Giustizia: efficienza attraverso dialogo e conduzione

Giustizia: efficienza attraverso dialogo e conduzione

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017/18 |

Stimati Magistrati di ogni ordine,
Stimato Presidente e membri del Consiglio della Magistratura,
Stimati Giudice federale, Presidente del Tribunale di appello, Procuratore generale,
Stimati Professori,
Funzionari dell’Amministrazione cantonale,
Collaboratori giuridici e amministrativi della Magistratura,
Egregi Avvocati e Pubblici notai,
Gentili Signore ed Egregi Signori,

a nome del Consiglio di Stato, rivolgo un cordiale benvenuto a questo nostro annuale appuntamento che segna con l’ufficialità l’apertura del nuovo anno giudiziario 207/18.

L’anno che si sta per concludere è stato costellato da vari avvicendamenti in Magistratura che, come di consueto, vado a ricordare. A livello di giudicature di pace, il popolo ha eletto per il Circolo di Onsernone Bruno Gazza, per il Circolo di Mendrisio Giorgio Romano, per quello di Caneggio Romana Poncioni, per il Circolo di Magliasina Lavinia Sergi-Indemini, per il Circolo di Taverne Lara D’Alessio, per il Circolo di Onsernone Pietro Garbani Nerini e per il Circolo di Agno Chiara Lurati. Per le Preture, il Pretore Matteo Pedrotti ha assunto l’ottobre scorso la presidenza della Pretura di Lugano, subentrando al Pretore Francesco Trezzini. Tre sono stati i Pretori supplenti straordinari nominati nel corso dell’anno: Elisa Bianchi Roth ed Elettra Orsetta Bernasconi Matti in sostituzione della Pretore Sonia Giamboni e Matteo Salvadè in sostituzione del Pretore Enrico Pusterla. L’agosto scorso, ha quindi assunto la Presidenza dell’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi il giudice Maurizio Albisetti subentrando a Edy Meli. All’interno del Ministero pubblico è stata nominata quale procuratrice supplente straordinaria Cinzia Luzzi in sostituzione della procuratrice pubblica Francesca Lanz e nei giorni scorsi, il Parlamento ha nominato neo procuratrice pubblica Anna Fumagalli in sostituzione di Nicola Corti. Nei prossimi mesi sarà la volta di sostituire la procuratrice pubblica Roberta Arnold. Infine, in quest’anno giudiziario ha preso avvio il rinnovo delle cariche, con l’elezione per il periodo 2017-2027 del Tribunale di espropriazione, sempre presieduto dalla giudice Margherita De Morpurgo e quindi dell’elezione del Consiglio della Magistratura per il periodo 2017-2022, presieduto dal giudice Werner Walser.

Tanti gli avvicendamenti, giustificati da svariati motivi, che rappresentano per i neo eletti una nuova sfida da raccogliere e affrontare. A tutti, formulo i miei auguri per un lavoro proficuo ed efficiente.
Un pensiero di riconoscenza vada anche ai giudici Marco Ramelli e Claudio Lepori, già presidenti del Tribunale di appello, al già giudice d’appello Italo Macconi e all’avv. Gianmaria Mosca, curatore per anni della Raccolta di giurisprudenza in materia di locazione, deceduti negli scorsi mesi.

* * *

Oggi si apre il nuovo anno giudiziario. È questo il momento in cui spetta a me fornire un resoconto ai rappresentanti della magistratura, delle istituzioni e alla collettività, dell’attività legata all’amministrazione della giustizia svolta nel nostro Cantone alla luce dei risultati raggiunti formulati nel Rendiconto della Magistratura 2016. Il momento quindi di indicare i rimedi e le iniziative che, ad avviso del Dipartimento delle istituzioni, sono suscettibili di migliorare la risposta di giustizia che i cittadini attendono.

Sapete che il Progetto “Giustizia 2018” che si prefigge di dotare il nostro Cantone di un apparato giudiziario moderno, efficace ed efficiente, che sappia rispondere in modo sempre soddisfacente e puntuale alle esigenze dei cittadini segue il suo corso. Con qualche ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata, ritardo dovuto a progetti concomitanti del Governo e del Dipartimento, in particolare legati al Pacchetto di misure di risanamento delle finanze cantonali. Faremo il punto i prossimi mesi. Nel frattempo, a questo progetto se ne è aggiunto uno fondamentale ai fini dell’efficienza, derivante dalla nuova Legge stipendi degli impiegati dello Stato. Nuova legge che porterà a partire dal prossimo anno, l’implementazione di un sistema di valutazione delle prestazioni dei collaboratori dell’Amministrazione cantonale e quindi anche della Magistratura, giocoforza definendo a monte gli obiettivi complessivi del rispettivo ufficio che sia amministrativo o giudiziario.

