Andamento delle finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2026 al 30 aprile 2026

Andamento delle finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2026 al 30 aprile 2026

Comunicato stampa

In base al rendiconto intermedio a fine aprile 2026, il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dell’andamento delle finanze cantonali. L’aggiornamento delle principali voci di spesa e ricavi determina un disavanzo stimato di -58 milioni di franchi a fronte del previsto disavanzo d’esercizio di -109 milioni di franchi.

L’aggiornamento del disavanzo d’esercizio è determinato da un lato da maggiori spese per 41.7 milioni di franchi e dall’altro da maggiori ricavi per complessivi 92.7 milioni di franchi. Per i dettagli concernenti i principali scostamenti rimandiamo al rapporto allegato che riporta il confronto dei dati con il preventivo.
Per quanto attiene alle spese l’aumento previsto è determinato in particolare, per quanto concerne i contributi, dall’incremento di 12 milioni delle prestazioni complementari AVS/AI, di 12 milioni della partecipazione alla riduzione del premio dell’assicurazione malattia e di 3.9 milioni delle prestazioni assistenziali.
Si discostano poi dal preventivo di spesa le prestazioni per richiedenti l’asilo, per persone con statuto S (finanziate dalla Confederazione) e quelle per i rifugiati, per 3.8 milioni, rispettivamente 2 milioni e 1.7 milioni. Si segnala poi un incremento ad oggi quantificabile in 8 milioni di franchi della spesa del personale, riferita alla spesa per il personale docente, in particolare nel settore della scuola media, media superiore e della pedagogia speciale.
L’aumento dei ricavi rispetto al preventivo è dovuto soprattutto alla quota sull’utile della Banca Nazionale Svizzera che ammonta a 106.1 milioni di franchi e che non era stata inserita a preventivo.
I dati presentati con questo preconsuntivo sono da considerare con cautela, non solo perché provvisori, ma anche in relazione alle incertezze e alla volatilità del momento.

Tessin stellt sich gegen Brüssel – folgt nun der Rest der Schweiz?

Tessin stellt sich gegen Brüssel – folgt nun der Rest der Schweiz?

Keine Aufenthaltsbewilligung für Vorbestrafte: Jetzt ist ein erster Entscheid in Bern gefallen

Das Parlament schickt sich an, das Freizügigkeitsabkommen mit der EU zu ritzen – nach dem Vorbild des Kantons Tessin. Nun ist ein erster Entscheid gefallen: Die Schweiz könnte künftig von allen EU-Bürgern systematisch einen Strafregisterauszug verlangen.
Migrationsminister Beat Jans (61) konnte am Sonntag aufatmen: Das Schweizer Stimmvolk hat die 10-Millionen-Initiative der SVP abgelehnt. Jans hatte sich während des Abstimmungskampfes mächtig ins Zeug gelegt – er reiste durch die Schweiz, hielt Reden an Veranstaltungen und wiederholte seine Argumente immer wieder in Interviews.
Viel Zeit zum Feiern bleibt ihm allerdings nicht, denn in dieser Woche erwarten ihn intensive Debatten im National- und Ständerat. Gegen den Willen von Jans hat der Nationalrat am Dienstag eine Motion verabschiedet, welche die Personenfreizügigkeit ritzt. 

Tessin stellt sich gegen Brüssel
Seit der Einführung des freien Personenverkehrs darf die Schweiz grundsätzlich keine allfällige kriminelle Vergangenheit von Personen aus der EU oder den Efta-Staaten überprüfen. Strafregisterauszüge dürfen nur verlangt werden, wenn der konkrete Verdacht besteht, dass die Person die öffentliche Ordnung und Sicherheit gefährden könnte. Nur dann kann der Herkunftsstaat um Auskunft gebeten werden.
In jedem Fall einen Strafregisterauszug zu verlangen, würde das Freizügigkeitsabkommen verletzen. Ein Kanton foutiert sich allerdings darum, wie CH Media kürzlich berichtete: Die Tessiner Regierung verlangt seit 2015 flächendeckend einen Auszug des Strafregisters, auch von EU- oder Efta-Bürgern. 
Die Massnahme diene dem Schutz aller Einwohner im Kanton Tessin, Schweizerinnen und Schweizer sowie auch Ausländerinnen und Ausländer, so der Tessiner Sicherheitsdirektor Norman Gobbi (49) gegenüber dem Zeitungsverbund. Das Tessin wolle daran festhalten, «bis eine tragfähige Alternative zur Verfügung steht».

