Bando di concorso aspiranti 2027

Bando di concorso aspiranti 2027

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che oggi è stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi/e aspiranti gendarmi e per la Polizia cantonale, di nuovi/e aspiranti ispettori/trici di Polizia giudiziaria per la Polizia cantonale e di nuovi/e aspiranti agenti per le polizie comunali di Bellinzona, Chiasso, Losone, Locarno, Lugano e Mendrisio.
I candidati e le candidate ammessi/e seguiranno la Scuola di polizia a partire dal 01.03.2027.
Il percorso formativo che conduce all’Esame professionale per il conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia prevede un primo anno quale aspirante presso la Scuola di polizia del V circondario (SCP) e un secondo anno in qualità di gendarme/agente/ispettore(-trice) in formazione presso i Corpi di appartenenza.
Come di consueto, per accedere a questa formazione biennale l’idoneità dei candidati e delle candidate sarà verificata attraverso un processo di selezione. La decisione sull’assunzione degli e delle aspiranti giungerà al più tardi entro tre mesi prima dell’inizio della formazione.
Le candidature vanno inoltrate entro il 29.04.2026 (fa stato il timbro postale). Il 17.04.2026 dalle 19 alle 22 si terrà una serata informativa presso l’Auditorium della Scuola Cantonale di Commercio in viale Stefano Franscini 32 a Bellinzona.
Il bando di concorso, le modalità di iscrizione ai test fisici e i formulari possono essere consultati/scaricati dal sito internet della Polizia cantonale al seguente indirizzo: www.ti.ch/scuoladipolizia

Seduta extra muros del Consiglio di Stato a Brissago

Seduta extra muros del Consiglio di Stato a Brissago

Comunicato stampa

Il Comune di Brissago ospiterà, mercoledì 1. aprile 2026, la riunione settimanale del Consiglio di Stato: si tratta del quarto appuntamento del ciclo di sedute extra muros programmate sul territorio ticinese, durante l’anno presidenziale del Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Dopo le prime tre sedute extra muros organizzate a Chiasso, Bedretto e Isone – Comuni che corrispondono simbolicamente ai punti estremi della geografia ticinese – il Governo completerà questo ciclo riunendosi mercoledì 1. aprile nel Comune di Brissago, all’interno dello storico Palazzo Branca-Baccalà.  
Come noto, l’iniziativa si inserisce nella volontà del Governo cantonale di rafforzare il dialogo e la vicinanza con il territorio e le sue comunità locali, offrendo alla popolazione l’opportunità di incontrare le autorità cantonali e di conoscere più da vicino i meccanismi del federalismo elvetico.  
Al termine della seduta, un momento d’incontro con la popolazione è previsto attorno alle 11.30 nel cortile di Palazzo Branca-Baccalà.

(Immagine: www.brissago.ch)

Il 1° luglio 2026 entra in vigore la legge sulla videosorveglianza pubblica

Il 1° luglio 2026 entra in vigore la legge sulla videosorveglianza pubblica

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha stabilito che il 1° luglio 2026 entrerà in vigore la legge cantonale sulla videosorveglianza pubblica (LViSo), che disciplina l’impiego della videosorveglianza sul demanio pubblico e sui beni amministrativi al fine di garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e la gestione della logistica. L’Incaricato cantonale della protezione dei dati mette a disposizione un modello di normativa, cui i soggetti sottoposti alla legge possono fare riferimento per l’elaborazione delle rispettive disposizioni materiali di esecuzione.