La giustizia è indipendente: ma non dall’efficienza. La buona gestione deve venir prima di tutto. E questo non è un discorso da non affrontare, trincerandosi dietro il principio della separazione dei poteri e dell’autonomia della Magistratura. La valutazione del personale legata a un giudizio sulle prestazioni, definite dagli obiettivi, è determinante per migliorare le prestazioni in qualsiasi organizzazione, così da orientare l’attività verso una sempre migliore partecipazione dei singoli al raggiungimento degli obiettivi definiti dall’ufficio. Una sfida questa, che è stata colta dai Presidenti delle Magistrature permanenti nel corso del primo incontro avvenuto con il Dipartimento il 16 maggio scorso a Bellinzona, i quali hanno dato il loro consenso a costituire nei prossimi mesi un gruppo di lavoro che procederà all’elaborazione di un sistema unico di valutazione del personale da introdurre in Magistratura, declinato alle esigenze delle singole Autorità giudiziarie. Un aspetto centrale della nuova Legge stipendi degli impiegati dello Stato, che presuppone un rafforzamento della cultura dei colloqui regolari e della valutazione per obiettivi generali della singola Autorità giudiziaria e, di conseguenza, della valutazione più specifica degli obiettivi legati ai singoli collaboratori.

* * *

I dati statistici relativi all’anno 2016 che si è concluso di cui al Rendiconto della Magistratura 2016, evidenziano per il Consiglio della Magistratura una situazione che, dal profilo dei numeri, è definita dal “risultato lusinghiero”. Me ne rallegro.
Ma esaminando il Rendiconto, mi rammarico ancora una volta dell’assenza di indicazioni sulla durata dei procedimenti, come pure di un monitoraggio degli incarti prescritti. Dati riconosciuti e conosciuti ormai in tanti Paesi e Cantoni, che in Ticino non sembrano ancora aver assunto quell’importanza che meritano. Dati tuttavia che assumono un’importanza decisiva quando l’Esecutivo e il Legislativo devono determinarsi sui correttivi a eventuali disfunzionamenti – relativi – della giustizia, che vanno a concludersi sempre con potenziamenti organizzativi.

La valutazione dell’efficienza, non può unicamente fondarsi su dati lusinghieri, occorrendo analizzare ulteriori indicatori per un’analisi puntuale del settore della giustizia in termini di efficienza: la durata e la percentuale dei casi di conferma della decisione nel successivo grado di giudizio, come pure la percentuale delle sentenze impugnate per rispetto a quelle emesse. E l’Esecutivo e il Legislativo, quando decidono un potenziamento – e lo faranno ancora prossimamente – devono poter valutare innanzitutto l’impegno e la professionalità dei magistrati e dei loro collaboratori. Inoltre, devono poter valutare se i ritardi sono ascrivibili a carenze e lacune nell’organizzazione e nell’impiego delle risorse, oppure a situazioni conclamate legate a responsabilità personali che citava il già Consigliere di Stato Alberto Lepori. Questa modalità di monitoraggio è in uso presso l’Amministrazione cantonale, perché non in tutta la Magistratura? Perché non estendere la conduzione efficace che conoscono alcune autorità giudiziarie cantonali a tutto il potere giudiziario?

* * *

La giustizia è un elemento centrale dello Stato di diritto. È quindi fondamentale che essa si modernizzi nell’organizzazione e nella gestione e, in particolare nella conduzione del suo personale, se intende assicurare a lungo termine la propria funzione con qualità, nel rispetto delle garanzie costituzionali e convenzionali, a costi ragionevoli per la collettività.

* * *

Sulla conduzione del personale, ribadisco la necessità di definire gli obiettivi da raggiungere, aspetto che non può prescindere da una rilevazione di tutti gli incarti pendenti presso le varie autorità giudiziarie, così da poter determinare le priorità di intervento. Un primo importante passo per ragionare in ottica di efficienza. Tanto semplice, quanto efficace una volta concretizzato nell’attività giudiziaria.

Connesso a questo tema, vi è quello delle attività accessorie svolte dai magistrati a tempo pieno segnalato dal Consiglio della Magistratura. Un tema che verrà affrontato prossimamente dal Dipartimento, anche per le ripercussioni, non solo sull’indipendenza e l’imparzialità della Magistratura, ma anche, richiamando quanto appena detto, sull’efficienza dell’operato del potere giudiziario.

