I patriziati ticinesi guardano al futuro

I patriziati ticinesi guardano al futuro

All’assemblea annuale spazio a digitalizzazione, investimenti sul territorio e coinvolgimento delle nuove generazioni – Riconfermato il presidente Tiziano Zanetti

“Stiamo guardando avanti in modo concreto”. È con questo messaggio che l’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) ha voluto presentare sabato a Cevio la propria visione del futuro durante l’assemblea annuale, che ha riunito i rappresentanti dei 198 patriziati del cantone.
L’incontro è stato segnato dal rinnovo parziale del Consiglio direttivo, dalla riconferma per i prossimi quattro anni del presidente Tiziano Zanetti e dal lancio del nuovo sito internet dell’associazione. Al centro della giornata c’è quindi stato soprattutto il tema della modernizzazione dei patriziati.
“Dobbiamo cominciare a parlare adesso dei patriziati moderni”, ha dichiarato Zanetti a SEIDISERA, spiegando che molti enti stanno investendo sempre di più sul territorio e aggiornando i propri strumenti amministrativi.
Tra le novità presentate figura anche GEREPA (Gestione Registro Patriziali), un nuovo applicativo per la gestione del registro patriziale, pensato per semplificare l’amministrazione dei circa 90’000 patrizi ticinesi. Uno strumento “atteso da dieci anni” che, secondo Zanetti, renderà la gestione “molto immediata e fruibile”.
Il presidente dell’ALPA ha inoltre respinto l’idea di patriziati legati soltanto al passato. “C’è il legame al territorio, al passato, alle nostre origini, certamente, ma stiamo guardando avanti in modo concreto”, ha affermato, ricordando gli investimenti realizzati negli ultimi anni e le collaborazioni con enti regionali, organizzazioni turistiche e Comuni.
Uno degli obiettivi dichiarati resta anche quello di coinvolgere maggiormente i giovani. Negli ultimi quattro anni, ha spiegato Zanetti, otto membri del Consiglio direttivo sono stati sostituiti con persone “giovani” e “motivate”.
“Sono sempre ottimista”, ha concluso il presidente dell’ALPA, parlando dello stato di salute dei patriziati ticinesi. Ma “si può ancora migliorare”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/I-patriziati-ticinesi-guardano-al-futuro–3728424.html

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I temi più cari ai patriziati
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3727563

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‘Dai Patriziati valore aggiunto incalcolabile’
All’assemblea dell’Alleanza patriziale ticinese, il presidente Tiziano Zanetti rivendica il ruolo dei patrizi ticinesi – Norman Gobbi: «Lupo, fare di più: il rischio di alpeggi abbandonati è reale».

«Il valore aggiunto che i Patriziati portano al Ticino è incalcolabile: la difesa delle tradizioni e la cura dei luoghi di montagna non sono solo atti di conservazione, ma creano un indotto turistico ed economico vitale per l’intero equilibrio regionale». E, ancora di più, «la nostra missione per i prossimi anni sarà quella di continuare a promuovere la modernizzazione tecnologica, l’abituale salvaguardia del territorio e l’ulteriore consolidamento del ruolo dei Patriziati nella società moderna coinvolgendo sempre più i giovani, trasformando l’amore per la propria terra in un impegno civile concreto e consapevole». Tiziano Zanetti, presidente dell’Alleanza patriziale ticinese riunitasi in assemblea a Cevio sabato, ha le idee in chiaro: 198 enti, con quasi 100mila patrizi ticinesi, hanno un ruolo «fondamentale» sotto vari aspetti.

Innovazione tecnologica
Per espletarlo al meglio, non mancano progressi tecnologici come il nuovo software ‘Gerepa’, «ideato per la tenuta dei registri ma che non è solo un aggiornamento tecnico, bensì una vera  rivoluzione che snellirà la burocrazia e le procedure interne. Consentirà un approccio semplice ed efficace a tutti i dati». Questo perché, riprende Zanetti nel suo discorso, «l’attività patriziale nel nostro cantone è poliedrica. Se la manutenzione del paesaggio resta il cuore pulsante del nostro mandato, i Patriziati si distinguono oggi come motori di cultura, didattica e turismo».