Bald eine schweizweite Praxis?
Statt einer solchen Alternative könnte Gobbis Kurs schon bald zur neuen Norm werden. Der Nationalrat hat am Dienstag mit 171 gegen 71 Stimmen und 4 Enthaltungen einer Motion zugestimmt, die verlangt, dass die Tessiner Praxis in der ganzen Schweiz eingeführt wird. Eingereicht wurde sie von der SVP.
«Das Tessin handhabt das schon seit Jahren so – ohne dass es zu Problemen mit der EU gekommen wäre», sagte Mitte-Nationalrat Nicolò Paganini (60) im Vorfeld zu Blick. Der Fall Misox hat dem Anliegen zudem Aufschwung geben: Im Bündner Bergtal an der Grenze zum Tessin breitet sich seit einiger Zeit die Mafia aus. «Es kann nicht sein, dass Kriminelle aus einem Kanton in einen anderen ausweichen, weil dort die Regeln lascher sind», so Paganini. Er gehe nicht davon aus, dass die EU das Freizügigkeitsabkommen künden würde, weil die Schweiz die Kriminalität bekämpfen wolle. SVP-Nationalrat Gregor Rutz (53) vertrat das Geschäft im Rat: «Wenn ich eine Wohnung mieten möchte oder einen wichtigen Job antrete, dann muss ich einen Strafregisterauszug präsentieren – bei einer Aufenthaltsbewilligung hingegen nicht.» Die Schweiz müsse mehr Mut haben und solle sich nicht hinter Paragrafen verstecken.

Ausserordentliche Session Sicherheit
Der Bundesrat lehnte den Vorschlag ab. «Die systematische Einholung eines Strafregisterauszuges würde das Freizügigkeitsabkommen verletzen», argumentierte Beat Jans im Rat. Kantone könnten bei Verdachtsmomenten schon heute entscheiden, wann das Einholen sinnvoll erscheint. Das sollen sie auch weiterhin tun, eine Anpassung der gesetzlichen Grundlagen sei nicht nötig. 
Stattdessen habe sich der Bundesrat für Gespräche über einen Beitritt zum europäischen Strafregisterinformationssystem (Ecris) ausgesprochen, schrieb der Bundesrat in der Stellungnahme zum Vorstoss. Zudem werde die Möglichkeit eines bilateralen Abkommens zwischen der Schweiz und Italien zum Austausch von Strafregisterdaten geprüft.
Im Nationalrat haben diese Argumente nicht verfangen. Am Mittwoch ist das Geschäft im Ständerat traktandiert – auch dort dürfte es gute Chancen haben. 

https://www.blick.ch/politik/keine-aufenthaltsbewilligung-fuer-vorbestrafte-tessin-stellt-sich-gegen-bruessel-folgt-nun-der-rest-der-schweiz-id22032533.html

 

 

Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia della sensibilizzazione
«Il Ticino, l’angolo più bello della Svizzera, deve essere anche il più sicuro». Con questo monito del consigliere di Stato Norman Gobbi si è conclusa la presentazione delle nuove immagini delle campagne Acque Sicure e Montagne Sicure. 
Un progetto che rinnova slogan e strumenti di comunicazione, ma che continua a puntare sullo stesso obiettivo: fare prevenzione e aumentare la consapevolezza dei rischi legati alla frequentazione degli ambienti naturali. I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’importanza del lavoro svolto dal Dipartimento delle istituzioni e dai numerosi partner coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione. Nonostante il costante aumento di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Per il 2026 le due campagne presentano nuove immagini e slogan inediti: «Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso» per Acque Sicure e «Ogni passo merita rispetto» per Montagne Sicure. Due messaggi che, pur rivolgendosi a contesti diversi, promuovono comportamenti prudenti e responsabili. «Il Ticino è uno dei Cantoni precursori nella prevenzione sulla pericolosità di fiumi e laghi », ha ricordato Gobbi, sottolineando come il successo delle campagne sia il risultato di una «collaborazione costante tra istituzioni, professionisti e cittadini». Sul fronte delle attività acquatiche, la campagna richiama l’attenzione sui pericoli spesso sottovalu-tati di laghi e fiumi: tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in aree non sorvegliate o utilizzo imprudente di canoe. Saranno inoltre confermati i pattugliamenti lungo i fiumi Maggia e Verzasca e il servizio informativo
dedicato ai torrentisti. «La mi-glior difesa, ancora oggi, è la prevenzione», ha sottolineato Marcel Luraschi, responsabile della Sezione lacuale della Polizia cantonale. «I dati registrati dopo la pandemia mostrano una diminuzione degli incidenti, ma in un cantone caratterizzato da un forte turismo giornaliero non possiamo abbassare la guardia».

