Swiss police lead raids, arrest 1 in probe of ISIS recruiting

Swiss police lead raids, arrest 1 in probe of ISIS recruiting

Da FoxNews.com | GENEVA – At least one person has been arrested in southern Switzerland as part of a criminal probe over suspected recruiting for the Islamic State group or related organizations.

The office of the Swiss attorney general said more than 100 federal police searched several houses in the Italian-speaking Ticino region, as well as of a house of prayer.

The federal probe centers on two men of Swiss-Turkish and Turkish nationality for alleged violation of laws banning extremist organizations such as al-Qaida and the Islamic State group.

Articolo su Foxnews.com: http://www.foxnews.com/world/2017/02/22/swiss-police-lead-raids-arrest-1-in-probe-isis-recruiting.html

“C’è da essere preoccupati”

“C’è da essere preoccupati”

Da RSI.ch | Norman Gobbi sull’arresto per terrorismo: “Il Ticino e la Svizzera non sono esenti dalla minaccia terroristica, ma la guardia è alta”

“Non bisogna spaventarsi, ma preoccuparci sì”. Così si espresso il Direttore del dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo l’operazione anti terrorismo compiuta mercoledì in Ticino. “Quanto avvenuto, dice, conferma che il Ticino e la Svizzera non sono obiettivi di attacchi terroristici ma non sono esenti dalla minaccia terroristica. Il fatto che tutta questa operazione sia partita dall’attività di intelligence condotta dalla polizia cantonale in via preliminare per poi passare alla Confederazione per competenza, conferma come siamo attenti e vigili”.

Il consigliere di Stato pone l’accento sul problema dei flussi migratori collegati alla vicinanza geografica con la metropoli milanese, un fattore che espone maggiormente rispetto ad altri cantoni a questo tipo di minaccia, un motivo per cui tenere la guardia alta.

Nel caso di specie, la persona arrestata lavorava per una agenzia di sicurezza che veniva impiegata al centro degli asilanti di Camorino. “I controlli amministrativi, ha detto Gobbi, sono fatti a monte quando vengono rilasciate le autorizzazioni, poi spettano agli inquirenti, alla polizia giudiziaria ed al Ministero pubblico, fare le opportune verifiche come in qualsiasi caso dove vengono coinvolti agenti di sicurezza privata. In questo caso i controlli hanno funzionato”. Lo stesso ministro rileva come siano utili i controlli non solo sui migranti ma anche su chi risiede nel cantone, su mandato dei Servizi informativi della Confederazione.

Nel caso in oggetto Gobbi rileva che qualcosa nel processo di integrazione non ha funzionato. Da questo punto di vista chiede una maggiore vigilanza da parte delle comunità religiose nel segnalare persone che magari esprimono pensieri estremisti, anche a loro tutela per evitare nascere di pregiudizi, un dialogo auspicato dal responsabile del Dipartimento delle istituzioni ritenuto tuttavia “difficile”.

CSI/sdr

L’approfondimento al Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/C%C3%A8-da-essere-preoccupati-8759086.html

Ticino, blitz antiterrorismo

Ticino, blitz antiterrorismo

Da RSI.ch | Indagati due presunti reclutatori dell’IS. Arrestato un turco-svizzero. Cento agenti in azione. Perquisito anche un luogo di preghiera

Operazione antiterrorismo in Ticino, alla quale oggi, mercoledì, hanno preso parte oltre 100 agenti della polizia cantonale e federale e rappresentanti del ministero pubblico cantonale e di quello federale. Si è trattato di perquisizioni condotte in tutto il cantone nell’ambito di due inchieste separate. Una condotta dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC), l’altra dalla procura cantonale che si incrociano poiché entrambe vedono coinvolte la stessa persona: un impiegato di una ditta di sicurezza del Bellinzonese il cui titolare è stato fermato, ma per altre ragioni.