La nuova legge sulla videosorveglianza pubblica – adottata dal Gran Consiglio il 12 giugno 2025 – disciplina la materia entro limiti chiari e ben definiti, attribuendo alle diverse modalità di videosorveglianza ambiti di applicazione specifici. In particolare, non è ammesso l’impiego di sistemi invasivi – ossia con monitoraggio a schermo in tempo reale – sul demanio pubblico; quest’ultimo resta pertanto assoggettato unicamente a forme di videosorveglianza di carattere dissuasivo. Pur mantenendo un certo grado di flessibilità e adattabilità in funzione dell’evoluzione delle contingenze di sicurezza e di ordine pubblico (approccio territoriale a lungo termine), essa si distingue dalla videosorveglianza prevista dalla legge sulla polizia, caratterizzata invece da una maggiore invasività, flessibilità e adattabilità (approccio situazionale a breve termine).  
La legge cantonale si applicherà alle corporazioni di diritto pubblico (in particolare, Cantone, Comuni, Patriziati, corporazioni di diritto pubblico delle Chiese riconosciute) e agli enti e alle istituzioni parastatali cantonali e comunali e ai privati che assumono compiti di diritto pubblico.  
I soggetti sottoposti alla nuova legge dovranno garantire la riconoscibilità dei propri sistemi di videosorveglianza e attenersi ai principi generali del diritto, quali la proporzionalità e la finalità.  
Con la nuova legge il Cantone garantisce una certa autonomia legislativa e attuativa ai titolari della videosorveglianza su aspetti quali lo scopo e le modalità di sorveglianza, la tipologia di strumenti di videosorveglianza da utilizzare, il mandato di esecuzione della videosorveglianza, i diritti di accesso alle registrazioni, la durata di conservazione delle immagini e i luoghi soggetti a videosorveglianza.  
L’Incaricato cantonale della protezione dei dati mette a disposizione, sulla propria pagina web, un modello di normativa al quale i titolari di sistemi di videosorveglianza possono fare riferimento per la definizione delle disposizioni materiali di esecuzione della legge.

Il presidente Gobbi in visita ai “Trenta”

Il presidente Gobbi in visita ai “Trenta”

Autorità in visita al Battaglione 30: focus sull’impiego di supporto durante il WEF

Temperature rigide e neve sul terreno hanno fatto da cornice alla visita delle autorità al Battaglione fanteria di montagna 30 a Hinterrhein. Un’occasione per offrire una panoramica concreta su addestramento, capacità operative e supporto alle autorità civili con la partecipazione di ex comandanti del “Trenta”, rappresentanti della polizia, delle società militari e dei circoli d’arma ticinesi, oltre a esponenti della società civile.

Sul terreno: autorità e capacità operative
Presente anche il presidente del Consiglio di Stato ticinese e direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che ha partecipato alla visita accanto a diverse autorità militari e istituzionali. Con lui anche il divisionario Maurizio Dattrino, il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione del Canton Ticino Ryan Pedevilla e il capo dell’Ufficio del militare e della protezione civile del Canton Grigioni Pascal Porchet.
La giornata si è svolta con una serie di dimostrazioni operative, dall’impiego dei mortai agli esercizi di tiro di precisione, fino alle prove di tiro in movimento con veicoli blindati. Gli ospiti hanno potuto osservare da vicino l’efficacia dei mezzi e delle procedure di impiego in contesti complessi.

Coordinamento e sicurezza: il “Trenta” al servizio del Paese
Per il comandante del battaglione, il tenente colonnello SMG Tommaso Righenzi, la visita ha assunto un significato ancora più speciale: si è trattato infatti del suo ultimo corso di ripetizione alla guida dei “Trenta”. Nell’occasione, il comandante ha illustrato il ruolo del reparto nell’ambito del servizio svolto a supporto della Polizia cantonale grigionese in occasione del World Economic Forum (WEF), sottolineando l’importanza di una stretta collaborazione tra autorità civili e militari. «La sicurezza, tema sempre più rilevante e dibattuto, è un obiettivo condiviso che si costruisce anche grazie a questa preziosa sinergia – ha commentato il presidente Gobbi. L’impiego a supporto della Polizia cantonale grigionese durante il WEF dimostra quanto sia importante essere pronti e coordinati, in ogni situazione».

