Risorse finanziarie solide per i Comuni delle valli

Risorse finanziarie solide per i Comuni delle valli

Dalla Voce di Blenio | di Norman Gobbi, Consigliere di Stato, Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Nella scorsa edizione della “Voce di Blenio” Tarcisio Cima, già capo dell’allora Ufficio delle regioni di montagna e quindi profondo conoscitore delle realtà delle nostre regioni, solleva la questione dei canoni d’acqua, e meglio del rischio di un netto ridimensionamento degli stessi, così come in discussione a livello federale. Cima riconosce, correttamente, “l’imbarazzo” della classe politica ticinese, combattuta tra il difendere un importante introito per il Cantone – e parzialmente per i Comuni – e la necessità di salvare la stabilità finanziaria delle Aziende idroelettriche e la loro capacità di mantenere e sviluppare gli impianti di produzione di energia. Queste ultime sono infatti un gioiello strategico non indifferente per il Ticino, oltre ad essere già oggi importanti attori economici e preziosi datori di lavoro nelle regioni di montagna.

Non è mia intenzione entrare in questo scritto nelle riflessioni sui canoni d’acqua, in quanto non di mia stretta competenza e ritenuto che, assieme ai colleghi del Consiglio di Stato, faremo tutto quanto in nostro potere per difendere gli interessi ticinesi.

Desidero invece ritornare sulla questione che più tocca i Comuni di montagna ticinesi. Secondo la Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI), ai canoni d’acqua è legato l’importo che il Cantone devolve a titolo di Contributo ricorrente per gli oneri derivanti dalla localizzazione geografica (che noi chiamiamo contributo “LocGeo”), nella misura in cui quest’ultimo equivale ben al 30% dei canoni incassati dal Cantone.

Cima definisce “improvvida e poco lungimirante” la decisione, risalente al 2010, di abbandonare la “Iniziativa di Frasco” e legare il contributo LocGeo all’ammontare dei canoni d’acqua, sia perché ciò avrebbe “scippato” una ventina di milioni all’anno ai comuni di montagna, sia poiché ora questi corrono il rischio di vedersi ridurre pesantemente il suddetto contributo.

Certo, col senno di poi lo si può ammettere.

Come lo stesso Cima scrive, va però ricordato che l’attuale impostazione è frutto di un compromesso con i fautori della “Iniziativa per la ripartizione dei canoni d’acqua tra Cantone, Comuni e Patriziati”, conosciuta appunto come “Iniziativa di Frasco”. Questa chiedeva di ripartire i canoni d’acqua in ragione del 30% al Cantone, del 5% ai Patriziati e del restante 65% ai Comuni: a tutti i comuni indiscriminatamente, in funzione della loro superficie. Quale sarebbe stato l’esito della votazione popolare sull’iniziativa se questa non fosse stata ritirata non possiamo saperlo, ma è ovvio che i Comuni correvano il rischio di restare con un pugno di mosche in mano.
Di sicuro, grazie al controprogetto indiretto deciso dal Gran Consiglio (che ha portato al ritiro dell’iniziativa), i Comuni delle valli hanno visto più che triplicare il contributo LocGeo, passato dai circa 5 Mio di allora, agli attuali 16.4 Mio (da notare che questi stessi comuni, fosse stata accettata l’iniziativa, riceverebbero oggi circa 27 Mio).

Questa iniezione di risorse, unitamente (in alcuni casi) ai risanamenti erogati in occasione delle aggregazioni, ha permesso un generale e netto miglioramento della situazione finanziaria dei Comuni valligiani, che hanno potuto in diversi casi ridurre i moltiplicatori di imposta, fino a quel tempo storicamente ancorati al 100%, pur mantenendo una buona capacità di fornire servizi e realizzare investimenti. Certo, si può sempre fare meglio, ma la soluzione trovata – sebbene complessivamente più modesta rispetto all’iniziativa – ha avuto il pregio di indirizzare in modo più mirato nuove risorse ai Comuni delle valli.

