Die Jagd auf den Gotthard-Raser ist eröffnet

Da Blick.ch | BELLINZONA TI – Der Tessiner Staatsrat Norman Gobbi (Lega) hatte es im BLICK versprochen: Christian R. (42) aus Deutschland, der mit 200 km/h durch den Gotthard bretterte, soll büssen. Auch wenn er sich vor der Schweizer Justiz in Deutschland versteckt.

Norman Gobbi (40) zeigt sich als Mann der Tat. Kaum ist das Urteil gegen Christian R.* (42) bestätigt, liegt der Richterspruch auch schon auf dem Tisch des Tessiner Justizdirektors.

Der Lega-Politiker krempelt die Ärmel hoch – und macht Ernst. Das Bundesamt für Justiz, das Verkehrsamt und das Migrationsamt, alle sollen mit anpacken.

Wer nicht hören will, muss leiden

Der Gotthard-Raser soll büssen für den Wahnsinnsritt durch die Schweizer Alpen. «Er hat mit seiner Raserei nicht nur Menschenleben im Tessin, sondern auch in anderen Kantonen gefährdet», so Norman Gobbi.

Am Abend des 14. Julis 2014 brettert Christian R. in seinem hochgetunten BMW Z4 (482 PS) mit über 200 km/h durch den Gotthardtunnel. Er rast mit 270 km/h weiter über die A2, überholt waghalsig, sogar rechts über den Pannenstreifen. «Ich bin wie ein Affe durchgebolzt», sagt der Gotthard-Raser später stolz zu BLICK.

Christian R. zeigt der Schweiz eine lange Nase

Das merkt auch die Polizei. Die Strasse wird blockiert, der Raser festgenommen, sein Flitzer beschlagnahmt. Den Führerausweis darf der Stuttgarter behalten.

Das private Rennen hat Folgen. Christian R. wird Ende Februar 2017 zu 30 Monaten Haft verdonnert, zwölf davon bedingt. Zur Urteilsverkündung erscheint der aber gar nicht erst. Das Urteil ist ihm piepegal.

Christian R. lebt in Deutschland und dreht der Schweiz eine lange Nase. Damit nicht genug: Der Schwabe verspottet die Schweizer auch noch als schlechte Autofahrer (BLICK berichtete).

Einreiseverbot in die Schweiz

Die Arroganz des Deutschen ärgert Staatsrat Norman Gobbi: «Er zeigte bislang keinerlei Reue. Jetzt soll ihn die ganze Härte des Gesetzes treffen.»

Ein absolutes Fahrverbot in der Schweiz hat der Tessiner Justizdirektor schon durchgesetzt. Eine Anweisung an das Zwangsmassnahmengericht ist parat. «Sobald wir das schriftliche Urteil ins Deutsche übersetzt haben, geht sie an das Bundesamt für Justiz nach Bern», sagt Norman Gobbi. «Das soll das deutsche Justizministerium auffordern, Christian R. in Deutschland zu inhaftieren.»

Damit nicht genug. Auch das Migrationsamt wird seinen Beitrag leisten. Gobbi: «Ich will, dass der Gotthard-Raser ein Einreiseverbot für die Schweiz erhält.»

*Name bekannt

Articolo di Myrte Müller: http://www.blick.ch/news/schweiz/tessiner-staatsrat-norman-gobbi-40-macht-ernst-die-jagd-auf-den-gotthard-raser-ist-eroeffnet-id6609576.html

Nomina del Capo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Nomina del Capo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha nominato Silvia Marconcini quale nuova capoufficio all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia in sostituzione di Tiziano Schira prossimo al pensionamento. La signora Marconcini sarà la decima funzionaria dirigente donna del Dipartimento delle istituzioni; un dato che riflette l’impegno della Direzione dipartimentale nel rispettare le pari opportunità.

Silvia Marconcini, attinente di Morbio Inferiore e domiciliata a Breggia, è attualmente responsabile «Parts contratti e nuovi lanci» presso la CNHI International SA, azienda con sede a Paradiso. Classe 1966, madre di un figlio, dopo la scuola di commercio, si è diplomata presso la Scuola alberghiera Svizzera di Lucerna. Le esperienze professionali successive, l’hanno tuttavia portata sin da subito a confrontarsi con società di trading attive in campo internazionale all’interno delle quali ha consolidato le proprie competenze fino ad assumere negli anni novanta, vari ruoli di responsabilità. Accanto all’attività lavorativa, essa ha seguito varie formazioni continue, tra cui un executive master specifico per il settore industriale “Operations & Supply-Chain Management”, volto in particolare ad accrescere le competenze e gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Negli anni, la Signora Marconcini ha quindi maturato una solida esperienza nel settore contabile-finanziario e pure nella conduzione del personale, acquisendo altresì importanti competenze nell’ambito della procedura di incasso.

In qualità di responsabile dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, avrà il compito di garantire le attività di incasso delle multe, delle pene pecuniarie, delle tasse e delle spese giudiziarie emesse dalle Autorità giudiziarie civili e penali, come pure assicurare l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva per le multe amministrative di altri Cantoni, per le multe militari e per le multe doganali, oltre che provvedere al recupero dell’assistenza giudiziaria concessa ai cittadini. Nell’ottica di un rafforzamento e miglioramento costante dell’attività svolta dall’Ufficio, essa si occuperà inoltre della riorganizzazione dello stesso in vista anche del suo trasferimento logistico a Bellinzona, una riorganizzazione che permetterà di valorizzare il ruolo quale punto di riferimento per la contabilità e la gestione finanziaria delle autorità giudiziarie, d’intesa con la Direzione della Divisione della giustizia.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere un sentito ringraziamento a Tiziano Schira per l’apprezzato impegno durante la sua pluriennale esperienza all’interno dell’Amministrazione cantonale, in particolare nella creazione nel gennaio 2007 dapprima del Servizio incassi dell’allora Sezione esecuzione pene e misure della Divisione della giustizia, divenuto nel 2011 Ufficio dell’incasso e delle pene

Gobbi contro il pirata della strada: «Pronta la lettera per incarcerarlo in Germania»

Da Ticinonline | Il 42enne tedesco era stato condannato lo scorso febbraio a 30 mesi di prigione in contumacia

BELLINZONA – Il pirata della strada tedesco, condannato lo scorso febbraio a 30 mesi di carcere in contumacia, è sempre nel mirino di Norman Gobbi.

Il direttore del DI confida al “Blick” che tutte le autorità federali coinvolte dovrebbero collaborare per catturare il pirata della strada tedesco. «Con la sua corsa non ha messo in pericolo solo la vita dei ticinesi, ma anche quella di gente residente in altri cantoni».

Il 42enne, ricordiamo, si era reso protagonista di innumerevoli reati stradali nel 2014, con tanto di sorpassi ad alta velocità nella galleria del San Gottardo e di fuga dalla polizia a oltre 200 chilometri orari.

Il pirata non si era mai pentito dei suoi gesti e anzi si era divertito nello sbeffeggiare la giustizia svizzera e i conducenti elvetici. Questo agire arrogante ha fatto parecchio arrabbiare Gobbi. «Non ha mostrato alcun rimorso. Ora dovrà subire tutta la forza della legge svizzera». Il divieto di circolazione in Svizzera è già stato comminato all’uomo. E una lettera per far incarcerare il pirata della strada in Germania sta per essere inviata al Ministro della Giustizia tedesco. Ma non è tutto, Gobbi vuole un contributo pure dall’Ufficio della migrazione. «Voglio che ottenga un divieto di entrata in Svizzera».