Missione e identità del battaglione
Il Battaglione fanteria di montagna 30 ha come missione principale quella di difendere. Nell’attuale corso, il focus è stato rivolto in particolare alla sicurezza e protezione, con una preparazione mirata anche ai compiti di sostegno alle forze di polizia. Negli ultimi anni il reparto ha svolto numerose attività di addestramento, tra cui esercitazioni nel combattimento in località, di giorno e di notte, oltre all’impiego di nuovi armamenti.
Il “Trenta” è inoltre un reparto con una connotazione particolare: è infatti l’unico battaglione di fanteria di lingua madre italiana all’interno dell’Esercito. Un elemento che rafforza l’identità ticinese e italofona del battaglione: per molti militi, dopo la scuola reclute o la formazione quadri, rappresenta anche un’occasione unica per poter parlare italiano con i propri camerati durante il servizio.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 1 febbraio 2026 de Il Mattino della domenica

 

Rete ferroviaria: il Ticino chiede interventi strutturali

Rete ferroviaria: il Ticino chiede interventi strutturali

Gobbi: «L’asse nord-sud è sotto pressione, servono decisioni rapide»

Il documento che arriverà sul tavolo del Consiglio federale porta la firma di sei cantoni: Basilea Città, Basilea Campagna, Ginevra, Ticino, Vallese e Vaud. Un appello unitario, trasversale alle regioni linguistiche, che solleva una preoccupazione comune:la rete ferroviaria svizzera ha raggiunto i propri limiti di capacità. La risoluzione è stata presentata in occasione del terzo Congresso nazionale delle ferrovie, Bahn26, che si è svolto a Basilea in gennaio. Per il nostro Cantone il documento è stato sottoscritto dal presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che, unitamente ai suoi colleghi, chiede alla Confederazione un deciso potenziamento dell’offerta e delle infrastrutture ferroviarie. «Per il Ticino avere una rete ferroviaria efficiente è una necessità vitale – spiega Gobbi –l’asse nord-sud è la nostra spina dorsale, rappresenta il principale corridoio del traffico ferroviario transalpino di merci e collega i principali poli svizzeri alla regione metropolitana diMilano».

I punti critici della rete ferroviaria
Già oggi, sottolineano i Cantoni nella risoluzione, le infrastrutture ferroviarie sono sottoposte a una pressione crescente: pendolarismo in aumento, traffico merci intenso e una popolazione destinata a crescere ulteriormente. Su molte linee, traffico viaggiatori e merci convivono sugli stessi binari, con inevitabili ripercussioni sulla puntualità e sulla qualità del servizio. «Alla Confederazione chiediamo segnali chiari –precisa Gobbi –priorità definite, tempistiche certe e finanziamenti adeguati. La rete ferroviaria deve essere in grado di rispondere alla crescente domanda. Questo richiede uno sviluppo dell’offerta e delle infrastrutture adeguato alle reali esigenze, senza indugio».

Le richieste del Ticino
Ogni Cantone ha presentato richieste relative alla realizzazione di progetti all’indirizzo del Consiglio federale e, per il Ticino, la priorità è chiara: rafforzare l’asse nord-sud, migliorando capacità e tempi di percorrenza verso Milano, città che rappresenta il vero capolinea dell’asse ferroviario. Le strozzature nei nodi di Bellinzona, Lugano e Mendrisio, così come sul versante italiano, limitano oggi l’efficienza del Tunnel di base del San Gottardo e penalizzano un servizio ferroviario competitivo, nonostante le distanze ridotte. «AlpTransit ha cambiato il volto della mobilità svizzera – afferma il presidente del Governo –ma senza interventi mirati sui nodi e sul versante italiano rischiamo di non sfruttarne appieno il potenziale».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 25 gennaio 2026 de Il Mattino della domenica

Camorino, ecco il nuovo Centro cantonale polivalente

Camorino, ecco il nuovo Centro cantonale polivalente

Da ottobre ospiterà principalmente migranti – Nuova impostazione in termini di accoglienza e 175 letti, in camere e appartamenti anche per famiglie

Il nuovo Centro cantonale polivalente di Camorino ospiterà dall’ottobre prossimo principalmente persone migranti attribuite al Ticino. Il Centro – ancora in costruzione – è costato al Cantone 13 milioni e mezzo di franchi. Disporrà di 175 letti, in camere e appartamenti, destinati per lo più alle famiglie e proporrà un nuovo modo di fare accoglienza

“Verranno svolti corsi di formazione”, ha dichiarato alle telecamere del Quotidiano Federico Chiesa, capo Ufficio del Centro cantonale polivalente di Camorino. “L’idea, sempre di più, è di occupare queste persone in favore sia del Centro (manutenzione e pulizia saranno di loro responsabilità)”, “sia anche di attività al di fuori, sul territorio”. Chiesa ha specificato che il Centro non sarà chiuso: “l’idea è che le persone escano, anche a favore del territorio”, nell’ottica di “conoscere e di integrarsi meglio”.

