Ultima asta delle targhe: resi pubblici i numeri di targa disponibili

Ultima asta delle targhe: resi pubblici i numeri di targa disponibili

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni ricorda che la prossima asta di targhe ticinesi per autoveicoli e motoveicoli – l’ultima prima del passaggio sul web – si svolgerà mercoledì 3 maggio, a partire dalle 18.00, nello Stabile collaudi della Sezione della circolazione a Camorino. Durante la serata sarà messo all’asta il numero 9 e sarà presentata anche la pagina internet che permetterà in futuro ai conducenti ticinesi di acquistare su internet i numeri di targa, e saranno aperte le prime due aste online per le targhe 94 e 888’888, il più alto numero oggi a disposizione nel Cantone.

L’evento del 3 maggio – che sarà introdotto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e animato dalla giornalista RSI e speaker Rosy Nervi e dal Pilota ticinese Joel Camathias – prevede l’aggiudicazione di 20 numeri di targa per automobili e 8 per motoveicoli: il pezzo forte, fra quelli messi a disposizione dei conducenti ticinesi, sarà sicuramente la targa numero 9, finora riservata alle automobili dello Stato. Il ricavato permetterà di sostenere i programmi di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure», che saranno presentati dalla responsabile Fabienne Bonzanigo.

I numeri che saranno messi all’asta – pubblicati sul sito internet del Cantone, alla pagina http://www.ti.ch/circolazione sul Foglio ufficiale di oggi – sono i seguenti:

Automobili: 9 – 29 – 101 – 332 – 565 – 651 – 882 – 955 – 1’779 – 3’310 – 6’661 – 7’704 – 7’774 – 8’334 – 44’111 – 33’332 – 222’000 – 222’222 – 290’000 – 277’777

Motoveicoli: 44 – 58 – 80 – 98 – 200- 555 – 800 – 996

L’ultima edizione dell’asta targhe era stata organizzata nel 2011, con l’aggiudicazione di 30 numeri per autoveicoli e un incasso totale di 631’500 franchi; per la prima volta erano inoltre stati offerti anche 25 numeri per i motoveicoli, che avevano permesso di incassare poco meno di centomila franchi (98’600). La targa per autoveicoli che aveva riscosso maggior successo, come noto, era stata la TI 10, venduta per la cifra record di 135’000 franchi. Le precedenti edizioni dell’asta targhe si erano svolte il 6 ottobre 1994 (50 targhe battute, incasso di 434’000 franchi), il 14 novembre 1995 (50 targhe, 279’300 franchi), il 29 novembre 1997 (46 targhe, 231’500 franchi), il 31 maggio 2001 (43 targhe, 406’300 franchi) e il 22 novembre 2005 (35 targhe, 261’500 franchi).

Pretura di Mendrisio Sud: designazione del Pretore supplente

Pretura di Mendrisio Sud: designazione del Pretore supplente

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Ieri pomeriggio il Dr. iur. Avv. Matteo Salvadè ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, assumendo, a contare dal 1. maggio 2017, la carica di Pretore supplente della giurisdizione di Mendrisio Sud. Attivo presso la Pretura di Mendrisio Sud in qualità di Segretario assessore, sostituirà temporaneamente il Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per malattia.

Classe 1985, il Dr. iur. Avv. Matteo Salvadè ha conseguito nel 2009 la Master in diritto all’Università di Friborgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2011. A partire dallo stesso anno ha svolto il ruolo di Segretario assessore nella Pretura di Mendrisio Sud, autorità giudiziaria in cui era già stato attivo alcuni mesi a fine 2010 come alunno giudiziario e all’interno della quale ha potuto compiere in questi anni un arricchente percorso di crescita sia a livello lavorativo che personale. Lo scorso gennaio ha inoltre conseguito all’Università di Lucerna un dottorato in diritto con la tesi “Assunzione di prove a titolo cautelare in base al Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC)”.

Il Pretore supplente della giurisdizione di Mendrisio Sud assumerà la carica a contare dal 1. maggio 2017 in sostituzione del Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per malattia e al quale trasmettiamo i migliori auguri di pronta guarigione.

