Sicurezza La catastrofe è servita

Sicurezza La catastrofe è servita

Dal Corriere del Ticino del 16 giugno 2016, a cura di Lidia Travaini

Presentati a Rivera i dettagli dell’esercitazione Odescalchi che si terrà dal 19 al 21 giugno Saranno simulati un incidente ferroviario, una fuga di sostanze chimiche e un incendio

Polizia cantonale, Guardie di confine, pompieri di Chiasso, Mendrisio e Como, Ferrovie Federali Svizzere, Protezione Civile, Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze, Ente Ospedaliero Cantonale e RSI. È davvero lungo l’elenco degli enti che parteciperanno all’esercitazione Odescalchi tra domenica 19 e martedì 21 giugno, la prima di questo genere messa in atto in Ticino, che si terrà tra il Mendrisiotto e il Comasco. In totale le persone presenti sul campo saranno oltre 3.000, a cui si aggiungeranno 2 mila uomini nelle retrovie. Gli ultimi dettagli dell’esercitazione sono stati presentati ieri dai rappresentanti del Dipartimento delle istituzioni e della Regione territoriale 3 dell’esercito durante una conferenza stampa che si è tenuta al Centro istruzione della protezione civile di Rivera.
Quello che sarà provocato per collaudare la reazione degli enti di primo intervento e dei partner internazionali è un incidente ferroviario con fuga di sostanze chimiche nella galleria di Monte Olimpino. Un evento che provocherà anche un incendio sulla collina del Penz. Per la prima volta dalla sua sottoscrizione nel 1998 sarà testata la convenzione tra Italia e Svizzera riguardante le misure da attuare in caso di catastrofe di portata internazionale. In questo contesto domenica è anche prevista la firma di una nuova convenzione tra il Ticino e la Provincia di Como riguardante le modalità di intervento transfrontaliere, un documento che consentirà di attivarsi in maniera autonoma in caso di necessità.
L’esercitazione coinvolgerà tutto il distretto, delle strutture saranno infatti presenti in svariate località: al Parco delle Gole della Breggia ci sarà il Centro logistico dell’esercito, al Mercato coperto di Mendrisio il Posto collettore per i senza tetto, a Capolago il Centro ritenzione per reati minori, a Balerna il Villaggio Macerie Esercizio ferroviario e alla Casa Giardino di Chiasso e in piazza Municipio a Vacallo due Centri di raccolta per i senza tetto. La frazione di Pizzamiglio sarà infine coinvolta perché lì sarà realizzato in tempo record (circa 4 ore) un ponte sulla Breggia che unirà la sponda svizzera e quella italiana, un collegamento che sarà il simbolo dell’esercitazione.

Burqa Scoperte le ultime carte

Burqa Scoperte le ultime carte

Dal Corriere del Ticino del 16 giugno 2016, un articolo a cura di Michelle Cappelletti

Municipi e polizie istruiti sulle norme contro la dissimulazione del volto in vigore da luglio Perugini: «Usate il buon senso» – Gobbi: «Media arabi e ambasciate si sono già attivati»

