Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2019 – la 50. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha aggiornato la Piattaforma in merito alla riforma fiscale cantonale, che intende adattare il sistema tributario ticinese ai cambiamenti attesi a livello federale, dopo il voto popolare favorevole dello scorso 19 maggio. È stato confermato che il Consiglio di Stato presenterà il proprio messaggio entro l’estate, anche alla luce dei mutamenti in corso negli altri Cantoni. L’obiettivo è di mantenere l’attrattività della piazza economica ticinese, nella consapevolezza di affrontare un’accresciuta concorrenza intercantonale.
Il Consiglio di Stato ha in seguito risposto a una sollecitazione dell’Associazione dei Comuni ticinesi, informando sull’avanzamento di alcuni progetti di competenza cantonale che riguardano anche l’attività degli enti locali. È stato in particolare spiegato che:

  • Governo e Comuni considerano cruciale l’avanzamento della riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020»: una riunione del Comitato strategico allargato sarà convocata entro fine giugno, per affrontare tra l’altro il tema della perequazione. I Comuni sono inoltre disponibili alla ricerca di una soluzione concordata, in relazione alle iniziative costituzionali di carattere finanziario al momento pendenti.
  • Il progetto di riorganizzazione delle Giudicature di pace sta procedendo, e nei prossimi anni la formazione di base e continua dei magistrati sarà potenziata.
  • Il messaggio sulla nuova Legge edilizia è in fase di allestimento, e la riduzione dei tempi di evasione dei ricorsi rimane una priorità del Governo.
  • Il principio di uno sviluppo insediativo centripeto, contenuto nell’adattamento del Piano direttore, è considerato fondamentale per il futuro del nostro territorio: Il Cantone ha pubblicato le linee guida per i piani di azione comunali, ed è in fase di elaborazione il sistema di incentivi finanziari.
  • Il regolamento della Legge sulle commesse pubbliche è nella fase finale di elaborazione e sarà discusso dal Consiglio di Stato entro l’inizio dell’estate; anche i manuali a uso dei Comuni saranno pubblicati prossimamente.
  • I controlli della velocità sulle strade ticinesi sono gestiti secondo una visione d’insieme, in modo da evitare sovrapposizioni: nel 2018 sono stati effettuati 1.615 appostamenti, tre quarti dei quali da parte delle Polizie comunali. È stato ricordato che, per le zone con limite di 30 km/h, la competenza è assegnata ai Comuni.
  • L’installazione degli impianti di telecomunicazione per il passaggio alla tecnologia mobile 5G è disciplinata dal diritto federale. Il Consiglio di Stato preciserà i propri orientamenti in risposta ad alcuni atti parlamentari pendenti.

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha poi informato in merito alla cantonalizzazione dei docenti di lingua e integrazione attivi negli istituti comunali. È stato ricordato che il progetto completa la già avvenuta cantonalizzazione del Servizio di sostegno pedagogico delle scuole comunali, e che l’intento è di garantire un servizio base analogo su tutto il territorio cantonale. Come concordato con la Piattaforma, sarà comunque possibile per gli istituti scolastici più grandi sottoscrivere convenzioni con il Cantone, ottenendo la responsabilità sul servizio.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato i rappresentanti dei Comuni in merito alla riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto. Entro la fine di giugno è attesa la consegna del rapporto esterno su costi e ricavi delle attuali 16 Autorità regionali (ARP); è stato quindi confermato che entro la fine del mese di settembre 2019 il Gruppo di progetto presenterà al Consiglio di Stato il proprio rapporto intermedio.
La Cancelleria dello Stato ha infine condiviso alcune informazioni preliminari in vista delle operazioni di spoglio delle elezioni comunali del 2020. È stato anticipato che nei primi mesi dell’anno saranno organizzati incontri di formazione con tutti i responsabili degli uffici elettorali.
La prossima riunione della Piattaforma è prevista per mercoledì 11 settembre 2019.

