der EU übernehmen. »

Hat Ihnen Justizministerin Simonetta Sommaruga bereits konkrete Lösungen und Massnahmen in Aussicht gestellt?

Der Bund konzipiert eine Vorsorgeplanung zur Bewältigung der Krise. Das gilt aber nur für die Erstaufnahme. Die Verteilung und Unterbringung der Migranten in den Kantonen ist deren Sache. Aber wir haben in den Kantonen schon heute Mühe, diese Leute unterzubringen und anschliessend zu betreuen. Das Personal fehlt. Zum Schluss gibt es auch finanzielle Probleme: Zur Bewältigung der Migration müssen wir Millionen, wenn nicht sogar Milliarden zur Verfügung stellen. Wir müssen diese Gelder aus anderen Bereichen abziehen.

Heisst das nun, dass Sie vom Bund systematische Grenzkontrollen fordern und nur eine gewisse Anzahl Flüchtlinge über die Grenze gelassen wird?
Es ist klar: Wir haben Abkommen unterschrieben, zum Beispiel Dublin und Schengen. Wir wissen aber seit jeher, dass Italien diese zwei Abkommen nicht korrekt umsetzt – es registriert nicht alle Migranten, und diese deponieren auch nicht alle ihr Asylgesuch im ersten Dublin-Staat. Wir müssen den Schwarzen Peter nicht übernehmen.

Norman Gobbi: «Es braucht eine politische Diskussion ohne Tabus»

Trotzdem: Höchstzahlen sind aktuell ein Tabu. Sogar ihr Parteikollege von der SVP, Heinz Brand, sagt, dass Obergrenzen mit der Flüchtlingskonvention nicht vereinbar sind.

Eigentlich schon. Aber wenn es die anderen EU-Mitgliedstaaten machen, können wir es uns erlauben. Die Schweiz ist ein kleines Land. Und wenn die «Grande Nation» Frankreich nur 30’000 Migranten aufnehmen will – weniger als die Schweiz im letzten Jahr – zeigt das, dass die EU ein Problem hat. Eines, das sie nicht lösen will. Ich stehe nicht dafür ein, dass die Schweiz die Probleme der EU löst.

Das Gespräch führte Roger Aebli. srf/imhm; eglc

http://www.srf.ch/news/schweiz/wir-sind-nicht-bereit-tausende-fluechtlinge-aufzunehmen

http://www.srf.ch/play/radio/popupaudioplayer?id=2a1b5379-3934-4df9-9e2e-820495660938

«La polenta fatta da lucernesi non sarà la stessa cosa»

«La polenta fatta da lucernesi non sarà la stessa cosa»

Da GdP.CH l Oltre alla delusione per la scelta del catering per l’inaugurazione di AlpTransit, si è discusso di lavoratori distaccati e chiusura dei valichi commerciali. Il capo del Governo Gobbi e la consigliera nazionale Pantani. (foto Crinari)

Al consueto incontro tra la deputazione ticinese alle Camere e il Governo, in preparazione della sessione federale primaverile, a tenere banco sono stati diversi temi, dai lavoratori distaccati alle dogane commerciali.

A fare le veci di Merlini – assente per malattia – era presente la vice presidente della deputazione, Roberta Pantani (Lega), che ha sottolineato come uno dei punti focali per il Ticino, durante la prossima sessione delle Camere, sarà quello relativo alla Legge sui lavoratori distaccati, con un inasprimento del tetto massimo delle sanzioni da 5mila a 30mila franchi per chi infrange le regole.

Abusi dei distaccati

«Il tema – ha ricordato Pantani – sarà in discussione il 1. marzo al Nazionale. Si tratta di misure importanti, che potranno aiutare l’economia ticinese». Opinione ribadita anche dal capo del Governo Norman Gobbi, che ha sottolineato come questo tema confermi «il buon lavoro di squadra svolto». «Se oggi possiamo dire che raggiungeremo qualcosa in più nell’ambito della lotta agli abusi che danneggiano la nostra economia locale – ha detto Gobbi – è perché è stata portata avanti una manovra su più fronti da parte dei nostri deputati alle Camere, cercando anche di presentare diversi atti parlamentari, coordinati con il Consiglio di Stato».

