Lugano proposta come luogo per la conferenza ministeriale dell’OSCE

Lugano proposta come luogo per la conferenza ministeriale dell’OSCE

Comunicato stampa DFAE

Il consigliere federale Ignazio Cassis è stato accolto oggi dal Consiglio di Stato ticinese in corpore, che ha scelto come luogo del regolare dialogo politico l’azienda agraria cantonale di Mezzana, che quest’anno celebra il suo 110º anniversario. Al centro delle discussioni vi erano temi di interesse comune, come la promozione dell’italianità e le relazioni transfrontaliere, ma anche di carattere più internazionale, come i rapporti con l’UE o le sfide geopolitiche attuali. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha inoltre informato il Governo cantonale dell’intenzione di tenere a Lugano la conferenza ministeriale dell’OSCE.

Nel 2026 la Svizzera presiederà per la terza volta l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Nella sua seduta del 21 maggio 2025 il Consiglio federale ha adottato le priorità per la presidenza svizzera e ha approvato il budget supplementare legato all’organizzazione e alla sicurezza della conferenza ministeriale dell’OSCE. Il Paese di presidenza ha infatti il compito di organizzare una volta l’anno un incontro a livello ministeriale dei 57 Stati membri. Il consigliere federale ha confermato oggi alle autorità cantonali l’intenzione del DFAE di tenere questo evento a Lugano a inizio dicembre 2026. Sia le autorità cantonali che quelle della città di Lugano sono state consultate a questo proposito. «Il Canton Ticino sarà nuovamente teatro di un importante evento internazionale, dopo la Ukraine Recovery Conference (URC) del 2022. Ciò permetterà beneficiare dell’esperienza acquisita con la preparazione della URC, di valorizzare la Svizzera italiana e di sottolineare la capacità svizzera di far convivere in maniera pacifica lingue e culture diverse. Un esempio significativo, in particolare nella situazione geopolitica attuale», ha affermato Ignazio Cassis.
L’incontro con il Consiglio di Stato è stato anche l’occasione per fare il punto sull’attualità internazionale, in particolare per quanto concerne le relazioni con l’Unione europea e i colloqui in corso con gli Stati Uniti in merito ai dazi doganali.Promozione dell’italianità e relazioni transfrontaliere all’ordine del giorno
Durante lo scambio fra il capo del DFAE e il Consiglio di Stato del Canton Ticino sono poi state affrontate tematiche di interesse comune, come la promozione dell’italianità, del plurilinguismo e della coesione nazionale. Si è discusso in particolare dell’aiuto supplementare che la Confederazione intende attribuire alle regioni colpite dal maltempo in Ticino, Grigioni e Vallese. Si è poi fatto il punto sulla presenza di italofoni in gremi parastatali e commissioni extraparlamentari, nonché sul progetto Piccolo Erasmus che permette scambi di alcuni mesi tra collaboratori e collaboratrici dell’amministrazione federale e quella cantonale, e viceversa.
Il capo del DFAE ha poi illustrato la decisione di riprendere la gestione di Palazzo Trevisan a Venezia, e di sviluppare così una piattaforma che oltre alla cultura integrerà nuove attività nei settori dell’innovazione, della ricerca e della sostenibilità. È stata salutata la volontà del Canton Ticino di prendere parte a questo progetto, che permetterà di promuovere anche protagonisti della Svizzera italiana, e di rafforzare ulteriormente la fitta rete di relazioni fra Svizzera e Italia.
L’incontro ha anche permesso di approfondire tematiche che riguardano proprio i rapporti con l’Italia. È stata evidenziata la dinamica positiva degli ultimi anni, in cui sono stati raggiunti numerosi accordi, come ad esempio l’intesa riguardante i servizi di trasporto regolari transfrontalieri con autobus, siglata lo scorso ottobre con Roma. È poi stato tematizzato il Dialogo transfrontaliero italo-svizzero, che dal 2006 riunisce in una piattaforma di discussione attori regionali e statali e il cui incontro annuale si è tenuto proprio oggi a Poschiavo, e il previsto 30° anniversario della Regio Insubrica, un’area di cooperazione transfrontaliera tra Lombardia, Piemonte e Ticino.****

A Lugano la conferenza ministeriale dell’OSCE nel 2026
Lo ha annunciato Ignazio Cassis a Mezzana, dove ha incontrato il Governo ticinese per discutere di temi locali e internazionali – Nel 2027 anche un vertice CPE in Svizzera

Il consigliere federale Ignazio Cassis ha annunciato l’intenzione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) di organizzare a Lugano, nel dicembre 2026, la conferenza ministeriale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), in occasione della presidenza svizzera del 2026. La proposta è stata accolta positivamente dalle autorità cantonali e cittadine, che hanno sottolineato che si potrà così valorizzare l’esperienza maturata con la Ukraine Recovery Conference del 2022.
L’annuncio di Cassis è giunto in occasione dell’incontro di venerdì con il Consiglio di Stato ticinese presso l’azienda agraria cantonale di Mezzana, in occasione del suo 110º anniversario. Durante l’incontro si è discusso di temi locali e internazionali, tra cui la promozione dell’italianità e del pluringuismo, le relazioni transfrontaliere, i rapporti con l’UE e le attuali sfide geopolitiche.
Si è anche parlato di sostegno alle regioni colpite dal maltempo e del contributo straordinario deciso da Berna per Ticino, Grigioni e Vallese, del Rilancio di Palazzo Trevisan a Venezia con il coinvolgimento ticinese e più in generale delle relazioni con l’Italia (accordi, trasporti e Regio Insubrica).