Vi sarà comunque un ambito di sicurezza, ma molto limitato, “non ci saranno divise”, ma le persone saranno formate nel sanitario, nella pulizia e negli aspetti legati alla violenza, precisa il capo Ufficio del Centro. Federico Chiesa ha spiegato che saranno diversi i profili che potranno accedere alla struttura: persone che hanno uno status di rifugiato, persone la cui situazione nel loro Paese è troppo grave e per cui un rinvio non è possibile per la loro sicurezza e persone che sono in procedura ampliata.

La permanenza degli ospiti è variabile, di solito attorno ai nove/dodici mesi. L’edificio si trova in una zona distante dall’abitato di Camorino, ma la popolazione è stata coinvolta nel progetto fin dall’inizio. La serata pubblica di mercoledì è infatti dedicata ai cittadini per spiegare loro “il nostro concetto e soprattutto poterle rassicurare su quella che sarà la gestione e la tipologia di ospiti che alloggerà nel nostro centro”, ha detto Federico Chiesa.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Camorino-ecco-il-nuovo-Centro-cantonale-polivalente–2880681.html

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Centro per migranti Si punta sul dialogo
Alcune domande. Qualche dubbio. E la volontà di dialogare e collaborare fra le parti. Si può riassumere così all’osso – quanto emerso ieri sera in occasione della serata informativa organizzata alle Elementari di Camorino per presentare il futuro Centro cantonale polivalente da 13,5 milioni che aprirà ad inizio ottobre in zona «Ala Munda», proprio nel quartiere a sud di Bellinzona.
La struttura ospiterà principalmente migranti attribuiti al Cantone Ticino da parte della Segreteria di Stato della migrazione, oltre a rientrare nel dispositivo cantonale di protezione della popolazione. Durante la permanenza nell’impianto, che sarà gestito da uno specifico ufficio cantonale (una primizia a Sud delle Alpi), gli ospiti parteciperanno ad attività occupazionali, formative e integrative, in attesa che venga loro attribuito un appartamento.

Dalla gestione alla sicurezza
La strategia comunicativa scelta dal Cantone e dalla Città, incentrata sulla massima trasparenza, si è finora rivelata pagante. Le autorità cantonali e comunali presenti all’incontro (vale a dire il presidente del Governo e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ed il sindaco Mario Branda) hanno illustrato i contenuti ed il modello di gestione del centro (che accoglierà 175 persone su tre piani, comprendendo spazi comuni ed amministrativi) nonché gli aspetti legati alla sicurezza e alla scolarizzazione dei bambini presenti nella struttura, assicurando che non si ripeterà quanto visto nei bunker (sempre a Camorino) in cui erano alloggiati fino a metà 2022 i richiedenti l’asilo.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 giugno 2025 del Corriere del Ticino

SCP: bando di concorso aspiranti 2026

SCP: bando di concorso aspiranti 2026

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che oggi è stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi/e aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, di nuovi/e aspiranti agenti per le Polizie comunali di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano, Mendrisio e Stabio nonché per la Polizia dei trasporti.

I candidati e le candidate seguiranno la Scuola di polizia a partire dal 01.03.2026. Il percorso formativo che conduce all’Esame professionale per il conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia prevede un primo anno quale aspirante presso la Scuola di polizia del V circondario (SCP) e un secondo anno in qualità di gendarme/agente in formazione presso i Corpi di appartenenza.

Come di consueto, per accedere a questa formazione biennale l’idoneità dei candidati e delle candidate sarà verificata attraverso un processo di selezione. La decisione sull’assunzione degli e delle aspiranti giungerà al più tardi entro tre mesi prima dell’inizio della formazione. Le candidature vanno inoltrate entro il 26.05.2025 (fa stato il timbro postale). Il 14.05.2025 dalle 19 alle 22 si terrà una serata informativa presso l’Auditorium della Scuola Cantonale di Commercio in viale Stefano Franscini 32 a Bellinzona.