Ora rimane il problema delle conseguenze della riduzione prospettata dei canoni d’acqua sui Comuni. Da parte mia sono perfettamente cosciente di ciò che significa, e farò il possibile – assieme ai miei colleghi in Consiglio di Stato – per trovare una soluzione che mantenga l’attuale livello di risorse nelle zone periferiche, così come auspicato anche da Tarcisio Cima. Sono convinto che la risposta concreta, nell’ottica di una revisione generale del sistema di perequazione intercomunale, sarà uno dei risultati della discussione in atto tra Cantone e Comuni nel progetto Ticino 2020 (www.ti.ch/ticino2020). Infatti, le valli e i nostri Comuni di montagna anche in futuro avranno bisogno delle importanti risorse che oggi la LocGeo mantiene sul territorio di produzione idroelettrica.

Articolo: http://www.vocediblenio.ch/archivio.php

L’asta delle targhe piace (molto) anche online

L’asta delle targhe piace (molto) anche online

Da Ticinonline | Sono già diverse le offerte per i cinque cimeli proposti. Il prezzo della TI 888.888 è già schizzato a 12’000 franchi. Ambite pure la TI 94 e la TI 353. Sito in tilt per un breve periodo

BELLINZONA – Gli appassionati ticinesi delle targhe con numeri particolari hanno vissuto ieri la loro ultima asta tradizionale. Un commiato con il botto visto che la targa TI 9 è stata venduta al prezzo di 80’000 franchi e che le entrate totali, che andranno a finanziare i programmi di prevenzione “Strade sicure” e “Acque sicure”, si attestano a 313’900 franchi.

«Piccolo problema tecnico» – Da oggi le offerte potranno essere fatte solo online sul sito della sezione della circolazione. Sito che questa mattina è già stato preso d’assalto da numerosi entusiasti acquirenti, che da un lato hanno fatto schizzare diverse targhe sopra i diecimila franchi, mentre dall’altro potrebbero aver contribuito a mandare in panne la pagina dell’asta online per un breve periodo. «Abbiamo avuto un problema tecnico che è stato risolto», ci fanno sapere da Camorino.

TI 888.888 con il botto – Tornando alle cifre, il prezzo della TI 888.888, la targa con il numero più alto nel Cantone che partiva da una base di 5.000, è già schizzato a 12.000 franchi dopo poche ore dall’apertura dell’asta online. Molto ricercate pure la TI 94 partita da 4’000 e che dopo 16 rilanci ha già toccato quota 11’200 e la TI 353 messa a 3’000 franchi e che a seguito di 8 rilanci ora si trova a 11’000.

Ancora 17 giorni – Chi volesse aggiudicarsi una delle cinque targhe – oltre alle tre menzionate ci sono pure la TI 3545 (momentaneamente a 6’000 franchi) e la TI 4986 (momentaneamente a 5’000) – ha ancora 17 giorni di tempo per proporre la propria offerta. Ma attenzione perché gli interessati a questi cinque cimeli sono già molti e il valore delle targhe potrebbe raggiungere cifre record.

http://www.tio.ch/news/ticino/attualita/1143796/l-asta-delle-targhe-piace–molto–anche-online

Ultima asta delle targhe: 313’900 franchi raccolti per la prevenzione

Ultima asta delle targhe: 313’900 franchi raccolti per la prevenzione

Comunicato stampa del Diparitmento delle istituzioni | L’edizione 2017 dell’asta di targhe ticinesi per autoveicoli e motoveicoli – l’ultima,prima del passaggio sul web – ha permesso di raccogliere 313’900 franchi a favore dei programmi di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure». Durante la serata-evento organizzata a Camorino, la targa per autoveicoli TI 9 è stata aggiudicata per 80’000 franchi, mentre fra i motoveicoli il pezzo più ambito è risultato la TI 555, che ha attirato un’offerta finale da 6’000 franchi. È stata inoltre aperta l’asta via internet per le targhe TI 888’888 e TI 94, sulla nuova pagina www.ti.ch/asta-targhe.

