«Felice di tornare fra la truppa e di lavorare con i Cantoni»

«Felice di tornare fra la truppa e di lavorare con i Cantoni»

Maurizio Dattrino assumerà il comando della divisione territoriale 3 e avrà ai suoi ordini più di 6 mila militi Fra i compiti, gli impieghi sussidiari e l’aiuto in caso di catastrofe
Norman Gobbi: «C’è un valore aggiunto di rilievo»

Undici anni dopo Roberto Fisch, prematuramente scomparso mentre era al comando della Base d’aiuto alla condotta dell’esercito, l’ufficialità ticinese potrà nuovamente contare su un divisionario. Il brigadiere Maurizio Dattrino, 57 anni, attinente di Arbedo, è stato nominato dal Consiglio federale comandante della divisione territoriale 3. Il 1. luglio subentrerà al grigionese Lucas Caduff, che andrà in pensione.

Già alla guida della brigata di fanteria di montagna 9 dal 2014 al 2017, Dattrino attualmente comanda la Scuola di stato maggiore generale a Kriens. È ufficiale professionista da 34 anni. È stato impiegato come istruttore d’unità nelle scuole sottufficiali e nelle scuole reclute della fanteria di montagna a Savatan, Coira, Stans e Airolo. Ha effettuato anche un soggiorno di studio al Centro Alti Studi per la Difesa di Roma, durante il quale ha conseguito un master in Studi internazionali strategico- militari. «Da un lato considero questa nomina il coronamento di una carriera. Sono felice di tornare a contatto con la truppa e di lavorare con i cantoni Ticino, Uri, Svitto, Grigioni e Zugo», dice Dattrino. «Dall’altro è una carica che non assumo a cuor leggero. Accanto agli onori ci sono anche degli oneri, perché la divisione territoriale è la formazione militare che si occupa degli impieghi sussidiari e degli aiuti in caso di catastrofe, in collaborazione con le autorità civili ».

Oltre a garantire la sicurezza del WEF di Davos, la div ter 3 ha in effetti un portafoglio di attività molto ampio, da quella di «trait d’union» con i Cantoni alla gestione delle infrastrutture militari nelle piazze d’armi, passando per i contatti con l’Italia per gli interventi in caso di catastrofi transfrontaliere. Dattrino avrà ai suoi comandi più 6 mila militi, suddivisi in sette battaglioni (quattro di fanteria, uno di stato maggiore, uno del genio e uno di salvataggio). La materia comunque non è nuova, perché il futuro comandante ha già prestato servizio nelle formazioni territoriali. «Diciamo che è un po’ un ritorno alla base. Mi ritengo un territoriale, avendo prestato servizio prima nella zona territoriale 9, poi nella divisione territoriale 9 e ancora nella regione territoriale 3, in cui sono stato per dieci anni capo impiego al WEF».

Cassis medico di battaglione
Un paio di curiosità a cavallo fra politica e milizia. Quando Dattrino comandava il battaglione carabinieri 9, il medico dell’unità era Ignazio Cassis, che ieri in veste di consigliere federale ha ratificato la sua nomina. Fra i suoi allievi a un corso di condotta, nel 2001, c’era anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, che lo definisce «una figura di riferimento per il corpo degli ufficiali e sottufficiali professionisti così come ottimo rappresentante delle attività militari fuori servizio ». Con la sua nomina, secondo il capo del Dipartimento delle istituzioni, «il Ticino potrà avere una persona che conosce direttamente le peculiarità del nostro territorio, con la capacità d’interfacciarsi in italiano (o dialetto) con le autorità cantonali e comunali oltre che con i partner italiani. Questo», sottolinea, «è un valore aggiunto di assoluto rilievo ». Dattrino sarà pure persona di riferimento per i due corpi di truppa ticinesi (battaglione fanteria di montagna 30 e battaglione salvataggio 3 inseriti nella divisione territoriale) e, secondo Gobbi, potrà garantire la cultura bilingue nello stato maggiore della divisione. «Avere un ticinese alla testa della div ter 3 garantirà la difesa degli interessi relativi alle attività militari (piazze d’armi, piazze d’esercitazione, base logistica) che portano al Ticino un importante contributo economico sia come posti di lavoro sia in termini di indotto», conclude il consigliere di Stato. Al di fuori degli ambienti militari, Dattrino è anche conosciuto per il suo impegno in ambito sportivo. In passato, era stato per tre anni presidente del settore giovanile dell’Ambrì Piotta.
Il Ticino conta ad oggi altri due brigadieri: Stefano Laffranchini, con una funzione di milizia nello stato maggiore strategico dell’esercito e Silvano Barilli, comandante della Formazione d’addestramento della logistica.

