Polizia cantonale:nominati due nuovi Ufficiali

Polizia cantonale:nominati due nuovi Ufficiali

Nell’ambito del progetto «Visione 2019» della Polizia cantonale – che mira ad accrescere la sicurezza dei cittadini attraverso l’adeguamento degli effettivi, la pianificazione logistica e l’ammodernamento dei sistemi informatici – il Consiglio di Stato ha nominato due nuovi Ufficiali di polizia. La loro entrata in funzione è prevista per il 1. agosto 2015.

Antonio Ciocco dirigerà il III° Reparto di Gendarmeria del Bellinzonese con il grado di tenente. Classe 1965, Ciocco è entrato a far parte del Corpo di Polizia nel 1989. Durante la sua carriera ha lavorato nei ranghi della Gendarmeria e dei Gruppi speciali. Dal 1998 è entrato a far parte della Polizia giudiziaria. Attualmente opera come responsabile del Commissariato di Bellinzona con il grado di commissario capo. Parallelamente è responsabile del gruppo Negoziati. Nella sua nuova funzione sarà chiamato a dirigere il Reparto che comprende i posti di principali di Camorino, di Bellinzona e di Biasca, al quale è pure subordinata la responsabilità del Polo di polizia comunale per le Tre Valli.

Alberto Marietta sarà invece a capo del Reparto Giudiziario 3 della Polizia cantonale con il grado di tenente. Marietta, classe 1971, è entrato a far parte del Corpo di Polizia nel 1996. Sino al 2003 attivo nei ranghi della Gendarmeria, anno in cui è entrato a far parte della Polizia Giudiziaria. Attualmente opera come responsabile della Sezione Ricerche e Controlli con il grado di commissario capo. Nella sua nuova funzione sarà chiamato a dirigere il Reparto che comprende i Commissariati di Bellinzona e Locarno, la Sezione Ricerche e Controlli e la Sezione Gestione Informazioni.

Aggregazione dei Comuni di Cresciano,Iragna,Lodrino ed Osogna: approvato lo studio e fissata la data della votazione consultiva

Aggregazione dei Comuni di Cresciano,Iragna,Lodrino ed Osogna: approvato lo studio e fissata la data della votazione consultiva

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta odierna, ha accolto la proposta della Commissione di studio per l’aggregazione dei Comuni di Cresciano, Iragna, Lodrino ed Osogna in un nuovo comune denominato “Riviera”. Nel contempo il Governo ha pure autorizzato il Dipartimento delle istituzioni a redigere e a trasmettere il rapporto alla popolazione in modo che la stessa abbia la possibilità di esprimersi in votazione consultiva il prossimo 18 ottobre 2015 contemporaneamente alla consultazione prevista per i 17 Comuni del Bellinzonese.

Per favorire la nascita del nuovo Comune, il Consiglio di Stato ha confermato misure di sostegno per un importo complessivo di 3,8 milioni di franchi così suddivisi:

  • 1,8 milioni di franchi come contributo per il finanziamento di investimenti comunali;
  • 1,0 milioni di franchi allo scopo di neutralizzare la situazione di eccedenza passiva di Iragna;
  • 1,0 milioni di franchi come contributo per la realizzazione del Centro scolastico polifunzionale previsto dall’attuale Comune di Cresciano.

Dopo l’aggregazione il nuovo Comune di Riviera avrà un territorio di 8’617 ettari con una popolazione di oltre 4’000 abitanti. Finanziariamente si prospetta una situazione di partenza sostanzialmente sana, con un moltiplicatore d’imposta pari al 95%, un autofinanziamento di 1,8 milioni di franchi, un capitale proprio di 3,8 milioni di franchi e un debito pro capite di 3’275.– franchi.

Questo progetto rappresenta un primo fondamentale passo nella giusta direzione per il rafforzamento istituzionale della Valle Riviera.

In base all’esito della votazione consultiva e alla crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio, l’entrata in funzione del nuovo Comune potrebbe avvenire nella primavera del 2017.

Il Consiglio di Stato sostiene con convinzione l’allargamento a 9 membri del Consiglio federale

Il Consiglio di Stato sostiene con convinzione l’allargamento a 9 membri del Consiglio federale

Il Consiglio di Stato si è espresso sulla consultazione federale in corso riguardo al progetto di allargamento da 7 a 9 membri del Consiglio federale. Il Governo ticinese esprime il proprio pieno sostegno alla soluzione proposta dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio Nazionale, per favorire un’equa rappresentanza delle diverse regioni geografiche e linguistiche elvetiche, senza tuttavia imporre quote prestabilite per l’elezione dell’Esecutivo federale.

Il Consiglio di Stato ricorda anzitutto che, negli ultimi anni, i parlamentari ticinesi si sono espressi a più riprese sul tema e hanno presentato due iniziative per ottenere un allargamento del Consiglio federale; entrambe queste proposte sono state respinte, una delle quali di misura – con soli 21 voti contro 20 voti e 2 astensioni in Consiglio degli Stati.

Il Governo ticinese afferma di condividere in primo luogo l’analisi secondo la quale i compiti che incombono alla Confederazione si sono moltiplicati – dal 1848 ad oggi – così come sono aumentate le sollecitazioni alle quali i Consiglieri federali sono sottoposti. Anche a causa di tale situazione, il Ticino sente che – ad esempio nel contesto non facile dei rapporti bilaterali con l’Italia – il Governo federale fatica a tutelare gli interessi del Cantone con la necessaria costanza e dedizione. Tale problema offre una prima legittimazione all’idea di un allargamento del Consiglio federale da 7 a 9 membri.

Accanto alle considerazioni sul numero di membri dell’Esecutivo federale, il Consiglio di Stato sottolinea poi la centralità della questione linguistica e culturale, ricordando come la rappresentanza delle diverse regioni del Paese sia iscritta dal 1999 nella Costituzione federale. A tale proposito, il Governo osserva che – benché non pochi degli attuali Consiglieri federali si esprimano in buon italiano – sia indubbiamente problematica l’assenza in Governo di un italofono proveniente dalla Svizzera italiana, che abbia familiarità con le caratteristiche socioeconomiche del territorio elvetico più vicino all’Italia.

Il Consiglio di Stato esprime infine il proprio esplicito sostegno a un approccio che non preveda quote prestabilite per l’assegnazione dei seggi in Consiglio federale. Pur dicendosi profondamente convinto della necessità di eleggere presto un rappresentante della Svizzera italiana nell’Esecutivo, il Governo ticinese resta contrario a una regola rigida. Ciò, nella convinzione che ogni Consigliere federale sia prima di tutto un rappresentante legittimo della Svizzera nel suo insieme, del «Popolo svizzero e i Cantoni» che insieme «costituiscono la Confederazione Svizzera», come ci ricorda l’art. 1 della nostra Costituzione.