Nel 2027 vertice CPE in Svizzera
Sempre oggi, e sempre in tema di vertici internazionali, è emerso che la Svizzera organizzerà tra due anni un vertice della Comunità politica europea (CPE), che riunisce i capi di Stato e di governo del continente. L’annuncio è stato dato dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, attraverso un messaggio pubblicato su X.
La disponibilità di Berna a organizzare uno degli incontri della CPE era già emersa nel più recente rapporto di politica estera della Confederazione. Ora è arrivata l’ufficializzazione da parte di Costa, che ha confermato quanto la presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, aveva lasciato intendere al termine del vertice della scorsa settimana a Tirana, in Albania.
I prossimi vertici della CPE si svolgeranno a Copenaghen nell’ottobre 2025 e, secondo quanto dichiarato da Costa, nel 2026 toccherà all’Armenia e all’Irlanda. Nel 2027 sarà poi la volta della Svizzera in primavera, seguita dalla Grecia nel secondo semestre.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/A-Lugano-la-conferenza-ministeriale-dell%E2%80%99OSCE-nel-2026–2851373.html

Le preoccupazioni sull’asse Ticino-Berna

Le preoccupazioni sull’asse Ticino-Berna

Situazione finanziaria, mobilità da Nord a Sud e trasporto delle merci tra i temi affrontati nella riunione tra i parlamentari ticinesi a Berna e il Consiglio di Stato

Le preoccupazioni finanziarie per i Cantoni, la mobilità stradale da Nord a Sud e il trasporto delle merci. Sono diversi i temi di cui si è parlato oggi nella tradizionale riunione tra i parlamentari ticinesi a Berna e il Consiglio di Stato, in vista della prossima sessione delle Camere.

Tema dominante dell’incontro ancora i timori per il piano di riequilibrio del bilancio della Confederazione, che prevede di risparmiare 2,7 miliardi di franchi nel 2027 e 3,6 l’anno dopo. Il Ticino ha bocciato tutto quanto; a Berna i deputati faranno prevalere invece la posizione cantonale cantonale o dei partiti? “Quello che posso dire è che anche gli interessi del nostro cantone, comunque, in tutte le riflessioni che facciamo come deputati all’Assemblea Nazionale, giocano comunque un ruolo importante – dice alle telecamere del Quotidiano della RSI Greta Gysin, presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali -. In questo caso, per quanto riguarda il pacchetto di tagli, ci sono sensibilità diverse all’interno della Deputazione, abbiamo però recepito e sentito quella che è la legittima preoccupazione del Consiglio di Stato“.

Da parte sua il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, ha spiegato che in Gran Consiglio i rappresentanti dei Comuni difendono i Comuni, perché sono deputati che hanno spesso anche il ruolo di municipale, di sindaco. “A livello federale, invece, vedo che i rappresentanti dei Cantoni fanno molto più spesso gli interessi della Confederazione. Quindi vedo davvero il rischio che l’Assemblea Federale non ascolti la voce dei Cantoni”, sostiene Gobbi.

E un coro di perplessità lo suscita la riorganizzazione decisa da FFS Cargo con la soppressione delle tratte non più redditizie e la soppressione di circa 40 posti di lavoro a tempo pieno in Ticino, benché sia stato detto che non vi saranno licenziamenti. “Senza un intervento politico non riusciremo a raggiungere gli obbiettivi che il popolo ha approvato una trentina di anni fa con l’Iniziativa delle Alpi e quindi ci saranno da prendere delle misure. Posso dire che la preoccupazione è condivisa“, dice Greta Gysin.

Norman Gobbi spiega che meno offerta nell’ambito Cargo “significa più camion sulle nostre strade quindi più impatto ambientale e sociale sulla popolazione ticinese, e lo riscontriamo già. Gli assi sono fragili, soprattutto il Nord-Sud del San Gottardo e soprattutto sono già abbastanza carichi”.

Da dicembre le FFS potenzieranno i collegamenti Nord-Sud con un convoglio ogni ora.. “È di stamani la notizia che a partire dal 2026 ci saranno più fermate intercity ed eurocity a Chiasso: 3 per direzione e questo sicuramente permette di collegare meglio il Mendrisiotto al resto della Svizzera. Ed è una vittoria e un gioco di squadra della Deputazione ticinese che oggi possiamo festeggiare”, dice Gysin.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Le-preoccupazioni-sull%E2%80%99asse-Ticino-Berna–2847158.html

 
****
Dai risparmi alla mobilità, Governo e Deputazione preoccupati
La maggioranza della Deputazione ticinese si schiera a favore del referendum obbligatorio sul tema degli accordi bilaterali. Il Governo, invece, si esprimerà in estate. Gobbi: “Giusto rispettare sia il popolo, sia i Cantoni”.

Durante il consueto incontro tra il Consiglio di Stato e la Deputazione ticinese alle Camere, che precede la sessione di Berna, si è parlato di accordi bilaterali. Il pacchetto negoziato con Bruxelles sarà presto messo in consultazione e in questo contesto il Consiglio di Stato si esprimerà anche su una questione politica, emersa di recente, ovvero se seguire le indicazioni del Consiglio federale e sottoporre il pacchetto a referendum facoltativo oppure se schierarsi per il referendum obbligatorio, che prevede la maggioranza del popolo e dei Cantoni. “Il Consiglio di Stato prenderà una posizione sul pacchetto di bilateriali III durante l’estate”, spiega Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato. “Ci toccherà leggere oltre 600 pagine di accordi internazionali durante la pausa estiva. Prenderemo anche delle posizioni sul referendum che il Consiglio Federale vuole facoltativoC’è una maggioranza, però, che lo vuole obbligatorio. Questa soluzione, personalmente, è da privilegiare”. Stando alla presidente della Deputazione ticinese Greta Gysin anche la maggior parte dei parlamentari ticinesi a Berna prediligono questa opzione. “Avremo modo di discuterne, ma la parola finale spetta all’Assemblea federale che decide quale tipo di referendum sottoporre questo pacchetto di bilaterali III. Una maggioranza della Deputazione è dell’opinione che debba essere un referendum obbligatorio. Una minoranza, invece, segue il Consiglio Federale nella sua valutazione giuridica sul fatto che basta il referendum facoltativo”. Da nostre informazioni, a propendere per il referendum obbligatorio sono i deputati della destra e del Centro. Di certo il tema accenderà il dibattito in quel di Berna. 

