I patriziati ticinesi guardano al futuro

I patriziati ticinesi guardano al futuro

All’assemblea annuale spazio a digitalizzazione, investimenti sul territorio e coinvolgimento delle nuove generazioni – Riconfermato il presidente Tiziano Zanetti

“Stiamo guardando avanti in modo concreto”. È con questo messaggio che l’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) ha voluto presentare sabato a Cevio la propria visione del futuro durante l’assemblea annuale, che ha riunito i rappresentanti dei 198 patriziati del cantone.
L’incontro è stato segnato dal rinnovo parziale del Consiglio direttivo, dalla riconferma per i prossimi quattro anni del presidente Tiziano Zanetti e dal lancio del nuovo sito internet dell’associazione. Al centro della giornata c’è quindi stato soprattutto il tema della modernizzazione dei patriziati.
“Dobbiamo cominciare a parlare adesso dei patriziati moderni”, ha dichiarato Zanetti a SEIDISERA, spiegando che molti enti stanno investendo sempre di più sul territorio e aggiornando i propri strumenti amministrativi.
Tra le novità presentate figura anche GEREPA (Gestione Registro Patriziali), un nuovo applicativo per la gestione del registro patriziale, pensato per semplificare l’amministrazione dei circa 90’000 patrizi ticinesi. Uno strumento “atteso da dieci anni” che, secondo Zanetti, renderà la gestione “molto immediata e fruibile”.
Il presidente dell’ALPA ha inoltre respinto l’idea di patriziati legati soltanto al passato. “C’è il legame al territorio, al passato, alle nostre origini, certamente, ma stiamo guardando avanti in modo concreto”, ha affermato, ricordando gli investimenti realizzati negli ultimi anni e le collaborazioni con enti regionali, organizzazioni turistiche e Comuni.
Uno degli obiettivi dichiarati resta anche quello di coinvolgere maggiormente i giovani. Negli ultimi quattro anni, ha spiegato Zanetti, otto membri del Consiglio direttivo sono stati sostituiti con persone “giovani” e “motivate”.
“Sono sempre ottimista”, ha concluso il presidente dell’ALPA, parlando dello stato di salute dei patriziati ticinesi. Ma “si può ancora migliorare”.

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I temi più cari ai patriziati
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‘Dai Patriziati valore aggiunto incalcolabile’
All’assemblea dell’Alleanza patriziale ticinese, il presidente Tiziano Zanetti rivendica il ruolo dei patrizi ticinesi – Norman Gobbi: «Lupo, fare di più: il rischio di alpeggi abbandonati è reale».

«Il valore aggiunto che i Patriziati portano al Ticino è incalcolabile: la difesa delle tradizioni e la cura dei luoghi di montagna non sono solo atti di conservazione, ma creano un indotto turistico ed economico vitale per l’intero equilibrio regionale». E, ancora di più, «la nostra missione per i prossimi anni sarà quella di continuare a promuovere la modernizzazione tecnologica, l’abituale salvaguardia del territorio e l’ulteriore consolidamento del ruolo dei Patriziati nella società moderna coinvolgendo sempre più i giovani, trasformando l’amore per la propria terra in un impegno civile concreto e consapevole». Tiziano Zanetti, presidente dell’Alleanza patriziale ticinese riunitasi in assemblea a Cevio sabato, ha le idee in chiaro: 198 enti, con quasi 100mila patrizi ticinesi, hanno un ruolo «fondamentale» sotto vari aspetti.

Innovazione tecnologica
Per espletarlo al meglio, non mancano progressi tecnologici come il nuovo software ‘Gerepa’, «ideato per la tenuta dei registri ma che non è solo un aggiornamento tecnico, bensì una vera  rivoluzione che snellirà la burocrazia e le procedure interne. Consentirà un approccio semplice ed efficace a tutti i dati». Questo perché, riprende Zanetti nel suo discorso, «l’attività patriziale nel nostro cantone è poliedrica. Se la manutenzione del paesaggio resta il cuore pulsante del nostro mandato, i Patriziati si distinguono oggi come motori di cultura, didattica e turismo».