L’evento organizzato nello Stabile collaudi della Sezione della circolazione si è aperto con un benvenuto da parte del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi che ha poi passato la parola ai due animatori: la giornalista RSI e speaker Rosy Nervi e il Pilota ticinese Joel Camathias. Il numeroso pubblico intervenuto ha potuto assistere a uno spettacolo appassionante, conclusosi con un bilancio molto positivo. Sono stati infatti battuti 20 numeri di targa per automobili e 8 per motoveicoli, per un incasso complessivo di 313’900 franchi, che saranno destinati ai programmi di prevenzione organizzati dal Dipartimento delle istituzioni.

Come previsto, la targa per autoveicoli che ha riscosso il maggiore successo è stata la TI 9 venduta per 80’000 franchi e battuta dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Insieme al pregiato numero, all’acquirente è stato regalato il casco utilizzato lo scorso anno da Joel Camathias nelle gare automobilistiche, che il pilota ticinese ha gentilmente messo a disposizione. Fra gli altri lotti, i più apprezzati sono risultati le targhe per autoveicoli TI 29 venduta a 30’000 franchi e la TI 101 a 26’000 franchi. Fra le targhe per motoveicoli, il primato è andato alla TI 555 venduta per 6’000 franchi, seguita da TI 44 per 5’500 franchi.

Durante la serata è stato infine presentato e lanciato il nuovo sistema di aste online, con l’offerta fra l’altro dei numeri – TI 94 e TI 888’888 – per i quali i rilanci potranno essere presentati fino a domenica 21 maggio; gli importi di partenza sono fissati a 5’000 franchi per la TI 888’888 e a 4’000 franchi per la TI 94.

Il Dipartimento delle istituzioni esprime grande soddisfazione per l’esito dell’evento e ringrazia tutti i partecipanti e il pubblico, la Sezione della circolazione, gli animatori e l’ufficiale Fernando Piccirilli.

Nomina del Capo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Nomina del Capo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha nominato Silvia Marconcini quale nuova capoufficio all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia in sostituzione di Tiziano Schira prossimo al pensionamento. La signora Marconcini sarà la decima funzionaria dirigente donna del Dipartimento delle istituzioni; un dato che riflette l’impegno della Direzione dipartimentale nel rispettare le pari opportunità.

Silvia Marconcini, attinente di Morbio Inferiore e domiciliata a Breggia, è attualmente responsabile «Parts contratti e nuovi lanci» presso la CNHI International SA, azienda con sede a Paradiso. Classe 1966, madre di un figlio, dopo la scuola di commercio, si è diplomata presso la Scuola alberghiera Svizzera di Lucerna. Le esperienze professionali successive, l’hanno tuttavia portata sin da subito a confrontarsi con società di trading attive in campo internazionale all’interno delle quali ha consolidato le proprie competenze fino ad assumere negli anni novanta, vari ruoli di responsabilità. Accanto all’attività lavorativa, essa ha seguito varie formazioni continue, tra cui un executive master specifico per il settore industriale “Operations & Supply-Chain Management”, volto in particolare ad accrescere le competenze e gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Negli anni, la Signora Marconcini ha quindi maturato una solida esperienza nel settore contabile-finanziario e pure nella conduzione del personale, acquisendo altresì importanti competenze nell’ambito della procedura di incasso.

