Le forti piogge del fine settimana hanno messo a dura prova territorio, abitati e strade ticinesi. In quest’ambito la Centrale comune d’allarme (CECAL) è stata sottoposta ad un’intensa attività per rispondere a oltre 4’000 richieste della popolazione, giunte al 117 e al 118, e per coordinare i numerosi interventi derivanti dal maltempo, che hanno visto all’opera Polizia, Pompieri e Protezione civile. Alle chiamate in entrata bisogna pure aggiungerne 789 in uscita. La CECAL ha saputo far fronte alla situazione anche perché, viste le previsioni, era già stato rinforzato il personale. Tutte le postazioni di lavoro erano infatti occupate da un operatore con la possibilità da parte del sistema di aiuto alla condotta di poter far fronte a 50 chiamate in simultanea. Un limite sistemico che, all’apice degli eventi meteorologici, è stato superato, non consentendo la risposta ad alcune chiamate degli utenti. Una ventina di chiamate sono state invece deviate oltre Gottardo per poi essere reindirizzate alla CECAL. Gli interventi segnalati alla Centrale sono stati 370 in totale, con casistica suddivisa in particolare in allarmi acqua, allarmi, eventi naturali ed inquinamenti. Ulteriori interventi sono stati inoltre richiesti dalla popolazione direttamente nei luoghi toccati. La situazione meteo straordinaria ha permesso di testare con successo l’integrazione del 118 presso la CECAL, implementata lo scorso mese di luglio. Come per ogni evento di carattere straordinario, il primo di questa portata dall’introduzione del nuovo sistema di condotta, nel corso di questa settimana verrà fatta una prima valutazione dettagliata, alfine di migliorare ulteriormente gli aspetti tecnici.
Due piccioni con una fava, si potrebbe dire, dopo l’incontro di questa settimana che ha permesso di consolidare le basi affinché il Cantone entri in possesso del terreno ai Saleggi su cui sorgerà il futuro ospedale Regionale di Bellinzona e dell’Infocentro di Pollegio che verrà messo a disposizione per scopi di interesse pubblico cantonale. “Addirittura i piccioni presi con una fava sono quattro – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi,- perché con questa operazione permettiamo pure la rinaturalizzazione di un tratto del fiume Ticino inserita in un progetto di valenza federale e la realizzazione a Pollegio di una piazza d’istruzione dell’esercito”.
Ci spieghi il passo compiuto nell’incontro di mercoledì scorso. “Si tratta di un’operazione che coinvolge molti attori con il duplice scopo principale di acquisire il terreno necessario per la realizzazione del futuro ospedale Regionale di Bellinzona e il salvataggio dell’Infocentro, la struttura di Pollegio realizzata da AlpTransit Gotthard nell’ambito della costruzione del tunnel di base del San Gottardo. Quale corollario si aggiungono i lavori di rinaturalizzazione del Ticino e la costruzione della piazza d’istruzione a Pollegio. Siamo riusciti, grazie all’ottimo lavoro dei miei funzionari attivi alla Sezione del militare e della protezione della popolazione e in particolare del capo Sezione Ryan Pedevilla, a mettere attorno allo stesso tavolo tre Dipartimenti (oltre al DI, anche il DT e il DSS), la Città di Bellinzona, il Comune di Pollegio, armasuisse, proprietaria dei terreni ai Saleggi, Alptransit Gotthard AG, proprietaria dell’Infocentro, l’EOC che dovrà realizzare l’ospedale e il consorzio correzione fiume Ticino”. Ma in pratica di cosa si tratta? “L’esercito, che ha alcune attività ai Saleggi ed è proprietario dei terreni, permuterà quell’area con un terreno di AlpTransit a Pollegio dove sorge l’Infocentro. Il Cantone acquisterà i terreni ai Saleggi e l’Infocentro, struttura che per come è realizzata non entra negli interessi di armasuisse. Ai Saleggi di Bellinzona potrà così sorgere, se tutto procederà come nelle intenzioni, il nuovo ospedale Regionale, mentre l’Infocentro sarà messo a disposizione per scopi di interesse pubblico cantonale, sotto la competenza del Dipartimento delle istituzioni”.