Altro ambito che mira all’ammodernamento della gestione dell’apparato giudiziario è l’introduzione degli eDossier, i dossier elettronici. Ed è proprio il Tribunale federale che ha dato un impulso di rilievo verso l’automatizzazione delle procedure di giustizia in materia civile, penale e amministrativa. E il Dipartimento delle istituzioni, intende aderire, a questa ulteriore sfida che deve affrontare la Magistratura. Un tema importante, quanto inevitabile, vista l’evoluzione della nostra società, che discuteremo in occasione dei prossimi incontri tra Magistratura e Dipartimento, incontri che vedranno la partecipazione a dipendenza dei temi, anche di interlocutori terzi del potere giudiziario.

* * *

È stato scritto negli scorsi mesi che l’anno giudiziario che si è chiuso, andrà ricordato come l’anno della riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi e quello delle partenze dei magistrati al Ministero pubblico. Non direi proprio. Anzi.

L’anno che si chiude deve essere ricordato come l’anno dell’inizio di un proficuo dialogo, costante e regolare, tra Potere esecutivo e giudiziario, grazie alla formalizzazione, avvenuta con un primo incontro lo scorso maggio, di un tavolo di discussione e di dialogo costruttivo sui temi della giustizia, nella pur sempre fisiologica dialettica delle rispettive posizioni.

* * *

Termino il mio intervento odierno, con un ragionevole auspicio. Ovverosia quello di poter constatare in futuro che quel tribunale o quell’altra autorità giudiziaria, ha incrementato fortemente la produttività, contraendo in maniera drastica le pendenze e ciò, non a discapito della qualità delle decisioni. Come? Grazie a una conduzione efficace da parte del Presidente, alla condivisione di personale, a riorganizzazioni dei flussi di lavoro e a un’accresciuta collaborazione tra gli attori della giustizia, soprattutto.

Rendere la giustizia efficace attraverso l’efficienza costituisce un obiettivo di lunga durata per le Istituzioni di uno Stato moderno, anche in funzione di una politica di crescita e di sviluppo. Da qui l’importanza e la necessità di affrontare il tema seriamente, in maniera partecipata e costantemente.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

PG, concorso “affollato”

PG, concorso “affollato”

Da RSI.ch | Tre procuratori in carica e almeno quattro esterni per il posto di John Noseda. Gobbi: “Rimane una carica pubblica importante”

L’approfondimento a Il Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/PG-concorso-affollato-9187078.html

L’interesse per succedere a John Noseda, che tra poco più di un anno concluderà il suo mandato di procuratore generale per raggiunti limiti di età, non sembra mancare, malgrado le dimissioni polemiche di Nicola Corti nei mesi scorsi abbiano creato un po’ di scompiglio.

“Rimane una carica pubblica importante”, ha motivato così l’interesse suscitato dal concorso il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Dal toto-candidati sono usciti diversi nomi di magistrati in carica: quelli dei due sostituti procuratori generali Antonio Perugini e Andrea Pagani, ma pure quelli di Moreno Capella e di Fiorenza Bergomi. I primi tre hanno trovato conferme, il quarto no.

Tanti nomi e un rischio, quello che si crei una lotta interna: “Spero che i procuratori in carica si concentrino non tanto sulla campagna elettorale davanti al Gran Consiglio, ma nello svolgere il loro lavoro in maniera corretta. Dall’altra parte credo che sia anche opportuno che il Parlamento abbia un ampio ventaglio di scelta”, ha precisato Gobbi.

I “papabili” esterni alla Procura sarebbero almeno 4: tra loro ha già confermato pubblicamente la sua discesa in campo l’avvocato Emanuele Stauffer, che è un ex procuratore. Anche l’ex sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni ha fatto sapere di essere tra i candidati. La procedura prevede che tutte le candidature siano trasmesse alla Commissione di esperti, chiamata a preavvisarle all’indirizzo del GC. Si potrebbe andare in aula già entro l’autunno.

«Nessun costo, sono investimenti»

«Nessun costo, sono investimenti»

Dal Corriere del Ticino | Il procuratore generale John Noseda ribadisce la necessità di potenziare la Magistratura, Norman Gobbi replica: «Oltre a concentrarsi sulle risorse bisogna ragionare sui processi» – Si scalda la polemica sulle note spese degli avvocati.