Cogliere il centro del bersaglio

Cogliere il centro del bersaglio

Opinione pubblicata nell’edizione di mercoledì 22 maggio 2019 de La Regione

E fanno cinquanta! Tanti sono gli incontri della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni. Istituita nel 2008 dal Consiglio di Stato, ha l’obiettivo di essere strumento permanente di contatto reciproco, destinato ad assicurare legittimità ai progetti che coinvolgono entrambi i livelli istituzionali. A partire dal 2012 la Piattaforma prende decisioni di per sé non vincolanti, ma che servono per orientare l’operato del Consiglio di Stato e dei Municipi. Quindi con una funzione determinante per l’impostazione politica dei temi condivisi.

Oggi la piattaforma serve per affrontare in modo bilaterale, snello e trasparente anche tutti i principali aspetti che si vogliono approfondire e risolvere con la Riforma Ticino 2020. Una riforma che proprio a partire dal 2020 proporrà una serie di cambiamenti nei compiti dei Comuni e del Cantone e nei flussi di carattere finanziario tra i due livelli istituzionali. Il tutto dovrà passare pure da una riorganizzazione dell’amministrazione sia cantonale sia comunale, con l’obiettivo ultimo di migliorare lo Stato nel suo complesso, e dare ai cittadini servizi migliori, a un costo inferiore.

Vedo due fattori che potrebbero da un lato facilitare la Riforma e dall’altro invece porre qualche freno, che sarebbe bene smollare subito. Iniziamo dal punto di forza: oggi sia la gran parte dei Comuni sia il Cantone hanno ritrovato una buona forza finanziaria. E non è cosa da poco avere una stabilità nei conti quando si vogliono proporre cambiamenti. Soprattutto se tale stabilità si manifesta su entrambi i versanti. I conti dei Comuni nel 2017 (sono quelli definitivi quindi si possono fare ragionamenti precisi, ma – seppur non ancora tutti conosciuti – anche quelli per il 2018 attestano un risultato altrettanto positivo) mostrano un avanzo di gestione corrente di 17,2 milioni di franchi, con un grado di autofinanziamento superiore al 100% che ha permesso di finanziare interamente gli investimenti. Nel 2017 è cresciuto il tasso di ammortamento, fissandosi sopra il 10%, ossia superando abbondantemente l’asticella minima dell’8% prevista dalla LOC.  Nello stesso anno il numero di Comuni che hanno chiuso con un risultato negativo era una minoranza (39 su 127) per un totale di disavanzi di 7,3 milioni di franchi, mentre gli altri 88 Comuni hanno presentato un avanzo complessivo di 24,6 milioni di franchi.

La situazione del Cantone – e qui possiamo già considerare il consuntivo del 2018 – propone, come è noto, un altrettanto favorevole quadro: l’utile d’esercizio è di 137 milioni di franchi. Già nel 2017 il Cantone aveva presentato un risultato con cifre nere (+80 milioni).

Ecco quindi che Comuni e Cantone non hanno l’acqua alla gola e la volontà di ridefinire la ripartizione dei compiti e i conseguenti flussi può decisamente prendere fiato. La ricerca delle migliori proposte verrà facilitata, perché le scelte possono essere determinate in base alle reali opportunità che non alle disponibilità meramente materiali.

Se lo spirito-guida è e rimane quello di ripristinare un sistema istituzionale performante, lineare e trasparente, che rafforzi la capacità di azione soprattutto a livello locale. Un percorso privo di ostacoli? Assolutamente no! Vedo qualche possibilità di sgambetto da parte dei partiti, soprattutto perché il 2020 sarà anno di elezioni comunali. Una spada di Damocle che spero venga del tutto rimossa, proprio in considerazione dell’importanza degli interventi che si concorderanno tra il Cantone e i Comuni. La situazione è molto favorevole: dobbiamo saperne approfittare. La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni, già a partire da questo cinquantesimo incontro, avrà ancora di più il compito di cogliere il centro del bersaglio.

