Le gouvernement tessinois évoque une piste sur l’immigration

Da LEMATIN.CH l Le Tessin demande une clause de sauvegarde spécifique au canton dans le cadre de l’application de l’initiative sur l’immigration. Il propose de tenir compte des différences de salaires, du coût de la vie et du taux de chômage de part et d’autre de la frontière.

Dans des situations d’exception, qui répondraient à des critères rigoureusement objectifs, cette clause limitant la libre circulation serait activée. Des mesures dans des secteurs particuliers de l’économie comme la préférence locale ou des contingents seraient alors appliquées, selon le Conseil d’Etat tessinois.

Dans un communiqué diffusé mercredi, le gouvernement cantonal indique qu’il a mandaté l’ancien secrétaire d’Etat Michael Ambühl pour élaborer une proposition dans ce sens. Professeur à l’EPFZ, ce dernier a formulé l’an dernier déjà l’idée d’une clause de protection pour sortir la Suisse de l’impasse avec l’Union européenne, qui refuse toute restriction de la libre circulation.

La clause de protection agirait de manière temporaire et serait utilisée dans certaines situations uniquement. La Suisse pourrait faire appel à un tel remède en cas d’une immigration nette excessivement forte. En dessous de la limite fixée, la libre circulation resterait valable.

Interrogé à l’émission “Forum” de la RTS, le président du gouvernement tessinois Norman Gobbi a rappelé que l’Espagne avait formulé une demande similaire en 2011 face à l’immigration venue de l’Europe de l’Est.

“Munich à côté d’Athènes”
Il a illustré le cas très particulier, selon lui, du Tessin, où la population avait accepté à 68,2% – taux le plus élevé de tous les cantons – le 9 février 2014 l’initiative sur l’immigration de masse: “C’est comme si Munich avait comme voisin Athènes”. Cet exemple extrême, avoue-t-il, montre à quel point le coût de la vie est très différent entre le Tessin et les régions italiennes limitrophes.

La proposition du Conseil d’Etat tessinois s’inscrit dans la consultation lancée par le Conseil fédéral sur la mise en oeuvre de l’initiative sur l’immigration. Celle-ci court jusqu’au 28 mai.

http://www.lematin.ch/suisse/frontaliers-tessin-demande-clause-sauvegarde/story/25761275

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Il Dipartimento delle istituzioni e l’Ufficio per lo sviluppo economico hanno incontrato ieri a Bellinzona i cinque sindaci dei comuni della Valle Onsernone interessati dal progetto di aggregazione, per una prima discussione in vista della formazione del nuovo Comune, che avverrà in concomitanza con le elezioni comunali del 10 aprile 2016. Dopo la decisione del Tribunale federale che ha respinto i ricorsi interposti contro l’aggregazione dei comuni dell’Onsernone, il Decreto di aggregazione deciso dal Gran Consiglio è diventato definitivo.

Per impostare i lavori preparatori e i passi che restano da intraprendere in vista della costituzione del nuovo Comune, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi con i collaboratori Daniela Baroni e Nicola Rossetti e il capo dell’Ufficio per lo sviluppo economico Valesko Wild hanno incontrato i sindaci Marco Garbani Nerini (Gresso), Roberto Carazzetti (Isorno), Mario Ferrari (Mosogno), Gemma Mordasini (Onsernone) e Cristiano Terribilini (Vergeletto).

Nel corso della riunione è stato concordato che la costituzione del nuovo Comune di Onsernone avverrà in occasione delle elezioni comunali generali previste per il 10 aprile 2016. Nel frattempo, con il coordinamento degli attuali sindaci, verrà istituito un gruppo operativo formato dai segretari comunali, che – con il supporto della Sezione enti locali – allestirà la documentazione necessaria ad avviare il lavoro dei futuri amministratori comunali. Nel contempo, verranno intrapresi ulteriori passi nell’ambito dello specifico programma di rilancio per le zone a basso potenziale, coordinato dall’Ufficio per lo sviluppo economico.