“In un momento che ci vede in difficoltà a causa del coronavirus e delle sue conseguenze – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ritengo quanto sin qui fatto in questo ambito davvero notevole. Abbiamo dimostrato che non manca la capacità di trovare soluzioni, ma pure la voglia di guardare a un arco temporale più lungo. Un esempio di buona politica. Gli scogli che si sono dovuti superare sono stati numerosi, ma gli obiettivi finali – costruzione del futuro ospedale e salvataggio dell’Infocentro, rinaturalizzazione del tratto lungo il fiume Ticino e nuova piazza d’istruzione dell’esercito – sono sempre stati al centro degli interessi di tutti. Ciò ha portato a una condivisione e a una collaborazione davvero molto buone. Anche se mancano ancora alcuni passi decisivi, in particolare legati alle decisioni politiche che dovranno venir prese dal Parlamento cantonale e dal legislativo della Città di Bellinzona, oggi abbiamo delineato una strada chiara e percorribile. Averlo fatto in questo particolare momento credo debba essere un esempio virtuoso da rimarcare”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.
A causa delle piogge intense previste dal 28.08.2020 alle 20 fino al 30.08.2020 alle 18, in Vallemaggia, Bellinzonese, Valle di Blenio, Valle Leventina, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto, Riviera, Valle Verzasca e Basso Moesano la Polizia Cantonale, su indicazione dei servizi del Dipartimento del territorio, invita la popolazione a:
utilizzare il veicolo privato solo se strettamente necessario;
non sostare su ponti o in prossimità di corsi d’acqua;
prestare attenzione ai sottopassi, a zone di possibile accumulo di acque e a ruscellamenti di acqua dai versanti;
tenere presente il pericolo di scoscendimenti e caduta alberi lungo le vie di comunicazione.
Opinione pubblicata nell’edizione di venerdì 28 agosto 2020 de La Regione
“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”: anche se il primo sondaggio condotto dall’istituto gfs di Berna sull’intenzione di voto delle cittadine e dei cittadini svizzeri ci dice che per ora la maggioranza sarebbe favorevole al credito di 6 miliardi di franchi per acquistare i nuovi aerei per il nostro Esercito (tema in votazione il 27 settembre prossimo) è bene sottolineare l’importanza di questo credito per l’efficacia globale dell’Esercito, come per l’intero concetto di sicurezza a favore della Svizzera e della sua popolazione.
In qualità di direttore del Dipartimento delle istituzioni, a cui è affidato il compito della sicurezza, ho chiaro il concetto che la sicurezza vada garantita e salvaguardata grazie all’attività di tutte le “agenzie” che operano in tale contesto. Penso alla Polizia cantonale e alle Comunali, penso al Corpo delle guardie di confine, ai Pompieri, al Servizio ambulanze, ma penso pure all’Esercito e alla Protezione civile, riserva strategica per Cantoni e Comuni, la cui funzione si è rivelata essenziale anche nei mesi di crisi del coronavirus. Una rete integrata grazie alla quale lo Stato è in grado – con alcuni compiti demandati al settore privato – di mantenere un elevato grado di sicurezza a beneficio di tutti.
Investiamo molto per dare i migliori mezzi a Polizia e Guardie di confine. I servizi di soccorso di Ambulanze e Pompieri sono all’avanguardia, grazie alle risorse che immettiamo in questi settori. La Protezione civile in Ticino ha recentemente aggiornato l’intero materiale d’impiego. Lo stesso discorso deve poter valere anche per l’Esercito, inserito pienamente nella rete che crea la protezione della popolazione. E le forze armate svizzere – per rispondere a questa sfida – devono poter contare anche su un parco velivoli in grado di adempiere alle missioni previste: dalla sorveglianza dello spazio aereo alla difesa. I caccia sono indispensabili per la sicurezza nella terza dimensione.
Il concetto “Air2030” del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport inquadra in modo coordinato le necessità per il futuro legati alla difesa della popolazione svizzera e dei suoi cieli. I bisogni più impellenti sono l’acquisto degli aerei da combattimento e il nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata.
È allora utile ricordare che le Forze aeree svizzere hanno il compito di proteggere e salvaguardare uno degli spazi aerei più complessi del mondo. Situato all’intersezione di due grandi rotte, est-ovest e nord-sud, il nostro spazio aereo è il più denso dell’intero continente europeo. In media, circa 3500 aerei sorvolano la Svizzera ogni giorno. Nel 2019 sono stati registrati circa 1,3 milioni di voli civili e militari. Se la Svizzera vuole garantire la sicurezza del suo spazio aereo e salvaguardare la sua sovranità, una sorveglianza efficace è indispensabile.