I progetti continuano
Dal punto di vista operativo e finanziario, il presidente Alpa riferisce che «spiccano progetti di ampio respiro come il recupero degli alpeggi e la tutela delle aree boschive, che testimoniano una programmazione lungimirante. Molte di queste opere sono state possibili grazie al sostegno del Fondo per la gestione del territorio o del Fondo di aiuto patriziale, ma è altrettanto significativo notare come molte amministrazioni abbiano agito in totale autonomia economica, attingendo a fondi propri». Infine, tra i temi più complessi affrontati dal Consiglio direttivo, e per  salvaguardare
l’economia alpestre», ovviamente c’è il lupo: «Occorre al più presto trovare una soluzione per limitare e gestire efficacemente la sua presenza che diventa sempre più preoccupante e invasiva».

Gobbi: ‘Custodi del territorio’
Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ricorda che i Patriziati sono «i custodi del territorio in un contesto sempre più complesso, segnato da eventi estremi e sfide che richiedono capacità di adattamento senza perdere il legame con le proprie radici». Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ammodernamento con il software ‘Gerepa’, Gobbi annota anche come «nel 2025 l’attività di sostegno del Cantone attraverso il Fondo di aiuto patriziale e il Fondo gestione territorio è ulteriormente cresciuta. Sono stati sostenuti 25 progetti tramite il Fap per un importo totale di oltre 1 milione di franchi, mentre l’Fgt ha finanziato 6 progetti per quasi 577mila franchi. Complessivamente, parliamo di sussidi per circa 1,6 milioni di franchi. Sono numeri che dimostrano due aspetti fondamentali: da una parte il dinamismo dei Patriziati, dall’altra la volontà concreta del Cantone di continuare a investire nella gestione e valorizzazione del territorio». Una combinazione che Gobbi definisce «efficace e proficua».

‘Per Blatten mobilitazione federale rapida, per la Vallemaggia no’
Perché «il nostro territorio negli ultimi anni è stato segnato da eventi estremi e il luogo dove ci troviamo (Cevio, ndr) ne è un esempio. L’alluvione ha scosso profondamente le comunità locali e causato ingenti danni anche a proprietà patriziali. Le tragedie hanno purtroppo mostrato anche un’altra realtà: non tutte le catastrofi sembrano ricevere la stessa attenzione da Berna». E Gobbi punta il dito, con assoluta determinazione: «In situazioni recenti come quella di Blatten la mobilitazione federale è stata rapida e immediata. Per la Vallemaggia e la Mesolcina, invece, la sensazione diffusa è stata quella di dover attendere più a lungo e lottare maggiormente per ottenere risposte». Ma in tutto questo, assicura, «il Cantone c’è e non farà mai mancare la propria presenza».

‘Tutelare la biodiversità non sia sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna’
Sulla gestione del lupo, Gobbi afferma che «la tutela della biodiversità non può tradursi in un sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna. Comprendo bene l’apprensione dei Patriziati e lo sconforto degli allevatori. Il rischio di un progressivo abbandono degli alpeggi è reale e avrebbe conseguenze profonde sul territorio. Perché senza agricoltura e allevamento non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo presidio del territorio, la valorizzazione del paesaggio, la cura dei pascoli e una parte importante dell’identità delle nostre valli». E l’auspicio è che arrivino «soluzioni per interventi più incisivi ed efficaci». Come noto, intanto, l’Ufficio caccia e pesca presenterà a breve una proposta che «prevede la creazione di un ristretto gruppo di cacciatori di fiducia, appositamente formati, che possano affiancare i guardiacaccia nell’esecuzione degli abbattimenti, senza essere vincolati ai periodi di caccia ordinari».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 maggio 2026 de La Regione

(Nella foto Tiziano Zanetti, Presidente ALPA)

Le parole d’ordine sono ‘forza’ e ‘ingaggio’

Le parole d’ordine sono ‘forza’ e ‘ingaggio’

Sono «forza» e «ingaggio» le parole d’ordine usate dal presidente dell’Alleanza patriziale ticinese Tiziano Zanetti nell’assemblea di sabato a Olivone – Approvata una risoluzione sulle predazioni.