«Mi raccomando, tenete sempre presente il principio di proporzionalità e ricordate che esiste il buon senso, che non è ancora fuori legge». Questo l’appello che il sostituto procuratore generale Antonio Perugini ha rivolto ai municipali e ai rappresentanti delle polizie, accorsi alla serata informativa sull’applicazione delle leggi sull’ordine pubblico e sulla dissimulazione del volto nei luoghi pubblici – la cosiddetta legge anti-burqa –, che entreranno in vigore il 1. luglio. A partecipare all’evento circa una cinquantina tra politici e tecnici e ad illustrare il regolamento oltre a Perugini anche il consigliere di Stato Norman Gobbi , il consulente giuridico del Consiglio di Stato Francesco Catenazzi , il capo della Sezione polizia amministrativa Elia Arrigoni e Marco Capoferri della Polizia cantonale. Lo scopo della serata era «soprattutto spiegare come ci si comporta nell’ambito del diritto sanzionatorio», ci ha spiegato Gobbi, «spesso si sente parlare del burqa, ma vorrei ricordare che la legge sull’Ordine pubblico contempla diversi altri aspetti che influenzano la percezione della sicurezza. Pensiamo ad esempio all’accattonaggio e al littering». L’obiettivo è anche quello di ottenere un’uniformità nelle decisioni delle sanzioni «per evitare ad esempio che sul lungolago di Lugano, dove ci sono i Comuni di Paradiso e Lugano, ci siano differenti modi di applicare la legge».
Ma come dovranno comportarsi gli agenti sul territorio? La segnalazione ai Municipi spetterà soprattutto alle polizie comunali, ma anche la Cantonale o altri enti come le Guardie di confine e la Polizia dei trasporti potranno intervenire. Per i casi più gravi, ad esempio se la violazione si accompagna ad altri reati, la segnalazione verrà trasmessa alla polizia cantonale e la decisione passerà così nelle mani del Ministero pubblico. Questa prassi a partire dal 1. luglio sarà valida sia per le contravvenzioni inerenti la Legge sull’ordine pubblico sia per la Legge sulla dissimulazione del volto: le sanzioni potranno andare da un minimo di 100 a un massimo di 10.000 franchi. Importante inoltre precisare che tutti i reati commessi da minori saranno invece di competenza della Magistratura dei minorenni. Molte le domande e le perplessità dei presenti, ma anche i consigli di Perugini: «Oltre a segnalare la violazione occorrerà ripristinare l’ordine pubblico, quindi nel caso della dissimulazione del volto bisognerà far togliere la copertura dal viso. Se la persona non collabora, non conducete trattative estenuanti: esiste infatti il reato di impedimento di atti d’autorità e la competenza a quel punto passerà al Ministero pubblico». E nel caso di residenti all’estero? «Se non è possibile operare il prelevamento anticipato della multa occorrerà far eleggere all’imputato un domicilio legale in Svizzera». Per i turisti ad esempio potrà essere l’hotel presso il quale sono alloggiati.

Informazione a Berna
Importante tassello, soprattutto nel caso della legge anti-burqa, è l’informazione all’estero. «Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr.) abbiamo nuovamente informato sulla nuova legge il Dipartimento federale degli affari esteri, che trasmetterà l’informazione alle rappresentanze diplomatiche a Berna. L’obiettivo è evitare confronti o situazioni spiacevoli. L’ambasciata dell’Arabia Saudita a Berna ha già invitato i propri cittadini a rispettare le leggi e i media locali arabi hanno in parte già ripreso l’informazione sulle novità in Ticino», ci ha detto Gobbi.
Nel frattempo il Tribunale federale ha respinto l’istanza di conferimento dell’effetto sospensivo ai due ricorsi presentati contro la legge sull’ordine pubblico e contro la legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, adottate dal Gran Consiglio il 23 novembre 2015. Decisione che per Gobbi «arriva fortunatamente in tempo utile e che ci fa anche ben sperare sul risultato finale dei ricorsi».

Un altro ponte con l’Italia

Un altro ponte con l’Italia

Da LaRegione del 16 giugno 2016, un articolo di Paolo Ascierto

Esercizio Odescalchi: con soccorritori ed esercito, per la prima volta impiegate forze d’oltreconfine. In seguito a un incidente ferroviario (simulato) a Chiasso, entreranno in azione da domenica i soccorritori civili e militari. Il divisionario Cantieni: ‘Servirà anche per conoscere i nostri vicini.