(Immagine: www.vtg.admin.ch)

“La presenza dell’esercito è un fattore di forza per il Ticino”

“La presenza dell’esercito è un fattore di forza per il Ticino”

L’impegno del Consigliere di Stato Norman Gobbi su questo fronte

La presenza in Ticino dell’esercito svizzero costituisce un punto di forza a livello strategico e a livello economico, offrendo molte opportunità. “In queste settimane partecipo a diversi grossi appuntamenti organizzati dall’esercito proprio qui nel nostro Cantone. Venerdì per esempio la Brigata Logistica 1 ha tenuto alla Gottardo Arena di Ambrì il suo Rapporto di Brigata con almeno mille partecipanti. Tra una decina di giorni invece a Locarno si terrà un seminario della Divisione Territoriale 3 della durata di 2 giorni e al quale dovrebbe partecipare anche il capo dell’esercito Thomas Süssli. Senza dimenticare che dal 10 al 14 marzo dopo 25 anni si terrà in Ticino l’esercizio di truppa durante il corso di ripetizione del gruppo artiglieria 49. Occasioni di incontri ad alto livello e presenza effettiva che non servono solo a dare visibilità momentanea al Ticino, ma che confermano come il nostro Cantone sia un elemento cardine della difesa nazionale. Per questo abbiamo la possibilità di mantenere e sviluppare tutte le infrastrutture e le attività, producendo un indotto economico non indifferente”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

All’inizio del 2020 su queste colonne lei ci aveva presentato il grosso contributo economico che l’esercito dà al Ticino. “Lo ricordo bene, anche perché dopo pochi giorni sarebbe scoppiata a livello globale la pandemia legata al COVID-19. In quei giorni di inizio febbraio il Dipartimento delle istituzioni, assieme ad altri uffici del Cantone, si stava preparando per affrontare una ipotetica situazione di emergenza, che divenne poi reale in pochissimo tempo. Quell’esperienza – come ho ricordato venerdì mattina ad Ambrì nel Rapporto della Brigata Logistica 1 – permise di capire ancora meglio il ruolo del nostro esercito, che visse la sua prima mobilitazione in tempo di pace e sostenne le attività di protezione della popolazione. Il Ticino venne aiutato concretamente. Così come concretamente ogni anno l’esercito produce una massa salariale in Ticino attorno ai 100 milioni di franchi, grazie alla presenza di 800 collaboratori/militari professionisti e ai posti di lavoro creati dall’indotto che ruota attorno alla presenza dei militari. A livello strategico, poi, è sempre più importante mantenere una presenza forte a sud del massiccio del San Gottardo, nella zona di frontiera con l’Italia e in generale con l’area mediterranea. La crisi internazionale con la guerra in Ucraina ci ha confrontati in modo evidente ai rischi che possono nascere anche sul nostro continente e quindi anche alla necessità di essere sempre pronti. Cosciente di tutti questi fattori il mio impegno è stato e sarà quello di assicurare sempre al Ticino una presenza importante del nostro esercito. E questo per avere un Cantone forte!”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

(Immagine © div ter 3)

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 29 gennaio 2023 de Il Mattino

“Migliorare la protezione della popolazione”

“Migliorare la protezione della popolazione”

Lo chiedono i direttori militari cantonali, secondo cui l’Esercito svizzero dovrebbe concentrarsi sulla difesa
Comando, processi decisionali e misure immediate in caso di guerra devono essere ridefiniti a causa della guerra in Ucraina, secondo i consiglieri di Stato competenti – nei Cantoni – per gli affari militari. L’Esercito svizzero deve concentrarsi sul cuore della sua attività, ovvero la difesa.
 
“Rinnovare i rifugi”
In una presa di posizione pubblicata oggi la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha sottolineato che i rifugi sono un mezzo importante per proteggere la popolazione in un conflitto armato. Per questo vanno rinnovati e sviluppati. Va ad esempio valutato se quelli costruiti prima del 1987 rispondono ancora alle esigenze odierne. Ci vorrebbe poi in generale più trasparenza nel settore.