Sono «forza» e «ingaggio» le parole d’ordine usate dal presidente dell’Alleanza patriziale ticinese Tiziano Zanetti nel tornare, davanti all’assemblea dell’Alpa riunitasi sabato a Olivone, con la memoria agli ultimi dodici mesi. «Forza, perché sempre più gli Enti patriziali stanno rafforzando in modo determinante la loro presenza nella gestione territoriale», afferma infatti all’inizio del suo intervento Zanetti. Ma «forza» è uno dei sostantivi scelti perché se è necessaria «per assumere quel ruolo determinante di supporto agli altri Enti pubblici», porta però immediatamente alla seconda parola d’ordine: «Ingaggio, quello mostrato da tutti voi nella disponibilità nel mettersi in gioco per i prossimi quattro anni nella gestione dei rispettivi Enti». Guardando al futuro, Zanetti rimarca che «nella gestione di pascoli, boschi e alpeggi sarà necessaria una visione precisa, come anche promosso, richiesto e votato dal Gran Consiglio, di una strategia di gestione riguardante i grandi predatori, e in particolare del lupo».
Nel corso dei lavori assembleari, l’Alpa ha approvato anche una risoluzione che chiede di garantire gli investimenti effettuati, la sicurezza e la biodiversità sugli alpeggi. Nel testo, infatti, si legge come “l’attuale Ordinanza federale sulla caccia non tiene conto del declassamento della protezione del lupo nella Convenzione di Berna e non include misure efficaci per la tutela degli alpeggi e dei pascoli non ragionevolmente proteggibili; l’Ordinanza – viene ancora messo nero su bianco dall’Alpa – non fa distinzione tra greggi non protetti e non proteggibili. La presenza del lupo in Ticino con 5 branchi censiti, 6 coppie stanziali e almeno una decina di esemplari erranti non è assolutamente compatibile con un territorio antropizzato e dedito all’allevamento a pascolo libero”. Dalle ultime verifiche interne effettuate, “una cinquantina dei 145 alpeggi caricati a ovi-caprini sono stati abbandonati negli ultimi 12 anni. Ciò ha portato a conseguenze gravissime non solo per gli allevatori ma anche per i Patriziati, proprietari di gran parte delle strutture alpestri”.
Ciò detto, nella sua Risoluzione l’Alpa scrive: “Le Autorità e i Servizi cantonali competenti sono chiamati ad agire con estrema urgenza affinché tutti gli alpeggi, in particolare quelli non proteggibili, possano venire tutelati in maniera significativa. In particolare, si chiede la concessione immediata di procedure di abbattimento di esemplari problematici di lupi e la messa in opera di tiri o di battute di dissuasione, anche in considerazione dell’imminente stagione alpestre. Determinante, inoltre, l’eradicazione di branchi che predano prevalentemente sui nostri alpeggi”.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 giugno 2025 de La Regione

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L’urgenza per gli alpeggi: «Situazione fuori controllo»
L’assemblea ha approvato a Olivone una risoluzione che chiede l’abbattimento dei lupi più problematici e l’eradicazione dei branchi che predano sul territorio: «Bisogna intervenire».

