Grandi aggregazioni: Losanna boccia il Ghiro

Grandi aggregazioni: Losanna boccia il Ghiro

dal Giornale del Popolo del 4 giugno 2016, un articolo a cura di Nicola Mazzi

Il Tribunale federale, nell’audizione pubblica che si è tenuta ieri, ha dichiarato irricevibile l’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona».

Questa volta Giorgio Ghiringhelli non ce l’ha fatta. Il Tribunale federale (TF), nell’audizione pubblica che si è tenuta ieri, ha dichiarato irricevibile l’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”. Con questa decisione il TF ha confermato la decisione del Gran Consiglio, risalente al 2013, quando il legislativo aveva giudicato irricevibile la proposta costituzionale. Da parte del Tribunale con sede a Losanna è stato ribadito in particolare come il testo, che fu sottoscritto da 11.558 cittadini, fosse in conflitto con il diritto internazionale. In particolare fosse in contrasto con l’articolo 5 della carta europea dell’autonomia locale. Da noi interpellato, il responsabile del DI Norman Gobbi commenta in questo modo la decisione: «Era una decisione attesa in quanto chiarisce il modo in cui prosegui-re su un’altra iniziativa popolare e cioè quella della VPOD che diversamente dall’iniziativa Ghiringhelli coinvolge tutto il territorio cantonale. Credo sia stato questo l’elemento debole dell’iniziativa bocciata dal TF. Ma dovremo leggere le motivazioni dei giudici e da lì partiremo per l’analisi dell’iniziativa della VPOD e per consolidare il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) e il suo piano di attuazione. L’obiettivo del Cantone resta quello di stimolare le aggregazioni, ma esse possono sicuramente arrivare anche dal basso come è avvenuto nel Bellinzonese». Come aggiunge lo stesso Gobbi «il dossier è sul tavolo del CdS che dovrà esprimersi nelle prossime settimane. E prossimamente ci sarà anche un incontro con i Municipi del distretto del Luganese. Quindi dovremo elaborare un nuovo messaggio sull’iniziativa della VPOD e sul Piano di attuazione del PCA».

La sentenza Un no secco alle megafusioni

Dal Corriere del Ticino del 4 giugno 2016, un articolo a cura di Michelle Cappelletti

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso sull’iniziativa per le aggregazioni nel Bellinzonese e nel Locarnese Ghiringhelli: «Accetto sportivamente il risultato» – Gobbi: «Vista l’apatia occorrerà prima o poi decidere»

«Accetto sportivamente il risultato. Ho però la coscienza tranquilla di chi sa di aver fatto il possibile per far uscire il Locarnese dal suo isolamento». Questa la reazione di Giorgio Ghiringhelli (Il Guastafeste), promotore nel 2012 dell’iniziativa popolare costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona», alla decisione del Tribunale federale di Losanna che ne ha respinto il ricorso. L’oggetto del contendere era infatti la ricevibilità dell’iniziativa, che era riuscita con 11.588 sottoscrizioni e che prevedeva la creazione di due città nel Locarnese e nel Bellinzonese entro il 2017 e tramite una votazione popolare cantonale. Nell’ottobre del 2013 il Gran Consiglio aveva infatti sancito l’irricevibilità, decisione contro cui Ghiringhelli aveva ricorso. E oggi, dopo 2 anni e mezzo, si può mettere il punto a questa vicenda. «È la prima volta in Svizzera che veniva proposta un’aggregazione seguendo la via dell’iniziativa costituzionale – sottolinea Ghiringhelli – nessuno poteva prevedere come sarebbe andata a finire». Al centro del dibattimento, iniziato ieri mattina a Losanna alle 9 e protrattosi per circa 3 ore, vi era l’articolo 5 della «Carta europea dell’autonomia locale», ratificata dalla Svizzera nel 2005: in sostanza, secondo il trattato, i cittadini dei Comuni interessati hanno il diritto di pronunciarsi per primi tramite una votazione consultiva. L’iniziativa è stata quindi giudicata contraria al diritto superiore. A Ghiringhelli resta però un po’ di amaro in bocca: «È la prima volta in Svizzera che un’iniziativa popolare viene dichiarata irricevibile perché in contrasto con un trattato europeo. I tre giudici hanno dato un’interpretazione molto rigida, che non viene osservata da nessun altro Paese europeo: hanno fatto i papisti più del Papa». Il capo della Sezione degli Enti locali Elio Genazzi , presente all’udienza pubblica di ieri, ha precisato: «La tesi che ha prevalso e che ha quindi rigettato il ricorso è stata quella di dire che si sarebbe dovuti andare al voto solo dopo che i cittadini ticinesi sono stati messi al corrente delle opinioni dei cittadini dei territori interessati, che era poi il motivo per il quale il Gran Consiglio aveva approvato l’irricevibilità dell’iniziativa. Per i dettagli occorre però attendere la pubblicazione delle motivazioni».
Rimane ancora l’iniziativa popolare costituzionale lanciata nel 2013 dal sindacato VPOD, primo firmatario Raoul Ghisletta, riuscita con 11.271 firme. «Era stata tenuta in stand-by dal Gran Consiglio in attesa di vedere cosa decideva il Tribunale federale, quindi anche questa dovrebbe essere dichiarata irricevibile per lo stesso motivo», ci ha detto Ghiringhelli. Diverso il parere del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi : «L’iniziativa promossa dalla VPOD ha il vantaggio di considerare tutto il territorio cantonale, da Airolo a Chiasso e da Lumino a Brissago, cosa che invece il progetto di Ghiringhelli non prevedeva. Probabilmente questo è stato l’elemento che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso il rigetto del ricorso». Ora le Istituzioni possono riprendere con i dossier relativi all’iniziativa VPOD e al Piano cantonale delle aggregazioni, «che deve essere consolidato», aggiunge Gobbi, «per questo incontreremo i sindaci del Luganese». Resta ancora da definire il piano d’attuazione: «Il Cantone ha cercato di stimolare le aggregazioni dall’alto, ma sempre attendendo una partenza dal basso. Ma se ci sono situazioni in cui non si vuole decidere a un certo punto credo sia importante partire: uno degli elementi che sollevava Ghiringhelli era proprio l’apatia sul tema aggregativo del Locarnese», ha sottolineato Gobbi.