Alla cerimonia di giuramento hanno partecipato il Presidente del Governo Manuele Bertoli, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Werner Walser e la Pretore aggiunto della giurisdizione di Mendrisio Sud Roberta Zucca.

Il Dipartimento delle istituzioni rafforza la sua presenza sul web

Il Dipartimento delle istituzioni rafforza la sua presenza sul web

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni annuncia ulteriori miglioramenti e potenziamenti della propria offerta di servizi in formato digitale. A partire da oggi è infatti accessibile la nuova pagina web del settore esecuzione e fallimenti, riprogettata per offrire ai cittadini un numero accresciuto di contenuti informativi e prestazioni su internet.

La nuova pagina internet dedicata ai due servizi (www.ti.ch/uef) punta ad aumentare il grado di interazione e indica perciò fin dalla schermata di accoglienza tutti i servizi online dei quali gli utenti possono usufruire; i cittadini possono così trovare le informazioni di cui necessitano e ottenere aiuto per completare online una ampia gamma di procedure burocratiche. Ad esempio, quella per ottenere il certificato cantonale di esecuzione, che a partire dallo scorso anno, può essere richiesto anche in tutti gli uffici di esecuzione. Lo stesso, ricordiamo, è valido su tutto il territorio ticinese e indica l’insieme delle procedure esecutive in corso in tutti i Distretti. Una prima a livello svizzero, rivelatasi efficace per contrastare il cosiddetto fenomeno del “turismo dei debiti”, che anche altri Cantoni stanno implementando.

Altre importanti novità sull’offerta di servizi digitali del Dipartimento saranno pubblicate a breve e riguardano la possibilità di richiedere direttamente online alcuni documenti ufficiali, come gli Atti di Unione domestica registrata, matrimonio, morte, nascita e origine (anche internazionali), il Certificato dell’unione domestica registrata, quello di famiglia, il Certificato individuale di stato civile per svizzeri e il duplicato del Libretto di servizio militare. Prossimamente saranno inoltre pubblicati alcuni ulteriori servizi digitali a favore dei cittadini-utenti sulle pagine dell’Ufficio del registro di commercio.

Queste misure concretizzano la volontà del Dipartimento delle istituzioni, che ha promosso negli ultimi anni numerosi progetti per seguire le trasformazioni dei bisogni della cittadinanza e intende continuare a rendere più facile e immediato il rapporto tra lo Stato e i cittadini, offrendo in particolare sempre più servizi su internet.

Targhe messe all’asta, l’ultima volta e poi si cambia

Targhe messe all’asta, l’ultima volta e poi si cambia

Dal Giornale del Popolo | L’ultimo evento si terrà il prossimo 3 maggio – Poi sarà tutto online – Barboni: «La richiesta online delle targhe è un altro tassello che avvicina i cittadini ai servizi che offriamo».

Mercoledì 3 maggio, alle ore 18, sarà organizzata a Camorino – nello Stabile collaudi della Sezione della circolazione – l’ultima asta tradizionale per aggiudicarsi numeri di targa particolari per automobili e motoveicoli. Verrà poi attivato un nuovo sito di acquisto via internet, analogo a quello già introdotto con successo da altri Cantoni.

L’evento del 3 maggio prevede l’aggiudicazione di una serie di numeri di targa per automobili e per motoveicoli, il cui ricavato – come in passato – permetterà di sostenere i programmi di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure». La serata sarà introdotta dal consigliere di Stato Norman Gobbi e dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova insieme all’aggiunto caposezione Aldo Barboni, che passeranno poi la parola a due animatori d’eccezione: la giornalista e speaker RSI Rosy Nervi e il pilota ticinese Joel Camathias.

L’ultima asta tradizionale permetterà inoltre al Dipartimento delle istituzioni di presentare la nuova pagina internet attraverso la quale, in futuro, i conducenti ticinesi potranno acquistare numeri di targa di ogni tipo. Grazie a un nuovo sistema di aste online, il Cantone in futuro metterà inoltre a disposizione anche numeri particolari che via via dovessero diventare disponibili.

Le condizioni generali d’asta, i numeri disponibili e i prezzi di partenza saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito internet www. ti.ch/circolazione. Il programma dettagliato della serata sarà invece reso pubblico un paio di giorni prima dell’evento.