«Le autorità e i servizi cantonali competenti sono chiamati ad agire con estrema urgenza affinché tutti gli alpeggi, in particolare quelli non proteggibili, possano venire tutelati in maniera significativa. In particolare, si chiede la concessione immediata di procedure di abbattimento di esemplari problematici di lupi e la messa in opera di tiri o di battute di dissuasione, anche in considerazione dell’imminente stagione alpestre. Determinante, inoltre, l’eradicazione di branchi che predano prevalentemente sui nostri alpeggi ». I delegati dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) hanno approvato sabato, nel corso dell’assemblea annuale di Olivone – presenti oltre 250 persone, in rappresentanza di 198 collettività -, tale risoluzione sulla protezione degli alpeggi. Il senso di tale risoluzione è ben riassunto dall’urgenza delle sue battute finali: «Bisogna intervenire al più presto per sanare una situazione che appare ormai fuori controllo».
La minaccia dei lupi, sì, ma anche tanto altro è emerso nel corso dell’assemblea. Nella sua relazione il presidente dell’ALPA, Tiziano Zanetti, ha sviluppato in effetti diversi temi, partendo da quanto promosso dall’associazione nel corso dell’anno passato, con particolare attenzione alle novità riguardanti il coinvolgimento dei giovani, che di fatto rappresentano il futuro dei patriziati. Zanetti ha parlato di un «grande lavoro di promozione verso i giovani». L’associazione ha proposto «quindici Centri d’interesse in tutto il Cantone dove oltre 4.000 giovani partecipanti ai Corsi organizzati dalla Fondazione Lingue e Sport seguiranno le attività di educazione ambientale con protagonisti e attori principali anche diversi rappresentanti dei Patriziati». Sempre sul lupo, Zanetti ha ricordato: «Fa parte del nostro mandato pubblico intervenire sugli stabili alpestri, mantenere pascoli, investire quindi milioni e milioni di franchi e anche indebitarsi per promuovere tutto questo, ma qui occorre poi un supporto preciso nel contenimento mirato di specie che stanno proliferando, in alcuni casi fuori controllo nel nostro Cantone. Confido, confidiamo, che tutti si rendano conto che occorre agire con grande determinazione al più presto in modo da non far diventare la situazione ancora più drammatica. Situazione che è già di per sé fragile, e questi ultimi aspetti non fanno altro che fragilizzarla ulteriormente».
Tra gli ospiti, anche il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, il quale ha voluto portare un messaggio di positività nonostante i problemi che attualmente affliggono alcune regioni, soprattutto in Vallese, senza dimenticare i recenti disastri avvenuti anche alle nostre latitudini. «È importante continuare a progettare e costruire il futuro con ottimismo e unità. Trasformazioni tecnologiche e sociali sono alle porte ed è importante continuare a lavorare insieme. In queste sfide anche gli enti patriziali giocheranno un ruolo importante» ha ricordato Gobbi, che poi ha pure presentato la nuova piattaforma GEREPA, per la gestione dei registri patriziali, che sarà a disposizione dei patriziati ticinesi entro fine anno. Tale piattaforma è considerata come uno strumento indispensabile per gestire in futuro i dati di tutti i patriziati ticinesi. Era presente anche il presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann, che dal canto suo ha ringraziato i presenti: «Voi siete i custodi della memoria e delle terre patriziali e anche protagonisti attivi nella valorizzazione del territorio, nella promozione della sostenibilità ambientale, e nella conservazione dell’identità culturale locale».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 giugno 2025 del Corriere del Ticino

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L’Alleanza Patriziale ticinese in assemblea
Oltre 250 partecipanti e nuove sfide tecnologiche all’Assemblea ALPA a Olivone, con focus su innovazione e gestione territoriale.

