Sanatorio Cantonale di Piotta e contributi forfettari a fondo perso per il progetto «NuovaValascia»

Sanatorio Cantonale di Piotta e contributi forfettari a fondo perso per il progetto «NuovaValascia»

 

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta settimanale il messaggio relativo all’alienazione del sanatorio di Piotta, il credito a fondo perso di 3 milioni di franchi nell’ambito del credito quadro per attuare misure di politica regionale cantonale complementari alla politica regionale della Confederazione e un contributo di 3 milioni di franchi del Fondo Sport-toto per il progetto «Nuova Valascia».

Il primo Messaggio concerne il trasferimento del Sanatorio Cantonale di Piotta nei beni patrimoniali dello Stato e la ratifica degli accordi di vendita del complesso alla società Ice Sport International Academy SA, promotrice del progetto per la realizzazione di uncampus per l’insegnamento ad alto livello dello sport, con particolare accento all’hockey su ghiaccio e al pattinaggio artistico.

Questa iniziativa, oltre a generare ricadute economiche importanti per la regione, permetterà di assicurare la conservazione del complesso sanatoriale quale testimonianza della storia architettonica e culturale della regione, recuperando una struttura in stato di abbandono dopo la chiusura avvenuta nel 1962.

Il secondo messaggio propone lo stanziamento di un sussidio forfettario a fondo perso di 3 milioni di franchi per il progetto «Nuova Valascia» nell’ambito del credito quadro di 13 milioni di franchi per attuare misure di politica regionale cantonale complementari alla politica economica regionale della Confederazione per il quadriennio 2012-2015 e di un contributo forfettario a fondo perso di 3 milioni di franchi del Fondo Sport-toto.

L’obiettivo del primo contributo è quello di sostenere progetti prioritari e strategici a livello regionale e/o cantonale con un rilevante indotto economico diretto (investimento finanziario e posti di lavoro) e indiretto (ricadute indotte e posti di lavoro creati nella regione funzionale sul medio termine).

L’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli, nell’ambito della procedura prevista, ha presentato il progetto della società Valascia Immobiliare SA denominato «Nuova Valascia» quale progetto prioritario e strategico ai sensi delle misure di politica regionale cantonale complementari alla politica regionale della Confederazione per il quadriennio 2012-2015. Come gli altri progetti, questo è stato poi avallato dal Gruppo strategico per la politica economica regionale.

Il contributo di ulteriori 3 milioni di franchi nell’ambito del Fondo Sport-toto considera il vincolo, posto dalla Lega nazionale di hockey su ghiaccio all’HC Ambrì-Piotta, per l’ottenimento della licenza per disputare il campionato di LNA. In questo senso, s’intende consolidare e dare continuità all’importante ruolo svolto dalla società sportiva leventinese nella promozione dell’attività hockeistica (soprattutto giovanile), non solo a livello regionale, ma anche a livello cantonale e svizzero.

L’approvazione contemporanea dei due messaggi permetterà un adeguato coordinamento e faciliterà la ricerca di sinergie tra il progetto «Nuova Valascia» e l’iniziativa promossa dalla società Ice Sport International Academy SA. In questo modo sarà anche possibile considerare anticipatamente le esigenze logistiche derivanti dal progetto «SPAP Sviluppo della piana di Ambri-Piotta», un’ulteriore iniziativa a sostegno del riposizionamento dell’Alta Leventina nell’ambito della politica economica regionale.

Insieme per prevenire e combattere la violenza giovanile

Insieme per prevenire e combattere la violenza giovanile

Il Cantone Ticino è davvero lieto di ospitare, unitamente alla Città di Lugano, questa Terza Conferenza nazionale che conclude il ciclo di conferenze previsto dal programma “Giovani e Violenza”.

La Conferenza nazionale è un momento privilegiato per riunire in un unico spazio educatori, giudici, amministratori locali, agenti di polizia, docenti, medici, operatori sociali e tutti quei professionisti confrontati con il tema della violenza che coinvolge i giovani e preoccupati per il benessere delle nuove generazioni. La Conferenza costituisce quindi un’occasione unica di approfondimento professionale, di informazione e scambio su misure di prevenzione efficaci e promettenti, ma anche di conoscenza reciproca e di messa in comune di esperienze e punti di vista. Il confronto e lo scambio tra Confederazione, Cantoni, Comuni ed enti privati costituiscono il mezzo migliore per la condivisione di “buone pratiche”, così come di analisi comprovate scientificamente e di visioni per il futuro. La vostra presenza numerosa da ogni angolo della Svizzera attesta dell’importanza che questo fenomeno riveste per la nostra Nazione e quindi della responsabilità di cui siete investiti quali professionisti del sostegno ai giovani e della prevenzione e della repressione della violenza che coinvolge i giovani. Il Paese si aspetta analisi chiare e proposte efficienti ed efficaci. Starà poi a noi politici attivarci per assicurare le risorse necessarie per la loro realizzazione.

Seppur il fenomeno della violenza che coinvolge i giovani sia in leggero, ma sensibile calo, almeno negli ultimi 3-4 anni – a causa di molteplici aspetti che gli esperti presenti sapranno illustrare e motivare al meglio –, va detto che lo stesso ha acquisito a medio termine, nell’ultimo quarto di secolo, una rilevanza significativa e portatrice di gravi conseguenze per numerosi giovani e famiglie. I costi sociali della violenza che coinvolge i giovani possono essere enormi. Inoltre, è ancora troppo presto per affermare che si tratti di un’inversione di tendenza. Dobbiamo restare attenti e non farci cogliere impreparati.