L’importanza di comunicazione e sicurezza
Grande importanza hanno poi sistemi di comunicazione sicuri, sia in caso di guerra sia di intervento per catastrofi naturali o emergenze. Da diversi anni vengono sviluppati tre progetti chiave sul tema, che però avanzano lentamente, secondo la CG MPP. Oltre a questo, vista la situazione incerta a livello di politica di sicurezza, la Conferenza invita l’Esercito svizzero a riconcentrarsi principalmente sulla difesa. Per fare questo, è necessario personale sufficiente e materiale di riserva.
 
Da www.ticinonews.ch
 
Donne in grigioverde: “Opportunità da cogliere”

Donne in grigioverde: “Opportunità da cogliere”

“Il Ticino primo della classe con l’8% delle 18enni alle giornate d’informazione”

Tra le sfide che il nuovo capo dell’Esercito Thomas Süssli si trova ad affrontare vi è quella di fronteggiare e arginare il calo degli effettivi. “È una preoccupazione che viviamo da alcuni anni – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni – in cui constatiamo come i giovani, dopo la scuola reclute, non vogliono più impegnarsi per i sei corsi di ripetizioni, da svolgere sull’arco di 10 anni. Proprio a Lugano nella sua visita in Ticino Süssli ha indicato una possibile soluzione a questo problema, ossia l’interesse crescente per il grigioverde da parte delle donne. E il Ticino in questo contesto è uno dei Cantoni in cui si sta facendo di più per motivare le ragazze verso un possibile reclutamento”.

Intervistato dalla RSI il capo dell’Esercito ha evidenziato in modo positivo il dato ticinese di giovani donne che si presentano alle giornate informative, aperte a tutti i 18enni. “Siamo a una soglia dell’8 per cento di ragazze che partecipano alle giornate informative e questa cifra è più alta rispetto a molti altri Cantoni. Poi non tutte decidono di arruolarsi, ma l’interesse c’è. Uno degli obiettivi del mio Dipartimento e in particolare della Sezione del militare e della protezione della popolazione è quello di incrementare ancora maggiormente l’interesse verso il grigioverde da parte delle ragazze. Faremo azioni di sensibilizzazione mirate, affinché la scuola reclute possa essere vista come una opportunità anche dalle donne. Oggi abbiamo la fortuna di avere alcune “testimonial” di assoluto valore, come la donna pilota di jet da combattimento. Senza dimenticare che una donna ha raggiunto il grado di divisionaria e un’altra quello di comandante di battaglione. L’obiettivo dell’Esercito è quello di avere entro il 2030 il 10 per cento di donne nell’Esercito. È un’asticella ambiziosa. Per questo in Ticino ci impegneremo per fare la nostra parte e contribuire a raggiungere questo traguardo”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“L’Esercito oggi è una struttura moderna che offre molte opportunità anche di formazione, con corsi che possono essere validati con crediti per le università. L’Esercito può offrire pari opportunità uomo-donna, in un contesto sociale sempre in trasformazione e che manifesta un crescente bisogno di sicurezza. Per questo sono sicuro che il ruolo della donna sarà sempre più una ricchezza nel contesto militare nazionale e internazionale”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

Il capo dell’esercito incontra il Ticino

Il capo dell’esercito incontra il Ticino

Oggi il capo dell’esercito, comandante di corpo Thomas Süssli, ha tenuto una relazione in merito alle attuali sfide dell’esercito davanti a oltre 150 dirigenti delle aziende ticinesi.

Come già i suoi predecessori, il comandante di corpo Süssli si incontra periodicamente con rappresentanti della politica, dell’economia, della cultura, dell’istruzione e dei media nelle differenti regioni della Svizzera.
I continui cambiamenti ai quali siamo confrontati necessitano di spiegazioni che sono meglio comprensibili se date di persona. È per questo che Süssli mantiene viva la tradizione di recarsi a cadenze regolari nei differenti cantoni per incontrare i portatori di interesse della regione. 

L’organizzazione della giornata è stata assicurata dalla divisione territoriale 3, comandata dal divisionario Lucas Caduff. Con i militari della sua Divisione, Caduff assicura alle autorità civili gli impieghi sussidiari necessari a far fronte a bisogni straordinari in mezzi e uomini. “Le prestazioni dell’esercito sono molto apprezzate”, ha spiegato il divisionario Caduff in apertura, evidenziando che “la grande partecipazione all’odierna manifestazione dimostra l’interesse nei confronti dell’esercito”.