Non solo fiumi e laghi
Anche la montagna continua ad attirare un numero crescente di appassionati. Un fenomeno che, dopo la pandemia, ha visto avvicinarsi ai sentieri molte persone con un’esperienza limitata. «Abbiamo registrato un forte aumento di frequentatori non necessariamente esperti», ha spiegato Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva Montagne Sicure. «Per questo invitiamo tutti a fare una scelta consapevole, come si legge anche nell’immagine della campagna. Ciò non significa fare una scelta giusta o sbagliata, ma bensì di farla conoscendo le proprie capacità e condizioni esterne». Per rendere le campagne sempre più efficaci, la Commissione ha avviato un’analisi approfondita degli incidenti avvenuti sul territorio. In questo senso, Stefano Doninelli, presidente del consiglio per l’innovazione di Survive, società che aiuta i soccorritori a essere più veloci e sicuri, ha mostrato una serie di dati provenienti da Polizia cantonale, REGA e Soccorso Alpino: «Abbiamo voluto capire meglio dove, quando e in quali condizioni avvengono gli incidenti per orientare in modo più mirato le future azioni di prevenzione », ha spiegato. L’analisi ha individuato le zone maggiormente interessate dagli interventi di soccorso, le fasce orarie più critiche e la distribuzione stagionale degli incidenti. Dai dati emerge inoltre che molti incidenti avvengono anche in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli, segno che il rischio è spesso legato alla sottovalutazione delle difficoltà o a una valutazione non corretta delle
proprie capacità. Proprio il tema del meteo è stato al centro dell’intervento di Stefano Zanini, responsabile del Centro regionale Sud di MeteoSvizzera. «In montagna, come sappiamo, il tempo può cambiare molto rapidamente e oltre a questo il Ticino registra un numero di fulmini nettamente superiori rispetto a tutte le regioni svizzere. Il meteo, dunque, non è solo previsione ma anche prevenzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 del Corriere del Ticino

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‘Inci­denti con­te­nuti, ma non si abbassi la guar­dia’
Mon­ta­gne, laghi e fiumi sono sem­pre più fre­quen­tati. Cio­no­stante il numero di inci­denti gravi e mor­tali è rima­sto con­te­nuto. È in que­sto dato che il Dipar­ti­mento isti­tu­zioni trova con­ferma dell’effi­ca­cia e dell’impor­tanza delle atti­vità di sen­si­bi­liz­za­zione. Un impe­gno, fa sapere il Di in una nota, che si rin­nova anche nel 2026 con una nuova imma­gine coor­di­nata delle cam­pa­gne ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure’ e con mes­saggi aggior­nati per rispon­dere alle nuove moda­lità di frui­zione del ter­ri­to­rio.
“Il Ticino – si legge dun­que nel comu­ni­cato – attira ogni anno un numero cre­scente di visi­ta­tori, in estate come in inverno. Una fre­quen­ta­zione più intensa di laghi, fiumi, piscine e mon­ta­gne comporta ine­vi­ta­bil­mente una mag­giore espo­si­zione ai rischi”. In que­sto con­te­sto, riven­dica il Di, “man­te­nere sta­bili i dati rela­tivi agli inci­denti rap­pre­senta un risul­tato signi­fi­ca­tivo che con­ferma l’impor­tanza del lavoro svolto dalle Com­mis­sioni con­sul­tive dei pro­getti ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure'”, coor­di­nati dallo stesso Dipar­ti­mento. Al con­tempo, evi­den­zia, que­sto risul­tato non deve indurre ad abbas­sare la guar­dia. Tant’è che con­ti­nuare a inve­stire nell’infor­ma­zione e nella sicu­rezza rimane una prio­rità, come sot­to­li­nea il diret­tore del Di Nor­man Gobbi, citato nella nota: “I risul­tati rag­giunti dimo­strano che la pre­ven­zione fun­ziona quando isti­tu­zioni, pro­fes­sio­ni­sti e cit­ta­dini con­di­vi­dono lo stesso obiet­tivo. Die­tro que­sti numeri vi è un impor­tante lavoro di coor­di­na­mento, for­ma­zione e sen­si­bi­liz­za­zione che con­tri­bui­sce con­cre­ta­mente a sal­vare vite umane”.
Come detto, le due cam­pa­gne di pre­ven­zione sono state rin­no­vate dal Di anche per quest’anno e, oltre alle nuove imma­gini, sono stati aggior­nati anche gli slo­gan: “Non tutti i tuffi fini­scono con un sor­riso” per ‘Acque sicure’ e “Ogni passo merita rispetto” per ‘Mon­ta­gne sicure’. Pur rivol­gen­dosi a con­te­sti dif­fe­renti, pre­cisa il Dipar­ti­mento, entrambe le cam­pa­gne per­se­guono gli stessi obiet­tivi: aumen­tare la con­sa­pe­vo­lezza dei rischi, pro­muo­vere com­por­ta­menti pru­denti e for­nire infor­ma­zioni utili a resi­denti e visi­ta­tori.
Per quanto con­cerne la cam­pa­gna ‘Acque sicure’, il Di mette in guar­dia su laghi e fiumi che “pos­sono pre­sen­tare peri­coli spesso sot­to­va­lu­tati. Tuffi in acque tor­bide, cor­renti improv­vise, balneazione in zone non sor­ve­gliate o l’uti­lizzo impru­dente di stand up paddle e canoe senza ade­guati dispo­si­tivi di sicu­rezza pos­sono avere con­se­guenze molto gravi”. Sul fronte della pre­ven­zione, è con­fer­mato il ser­vi­zio di pat­tu­glia­mento lungo i fiumi Mag­gia e Ver­za­sca e nella zona della foce del Cas­sa­rate in col­la­bo­ra­zione con la Città di Lugano. Con­ti­nuerà anche la col­la­bo­ra­zione con le aziende idroe­let­tri­che per la gestione dell’info­line dedi­cata ai tor­ren­ti­sti. Rispetto invece a ‘Mon­ta­gne sicure’, nella nota si evi­den­zia come la mon­ta­gna richieda “pre­pa­ra­zione e con­sa­pe­vo­lezza. Escur­sioni non ade­gua­ta­mente pia­ni­fi­cate, con­di­zioni meteo­ro­lo­gi­che impre­ve­di­bili, per­corsi al di sopra delle pro­prie capa­cità e attrez­za­tura ina­de­guata figu­rano tra le prin­ci­pali cause di inci­dente”. Gobbi, sem­pre citato nel comu­ni­cato, rimarca inol­tre che “l’aggior­na­mento delle cam­pa­gne è il risul­tato di un per­corso di miglio­ra­mento con­ti­nuo che ci per­mette di adat­tare i mes­saggi alle nuove esi­genze del ter­ri­to­rio e ai cam­bia­menti nelle moda­lità di frui­zione della natura”.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 de LaRegione