Come rileva Aldo Barboni (aggiunto e sostituto capo della Sezione della circolazione) «è l’ultima volta che si svolge un’asta del genere. Poi il tutto passerà sull’online. In sostanza ci sarà la possibilità, tutti i giorni, di prenotare targhe con numeri particolari. Alcune saranno anche messe all’asta. Inoltre nell’atrio dell’Ufficio immatricolazione sarà presente un PC nel quale il cittadino potrà consultare le targhe a disposizione».

Come ci ricorda lo stesso Barboni questo è un altro tassello della trasformazione che sta avvenendo all’interno della Sezione della circolazione e che prevede un maggior avvicinamento dei servizi offerti ai cittadini.

(Articolo di N.M.)

Braccialetto elettronico: dalla detenzione all’hooliganismo

Braccialetto elettronico: dalla detenzione all’hooliganismo

Dal Mattino della domenica | Il Dipartimento di Norman Gobbi attivo nella lotta contro il tifo violento

È appena finita la stagione di hockey, e da tifoso dell’Ambrì-Piotta posso dire che anche quest’anno ho potuto tirare un respiro di sollievo dopo la partita di giovedì scorso, che ha permesso alla squadra leventinese di conquistare la salvezza in Lega Nazionale A. Un risultato che si rivela fondamentale non solo a livello sportivo bensì anche per l’economia di tutta la regione. Il Ticino “hockeystico” potrà dunque vivere anche la prossima stagione i derby che appassionano l’intero Cantone e non solo. L’attività nelle piste di ghiaccio si congeda quindi per qualche mese, ma gli stadi di calcio si fanno sempre più affollati proprio in queste settimane nel culmine della stagione agonistica, complice il clima che si fa via via più mite.

Ma non è di sport che vi voglio parlare in questo mio contributo, bensì di quello che nello sport non dovrebbe esserci: la violenza sugli spalti e fuori da stadi di calcio e piste di ghiaccio. L’hooliganismo è purtroppo una realtà che resiste negli anni, e per la quale vengono applicate diverse misure di sicurezza. Come riporta la statistica annuale della Polizia cantonale, nel 2016 gli impieghi di Mantenimento ordine durante le partite sono stati 66, di cui 21 per il calcio e 45 per l’hockey, e hanno visto impegnati 2’801 agenti. Costo totale: circa 2.5 milioni di franchi. Quello della tifoseria violenta è un problema rilevante, e non solo per le casse cantonali, ma soprattutto per chi vorrebbe andare alla pista o allo stadio per passare una bella serata in compagnia, magari con la famiglia, all’insegna dello sport e del sano divertimento, senza trovarsi in mezzo a delle situazioni come minimo spiacevoli, se non di vero e proprio pericolo.

Come tenere lontani da questi luoghi quindi, chi ci va solo per cercare di rovinare il divertimento altrui, soprattutto se già conosciuto dalla Polizia? Con il mio Dipartimento stiamo attualmente lavorando per proporre una normativa cantonale per concretizzare l’utilizzo di braccialetti elettronici in ambiti come quello dell’hooliganismo.Questi dispositivi non sono nuovi alle nostre latitudini: in Ticino si utilizzano in realtà già da 18 anni negli arresti domiciliari, in quanto il nostro Cantone è inserito nel progetto pilota della Confederazione, assieme a Berna, Basilea Città, Basilea Campagna, Vaud, Ginevra e Soletta, per testate l’efficacia di questa modalità di esecuzione della pena. Dato il successo riscontrato, dal 1. gennaio 2018 diventerà una realtà a livello nazionale, ed entrerà a far parte del Codice penale svizzero.