Alla presenza di oltre 250 presenti con 190 patriziati, 210 delegati e tutti gli ospiti rappresentanti dei Patriziati ticinesi si è tenuta presso il rinnovato Poli di Olivone l’annuale Assemblea dell’Alleanza Patriziale ticinese (ALPA).
Tra gli ospiti e gli invitati, a dare per primo il suo saluto è stato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, «che ha voluto portare un messaggio di positività nonostante i problemi che attualmente affliggono alcune regioni, soprattutto in Vallese, senza dimenticare i recenti disastri avvenuti anche alle nostre latitudini. È importante continuare a progettare e costruire il futuro con ottimismo e unità».
Trasformazioni tecnologiche e sociali sono alle porte ed è importante continuare a lavorare insieme. In queste sfide anche gli enti patriziali giocheranno un ruolo importante, ha ricordato Gobbi, così come sarà fondamentale continuare a fare rete e investire su progetti di sviluppo. Il Consigliere di Stato ha poi ringraziato chi, durante l’anno di rinnovo e di elezioni patriziali, si è messo a disposizione per gli enti patriziali nei consigli di amministrazione.
Il Consigliere di Stato ha presentato infine la nuova piattaforma GEREPA per la Gestione dei Registri Patriziali che sarà a disposizione dei Patriziati ticinesi entro fine anno. «Uno strumento essenziale e atteso da anni, che consentirà a tutte le Amministrazioni di gestire in modo moderno, efficace ed efficiente tutti i dati dei Patrizi ticinesi». Denis Vanbianchi, ha portato il suo saluto in qualità di Presidente del Patriziato locale, presentando il patriziato di Olivone, Campo e Largario, le attività di gestione territoriale e le strutture dell’ente proprietario di 6’288 ettari di territorio.
La Sindaca di Blenio, Claudia Boschetti Straub, ha ringraziato i presenti ricordando l’importante investimento fatto nel rinnovare la struttura del centro POLI e mettendo in luce le caratteristiche territoriali della Valle di Blenio, con le sue aziende agricole e i suoi alpeggi, senza dimenticare una delle caratteristiche più distintive della valle: la sua estensione con i 222 km² di territorio. Ha messo poi in luce l’ottima collaborazione con i Patriziati del comprensorio, portando la voce anche degli altri sindaci della Valle presenti, a tutto vantaggio della gestione territoriale e dell’intera comunità.
Il presidente del Gran Consiglio ticinese, Fabio Schnellmann, ha portato il suo saluto a tutti i presenti, assicurando che il Parlamento rimane attento e presente ai problemi e alle richieste degli enti patriziali ticinesi.
Vi è stato poi anche l’apprezzato intervento del rappresentante della Federazione Svizzera dei Patriziati (SVBK www.svbk.ch), Sandro Forster, che ha sottolineato gli ottimi rapporti con l’ALPA e l’importanza di condividere i temi centrali per la gestione territoriale, presentando anche la prossima Assemblea Federale che si terrà a Delémont nel 2026.
Nella sua relazione il Presidente dell’ALPA Tiziano Zanetti ha sviluppato diversi temi; tra questi tutto quanto promosso dall’ALPA nel corso dell’anno con particolare attenzione alle novità riguardanti l’informazione, il coinvolgimento dei giovani, le recenti elezioni patriziali cantonali, l’impegno degli Enti in ristrutturazioni, progetti innovativi ed eventi culturali, l’introduzione generalizzata (giunta quasi al termine) del nuovo modello contabile MCA2, la situazione drammatica che hanno vissuto gli Enti della Vallemaggia nel corso della passata estate, gli obiettivi strategici per il prossimo futuro, la gestione rinnovata della Rivista patriziale e la ricerca di nuovi abbonati (attualmente circa 3’000), la situazione attualizzata riguardante la gestione degli alpeggi in considerazione soprattutto degli enormi investimenti promossi dagli Enti patriziali negli ultimi anni e dalle minacce che incombono sul settore primario, dalla presenza del lupo, alla gestione dei capi di bestiame e alle direttive cantonali e federali.
Un ringraziamento particolare è stato espresso a Gianfranco Poli, da 40 anni segretario e contabile dell’Alleanza Patriziale Ticinese. Dopo la lettura della risoluzione “Garantiamo gli investimenti effettuati, la sicurezza e la biodiversità sui nostri alpeggi”, votata favorevolmente a maggioranza dalla sala, la parola è passata ai diversi rappresentanti ALPA nei vari organismi. 
 
 
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Abbattimenti e protezione degli alpeggi, priorità dei patriziati ticinesi
Quasi 200 patriziati ad Olivone per l’assemblea annuale dell’ALPA

La protezione degli alpeggi e degli animali al pascolo dalla minaccia dei lupi, ma anche il ricambio generazionale con cui deve confrontarsi l’istituzione: sono stati questi i temi principali discussi dall’ assemblea annuale dell’ ALPA (alleanza patriziale ticinese) che quest’anno si è tenuta ad Olivone. Organizzato dal patriziato locale, l’evento ha riunito oltre 250 persone in rappresentanza di quasi 200 collettività.
“Quando vediamo patriziati dinamici, i giovani arrivano”, ha detto il presidente Tiziano Zanetti, precisando però, intervistato dal Quotidiano, che non sempre questo avviene. E’ il caso allora di pensare a delle fusioni? “Noi non spingiamo, il Dipartimento non spinge, ma in caso di necessità potrebbe essere una soluzione”.
Anche Norman Gobbi ha preso parte all’evento, rimarcando l’importanza della collaborazione tra patriziati. “Sempre di più sono diventati enti pubblici che vogliono essere riconosciuti nell’ambito della gestione dei progetti e della collaborazione per la gestione del territorio”, constata il consigliere di Stato. Questo ruolo potrebbe essere importante perché “i pericoli naturali stanno aumentando e i lavori di premonizione devono essere fatti assieme”.
L’assemblea ha approvato una risoluzione sulla protezione degli alpeggi in cui si chiede maggiore flessibilità nell’abbattimento dei lupi più problematici e l’eradicazione dei gruppi che predano negli allevamenti ad alta quota.   