Prendo a prestito un’affermazione fatta recentemente da Boris Cuanoud, capo di Skyguide – il partner privato dell’Esercito che si occupa di sicurezza dei voli – in occasione dell’inaugurazione, lo scorso 21 agosto, della nuova torre di comando e del nuovo centro operativo dell’aeroporto militare di Payerne: “La sicurezza dello spazio aereo non è facoltativa”. Non possiamo farla o non farla. Dobbiamo garantirla nel migliore dei modi. I nuovi aerei da combattimento sono la risposta a questa necessità e al nostro bisogno di sicurezza.
Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 27 agosto 2020 de La Regione
Intesa tra governo, AlpTransit e Armasuisse
Si consolidano le basi per la futura compravendita da parte del Cantone dei terreni ai Saleggi di Bellinzona (di proprietà della Confederazione) e la relativa permuta di terreni a Pollegio, attualmente posseduti da AlpTransit, in favore di Armasuisse Immobili. L’incontro di ieri tenutosi a Palazzo delle Orsoline alla presenza dei rappresentanti di tutti gli autori coinvolti in questa sorta di Tetris sull’asse Bellinzonabassa Leventina-Berna, spiana la strada al previsto ospedale regionale e definisce il futuro dell’Infocentro di Pollegio. Quest’ultima struttura, inserita nella porzione di terreno che AlpTransit cederà ad Armasuisse, sarà poi in un secondo tempo acquisita dal Cantone per un utilizzo volto a scopi d’interesse pubblico cantonale.
Gobbi: ‘Obiettivo far vivere la struttura’
«L’edificio sarà inizialmente utilizzato a scopi di protezione della popolazione – afferma da noi contattato il direttore del Di, Norman Gobbi –. Un po’ sulla falsariga di quello che rappresenta oggi il Centro di istruzione di Rivera che può accogliere anche utenti esterni. Il tutto sarà gestito dal nostro Dipartimento tramite la Sezione del militare e della protezione della popolazione. Anche gli spazi espositivi e la cucina – continua Gobbi – potranno essere messi a disposizione, ma in maniera coordinata. Per il momento non possiamo ancora sbilanciarci, ma l’obiettivo è quello di far vivere l’Infocentro e non mantenerlo come un mausoleo».
Nuovo ospedale regionale più vicino
Ciò che lega la capitale ticinese alla bassa Leventina, ricordiamo, sono i due vasti terreni sui quali Cantone ed Esercito intendono realizzare rispettivamente il nuovo ospedale regionale di Bellinzona e valli, in zona Saleggina, e una nuova piazza d’esercitazione militare vicino all’Infocentro così come previsto dal Piano settoriale militare.
A Pollegio saranno dunque spostate le attività militari attualmente presenti nella capitale. Nell’iter che porterà alla realizzazione del nuovo ospedale regionale, nel comparto della Saleggina, la Città di Bellinzona dovrà procedere allo smantellamento dello stand di tiro e contribuire alla realizzazione del poligono d’impronta cantonale sul Ceneri. Il passaggio al Cantone del comparto dei Saleggi assume inoltre un’importanza strategica anche per la futura sistemazione idraulica prevista nel progetto per la rinaturazione del fiume Ticino. «C’è soddisfazione da parte di tutti i partner perché sono progetti che potevano anche essere divergenti dal punto di vista degli interessi. Siamo però riusciti a fare incastrare il tutto grazie a un lavoro minuzioso».
A breve accordo definitivo e richiesta di credito al Gran Consiglio Grazie alla mediazione condotta dal Dipartimento delle istituzioni (Di) e al lavoro svolto dai vari attori coinvolti, a breve – si legge nel comunicato diffuso dal Di – potrà essere formalizzato l’accordo definitivo tra le parti. Sul piano temporale è stato fissato l’obiettivo di presentare il messaggio per la richiesta del credito d’acquisizione al Gran Consiglio nell’autunno 2020. «Per quanto riguarda i messaggi – rileva ancora Gobbi – la parte più importante riguarderà ovviamente la questione dell’acquisizione del comparto dei Saleggi perché il passaggio di proprietà dell’Infocentro potrà avvenire solo dopo il termine della procedura di pianificazione che permetterà di convertire a Bellinzona la parte di zona agricola che verrà a mancare a Pollegio». Presenti ieri a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, oltre alle delegazioni di AlpTransit San Gottardo Sa, Armasuisse Immobili, Ente ospedaliero cantonale e Consorzio correzione fiume Ticino, i consiglieri di Stato Norman Gobbi, Christian Vitta e Claudio Zali in rappresentanza dell’Autorità cantonale, il sindaco Mario Branda e il municipale Simone Gianini per il Comune di Bellinzona e il sindaco John Mercoli per il Comune di Pollegio.