La novità è che quest’anno in Ticino è entrata in funzione una nuova generazione di braccialetti, che permette la geolocalizzazione. Non si tratta più quindi di una tecnologia che rileva la distanza da un “modem” installato in casa, ma si tratta della tecnologia dell’azienda elvetica Geo-Satis, che permette di seguire gli spostamenti di chi indossa il dispositivo con un sistema simile alle nostre applicazioni per smartphone. Una novità che rende il suo utilizzo efficace non solo nell’ottica di assicurarsi che qualcuno non esca dalla propria abitazione, ma alfine di accertarsi che qualcuno non frequenti determinate aree, come quelle nei dintorni di stadi e piste di ghiaccio. Il braccialetto elettronico può diventare quindi un ottimo strumento per assicurare che chi ha già creato più volte problemi non si presenti a crearne ancora in occasione di altre partite: una modalità che permette di avere un miglior controllo e una garanzia più elevata che persone violente non mettano piede all’interno dell’area critica. Uno strumento importante dunque per accrescere la sicurezza dei nostri stadi e nelle nostre piste di ghiaccio, luoghi che devono rimanere di sano divertimento, innanzitutto per le famiglie e per i bambini.

Come alternativa alla detenzione, l’utilizzo di questo dispositivo in fase sperimentale nel nostro Cantone ha già dato i suoi frutti dal lato economico. In una situazione di sovraffollamento e di forte pressione delle nostre Strutture carcerarie, il braccialetto elettronico, al quale nel 2016 sono state sottoposte 20 persone, ha sgravato i carceri di 1’552 giornate di detenzione. Il calcolo è facile se pensiamo che il costo medio di una giornata di detenzione in carcere chiuso è di 300 franchi, con 8 franchi a carico del condannato, mentre il prezzo di un singolo braccialetto attualmente è di 18 franchi al giorno, con 10 franchi a carico del condannato. Una differenza importante che ha un impatto positivo sulle nostre finanze pubbliche.

Il Ticino è ancora una volta pioniere nell’ambito della sicurezza e laboratorio per la sperimentazione d’innovazione: una sperimentazione dalla quale tutta la Svizzera potrà trarre vantaggio, all’insegna di nuove modalità di detenzione alternativa, valide ed economiche, ma anche nella sperimentazione di nuove misure per la lotta all’hooliganismo, sfruttando le nuove tecnologie a favore della sicurezza di tutti i tifosi negli stadi di calcio e alle piste di ghiaccio, e di tutti i ticinesi amanti del vero sport!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Carceri sovraffollati: è necessario intervenire!

Carceri sovraffollati: è necessario intervenire!

Dal Mattino della Domenica | Presentato il bilancio di attività 2016 del Settore esecuzione pene e misure

“Se quel giorno avessimo dovuto incarcerare una persona in più, avremmo dovuto mettere un materasso per terra”. Un’affermazione di Stefano Laffranchini, Direttore delle strutture carcerarie, che ti mette davanti agli occhi, senza alcun filtro, la situazione che stanno vivendo i carceri ticinesi. Un’affermazione che deve aver reso bene l’idea, vedendo le facce sorprese dei giornalisti presenti alla conferenza stampa di lunedì, nella quale abbiamo presentato il bilancio 2016 del Settore esecuzione pene e misure, ovvero delle Strutture carcerarie cantonali (SCC) e dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (UAR).

Stefano Laffranchini si riferiva al picco registrato il 14 marzo scorso, di 261 incarcerazioni, quindi a una situazione dell’anno corrente. Ma la media nel bilancio 2016 non si discosta di molto da questo dato. 240 detenuti in media, ovvero 80 in più al giorno rispetto al 2011: questo coincide a uno sforzo esponenzialmente superiore, con ad esempio 500 accessi in più al mese per le visite da gestire, o 240 pasti in più al giorno da preparare, con effettivo immutato.
Un aumento che mette sotto pressione le guardie carcerarie, ma anche i collaboratori dell’UAR, il quale compito principale è far sì che dopo la scarcerazione, non ci sia la recidiva. Ad aggiungersi, per questi ultimi, ci sono inoltre nuovi compiti, come la gestione del braccialetto elettronico (per il quale siamo da una quindicina d’anni un Cantone pilota, ma che sarà ufficialmente introdotto nel 2018), la gestione del lavoro di pubblica utilità e la presa a carico degli autori di casi di violenza domestica.

L’UAR nel 2016 si è occupato di 787 persone in stato di carcerazione (733 uomini e 54 donne), di 153 in stato di libertà e di 81 casi di violenza domestica. Un lavoro che è importante per interrompere la catena “reato – incarcerazione – scarcerazione – recidiva”. L’obiettivo dell’esecuzione della pena dev’essere infatti quello di “promuovere il comportamento sociale del detenuto, in particolare la sua capacità a vivere esente da pena”, come sancito dall’articolo 75 del Codice penale svizzero.