In qualità di responsabile dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, avrà il compito di garantire le attività di incasso delle multe, delle pene pecuniarie, delle tasse e delle spese giudiziarie emesse dalle Autorità giudiziarie civili e penali, come pure assicurare l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva per le multe amministrative di altri Cantoni, per le multe militari e per le multe doganali, oltre che provvedere al recupero dell’assistenza giudiziaria concessa ai cittadini. Nell’ottica di un rafforzamento e miglioramento costante dell’attività svolta dall’Ufficio, essa si occuperà inoltre della riorganizzazione dello stesso in vista anche del suo trasferimento logistico a Bellinzona, una riorganizzazione che permetterà di valorizzare il ruolo quale punto di riferimento per la contabilità e la gestione finanziaria delle autorità giudiziarie, d’intesa con la Direzione della Divisione della giustizia.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere un sentito ringraziamento a Tiziano Schira per l’apprezzato impegno durante la sua pluriennale esperienza all’interno dell’Amministrazione cantonale, in particolare nella creazione nel gennaio 2007 dapprima del Servizio incassi dell’allora Sezione esecuzione pene e misure della Divisione della giustizia, divenuto nel 2011 Ufficio dell’incasso e delle pene

Ultima asta delle targhe: resi pubblici i numeri di targa disponibili

Ultima asta delle targhe: resi pubblici i numeri di targa disponibili

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni ricorda che la prossima asta di targhe ticinesi per autoveicoli e motoveicoli – l’ultima prima del passaggio sul web – si svolgerà mercoledì 3 maggio, a partire dalle 18.00, nello Stabile collaudi della Sezione della circolazione a Camorino. Durante la serata sarà messo all’asta il numero 9 e sarà presentata anche la pagina internet che permetterà in futuro ai conducenti ticinesi di acquistare su internet i numeri di targa, e saranno aperte le prime due aste online per le targhe 94 e 888’888, il più alto numero oggi a disposizione nel Cantone.

L’evento del 3 maggio – che sarà introdotto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e animato dalla giornalista RSI e speaker Rosy Nervi e dal Pilota ticinese Joel Camathias – prevede l’aggiudicazione di 20 numeri di targa per automobili e 8 per motoveicoli: il pezzo forte, fra quelli messi a disposizione dei conducenti ticinesi, sarà sicuramente la targa numero 9, finora riservata alle automobili dello Stato. Il ricavato permetterà di sostenere i programmi di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure», che saranno presentati dalla responsabile Fabienne Bonzanigo.

I numeri che saranno messi all’asta – pubblicati sul sito internet del Cantone, alla pagina http://www.ti.ch/circolazione sul Foglio ufficiale di oggi – sono i seguenti:

Automobili: 9 – 29 – 101 – 332 – 565 – 651 – 882 – 955 – 1’779 – 3’310 – 6’661 – 7’704 – 7’774 – 8’334 – 44’111 – 33’332 – 222’000 – 222’222 – 290’000 – 277’777

Motoveicoli: 44 – 58 – 80 – 98 – 200- 555 – 800 – 996

L’ultima edizione dell’asta targhe era stata organizzata nel 2011, con l’aggiudicazione di 30 numeri per autoveicoli e un incasso totale di 631’500 franchi; per la prima volta erano inoltre stati offerti anche 25 numeri per i motoveicoli, che avevano permesso di incassare poco meno di centomila franchi (98’600). La targa per autoveicoli che aveva riscosso maggior successo, come noto, era stata la TI 10, venduta per la cifra record di 135’000 franchi. Le precedenti edizioni dell’asta targhe si erano svolte il 6 ottobre 1994 (50 targhe battute, incasso di 434’000 franchi), il 14 novembre 1995 (50 targhe, 279’300 franchi), il 29 novembre 1997 (46 targhe, 231’500 franchi), il 31 maggio 2001 (43 targhe, 406’300 franchi) e il 22 novembre 2005 (35 targhe, 261’500 franchi).

Pretura di Mendrisio Sud: designazione del Pretore supplente

Pretura di Mendrisio Sud: designazione del Pretore supplente

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Ieri pomeriggio il Dr. iur. Avv. Matteo Salvadè ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, assumendo, a contare dal 1. maggio 2017, la carica di Pretore supplente della giurisdizione di Mendrisio Sud. Attivo presso la Pretura di Mendrisio Sud in qualità di Segretario assessore, sostituirà temporaneamente il Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per malattia.