Chiamati a dialogare per il bene e la sicurezza del cittadino, ma sovente costretti a fare i conti con differenti esigenze in termini di risorse. Il controverso intreccio tra il potere giudiziario e quello politico ieri sera è stato il protagonista della puntata di Piazza del Corriere su TeleTicino. Una puntata, quella moderata dal caporedattore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, che ha potuto contare sulla presenza del procuratore generale John Noseda. E quest’ultimo è subito stato chiaro: «Capisco benissimo i problemi politici, ma bisogna rendersi conto di una cosa. Se chiediamo un potenziamento del Ministero pubblico o della polizia nell’ambito dei reati finanziari è perché questi generano un costo enorme per il Cantone sul piano dei fallimenti, degli oneri sociali non pagati o della fiscalità». Fatta questa premessa Noseda è quindi tornato a ribadire: «Un debito potenziamento dell’apparato giudiziario permetterebbe di reprimere maggiormente i fenomeni citati. Nessuna spesa dunque, parliamo di investimenti». Chiamato in causa, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha però sottolineato: «È importante concentrarsi non solo sulle risorse ma anche sui processi e sulla loro ottimizzazione. E questo al fine di liberare forze per i dossier prioritari». Il presidente del Consiglio della magistratura Werner Walser ha tuttavia ricordato come «quello della sottodotazione del personale è un tema di discussione quotidiano». E sulle possibili soluzioni ha aggiunto: «Più che magistrati abbiamo bisogno di specialisti». Un appello, questo, sposato in toto da Noseda: «Il mio problema è l’inchiesta, poiché senza di essa non si trovano i colpevoli e la verità. E per condurre un’inchiesta servono analisti, ispettori e giuristi supplementari». Riconoscendo tra il serio e il faceto di essere «cascato in un periodo sfortunato» per le casse del Cantone, il procuratore generale ha quindi esortato: «Il Parlamento, ma anche il direttore del DFE devono finalmente essere disponibili».

A proposito di Gran Consiglio e di una sorta di «carenza di vocazione» per il ruolo di procuratore pubblico, il presidente dell’Ordine degli avvocati Renato Cabrini ha poi evidenziato: «So che la legge assegna al Parlamento l’autorità di nomina. Ma si dovrebbe dare più importanza alla professionalità e alle competenze del magistrato». Dello stesso avviso Gobbi, che ha riconosciuto «un freno» nell’avvicinarsi alla carica giudiziaria. Noseda ha perciò invitato le parti in causa a studiare una struttura «che garantisca davvero l’accesso dei migliori», dando maggiore peso alle analisi approfondite della Commissione di esperti.

Tornando all’attualità e ai cantieri aperti l’attenzione si è quindi spostata sulla nomina di un procuratore pubblico straordinario e sulla riforma Giustizia 2018. In merito al primo dossier Gobbi ha anticipato: «Il messaggio arriverà prima dell’estate. Sarà un incarico a scadenza con obiettivi ben precisi in termini di incarti da evadere». Nel quadro della riforma giudiziaria la lente del direttore delle Istituzioni si è invece posata sul Ministero pubblico: «Bisogna capire se l’organizzazione così orizzontale è ancora confacente a una struttura che nel tempo è evoluta. In tal senso eliminare la figura del procuratore pubblico sostituto fu un errore». Un’affermazione condivisa da Walser, secondo cui «servono meno ufficiali e più soldati, creando un percorso di carriera interna». «Questo va fatto, non fosse altro perché è una gerarchia che esiste ovunque» ha confermato Noseda, che in merito ai compiti futuri del capo della Procura ha per contro affermato: «Il procuratore generale ha un’unica facoltà disciplinare che è quella di togliere l’incarto a un magistrato. Sarebbe forse il caso di disporre di un margine d’intervento maggiore». È per questo motivo che Noseda ha troppi incarti? lo ha sollecitato Righinetti. «No semplicemente ho assunto molti degli impegnativi incarti finanziari esplosi negli ultimi anni» ha risposto Noseda, che sulla scelta del suo sostituto ha infine affermato: «Il Gran Consiglio si dia una mossa per giungere a una soluzione in settembre». Riferendosi al periodo di nomina di soli 2 anni Cabrini ha però avvisato: «Un libero professionista avrebbe molte difficoltà ad assumere questo ruolo. Servirebbero garanzie più durature».