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Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso
https://www.tio.ch/ticino/attualita/1932404/non-tutti-i-tuffi-finiscono-con-un-sorriso

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Verso l’estate con Montagne ed Acque sicure, «necessario formare»
https://www.ticinonews.ch/ticino/verso-lestate-con-montagne-ed-acque-sicure-necessario-formare-436052

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Svago in sicurezza
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3822899
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 15 giugno 2026 de Il Quotidiano

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Le nuove campagne per acque e montagne sicure
https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Le-nuove-campagne-per-acque-e-montagne-sicure–3822422.html

Acque sicure e Montagne sicure: nuova immagine, stesso impegno

Acque sicure e Montagne sicure: nuova immagine, stesso impegno

Comunicato stampa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia e l’importanza delle attività di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle istituzioni, insieme ai numerosi partner coinvolti nelle campagne di prevenzione. A fronte di un numero sempre crescente di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Questo impegno si rinnova nel 2026 con una nuova immagine coordinata delle campagne Acque sicure e Montagne sicure e con messaggi aggiornati per rispondere alle nuove modalità di fruizione del territorio.

Il Ticino attira ogni anno un numero crescente di visitatori, in estate come in inverno. Una frequentazione più intensa di laghi, fiumi, piscine e montagne comporta inevitabilmente una maggiore esposizione ai rischi. In questo contesto, mantenere stabili i dati relativi agli incidenti rappresenta un risultato significativo che conferma l’importanza del lavoro svolto dalle Commissioni consultive dei progetti Acque sicure e Montagne sicure, coordinati dal Dipartimento delle istituzioni. Al tempo stesso, questo risultato non deve indurre ad abbassare la guardia. Continuare a investire nell’informazione e nella sicurezza rimane una priorità come sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni: “I risultati raggiunti dimostrano che la prevenzione funziona quando istituzioni, professionisti e cittadini condividono lo stesso obiettivo. Dietro questi numeri vi è un importante lavoro di coordinamento, formazione e sensibilizzazione che contribuisce concretamente a salvare vite umane”.

Una strategia condivisa per la sicurezza
Il Dipartimento delle istituzioni rinnova per il 2026 le campagne Acque sicure e Montagne sicure, che si presentano con una nuova immagine coordinata e due nuovi slogan: “Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso” per Acque sicure e “Ogni passo merita rispetto” per Montagne sicure. Pur rivolgendosi a contesti differenti, entrambe le campagne perseguono gli stessi obiettivi: aumentare la consapevolezza dei rischi, promuovere comportamenti prudenti e fornire informazioni utili a residenti e visitatori.