Potenziamento del Tribunale penale cantonale: il Consiglio di Stato propone un aumento del numero dei giudici

Potenziamento del Tribunale penale cantonale: il Consiglio di Stato propone un aumento del numero dei giudici

Comunicato stampa

Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio governativo di modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, postulando l’attribuzione di un giudice ordinario aggiuntivo presso il Tribunale penale cantonale.
La proposta del Governo è volta a consolidare l’attuale situazione del Tribunale penale cantonale, a cui a contare dal 1° settembre 2018 è stato attribuito un giudice supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria. Con la modifica legislativa, il Tribunale penale cantonale si comporrà in maniera stabile di cinque giudici ordinari.
La designazione da parte del Consiglio di Stato di un giudice supplente presso il Tribunale penale cantonale, nella persona dell’avv. Manuela Frequin Taminelli, che rimarrà in carica sino al più tardi alla pubblicazione del bando di concorso relativo al nuovo giudice ordinario, si era resa necessaria a seguito delle richieste di potenziamento dell’organico che il Tribunale penale cantonale aveva formulato all’attenzione del Governo, concludendo che la difficile situazione imponeva interventi urgenti. Oltre alla designazione di un giudice supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria, il Consiglio di Stato aveva confermato l’attribuzione di due Vicecancellieri aggiuntivi presso il Tribunale penale cantonale. Queste misure, tese a porre un freno all’accumularsi delle giacenze dal profilo degli incarti trattati dall’Autorità giudiziaria in questione, sono state preavvisate favorevolmente dal Consiglio della Magistratura.
In quest’ottica, come emerge dal Rendiconto 2018 di attività del Tribunale penale cantonale, è solo grazie alla presenza dell’organico potenziato di un giudice e di due vicecancellieri aggiuntivi oggi nominati, che è stato possibile evadere più incarti, contenendo e stabilizzando le giacenze.
Il licenziamento del Messaggio governativo trova quindi una soluzione duratura a fronte dell’evoluzione dell’attività del Tribunale penale cantonale, nell’ottica di garantire il buon funzionamento della giustizia penale cantonale.

Il Ticino vuole restare armato: suo l’unico no al referendum “restrittivo”

Il Ticino vuole restare armato: suo l’unico no al referendum “restrittivo”

Da www.ilgiorno.it edizione Como

La Svizzera ha deciso di adeguarsi all’Europa, nel Cantone vince il no

Anche la Svizzera ha deciso simbolicamente di deporre le armi. Il popolo più neutrale al mondo, ma questo non significa pacifista, ha infatti approvato la riforma con cui la Confederazione ha accolto le restrizioni alla commercializzazione delle armi da guerra richiesta dall’Ue. Hanno votato sì alla riforma 1.501.485 svizzeri mentre i contrari sono stati 854.528, il 63,73% della popolazione e tutti i Cantoni tranne il Ticino dove il no ha vinto con il 54,50%. Non è un caso che proprio al confine con l’Italia è nata la Comunità di interessi del tiro svizzero che pochi mesi fa, in tempo record, ha raccolto 250mila firme per indire il referendum caldeggiato anche da molti partiti anti Ue, in particolare la Lega dei Ticinesi.

«Grazie ai ticinesi per aver difeso le nostre libertà – ha dichiarato consigliere di stato Norman Gobbi, tra i leader della Lega dei Ticinesi, pochi minuti dopo la pubblicazione dei risultati – si tratta di un gesto gesto di alto valore politico.
Solo il Ticino ha avuto la forza di opporsi al diktat dell’UE, mentre il resto della Svizzera ha dato seguito al mainstream politico e mediatico che vuole soggiogarci e arrendersi alle pressioni di Bruxelles. Continuiamo a impegnarci per mantenere il nostro Paese libero e sovrano». Niente di sorprendente rispetto alle dichiarazioni anche più radicali dei tanti leader sovranisti che, a differenza di Gobbi, sono alla ricerca di un seggio a Strasburgo.