Un momento di particolare pressione quindi, che dobbiamo risolvere il più velocemente possibile. Questo a favore delle nostre guardie carcerarie, che devono poter lavorare in un ambiente che permetta loro di assolvere degnamente le mansioni delicate che caratterizzano la loro professione, ma anche a favore di tutti noi ticinesi, poiché una situazione del genere potrebbe tradursi in una problematica a livello di sicurezza.

Per questo motivo con i funzionari dirigenti del mio Dipartimento stiamo portando avanti due proposte di adeguamento. La prima di tipo logistico, ampliando la Stampa: ciò permetterà di adeguare la sua struttura alle necessità attuali e future, senza dover ricorrere alla costruzione di un nuovo stabile, che avrebbe portato a un maggior dispendio finanziario. Un secondo adeguamento che dovrà essere attuato è a livello di personale, aumentando gli effettivi e adeguandoli alla gestione del maggior numero di detenuti. Si tratterà di una decina di unità in più, ma ciò potrà portare un forte beneficio a tutti. Oltre che sulla quantità, da alcuni anni stiamo lavorando sulla qualità del lavoro delle guardie, cercando di rendere l’ambiente attuale più consono alle necessità dei professionisti del carcere. In quest’ottica colgo l’occasione per ringraziare chi sta lavorando duramente e sotto pressione a favore della sicurezza dei ticinesi.
È quindi importante agire, e farlo subito, per poter continuare a garantire un servizio importante in un settore delicato e sensibile come quello dei carceri e dell’assistenza riabilitativa. Per un Ticino sicuro!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Gobbi: “Con l’estensione dell’apertura dei locali pubblici abbiamo voluto dare una risposta concreta alle richieste dei giovani”

Gobbi: “Con l’estensione dell’apertura dei locali pubblici abbiamo voluto dare una risposta concreta alle richieste dei giovani”

Da Mattinonline.ch |

Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni, soddisfatto per l’approvazione di “Ticino 2.0”?
Direi proprio di sì. La proposta del Consiglio di Stato è stata fatta per rispondere a una richiesta che non è arrivata da un solo partito, bensì da tutta la fascia giovanile della politica ticinese. Una richiesta che è stata in seguito ponderata, tenendo conto di tutti gli attori coinvolti, portando una soluzione mediata rispetto alla loro proposta (le 3 di notte), ossia prolungando di un’ora l’orario di chiusura di esercizi pubblici e notturni il venerdì, sabato e prefestivi. Proposta che alla fine è stata approvata dal Gran Consiglio.

Dalla consegna delle firme alla votazione in Gran Consiglio i tempi sono stati ristretti. Quanto è stato importante dare ascolto e una risposta rapida ai giovani di tutte le forze politiche?
Come già detto, il fatto che la richiesta non venisse da un unico partito era esemplare di quanto la tematica fosse sentita dai giovani attivi nella politica ticinese. Giovani che sono in contatto quotidianamente con i propri coetanei e che vivono la realtà del nostro Cantone, e che ne percepiscono le necessità. Inoltre, dobbiamo pensare a promuovere un Ticino più turistico e al passo coi tempi e le abitudini dei clienti di oggi.

La misura è stata un “escamotage” come sottolinea Franco Celio (Plr), relatore di minoranza?
Non si tratta di un escamotage ma, anzi, è la dimostrazione di come si possa giungere a una modifica di legge in tempi brevi. Il Governo non è rimasto con le mani in mano e proponendo il compromesso delle 2 ha voluto rispondere alla richiesta delle giovani generazioni.

Che impatto concreto può avere sul turismo e sugli esercenti?
Sicuramente è una ventata di aria fresca, che permetterà di adeguare l’apertura di bar, ristoranti e discoteche alle necessità e alle abitudini attuali. Non si tratta di un cambiamento drastico, ma probabilmente darà qualche stimolo in più a chi ha la volontà di animare le serate del nostro Cantone. Inoltre, la possibilità di rilasciare permessi speciali di una durata massima di tre mesi per attività di esercizio pubblico, tipo il Mojito sul lungolago di Lugano, è una risposta alle mutate esigenze di consumo e alla promozione del periodo turistico a sud delle Alpi. Tutto ciò, sempre tenendo conto del rispetto della quiete pubblica.