Risparmi della Confederazione e mobilità
Il consueto incontro tra la Deputazione e il Governo serve a mettere sul tavolo le preoccupazioni dei ticinesi. E in questo momento i timori sono legati ai tagli proposti dalla Confederazione, su cui il Governo ha già espresso la sua contrarietà. All’interno della Deputazione ci sono invece varie sensibilità, ha sottolineato Gysin. I timori sono però condivisi su un’altra questione molto calda, ovvero la mobilità, soprattutto dopo la notizia di ieri: i risparmi di FFS Cargo avranno delle conseguenze importanti in termini di occupazione e di traffico nel nostro Cantone vista l’annunciata chiusura di due terminal (Cadenazzo e Lugano). “Il trasporto delle merci avrà delle ripercussioni, con il trasferimento delle merci su rotaia che subisce una battuta d’arresto”, afferma la consigliera nazionale dei Verdi. “Questo avrà anche delle ripercussioni sul traffico già congestionato in Ticino: significa più camion sulla strada e più inquinamento. C’è una preoccupazione condivisa, per quanto riguarda l’intervento politico dovremo chinarci nei prossimi mesi. Bisognerà fare delle valutazioni e se l’intervento politico nell’ambito del trasferimento merci su ferrovia, è veramente quello di cui abbiamo bisogno per riuscire a raggiungere gli obiettivi che la popolazione svizzera, una trentina d’anni fa, ha approvato con l’accoglimento dell’Iniziativa delle Alpi”. Per Gobbi la decisione di FFS Cargo “non è un segnale positivo per una regione periferica”, ancor di più se questo impatto “non è solo sul mondo del lavoro, ma anche sul traffico”.

Nuovo Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia

Nuovo Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta odierna, ha nominato Cristoforo Piattini quale nuovo Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni.

Cristoforo Piattini, nato nel 1988 e residente ad Agno, è sposato e padre di tre figli. Dopo aver conseguito il bachelor in scienze economiche all’Università della Svizzera italiana, ha ottenuto il master in public management and policy con specializzazione in géstion et évaluation des politiques publiques all’Institut de hautes études en administration publique (IDHEAP) dell’Università di Losanna.

Da oltre 10 anni è attivo presso l’Amministrazione cantonale, dapprima come collaboratore della direzione del Dipartimento delle istituzioni, in seguito come collaboratore personale del Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dal 2017 come collaboratore scientifico presso l’Ufficio della direzione della Divisione della giustizia dove, oltre a fungere da referente per l’ambito finanziario, ha seguito direttamente importanti progetti come la riforma dell’organizzazione delle Autorità di protezione, la costituzione del primo Istituto di medicina legale del Canton Ticino nonché “Justitia 4.0”, progetto nazionale volto alla trasformazione digitale della giustizia.

Il Governo formula i migliori auguri a Cristoforo Piattini per il nuovo incarico professionale e coglie l’occasione per ringraziare Monica Bucci per il lavoro svolto negli anni presso l’Amministrazione cantonale.

Bellinzona diventa centro di competenze per la medicina legale

Bellinzona diventa centro di competenze per la medicina legale

Da settembre la sala autopsie sarà trasferita da Locarno all’ospedale San Giovanni – L’Istituto di medicina legale del Canton Ticino registra un incremento delle attività, in particolare degli accertamenti dell’età dei giovani migranti

Da settembre, la sala autopsie sarà trasferita da Locarno all’ospedale San Giovanni di Bellinzona. Un cambiamento che centralizzerà le attività dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, ormai diventato un punto di riferimento intercantonale.
“Avremo nuovi spazi adibiti alla medicina legale e una sala per accogliere i familiari,” afferma Frida Andreotti, direttrice della Divisione giustizia. “Donerà dignità a un momento delicato come il riconoscimento delle salme.”
Tra i settori in maggiore sviluppo c’è quello legato alla stima forense dell’età dei giovani migranti, con un numero di casi quasi raddoppiato in un anno. “Facciamo un esame clinico, radiografie della mano e dei denti, e a volte anche una TAC della clavicola,” spiega Rosa Maria Martinez, direttrice dell’Istituto. “Poi inviamo la perizia medico-legale alla SEM, che decide come procedere.”
Le autopsie, circa un centinaio l’anno, verranno effettuate tutte a Bellinzona, insieme alle TAC post mortem. Cresce anche il riconoscimento dell’istituto, che ha chiesto l’accreditamento FMH per formare studenti e medici. “Finora non era possibile farlo in Ticino, né in lingua italiana,” aggiunge Martinez ai microfoni del Quotidiano.
Nel prossimo futuro è prevista anche l’apertura, su richiesta della Confederazione, di un centro per vittime di violenza, con l’obiettivo di documentare meglio lesioni e abusi. “Siamo già avanti su questo fronte grazie all’istituto,” conclude Andreotti.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Bellinzona-diventa-centro-di-competenze-per-la-medicina-legale–2844044.html

****

Centodue autopsie e nuova sala settoria
Il primo bilancio di attività (2024) dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino. Gobbi: ‘Un servizio di alta qualità’. E un centro di formazione

Una nuova sala settoria, all’ospedale San Giovanni di Bellinzona, dove da settembre eseguirà le autopsie che ora effettua all’Istituto cantonale di patologia, e il riconoscimento, che ha chiesto in questi giorni alla Federazione dei medici svizzeri, quale centro di formazione per il conseguimento del titolo di specialista in medicina legale Fmh. Questo e altro nel futuro dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino. Sede a Bellinzona, dipendente sul piano amministrativo dal Dipartimento istituzioni, ma del tutto autonomo nella propria attività, è operativo dal gennaio dello scorso anno. Lo dirige la dottoressa Rosa Maria Martinez (in organico altri tre medici legali e una segretaria), già alla guida dell’Ufficio delle scienze forensi entrato in funzione nell’ottobre del 2022, passo preliminare verso la realizzazione dell’Istituto di medicina legale. Istituto che ieri ha presentato ai media il rendiconto del lavoro svolto nel 2024, principalmente dietro mandato della magistratura, ovvero del Ministero pubblico. Tra le sue prestazioni figurano sopralluoghi per l’esame di cadaveri, autopsie e identificazioni. Non solo decessi sospetti, non solo medicina legale “post-mortem”. Sì, perché gli specialisti dell’istituto si occupano anche di “persone viventi” e quindi di casi per esempio di violenza sessuale, fisica e domestica. È questa la medicina legale “clinica”.