Acque sicure: “Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso”
Laghi e fiumi possono presentare pericoli spesso sottovalutati. Tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in zone non sorvegliate o l’utilizzo imprudente di stand up paddle e canoe senza adeguati dispositivi di sicurezza possono avere conseguenze molto gravi. Con il nuovo slogan, la campagna richiama l’attenzione sull’importanza della prudenza e della responsabilità personale. Il «tuffo» diventa il simbolo di ogni scelta compiuta nell’ambiente acquatico, ricordando che anche i momenti di svago richiedono consapevolezza e rispetto delle regole di sicurezza. Sul fronte della prevenzione, è confermato il servizio di pattugliamento lungo i fiumi Maggia e Verzasca e nella zona della foce del Cassarate in collaborazione con la Città di Lugano. Continuerà la collaborazione con le aziende idroelettriche per la gestione dell’infoline dedicata ai torrentisti.    

Montagne sicure: “Ogni passo merita rispetto”
La montagna affascina per la sua bellezza, ma richiede preparazione e consapevolezza. Escursioni non adeguatamente pianificate, condizioni meteorologiche imprevedibili, percorsi al di sopra delle proprie capacità e attrezzatura inadeguata figurano tra le principali cause di incidente. Con il nuovo slogan, la campagna invita ad affrontare l’ambiente montano con umiltà e senso di responsabilità. Il «passo» rappresenta ogni progressione sul territorio, a piedi, in bicicletta o attraverso altre attività outdoor, e richiama l’importanza di valutare attentamente i rischi e le proprie capacità.   Il Consigliere di Stato Norman Gobbi sottolinea inoltre: “L’aggiornamento delle campagne è il risultato di un percorso di miglioramento continuo che ci permette di adattare i messaggi alle nuove esigenze del territorio e ai cambiamenti nelle modalità di fruizione della natura”.

Una comunicazione capillare e multicanale
Per raggiungere il maggior numero possibile di persone, le campagne – realizzate prevalentemente nelle lingue nazionali e in inglese – saranno diffuse attraverso un piano di comunicazione integrato e multicanale che prevede affissioni, inserzioni sulla stampa, e-panel digitali e supporti informativi. La pianificazione comprende inoltre una presenza capillare sul territorio mediante installazioni e materiali informativi collocati in punti strategici, nonché la promozione attraverso il sito web e i canali social. Saranno attivate campagne radiofoniche e televisive, oltre all’organizzazione di momenti di sensibilizzazione sul territorio (tra cui quelli al Campo scout cantonale BeSTiale26) e alla partecipazione a eventi popolari sulle rive dei laghi e nelle località montane. L’obiettivo è garantire una presenza costante, riconoscibile ed efficace dei messaggi di prevenzione nei luoghi e nei momenti di maggiore affluenza.
Attraverso informazione, sensibilizzazione e presenza sul territorio, Acque sicure e Montagne sicure continueranno a promuovere una solida cultura della prevenzione, affinché laghi, fiumi e montagne possano essere vissuti da tutti con maggiore consapevolezza e sicurezza.
Gli aggiornamenti, il materiale informativo e i consigli pratici sono disponibili sui siti ufficiali www.montagnesicure.ch e www.acquesicure.ch, oppure sulle pagine Facebook e Instagram di @Ticinosicuro.

Gobbi: “Grazie per rendere il nostro Paese più sicuro”

Gobbi: “Grazie per rendere il nostro Paese più sicuro”

Airolo e Lugano: nuovi sottoufficiali e nuovi agenti, una scelta al servizio della collettività

In un contesto di crescenti tensioni internazionali, crisi geopolitiche e nuove sfide per la sicurezza, la decisione di mettersi al servizio della collettività assume un significato ancora più importante. La giornata di ieri ha offerto una testimonianza concreta di questo impegno: ad Airolo, con la cerimonia di promozione dei futuri quadri delle Scuole sanitarie 42, e a Lugano, con il giuramento dei nuovi agenti di Polizia, donne e uomini che hanno scelto di mettere le proprie competenze al servizio della collettività. « Dietro ogni uniforme ci sono persone che hanno deciso di assumersi responsabilità importanti. Che si tratti di militi del nostro esercito o di agenti di polizia, il loro impegno rappresenta un contributo concreto alla sicurezza e alla coesione del nostro Paese » ha sottolineato il Consigliere di Stato Norman Gobbi che ha preso parte ai due momenti.