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Abbattimenti-e-protezione-degli-alpeggi-priorit%C3%A0-dei-patriziati-ticinesi–2870551.html

(Foto: Alpa)

Discorso pronunciato in occasione dell’Assemblea dell’Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA)

Discorso pronunciato in occasione dell’Assemblea dell’Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA)

25 maggio – Castel San Pietro

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori,
vi saluto a nome del Consiglio di Stato e personalmente in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni, ringraziandovi per l’invito a partecipare anche quest’anno alla vostra assemblea generale.
Sono felice di essere in un territorio molto fortunato. Da un lato un Comune attento alle proprie radici, pensando al recupero del complesso dei Cuntìtt, e ora fortunatissimo visto che può vantare uno dei moltiplicatori comunali più bassi del Cantone. Dall’altro perché il Patriziato di Castel San Pietro che ospita questa assemblea ha sempre avuto una grande progettualità fondata sulla tradizione, sulla cui importanza e sulla cui attività avrò modo di ritornare nel corso del mio intervento. Ringrazio pure gli altri Patriziati della Valle di Muggio che hanno partecipato a organizzare i lavori assembleari, con il pranzo e le visite guidate del pomeriggio: Morbio Superiore, Bruzella, Cabbio, Muggio.

Prendo spunto da un dato di fatto incontestabile: il Patriziato continua a rimanere un punto fermo nel quadro istituzionale ticinese e piace alla classe politica cantonale. Dico questo, forte del sostegno che la recente revisione parziale della Legge organica patriziale ha ottenuto davanti al Gran Consiglio. Modifiche legislative accolte all’unanimità dal Parlamento, segno che quanto viene portato avanti trova i favori e un convinto sostegno.

È un elemento non trascurabile su cui continuare a scrivere il nostro lavoro di valorizzazione dell’ente patriziale. Un risultato che ho accolto con grande soddisfazione, perché avvalora il percorso che in questi anni abbiamo compiuto assieme, tra l’Alleanza Patriziale e il mio Dipartimento, segnatamente la Sezione enti locali con il suo capo Marzio Della Santa e i suoi funzionari che più direttamente seguono la vita dei Patriziati.

Cito solo marginalmente i contenuti di questa revisione della LOP, essendovi ben noti. Un aspetto però deve essere sottolineato: questa revisione – oltre ad aver aggiornato tutta una serie di articoli rendendoli più conformi alla realtà odierna – ci ha stimolato a guardare oltre il momento contingente e a puntare verso obiettivi strategici che permettano di valorizzare ulteriormente il Patriziato nel nostro contesto cantonale, in modo che il Patriziato stesso continui a essere al passo con i tempi, al passo cioè con una realtà socio-economica, ma anche istituzionale, che si è modificata in modo sensibile.

Il Patriziato – lo voglio ribadire a chiare lettere – dovrà sempre mantenere le sue due caratteristiche che ne definiscono la natura stessa: avere cura e promuovere il territorio che ancestralmente è chiamato ad amministrare, ed essere custode nel solco della tradizione dell’identità e cultura locale. Avere quindi quel ruolo di vicinanza nei confronti dei cittadini di questo nostro magnifico Cantone che gli consenta di perpetuare l’anima ticinese, la radice ticinese, l’identità ticinese.

Ciò ha ancora più importanza proprio in questo momento storico, in cui mutano i confini giurisdizionali dei Comuni, come la realtà di Castel San Pietro ha già conosciuto. Il processo aggregativo può raggiungere i suoi obiettivi – e cioè portare vantaggi di carattere sociale ed economico ai residenti – solo se sappiamo mantenere e sviluppare sul territorio tutte le potenzialità presenti nelle nostre comunità. Il Patriziato – potendo offrire un valore identitario imprescindibile – rappresenta dunque un elemento di forza. Per questo va sostenuto; per questo va valorizzato.