I valichi commerciali

Un altro tema caldo per il Ticino è quello della paventata chiusura del valico commerciale di Ponte Tresa, un tema affrontato in mattinata dalla deputazione, come ha confermato Roberta Pantani: «Abbiamo ricevuto già diverse prese di posizione, queste misure saranno in consultazione fino al 18 marzo, quindi abbiamo un po’ di tempo per inoltrare le nostre osservazioni. Abbiamo deciso che ne parleremo con il consigliere federale Maurer, in un incontro previsto il 9 marzo».

«Delusi per il catering»

Disappunto è invece stato espresso da Norman Gobbi, in merito alla scelta del catering per l’inaugurazione di AlpTransit. «Il CdS si è mosso per tempo – ha spiegato Gobbi – e ha segnalato la nostra disponibilità nell’offrire prodotti ticinesi. Siamo delusi e già il 3 febbraio scorso abbiamo espresso questo sentimento in una lettera in cui ricordavamo l’importanza politica di riconoscere il ruolo del catering al Ticino».

«Farci preparare il risotto e la polenta da svizzero tedeschi non sarà la stessa cosa» – ha aggiunto Gobbi – che ha anche ribadito l’importanza di «vigilare affinché l’Ufficio federale dei trasporti promuova il nostro territorio e i prodotti ticinesi» per un’opera che in ogni caso avrà «ricadute economiche rilevanti per il Ticino».

Clausola di salvaguardia

Un cenno infine, anche alla clausola di salvaguardia. «Stiamo lavorando attivamente dietro le quinte, presentando il modello ai deputati e agli alti funzionari dell’amministrazione federale per preparare il terreno in vista della presentazione ufficiale del modello. Per coinvolgere le Camere federali, sarà indispensabile il lavoro della deputazione».

(MS)

http://www.gdp.ch/cronache/ticino/la-polenta-fatta-lucernesi-non-sara-la-stessa-cosa-id110843.html

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

 

17La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la prima seduta del 2016 – la 37. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi. La riunione ha consentito di affrontare alcuni temi di particolare attualità.

Il Consiglio di Stato – come anticipato durante l’ultima riunione della Piattaforma – ha anzitutto fornito alcune indicazioni di massima sulla manovra finanziaria di rientro per il periodo 2017/2019. È stato confermato che il piano di intervento riguarderà sia le uscite sia le entrate – per un impatto di circa 180 milioni di franchi sui conti del Cantone, a partire dal 1. gennaio 2017 – e che i suoi contenuti verranno presentati nel prossimo mese di aprile, dopo il rinnovo dei poteri comunali.

Per quanto riguarda le misure che interessano gli enti locali, il Consiglio di Stato ha anticipato che l’operazione avrà un impatto finanziario neutro per l’insieme dei Comuni; l’obiettivo di fondo è che la manovra risulti coerente e coordinata con il riordino di flussi e competenze previsto dalla riforma istituzionale «Ticino 2020».

È stato quindi deciso di rinviare alla prossima riunione della Piattaforma la discussione sul Rapporto strategico sul progetto «Ticino 2020»; le parti hanno comunque colto l’occasione per esprimere preliminarmente la loro soddisfazione per la solidità del lavoro presentato dal Gruppo di lavoro allargato.

Legge sulla protezione della popolazione

Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi fornito alcune indicazioni sulla revisione parziale della Legge sulla protezione della popolazione, in particolare nella gestione delle situazioni di emergenza. Sono stati presentati la nuova struttura dello Stato maggiore cantonale – che prevede una responsabilità accresciuta per la Polizia cantonale – e i compiti che, a livello locale, saranno assegnati ai responsabili per l’approvvigionamento economico comunale. È stato chiarito che il cambiamento normativo non avrà conseguenze finanziarie per i Comuni.

Altri argomenti

Il Consiglio di Stato ha aggiornato i rappresentanti dei Comuni sulla revisione della Legge cantonale sui pompieri. Nel corso dell’anno il progetto dovrebbe essere portato a conclusione.