Sono 78 i nuovi sergenti
Sabato mattina, nella Chiesa Parrocchiale di Airolo, si è svolta la cerimonia di promozione della Scuola sanitaria sottufficiali guidata dal Colonnello SMG Marcello Lesnini. Sono stati 78 i soldati promossi al grado di sergente: 55 provenienti dalla Svizzera tedesca, 16 dalla Romandia e 7 dal Ticino. Tra loro figurano 22 donne, di cui una ticinese. Si tratta di un comando che prepara specialisti chiamati a intervenire nei momenti di crisi e di emergenza, a sostegno della popolazione e delle strutture sanitarie. Nel suo intervento, Gobbi ha richiamato il dibattito in corso sul servizio civile, oggetto della votazione federale. “ Voi avete scelto la strada più impegnativa, quella che comporta maggiori responsabilità. Avete deciso di assumervi un compito che richiede disciplina, preparazione e disponibilità a intervenire quando il Paese lo richiede. È una scelta che testimonia senso civico e attaccamento alle istituzioni”. Il Consigliere di Stato ha ricordato l’esperienza vissuta durante la pandemia. “ Durante l’emergenza Covid il Ticino ha potuto contare sul contributo concreto e indispensabile da parte di un’unità sanitaria. Quando ospedali e strutture di cura erano sotto pressione, loro c’erano. Hanno fornito un sostegno essenziale al nostro sistema sanitario e alla popolazione. È in quei momenti che si comprende il valore di un’organizzazione strutturata composta da persone pronte a servire il proprio Paese”.

Al servizio della sicurezza in Ticino
Da Airolo ci spostiamo a Lugano dove nel pomeriggio il Consigliere di Stato ha portato il suo saluto alla Cerimonia di dichiarazione di fedeltà dei nuovi agenti di Polizia. Un momento solenne e carico di emozione, in cui 28 uomini e 8 donne hanno giurato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, entrando ufficialmente in servizio dopo due anni di intensa formazione. “ Da oggi – ha detto nel suo intervento Gobbi – sarete chiamati ad assumervi una responsabilità importante: essere presenti quando serve, intervenire nei momenti difficili e contribuire, con professionalità e dedizione, a mantenere quel bene prezioso che troppo spesso diamo per scontato: la sicurezza”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ricordato come, secondo un recente studio del Politecnico di Zurigo, il senso di sicurezza della popolazione svizzera ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent’anni. “ Le crisi internazionali non sono più lontane. Le seguiamo in tempo reale attraverso i media e i social network. In questo contesto il ruolo della polizia assume un’importanza ancora maggiore”.

Impegno per la comunità
Due cerimonie diverse, ma unite dallo stesso valore: la disponibilità a servire il proprio Paese. “ In tempi in cui prevalgono spesso gli interessi individuali, – conclude Gobbi – militi e agenti di polizia testimoniano ogni giorno che il bene comune merita ancora impegno, sacrificio e responsabilità. È anche grazie a loro se la Svizzera e il Ticino restano realtà sicure e preparate ad affrontare le sfide che verranno”.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 14 giugno 2026 de Il Mattino della domenica

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2024

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2024

Comunicato stampa

Ieri, sabato 13 giugno, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2024). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, ha sottolineato “come la sicurezza è uno dei pilastri su cui si fondano la qualità di vita e la prosperità del nostro Paese. È un bene impalpabile che spesso tendiamo a dare per scontato. Il mondo è cambiato. Le crisi internazionali non sono più distanti: le viviamo in tempo reale, sui nostri schermi, attraverso i media e i social network. La percezione della sicurezza della popolazione svizzera ha raggiunto, secondo un recente studio del Politecnico di Zurigo, il livello più basso degli ultimi vent’anni. In questo contesto il vostro ruolo di agenti di polizia assume un’importanza ancora maggiore. Con il vostro impegno contribuirete ogni giorno a rafforzare la fiducia della popolazione nelle istituzioni e nella capacità dello Stato di proteggere la comunità e il territorio. La sicurezza non è un concetto astratto: è ciò che permette alle persone di vivere serenamente, alle famiglie di guardare al futuro con fiducia e alle imprese di investire sul territorio. È un compito condiviso. Da oggi, una parte di questa responsabilità sarà anche nelle vostre mani“.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “svolgere la professione di agente di polizia va ben oltre il semplice indossare un’uniforme. Significa rappresentare concretamente i valori del servizio pubblico e della vicinanza ai cittadini. Nel corso della nostra attività siamo chiamati a intervenire quando altri non possono farlo, a proteggere chi si trova in situazioni di vulnerabilità e a garantire ascolto, comprensione e sostegno in ogni momento dell’anno, senza interruzioni. Oggi, non vi viene affidato soltanto un ruolo professionale, ma anche la fiducia della collettività. Una fiducia preziosa che dovrà essere meritata e preservata attraverso l’impegno quotidiano, la trasparenza e la disponibilità, anche nelle circostanze più impegnative”.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 36 neodiplomati e neodiplomate (19 della Polizia cantonale, 7 della Polizia cantonale Grigioni, 2 della Polizia città di Bellinzona, 3 della Polizia città di Locarno, 3 della Polizia città di Lugano, 1 della Polizia città di Mendrisio e 1 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