‘Accertare o escludere l’intervento di terzi’
«Il nostro compito è di accertare o escludere l’intervento di terzi», ha ricordato Martinez, illustrando i dati riguardanti l’attività 2024 dell’istituto. Numeri riportati anche in una nota del Dipartimento istituzioni: “Per la parte post-mortem l’Istituto di medicina legale ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, queste ultime di norma assicurate dalla figura del cosiddetto medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione cantonale ticinese servizi ambulanza”. Passando ai casi di medicina legale clinica, si parla di “101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti”. A queste prestazioni, prosegue la nota, “si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione”, la Sem.

L’Istituto, ha sottolineato il titolare del Dipartimento Norman Gobbi, «non è un lusso, ma una necessità, come ha già avuto modo di evidenziare il procuratore generale Andrea Pagani». La struttura, ha continuato il presidente del Consiglio di Stato, «è stata fortemente voluta dal Cantone e dal suo governo». L’apertura in Ticino di un istituto di medicina legale ha infatti «colmato nel nostro territorio una lacuna per quel che concerne il sostegno specialistico all’attività di perseguimento penale». Insomma, non si deve più, tra l’altro, far capo a centri e figure professionali presenti fuori cantone. L’istituto ticinese «assicura un servizio di alta qualità, allineandosi agli standard svizzeri previsti nel settore: un obiettivo che è stato raggiunto velocemente e con risultati positivi». La struttura «garantisce le sue prestazioni ventiquattro ore su ventiquattro, tutti i giorni». L’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, ha ancora sottolineato il direttore del Dipartimento istituzioni, «è un punto di riferimento per enti pubblici e parapubblici, ma anche per privati legati al mondo accademico». Ed è diventato un punto di riferimento «anche per le autorità federali, penso in particolare alla Segreteria di Stato della migrazione, al Sisi, cioè il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza per quel che concerne gli incidenti aeronautici, e alla giustizia militare».

‘Nuovo tassello della collaborazione con l’Eoc’
Dal presente al futuro. «Dal prossimo settembre – ha fatto sapere la responsabile, in seno al Dipartimento, della Divisione giustizia Frida Andreotti – l’istituto disporrà di una nuova sala settoria. Sarà all’Ospedale regionale di Bellinzona. Si tratta di un ulteriore importante tassello della collaborazione fra l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino e l’Ente ospedaliero cantonale». Di più. L’istituto ha chiesto il riconoscimento come «centro formativo Fmh» per l’ottenimento del titolo di specialista in medicina legale. Se così sarà, l’istituto, ha spiegato Martinez alla ‘Regione’, avrà la possibilità «di formare studenti di medicina e medici assistenti che vogliono conseguire la specializzazione in medicina legale».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 maggio 2025 de La Regione

****

Medicina legale, bilancio positivo
Oltre 100 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense e una parte rilevante di attività clinica

Bilancio molto positivo per l’istituto di medicina legale del Canton Ticino. «L’obiettivo di Governo e Dipartimento delle istituzioni di strutturare e rafforzare la medicina legale è stato pienamente raggiunto», è stato spiegato ieri in una conferenza stampa a Bellinzona per sottolineare il primo anno di attività dell’istituto. Oggi, il Ticino può contare su un servizio d’eccellenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in favore della Giustizia, in particolare del Ministero pubblico, ha spiegato il direttore del DI Norman Gobbi. La direttrice dell’istituto di medicina legale, Rosa Maria Martinez, illustrando gli ambiti e i compiti della medicina legale, ha indicato come la stessa verta su due ambiti principali: la medicina legale clinica, svolta su persone viventi nel campo di violenze interpersonali, e la medicina legale postmortem. Rispetto ai dati di attività del 2024, per la parte postmortem il centro ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medicolegali, di norma assicurate dalla figura del medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza. Per la parte di medicina legale clinica, si segnalano poi 101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti. Prestazioni a cui si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione. «I numeri di attività sono importanti e rispecchiano il ruolo centrale garantito dall’Istituto di medicina legale a beneficio della Giustizia, grazie alla proficua collaborazione con i tanti partner ». Un rafforzamento che prosegue, come confermato dalla direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ad iniziare dall’inaugurazione della nuova sala settoria prevista nel 2025, realizzata, grazie alla collaborazione con l’EOC, presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. Un ulteriore importante tassello è rappresentato dal riconoscimento in corso dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo ai sensi dell’FMH.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 maggio 2025 del Corriere del Ticino

****

In Ticino un’autopsia ogni tre giorni
Per il Governo l’obiettivo del nuovo Istituto di medicina legale «è pienamente raggiunto». Nella prima annata d’attività 102 autopsie e 101 visite cliniche.
G
obbi: «Non un vezzo ma una necessità».In funzione dal 1° gennaio 2024, l’Istituto di medicina legale (IML) del Canton Ticino può vantare un bilancio di attività «molto positivo».

A confermarlo è il Governo, che oggi in conferenza stampa a Bellinzona ha voluto ribadire l’importanza della sua fondazione: «In tempi rapidi e grazie alla proficua collaborazione con gli enti e i partner presenti sul territorio, il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale garantisce un servizio d’eccellenza in favore della Giustizia».
Oggi a Bellinzona, in conferenza stampa è stato evidenziato il bilancio di attività dell’Istituto di medicina legale, organo autonomo e indipendente dello Stato, entrato in funzione il 1° gennaio 2024 e attribuito per la parte amministrativa al Dipartimento delle istituzioni (DI), Divisione della giustizia.
«Non si tratta di un vezzo, come lo ha definito qualcuno», ha chiosato in apertura il Presidente del Consiglio di Stato e Capodipartimento Norman Gobbi, «ma una vera e propria necessità».
A dimostrarlo un’annata in cui il neonato Istituto è stato particolarmente sollecitato, per numerosi crimini violenti ma anche a viso di emergenze epocali come l’alluvione in Valle Maggia.
L’obiettivo del Governo e del DI, ha sottolineato lo stesso Gobbi «è stato pienamente raggiunto» in quanto «il Canton Ticino dispone infatti del primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale, che assicura un servizio d’eccellenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in favore della Giustizia, in particolare del Ministero pubblico».