Va scaldandosi la polemica sulle note spese

Non accenna a placarsi la polemica innescata dal giudice Marco Villa che, al termine di un processo, aveva ridotto da 120.000 a 80.000 franchi le note spese presentate dai legali d’ufficio degli imputati, ritenendo ingiustificate diverse prestazioni (cfr. l’edizione del 6 maggio). A prendere la parola in difesa dei propri affiliati è ora l’Ordine degli avvocati (OATI) che, nel suo ultimo bollettino, non esita a parlare di «grave lesione d’immagine». Le recenti pubbliche esternazioni di un magistrato in ambito di patrocinio d’ufficio – leggiamo – «hanno gravemente leso l’immagine di alcuni affiliati OATI e dell’avvocatura in generale». Nel suo scritto, il Consiglio dell’Ordine tiene a ribadire come i regolamenti prevedano che all’avvocato sia «riconosciuto l’onorario per le prestazioni necessarie per lo svolgimento del patrocinio a un tariffario orario inferiore a quello usuale». Ma non è tutto: «L’avvocato adempie i mandati d’ufficio con la stessa diligenza profusa negli altri mandati. Uno degli aspetti più nobili dell’avvocatura è proprio quella di contribuire all’accesso alla giustizia anche alle classi sociali meno fortunate». «Non si può non sottacere che l’aumento in questo settore della spesa pubblica è indipendente dal nostro volere ed è determinato da fattori esogeni, in particolare la continua espansione del diritto penale materiale e l’introduzione delle recenti riforme di diritto penale procedurale federale».

Infine, l’affondo conclusivo: «L’avvocato si rivolge alle autorità con il rispetto loro dovuto e si attende da loro la medesima considerazione. Il Consiglio dell’Ordine esprime nell’immediato un sentimento di vicinanza ai suoi affiliati messi iniquamente in cattiva luce». Dopo il processo all’origine di tutto, la polemica era tornata a scaldare gli animi in un secondo dibattimento in cui l’avvocato Didier Lelais aveva voluto fare chiarezza per «evitare di passare da avvocato ad accusato». Lo aveva fatto spiegando nei dettagli la nota d’onorario visto che è «sacrosanto il diritto a una difesa dell’imputato».

LA SCHEDA

L’attività della procura Nel 2016 il Ministero pubblico ha aperto 11.124 incarti, ossia 366 in più rispetto al 2015. I dossier riportati sul 2017 sono per contro stati 6.181, a fronte dei 6.320 registrati all’inizio del 2016. Sempre l’anno scorso sono stati emessi 6.527 decreti d’accusa, con un incremento di 577 unità su base annua. Gli atti d’accusa hanno per invece toccato quota 202 (+28 rispetto al 2015), per quello che rappresenta un record dal 2001.

I Tribunali Nel 2016 il Tribunale penale cantonale ha aperto 237 nuovi incarti; l’anno precedente erano stati 219. Il Tribunale cantonale amministrativo lo scorso anno ha da parte sua registrato una leggera diminuzione: gli incarti sono infatti passati da 743 a 722.

Il Magistrato dei minorenni Il segno «+» ha invece accompagnato anche l’attività della Magistratura dei minorenni, con i nuovi incarti cresciuti di 54 unità, per un totale di 874 nel 2016.

Nel complesso In termini complessivi durante il 2016 sono stati 46.702 gli incarti evasi dai 117 magistrati che compongono il nostro apparato giudiziario.

(Articolo di Massimo Solari)

La sfida della Magistratura: conciliare qualità con rigore

La sfida della Magistratura: conciliare qualità con rigore

Dal Giornale del Popolo | Faccia a faccia ieri tra i vertici del DI e un pool di procuratori e giudici

Risparmi dovranno essere trovati anche nella Giustizia, ma non è detto che non ci siano nuovi spazi di manovra.

È una Magistratura che saluta con piacere il rinnovato dialogo con il suo referente istituzionale, quel Dipartimento delle Istituzioni, diretto da Norman Gobbi, che ieri ha organizzato il primo di una serie di incontri «regolari» con la Magistratura e i suoi rappresentanti (al faccia a faccia erano presenti, tra gli altri, il Procuratore generale John Noseda, il Presidente della Pretura Penale, Marco Kraushaar, il Magistrato dei minorenni, Reto Medici e tutti i Pretori delle Preture regionali), proprio per «condividere le necessità – ha riferito il consigliere di Stato – e guardare con una prospettiva di medio lungo termine alle esigenze future».

Dopo 7 anni dall’entrata in vigore dei nuovi Codici di procedura penale e civile, ha rilevato il ministro, «valeva insomma la pena fare una riflessione su quale evoluzione potrà avere la giustizia in rapporto alle risorse».