La procura federale, si legge in un comunicato, indaga nei confronti di un imputato con doppia nazionalità (svizzera e turca) e di un cittadino turco, accusati di essere reclutatori dell’organizzazione Stato islamico. Una persona è stata arrestata, ed è stato perquisito anche un luogo di preghiera; qui, tuttavia, si legge in un comunicato, nessuno è stato arrestato. Si tratta della moschea di Viganello. I responsabili raggiunti telefonicamente dalla RSI hanno categoricamente smentito. Ma la conferma giunge dallo stesso Ministero pubblico della Confederazione.

A finire in carcere è lo svizzero-turco. Si tratta di un agente, di circe trent’anni, dell’agenzia di sorveglianza finita nei guai per le sue modalità di gestione e per almeno un episodio di violenza al centro per richiedenti l’asilo di Camorino (si veda il primo correlato) imputabile al suo agente. L’MPC, da noi contattato, non fornisce dettagli sulla posizione del secondo indagato.

La reazione della Lega dei musulmani in Ticino: “Noi non sapevamo nulla”

Reclutatori dello Stato islamico

Entrambi sono perseguiti per violazione dell’articolo 2 della legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi “Al-Qaïda” e “Stato islamico” nonché le organizzazioni associate, sostegno o partecipazione a un’organizzazione criminale e violazione del divieto di rappresentazione di atti di cruda violenza. Il sospetto è che siano state reclutate persone a favore dello Stato islamico o di organizzazioni associate.

ludoC/Diem

I servizi al Quotidiano e al Telegiornale: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Ticino-blitz-antiterrorismo-8758468.html

Swiss police stage raids in probe of Islamist groups

Swiss police stage raids in probe of Islamist groups

Da Reuters UK | Swiss police raided several houses and searched a mosque in the southern canton of Ticino on Wednesday as part of an investigation into suspected Islamist activity, federal prosecutors said.

More than 100 officers took part in the operation and arrested one man, the Office of the Attorney General (OAG) said in a statement.

The OAG said it was conducting criminal proceedings against two men, one with dual Swiss-Turkish citizenship and the other a Turkish citizen, based on suspicions of recruiting for Islamic State or associated groups.

One of the men was detained pending further enquiries, although the OAG did not specify which one.

The operation was part of an independent Swiss investigation and was unconnected to the truck attack at a Berlin Christmas market that killed 12 people in December, the OAG said.

Amis Amri, the Tunisian asylum seeker who drove the truck, had several links to Switzerland, and may have obtained a gun in the country.

The OAG has opened its own investigation against “unknown” persons in relation to the Germany attack.

Neutral Switzerland is not a primary target for Islamist attacks because it is not part of the military campaign against groups such as Islamic State, but the security threat level has been elevated, the NDB federal intelligence service said in its annual report last year.

The Swiss took a suspected Islamist leader into custody last year in their first arrest of a senior figure from a Salafist ring based in the northern city of Winterthur.

Authorities said Wednesday’s operation was not linked to Winterthur.

Swiss authorities believe more than 70 people have travelled to the Middle East to become jihadist fighters since 2001.

A Swiss court last year sentenced three Iraqis for terrorism offences, a verdict that the senior prosecutor said should send a message to jihadists not to see the country as an easy target.

The three main defendants, who had denied wrongdoing, were arrested in early 2014 on suspicion of planning terrorist attacks and helping Islamic State militants enter the country.

(Reporting by John Revill; Editing by Michael Shields and Gareth Jones)
http://uk.reuters.com/article/uk-swiss-raids-idUKKBN1611RJ

I radar saranno meno nascosti

I radar saranno meno nascosti

Dal Corriere del Ticino | L’ubicazione dei dispositivi mobili verrà indicata in modo generico: si conoscerà la regione, non il luogo e l’ora Il direttore delle Istituzioni: «Soluzione equilibrata che evade le richieste parlamentari e ne rispetta lo spirito»