La Direttrice dell’Istituto di medicina legale Dr. med. Rosa Maria Martinez, illustrando gli ambiti e i compiti della medicina legale, ha indicato come la stessa verta su due ambiti principali: la medicina legale clinica, svolta su persone viventi nel campo di violenze interpersonali, e la medicina legale post-mortem.
«Lo scopo primario della medicina legale», spiega la Dr. Martinez, «è quello di escludere, o accertare, l’intervento di terzi. Questo sia in caso che la persona sia vivente, oppure deceduta. In questo caso è anche chiamata a dirimere i dubbi legati a una morte insolita».
Rispetto ai dati di attività del 2024, per la parte post-mortem l’Istituto di medicina legale ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, «queste ultime di norma assicurate dalla figura del cosiddetto Medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza».
Per la parte di medicina legale clinica, si segnalano 101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti.
Prestazioni a cui si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione (SEM)
Segnalata anche le iniziative di formazione continua destinate agli infermieri del mondo ospedaliero, così come il percorso di formazione – in collaborazione con SUPSI – per un percorso che porta all’ottenimento del Certificate of Advanced Studies (CAS) in Infermieristica forense.

Un rafforzamento che prosegue, come confermato dalla Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, a iniziare dall’inaugurazione della nuova sala settoria prevista per settembre 2025, realizzata, «grazie all’ottimale collaborazione in essere da anni con l’Ente ospedaliero cantonale», presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli.
Un ulteriore «importante tassello» è rappresentato dal riconoscimento in corso dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo ai sensi dell’FMH, che permetterà in futuro di garantire anche in Ticino la formazione specialistica in medicina legale.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1839205/legale-medicina-istituto-attivita-stato-necessita-vezzo

****

Medicina legale, il Ticino fa scuola. Bilancio positivo per il nuovo Istituto cantonale

A pochi mesi dalla sua attivazione, l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino registra risultati concreti e un servizio operativo 365 giorni l’anno. Oltre cento autopsie, numerosi casi di violenza e una funzione chiave per la giustizia: “Obiettivo pienamente raggiunto”, afferma il Consiglio di Stato.
A nemmeno sei mesi dalla sua entrata in funzione, il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale ha già dato prova di efficienza, qualità e rilevanza per il sistema giudiziario. È quanto è emerso oggi a Bellinzona nel corso della conferenza stampa di bilancio, durante la quale le autorità cantonali hanno sottolineato il successo dell’operazione avviata il 1° gennaio 2024. Voluto dal Governo e attribuito amministrativamente al Dipartimento delle istituzioni, l’Istituto opera in piena autonomia e garantisce un servizio medico-legale attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, a stretto supporto del Ministero pubblico. “L’obiettivo di strutturare e rafforzare in modo stabile la medicina legale in Ticino è stato pienamente raggiunto”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.
 
“Molto interesse da parte dei professionisti”
“Questo bilancio estremamente positivo che stupisce anche noi, proprio per l’interesse che l’Istituto ha generato verso i professionisti presenti sul territorio e verso la cittadinanza”, ci ha spiegato Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia. Ma quanto sono importanti le collaborazioni sul territorio? “C’è una collaborazione importantissima proprio per l’operatività. Da quando viene rinvenuta una salma c’è un’ottima collaborazione con le pompe funebri. Alla fine è una collaborazione per la giustizia, per dare e ridare le persone ai propri cari nell’ottica di capire cosa è successo. Questo per quanto riguarda sia le persone decedute sua quelle viventi, nell’ottica appunto di cercare di capire cosa è capitato. I fatti che riguardano, insomma, la giustizia”. Una novità è la creazione di una nuova sala settori. Attualmente le autopsie vengono fatte a tutte Locarno. Cosa verrà creato? E a partire da quando? “Da ormai 30 anni le autopsie vengono effettuate all’Istituto patologico di Locarno. Nel 2019 si è poi pensato di creare un Istituto di medicina legale e si è pertanto condotta una riflessione su un uso maggiormente efficiente ed efficace delle risorse, anche sul lungo termine. Da qui l’ubicazione a Bellinzona e tutta una serie di servizi si medicina legale, la nuova sala settoria in collaborazione con l’Ospedale Regionale di Bellinzona e con la Polizia scientifica (prevista nel corso di quest’anno). Quindi un unico centro di competenza nella Città, scelta per via della presenza di spazi amministrativi e, come detto, dell’Ospedale”. Ma concretamente dove verrà ubicata? “Si troverà in un piano inferiore, anche discreto, dell’Ospedale. Ci sarà la nuova sala settoria, adibita però a tutti gli spazi che rispondono alle esigenze di medicina legale. Non da ultimo ci sarà una sala adeguata anche per accogliere i familiari per riconoscere ecco le persone decedute”. Ma si parla anche di una nuova formazione per i medici futura, un modo per attirare anche questi professionisti della tutta la Svizzera. “Siamo fieri che, proprio oggi, abbiamo mandato la richiesta di riconoscimento dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo del FMH. Questo ci permetterà di formare dei medici che fanno studi in Svizzera, anche provenienti dal Ticino. È quindi un’ottima opportunità di crescita in un settore molto particolare, che raccoglie anche il pieno interesse della popolazione. Inoltre, è un settore del quale ne beneficia la giustizia”, ha concluso Andreotti.
 