Già, perché i temi sul tavolo non sono pochi, a cominciare dalla richiesta di dotare la Procura di un Procuratore straordinario per liquidare le pendenze e dare una mano
al settore finanziario, «avvallata dal Consiglio della Magistratura», ha annotato il suo presidente Werner Walser, e di potenziare il Tribunale penale con 4 nuovi vice-cancellieri, proposta anch’essa ben vista dal Consiglio della Magistratura.

Non meno importante è anche l’idea, avanzata proprio ieri al Dipartimento dal pool di giudici e magistrati, di dare più poteri ai Segretari giudiziari, così da concedere loro il potere di istituire e decidere per il settore delle contravvenzioni. Per procedere in questo senso, è stato spiegato ieri ai giornalisti dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, dal presidente Walser e da Matteo Cassina, presidente del Tribunale d’appello, occorrerà una modifica legislativa ad hoc.

Allo stesso modo interessante ieri è stata inoltre definita l’ipotesi lanciata settimana scorsa dal giudice Marco Villa, in modo un po’ provocatorio, di introdurre per gli avvocati della prima ora un tetto di spesa per certi reati, «così come avviene già in altri Cantoni», ha specificato il presidente del Consiglio della Magistratura.

Quel che è certo, ha riferito Gobbi, è che «andranno fissate alcune priorità di intervento», tra cui troverà sicuramente posto «il mantenimento del dialogo avviato oggi e la volontà di rispondere alle esigenze della giustizia». Giustizia che, da parte sua, ha sottolineato Walser, è chiamata «anche lei a fare i compiti», come nel caso della pianificazione delle risorse umane e dei limiti imposti a tutti i settori dello Stato dal Gran Consiglio con la manovra di rientro finanziario.

«È una grossa sfida, perché alla qualità non si può fare sconti – ha annotato Walser -, ma sul versante della riduzione di personale stiamo valutando dove e con quali misure organizzative si riesca a mantenere il livello di oggi con qualche persona in meno, soprattutto sul versante del personale amministrativo».

(Articolo di Andrea Bertagni)

Modem (RSI Rete Uno) – Magistratura quo vadis?

Modem (RSI Rete Uno) – Magistratura quo vadis?

Da RSI.ch | Collegamento all’audio della puntata: http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/modem/Magistratura-quo-vadis-9016879.html

È uno dei punti sensibili che tocca direttamente il potere giudiziario e che con una certa regolarità si ritrova sotto i riflettori della cronaca:

quest’anno si sono registrate le dimissioni dei procuratori pubblici Nicola Corti (con una polemica lettera aperta pubblicata a gennaio), Roberta Arnold (per sovraccarico di lavoro) e la sostituzione di Francesca Lanza per motivi personali. Defezioni che, di fatto, mettono in crisi una struttura che fra un anno vedrà la partenza, per raggiunti limiti di età, del Procuratore generale John Noseda.

Per cercare di ovviare al sovraccarico di lavoro il Dipartimento ticinese delle Istituzioni sta pensando di operare temporaneamente (un anno o due) con 20/21 procuratori per sostenere, in particolare, la sezione Reati finanziari.

Se il Gran Consiglio l’accetterà, la misura basterà a ridare serenità ed efficienza ad un settore fondamentale come quello della giustizia?

Modem ne dibatte con:

Renato Cabrini, Presidente dell’Ordine degli avvocati TI; Normann Gobbi, Capo Dipartimento Istituzioni TI; Francesco Lepori, Cronaca giudiziaria RSI; John Noseda, Procuratore generale TI.

Procuratore pubblico supplente: dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi

Procuratore pubblico supplente: dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Oggi pomeriggio l’Avv. Cinzia Luzzi, designata nella giornata di ieri a titolo temporaneo dal Consiglio di Stato alla carica Procuratore pubblico supplente, ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, rendendo effettiva la sua funzione.

Il Procuratore pubblico supplente, ricordiamo, sostituirà il Procuratore pubblico titolare Avv. Francesca Lanz, assente per motivi personali.

Alla cerimonia di giuramento, svoltasi a Bellinzona presso Palazzo delle Orsoline, hanno preso parte il Presidente del Governo Manuele Bertoli, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Werner Walser e il Procuratore generale del Ministero pubblico John Noseda.

Nomina del Capo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Nomina del Capo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha nominato Silvia Marconcini quale nuova capoufficio all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia in sostituzione di Tiziano Schira prossimo al pensionamento. La signora Marconcini sarà la decima funzionaria dirigente donna del Dipartimento delle istituzioni; un dato che riflette l’impegno della Direzione dipartimentale nel rispettare le pari opportunità.