Süssli ha illustrato ai presenti l’evoluzione che ha portato all’odierna situazione geopolitica, le sfide globali, come ad esempio quella ambientale, le possibili implicazioni per la Svizzera e come l’Esercito svizzero contribuisce alla sicurezza della nazione. Rimanendo all’esempio del cambiamento climatico, per l’Esercito non è importante chi o cosa stia causando il surriscaldamento globale, ma quali conseguenze esso porterà, i possibili scenari e come potrebbe essere impiegato per farvi fronte (ad esempio intervenendo in occasione di eventi naturali). Pensare di ridurre un possibile impiego delle truppe alle sole catastrofi è però limitativo. L’attenzione deve rimanere anche su eventuali conflitti futuri. “Le minacce moderne possono essere classificate meno chiaramente – confida il comandante di corpo ai suoi ospiti – perché i conflitti di oggi non seguono il processo di escalation tipico di quelli del passato”.

Per poter assolvere il suo compito, l’Esercito deve disporre delle necessarie risorse in uomini, competenze, mezzi e materiale. In quest’ottica rientrano le neocostituite truppe della cyberdifesa, così come l’acquisto dei caccia da combattimento, per il quale la Confederazione ha ricevuto il benestare del popolo.    

Un tema importante trattato da Süssli di particolare interesse per i presenti, è quello della formazione militare alla condotta: “Coloro che assolvono i corsi di formazione per ufficiali e per sottufficiali superiori sono ad esempio in grado di svolgere analisi approfondite delle situazioni, così da sottoporre ai loro capi diverse varianti con vantaggi e svantaggi, invece di proporre solo la prima soluzione individuata”, ha spiegato il capo dell’Esercito. Il grande valore aggiunto è rappresentato dai servizi pratici, parte integrante della formazione. Grazie ad essi l’esercito può infatti essere considerato una delle migliori scuole svizzere di quadri, che richiede ai suoi allievi che esercitino i concetti di condotta appresi in modo teorico anche in condizioni reali di lungo periodo, e non solo mediante simulazioni in aula.

Da ultimo, il comandante di corpo Thomas Süssli, ha ricordato che un Esercito di milizia quale è quello svizzero si basa sulla possibilità data ai cittadini e alle cittadine di abbandonare il proprio posto di lavoro quando devono prestare servizio. Questo può avvenire grazie a dei datori di lavoro ben disposti, e per tale disponibilità ha tenuto a ringraziare i presenti.

L’incontro si è tenuto a Lugano, nella cornice del LAC. A portare la voce delle Istituzioni è stato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Nel suo intervento Norman Gobbi ha sottolineato come il Ticino ha collaborato e continua a collaborare in modo proficuo con l’esercito, sottolineando il valore degli investimenti svolti in passato dall’esercito sul territorio cantonale e citando quelli già pianificati per i prossimi anni.

Da: Divisione territoriale 3

https://www.vtg.admin.ch/it/organizzazione/cdo-op/div-ter-3.detail.news.html/vtg-internet/miliz/2021/21-10/il-capo-dell-esercito-incontra-il-ticino.html

 

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi incontra gli ufficiali e i sottufficiali professionisti ticinesi

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi incontra gli ufficiali e i sottufficiali professionisti ticinesi

Comunicato stampa

Si è svolto ieri pomeriggio a Bellinzona nell’aula del Gran Consiglio l’annuale incontro del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi con gli ufficiali e i sottufficiali professionisti ticinesi. Oltre alle tematiche strettamente connesse con la presenza dell’Esercito in Ticino, il pomeriggio è stato caratterizzato dall’intervento del responsabile dell’informazione RSI, Reto Ceschi, che ha parlato sul “Ruolo dei media al giorno d’oggi e nella gestione delle crisi”.  

Ogni anno il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra gli ufficiali e i sottufficiali professionisti per uno scambio di informazioni e per mantenere stretti rapporti, che favoriscono l’importante presenza dell’Esercito nel nostro Cantone. Tre i momenti principali dell’appuntamento di ieri.
Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, ha presentato il programma e le attività previste durante l’operazione Odescalchi, che si svolgerà in Ticino e sulla fascia di confine della provincia di Varese dal 13 al 19 giugno 2022.
Dal canto suo, Norman Gobbi ha toccato alcuni temi d’attualità che interessano sia il Dipartimento delle istituzioni sia l’Esercito. Ha così presentato l’attuale stato del progetto del Centro Poligoni di tiro del Monte Ceneri e la situazione delle piazze d’armi ticinesi. Ha poi sviluppato il tema della sicurezza e ha indicato le sfide future del Cantone, legate alla formazione, alla demografia, ai posti di lavoro, alla mobilità, alle finanze, ai pericoli naturali e alla digitalizzazione.
Il terzo momento è invece stato riservato al Responsabile del Dipartimento informazione della RSI, Reto Ceschi, che ha parlato del ruolo dei media con particolare riferimento alla gestione delle crisi. Un focus che ha permesso di meglio comprendere anche i compiti del servizio pubblico nel settore dell’informazione per esempio in caso di grandi eventi catastrofici, nonché i punti di contatto che oggi esistono tra SSR SRG e l’Esercito. Indicativa è poi stata l’esperienza avuta durante la pandemia, soprattutto nel corso della prima ondata l’anno scorso, quando è stato costituito lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta.   