Ticino e Lombardia a confronto per affrontare le emergenze

Ticino e Lombardia a confronto per affrontare le emergenze

Incendi, alluvioni e grandi emergenze non conoscono confini: per questo motivo, le due regioni si sono ritrovate per due giorni di formazione congiunta – Un’occasione per confrontare procedure diverse, rafforzare la collaborazione e approfondire la conoscenza del modus operandi

Conoscersi. È questo il fulcro dei due giorni di attività formativa di gestione delle emergenze tra Ticino e Lombardia. Ad unire è l’obiettivo comune: intervenire prontamente e mettere in sicurezza. Ma, ci spiega il capo aggiunto della Sezione del militare e della protezione della popolazione, Michele Fattorini, il modus operandi è differente. «In Italia chi conduce eventi di questa natura è il corpo nazionale dei vigili del fuoco, quindi le forze dell’ordine», afferma Fattorini. «Chi interviene, la protezione civile, si interfaccia con unità di comando dei pompieri. Da noi, invece, è appannaggio della polizia cantonale. La difficoltà può quindi essere questa: io, abituato al sistema svizzero, mi reco in Italia e cerco di interfacciarmi con la polizia, ma in realtà dovrei interloquire con i pompieri e viceversa».

L’importanza della conoscenza
Una collaborazione che entra in gioco solamente in casi eccezionali, quando le forze sul campo non bastano più o quando toccano zone limitrofe, come nel caso dell’incendio avvenuto nel Gambarogno nel 2022, o nel 2016 con il caso Odescalchi. Eventi che hanno segnato e insegnato la collaborazione. «Cosa abbiamo imparato nel 2016? Proprio la differenza e la confusione di ruoli», afferma il funzionario Regione Lombardia Sicurezza e Protezione civile, Alberto Bruno. «Da allora, abbiamo portato avanti questo impiego congiunto e iniziato a lavorare per parlarci e conoscerci». E proprio per una conoscenza maggiore e approfondita, questa mattina agli enti italiani è stato presentato il piano di intervento messo in atto nella tragedia in Vallemaggia. Un caso che, per conformità di territorio ma anche ampiezza, non è nuovo alla vicina Italia, ma utile sempre in ottica di cooperazione.

https://www.ticinonews.ch/ticino/ticino-e-lombardia-a-confronto-per-affrontare-le-emergenze-435365

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La Protezione civile di Ticino e Lombardia in formazione
https://www.rsi.ch/play/tv/il-quotidiano/video/le-protezioni-civili-di-ticino-e-lombardia-in-formazione?urn=urn:rsi:video:3805955

 

Ticino e Lombardia: due giorni di formazione congiunta

Ticino e Lombardia: due giorni di formazione congiunta

Comunicato stampa

Una settantina di quadri, funzionari e ufficiali della Regione Lombardia si stanno formando presso il Centro cantonale d’istruzione della Protezione civile di Pollegio sul modello ticinese di gestione delle emergenze maggiori. Le due giornate, organizzate dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP) in collaborazione con la Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile di Milano, si inseriscono in un quadro consolidato di cooperazione transfrontaliera avviato nel 2016 sulla base della Convenzione bilaterale italo-svizzera del 1995.