Silvia Marconcini, attinente di Morbio Inferiore e domiciliata a Breggia, è attualmente responsabile «Parts contratti e nuovi lanci» presso la CNHI International SA, azienda con sede a Paradiso. Classe 1966, madre di un figlio, dopo la scuola di commercio, si è diplomata presso la Scuola alberghiera Svizzera di Lucerna. Le esperienze professionali successive, l’hanno tuttavia portata sin da subito a confrontarsi con società di trading attive in campo internazionale all’interno delle quali ha consolidato le proprie competenze fino ad assumere negli anni novanta, vari ruoli di responsabilità. Accanto all’attività lavorativa, essa ha seguito varie formazioni continue, tra cui un executive master specifico per il settore industriale “Operations & Supply-Chain Management”, volto in particolare ad accrescere le competenze e gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Negli anni, la Signora Marconcini ha quindi maturato una solida esperienza nel settore contabile-finanziario e pure nella conduzione del personale, acquisendo altresì importanti competenze nell’ambito della procedura di incasso.

In qualità di responsabile dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, avrà il compito di garantire le attività di incasso delle multe, delle pene pecuniarie, delle tasse e delle spese giudiziarie emesse dalle Autorità giudiziarie civili e penali, come pure assicurare l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva per le multe amministrative di altri Cantoni, per le multe militari e per le multe doganali, oltre che provvedere al recupero dell’assistenza giudiziaria concessa ai cittadini. Nell’ottica di un rafforzamento e miglioramento costante dell’attività svolta dall’Ufficio, essa si occuperà inoltre della riorganizzazione dello stesso in vista anche del suo trasferimento logistico a Bellinzona, una riorganizzazione che permetterà di valorizzare il ruolo quale punto di riferimento per la contabilità e la gestione finanziaria delle autorità giudiziarie, d’intesa con la Direzione della Divisione della giustizia.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere un sentito ringraziamento a Tiziano Schira per l’apprezzato impegno durante la sua pluriennale esperienza all’interno dell’Amministrazione cantonale, in particolare nella creazione nel gennaio 2007 dapprima del Servizio incassi dell’allora Sezione esecuzione pene e misure della Divisione della giustizia, divenuto nel 2011 Ufficio dell’incasso e delle pene

Pretura di Mendrisio Sud: designazione del Pretore supplente

Pretura di Mendrisio Sud: designazione del Pretore supplente

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Ieri pomeriggio il Dr. iur. Avv. Matteo Salvadè ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, assumendo, a contare dal 1. maggio 2017, la carica di Pretore supplente della giurisdizione di Mendrisio Sud. Attivo presso la Pretura di Mendrisio Sud in qualità di Segretario assessore, sostituirà temporaneamente il Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per malattia.

Classe 1985, il Dr. iur. Avv. Matteo Salvadè ha conseguito nel 2009 la Master in diritto all’Università di Friborgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2011. A partire dallo stesso anno ha svolto il ruolo di Segretario assessore nella Pretura di Mendrisio Sud, autorità giudiziaria in cui era già stato attivo alcuni mesi a fine 2010 come alunno giudiziario e all’interno della quale ha potuto compiere in questi anni un arricchente percorso di crescita sia a livello lavorativo che personale. Lo scorso gennaio ha inoltre conseguito all’Università di Lucerna un dottorato in diritto con la tesi “Assunzione di prove a titolo cautelare in base al Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC)”.

Il Pretore supplente della giurisdizione di Mendrisio Sud assumerà la carica a contare dal 1. maggio 2017 in sostituzione del Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per malattia e al quale trasmettiamo i migliori auguri di pronta guarigione.

Alla cerimonia di giuramento hanno partecipato il Presidente del Governo Manuele Bertoli, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Werner Walser e la Pretore aggiunto della giurisdizione di Mendrisio Sud Roberta Zucca.

Carceri sovraffollati: è necessario intervenire!

Carceri sovraffollati: è necessario intervenire!

Dal Mattino della Domenica | Presentato il bilancio di attività 2016 del Settore esecuzione pene e misure

“Se quel giorno avessimo dovuto incarcerare una persona in più, avremmo dovuto mettere un materasso per terra”. Un’affermazione di Stefano Laffranchini, Direttore delle strutture carcerarie, che ti mette davanti agli occhi, senza alcun filtro, la situazione che stanno vivendo i carceri ticinesi. Un’affermazione che deve aver reso bene l’idea, vedendo le facce sorprese dei giornalisti presenti alla conferenza stampa di lunedì, nella quale abbiamo presentato il bilancio 2016 del Settore esecuzione pene e misure, ovvero delle Strutture carcerarie cantonali (SCC) e dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (UAR).