Classe 1985, il Dr. iur. Avv. Matteo Salvadè ha conseguito nel 2009 la Master in diritto all’Università di Friborgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2011. A partire dallo stesso anno ha svolto il ruolo di Segretario assessore nella Pretura di Mendrisio Sud, autorità giudiziaria in cui era già stato attivo alcuni mesi a fine 2010 come alunno giudiziario e all’interno della quale ha potuto compiere in questi anni un arricchente percorso di crescita sia a livello lavorativo che personale. Lo scorso gennaio ha inoltre conseguito all’Università di Lucerna un dottorato in diritto con la tesi “Assunzione di prove a titolo cautelare in base al Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC)”.

Il Pretore supplente della giurisdizione di Mendrisio Sud assumerà la carica a contare dal 1. maggio 2017 in sostituzione del Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per malattia e al quale trasmettiamo i migliori auguri di pronta guarigione.

Alla cerimonia di giuramento hanno partecipato il Presidente del Governo Manuele Bertoli, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Werner Walser e la Pretore aggiunto della giurisdizione di Mendrisio Sud Roberta Zucca.

Il Dipartimento delle istituzioni rafforza la sua presenza sul web

Il Dipartimento delle istituzioni rafforza la sua presenza sul web

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni annuncia ulteriori miglioramenti e potenziamenti della propria offerta di servizi in formato digitale. A partire da oggi è infatti accessibile la nuova pagina web del settore esecuzione e fallimenti, riprogettata per offrire ai cittadini un numero accresciuto di contenuti informativi e prestazioni su internet.

La nuova pagina internet dedicata ai due servizi (www.ti.ch/uef) punta ad aumentare il grado di interazione e indica perciò fin dalla schermata di accoglienza tutti i servizi online dei quali gli utenti possono usufruire; i cittadini possono così trovare le informazioni di cui necessitano e ottenere aiuto per completare online una ampia gamma di procedure burocratiche. Ad esempio, quella per ottenere il certificato cantonale di esecuzione, che a partire dallo scorso anno, può essere richiesto anche in tutti gli uffici di esecuzione. Lo stesso, ricordiamo, è valido su tutto il territorio ticinese e indica l’insieme delle procedure esecutive in corso in tutti i Distretti. Una prima a livello svizzero, rivelatasi efficace per contrastare il cosiddetto fenomeno del “turismo dei debiti”, che anche altri Cantoni stanno implementando.

Altre importanti novità sull’offerta di servizi digitali del Dipartimento saranno pubblicate a breve e riguardano la possibilità di richiedere direttamente online alcuni documenti ufficiali, come gli Atti di Unione domestica registrata, matrimonio, morte, nascita e origine (anche internazionali), il Certificato dell’unione domestica registrata, quello di famiglia, il Certificato individuale di stato civile per svizzeri e il duplicato del Libretto di servizio militare. Prossimamente saranno inoltre pubblicati alcuni ulteriori servizi digitali a favore dei cittadini-utenti sulle pagine dell’Ufficio del registro di commercio.

Queste misure concretizzano la volontà del Dipartimento delle istituzioni, che ha promosso negli ultimi anni numerosi progetti per seguire le trasformazioni dei bisogni della cittadinanza e intende continuare a rendere più facile e immediato il rapporto tra lo Stato e i cittadini, offrendo in particolare sempre più servizi su internet.

Targhe messe all’asta, l’ultima volta e poi si cambia

Targhe messe all’asta, l’ultima volta e poi si cambia

Dal Giornale del Popolo | L’ultimo evento si terrà il prossimo 3 maggio – Poi sarà tutto online – Barboni: «La richiesta online delle targhe è un altro tassello che avvicina i cittadini ai servizi che offriamo».