Due ambiti, una missione
La direttrice dell’Istituto, la dottoressa Rosa Maria Martinez, ha ricordato che l’attività si suddivide in due settori principali: la medicina legale clinica (su persone viventi, spesso in casi di violenza interpersonale) e quella post-mortem (autopsie, valutazioni e ispezioni). I numeri raccolti nel primo semestre confermano l’ampiezza e la centralità del lavoro svolto. In ambito post-mortem, l’Istituto ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni radiologiche, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, queste ultime in collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza. Sul fronte clinico, si contano 101 visite, con 71 casi di violenza fisica e 12 di violenza sessuale su adulti, oltre a 18 casi su minorenni. Non mancano infine attività specifiche come le 159 visite per la stima dell’età di richiedenti l’asilo, su incarico della Segreteria di Stato della migrazione.
 
Un valore aggiunto per tutto il Cantone
Il Presidente del Consiglio di Stato ha infine evidenziato il valore strategico dell’Istituto, che rappresenta un esempio concreto di valorizzazione delle competenze e delle eccellenze presenti nel Cantone. Un servizio che non solo rafforza il sistema giudiziario, ma contribuisce alla qualità complessiva della risposta istituzionale in ambiti delicati e complessi come quelli legati alla medicina forense.
 
Istituto di medicina legale del Canton Ticino: bilancio di attività molto positivo

Istituto di medicina legale del Canton Ticino: bilancio di attività molto positivo

Comunicato stampa

In funzione dal 1° gennaio 2024, l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino può vantare un bilancio di attività molto positivo. In tempi rapidi e grazie alla proficua collaborazione con gli enti e i partner presenti sul territorio, il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale garantisce un servizio d’eccellenza in favore della Giustizia. L’obiettivo di Governo e Dipartimento delle istituzioni di strutturare e rafforzare la medicina legale del Canton Ticino è stato pienamente raggiunto.

Oggi a Bellinzona, in conferenza stampa è stato evidenziato il bilancio di attività molto positivo dell’Istituto di medicina legale, organo autonomo e indipendente dello Stato, entrato in funzione il 1° gennaio 2024 e attribuito per la parte amministrativa al Dipartimento delle istituzioni/Divisione della giustizia.
L’obiettivo del Governo e del Dipartimento delle istituzioni, come sottolineato dal Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è stato pienamente raggiunto. Il Canton Ticino dispone infatti del primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale, che assicura un servizio d’eccellenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in favore della Giustizia, in particolare del Ministero pubblico.

La Direttrice dell’Istituto di medicina legale Dr. med. Rosa Maria Martinez, illustrando gli ambiti e i compiti della medicina legale, ha indicato come la stessa verta su due ambiti principali: la medicina legale clinica, svolta su persone viventi nel campo di violenze interpersonali, e la medicina legale post-mortem.
Rispetto ai dati di attività del 2024, per la parte post-mortem l’Istituto di medicina legale ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, queste ultime di norma assicurate dalla figura del cosiddetto Medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza.
Per la parte di medicina legale clinica, si segnalano 101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti.
Prestazioni a cui si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione.

I numeri di attività sono importanti e rispecchiano il ruolo centrale garantito dall’Istituto di medicina legale – anche a livello delle molte formazioni tenute – a beneficio della Giustizia, grazie alla proficua collaborazione con i tanti partner pubblici, para-pubblici e privati che operano quotidianamente nel settore.
Un rafforzamento che prosegue, come confermato dalla Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ad iniziare dall’inaugurazione della nuova sala settoria prevista nel 2025, realizzata, grazie all’ottimale collaborazione in essere da anni con l’Ente ospedaliero cantonale, presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. Un ulteriore importante tassello è rappresentato dal riconoscimento in corso dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo ai sensi dell’FMH, che permetterà in futuro di garantire anche in Ticino la formazione specialistica in medicina legale.

Un bilancio quindi molto positivo, come evidenziato dal Presidente del Governo, nell’ottica di valorizzare le realtà qualificate e di alta eccellenza presenti nel nostro Cantone, che dispone di molte competenze e potenzialità, che hanno contribuito a creare un importante valore aggiunto, anche nell’ambito della medicina legale.  

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2023

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2023

Comunicato stampa

Ieri, sabato 17 maggio, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2023). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Nel suo intervento il Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, ha sottolineato “come la sicurezza sia il frutto di un impegno costante, sostenuto con professionalità e determinazione da ogni singolo agente di polizia. Per affrontare le nuove minacce e le crescenti sfide sociali, è indispensabile una solida preparazione in grado di supportare strategie sempre più efficaci nella prevenzione e nel contrasto della criminalità, senza mai abbassare gli elevati standard operativi. I risultati positivi conseguiti dalla Polizia cantonale, e confermati dalle statistiche degli ultimi anni, testimoniano la versatilità e l’elevata competenza degli uomini e delle donne in uniforme, tra cui, a breve, entrerete a pieno titolo anche voi. Da parte mia, i migliori auguri per una carriera ricca di soddisfazioni al servizio della nostra comunità“.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “essere un agente di polizia non è soltanto indossare una divisa. Significa incarnare l’ideale di essere al servizio della società e del prossimo. Siamo chiamati nel corso della nostra missione a essere presenti quando tutti si allontanano, a fare da scudo quando altri sono in pericolo e a saper ascoltare, a comprendere e ad intervenire 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Non bisogna inoltre dimenticare che il potere che vi è conferito dall’autorità va sempre esercitato con equilibrio, ponderatezza e umanità. Infatti, oggi non ricevete solo un incarico, ma la fiducia della collettività“.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 38 neodiplomati e neodiplomate (19 della Polizia cantonale, 1 della Polizia cantonale Grigioni, 2 della Polizia comunale di Ascona, 2 della Polizia città di Bellinzona, 1 della Polizia comunale Ceresio Sud, 1 della Polizia comunale di Chiasso, 2 della Polizia città di Locarno, 5 della Polizia città di Lugano, 4 della Polizia città di Mendrisio e 1 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

Federalismo con i muscoli: il Ticino riparte dai suoi Comuni

Federalismo con i muscoli: il Ticino riparte dai suoi Comuni

Norman Gobbi annuncia lo sviluppo di una piattaforma digitale “operativa”

Giovedì 8 maggio 2025, a Bellinzona, quasi 200 persone si sono riunite per discutere di autonomia, territorio e futuro. Il Presidente del Governo Norman Gobbi è stato perentorio: «Basta critiche a vuoto, è ora di osare».