I progetti continuano
Dal punto di vista operativo e finanziario, il presidente Alpa riferisce che «spiccano progetti di ampio respiro come il recupero degli alpeggi e la tutela delle aree boschive, che testimoniano una programmazione lungimirante. Molte di queste opere sono state possibili grazie al sostegno del Fondo per la gestione del territorio o del Fondo di aiuto patriziale, ma è altrettanto significativo notare come molte amministrazioni abbiano agito in totale autonomia economica, attingendo a fondi propri». Infine, tra i temi più complessi affrontati dal Consiglio direttivo, e per  salvaguardare
l’economia alpestre», ovviamente c’è il lupo: «Occorre al più presto trovare una soluzione per limitare e gestire efficacemente la sua presenza che diventa sempre più preoccupante e invasiva».

Gobbi: ‘Custodi del territorio’
Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ricorda che i Patriziati sono «i custodi del territorio in un contesto sempre più complesso, segnato da eventi estremi e sfide che richiedono capacità di adattamento senza perdere il legame con le proprie radici». Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ammodernamento con il software ‘Gerepa’, Gobbi annota anche come «nel 2025 l’attività di sostegno del Cantone attraverso il Fondo di aiuto patriziale e il Fondo gestione territorio è ulteriormente cresciuta. Sono stati sostenuti 25 progetti tramite il Fap per un importo totale di oltre 1 milione di franchi, mentre l’Fgt ha finanziato 6 progetti per quasi 577mila franchi. Complessivamente, parliamo di sussidi per circa 1,6 milioni di franchi. Sono numeri che dimostrano due aspetti fondamentali: da una parte il dinamismo dei Patriziati, dall’altra la volontà concreta del Cantone di continuare a investire nella gestione e valorizzazione del territorio». Una combinazione che Gobbi definisce «efficace e proficua».

‘Per Blatten mobilitazione federale rapida, per la Vallemaggia no’
Perché «il nostro territorio negli ultimi anni è stato segnato da eventi estremi e il luogo dove ci troviamo (Cevio, ndr) ne è un esempio. L’alluvione ha scosso profondamente le comunità locali e causato ingenti danni anche a proprietà patriziali. Le tragedie hanno purtroppo mostrato anche un’altra realtà: non tutte le catastrofi sembrano ricevere la stessa attenzione da Berna». E Gobbi punta il dito, con assoluta determinazione: «In situazioni recenti come quella di Blatten la mobilitazione federale è stata rapida e immediata. Per la Vallemaggia e la Mesolcina, invece, la sensazione diffusa è stata quella di dover attendere più a lungo e lottare maggiormente per ottenere risposte». Ma in tutto questo, assicura, «il Cantone c’è e non farà mai mancare la propria presenza».

‘Tutelare la biodiversità non sia sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna’
Sulla gestione del lupo, Gobbi afferma che «la tutela della biodiversità non può tradursi in un sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna. Comprendo bene l’apprensione dei Patriziati e lo sconforto degli allevatori. Il rischio di un progressivo abbandono degli alpeggi è reale e avrebbe conseguenze profonde sul territorio. Perché senza agricoltura e allevamento non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo presidio del territorio, la valorizzazione del paesaggio, la cura dei pascoli e una parte importante dell’identità delle nostre valli». E l’auspicio è che arrivino «soluzioni per interventi più incisivi ed efficaci». Come noto, intanto, l’Ufficio caccia e pesca presenterà a breve una proposta che «prevede la creazione di un ristretto gruppo di cacciatori di fiducia, appositamente formati, che possano affiancare i guardiacaccia nell’esecuzione degli abbattimenti, senza essere vincolati ai periodi di caccia ordinari».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 maggio 2026 de La Regione

(Nella foto Tiziano Zanetti, Presidente ALPA)