È mattino presto, la luce del sole si insinua lentamente tra gli alberi del bosco,fruscio di foglie bagnate, la mano tesa per raccogliere l’agognato porcino e poi… Il finale lo lasciamo decidere a voi: una tradizionale polenta e funghi in compagnia o un infortunio con conseguenze anche gravi con trasporto in elicottero verso l’ospedale? La stagione della raccolta di funghi è da poco iniziata e la campagna di prevenzione “Montagne Sicure” del Dipartimento delle Istituzioni torna a lanciare il suo messaggio di prevenzione, rivolto a tutti gli escursionisti ma in particolare ai “fungiatt”, affinché l’entusiasmo non vada a scapito della prudenza.
Nel 2019 vi sono state 5 morti in montagna mentre nel 2018 ve ne sono state 15. Gli interventi di soccorso sono stati effettuati dal Gruppo ricerche e costatazioni (GRC) della Polizia cantonale, all’opera nei casi più gravi e complicati, in collaborazione con i partner (SAS, REGA, 144…). Negli ultimi 5 anni questa attività ha permesso di soccorrere 136 persone, con un bilancio di 91 feriti e 45 morti. Sei persone decedute erano nei boschi per raccogliere funghi. Una passione coinvolgente quest’ultima che permette di assaporare al meglio la natura che ci circonda. Il bosco nasconde tanta bellezza, ma anche numerosi pericoli derivanti ad esempio dal terreno bagnato e dagli irti pendii. Il suolo impervio richiede al cercatore di funghi di confrontarsi con numerosi ostacoli di marcia, poiché spesso si abbandonano i sentieri per avventurarsi in zone discoste e maggiormente propizie alla raccolta. La caduta, come anche per gli escursionisti, è quindi la tipologia di infortunio maggiormente riscontrata.
Gli interventi di ricerca e soccorso si rivelano spesso complicati a causa delle difficoltà derivanti dalla conformazione della montagna e dall’individuazione precisa della zona in cui l’escursionista o il cercatore di funghi sono dispersi. In quest’ambito il maggiore pericolo, come detto, è costituito dalle cadute anche a seguito di malori generati da affaticamento eccessivo.
Seguire pochi ma importanti consigli può salvare la vita. Porre la dovuta attenzione all’equipaggiamento è basilare. In particolare bisogna calzare, anche su terreni all’apparenza poco impegnativi, gli scarponi da montagna, evitando l’uso di stivali di gomma; occorre dotarsi di bastoncini ed evitare i cestini, che tengono occupata una mano, preferendo uno zaino. Abitualmente i cercatori di funghi si muovono in solitaria, poiché vogliono mantenere gelosamente segreti i luoghi di raccolta. Una cattiva abitudine che andrebbe evitata poiché, in mancanza di compagni, gli infortuni possono risultare forieri di ulteriori difficoltà. Anche una piccola frattura a una caviglia può determinare l’immobilità e quindi l’impossibilità di ricercare soccorso. In questi frangenti un cellulare è sicuramente utile, ma spesso in montagna e nei boschi sono ancora presenti delle aree senza campo. Inderogabile diviene quindi la regola di comunicare a familiari o conoscenti il luogo e il percorso che s’intende seguire, non variarlo, e avvisare dell’avvenuto rientro. Solo così ci sarà qualcuno che potrà celermente dare l’allarme contattando la Centrale Comune di Allarme (CECAL) al 117.
Altre buone regole: valutare meticolosamente l’itinerario che si vuole affrontare, che deve essere confacente alla propria forma fisica, nonché informarsi sulle condizioni meteo per non dover fare i conti col maltempo, in particolare i temporali. Nel caso in cui ci si perdesse non bisogna mai farsi prendere dal panico. Il consiglio principale è sempre quello di tornare sui propri passi. In caso di necessità un piccolo zaino ben attrezzato sarà utile per far fronte agli imprevisti. Lo stesso dovrebbe contenere un kit di pronto soccorso (cerotti, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione, una giacca impermeabile e antivento, un telo termico, una pila, cibo e soprattutto una borraccia d’acqua.
Con i pochi consigli e accorgimenti che sono stati elencati l’escursione e la raccolta di funghi potranno essere svolte in tranquillità e senza correre rischi eccessivi. In caso contrario rammentiamo che gli interventi di ricerca di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS) di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione a un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili, ma a spese di chi li richiede.