Coronavirus – Personale dell’Esercito a supporto del sistema sanitario ticinese

Coronavirus – Personale dell’Esercito a supporto del sistema sanitario ticinese

09Comunicato stampa

Come avvenuto durante la fase primaverile della pandemia, il Consiglio di Stato ha richiesto e ottenuto un ulteriore supporto di personale dell’Esercito per il sistema sanitario ticinese, visto che l’attuale situazione di forte pressione potrebbe protrarsi per diversi mesi.

Se durante la prima ondata il numero di persone ospedalizzate in Ticino – dopo il picco, giunto a fine marzo – è diminuito quasi con la stessa rapidità con cui era aumentato, la situazione attuale è caratterizzata da una stabilizzazione dei ricoveri a livelli però molto elevati, pari a circa l’85% del livello massimo raggiunto a primavera. La seconda ondata pandemica sta dunque comportando una pressione elevata e prolungata sul sistema sanitario del nostro Cantone, con un aumento notevole del carico di lavoro per il personale di cura.

Alla luce di queste tendenze, il Consiglio di Stato ha considerato una serie di misure per alleviare il sistema sanitario ticinese. Il Governo si è tra l’altro rivolto all’Ufficio federale della protezione della popolazione, chiedendo che – come avvenuto nella scorsa primavera – il Ticino possa beneficiare di un ulteriore supporto dell’Esercito e dei suoi militi, in particolare per i due ospedali acuti di riferimento COVID ticinesi, la Clinica Luganese Moncucco e l’Ospedale Regionale di Locarno.

Ieri è giunta conferma che la richiesta è stata accolta nella misura di un contingente di 18 militi, che si aggiungeranno agli attuali 12 già attivi presso l’Ospedale Regionale di Locarno, per una durata di 30 giorni. Questo sostegno permetterà, in particolare, di alleviare parzialmente i turni e il carico di lavoro del personale sanitario, confrontato anche con le assenze di operatori posti in isolamento o in quarantena.

Ripresa del reclutamento per il servizio militare e della Protezione Civile a partire dal 25 maggio 2020

Ripresa del reclutamento per il servizio militare e della Protezione Civile a partire dal 25 maggio 2020

Comunicato stampa

La Sezione del militare e della protezione della popolazione, Comando di circondario, a seguito della decisione dell’esercito conferma che il reclutamento per il servizio militare e per la Protezione civile riprenderà a partire da lunedì 25 maggio 2020 nel rispetto delle norme igieniche accresciute e di distanza sociale. Pertanto tutti i convocati al reclutamento che hanno previsto di svolgere la scuola reclute nell’estate del 2020 verranno contattati personalmente nei prossimi giorni per informarli della nuova data prevista. Per evitare incomprensioni i convocati al reclutamento ai quali è stata annullata la convocazione riceveranno un’informazione personale e sarà loro trasmessa una nuova convocazione.   

Dopo 60 giorni viene liberata la compagnia sanitaria 2, ma l’appoggio dell’esercito al Ticino continua

Dopo 60 giorni viene liberata la compagnia sanitaria 2, ma l’appoggio dell’esercito al Ticino continua

Comunicato stampa

Oggi, giovedì 14 maggio, alla Caserma del Monte Ceneri, si è svolta la cerimonia della resa della bandiera della compagnia sanitaria 2 che oggi verrà liberata dal servizio. Alla cerimonia, svoltasi in forma ridotta nel rispetto delle norme igieniche accresciute, hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi e il divisionario Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3.