Mercoledì 3 maggio, alle ore 18, sarà organizzata a Camorino – nello Stabile collaudi della Sezione della circolazione – l’ultima asta tradizionale per aggiudicarsi numeri di targa particolari per automobili e motoveicoli. Verrà poi attivato un nuovo sito di acquisto via internet, analogo a quello già introdotto con successo da altri Cantoni.

L’evento del 3 maggio prevede l’aggiudicazione di una serie di numeri di targa per automobili e per motoveicoli, il cui ricavato – come in passato – permetterà di sostenere i programmi di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure». La serata sarà introdotta dal consigliere di Stato Norman Gobbi e dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova insieme all’aggiunto caposezione Aldo Barboni, che passeranno poi la parola a due animatori d’eccezione: la giornalista e speaker RSI Rosy Nervi e il pilota ticinese Joel Camathias.

L’ultima asta tradizionale permetterà inoltre al Dipartimento delle istituzioni di presentare la nuova pagina internet attraverso la quale, in futuro, i conducenti ticinesi potranno acquistare numeri di targa di ogni tipo. Grazie a un nuovo sistema di aste online, il Cantone in futuro metterà inoltre a disposizione anche numeri particolari che via via dovessero diventare disponibili.

Le condizioni generali d’asta, i numeri disponibili e i prezzi di partenza saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito internet www. ti.ch/circolazione. Il programma dettagliato della serata sarà invece reso pubblico un paio di giorni prima dell’evento.

Come rileva Aldo Barboni (aggiunto e sostituto capo della Sezione della circolazione) «è l’ultima volta che si svolge un’asta del genere. Poi il tutto passerà sull’online. In sostanza ci sarà la possibilità, tutti i giorni, di prenotare targhe con numeri particolari. Alcune saranno anche messe all’asta. Inoltre nell’atrio dell’Ufficio immatricolazione sarà presente un PC nel quale il cittadino potrà consultare le targhe a disposizione».

Come ci ricorda lo stesso Barboni questo è un altro tassello della trasformazione che sta avvenendo all’interno della Sezione della circolazione e che prevede un maggior avvicinamento dei servizi offerti ai cittadini.

(Articolo di N.M.)

Braccialetto elettronico: dalla detenzione all’hooliganismo

Braccialetto elettronico: dalla detenzione all’hooliganismo

Dal Mattino della domenica | Il Dipartimento di Norman Gobbi attivo nella lotta contro il tifo violento

È appena finita la stagione di hockey, e da tifoso dell’Ambrì-Piotta posso dire che anche quest’anno ho potuto tirare un respiro di sollievo dopo la partita di giovedì scorso, che ha permesso alla squadra leventinese di conquistare la salvezza in Lega Nazionale A. Un risultato che si rivela fondamentale non solo a livello sportivo bensì anche per l’economia di tutta la regione. Il Ticino “hockeystico” potrà dunque vivere anche la prossima stagione i derby che appassionano l’intero Cantone e non solo. L’attività nelle piste di ghiaccio si congeda quindi per qualche mese, ma gli stadi di calcio si fanno sempre più affollati proprio in queste settimane nel culmine della stagione agonistica, complice il clima che si fa via via più mite.

Ma non è di sport che vi voglio parlare in questo mio contributo, bensì di quello che nello sport non dovrebbe esserci: la violenza sugli spalti e fuori da stadi di calcio e piste di ghiaccio. L’hooliganismo è purtroppo una realtà che resiste negli anni, e per la quale vengono applicate diverse misure di sicurezza. Come riporta la statistica annuale della Polizia cantonale, nel 2016 gli impieghi di Mantenimento ordine durante le partite sono stati 66, di cui 21 per il calcio e 45 per l’hockey, e hanno visto impegnati 2’801 agenti. Costo totale: circa 2.5 milioni di franchi. Quello della tifoseria violenta è un problema rilevante, e non solo per le casse cantonali, ma soprattutto per chi vorrebbe andare alla pista o allo stadio per passare una bella serata in compagnia, magari con la famiglia, all’insegna dello sport e del sano divertimento, senza trovarsi in mezzo a delle situazioni come minimo spiacevoli, se non di vero e proprio pericolo.