Immigrazione di massa:il Consiglio di Stato prende posizione sull’avamprogetto di modifica della Legge federale sugli stranieri

Immigrazione di massa:il Consiglio di Stato prende posizione sull’avamprogetto di modifica della Legge federale sugli stranieri

Il Consiglio di Stato ha ribadito oggi che il nuovo articolo costituzionale 121a deve essere pienamente attuato entro il febbraio 2017, e che ogni modifica della legislazione federale in questo ambito dovrà essere accompagnata da un adeguamento dell’accordo sulla libera circolazione delle persone. Il Governo ha inoltre affidato al prof. Michael Ambühl, del Politecnico federale di Zurigo, il mandato di elaborare la proposta di una clausola di salvaguardia specificamente dedicata al mercato del lavoro ticinese e alla protezione della manodopera indigena.

In risposta alla consultazione indetta dal Consiglio federale sull’avamprogetto di modifica alla Legge federale sugli stranieri, il Consiglio di Stato ha discusso oggi la posizione del Canton Ticino sull’attuazione del nuovo articolo costituzionale 121a, approvato dal popolo e dai Cantoni il 9 febbraio 2014.

Il Consiglio di Stato ritiene sterile la revisione della Legge federale sugli stranieri proposta dal Consiglio federale, qualora essa non possa essere accompagnata da una rinegoziazione con l’Unione europea (UE) dei contenuti dell’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) compatibile con il nuovo articolo costituzionale. Dato che già nella versione in vigore la Legge federale sugli stranieri è in larga misura formalmente compatibile con tale articolo – ma applicabile di fatto unicamente a stranieri provenienti da Paesi terzi – e dato che per gli stranieri provenienti da Paesi UE/AELS valgono le disposizioni dell’ALC, le modifiche proposte dal Consiglio federale risultano di portata minore.

Il Consiglio di Stato ritiene che il nuovo articolo costituzionale vada attuato pienamente. Se non dovesse essere possibile trovare un’intesa con l’UE nei tre anni concessi dalla Costituzione, e cioè entro il 9 febbraio 2017, la Svizzera dovrà passare a una gestione autonoma dell’ammissione di stranieri tramite tetti massimi e contingenti, indipendentemente dalla loro provenienza, e introdurre il principio della preferenza indigena, una decisione che con larga verosimiglianza potrebbe far cadere gli accordi bilaterali tra Svizzera e UE.

Nella sua presa di posizione il Consiglio di Stato ha inoltre posto l’accento sull’esigenza di tener conto dell’impatto della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro, in relazione alle diversità e alle esigenze regionali, nel quadro del dialogo in corso con l’UE e i suoi Stati membri. A questo proposito il Governo ha affidato al prof. Michael Ambühl, del Politecnico federale di Zurigo, il mandato di elaborare la proposta di una clausola di salvaguardia specificamente dedicata al mercato del lavoro ticinese e alla protezione della manodopera indigena.

L’ipotesi di lavoro che sottende la proposta è che a cavallo della frontiera possano esserci differenze di salario, di livelli di disoccupazione o di costo di vita, nonché notevoli balzi di questi o altri indicatori macroeconomici oggettivamente fuori norma nel confronto europeo, tali da mettere in dubbio il buon funzionamento del mercato del lavoro e della libera circolazione delle persone stessa. In situazioni d’eccezione di questo tipo, rigorosamente modellizzate sulla base di criteri e dati oggettivi, una clausola di salvaguardia permetterebbe di attivare contromisure precise in particolari settori dell’economia, come la preferenza indigena o l’applicazione di contingenti.

Tutti sul “Maximus”

Tutti sul “Maximus”

Norman Gobbi, Matteo Cocchi, Marie Polli, Mattia Carrucciu e persino il Vescovo Valerio hanno partecipato al varo della nuova imbarcazione della polizia lacuale
Oggi a Locarno si è tenuto il varo della nuova imbarcazione della Polizia lacuale, battezzata “Maximus”, alla presenza del Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, del Vescovo della diocesi di Lugano Monsignor Valerio Lazzeri, della madrina della cerimonia, la sportiva Marie Polli, e dell’ingegnere nautico Mattia Carrucciu.

La cerimonia si è svolta in un clima cordiale allietato dalle note della Musica Militare Ticinese. Il varo della seconda imbarcazione, che solcherà le acque del Ceresio, si terrà nel corso dell’estate.