Nuovi spazi e nuovi orari alla Sezione della circolazione

Nuovi spazi e nuovi orari alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Dopo due mesi di lavori di ristrutturazione, da qualche giorno i locali del Servizio immatricolazioni della Sezione della circolazione, a Camorino, sono nuovamente aperti. La nuova impostazione degli spazi è accompagnata da un ripensamento degli orari di apertura all’utenza: dal 1. giugno i principali servizi (immatricolazioni, conducenti e contabilità) saranno infatti disponibili ininterrottamente, dalle 8.00 alle 16.00.

Lo scorso 31 agosto, nell’ambito del pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali, il Consiglio di Stato ha stanziato un credito da 324’000 per la riorganizzazione logistica del Sevizio immatricolazioni della Sezione della circolazione; l’obiettivo dell’investimento era di migliorare il servizio alla cittadinanza attraverso l’incremento del numero degli sportelli aperti e ammodernando il sistema di prenotazione.

Dopo due mesi di lavori di ristrutturazione – durante i quali una parte degli sportelli è sempre rimasta aperta, permettendo lo svolgimento delle pratiche – sono entrate in funzione negli scorsi giorni le nuove postazioni di lavoro, collocate direttamente allo sportello. La nuova impostazione evita spostamenti e perdite di tempo ai funzionari, rendendo ancora più rapido il servizio all’utenza. Il sistema di prenotazione (ticket) è stato invece aggiornato con l’introduzione di un apparecchio di ultima generazione, che permette agli utenti di orientarsi meglio all’interno dello stabile amministrativo e di raggiungere più velocemente il Servizio del quale hanno bisogno. A complemento di questi interventi, a partire dal 1° giugno sarà introdotta l’apertura degli sportelli continuata dalle 8 alle 16, senza pausa nella fascia di mezzogiorno; ciò permetterà a cittadini e professionisti di accedere ai servizi in modo più flessibile e libero.

Da anni il Dipartimento delle istituzioni si impegna costantemente e dedica molte energie alla semplificazione del rapporto tra cittadino e stato: anche gli interventi logistici e organizzativi attuati al Servizio immatricolazione della Sezione della circolazione rientrano in questa visione.

Migrazione, più controlli su frontalieri e permessi B

Dal Giornale del Popolo | A breve prenderà avvio la riorganizzazione dell’Ufficio migrazione – Due le tappe previste dal Governo per terminare il progetto entro fine anno.

Dopo lo stop si riparte. La riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione sarà introdotta dal 19 giugno. Una seconda e definitiva fase partirà, invece, dal 4 dicembre di quest’anno. Come rende noto il Consiglio di Stato è stato stabilito che l’intera riorganizzazione sarà a regime entro la fine dell’anno. E questo considerato l’esito positivo dell’audit e il via libera al progetto giunto nelle scorse settimane dalla Sottocommissione della Vigilanza in Parlamento. Ma facciamo un passo indietro. Come si ricorderà, lo scorso 7 marzo il Consiglio di Stato aveva sospeso, in via temporanea, l’entrata in vigore di questa nuova organizzazione. E questo in attesa dei risultati della perizia che il Governo aveva dato a un perito esterno. Il tutto, lo ricordiamo, era partito a causa dello scandalo dei permessi. La perizia ha dimostrato la bontà della riorganizzazione e soprattutto l’assenza di problemi particolari. Ecco perché ora, lo stesso Esecutivo cantonale, ha dato il suo ok alla riforma. La riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione avverrà in due fasi. Come ci spiega il responsabile del DI Norman Gobbi «rispetto alla proposta approvata dal Consiglio di Stato in marzo non ci sono cambiamenti. Anche l’audit del giudice Lorenzo Anastasi ha verificato che la riorganizzazione permetterà di incrementare sia l’iter sia i controlli sui dossier presentati in fase di rilascio o di rinnovo di un permesso. E quindi ha dato la sua approvazione al tutto». La prima fase, ci spiega ancora il consigliere di Stato, «interessa i lavoratori frontalieri e quindi il rilascio e il rinnovo dei permessi G. La novità più importante riguarda il luogo in cui presentare i propri documenti. Dal 19 giugno, infatti, i frontalieri non dovranno più recarsi allo sportello dell’Ufficio della migrazione, ma dovranno presentarsi a un posto di gendarmeria. Una modifica che garantisce quella prossimità chiesta anche dai Comuni. Concentrando, invece, a Lugano e Bellinzona la verifica si rischiava di perderla». Questo cambiamento, precisa il capo del Dipartimento, «risponde anche alle necessità delle aziende ed è stata salutata favorevolmente dalla Camera di commercio e dagli impresari costruttori. Qualche critica era invece arrivata dall’AITI. Ma noi siamo convinti che la procedura guidata agevola anche l’azienda». Dal mese di dicembre entrerà in vigore un secondo cambiamento che il direttore del DI spiega in questo modo: «La nuova procedura sarà estesa anche ai nuovi o ai rinnovi dei permessi B. In questi casi non ci sarà l’obbligo di presentarsi in un posto di gendarmeria, ma sarà organizzato un colloquio con il richiedente, in modo da verificare eventuali criticità del dossier. In questo modo aumentiamo i controlli per gli stranieri che risiedono sul nostro territorio. È vero che si va un po’ più a fondo nell’analisi delle richieste, ma visto che queste persone risiedono sul nostro territorio e quindi hanno anche diritti (come la disoccupazione o l’assistenza) e doveri, ci è sembrato corretto agire in questo modo». Come rileva lo stesso capo del DI «revocare un permesso B è più difficile che non concederlo e quindi è molto importante il lavoro eseguito in modo preliminare». In questo senso la riorganizzazione con i due centri, a Bellinzona (dove ci si occuperà soprattutto di rifugiati e frontalieri) e quello di Lugano (dedicato ai permessi B e C) «permetterà di avere un controllo migliore della situazione e soprattutto rendere più efficace il servizio offerto alla popolazione. Il tutto mantenendo l’attuale organico». Per quanto riguarda le cifre Norman Gobbi ricorda che «il numero di decisioni, da parte degli Uffici della migrazione, ogni anno, sono diverse migliaia e sgravando la parte sui frontalieri, il loro lavoro sarà sicuramente inferiore e potranno così concentrarsi sugli altri casi».

(Articolo di Nicola Mazzi)