Tra le prime truppe chiamate a far fronte all’emergenza Coronavirus, la compagnia sanitaria 2 (cp san 2) del capitano Marco Spacio è entrata in servizio sulla piazza di mobilitazione di Ambrì il 17 marzo 2020. Da allora, acquartieratasi nella caserma del Monte Ceneri, ha fornito il suo sostegno alle autorità del Canton Ticino rilevando le truppe delle Scuole sanitarie 42 di Airolo che dai primi giorni della crisi avevano offerto spontaneamente il loro aiuto. Dopo un breve periodo di formazione specifica all’impiego per il COVID-19, il 21 marzo, quale primo compito, i soldati della cp san 2 hanno montato una tenda sanitaria militare davanti all’ospedale Civico.

Svariate le attività svolte dagli uomini del capitano Spacio, per la maggior parte concentrate su compiti d’appoggio agli ospedali: triage dei pazienti, monitoraggio dei parametri vitali, supporto logistico e trasporto di materiale sanitario tra i nosocomi. Non sono mancati anche compiti più impegnativi: ad esempio, alcuni soldati hanno prestato servizio nei reparti di chirurgia, medicina, oncologia e in pronto soccorso. Fino a un massimo di 60 militari sono stati impiegati contemporaneamente; a loro vanno aggiunti inoltre tutti i militi il cui lavoro in cucina, magazzino ed ufficio ha garantito il buon funzionamento della compagnia. Oltre agli ospedali Beata Vergine (Mendrisio), Italiano, Civico (Lugano), San Giovanni (Bellinzona) e La Carità (Locarno), anche la clinica Moncucco, la fondazione Madonna di Re, la Clinica Santa Chiara e la Clinica Malcantonese di Castelrotto così come i centri per richiedenti l’asilo di Chiasso e Balerna hanno usufruito del sostegno dei militari.
“La compagnia sanitaria 2 si è fatta trovare pronta e il duro lavoro svolto nei corsi di ripetizione passati ha dato i propri frutti. Nelle varie strutture sanitarie e in caserma avete lavorato in maniera professionale e diligente dando sempre il massimo delle vostre capacità. Sono consapevole del fatto che avete vissuto delle situazioni difficili. Non si è mai abbastanza pronti a confrontarsi con il dolore e la morte dell’essere umano. Ho un profondo rispetto del lavoro svolto e di come avete gestito le varie situazioni.” Sono le parole che il capitano Spacio ha rivolto ai suoi uomini. Hanno inoltre preso la parola il comandante del battaglione d’ospedale 5, il cappellano e un soldato. Il divisionario Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3 responsabile dell’impiego militare in Canton Ticino, nel ringraziare tutti i militari per lo straordinario impegno dimostrato, si è detto orgoglioso di come ognuno abbia prontamente risposto alla chiamata mettendosi a disposizione con professionalità e spirito di sacrificio in questo difficile momento. Ha infine preso la parola il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi che, nel ringraziare i militari per il servizio reso al Ticino e ai Ticinesi, ha affermato: “L’impiego coordinato di tutte le nostre migliori forze di primo intervento predisposto dallo SMCC ha dimostrato le ottime capacità del Canton Ticino di affrontare un’emergenza tanto subdola come quella legata al virus Covid-19. E in questo contesto l’Esercito ha prestato un contributo sussidiario di prim’ordine. Voi soldati avete dato tanto a favore dei vostri concittadini ticinesi. Sono convinto che abbiate ricevuto un equivalente ritorno di benefici in quanto a esperienza e motivazione. Fatene tesoro per la vostra vita quotidiana”.
Domani, venerdì 15 maggio, dopo 60 giorni di servizio, la compagnia sanitaria 2 verrà licenziata, ma non tutti i suoi uomini torneranno subito a casa: un distaccamento di volontari si è offerto di continuare il lavoro restante. Questi militari verranno attribuiti pertanto alle Scuole sanitarie 42 di Airolo che oggi hanno rilevato la compagnia sanitaria 2 nell’adempimento delle richieste cantonali che restano pendenti: l’appoggio sanitario al centro richiedenti l’asilo di Balerna e il rinforzo al servizio ambulanze.

 

Didascalia:
Immagine 1: La compagnia sanitaria 2 al completo.
Immagine 2: Il presidente del Governo Norman Gobbi consegna al capitano Spacio (e in seguito a tutti i militi) una bottiglia di Merlot di Mezzana con etichetta commemorativa e firmata in ricordo dell’impiego in Ticino della cp san 2.
Immagine 3: Un momento dell’intervento del presidente del Governo Norman Gobbi.
Immagine 4: Il comandante della divisione territoriale 3 Lucas Caduff in primo piano al momento del Salmo Svizzero. Alle sue spalle il capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi.