Approvato il messaggio per l’aggregazione dei Comuni della Verzasca

Approvato il messaggio per l’aggregazione dei Comuni della Verzasca

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato formalmente l’aggregazione dei Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e dei territori in valle di Cugnasco-Gerra e di Lavertezzo che daranno vita a un unico Comune denominato «Verzasca» confermando pure gli aiuti finanziari pari a 18,4 milioni di franchi. Sarà ora il Gran Consiglio ad avere l’ultima parola sulla nascita del nuovo ente locale.

Lo scorso 10 giugno ha avuto luogo la votazione consultiva che ha visto l’ampia adesione da parte di tutti i Comuni coinvolti nel progetto aggregativo, ottenendo complessivamente l’84% dei consensi.

Il Consiglio di Stato propone quindi l’aggregazione dell’intero territorio della Valle Verzasca che include i Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno nonché i territori in valle di Cugnasco-Gerra e di Lavertezzo in un unico Comune denominato Verzasca. Quale risultato dello scorporo dei propri territori siti in Valle nasceranno sul Piano pure i «nuovi» Comuni di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo.

Riservata la crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio, l’entrata in funzione del nuovo Comune, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, è prevista in parallelo alle elezione comunali generali previste nella primavera del 2020.

 

Giustizia, aria di potenziamento

Giustizia, aria di potenziamento

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 12 settembre 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10869161


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 settembre 2018 de La Regione

Il governo condivide l’idea di rafforzare il Ministero pubblico con un procuratore straordinario
Vertice ieri mattina fra il Consiglio di Stato e Andrea Pagani, procuratore generale: rafforzare l’Mp non è un costo ma un investimento

Un incontro «franco e trasparente, con informazioni aggiuntive da parte del Ministero pubblico che hanno portato il governo a confrontarsi sul tema di un procuratore pubblico straordinario». Sono le parole con cui ieri, in conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline, il ministro delle Istituzioni Norman Gobbi ha lasciato intendere che dati e motivazioni fornite dal procuratore generale Andrea Pagani nel corso dell’incontro con il Consiglio di Stato potrebbero bastare per scendere sulla strada di un potenziamento del Ministero pubblico.
Qualora si decidesse per il rafforzamento, ha aggiunto Pagani, la nuova figura difficilmente verrà assunta a concorso, perché il profilo dei candidati è solitamente troppo “verde” per un impegno simile. «Ci vuole un giurista o un avvocato di “peso” – ha detto il pg – che dal primo giorno possa essere pienamente operativo». «La richiesta di un potenziamento della sezione partiva da una lettera da me scritta all’inizio di giugno.
Il problema, noto, è che la sezione dei reati economico-finanziari ha un numero di procedimenti penali pendenti, in parte fermi, che non permette di ossequiare al principio della celerità».
Oggi, ha proseguito, «con il governo è stato fatto un discorso molto franco e trasparente. Sono particolarmente soddisfatto di quanto è emerso da parte del Consiglio di Stato, che si riserva comunque di verificare e di esaminare un documento da me redatto e che fotografa con dati e considerazioni l’attuale situazione della sezione. Per il governo c’è materia sufficiente. Sono fiducioso per la risposta che si darà non tanto al Ministero pubblico che rappresento, quanto alla popolazione del Canton Ticino».
Secondo Pagani, «una giustizia non celere non è giustizia. Inoltre, un potenziamento del Ministero pubblico non va visto come un costo, ma come un investimento: ci sono milioni sequestrati pendenti da 10-15 anni, che rischiano la prescrizione. Davanti a queste motivazioni, e al sistema di monitoraggio delle entrate e delle pendenze che c’è ora in Ministero pubblico, il governo potrà decidere in serenità».
Per Gobbi «è stato importante, per il governo, prendere atto del chiaro segnale d’indirizzo della direzione del Ministero pubblico sulla gestione operativa del Ministero stesso. Rispetto al passato, emerge una nuova volontà di gestione attiva, per evitare prescrizioni che danneggino l’immagine del funzionamento della giustizia in Ticino. Si tratta di un cambio d’indirizzo da salutare». Pertanto, «guardiamo con più tranquillità alle richieste, che devono essere sostanziate da dati come quelli ottenuti da Pagani. L’obiettivo non è dare “tout court” un procuratore pubblico in più, quanto piuttosto una risorsa per evadere le pendenze che giacciono da tempo, ottenendo chiusure che permettano di contenere i danni, anche magari non con piena soddisfazione di tutte le parti in causa».
La conferma del “nuovo corso” in Ministero pubblico è stata data da Pagani: «Ho segnalato al CdS che la nuova direzione del Ministero si prodiga per fare in modo che ci sia una migliore ridistribuzione dei dossier nell’ufficio. Non sarà più solo il caso, secondo il criterio del picchetto, a determinare l’attribuzione di un procedimento. Questa sarà, invece, il frutto di un lavoro che andrà fatto quotidianamente, tramite un miglior monitoraggio generale».
Interrogato circa la presenza, nel pacchetto di richieste, anche dei 3 segretari giudiziari supplementari evocati qualche mese fa, il Pg ha parlato di priorità: «Prima il pp straordinario, poi il resto, in base alla politica dei piccoli passi che permette di solito di ottenere un consenso allargato». Pagani ha ammesso che per il pp straordinario ci sarebbero già «2-3 nomi» di papabili. In merito infine alla situazione di perenne instabilità all’interno del Ministero pubblico, il Pg ha rilevato che «negli ultimi 7 anni il 66% dei procuratori è cambiato. Quindi molti dossier sono passati di mano. Chi arriva non sa esattamente cos’ha in dotazione. L’ultimo pp entrato in carica è da un mese che legge i dossier per capirlo».

Verso un procuratore in più

Verso un procuratore in più

Dalle Cronache regionali RSI
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Verso-un-procuratore-in-pi%C3%B9-10868246.html

Da www.rsi.ch/news

Il Governo ticinese apre all’introduzione di un rinforzo straordinario per smaltire gli arretrati del Ministero pubblico
Il Consiglio di Stato ticinese è “meno scettico” sulla richiesta di nominare un procuratore straordinario al Ministero pubblico, come ha detto il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, al termine di un incontro con il procuratore generale Andrea Pagani. Il confronto ha avuto luogo mercoledì mattina ed è stato definito da entrambi “franco e trasparente”.
L’introduzione di un aiuto supplementare, per cinque anni, sarebbe “una misura d’urgenza” per permettere ai procuratori di svolgere al meglio il loro lavoro perché, per dirla con le parole del PG, “una giustizia che non è celere non è una giustizia”. Il rinforzo si occuperebbe solo degli incarti che riguardano i reati economico-finanziari. Questa sezione, infatti, ha diversi procedimenti penali fermi e che rischiano di cadere in prescrizione.
L’incontro non si è quindi concluso con una vera e propria approvazione della richiesta di potenziamento del Ministero pubblico.
Un potenziamento che tuttavia, afferma Pagani, “non va visto come un costo ma come un investimento”.

 

Da www.ticinonews.ch

Un potenziamento della Magistratura è possibile
Il pg Andrea Pagani ha incontrato il ministro Norman Gobbi. Non si esclude un procuratore straordinario

Sia il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi sia il procuratore generale Andrea Pagani hanno definito “franco e trasparente” il vertice d questa mattina tra Consiglio di Stato e Ministero pubblico.
Punto centrale della discussione, la richiesta della Procura di un procuratore pubblico straordinario per far fronte all’aumento degli incarti pendenti. Pagani ha presentato al direttore del DI dati e motivazioni alla base della richiesta di un potenziamento del Ministero pubblico e in particolare della Sezione reati economici in quanto “ci sono milioni sequestrati pendenti da 10-15 anni, che rischiano la prescrizione”.
“Ci vuole un giurista o un avvocato di peso che dal primo giorno possa essere pienamente operativo”, ha spiegato, escludendo de facto un concorso pubblico per questa eventuale nuova funzione.
Il Governo ha preso atto del chiaro segnale della direzione del Ministero pubblico sulla gestione operativa del Ministero stesso, con una nuova volontà di gestione attiva per evitare prescrizioni che danneggino l’immagine del funzionamento della giustizia – ha commentato il direttore del DI Norman Gobbi – Si tratta di un cambio d’indirizzo da salutare”.
Un mese fa, ricordiamo, Gobbi aveva dichiarato al Corriere del Ticino che “il Consiglio di Stato è molto critico sulla figura del procuratore straordinario, attorno al quale regna forte scetticismo”.
L’ultima parola sul rinforzo temporaneo in seno alla Magistratura spetterà in ogni caso al Gran Consiglio.

Torneo internazionale strutture carcerarie “Memorial Andrea Nimis”

Torneo internazionale strutture carcerarie “Memorial Andrea Nimis”

Sono state 10 le squadre a contendersi domenica il “Memorial Andrea Nimis”, torneo calcistico riservato alla strutture carcerarie. A darsi battaglia sul campo di Sonvico, messo gentilmente a disposizione dalla Città di Lugano, le polizie penitenziarie di Zurigo, Argovia, Realta, San Gallo, Novara, Pavia, Firenze e due compagini del carcere della Stampa.

Al termine di una giornata all’insegna del totale fair-play, a spuntarla è stato il team di Novara, che ha meritatamente conquistato il trofeo sconfiggendo in una combattuta finale il Pavia. Buon risultato anche per le due squadre ticinesi, che hanno chiuso al 6° e al 9° posto.

Il torneo si è svolto con un girone all’italiana, seguito nel pomeriggio dalle finali che hanno stabilito la classifica finale. Buona anche la cornice di pubblico che ha senza dubbio approfittato della bella giornata di fine estate. Da notare, fra l’altro, anche la presenza del consigliere di Stato Norman Gobbi e del direttore delle strutture carcerarie, Stefano Laffranchini, che hanno portato il loro saluto a tutti i giocatori e il loro particolare sostegno alle squadre di casa.

È stata anche una bella occasione di incontro tra colleghi che lavorano in Cantoni e contesti differenti, che hanno avuto modo di confrontarsi non solo sul campo, ma anche fuori, discutendo delle loro rispettive realtà professionali.

L’appuntamento è già fissato per il 2019, quando il torneo, che si disputa ogni anno, si terrà a San Gallo.

 

Fondazione per la collaborazione confederale, Berna – Comunicato stampa

Les 10 ans de la Maison des cantons à Berne – À pied d’oeuvre pour le fédéralisme
La Maison des cantons est devenue une plate-forme de dialogue pour les cantons

Depuis son inauguration en 2008, la Maison des cantons s’est imposée comme centre de compétence intercantonal et plate-forme de dialogue des cantons. Plusieurs représentants des gouvernements cantonaux, invités à un brunch pour les médias, ont tiré un premier bilan positif.

La Maison des cantons (MdC) a ouvert ses portes en juin 2008 au 6 de la Speichergasse à Berne. Dix ans après, le bilan est positif : siège de douze conférences des directeurs, de la Conference des gouvernements cantonaux (CdC) et de 16 organisations intercantonales, la MdC a permis de renforcer la collaboration entre les gouvernements cantonaux et de développer le dialogue entre les cantons et la Confédération. « Cette maison est une formidable plate-forme de dialogue, elle facilite la collaboration et la coordination en fédérant en un même lieu le savoir-faire des conférences intercantonales », constate le conseiller d’État Pascal Broulis. Également président de la Fondation ch pour la collaboration confédérale, en charge de l’exploitation de la Maison des cantons, il revient sur le rôle clé joué par la MdC dans la gestion de dossiers majeurs comme la politique européenne et la péréquation financière, et sur le resserrement des liens entre les cantons et les autorités fédérales. Il rappelle enfin les enjeux du fédéralisme, dont l’importance est souvent méconnue, en particulier des jeunes : « Il y a là un territoire à reconquérir et la visibilité de cette Maison des cantons doit nous y aider. »

La MdC ou comment mieux gérer des dossiers politiques complexes
Le regroupement des conférences au sein d’une même maison, c’est aussi la possibilité pour les cantons de mieux gérer des dossiers politiques toujours plus complexes et étroitement liés les uns aux autres, et de parvenir à des positions consolidées. Le président de la Conference suisse des directrices et directeurs cantonaux de la santé (CDS), le président de gouvernement Thomas Heiniger, l’illustre par un exemple : l’introduction d’un financement uniforme des prestations
de santé ne peut se faire sans le respect des principes régissant les finances publiques, le fédéralisme et le droit public. La Maison des cantons permet la convergence des points de vue : « La Maison des cantons doit être davantage qu’une cohabitation de différentes conférences : elle doit être une communauté de travail ».

Autre exemple : la politique sécuritaire. La multitude d’attributions et de compétences ressortissant à la sécurité de notre pays nécessitent une consultation et une coordination permanentes entre les différents échelons institutionnels.
« La Maison des cantons était prédestinée pour servir de plaque tournante et de plate-forme indispensables à la concertation », relève le conseiller d’État Norman Gobbi, président de la Conférence gouvernementale des affaires militaires, de la protection civile et des sapeurs-pompiers (CG MPS), qui souligne que la Conference des directeurs cantonaux de justice et police (CCDJP) et la Conférence des commandants des polices cantonales de Suisse (CCPCS) y ont aussi leur siège.

Une tendance générale à la centralisation
Le conseiller d’État et président de la CdC, Benedikt Würth, estime pour sa part que la MdC continuera de jouer un rôle important pour le fédéralisme. En effet, la centralisation va croissant, les secteurs politiques et les échelons de l’État sont toujours plus étroitement imbriqués: « Les cantons ont toujours travaillé ensemble, mais c’est grâce à cette maison qu’ils ont perfectionné leur collaboration ». Le fédéralisme n’est pas une idéologie, il est simplement l’un des piliers de notre Constitution. Les cantons représentés par leurs conférences ne sont pas des organisations lobbyistes. Le système fédéraliste « comprend aussi la souveraineté et la liberté de décider de s’associer à d’autres cantons pour défendre des intérêts communs. De telles alliances ne se soldent pas par la création de lobbys, réunis au sein de la Maison des cantons. Elles nous permettent de nous acquitter plus efficacement de notre mission de partenaire institutionnel de la Confédération en politiques extérieure et intérieure, ce qui est aussi dans l’intérêt de la Confédération».

La Fondation ch pour la collaboration confédérale est une organisation intercantonale des 26 cantons. Elle promeut la compréhension entre les communautés linguistiques et les cultures du pays, ainsi que la collaboration entre les cantons et avec la Confédération. Elle est dédiée à l’idée du fédéralisme.

Cugnasco-Gerra, celebrati i dieci anni dell’unione

Cugnasco-Gerra, celebrati i dieci anni dell’unione

Da www.ticinonews.ch

Cugnasco-Gerra, celebrati i dieci anni dell’unione
Finanze sane e investimenti importanti contraddistinguono i primi due lustri di vita del Comune sul Piano

L’ampliamento del Centro scolastico, la realizzazione del Centro sportivo sociale intercomunale (portata a termine con la collaborazione di Locarno), la posa della passerella sul fiume Riarena, la ristrutturazione degli spazi amministrativi, l’allestimento di un piano di mobilità scolastica, l’ottenimento del label Città dell’energia e la creazione con Gordola e Lavertezzo della Regione-Energia Sassariente.

Sono solo alcuni dei progetti che hanno contraddistinto i primi dieci anni di vita del Comune di Cugnasco-Gerra, nato il 21 aprile 2008 dall’unione di Cugnasco e Gerra Verzasca. L’anniversario è stato sottolineato domenica con una cerimonia in piazza a Gerra Piano, alla presenza, tra gli altri, dell’ex sindaco Luigi Gnesa, del Consigliere di Stato Norman Gobbi e del capo della sezione Enti locali Marzio della Santa.

Cerimonia, a margine della quale il Corriere del Ticino ha colto l’occasione per ripercorrere insieme al sindaco Gianni Nicoli il tragitto effettuato dal Comune dopo l’aggregazione. Aggregazione che ha portato in dono un contributo cantonale di 4 milioni di franchi e “velocizzato i tempi di decisione”, sottolinea Nicoli, ricordando che i due ex Comuni collaboravano già su più fronti, “ma non era evidente mettere tutti d’accordo”.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 settembre del Corriere del Ticino

Comuni L’unione ha dato i suoi frutti

Cugnasco-Gerra festeggia i primi dieci anni dell’aggregazione brindando alle finanze sane
Promossi progetti per 23 milioni – Altre fusioni? «Non ne abbiamo bisogno, ma siamo aperti»

L’ampliamento del Centro scolastico, la realizzazione del Centro sportivo sociale intercomunale (portata a termine con la collaborazione di Locarno), la posa della passerella sul fiume Riarena, la ristrutturazione degli spazi amministrativi, l’allestimento di un piano di mobilità scolastica, interventi all’acquedotto e alle sorgenti, l’ottenimento del label Città dell’energia e la creazione con Gordola e Lavertezzo della Regione-Energia Sassariente.
Sono solo alcuni dei progetti che hanno contraddistinto i primi dieci anni di vita del Comune di Cugnasco-Gerra, nato il 21 aprile 2008 dall’unione di Cugnasco e Gerra Verzasca.
L’anniversario è stato sottolineato domenica con una cerimonia in piazza a Gerra Piano, alla presenza, tra gli altri, dell’ex sindaco Luigi Gnesa, del consigliere di Stato Norman Gobbi e del capo della sezione Enti locali Marzio della Santa.
Cerimonia a margine della quale abbiamo colto l’occasione per ripercorrere insieme al sindaco Gianni Nicoli il tragitto effettuato dal Comune dopo l’aggregazione. Aggregazione che ha portato in dono un contributo cantonale di 4 milioni di franchi e «velocizzato i tempi di decisione», sottolinea il sindaco, rammentando che i due ex Comuni collaboravano già su più fronti, «ma non era evidente mettere d’accordo tutti». Passando da due a un solo Municipio «si è arrivati a un’unità d’intenti che ha permesso di accelerare i progetti e portarli a maturazione in questi anni». Quasi 23 i milioni di franchi investiti a livello infrastrutturale, «ma nonostante ciò le finanze del Comune (che conta quasi 3.000 abitanti, che si prevede aumenteranno, visto il fermento edilizio di questi tempi) sono sane e il moltiplicatore è stato mantenuto al 90%». Nicoli plaude quindi al lavoro svolto dall’intera squadra comunale, «motore del paese».

«Sono stati dieci anni impegnativi, ma molto appassionanti – commenta – durante i quali abbiamo vissuto anche un allarme chimico (durato una decina di giorni, era il 2016)». Contaminazione dell’acqua le cui cause «sono ancora oggetto d’inchiesta». Mentre a livello infrastrutturale gli obiettivi, fa sapere il sindaco, sono stati quasi tutti raggiunti, in ambito pianificatorio prosegue la revisione e l’unione dei Piani regolatori di Cugnasco e Gerra. «Si tratta di un progetto importantissimo, che comprende fra l’altro l’allestimento di un piano generale di smaltimento delle acque anche per la frazione di Gerra Piano», sottolinea Nicoli, rivelando che «l’intenzione è di riuscire ad avere entro il 2020-2021 un PR aggiornato e unificato che possa valere per i prossimi venti-trent’anni». Nel frattempo si pensa anche alla riqualifica del nucleo di Gerra Piano con la costruzione ex novo di tre sezioni d’asilo, oggetto di un concorso a due fasi: «La giuria si esprimerà in merito nelle prossime settimane». Altro importante obiettivo è la valorizzazione del comparto di Medoscio (dove vi è l’ex sanatorio) per favorire la quale si è già provveduto a convertirlo a PR in una zona a destinazione turistico-alberghiera e ora «bisogna trovare gli investitori».

Prospettive future
L’aggregazione, lo ricordiamo, è giunta a seguito dell’abbandono nel 2004 del progetto di fusione che comprendeva anche la frazione Gerre di Sotto di Locarno, dopo che la maggior parte dei cittadini lo aveva bocciato in votazione consultiva. Preso atto del verdetto, nel 2005 i Municipi di Cugnasco e Gerra Verzasca hanno ripreso il discorso della fusione, questa volta a due. Fusione che in votazione consultiva nel 2006 ha raccolto il 71% di consensi e che si è concretizzata due anni più tardi con le elezioni. E nell’aprile 2020 dovrebbe (l’ultima parola spetta agli abitanti) vedere la luce il Comune di Verzasca, con l’unione di Brione, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Lavertezzo e Cugnasco-Gerra. Che cosa significa per voi la separazione della frazione di valle?, chiediamo a Nicoli, che è anche presidente del Gruppo di accompagnamento del Masterplan Verzasca 2030. «Si tratta di un discorso legato a una visione strategica nell’ottica di una rivalorizzazione della valle e noi non possiamo che appoggiare questo desiderio di unione (evidenziato in votazione consultiva il 10 giugno, ndr) e la volontà di lavorare per la valle». Il distacco della frazione, va detto, per Cugnasco-Gerra «non è un discorso finanziario», ma potrebbe comportare «molto probabilmente un abbassamento della percentuale di case secondarie (oggi più del 22%), oltre a permettere un’ottimizzazione della gestione della squadra di operai nell’attività al piano». E come vedete una fusione con gli altri Comuni dell’agglomerato? «Attualmente non abbiamo bisogno di aggregarci», premette Nicoli, ma «siamo aperti a discutere un’eventuale unione dei Comuni del Piano, ad esempio, con Gordola, Lavertezzo e magari anche Tenero, più il quartiere industriale di Locarno». Altro scenario percorribile potrebbe essere una fusione con Locarno. «Ovviamente – conclude il sindaco – vanno approfonditi i vantaggi e gli svantaggi di una o l’altra ipotesi, fermo restando che in ogni caso è la popolazione a decidere».

 

 

Festival del risotto, in 8mila in piazza

Festival del risotto, in 8mila in piazza

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 settembre 2018 de La Regione

Domenico Fiore del “Ristorante Alchimia” di Chiasso e il Carnevale di Maggia “Re Bacheton” si sono imposti ai quinti Campionati ticinesi del risotto per chef e Gruppi di carnevale e associazioni. Nella splendida cornice di Piazza Grande a Locarno, si sono battuti tutti i record: oltre 8mila persone che hanno assaggiato 22 risotti cucinati dal vivo, 16 chef tra i quali anche ospiti dalla Svizzera francese e tedesca, e 6 gruppi in gara.
A celebrare il matrimonio tra la cucina e il territorio, spumanti e vini delle cantine ticinesi. La collaborazione con gli esercenti di Piazza Grande e il prezioso sostegno della Città di Locarno e dei molti sostenitori, permettono alla manifestazione di crescere e agli organizzatori (GastroLagoMaggiore e Valli con Ticino a Tavola e il patrocinio di GastroTicino) di assicurare simpatiche novità per l’anno prossimo.
Ma ecco i risultati. La giuria, presieduta da Norman Gobbi (consigliere di Stato) e Massimo Suter (presidente GastroTicino e vicepresidente GastroSuisse), ha deciso la composizione del podio al “5° Campionato ticinese del risotto per chef”, patrocinato dal Club Prosper Montagné/Accademia svizzera dei gastronomi: al primo posto Domenico Fiore del “Ristorante Alchimia” di Chiasso con il “Risotto al granchio con perle di nero di seppia e gel al limone di Sorrento); al secondo posto Oreste Riva del Grotto San Martino di Mendrisio con il “Risotto al Merlot del Ticino con fonduta di Zincarlin e finferli”, e al terzo posto pari merito, Luca Bassan del “Ristorante Fiore di Pietra” sul Monte Generoso con “Risotto luganiga, riduzione al Merlot e crock di formaggio Sbrinz”, e Giuseppe Cautiero del “Buffet della Stazione” di Lugano con Il “Risotto ai sapori del Ticino”.
A ruba anche i risotti degli altri concorrenti, che hanno dimostrato come si possano cucinare piatti che esaltano i prodotti locali e altre eccellenze estere. Per il “5° Campionato ticinese del risotto per gruppi di Carnevale”, associazioni ed enti, è stata la giuria popolare a stilare la classifica: al primo posto il “Carnevale di Maggia Re Bacheton” con il “Risotto ai funghi”, seguiti dal “Carnevale del Ghell” di Ronco s/Ascona con il “Risotto del Ghell”, e dal “Carnevale di Re Painach” di Gordevio con il “Risotto ai funghi e pepe della Vallemaggia”. Apprezzati dalle migliaia di buongustai, anche i risotti cucinati dagli altri partecipanti: “Club di cucina Ratatouille” di Locarno; “Carnevale Ribellonia” di Solduno e “Pro Risotto Ascona”.
Su ticinoatavola.ch saranno pubblicati anche i vincitori dei concorsi e numerose foto.

Più sicurezza con una comunicazione condivisa

Più sicurezza con una comunicazione condivisa

Una maggiore tempestività al servizio del cittadino

Nell’ultima seduta di Consiglio di Stato è stato approvato il messaggio che chiede al Gran Consiglio un credito di 6.55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio nazionale di sicurezza Polycom. Sarà così garantita la funzionalità e la disponibilità della rete fino almeno al 2030 attraverso un aggiornamento della piattaforma attuale. Il progetto è coordinato dall’Ufficio federale della protezione della popolazione.
Sono soddisfatto del sostegno ottenuto dai colleghi di Governo poiché si tratta del principale sistema di comunicazione delle autorità e delle organizzazioni attive nel campo della sicurezza e del salvataggio. Sono infatti oltre 55’000 gli utenti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni che possono trasmettere conversazioni e piccole quantità di dati tramite un’infrastruttura condivisa.
Le soluzioni tecnologiche innovative che possono facilitare il lavoro quotidiano sono da implementare in quanto necessarie per incrementare l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza degli interventi.
La società evolve e occorre adattarsi al cambiamento per fornire la giusta risposta alle possibili minacce odierne: penso in particolare al terrorismo, alle infiltrazioni criminali, alla radicalizzazione e alla mobilità accresciuta delle persone. La criminalità si sposta rapidamente e non possiamo limitarci al solo controllo del nostro territorio. Lo scambio di informazioni diventerà sempre più importante e farà la differenza tra un successo e un insuccesso operativo. Per questo, oltre all’aggiornamento della rete radio, per i servizi della Polizia cantonale sono previsti ulteriori strumenti informatici e la connessione alle più ampie banche dati settoriali. Questo per semplificare gli impieghi nazionali e internazionali e le operazioni di polizia giudiziaria. La possibilità di disporre di strumenti al passo con i tempi permette di agire con maggiore tempestività, ma soprattutto di lavorare d’anticipo sulla prevenzione.

Una rete radio più performante
La rete Polycom consente la comunicazione criptata che, contrariamente a quanto accadeva in passato con la radio analogica, impedisce l’ascolto da parte di privati o organizzazioni criminali. In Ticino vi sono oltre 2’500 radio portatili, sui veicoli e fisse nelle centrali, gestite dal servizio tecnico della Polizia cantonale. Inoltre, la rete Polycom di proprietà del Cantone verrà a breve resa resistente ai blackout per almeno tre giorni consecutivi con il potenziamento delle batterie e la collaborazione con la Protezione civile. Con il rafforzamento della rete Polycom sarà facilitata la trasmissione di volumi superiori di dati, voce, immagini e altro.

Una migliore prontezza d’intervento
Sempre con l’obiettivo di una maggiore collaborazione e comunicazione tra le singole entità, il prossimo 19 settembre verrà inaugurata la nuova Centrale comune d’allarme (CECAL): essa creerà le premesse ideali per il perfezionamento di tutti gli interventi sul territorio rafforzando la collaborazione tra i partner (Polizia cantonale e Guardie di confine). La scelta di mettere sotto un unico tetto le principali unità d’intervento non potrà che agevolare il lavoro, anche grazie alla prossimità degli uffici. La CECAL fungerà da mezzo di condotta (numeri telefonici 112 e 117), coordinerà e dispiegherà i mezzi di soccorso attraverso la rete Polycom. Nel 2020 si concluderà l’integrazione con l’inserimento della Centrale cantonale d’allarme dei pompieri (118), attualmente gestita dal Corpo civici pompieri di Lugano. Pertanto, l’unico numero d’emergenza che non sarà integrato è quello di Ticino Soccorso (144).

La prontezza d’intervento risulta spesso fondamentale. In questo contesto, la creazione di un unico spazio condiviso come la CECAL e il rafforzamento dell’efficienza della rete Polycom non potranno che giovare a tutti i cittadini ticinesi. Un traguardo importante per la sicurezza del nostro Cantone.

 

Discorso pronunciato in occasione della 36. Festa centrale dell’Associazione svizzera dei paraplegici

Discorso pronunciato in occasione della 36. Festa centrale dell’Associazione svizzera dei paraplegici

– Fa stato il discorso orale –

 

Gentili signore, egregi signori

Ben volentieri ho accolto l’invito a presenziare a questa giornata di festa dedicata all’Associazione svizzera dei paraplegici e organizzata qui a Lugano dal Gruppo in carrozzella InSuperAbili.

In una società come la nostra, che a volte tende purtroppo a dimenticare quanto sia importante il sostegno reciproco, l’Associazione svizzera dei paraplegici rappresenta un esempio virtuoso di cosa significhi la parola “solidarietà”. Termine, questo, che ne richiama subito alla mente un altro, anch’esso di centrale rilevanza, ovvero “inclusione”. Per “inclusione” intendo la possibilità di svolgere e di portare avanti giorno dopo giorno, nel nostro quotidiano, le attività che amiamo e attraverso le quali la nostra vita si realizza in modo compiuto. “Inclusione” significa mantenere, se non addirittura rafforzare, il proprio ruolo all’interno della società.

L’“inclusione” è anche la via maestra per evitare il grave pericolo dell’emarginazione. I quasi 2.000 volontari e collaboratori a titolo onorifico sui quali può contare l’Associazione svizzera dei paraplegici, rappresentano un patrimonio umano di inestimabile valore: in questi anni di apprezzata attività in favore del prossimo, queste donne e questi uomini che si mettono al servizio degli altri si sono rivelati un pilastro ineludibile, sono una granitica certezza di affidabilità. A loro va il mio ringraziamento che, ne sono assolutamente certo, riassume quello dell’intera comunità svizzera. La vostra dedizione non passa inosservata.

Non vanno ovviamente dimenticate le altre colonne portanti dell’Associazione svizzera dei paraplegici: mi riferisco ai 100 collaboratori fissi, alle decine di freelance, ai membri del Comitato direttivo, ai 27 Gruppi carrozzella e ai tanti che la sostengono con il loro operato.
Una squadra bene affiatata è il preambolo necessario affinché si raggiunga il risultato sperato: nel caso specifico, la premessa è senza dubbio data e l’obiettivo raggiunto!

Conosco praticamente da sempre l’attività dell’Associazione svizzera dei paraplegici, in quanto da bambino ricevevamo in casa la sua rivista.
Cosa che accade peraltro tuttora.

Le sfide da affrontare sono molteplici, intriganti quanto complesse. Gli obiettivi non sono facili da raggiungere: essi richiedono energia e tempo, così come un’infinita volontà da parte di tutti gli attori in gioco. Si tratta di obiettivi nobili e, lasciatemelo dire, da condividere al cento percento!

L’Associazione si è consolidata negli anni, diventando un punto di riferimento per chi si trova costretto – per una ragione o per l’altra – ad affrontare prove molto gravose e difficilmente superabili senza un sostegno esterno. In questo contesto, spicca il ruolo dello sport: coniugato in ogni sua forma, rappresenta un veicolo di reinserimento sociale di enorme portata, un momento di condivisione di valori forti, nonché di libertà individuale. Quest’estate ho avuto occasione di vedere alla televisione alcune gare dei Campionati europei paralimpici di atletica leggera, che si sono svolti a Berlino.

Ho ammirato lo spirito e la tenacia di questi incredibili atleti capaci di ottenere risultati di altissimo livello e riscontri cronometrici di valore assoluto.
Mi ha particolarmente colpito il loro atteggiamento, che prescindeva in modo assoluto dal loro andicap: ecco un esempio concreto di inclusione del tutto scevro da inutili moti compassionevoli.

Non posso che sottolineare la mia ammirazione nei confronti di chi è stato capace di superare difficoltà che posso solo immaginare, attingendo alla sua forza interiore, alla sua tenacia e facendo riferimento al supporto incondizionato di chi gli sta attorno.

Per finire, porgo un particolare saluto al Gruppo in carrozzella InSuperAbili, organizzatore di questo evento. Nato nel 2012 ed entrato a far parte dell’Associazione svizzera dei paraplegici l’anno successivo, ha lo scopo di offrire e incentivare la pratica di discipline sportive e di attività ricreative a persone con disabilità.
Riprendersi dopo un grave incidente o una grave malattia può risultare estremamente faticoso sia fisicamente che mentalmente: l’aiuto e l’esperienza del Gruppo in carrozzella Insuperabili permette di farlo con maggiore serenità.

Grazie per l’attenzione e… buona festa!

Agente della Polizia cantonale sotto inchiesta

Agente della Polizia cantonale sotto inchiesta

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto dell’apertura di un’inchiesta penale nei confronti di un’agente della Polizia cantonale denunciato al Ministero pubblico con l’ipotesi di reato di truffa a un’assicurazione.

Il Direttore del Dipartimento condanna fermamente l’accaduto ed è fortemente amareggiato nel constatare che un’agente della Polizia cantonale – anche se fuori servizio – abbia compiuto azioni contro la legge che all’inizio della propria carriera ha giurato di far rispettare.
In questo senso il Consigliere di Stato Norman Gobbi con la collaborazione del Comandante e della Direzione della Polizia cantonale intende proseguire con quanto già fatto fino ad ora in ambito di sensibilizzazione allo scopo di prevenire il verificarsi di situazioni del genere prestando una particolare attenzione nei vari moduli formativi (di base e continua).
Il Direttore del Dipartimento tiene infine a ribadire la sua piena fiducia nel corpo della Polizia cantonale e negli agenti che quotidianamente rendono onore alla divisa che portano svolgendo in maniera irreprensibile i compiti che lo Stato ha loro affidato. L’errore commesso da un singolo non deve compromettere la credibilità di tutti.
Nei confronti dell’agente – come prevede la prassi – saranno presi i provvedimenti disciplinari del caso.
Sulla questione non saranno rilasciate ulteriori informazioni.