La violenza di matrice ideologica, sportiva o sessuale – anche rispetto a quanto sta succedendo nel mondo – è lungi dall’essere scomparsa e non va assolutamente sottovalutata; anzi richiede di essere contenuta, e soprattutto prevenuta. Così come il fenomeno della violenza domestica – in cifre e conseguenze ancora più grave della violenza giovanile, di cui costituisce il primo fattore di influenza. Sappiamo infatti che coloro che incorrono in episodi di violenza possono essere stati a loro volta oggetto di maltrattamenti o negligenze educative, che vanno appunto combattute e prevenute. Fondamentale è quindi agire non solo sui sintomi, ma soprattutto sulle cause: le situazioni sociali e famigliari dove il disagio e l’esclusione si radicano.

Un altro elemento al quale prestare particolare attenzione è il crescente fenomeno del cyber-bullismo; ciò beninteso amplificato dall’uso generalizzato dei nuovi media elettronici. È noto che il 97% dei giovani svizzeri tra 12 e 19 possiede uno smart-phone, così come l’89% è iscritto a un social-network. Al di là degli innegabili aspetti positivi, tale fruizione generalizzata si presta anche ad utilizzi impropri. Il problema, che può insinuarsi anche in modo subdolo, risiede nel rischio di banalizzare e sottovalutare la portata di invii e condivisioni di filmati, immagini e messaggi con contenuti pregiudizievoli. Non si è ancora pienamente coscienti che con un semplice “clic” si possono arrecare sofferenze immense e “incancellabili” nell’animo di molti ragazzi. La sfida che ci attende sta allora nel promuovere l’educazione ad un utilizzo consapevole dei nuovi media presso i giovani, ma anche presso i loro genitori, ancora troppo impreparati rispetto al fenomeno. Inoltre da potenziare – come mostrano bene i rapporti federali – saranno anche le normative legate alla protezione dei minori di fronte all’esposizione mediatica.

In sintonia con il programma nazionale e a sei anni dalla consegna del rapporto dell’apposito gruppo di lavoro “Giovani, violenza, educazione”, il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha ritenuto prioritario mettere a punto una strategia cantonale di prevenzione della violenza che coinvolge i giovani (tra 0 e 25 anni). Tale strategia ha elaborato una fotografia quantitativa e un’analisi del fenomeno, un monitoraggio delle attività esistenti, ma anche l’ideazione di possibili proposte di prevenzione negli ambiti della famiglia, della scuola e dello spazio sociale. In questo i documenti e le ricerche federali ci sono state molto utili per verificare la pertinenza delle nostre proposte. Al momento, il gruppo interdipartimentale incaricato del progetto, dopo aver incontrato un’ottantina di enti attivi sul territorio, ha redatto e consegnato a fine marzo il rapporto al Consiglio di Stato, che lo sta analizzando, per farlo poi suo a tutti gli effetti.

Quanto questo lavoro di ricerca e programmazione ha insegnato è molteplice. Innanzitutto, che la prevenzione della violenza, che coinvolge i giovani, non può essere demandata a pochi attori, ma deve essere condivisa e presa a carico dalle varie istanze della società (Confederazione, Cantoni, Comuni, ma anche aziende ed enti privati). In secondo luogo, le misure da attuare devono essere precedute da un’analisi della cause profonde del fenomeno in modo da agire in modo mirato. Terzo: la Strategia deve proporre un insieme articolato di iniziative che coinvolgano i diversi ambiti in un’ottica inter-settoriale e – quarto
– deve soprattutto responsabilizzare i soggetti (le famiglie, i giovani, in particolare) favorendo i processi di integrazione e di rafforzamento delle loro competenze e delle loro reti sociali. Solo lavorando sul rafforzamento del tessuto sociale riusciremo a far diminuire in modo sensibile e duraturo il fenomeno della violenza che coinvolge i giovani.

Per quanto riguarda il nostro Cantone, proprio nelle scorse settimane il Consiglio di Stato ha deliberato la creazione di un centro educativo per adolescenti di tipo contenitivo (sul modello del Time-out a Friborgo, per intenderci), ma al contempo sta anche potenziando la rete di strutture e servizi di protezione con progetti a sostegno delle famiglie e dei giovani; così come sta ripensando l’organizzazione delle autorità di protezione per farne dei veri e propri Tribunali. Altre proposte – come quelle contenute nella Strategia – sono al varo e ci auguriamo possano essere realizzate prossimamente. Il segnale lanciato dalla Strategia è che un coordinamento delle proposte e degli interventi non è solo possibile, ma anzi, necessario.

Ma ritorniamo alla “nostra” Conferenza. Sappiamo che i funzionari dell’UFAS e i collaboratori del Cantone Ticino e della Città di Lugano hanno collaborato alacremente per diversi mesi e siamo sicuri che tutto sia stato fatto per potervi ospitare al meglio e fare in modo che questa Conferenza possa costituire un momento privilegiato della vostra crescita professionale, ma anche di sviluppo delle politiche di prevenzione di tutto il Paese. A tale proposito, mi preme sottolineare l’importanza data ai giovani che, come avete avuto modo di constatare, sono stati coinvolti nell’allestimento della scenografia di questa Conferenza, così come in alcuni momenti di animazione che avete iniziato a scoprire. Perché la prevenzione può essere tale solo attraverso la responsabilizzazione delle nuove generazioni e la loro crescita come soggetti attivi e portatori di nuove speranze.

Auguro a tutti voi – Signore e Signori – una Conferenza proficua e piacevole qui a Lugano e nel Cantone Ticino.

Vi ringrazio.

Saluto pronunciato dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi in occasione della 3a Conferenza Nazionale Giovani e Violenza