Un gruppo di esercenti si vuole opporre alla misura, come valuta la loro presa di posizione?
La decisione di prolungare di un’ora l’apertura mi sembra un buon compromesso, che offre una possibilità ma che non è un obbligo per tutti. Infatti, gli esercenti sanno meglio di altri quando è interessante tenere aperto fino a tardi oppure chiudere prima. In tal senso, abbiamo anche snellito la burocrazia per le chiusure anticipate rispetto agli orari abituali del singolo ristorante o bar. In questo modo abbiamo risposto alla necessità di essere flessibili e non burocratici, richieste provenienti proprio dagli esercenti.

MS

Auto La formula c’è, ora si cerca il consenso

Auto La formula c’è, ora si cerca il consenso

Dal Corriere del Ticino | Via libera del Governo all’indagine conoscitiva per rivedere il calcolo dell’imposta.

Massa a vuoto e CO2: sono questi gli ingredienti della nuova formula elaborata dal Gruppo di lavoro incaricato di rivedere il calcolo dell’imposta di circolazione. Il nuovo criterio (svelato dal Corriere del Ticino il 17 marzo) ora è oggetto di un’indagine conoscitiva che coinvolge tutte le associazioni attive nel settore e che si concluderà il 15 maggio prossimo. «Il nostro obiettivo è trovare una soluzione il più possibile condivisa», ha detto il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi , che ha inoltre aggiunto come l’intento è di coinvolgere più partiti e associazioni possibili, dal WWF al TCS. L’attuale sistema di calcolo dell’imposta di circolazione è stato al centro di aspre polemiche sia da parte di numerosi automobilisti, che nel 2017 si sono visti lievitare la fattura, sia da parte del mondo politico: basti pensare il recente lancio dell’iniziativa popolare del PPD «Per un’imposta di circolazione equa: gli automobilisti non sono bancomat».

Ma la decisione delle Istituzioni di rivedere il sistema risale alla scorsa primavera: «La neutralità finanziaria è sempre più difficile da mantenere. Inoltre si tratta di cambiare una formula di base che risale a quasi 40 anni fa e che è quindi obsoleta». Sono state poi considerate anche le difficoltà di comunicazione e amministrative legate al sistema degli ecoincentivi, «che nessuno ha mai veramente capito», ha spiegato Gobbi. La nuova formula scaturita dal Gruppo di lavoro promosso dalle Istituzioni e coordinato dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova è stata approvata dal Governo e considera come criterio principale le emissioni di CO2, al quale verrà sommato quello della massa a vuoto, per dare vita alla formula (a x massa) + (b x emissioni). I coefficienti a e b potrebbero essere poi definiti dal Gran Consiglio, limitando il margine di manovra del Governo. «Il gruppo di lavoro ha deciso di considerare la massa a vuoto perché influenza l’usura della strada», ha spiegato Canova.

Confusione sulle cifre

Il grado di importanza di questi fattori sarà stabilito dopo l’indagine conoscitiva: «Può anche essere che la massa non venga più considerata, valuteremo più varianti» ha precisato Canova. Inoltre, la base di calcolo sarà unica per tutte le automobili e la modifica della formula non dovrà comportare un cambiamento del gettito a parità di parco veicoli, questo per rispettare il principio di neutralità. «A tale scopo è quindi necessario definire il temine di paragone e ciò che chiederemo nell’indagine conoscitiva è quale base di partenza adottare», ha detto Gobbi, che ha poi aggiunto: «Siccome di recente c’è stata un po’ di confusione sulle cifre, mi preme chiarire che il gettito totale dell’imposta di circolazione delle automobili è di 102 milioni di franchi. Se consideriamo che per la manutenzione delle strade si spendono ogni anno 90 milioni e che è esclusa l’attività di controllo della polizia, si può comprendere come il margine non sia ampio».