Si è tenuto oggi l’incontro che ha permesso di consolidare le basi per la futura compravendita dei terreni ai Saleggi di Bellinzona da parte del Cantone e la relativa permuta di terreni a Pollegio, attualmente di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA, in favore di armasuisse Immobili. L’odierna discussione ha inoltre permesso di determinare il futuro dell’Infocentro di Pollegio, scongiurandone l’abbattimento.
Oggi al Palazzo delle Orsoline a Bellinzona si sono riunite tutte le parti interessate alla compravendita dei terreni ai Saleggi e ai relativi progetti annessi: rappresentanti dell’Autorità cantonale (Consiglieri di Stato Gobbi, De Rosa e Zali), del Comune di Bellinzona (il sindaco Branda e il municipale Gianini), del Comune di Pollegio (il sindaco Mercoli), di armasuisse Immobili, di AlpTransit San Gattardo SA, dell’Ente ospedaliero cantonale e del Consorzio correzione fiume Ticino.
Ricordiamo come il terreno ai Saleggi sia considerato d’importanza strategica per il Canton Ticino, in particolare per quanto riguarda la costruzione del nuovo Ospedale regionale di Bellinzona e della sistemazione idraulica prevista nel progetto, di valenza federale, per la rinaturalizzazione del fiume Ticino.
Durante l’incontro sono state discusse le varie perizie – immobiliare e ambientale – che hanno permesso di definire il reale valore del comparto e i costi relativi alla bonifica del sedime dei Saleggi. Altro tema di discussione è stato il passaggio dei terreni di Pollegio di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA a favore di armasuisse Immobili, condizione sine qua non per la vendita dei Saleggi al Cantone, garantendo così lo spostamento delle attività militari a Pollegio, così come previsto dal Piano Settoriale Militare. Inoltre l’Infocentro potrà così essere acquistato dal Cantone per un utilizzo volto a scopi d’interesse pubblico cantonale.
Grazie alla mediazione condotta dal Dipartimento delle istituzioni e al lavoro svolto dai vari attori coinvolti a breve potrà essere formalizzato l’accordo definitivo tra le parti.
Sul piano temporale è stato fissato l’obiettivo di presentare il messaggio per la richiesta del credito d’acquisizione al Gran Consiglio nell’autunno 2020.
La ripresa delle attività sui banchi di scuola è da sempre uno degli appuntamenti importanti non solo per gli allievi ma pure per gli adulti. Il Dipartimento delle istituzioni con il progetto “Strade sicure”, la Polizia cantonale congiuntamente con le polizie comunali intendono rendere attenti coloro che accompagnano i bambini presso gli istituti scolastici e di adottare semplici regole di comportamento volte a percorrere in sicurezza il tragitto casa-scuola.
Per alcuni scolari il percorso che li separa dai banchi di scuola può essere breve, mentre per altri richiede più tempo. L’accompagnamento degli allievi da parte di genitori, famigliari o conoscenti che si mettono a disposizione deve essere svolto con la dovuta sicurezza, sia in auto sia a piedi.
L’anno scorso in Ticino gli incidenti sul tragitto casa-scuola sono stati 10, otto dei quali hanno portato al ferimento di persone. Su 56 incidenti avvenuti sulle strisce pedonali nel 2019 43 hanno provocato feriti. La causa maggiore di questi incidenti è la mancata precedenza all’attraversamento pedonale (25).
In occasione della ripresa delle scuole il 31 agosto prossimo, la Polizia cantonale e le polizie comunali del Ticino organizzeranno dei servizi di sensibilizzazione e controlli della velocità nei pressi degli istituti scolastici con la distribuzione di opuscoli a tema.
Si ricorda, a chi si reca a scuola a piedi, che l’attraversamento delle strade deve avvenire sempre in sicurezza e nel rispetto degli altri utenti, seguendo tre fasi distinte: mi fermo e aspetto, guardo e ascolto, attraverso. Anche il percorso sul marciapiede deve avvenire in maniera sicura e corretta, in particolare deve permettere agli accompagnatori di avere visibilità sugli altri utenti della strada.
Per chi usa l’auto invece, si rammenta di non parcheggiare su marciapiedi o vicino al perimetro scolastico, in quanto oltre a causare difficoltà al transito dei pedoni si crea loro un pericolo concreto. Un’attenzione particolare va inoltre posta durante le manovre in retromarcia. I bambini fino ai 12 anni che prendono posto in auto sottostanno all’obbligo del seggiolino o del rialzo.