«Quel ponte sarà il simbolo dell’esercizio». Ore 9.45. O, per dirla in grigioverde, zeronovecentoquarantacinque. Il bunker in cui si tiene la conferenza stampa è verniciato di fresco e, quindi, più che di piedi e di muffa odora di pittura. È il luogo in cui, in caso di emergenza, si riunirebbe il Consiglio di Stato. Fass90 in spalla, fuori i militi della Territoriale 3 impegnati nel corso di ripetizione controllano l’accesso all’area. Penne e fogli in mano, dentro si affinano i dettagli in vista dell’esercizio ‘Odescalchi’. Prenderà il via domenica e durerà fino a martedì, simulerà un grave incidente con tanto di nube tossica alla stazione di Chiasso, coinvolgerà tremila uomini di Protezione civile, Polizia cantonale, pompieri, esercito, Pronto soccorsi e via dicendo. Si svolgerà soprattutto nel Mendrisiotto e per il divisionario Marco Cantieni , Comandante della Regione territoriale 3, sarà simboleggiato da un ponte sul fiume Breggia «che verrà costruito in tre o quattro ore» dai militi. Perché quel ponte collegherà Svizzera e Italia. Geograficamente e metaforicamente: per la prima volta in occasione dell’esercizio Odescalchi lavoreranno spalla a spalla gli enti d’intervento locali e partner provenienti da oltreconfine, nello specifico i vigili del fuoco di Como e il Genio zappatori ferrovia. E non solo. A margine dell’esercizio sarà firmata una convenzione fra Ticino e Provincia di Como che in futuro permetterà di snellire le procedure per collaborare in casi di urgenza, simili a quelli simulati nel corso del weekend.

Verso altre convenzioni

«La collaborazione tra autorità civili e militari – ha sottolineato nella conferenza stampa di ieri Cantieni – non è qualcosa di strano». I contatti sono quotidiani, così come le esercitazioni congiunte. «Era dal 2011 – ha confidato l’alto ufficiale – che volevo farne una transfrontaliera». Prenderà il via domenica. «Un’occasione per tutti quelli che verranno impiegati», un’occasione per conoscersi e per comprendere come funzionano «le teste della parte oltreconfine» in un simile contesto. Anche perché se un giorno davvero dovesse verificarsi un’emergenza senza frontiere, ha concluso Cantieni, «non ci sarà tempo per conoscersi». «Anche nell’ambito della protezione della popolazione – ha rilevato pure il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi – è importante comprendere come funziona di là». Così come è importante disporre di chiare ‘regole del gioco’. Da qui la sottoscrizione della Convenzione tra Ticino e Provincia di Como. Anche in questo campo, ha ricordato Gobbi, gli accordi sono presi tra Roma e Berna. Ma simili convenzioni tra ‘vicini di casa’ «permetteranno di snellire le procedure» e di attivare più velocemente il soccorso transfrontaliero. Sulla falsa riga, per intendersi, di quanto avviene grazie al Centro di cooperazione polizia e doganale di Chiasso. E quanto verrà sottoscritto fra tre giorni «farà da apripista» per trovare forme di collaborazione con le altre province confinanti. Si vedrà. Per intanto sotto con l’esercizio Odescalchi che nonostante l’esodo dei primi vacanzieri e l’impiego di migliaia di uomini «non influenzerà» eccessivamente, ha assicurato il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli , la mobilità sulle strade del Mendrisiotto. Anche perché, ha detto Pizolli, è «prevista la gestione del traffico in modo funzionale alle esigenze della popolazione».

Burqa, istruzioni ai Comuni

Burqa, istruzioni ai Comuni

Da LaRegione del 16 giugno 2016. Un articolo di Andrea Manna

Perugini: agire anche con buon senso. I privati? Non sono tenuti a segnalare le infrazioni.