Non ha dubbi sul fatto che il voto dei ticinesi sia stato contro l’Unione Europea più che a favore delle armi il consigliere nazionale elvetico Lorenzo Quadri, anche lui espressione della Lega dei Ticinesi. «I ticinesi non si sono fatti turlupinare dalle notizie false e i ricatti dei partiti e hanno asfaltato l’ennesi tentativo dell’Ue di comandare a casa nostra – spiega – Il voto sulle armi è un contro contro Bruxelles in vista delle prossime votazioni su temi di grande importanza per i rapporti tra il nostro Paese e l’Ue». Per fortuna il resto della Svizzera ha scelto una linea più accomodante e non solo sulle armi visto che si votava un secondo referendum, molto caldeggiato da Bruxelles, per sopprimere i privilegi fiscali accordati a holdig e altre imprese straniere che hanno solo una sede fiscale o amministrativa nella Confederazione. Gli utili di queste 24.000 società erano finora esentati da imposte cantonali oppure tassati con aliquote inferiori a quelle delle aziende effettivamente attive sul territorio elvetico. Per evitare un esodo di queste imprese, quasi tutti i Cantoni hanno già deciso di ridurre le aliquote fiscali applicate, d’ora in poi, a tutte le società con sede in Svizzera. In cambio Bruxelles non metterà in discussione gli accordi che consentono accesso paritario all’area Schengen.

Gola del Piottino, una Via storica rinsaldata

Gola del Piottino, una Via storica rinsaldata

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 22 maggio 2019 del Corriere del Ticino

Domenica 26 maggio l’inaugurazione del ripristino da 1,3 milioni – Il sentiero lungo oltre un chilometro trasuda storia e sacrifici

Scavata nella pietra dalla forza dell’acqua per migliaia di anni, la Gola del Piottino fu percorsa dagli urani a partire dal 1500, come via più diretta per spostarsi tra sud e nord. Vi si avventurarono tra non poche difficoltà, come gli escursionisti potranno immaginare avendo anche un punto di vista privilegiato sulle vie di comunicazione che si sono succedete nei secoli, dalla Gotthardbahn ad AlpTransit passando per l’autostrada. Tutta la storia di questi luoghi, che trasudano sacrifici, ruota appunto attorno ai trasporti, e infatti dal pagamento dei pedaggi al Dazio Grande, gli urani traevano fino a 2/3 dei propri introiti, basandovi quindi gran parte del proprio benessere.

Poi l’evoluzione dei mezzi di trasporto, con il passaggio dai muli alle diligenze, impose nel 1820 la costruzione di una strada carrabile, ad opera del giovane cantone Ticino. Un ventennio fa la storica Gola è finita al centro di un grande progetto di valorizzazione da parte della Pro Media Leventina, con un restauro da 2 milioni di franchi effettuato sul sentiero anche grazie ad una donazione ereditaria. Nel 2003 l’inaugurazione; dieci anni dopo, nel maggio del 2013, il crollo di un tratto, con importanti danni. Un evento che servì da stimolo: domenica prossima, 26 maggio, alla presenza di numerose autorità tra cui i consiglieri di Stato Norman Gobbi e l’urano Dimitri Moretti, il ripristino di questa Via storica verrà ufficialmente inaugurato dopo un investimento di ulteriori 1,3 milioni, con anche finanziamenti pubblici a cui si sono aggiunti altri enti e privati.

Il risultato dei lunghi e complessi lavori, con in particolare le opere di sostegno, ci sono stati illustrati ieri sul posto dai rappresentanti della Pro: Nicola Cappelletti (presidente), Fabio Janner (membro di comitato) e Fabrizio Barudoni (segretario, oltre che vicedirettore del turismo altoticinese). I primi due, ingegneri, per conto dei rispettivi studi con sede a Faido e Chiasso hanno diretto i lavori eseguiti dalla ditta Pervangher di Airolo. Di proprietà della Degagna di Osco, la Via storica si sviluppa sulla lunghezza complessiva 1,2 km e permette di superare con una breve e tranquilla passeggiata di 30 minuti i 300 metri di dislivello che separano Rodi (a nord) da Faido (a sud). E domenica quel sentiero storico verrà percorso da promotori, popolazione ed autorità a partire dalle 9.30 con i primi discorsi al Dazio Grande per poi scendere e rientrare alle 13 per il pranzo offerto. Previsto un bus navetta dal posteggio in zona AlpTransit a Polmengo; in caso di brutto tempo, il programma si svolgerà al Dazio Grande in forma ridotta.

Ma gli sforzi a favore della Media Leventina non si fermeranno qui. Nella prossima fase la Pro prevede la formazione di un nuovo collegamento sul fondovalle tra il Dazio Grande e Faido.
I dettagli sul sito www.golapiottino.ch.

(Immagine da www.golapiottino.ch)