Il bando di concorso, le modalità di iscrizione ai test fisici e i formulari possono essere consultati/scaricati dal sito internet della Polizia cantonale al seguente indirizzo: www.ti.ch/scuoladipolizia

 

Musumeci a palazzo delle Orsoline per il prolungamento di AlpTransit

Musumeci a palazzo delle Orsoline per il prolungamento di AlpTransit

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2786014

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Completamento di AlpTransit, si aggiunge un altro tassello
Incontro Guerra-Musumeci per consolidare l’intesa

«Italia e Svizzera si scambiano più di un miliardo di euro alla settimana e il 90% delle merci passa, attraverso l’asse del Gottardo, proprio dal Ticino. Purtroppo però su questo tratto, che vede il nostro Cantone perno centrale del corridoio ferroviario che va da Rotterdam al porto di Genova, le opere non sono complete, tanto che oggi tra Lugano e Milano i treni circolano a una velocità media di circa 65 chilometri orari». È per questo che il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra da mesi si prodiga a favore del completamento di AlpTransit. Auspicio a cui, ieri, si è aggiunto un ulteriore tassello. Guerra ha infatti consegnato personalmente al ministro italiano per la protezione civile e per le politiche del mare Nello Musumeci, in visita a Bellinzona, la lettera sottoscritta da Ticino, Lombardia, Piemonte e Liguria, affidata a inizio mese anche al consigliere federale Ignazio Cassis, responsabile del Dipartimento federale affari esteri. «Un incontro positivo», ha commentato il presidente del Gran Consiglio a margine dell’incontro, osservando che, «dato l’interesse convergente, è giusto giocare di sponda».

I prossimi passi
Dello stesso avviso anche Musumeci. «Sono convinto – afferma il ministro – che dobbiamo avviare, non soltanto a partire dalla mia visita, un rapporto nuovo con il Canton Ticino e con tutti i Paesi confinanti con l’Italia per uno scambio di idee e soluzioni comuni». Obiettivo quindi potenziare ulteriormente la collaborazione per il completamento di AlpTransit, «proprio perché – evidenzia Guerra – nel 2026-2027 il governo svizzero dovrà decidere se considerare questo tema una priorità o se lasciarlo slittare dopo il 2050». Gli fa eco il ministro italiano: «Lo scambio di esperienze e capacità propositive tra uno Stato e l’altro è fondamentale. Ci sono diversi temi comuni tra i due Paesi, in particolare la centralità del corridoio ferroviario che conduce a Genova». Consegnata la petizione, quali i prossimi passi? «Sottoporremo nei prossimi giorni il tema del completamento di questa tratta all’attenzione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti immaginando un tavolo bilaterale che possa consentire uno scambio di idee e fissare obiettivi certi». Di più. «Esamineremo le istanze evidenziate nella petizione nell’ottica di organizzare un incontro per confrontarci e per capire quali siano i temi che possono essere affrontati e risolti e quali invece quelli che possono essere sì affrontati, ma solo a lunga scadenza».

Sul tavolo, anche la protezione civile
Sul tavolo, non solo il completamento di AlpTransit, ma anche la protezione civile. L’incontro di ieri tra il presidente del Gran Consiglio Guerra e il ministro Musumeci fa infatti seguito a quello tenutosi a febbraio a Roma. Oltre all’asse ferroviario, due gli altri aspetti salienti. Ovvero, rileva Guerra, «la collaborazione tra i corpi di protezione civile in caso di catastrofe e la cultura e storia migratoria tra Sicilia, Svizzera e Ticino». In merito, illustra il ministro della protezione civile e del mare, «oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo discusso di prevenzione, nonché della capacità di prevedere eventi fino a ieri inimmaginabili, come la crisi della siccità. Temi e sfide che il cambiamento climatico ha accentuato e di fronte ai quali non possiamo farci trovare impreparati». Sull’asse della protezione civile, aggiunge Guerra, «c’è già un accordo con le Prefetture di Verbano-Cusio-Ossola, Varese e Como. In tal senso, quando si tratta di imparare reciprocamente, siamo in prima fila».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 29 aprile 2025 de La Regione

 

Incontro tra Norman Gobbi e Pascal Lüthi: collaborazione rafforzata per la sicurezza dei confini

Incontro tra Norman Gobbi e Pascal Lüthi: collaborazione rafforzata per la sicurezza dei confini

Comunicato stampa

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato nei giorni scorsi Pascal Lüthi, Direttore dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), per un importante momento di confronto e coordinamento sul tema della sicurezza dei confini. All’incontro erano presenti anche il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il capo Dogana Sud Silvio Tognetti.  