Assodato questo concetto centrale, giocoforza avere una strategia rivolta al futuro che ci consenta di raggiungere tale obiettivo. Lo studio strategico avviato in questi mesi, per il quale sono state organizzate proprio nelle scorse settimane tre serate di presentazione e di condivisione sulle modalità d’esecuzione alla presenza di Victoria Franchi, collaboratrice scientifica e capo progetto di questo studio, è la risposta concreta di questa nostra volontà.

Dico nostra, intendendo quella dei Patriziati – e per essi questa vostra assemblea – assieme al Dipartimento e i suoi funzionari, con il supporto generoso di BancaStato. La parola collaborazione ha sempre contraddistinto i rapporti tra l’ALPA e il Dipartimento delle istituzioni. Abbiamo operato assieme su tutti i fronti che toccano l’attività patriziale. I risultati ottenuti sono sempre stati ottimi. E sono più che sicuro che questo spirito collaborativo proseguirà anche in futuro, grazie all’affinità che abbiamo sul valore, sull’importanza e sulle potenzialità dei Patriziati.
Assieme al vostro Presidente e il vostro Consiglio direttivo vi chiedo di seguirci dunque su questa strada che ci porterà verso una definizione sempre più moderna del ruolo del Patriziato, fermo restando le osservazioni che ho fatto poc’anzi.

Sarà un processo che non si concretizzerà dall’oggi al domani. Analogamente a quanto facciamo con i Comuni, grazie al progetto di riforma Ticino 2020, così vogliamo fare con i Patriziati. Anzi: per noi l’orizzonte è ancora più importante.
Vogliamo immaginare il Patriziato del 2030 nella convinzione che il Patriziato ha un futuro. Deve avere un futuro per il bene della collettività ticinese!

Ricordo gli effetti positivi che lo studio avviato nel 2009 ebbe sui Patriziati.Quello studio portò come principale innovazione l’istituzione di un secondo fondo a sostegno della vostra attività. Con la revisione parziale della Legge organica patriziale approvata dal Gran Consiglio il 13 febbraio 2012 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2013 il Fondo per la gestione del territorio ha promosso interventi di gestione e manutenzione del territorio e dei suoi beni, in collaborazione tra enti patriziali e comunali.
Analogamente – se tanto mi dà tanto – auspico che pure questo nuovo studio strategico possa portarci a introdurre nuovi e adeguati strumenti per migliorare l’impatto positivo dei Patriziati sul tessuto sociale ed economico del Ticino.

Certo, in primo luogo si tratterà sempre di continuare a sostenere e accompagnare il Patriziato, sia per quanto riguarda la gestione- e qui penso all’introduzione del nuovo modello di contabilità, oppure al registro dei nomi . Ma allo stesso tempo dobbiamo essere aperti alle nuove sfide e alle nuove opportunità.

All’inizio di questo mio intervento avevo promesso di ritornare sul Patriziato di Castel San Pietro che ci ospita per questa assemblea. Proprio mercoledì scorso la commissione del Fondo per la gestione del territorio e del Fondo di aiuto patriziale si è riunita ad Arzo. Una riunione extra muros in un luogo che è testimonianza di intraprendenza da parte del locale Patriziato, in grado di valorizzare il proprio patrimonio con un intervento di carattere turistico-ricreativo e culturale sulle cave di Arzo, divenute grazie al Patriziato – e faccio i complimenti in primo luogo al presidente Aldo Allio – un luogo di incontri e un’attrattiva che sostiene il turismo locale. Ma torniamo alla riunione di mercoledì: la commissione ha accordato il sostegno su un credito di 1 milione e 600 mila franchi per la ristrutturazione completa dell’Alpe Caviano, che sarà inserita nel progetto di “albergo diffuso”. Un progetto che dovrà aumentare l’attrattiva turistica della Valle di Muggio e dell’intera zona del Monte Generoso.

Ecco: Castel San Pietro, così come Arzo, sono due esempi – non certo gli unici – di una interpretazione in chiave moderna del ruolo e dell’attività del Patriziato. Un ruolo nuovo dei Patriziati, mantenendo inalterata la loro funzione di cellula identitaria fondamentale e garante del vasto territorio sotto la sua protezione.

Lunga vita ai patriziati e ai patrizi ticinesi.