le tappe
marzo 2012
Giorgio Ghiringhelli (Il Guastafeste) lancia l’iniziativa popolare costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona», che chiede di inserire nella Costituzione cantonale un articolo che stabilisce l’aggregazione di 17 Comuni nel Bellinzonese e di 18 Comuni nel Locarnese tramite votazione cantonale. Le firme raccolte sono state 11.588.
14 ottobre 2013
Il Gran Consiglio dichiara irricevibile l’iniziativa popolare costituzionale con 50 voti contrari alla ricevibilità, 24 favorevoli e 1 astenuto. Due i rapporti che approdano nell’aula parlamentare: uno favorevole di Bruno Cereghetti (PS) e uno contrario di Carlo Luigi Caimi (PPD).
13 novembre 2013
Il Comitato promotore dell’iniziativa presenta ricorso al Tribunale federale (TF) di Losanna.
3 giugno 2016
Durante un’udienza pubblica, ieri il TF ha deciso di respingere il ricorso. Il Gran Consiglio deve però ancora esprimersi sulla ricevibilità di un’altra iniziativa costituzionale, «Rafforziamo i Comuni», primo firmatario Raoul Ghisletta, che prevede la creazione di 15 Comuni forti in Ticino.

Gobbi: ‘Chiuso il periodo d’incertezza’

Gobbi: ‘Chiuso il periodo d’incertezza’

Da LaRegione del 4 giugno 2016

«Il Piano cantonale delle aggregazioni, voluto dal Consiglio di Stato nell’ambito della riforma ‘Ticino 2020’, è una visione che può essere stimolata dal basso, come peraltro è capitato con l’aggregazione di Bellinzona o anche dall’alto, ma col rispetto della volontà popolare chiamata a esprimersi su questi processi. La sentenza di oggi [ieri, ndr], dunque, non muta il nostro iter, ma anzi fa chiarezza». Così Norman Gobbi , direttore del Dipartimento delle istituzioni, da noi sollecitato a ‘botta calda’, subito dopo il verdetto – a lungo discusso – dell’Alta Corte losannese. Nel caso specifico, quello dell’iniziativa Ghiringhelli, si sarebbe votato solo sul destino di alcune specifiche realtà, per quanto importanti, ovvero Bellinzona e Locarno. «E questa era senz’altro una criticità dell’iniziativa che toccava, appunto, solo una parte del cantone e non l’intero territorio ma per la quale però votava l’intero comprensorio cantonale» precisa ancora Gobbi. Resta aperto il destino di un’altra iniziativa popolare, sempre sulle aggregazioni, lanciata dal sindacato Vpod «ma quest’ultima coinvolge l’intero territorio cantonale» osserva il consigliere di Stato che peraltro non si dice stupito del verdetto finale. «Si sapeva che sarebbe stata una decisione ‘tirata’ perché le interpretazioni potevano reggere in entrambi i casi, ricevibile o meno». Nella sentenza maturata ieri in Tribunale federale si fa riferimento al diritto internazionale e, in particolare, alla ‘Carta europea dell’autonomia locale’ ratificata dalla Svizzera nel 2005 che prevede il parere preliminare delle collettività locali interessate, passaggio escluso dall’iniziativa Ghiringhelli. In ogni caso ora c’è più chiarezza, osserva una nota del Dipartimento delle istituzioni. E un obiettivo politico è comunque già stato raggiunto con la nascita della nuova Bellinzona. A questo punto si procederà col progetto ‘Ticino 2020’ che “intende rivedere completamente i rapporti fra Cantone e Comuni” come precisa la nota dipartimentale.