Il Tribunale federale non accorda l’effetto sospensivo ai ricorsi inoltrati da Filippo Contarini, assistente universitario in storia e teoria del diritto, e da Martino Colombo, studente di giurisprudenza, contro la riformata legge sull’ordine pubblico e contro la nuova normativa sulla dissimulazione del viso in pubblico, varate lo scorso novembre dal Gran Consiglio. Entreranno pertanto in vigore, unitamente al relativo regolamento, il prossimo 1° luglio, come stabilito dal governo. Fra un paio di settimane scatterà quindi anche la messa al bando di burqa e niqab. La decisione dei giudici di Mon Repos – che devono ancora pronunciarsi nel merito delle contestazioni di Contarini e Colombo, vertenti in particolare sulle disposizioni delle due leggi che proibiscono di celare il volto negli spazi pubblici – è pervenuta ieri alle parti. Decisione resa nota, tramite comunicato, nel primo pomeriggio dal Dipartimento istituzioni. E ricordata qualche ora dopo dal consigliere di Stato Norman Gobbi aprendo l’incontro «informativo e formativo» con i Municipi e le polizie comunali, cioè con le principali autorità che saranno chiamate a far rispettare entrambe le leggi. Le quali, ha tenuto a puntualizzare il capo del Dipartimento, non contemplano solo il divieto di coprirsi la faccia.

Vero. Il grosso delle domande fatte dalla sala riguardava però l’applicazione delle disposizioni che proibiscono di indossare il burqa negli spazi pubblici. Ovvero «in tutte quelle aree pubbliche come strade, piazze eccetera e nei luoghi pubblici o privati aperti al pubblico» o che offrono servizi al pubblico, ha ricordato il giurista del governo Francesco Catenazzi alla cinquantina di presenti alla riunione indetta dal Dipartimento istituzioni. Il divieto di dissimulare il viso (con burqa, passamontagna, casco…) vale dunque anche nei luoghi privati aperti al pubblico, per esempio i centri commerciali. Questi ultimi come qualsiasi altro privato, ha rilevato il sostituto procuratore generale Antonio Perugini, «non sono tenuti a segnalare l’infrazione: possono farlo, ma per loro non vi è alcun obbligo di legge». Che invece vige per la polizia, la quale denuncerà l’avvenuta violazione con un rapporto all’organo – il Municipio – preposto a sanzionare l’infrazione con una multa. Le regole sulla dissimulazione del volto (sono previste eccezioni al divieto) puniscono altresì chi costringe terzi a celare il viso. «L’agente di polizia che ferma in uno spazio pubblico una persona col volto coperto non deve limitarsi a constatare l’infrazione, deve evitare il persistere della violazione della legge – ha sottolineato il magistrato –. Se la persona non ne vuole sapere e continua a tener nascosto il viso, c’è allora un reato da Codice penale: quello di impedimento di atti dell’autorità». In questi casi, ha aggiunto il sostituto pg, «la competenza istruttoria è della Polizia cantonale e del Ministero pubblico». L’agente della Comunale «fa così intervenire, possibilmente subito, la Cantonale cui trasmette un rapporto di segnalazione dell’accaduto». Perugini ha invitato ad agire comunque con «buon senso», anche «per evitare eventuali incidenti diplomatici», nel far osservare il divieto di indossare burqa o niqab in pubblico. Oltre all’attività repressiva, «bisogna far passare, soprattutto nei primi mesi di applicazione delle disposizioni, il messaggio che in Ticino ci sono delle norme che proibiscono di dissimulare il volto nei luoghi pubblici». Questo «per motivi di sicurezza e per motivi di interazione sociale», ha indicato Catenazzi richiamando gli obiettivi delle due leggi votate dal parlamento. Di qui un consiglio di Perugini alle polizie comunali, quello «di procurarsi copia del recente comunicato in arabo dell’ambasciata saudita a Berna, che informa delle novità legislative ticinesi, e di esibirlo ai potenziali contravventori».

Dal 1° luglio polcomunali e Municipi non dovranno solo far rispettare il divieto di celare il viso in pubblico: dovranno occuparsi di perseguire anche le altre contravvenzioni alla rivista Legge sull’ordine pubblico. La ‘formularistica’ è pronta e ieri il responsabile della sezione Polizia amministrativa, il tenente Elia Arrigoni , ha spiegato come allestire i rapporti. Il conto alla rovescia è cominciato.