Il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), saluta con piacere l’organizzazione e lo svolgimento di due giornate formative dedicate agli enti del Sistema di Protezione Civile della Regione Lombardia, incentrate sul modello ticinese di gestione delle emergenze maggiori.
Le due giornate, che si svolgono l’8 e l’11 giugno presso il Centro cantonale d’istruzione della Protezione civile di Pollegio, sono organizzate in collaborazione con la Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile di Milano e condotte dalla SMPP, e vedono la partecipazione di una settantina di quadri, funzionari e ufficiali deputati al coordinamento del soccorso pubblico e del Sistema di protezione civile lombardo.
Dal 2016 sono in corso pratiche comuni tra il Sistema di Protezione Civile della vicina Lombardia e il Sistema di Protezione della popolazione ticinese – in particolare tra la SMPP e l’Unità Organizzativa di Protezione Civile di Regione Lombardia, con le rispettive Prefetture confinanti di Como e Varese – con il coinvolgimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei servizi sanitari di AREU Lombardia (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e dei rispettivi partner della protezione della popolazione presenti sul territorio cantonale.
Una collaborazione che nel corso degli anni ha già trovato concreta applicazione in diverse situazioni di emergenza, tra cui la crisi dei migranti a Como nell’estate 2016 o il vasto incendio boschivo che si è sviluppato sul Monte Gambarogno a gennaio 2022. In entrambe le circostanze, i rapporti consolidati tra le autorità coinvolte hanno consentito uno scambio efficace di informazioni, competenze e risorse, confermando il valore strategico della cooperazione.
Tra le attività si ricorda inoltre il primo corso pilota Extra muro svolto in Lombardia nel 2024, ad Erba in provincia di Como, che ha visto un contingente di futuri Comandanti di compagnia della Protezione civile ticinese formarsi e confrontarsi con la controparte del sistema lombardo.
Queste iniziative si inseriscono nel quadro della Convenzione bilaterale stipulata tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera il 2 maggio 1995 e dei successivi protocolli d’intesa stipulati con le Prefetture di Como, Varese e Verbano Cusio Ossola, per la sponda piemontese di confine, negli anni 2016, 2022 e 2023. L’obiettivo è duplice: costruire una conoscenza reciproca approfondita dei rispettivi sistemi, e sviluppare la cooperazione in materia di previsione e prevenzione dei rischi maggiori, nonché di assistenza reciproca in caso di catastrofi naturali o antropiche.
In quest’ottica, è fondamentale garantire scambi regolari tra i soggetti che si troveranno a intervenire sul terreno e a coordinare squadre di soccorso, affinché conoscano preventivamente le procedure, le norme di ingaggio e le linee gerarchiche di comando e controllo su entrambi i lati del confine.

SÌ alla revisione della Legge sul servizio civile

SÌ alla revisione della Legge sul servizio civile

Tra pochi giorni la Svizzera sarà chiamata a decidere sulla revisione della Legge sul servizio civile.
Nella fase finale della campagna, la sinistra cerca di fare leva sullo spettro di una presunta «abolizione» del servizio civile. Ciò è semplicemente FALSO. La riforma garantisce il mantenimento del servizio civile, adeguandolo però nuovamente al suo scopo costituzionale.
Dall’introduzione del sistema della prova dell’atto nel 2009, il numero delle ammissioni è aumentato in modo considerevole. Questa riforma mira soprattutto a frenare questo aumento, poiché i passaggi dall’esercito al servizio civile sono diventati troppo numerosi. Le fondamenta del servizio civile rimarranno comunque invariate.

Basta al deflusso dall’esercito a spese dei contribuenti
Attualmente, i contribuenti investono milioni nella formazione dei militari che, successivamente, passano a migliaia al servizio civile. Che un «conflitto di coscienza» emerga improvvisamente dopo mesi o anni di servizio nella truppa appare poco credibile. La riforma elimina questa scappatoia e garantisce maggiore equità nei confronti delle soldatesse e dei soldati che svolgono il proprio servizio con senso del dovere.

Gli impieghi utili devono rimanere
I contrari fanno leva su scenari emotivi, sostenendo che senza i civilisti il sistema sanitario e assistenziale rischierebbe il collasso. Grazie alla verifica degli ambiti d’impiego, questi interventi essenziali continueranno ad essere garantiti.
In mezzo a tutte queste emozioni, si tende però a dimenticare un aspetto fondamentale: l’attuale situazione geopolitica richiede un esercito efficiente e pronto all’impiego. La sicurezza è uno dei compiti principali dello Stato.
Non bisogna mettere in contrapposizione i due sistemi.
• Con il mantenimento della base attuale, ogni anno migliaia di persone continueranno a essere soggette all’obbligo di prestare servizio civile.
• La sicurezza del Paese rimane garantita e non viene messa a rischio.

Mobilitare, mobilitare, mobilitare!
La campagna di votazione è ormai alle battute finali e ogni singolo voto può fare la differenza. Poiché il fronte di sinistra sarà fortemente mobilitato anche dalla votazione sull’iniziativa per la sostenibilità, dobbiamo impegnarci ancora di più per attivare la nostra base.
Motivate i vostri conoscenti, la vostra famiglia e i vostri amici a recarsi alle urne. Insieme possiamo dare un forte segnale a favore di un obbligo di servizio credibile e della sicurezza del nostro Paese: SÌ alla revisione della Legge sul servizio civile il 14 giugno!

Consigliere nazionale Reto Nause
Presidente Alleanza Sicurezza Svizzera