Stefano Laffranchini si riferiva al picco registrato il 14 marzo scorso, di 261 incarcerazioni, quindi a una situazione dell’anno corrente. Ma la media nel bilancio 2016 non si discosta di molto da questo dato. 240 detenuti in media, ovvero 80 in più al giorno rispetto al 2011: questo coincide a uno sforzo esponenzialmente superiore, con ad esempio 500 accessi in più al mese per le visite da gestire, o 240 pasti in più al giorno da preparare, con effettivo immutato.
Un aumento che mette sotto pressione le guardie carcerarie, ma anche i collaboratori dell’UAR, il quale compito principale è far sì che dopo la scarcerazione, non ci sia la recidiva. Ad aggiungersi, per questi ultimi, ci sono inoltre nuovi compiti, come la gestione del braccialetto elettronico (per il quale siamo da una quindicina d’anni un Cantone pilota, ma che sarà ufficialmente introdotto nel 2018), la gestione del lavoro di pubblica utilità e la presa a carico degli autori di casi di violenza domestica.

L’UAR nel 2016 si è occupato di 787 persone in stato di carcerazione (733 uomini e 54 donne), di 153 in stato di libertà e di 81 casi di violenza domestica. Un lavoro che è importante per interrompere la catena “reato – incarcerazione – scarcerazione – recidiva”. L’obiettivo dell’esecuzione della pena dev’essere infatti quello di “promuovere il comportamento sociale del detenuto, in particolare la sua capacità a vivere esente da pena”, come sancito dall’articolo 75 del Codice penale svizzero.

Un momento di particolare pressione quindi, che dobbiamo risolvere il più velocemente possibile. Questo a favore delle nostre guardie carcerarie, che devono poter lavorare in un ambiente che permetta loro di assolvere degnamente le mansioni delicate che caratterizzano la loro professione, ma anche a favore di tutti noi ticinesi, poiché una situazione del genere potrebbe tradursi in una problematica a livello di sicurezza.

Per questo motivo con i funzionari dirigenti del mio Dipartimento stiamo portando avanti due proposte di adeguamento. La prima di tipo logistico, ampliando la Stampa: ciò permetterà di adeguare la sua struttura alle necessità attuali e future, senza dover ricorrere alla costruzione di un nuovo stabile, che avrebbe portato a un maggior dispendio finanziario. Un secondo adeguamento che dovrà essere attuato è a livello di personale, aumentando gli effettivi e adeguandoli alla gestione del maggior numero di detenuti. Si tratterà di una decina di unità in più, ma ciò potrà portare un forte beneficio a tutti. Oltre che sulla quantità, da alcuni anni stiamo lavorando sulla qualità del lavoro delle guardie, cercando di rendere l’ambiente attuale più consono alle necessità dei professionisti del carcere. In quest’ottica colgo l’occasione per ringraziare chi sta lavorando duramente e sotto pressione a favore della sicurezza dei ticinesi.
È quindi importante agire, e farlo subito, per poter continuare a garantire un servizio importante in un settore delicato e sensibile come quello dei carceri e dell’assistenza riabilitativa. Per un Ticino sicuro!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Sempre più gente in prigione

Sempre più gente in prigione

Da RSI.ch | Pubblicato il bilancio di attività 2016 del settore esecuzione pene e misure: 80’633 giornate d’incarcerazione

Il servizio del Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sempre-pi%C3%B9-gente-in-prigione-8968060.html

La popolazione penitenziaria continua a crescere: nel 2016, in Ticino, sono state 80’633 le giornate d’incarcerazione. Questi i dati che emergono dal bilancio di attività dello scorso anno del settore esecuzione pene e misure, presentato lunedì dal Dipartimento delle istituzioni. Il rapporto comprende l’attività delle prigioni cantonali e dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (UAR).

Il sovraffollamento strutturale influenza l’UAR, che si è occupato di 787 detenuti (733 uomini e 54 donne), di 153 persone in stato di libertà e di 81 casi di violenza domestica. Gli agenti di custodia sono stati confrontati con una media di 80 incarcerati in più al giorno rispetto al 2011. L’UAR è particolarmente sollecitato anche dai nuovi compiti attribuiti negli ultimi anni, come quelli inerenti alla gestione del braccialetto elettronico e del lavoro di utilità pubblica.

Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha sottolineato l’importanza d’intervenire su due ambiti prioritari: il personale dell’intero settore e la logistica delle infrastrutture.