L’incontro ha permesso di fare il punto sull’efficace collaborazione tra le autorità cantonali ticinesi e l’UDSC, in particolare nel contrasto alla criminalità transfrontaliera e alla migrazione irregolare. Entrambe le parti hanno sottolineato come il lavoro sinergico, rafforzato negli ultimi anni, rappresenti un elemento fondamentale per garantire la sicurezza del territorio cantonale e nazionale.  
Gobbi e Lüthi hanno espresso reciproca soddisfazione per i risultati raggiunti grazie alla cooperazione operativa tra la Polizia cantonale e la Dogana Sud. Le attività congiunte, le pattuglie miste e lo scambio costante di informazioni stanno dando concreti frutti, rendendo più efficaci i controlli e più tempestivi gli interventi. Anche nel corso dei prossimi mesi verranno implementate attività congiunte preventive e di contrasto nei vari campi d’azione dei due Corpi.  
L’incontro si è svolto in un clima costruttivo e ha ribadito l’impegno comune a proseguire su questa via, rafforzando ulteriormente gli strumenti di cooperazione e coordinamento per rispondere in modo sempre più efficace alle sfide legate alla sicurezza dei confini.  

Natale con i tuoi, in sicurezza con noi

Natale con i tuoi, in sicurezza con noi

Le settimane dell’avvento, l’avvicinarsi delle festività natalizie e le giornate corte. Un connubio che purtroppo non è solo segnale di clima festivo e di regali, ma pure di un accresciuto rischio di furti, sia nei veicoli che con destrezza durante gli acquisti. Per questo motivo la Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e l’Ufficio federale della dogana e  della sicurezza dei confini (UDSC), promuove anche quest’anno, dal 1 al 24 dicembre, l’operazione PREVENA. Da oltre 17 anni l’iniziativa di prevenzione ha quale obiettivo di aumentare la  sicurezza della popolazione in questo particolare momento dell’anno, grazie alla presenza accresciuta e capillare di forze dell’ordine su tutto il territorio, nei luoghi di grande affluenza e in ambito di controlli della circolazione stradale. Le festività sono alle porte e la tradizionale corsa ai regali è già iniziata. Un periodo sinonimo di mercatini natalizi e di aperture prolungate dei negozi, dove i malviventi approfittano di questo momento dell’anno e dell’afflusso in massa di persone per commettere borseggi e furti in genere.
Per non incorrere in brutte sorprese, la polizia vi invita nuovamente a mantenere alta l’attenzione, poiché i malviventi possono approfittare dell’affollamento e di momenti a loro propizi per eseguire dei furti in genere.
Al fine di prevenire spiacevoli sorprese durante gli acquisti, i festeggiamenti o il ritorno a casa, si ricordano alcuni consigli principali:

Automobili:
– Parcheggiate in luoghi sicuri e illuminati, preferendo parcheggi sorvegliati soprattutto di notte.
– Non lasciate mai le chiavi all’interno del veicolo, nemmeno quanto è nel vostro garage.
– Assicuratevi che tutte le portiere e il baule siano chiusi a chiave
– Chiudete sempre finestrini e tettucci apribili.

Rimuovete oggetti di valore e documenti dall’auto prima di allontanarvi.
– Prima di lasciare l’automobile, controllate che sia effettivamente chiusa.

Borse, portamonete e portafogli:
– Non lasciate borse, borsette, portamonete e portafogli incustoditi.
– Portate le borse a tracolla sul davanti e tenetele sempre ben chiuse soprattutto in luoghi affollati.
– Evitate di aprire borse e portafogli davanti a sconosciuti, mostrando oggetti di valore. Evitate di portare somme consistenti di denaro contante e prediligendo l’utilizzo di carte di credito.
– Riponete portamonete e portafogli nelle tasche intere della giacca o all’interno della borsa.