Un concetto che è emerso con forza durante la sesta edizione del Simposio Cantone-Comuni, tenutosi all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio, è che il tempo delle chiacchiere è finito. Alla presenza di quasi 200 tra sindaci, municipali, consiglieri comunali, funzionari comunali e cantonali e gran consiglieri, il capo del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito con fermezza che il futuro del Ticino si costruisce con Comuni forti, responsabili e ascoltati.
«I Comuni sono lo Stato sul territorio, il volto concreto delle istituzioni nella vita quotidiana delle persone» ha dichiarato Gobbi nel suo intervento d’apertura. Un discorso che ha toccato con franchezza anche i punti dolenti: rapporti logorati, diffidenza reciproca e un contesto economico-sociale sempre più complicato.
Ma il Simposio 2025 non è stato solo analisi. È stato un passo avanti. Concreto, politico e istituzionale.
Al centro dell’evento, non i soliti slogan, ma proposte vere. A partire da una riforma costituzionale per rafforzare l’autonomia dei Comuni, non solo a parole ma con un riconoscimento giuridico forte e operativo. E poi il lancio di una «Dichiarazione ticinese sul federalismo», un patto concreto per rimettere in piedi una collaborazione che sia finalmente all’altezza delle sfide.
«Basta giochi di palazzo – ha dichiarato Norman Gobbi –. È ora di andare oltre al dipartimentalismo e avanzare con coraggio e responsabilità, rimettendo al centro i nostri Comuni e le persone che li vivono». E ha aggiunto: «Il federalismo non può diventare un mantra vuoto. Deve avere muscoli, ossa e cervello. E serve gente che abbia il coraggio di osare, non solo di criticare».
Accanto alla politica, anche il lato pratico: un gruppo di lavoro Cantone-Comuni è già all’opera per rivedere i flussi informativi e realizzare una piattaforma digitale moderna, utile per chi amministra e risolve problemi ogni giorno. E presto cambierà anche la piattaforma di dialogo politico, per incontri più regolari, franchi e utili davvero.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito che il federalismo svizzero non è nostalgia, ma una leva di innovazione per servire meglio i cittadini. E ha annunciato anche un evento simbolico, ma concreto: il prossimo 10 settembre, in occasione del centenario della Conferenza di Locarno, il Governo incontrerà i 100 sindaci del Ticino. Un gesto forte per dire che la collaborazione tra Cantone e Comuni non è un’opzione, ma è una necessità.
Per Norman Gobbi i Comuni sono il cuore pulsante del Ticino. Senza enti locali forti, vicini alla gente, autonomi nelle scelte, il Cantone si spegne. E ha aggiunto che solo «con coraggio, concretezza e una visione chiara, possiamo rilanciare il nostro modello. Perché il federalismo non è folklore: è azione. E questa battaglia, la vinciamo insieme».
E a guidare questa battaglia, ancora una volta, c’è la Lega dei Ticinesi. Da sempre vicina alle comunità locali, al fianco dei municipi, la Lega ha fatto della difesa della prossimità e dell’autonomia una priorità politica. In un’epoca in cui la Confederazione scarica nuovi oneri senza fornire i mezzi, e dove il cittadino si sente sempre più smarrito tra burocrazia e sfiducia, la risposta passa dal territorio. Dal ricostruire fiducia. Dal rilanciare il federalismo come metodo d’azione, non come alibi per galleggiare.
Il Simposio ha mostrato che la rotta è tracciata, che il clima è cambiato e che la volontà c’è. Ora serve tradurre tutto questo in scelte coraggiose. Servono idee chiare, progetti attuabili, amministratori preparati. Servono strumenti per agire e la volontà politica per decidere. Perché solo così possiamo costruire un Ticino più forte, più autonomo, più vicino ai suoi cittadini. Un Ticino che parla la lingua della Lega: quella della concretezza, della responsabilità e del coraggio.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 18 maggio 2025 de Il Mattino della domenica

Scuola di polizia, giurano fedeltà 38 nuovi agenti

Scuola di polizia, giurano fedeltà 38 nuovi agenti

Conclusa la formazione biennale ora lo sguardo è rivolto al 2026, dove i tagli alla formazione preoccupano il futuro del corpo

Con una cerimonia solenne e carica di emozione, 30 uomini e 8 donne hanno giurato sabato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, entrando ufficialmente in servizio come agenti e gendarmi della polizia. Dopo due anni di formazione intensa, questi 38 nuovi professionisti sono pronti ad assumersi la responsabilità di rappresentare lo Stato agli occhi dei cittadini.
“Sono sicuramente un innesto su un sostrato di polizia in Ticino che funziona, garantisce quel bene invisibile che è la sicurezza, proprio perché ci si accorge che manca solo quando non è presente”, ha sottolineato Norman Gobbi direttore del Dipartimento delle istituzioni.
Dalla Scuola di polizia del 2023, 19 gendarmi entreranno in servizio per la polizia cantonale ticinese. Tuttavia, il futuro della formazione appare incerto: a causa di misure di risparmio, il numero di aspiranti sarà drasticamente ridotto e nel 2026 ne verranno ammessi solo una decina. “Se quelli che vanno sono più di quelli che formiamo, a un certo punto saremo in forte deficit”, evidenzia Christophe Cerinotti, capo della Sezione formazione della polizia cantonale.
La questione della riduzione degli effettivi è al centro del dibattito, soprattutto in relazione ai servizi di sicurezza richiesti da eventi sportivi e grandi manifestazioni. Ma tra emozione e senso del dovere, le parole del neo gendarme Raffaele Crameri riassumono lo spirito della giornata: “Speriamo di essere all’altezza e di riuscire a fare bene, ed essere sempre un esempio per gli altri.”