Il Dipartimento della sanità e della socialità ha fornito alcuni aggiornamenti in merito all’afflusso e alla gestione dei richiedenti l’asilo sul territorio cantonale. È stato chiarito che la situazione per il Cantone rimane al momento sotto controllo, come negli ultimi mesi. Occorrerà continuare a vigilare sulle quote di attribuzione dei rifugiati al Ticino, e mantenere un alto grado di prontezza per reagire a eventuali repentini cambiamenti, che potrebbero mettere sotto pressione in particolare i Cantoni di frontiera. È stata attirata l’attenzione sull’incremento negli arrivi di minorenni non accompagnati, e sulla necessità di assicurarne la scolarizzazione.

La Piattaforma ha infine preso atto delle conseguenze – per i docenti degli istituti comunali – della modifiche alla Legge sugli stipendi dei dipendenti cantonali e dei docenti, approvate dal Gran Consiglio nell’ambito del preventivo 2016 del Cantone. È stata approvata la comunicazione che verrà trasmessa a tutti i Municipi e ai Consorzi interessati, con l’invito ad applicare le modifiche normative.

I rappresentanti dei Comuni hanno inoltre chiesto e ottenuto una proroga generalizzata a fine agosto 2016 del termine per esprimersi in merito alla Legge sulla protezione delle acque.

La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 16 marzo.

Nuova Bellinzona:licenziato il messaggio che propone l’aggregazione dei 13 Comuni favorevoli

Nuova Bellinzona:licenziato il messaggio che propone l’aggregazione dei 13 Comuni favorevoli

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio che propone l’aggregazione dei Comuni di Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina nel nuovo Comune di Bellinzona.

Lo scorso 18 ottobre 2015, diciassette Comuni dell’agglomerato di Bellinzona si sono espressi in votazione consultiva sul progetto relativo alla costituzione di un’unica nuova città. Tredici di questi hanno accolto l’aggregazione, mentre quattro di loro – Arbedo- Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant’Antonino – l’hanno respinta.

Il Messaggio governativo propone l’aggregazione dei 13 comuni che hanno aderito al progetto illustrando i motivi per i quali questa soluzione è conforme a tutti i requisiti posti dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. In particolare in quanto il comprensorio è territorialmente coerente, non necessita in questo momento di essere esteso ad ulteriori comuni e perché la soluzione proposta non si discosta sostanzialmente dal progetto votato.

L’aggregazione dei 13 comuni favorevoli riunisce tutti gli elementi necessari a realizzare una città solida, articolata, integralmente promossa dal basso e fondata quindi sulla volontà locale. Un progetto ritenuto estremamente importante per l’assetto istituzionale dell’intero Cantone.

Prima della votazione, il Governo aveva definito un aiuto cantonale di 52,6 milioni di franchi per l’aggregazione dei 17 comuni, da rivedere in caso di aggregazione parziale. Considerato che i 13 comuni favorevoli includono la sostanza dell’agglomerato e andranno a costituire il polo urbano di riferimento per i progetti strategici di valenza regionale e cantonale nel Bellinzonese, di cui beneficeranno anche i quattro comuni che non vengono aggregati, i sostegni vengono confermati come segue:

– 5,0 milioni di franchi per risanare i bilanci di Moleno e Gorduno (previsti 5,0 mio);
– 20,6 milioni per compensare il calo del contributo di livellamento (previsti 22,6 mio);
– 4,0 milioni per le spese di riorganizzazione del nuovo Comune (previsti 5,0);
– 20,0 milioni per investimenti a favore dello sviluppo sociale e culturale del nuovo Comune (previsti 20,0 mio).

In totale l’insieme degli aiuti ammonta a 49,6 milioni di franchi, per poter dare progettualità alla nuova città e a tutta la regione del bellinzonese. La diminuzione rispetto a quanto prospettato nel progetto originario deriva dal ricalcolo sui contributi perequativi, senza impatto negativo per il nuovo Comune, nonché dalla riduzione di un milione di franchi del contributo di riorganizzazione.

L’entrata in funzione del nuovo Comune, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, avverrà dopo la crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio. Tenuto conto del calendario, le elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Bellinzona verranno fissate per domenica 2 aprile 2017, rispettivamente domenica 30 aprile 2017 per l’elezione del sindaco, riservati referendum e procedure ricorsuali.