Attività in aumento per la Sezione della circolazione

Attività in aumento per la Sezione della circolazione

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Anche nel 2016 la Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati mostrano infatti che sono state più di 500’000 le pratiche evase, con una media di circa mille telefonate ricevute ogni giorno. L’incasso totale comprensivo di imposte, multe e tasse, si è attestato a quasi 163 milioni di franchi.

Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un ulteriore consolidamento dell’attività, che si è tradotta in 512’932 pratiche gestite dai diversi settori durante lo scorso anno, per un introito finanziario complessivo di 162’955’217,82 franchi. Di questi 133’425’911.65 franchi sono stati incassati tramite imposte, 23’449’944.53 franchi in tasse e 5’229’158.94 in multe. Per quel che concerne le imposte incassate, 102’786’314.75 franchi provengono dalle automobili.

La situazione immatricolazioni ha confermato anche nel 2016 le tendenze registrate negli scorsi anni. Il parco veicoli del Cantone Ticino è ulteriormente aumentato, e a fine 2016 contava 326’162 fra autoveicoli, motoveicoli, veicoli di lavoro, agricoli, rimorchi e altro; un dato che segnala un aumento dell’1,44% rispetto al dato dell’anno precedente (321’531). A incidere particolarmente sono state le automobili, passate da 224’322 a 226’713 unità, mentre il settore della navigazione ha conosciuto un calo da 7’551 a 7’029 natanti immatricolati.

Particolarmente significativi risultano anche i dati dell’Ufficio giuridico. Nel 2016 sono state emanate 63’651 decisioni, con una crescita di oltre il 12%. A motivare questo aumento – che conferma una tendenza pluriennale – sono soprattutto le nuove norme e i più frequenti controlli della circolazione, oltre alla crescente complessità dei procedimenti amministrativi e penali.

Per quanto riguarda infine il contatto con i cittadini, il 2016 è stato il quarto anno di attività completa per il «Contact center» che regola i contatti in entrata alla Sezione della circolazione. Il livello di sollecitazione si è confermato elevatissimo, con un totale di 212’310 chiamate telefoniche e un aumento proporzionale del traffico sulla pagina internet del servizio. A questo proposito, l’applicativo informatico adottato nel 2014 ha consentito di velocizzare le procedure e contenere i costi, migliorando il servizio ai numerosissimi utenti. Oggi è infatti diventato la norma fissare l’appuntamento per il collaudo del proprio veicolo o per l’esame di guida visitando la pagina www.ti.ch/circolazione, e selezionando il menu «online». Una dimostrazione che la Sezione della circolazione rimane all’avanguardia negli sforzi per semplificare le relazioni fra cittadino e Stato, uno degli obiettivi strategici ai quali il Dipartimento delle istituzioni sta dedicando molto energie.

Dati e informazioni più dettagliati sull’attività, i servizi e le prestazioni fornite nel 2016 dalla Sezione della circolazione sono disponibili nel Rendiconto annuale, inserito nella cartella stampa online.

Sempre più gente in prigione

Sempre più gente in prigione

Da RSI.ch | Pubblicato il bilancio di attività 2016 del settore esecuzione pene e misure: 80’633 giornate d’incarcerazione

Il servizio del Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sempre-pi%C3%B9-gente-in-prigione-8968060.html

La popolazione penitenziaria continua a crescere: nel 2016, in Ticino, sono state 80’633 le giornate d’incarcerazione. Questi i dati che emergono dal bilancio di attività dello scorso anno del settore esecuzione pene e misure, presentato lunedì dal Dipartimento delle istituzioni. Il rapporto comprende l’attività delle prigioni cantonali e dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (UAR).

Il sovraffollamento strutturale influenza l’UAR, che si è occupato di 787 detenuti (733 uomini e 54 donne), di 153 persone in stato di libertà e di 81 casi di violenza domestica. Gli agenti di custodia sono stati confrontati con una media di 80 incarcerati in più al giorno rispetto al 2011. L’UAR è particolarmente sollecitato anche dai nuovi compiti attribuiti negli ultimi anni, come quelli inerenti alla gestione del braccialetto elettronico e del lavoro di utilità pubblica.

Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha sottolineato l’importanza d’intervenire su due ambiti prioritari: il personale dell’intero settore e la logistica delle infrastrutture.