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Scuola-di-polizia-giurano-fedelt%C3%A0-38-nuovi-agenti–2836340.html

****

38 nuovi agenti hanno giurato fedeltà, tra instabilità e sfide future
Sono 38 gli agenti, di cui 8 donne, che hanno concluso oggi la loro formazione biennale, entrando a far parte del corpo di Polizia Cantonale. L’anno prossimo, però, i ranghi saranno dimezzati.

“Cercavo un percorso diverso dal mio precedente, in ufficio, qualcosa di più dinamico che mi permettesse di essere a disposizione della popolazione”. E ancora, “sono molto emozionato, è stato un periodo interessante, lungo e difficile, però i risultati si sono visti quindi sono contento di essere qui oggi”: le parole dei nuovi agenti Elisa Visani e Raffaele Crameri tradiscono l’emozione che suscita il giuramento di fedeltà alla costituzione ed alle leggi, avvenuta quest’oggi. L’importanza del momento è confermata dal direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, presente sul posto. Ticinonews si è recata sul posto per raccogliere sensazioni e prospettive. 

Una giornata di festa, con uno sguardo al prossimo futuro
“È una giornata di festa, perché donne e uomini del territorio si mettono a disposizione di un servizio essenziale quale è la sicurezza pubblica”, conferma Gobbi. L’obiettivo, spiega il direttore del DI, “è garantirla in maniera discreta, attraverso polizie cantonali, comunali e altri corpi per proteggere bene e persone del Ticino”. All’ordine del giorno vi però è anche la questione degli effettivi. Il governo, dopo aver deciso di non aprire la scuola di polizia nel 2026, ha fatto una parziale marcia indietro: vi prenderanno parte “una decina di agenti della Polizia Cantonale, ai quali si aggiungeranno probabilmente una quindicina di agenti delle comunali, della polizia dei trasporti, e della polizia militaire, oltre agli agenti dei Grigioni, che abbiamo la fortuna di poter formare”, spiega il caposezione formazione Christophe Cerinotti. Cerinotti è ottimista: “è comunque meglio di niente. Ci sarà un deficit a fronte dei 30 agenti che in media vanno in pensione ogni anno, ma è sempre meglio di niente”. La richiesta di non abolire la scuola di polizia nel 2026 era arrivata dal direttore del DI: “i compiti essenziali verranno comunque garantiti attraverso il riordino dei compiti previsti nel progetto Polizia Ticinese, che regola i rapporti tra cantonale e comunale. D’altra parte dovremo discutere con chi beneficia di questi servizi come club sportivi e grandi manifestazioni. Magari ai promotori sarà richiesta una partecipazione maggiore”. 

Risparmi su campagne di sensibilizzazione e benefit
Nel frattempo, la politica è al lavoro. La Lega, tra le varie misure di risparmio, ha proposto una riduzione delle campagne di prevenzione della Polizia Cantonale e la rinuncia alle auto di servizio da parte dei graduati non di picchetto. “Il Dipartimento attua misure e revisioni per essere sia più efficace, che più efficiente”, risponde Gobbi. Si cercherà di ottimizzare “quanto riguarda la sensibilizzazione e i benefit degli ufficiali che, ricordo, contribuiscono comunque al veicolo di servizio versando mensilmente una quota”. Per conoscere quali saranno le misure di risparmio bisognerà ancora attendere, tenendo presente l’instabilità e l’incertezza del periodo storico: “le sfide sono molteplici, osserviamo un’instabilità globale che si ripercuote da noi”, conclude Gobbi, “e se penso a quello che il Ticino ha da offrire, un Cantone bello, sicuro, questi elementi vanno mantenuti, perché stiamo attraendo contribuenti in fuga da territori più instabili”. 

https://www.ticinonews.ch/ticino/38-nuovi-agenti-hanno-giurato-fedelta-tra-instabilita-e-sfide-future-412215

Successione del capo dell’esercito: il consigliere federale Martin Pfister designa una commissione incaricata della selezione

Successione del capo dell’esercito: il consigliere federale Martin Pfister designa una commissione incaricata della selezione

Comunicato stampa del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS)

Per la ricerca della persona che succederà al capo dell’esercito, il consigliere federale Martin Pfister ha designato un’ampia commissione incaricata della selezione.
La commissione valuterà le candidature idonee e le sottoporrà al capo del DDPS. La nomina sarà effettuata dal Consiglio federale.

Nella commissione siederanno le seguenti persone:

  • Daniel Büchel, segretario generale del DDPS (presidenza)
  • Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino, direttore del Dipartimento delle istituzioni, membro del comitato direttivo della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP)
  • Consigliera di Stato Karin Kayser-Frutschi, direttrice del Dipartimento di giustizia e di sicurezza del Cantone di Nidvaldo, copresidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP)
  • Consigliere di Stato Vassilis Venizelos, direttore del Dipartimento della gioventù, dell’ambiente e della sicurezza del Cantone di Vaud
  • Divisionario Melchior Stoller, consulente di politica militare del capo del DDPS
  • Comandante di corpo pr S Dominique Andrey, presidente dell’Associazione svizzera di storia e scienze militari e Associate Fellow presso il Centro di politica di sicurezza di Ginevra, ex consulente di politica militare del capo del DDPS
  • Marc Siegenthaler, segretario generale supplente del DDPS e capo Risorse DDPS

La nomina di un successore si svolge in conformità alle istruzioni del 28 novembre 2014 sulla nomina dei quadri di grado più elevato da parte del Consiglio federale e alle istruzioni del DDPS del 21 febbraio 2020 per la preparazione di nomine di alti ufficiali superiori all’attenzione del Consiglio federale.
Come per la successione del direttore del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), anche il posto del capo dell’esercito non verrà messo a pubblico concorso.
La cerchia di persone che può essere presa in considerazione per la nomina si limita agli alti ufficiali superiori, ossia ai comandanti di corpo, ai divisionari e ai brigadieri

(Immagine: www.vbs.admin.ch)