Come tenere lontani da questi luoghi quindi, chi ci va solo per cercare di rovinare il divertimento altrui, soprattutto se già conosciuto dalla Polizia? Con il mio Dipartimento stiamo attualmente lavorando per proporre una normativa cantonale per concretizzare l’utilizzo di braccialetti elettronici in ambiti come quello dell’hooliganismo.Questi dispositivi non sono nuovi alle nostre latitudini: in Ticino si utilizzano in realtà già da 18 anni negli arresti domiciliari, in quanto il nostro Cantone è inserito nel progetto pilota della Confederazione, assieme a Berna, Basilea Città, Basilea Campagna, Vaud, Ginevra e Soletta, per testate l’efficacia di questa modalità di esecuzione della pena. Dato il successo riscontrato, dal 1. gennaio 2018 diventerà una realtà a livello nazionale, ed entrerà a far parte del Codice penale svizzero.

La novità è che quest’anno in Ticino è entrata in funzione una nuova generazione di braccialetti, che permette la geolocalizzazione. Non si tratta più quindi di una tecnologia che rileva la distanza da un “modem” installato in casa, ma si tratta della tecnologia dell’azienda elvetica Geo-Satis, che permette di seguire gli spostamenti di chi indossa il dispositivo con un sistema simile alle nostre applicazioni per smartphone. Una novità che rende il suo utilizzo efficace non solo nell’ottica di assicurarsi che qualcuno non esca dalla propria abitazione, ma alfine di accertarsi che qualcuno non frequenti determinate aree, come quelle nei dintorni di stadi e piste di ghiaccio. Il braccialetto elettronico può diventare quindi un ottimo strumento per assicurare che chi ha già creato più volte problemi non si presenti a crearne ancora in occasione di altre partite: una modalità che permette di avere un miglior controllo e una garanzia più elevata che persone violente non mettano piede all’interno dell’area critica. Uno strumento importante dunque per accrescere la sicurezza dei nostri stadi e nelle nostre piste di ghiaccio, luoghi che devono rimanere di sano divertimento, innanzitutto per le famiglie e per i bambini.

Come alternativa alla detenzione, l’utilizzo di questo dispositivo in fase sperimentale nel nostro Cantone ha già dato i suoi frutti dal lato economico. In una situazione di sovraffollamento e di forte pressione delle nostre Strutture carcerarie, il braccialetto elettronico, al quale nel 2016 sono state sottoposte 20 persone, ha sgravato i carceri di 1’552 giornate di detenzione. Il calcolo è facile se pensiamo che il costo medio di una giornata di detenzione in carcere chiuso è di 300 franchi, con 8 franchi a carico del condannato, mentre il prezzo di un singolo braccialetto attualmente è di 18 franchi al giorno, con 10 franchi a carico del condannato. Una differenza importante che ha un impatto positivo sulle nostre finanze pubbliche.

Il Ticino è ancora una volta pioniere nell’ambito della sicurezza e laboratorio per la sperimentazione d’innovazione: una sperimentazione dalla quale tutta la Svizzera potrà trarre vantaggio, all’insegna di nuove modalità di detenzione alternativa, valide ed economiche, ma anche nella sperimentazione di nuove misure per la lotta all’hooliganismo, sfruttando le nuove tecnologie a favore della sicurezza di tutti i tifosi negli stadi di calcio e alle piste di ghiaccio, e di tutti i ticinesi amanti del vero sport!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Carceri sovraffollati: è necessario intervenire!

Carceri sovraffollati: è necessario intervenire!