A seguito dell’emergenza sanitaria si richiama l’attenzione alle disposizioni generali emanate dalle Autorità cantonali sulla protezione individuale dal virus (norme accresciute d’igiene) come pure le disposizioni sempre in vigore sul distanziamento fisico e sullo stazionamento nei piazzali scolastici.
Altre informazioni e consigli saranno rilasciati dagli agenti di polizia sul posto e sono pure consultabili nell’opuscolo che sarà distribuito.
Informazioni sull’inizio delle scuole si possono reperire sul sito di “Strade Sicure” al seguente link: www.stradesicure.ch
Ha rubato un’auto; ha forzato due posti di blocco mettendo in pericolo la vita degli agenti, che hanno dovuto esplodere un colpo di pistola per fermare l’auto. È avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì a Chiasso. Autore? Un richiedente l’asilo libico ospitato nel Centro federale d’asilo di Chiasso. “È un fatto grave – sottolinea il consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – che conferma quanto sia delicata e difficile la gestione di quei richiedenti l’asilo che giungono in Svizzera con intenti non legati alla ricerca di un Paese ospitale per ricostruire la loro vita perché minacciati nella loro nazione. Persone – e non sono poche – che non avranno mai la possibilità di ottenere un permesso d’asilo, ma che la Svizzera deve ospitare per dar seguito alle loro domande d’asilo. Spesso sono tossicodipendenti. Da qui la necessità di accelerare le procedure, proprio per limitare gli effetti negativi e pericolosi che queste persone possono arrecare alla nostra comunità”.
Ma com’è la situazione a Chiasso? “Nelle ultime settimane la Polizia ha ricevuto parecchie segnalazioni di richiedenti l’asilo molesti, in particolare perché in preda ai fumi dell’alcol e della droga. È un problema che la SEM (Segretariato di Stato per la migrazione) assieme alle forze dell’ordine (Polizia e Guardie di confine) devono poter gestire al meglio. Ma non è assolutamente facile. Grazie all’attività all’interno e all’esterno delle agenzie private di sicurezza, che fanno direttamente riferimento alla SEM, si cerca di contenere il sorgere di problematiche più gravi, accompagnando e dissuadendo eventuali RA malintenzionati. Ma poi spesso queste persone quando escono – e non possono essere trattenute all’interno dei centri – commettono atti vandalici, furti e disturbo della quiete pubblica”.
Per la popolazione non deve essere facile… “È così, ma l’autorità comunale si impegna con la sua Polizia in collaborazione con gli agenti della cantonale e con gli agenti della sicurezza privata attiva all’esterno del centro a contenere i danni. Sarebbe bello se tutte le persone che giungono da noi per chiedere asilo si comportassero in modo corretto. Così però non è. Ci sono famiglie, ma anche adulti, che davvero hanno bisogno di poter ottenere un permesso per rimanere in Svizzera perché effettivamente minacciati negli Stati d’origine. Ma ci sono persone che abusano della politica d’asilo della Svizzera e nel periodo in cui rimangono da noi spesso rubano o spacciano droga. Lo sappiamo. L’autorità federale ne è cosciente. Si cerca di mettere cerotti. Da parte del Cantone non possiamo mai abbassare la guardia”, conclude il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.
Il Municipio di Chiasso ha scritto alla SEM su alcuni richiedenti l’asilo problematici e intende chiedere a Berna provvedimenti più incisivi
Il furto e la spericolata fuga in auto nel corso della notte a Chiasso e l’ultimo di una serie di disordini riconducibili a un gruppo di richiedenti l’asilo ospiti del centro federale. Un gruppo ristretto e conosciuto, contro il quale sono già stati presi dei provvedimenti, ma questi non sono sufficienti, secondo la capo Dicastero sicurezza del comune, Sonia Colombo Regazzoni.
Il Municipio ha scritto alla Segreteria di stato per la migrazione (SEM), che è a conoscenza del problema. Possono applicare, spiega la portavoce Emmanuelle Jaquet Von Sury, solo le sanzioni disciplinari previste dalla legge: proibire l’uscita per mezza giornata o un giorno intero e togliere la piccola somma che ricevono per le spese.
“Sono inezie. Se uno si comporta male oggi, domani non può uscire, ma dopodomani sarà di nuovo in giro” afferma Colombo Regazzoni. L’intenzione è quindi di sollecitare di nuovo Berna con una lettera per chiedere provvedimenti più incisivi.
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