In futuro i radar mobili saranno meno nascosti in Ticino. È quanto ha deciso il Governo, dando seguito alle indicazioni del Gran Consiglio che nell’aprile dello scorso anno aveva richiesto un cambio di registro a livello di controlli di velocità. Il volere del Legislativo – che mirava alla segnalazione dei dispositivi 200 metri prima della loro ubicazione – non sarà però applicato in tutto e per tutto. A essere attuati, ha infatti precisato ieri l’Esecutivo con una nota, saranno dei provvedimenti che rispettano «lo spirito» della decisione parlamentare. Come? Non verrà posato nessun cartello d’avviso – come avviene per i radar fissi – ma l’automobilista verrà reso attento della presenza di un dispositivo mobile in modo generico. «In sostanza – indica il Consiglio di Stato – i controlli radar saranno annunciati tramite i canali istituzionali: gli utenti della strada saranno quindi a conoscenza che in una determinata regione del cantone sono previsti rilevamenti di velocità, senza ricevere tuttavia indicazioni precise sull’ubicazione degli apparecchi e gli orari d’attività». Ciò avverrà però solo sulle strade cantonali e comunali e non sulla A2, in quanto l’USTRA «ha categoricamente respinto l’idea di annunciare in anticipo i controlli sui tratti di sua competenza» fa sapere il Governo.

Una soluzione, questa, che il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ritiene «equilibrata, di buon senso e che evade le richieste parlamentari». Ad aver fatto cilecca – come anticipato lo scorso 20 settembre dal Corriere del Ticino – è invece stata la segnalazione dei radar mobili, proposta dalla maggioranza del Gran Consiglio con l’appoggio a due mozioni del 2014. E in tal senso il parere inserito dal Consiglio di Stato nel rapporto inviato a tutti i parlamentari non lascia dubbi: «Dai dati emerge che, quantomeno fra il cartello segnalatore e l’apparecchio di rilevamento, gli automobilisti abbiano viaggiato commettendo al massimo delle infrazioni lievi, mentre al di fuori dei 200 metri di distanza che superano la segnalazione e l’apparecchio, il sorpasso dei limiti di velocità avviene in maniera pressoché sistematica». L’Esecutivo evidenzia inoltre come durante il test della polizia cantonale «sono state commesse infrazioni aggravate e, in alcuni casi, anche particolarmente gravi e pericolose, tanto da farne considerare i conducenti, secondo la vigente legislazione federale, pirati della strada».

Anche per questo motivo, si aggiunge, «la segnalazione della rilevazione della velocità, così come chiesta dal Legislativo, sembra infondere una sensazione di falsa protezione nei conducenti». Il tutto, rileva il Governo, non contribuendo «né alla prevenzione né ad accrescere la sicurezza sulle strade». Le conclusioni contenute nel rapporto governativo sono quindi perentorie: «L’Esecutivo è ben cosciente che chi sarà colto in flagrante si sentirà perseguitato e vessato e tenderà a considerare il provvedimento un subdolo mezzo nelle mani di Cantone e Comuni utilizzato con l’unico scopo di “far cassetta”, anziché vederlo per quello che è: una conseguenza di un comportamento inosservante delle disposizioni e punibile dalla legge». Per contro con la soluzione degli annunci generici – tramite la pagina internet, l’app e i profili social della polizia cantonale, ma ripresa anche da radio, tv e giornali – il Consiglio di Stato reputa di non «azzerare il valore del controllo stesso, aumentandone inoltre il valore preventivo». Ma fino a che punto ci si spingerà nell’informare gli automobilisti? abbiamo chiesto a Gobbi. «Questa – ci spiega – sarà una delle decisioni che dovranno prendere dal punto di vista operativo i comandanti della polizia cantonale e dei corpi comunali, con l’obiettivo di avere un’applicazione uniforme sul territorio». Sulle tempistiche, invece, Gobbi non si sbilancia: «Il nuovo sistema sarà in ogni caso implementato nel 2017».

Da subito il Governo ha invece incaricato le Istituzioni di valutare una modifica del Regolamento della legge sulla collaborazione fra la polizia cantonale e le polizie comunali. L’obiettivo? «Inserire l’obbligo di coordinamento per le attività dei radar mobili, o di ripartire in modo più rigoroso le competenze, in base al tipo di strade che deve essere posta sotto controllo» precisa il Governo.

(Articolo di Massimo Solari)