Dal Mattino della Domenica | Presentato il bilancio di attività 2016 del Settore esecuzione pene e misure

“Se quel giorno avessimo dovuto incarcerare una persona in più, avremmo dovuto mettere un materasso per terra”. Un’affermazione di Stefano Laffranchini, Direttore delle strutture carcerarie, che ti mette davanti agli occhi, senza alcun filtro, la situazione che stanno vivendo i carceri ticinesi. Un’affermazione che deve aver reso bene l’idea, vedendo le facce sorprese dei giornalisti presenti alla conferenza stampa di lunedì, nella quale abbiamo presentato il bilancio 2016 del Settore esecuzione pene e misure, ovvero delle Strutture carcerarie cantonali (SCC) e dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (UAR).

Stefano Laffranchini si riferiva al picco registrato il 14 marzo scorso, di 261 incarcerazioni, quindi a una situazione dell’anno corrente. Ma la media nel bilancio 2016 non si discosta di molto da questo dato. 240 detenuti in media, ovvero 80 in più al giorno rispetto al 2011: questo coincide a uno sforzo esponenzialmente superiore, con ad esempio 500 accessi in più al mese per le visite da gestire, o 240 pasti in più al giorno da preparare, con effettivo immutato.
Un aumento che mette sotto pressione le guardie carcerarie, ma anche i collaboratori dell’UAR, il quale compito principale è far sì che dopo la scarcerazione, non ci sia la recidiva. Ad aggiungersi, per questi ultimi, ci sono inoltre nuovi compiti, come la gestione del braccialetto elettronico (per il quale siamo da una quindicina d’anni un Cantone pilota, ma che sarà ufficialmente introdotto nel 2018), la gestione del lavoro di pubblica utilità e la presa a carico degli autori di casi di violenza domestica.

L’UAR nel 2016 si è occupato di 787 persone in stato di carcerazione (733 uomini e 54 donne), di 153 in stato di libertà e di 81 casi di violenza domestica. Un lavoro che è importante per interrompere la catena “reato – incarcerazione – scarcerazione – recidiva”. L’obiettivo dell’esecuzione della pena dev’essere infatti quello di “promuovere il comportamento sociale del detenuto, in particolare la sua capacità a vivere esente da pena”, come sancito dall’articolo 75 del Codice penale svizzero.

Un momento di particolare pressione quindi, che dobbiamo risolvere il più velocemente possibile. Questo a favore delle nostre guardie carcerarie, che devono poter lavorare in un ambiente che permetta loro di assolvere degnamente le mansioni delicate che caratterizzano la loro professione, ma anche a favore di tutti noi ticinesi, poiché una situazione del genere potrebbe tradursi in una problematica a livello di sicurezza.

Per questo motivo con i funzionari dirigenti del mio Dipartimento stiamo portando avanti due proposte di adeguamento. La prima di tipo logistico, ampliando la Stampa: ciò permetterà di adeguare la sua struttura alle necessità attuali e future, senza dover ricorrere alla costruzione di un nuovo stabile, che avrebbe portato a un maggior dispendio finanziario. Un secondo adeguamento che dovrà essere attuato è a livello di personale, aumentando gli effettivi e adeguandoli alla gestione del maggior numero di detenuti. Si tratterà di una decina di unità in più, ma ciò potrà portare un forte beneficio a tutti. Oltre che sulla quantità, da alcuni anni stiamo lavorando sulla qualità del lavoro delle guardie, cercando di rendere l’ambiente attuale più consono alle necessità dei professionisti del carcere. In quest’ottica colgo l’occasione per ringraziare chi sta lavorando duramente e sotto pressione a favore della sicurezza dei ticinesi.
È quindi importante agire, e farlo subito, per poter continuare a garantire un servizio importante in un settore delicato e sensibile come quello dei carceri e dell’assistenza riabilitativa. Per un Ticino sicuro!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni