Discorso a nome del Governo in occasione delle esequie di Marco Borradori

Discorso a nome del Governo in occasione delle esequie di Marco Borradori

Gentili signore, egregi signori

vi porto il mio saluto a nome del Consiglio di Stato in corpore.

Ho condiviso con Marco tutti gli anni del mio percorso politico. Per un giovane che si affacciava alla politica – non solo se impegnato nel movimento della Lega dei Ticinesi – Marco rappresentava un esempio, un modello. Ma pure un “unicum”, perché come lui non c’era nessuno! Ho avuto la fortuna di vivere assieme a lui i miei primi due anni di lavoro in Consiglio di Stato dal 2011 al 2013. Grazie alla sua esperienza, anche il mio inserimento all’interno dell’Esecutivo cantonale è stato più facile. Eravamo amici, eravamo colleghi. Eravamo anche diversi. A cominciare dai gusti musicali, con Marco che spaziava dalla classica, sino ai Pooh, a testimonianza anche del suo côté romantico. Lui, uomo pubblico al cento per cento, e nello stesso tempo capace di preservare e proteggere la sfera privata, quella più intima, personale, quella degli affetti famigliari. L’ho già ricordato nei giorni passati. In Governo – ma anche verso il pubblico – lui faceva il “poliziotto buono”, io quello “cattivo” o militaresco. E si lavorava bene, anche per costruire un buon clima all’interno del collegio governativo.

In questi giorni di profonda tristezza per un distacco così improvviso e inimmaginabile, ci sono state tante testimonianze, tanti racconti personali e commenti sulla persona di Marco. Il suo tratto gentile e la sua disponibilità – che ne facevano un uomo buono – sono stati sottolineati da tutte e da tutti. Marco era realmente così. Ma allo stesso tempo aveva sempre una tensione nel voler fare, nel voler incontrare, nel voler conoscere e nel voler partecipare alla costruzione del bene comune per le persone che vivono in questa nostra comunità ticinese.

L’approccio all’insegna della qualità nei rapporti umani Marco lo ha portato nel suo lavoro di politico e soprattutto nel suo lungo percorso a capo del Dipartimento del Territorio. E questo suo modo di essere e di fare si è tradotto in risultati tangibili; quasi 700 messaggi di competenza del Dipartimento del territorio licenziati in 18 anni dal Consiglio di Stato, e investimenti per un totale lordo pari a 3 miliardi e 754 milioni di franchi, con una media annua che ha superato i duecento milioni di franchi! Non voglio qui ricordare gli incredibili e clamorosi successi elettorali di Marco.

Qui vorrei tentare di tracciare un bilancio il più possibile esaustivo della sua attività nei 18 anni passati alla direzione del DT. Un uomo che amava le sfide – come mi ha confidato il suo ex braccio destro in Dipartimento per tanti anni – e che le ha vinte e le ha portate a termine. La pianificazione del territorio è stata uno degli assi portanti del suo lavoro. Permettetemi un parallelismo con un politico leventinese deceduto mentre era in carica quale consigliere di Stato, Franco Zorzi.

Pur nella brevità del suo lavoro in Governo – morì a soli 41 anni praticando sport sulle nostre montagne – Zorzi impostò la politica di pianificazione del territorio. Quarant’anni dopo quella scintilla primordiale, Marco concretizzò la visione strategica e di gestione del territorio ticinese attraverso il Piano direttore cantonale: 46 schede, divise negli ambiti tematici Patrimonio, Rete urbana, Mobilità e Vivibilità. Un lavoro monumentale iniziato nel 2002, approvato dal Gran Consiglio a due riprese – nel 2007 (obiettivi) e nel 2009 (evasione ricorsi) – per poi giungere fino al Consiglio federale, per la sua approvazione definitiva.

“Il nostro territorio è la cerniera fra il mondo svizzero tedesco e quello lombardo, e può diventare una piattaforma di confronto e scambio fra due poli economici globali – Zurigo e Milano – che non sempre riescono a superare una diffidenza profondamente radicata nel passato, faticando a capirsi e a comunicare”, ha sostenuto Marco, che poi aggiungeva l’auspicio e la speranza per il futuro: “Se il Cantone riuscirà a rispondere positivamente a questa situazione, favorendo il dialogo fra le due culture che lo influenzano – e cogliendo i benefici della sua posizione privilegiata – potremo certamente costruire un avvenire ricco di opportunità”.

Uno degli altri grandi assi dell’impegno di Marco è stato caratterizzato dalle sfide legate alla mobilità: gli impulsi dati dal Dipartimento diretto da Marco hanno portato nel 2017 a inaugurare la tratta Lugano-Mendrisio-Varese-Malpensa: abbiamo visto così aprire la prima nuova linea ferroviaria negli ultimi cento anni di storia ticinese. Scorro veloce – per forza di cose – le altre conquiste sotto la sua direzione in ambito di mobilità. Opere perorate anche in collaborazione con la controparte lombarda in qualità di membro prima e presidente dopo della Regio Insubrica: la rete ferroviaria regionale Ticino-Lombardia (TILO); l’abbonamento Arcobaleno con la tariffa integrata per tutti i titoli di trasporto; il piano dei trasporti del Luganese del 1998 con gli 800 milioni di franchi su 20 anni che hanno impresso una svolta alla qualità di vita di tutto l’agglomerato, giungendo poi al coronamento con l’inaugurazione della galleria Vedeggio-Cassarate nel 2012. Anche il progetto per il completamento della galleria autostradale del San Gottardo deve molto a Marco Borradori. E qui mi ricollego al parallelismo di prima con Franco Zorzi che della galleria autostradale del San Gottardo fu tenace sostenitore e promotore. Nel giugno del 2012, il Consiglio federale ha infatti fatto proprie le richieste delle autorità ticinesi, accogliendo il principio di una galleria con due tubi, ognuno dei quali con una sola corsia di marcia, sebbene si trattasse della variante più costosa fra quelle considerate. Questa soluzione è stata poi accolta dal Popolo svizzero, in votazione il 28 febbraio 2016.

Altro capitolo: la gestione del territorio, a cominciare dai rustici: una partita a scacchi durata trent’anni con la Confederazione, per permettere ai ticinesi di trasformare nella piena legalità migliaia di edifici rurali, salvandoli dall’abbandono e garantendo una migliore cura del paesaggio. Accanto al lavoro quotidiano, anche in questo campo Marco ha promosso alcune realizzazioni straordinarie, come il processo che ha portato all’inserimento nel patrimonio dell’umanità Unesco – nel 2000 e nel 2003 – dei Castelli di Bellinzona e del Monte San Giorgio, dove nel 2011 è stato inaugurato il nuovo Museo dei fossili. Sotto questo capitolo posso citare anche i crediti quadriennali, a partire dal 2002, grazie ai quali hanno potuto essere valorizzate alcune perle dei nostri più preziosi ambienti naturali. Impulsi nuovi, scaturiti anche nella creazione dei parchi naturali: le Gole della Breggia (1998) e la Valle della Motta (2003) ne sono un esempio. In questa linea si inserisce anche il Parco del Piano di Magadino. Senza dimenticare il Piano forestale cantonale approvato dal Governo nel 2007. In tempi di allarme (e allarmismo) ambientale tendiamo a dimenticarlo: in Ticino, dal 1990 a oggi, tutti i principali inquinanti dell’aria hanno visto calare le loro concentrazioni, e anche lo stato delle acque ha conosciuto un parallelo miglioramento.

Tra le conquiste nel settore della Politica energetica da sottolineare, in prima linea l’istituzione dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana, avvenuta nel 2002 e accompagnata – l’anno seguente – dalla pubblicazione del documento L’ambiente in Ticino, elementi dai quali è poi scaturito il Rapporto cantonale sulla protezione dell’ambiente, allestito nel 2009 e approvato dal Gran Consiglio due anni più tardi. Nei 18 anni di Marco Borradori in Consiglio di Stato l’approccio ai temi energetici è cambiato radicalmente, con il Cantone ad accompagnare e sostenere con convinzione questa inversione di rotta.

La prima campagna di incentivi per la realizzazione di nuovi impianti di riscaldamento a legna e la posa di pannelli fotovoltaici, nel 2002, registrò un successo clamoroso, di gran lunga superiore a ogni previsione e aspettativa: i 4 milioni di franchi stanziati dal Parlamento cantonale – che avrebbero dovuto essere distribuiti ai ticinesi lungo un intervallo quadriennale – andarono infatti esauriti in appena cinque mesi. Il successo si ripeté anche con il secondo credito quadro di 4,8 milioni, per le energie rinnovabili e il risparmio energetico, promosso nel 2006.

A completare la politica degli incentivi è poi giunto il credito-quadro di 65 milioni di franchi che, nel periodo 2011/2020, ha permesso di realizzare un salto di qualità nel passaggio all’efficienza energetica. Si deve sempre al lavoro di Marco la messa in consultazione, nel 2010, del progetto di Piano energetico cantonale, che aveva l’obiettivo di fare convivere – con due orizzonti temporali, corrispondenti agli anni 2035 e 2050 – lo sviluppo economico e sociale con una politica attenta all’ambiente. Marco riuscì a risolvere lo sdrucciolevole (e uso un eufemismo) problema dei rifiuti, che ha caratterizzato e a volte avvelenato la politica a metà degli anni Novanta. La nascita dell’Impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti di Giubiasco, inaugurato il 3 settembre 2010, “è il paradigma – e qui uso le parole stesse di Marco – di molte delle sfide che ci siamo trovati ad affrontare in questi anni. Una storia fatta di accelerazioni e frenate, segnata dalla volontà di credere nella ricerca di una soluzione, senza mai mollare, interpretando il lavoro politico e progettuale con la giusta miscela di pazienza, coraggio e – talvolta – incoscienza”. Sul lavoro Marco ha saputo contornarsi di collaboratrici e di collaboratori in gamba.

Ma ha avuto pure la capacità di motivare, attraverso il suo esempio, anche quei funzionari che già erano attivi all’interno del suo Dipartimento. Moltissime di queste persone sono qui oggi a salutare il “loro” Direttore. E tutti i dipendenti del Comune di Lugano onorano il “loro” sindaco. Un abbraccio incredibile quello che tutto il Ticino e tutta Lugano stanno dando a Marco, a testimoniare la sua grande capacità di empatia e vicinanza alle cittadine e ai cittadini. Marco è stato un precursore della politica “green” molto in voga oggi, come le sue opere lo testimoniano, andando contro anche a proposte del Nano, dimostrando la sua grande autonomia di pensiero. In questo momento capiamo quanto Marco è stato unico; quanto è stato prezioso per tutti noi il suo impegno politico. E quanto deve essere d’esempio per noi tutti. Non per emularlo, perché come lui non ci sarà nessuno, ma per avvicinarci alla sua capacità di costruire un Cantone e una Città migliori per tutti, attraverso il dialogo e il coinvolgimento.

A nome di tutto il Consiglio di Stato, caro Marco, il nostro deferente saluto e il mio personale abbraccio; esprimo a nome del Governo cantonale il cordoglio alla figlia Carlotta con mamma Natascia e famiglia; al fratello Mario con la sua famiglia. Le tue opere e il tuo ricordo saranno sempre con noi.

Ciao Marco, ci mancherai!

 

Il Consiglio di Stato riceve Noè Ponti

Il Consiglio di Stato riceve Noè Ponti

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Palazzo delle Orsoline il nuotatore ticinese Noè Ponti, congratulandosi per la medaglia di bronzo olimpica conquistata ai giochi olimpici di Tokyo 2020, nella specialità dei 100 metri delfino.

Il Governo ha espresso al 20enne gambarognese le proprie felicitazioni, a nome di tutta la comunità ticinese, per lo storico risultato ottenuto lo scorso 31 luglio in Giappone.
Si è trattato della ventunesima medaglia olimpica assegnata a un atleta del nostro Cantone, ed è giunta a 101 anni dalla prima, che fu conquistata il 3 agosto 1920 ad Anversa, in Belgio, dal tiratore bellinzonese Domenico Giambonini.

L’incontro è stato l’occasione per discutere delle eccellenti prestazioni che Noè Ponti ha fatto registrare in questa stagione: un crescendo entusiasmante, culminato ai Giochi di Tokyo, con la finale mancata per soli 6 centesimi nei 200 metri delfino e il successivo terzo posto nei 100 metri delfino. Da ricordare anche il sesto posto ottenuto nella staffetta 4x200m stile libero.

Consegnando un omaggio a nome del Consiglio di Stato, il Presidente Manuele Bertoli ha colto infine l’occasione per rivolgere a Noè Ponti i migliori auguri in vista del suo futuro sportivo e accademico, che vedrà il giovane nuotatore proseguire negli Stati Uniti i propri studi e allenamenti.

Giorgetti esprime cordoglio per morte sindaco Lugano

Giorgetti esprime cordoglio per morte sindaco Lugano

“La morte del sindaco di Lugano, Marco Borradori, mi ha addolorato e colpito molto. Sebbene i percorsi siano stati diversi, lui in Ticino, io in Lombardia, la nostra storia politica si è intrecciata e confrontata spesso. Lo ricorderò sempre con affetto, per l’amore che aveva verso il suo popolo, per la sua correttezza, competenza e garbo, qualità rare negli uomini politici”

Così il ministro italiano dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sulla scomparsa del sindaco di Lugano.

Grazie Marco, ci mancherai tanto!

Grazie Marco, ci mancherai tanto!

Abbiamo pregato per te. Per te tutti abbiamo sperato. Ieri pomeriggio, questa notte e al risveglio mi sono passate nella mente centinaia di situazioni in cui abbiamo condiviso gioie, preoccupazioni, rare litigate e tante soddisfazioni. Momenti di vita vissuti intensamente. Come tu hai vissuto intensamente ogni singola ora della tua vita. Il Nano, con cui ora ti ritrovi, ti ha scelto giovanissimo, scommettendo su di te. E questa scommessa l’hai sempre vinta tu. Grazie alla tua intelligenza e a quella sensibilità che ti faceva entrare in sintonia con la nostra gente. Ogni ticinese oggi ha un ricordo personale di te, tanto eri popolare. Ed è un ricordo sicuramente bello. Questi ricordi e il tuo esempio li porto e li portiamo per sempre nei nostri cuori. Grazie Marco, ci mancherai tanto!

Sconvolti ed increduli

Sconvolti ed increduli

Scritto a seguito del grave lutto che ha colpito tutta la famiglia della Lega dei Ticinesi.

La Lega dei Ticinesi è sconvolta dalla notizia dell’improvvisa dipartita del sindaco di Lugano, Marco Borradori.
Non ci sono parole per esprimere lo sgomento in simili circostanze. Né ci sembra possibile parlare di Marco come di una persona che non c’è più. È molto difficile ed incredibilmente doloroso accettare che un cammino comune di oltre tre decenni sia stato interrotto così bruscamente ed in modo definitivo.
Marco Borradori è stato grande protagonista della politica ticinese degli ultimi 30 anni. Eletto nel 1991, poco più che trentenne, in Consiglio nazionale assieme al compianto Flavio Maspoli, entrò in Municipio di Lugano l’anno successivo. Vi rimase fino al 1995, quando venne brillantemente eletto – primo esponente della Lega dei Ticinesi – in Consiglio di Stato, per poi tornare sulle rive del Ceresio nel 2013, ottenendo la carica di sindaco.
Apprezzato al di là degli steccati partitici, Borradori, nella sua lunga e proficua attività politica, ha sempre ottenuto risultati elettorali strabilianti: una dimostrazione della qualità del suo operato al fronte, ma anche della sua capacità di dialogare con la gente e della sua signorilità universalmente riconosciuta.
Come sindaco di Lugano, compito che lo assorbiva totalmente, Marco ha promosso una profonda riforma dell’amministrazione cittadina, seguendo con entusiasmo, impegno ed ottimismo sia l’attività quotidiana che i grandi progetti per il futuro della città, in cui fermamente credeva.
Oggi è una giornata di lutto non solo per la Lega dei Ticinesi, non solo per la città di Lugano, ma per tutto il Ticino, che perde un politico di razza ed un signore.
La Lega dei Ticinesi si unisce incredula al dolore dei familiari, ai quali porge le più sentite condoglianze.

 

Scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori

Scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto con sgomento della prematura scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori, già Consigliere di Stato e Consigliere nazionale.

Il Consiglio di Stato, interpretando il sentimento della comunità ticinese, esprime incredulità e sgomento davanti alla notizia della scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori. In queste ultime ore il Governo ha seguito gli sviluppi della situazione, sperando sino all’ultimo in un esito positivo. Purtroppo oggi è giunta la notizia della morte al Cardiocentro di Lugano di Marco Borradori.
Dopo una Legislatura in Consiglio nazionale, fra il 1991 e il 1995, Marco Borradori era stato eletto in Consiglio di Stato il 2 aprile 1995, sulla lista della Lega dei ticinesi: aveva diretto il Dipartimento del territorio fino al 2013, anno nel quale era stato eletto sindaco di Lugano.
Durante la sua lunga esperienza nel Governo cantonale, Marco Borradori ha promosso e accompagnato innumerevoli progetti di capitale importanza per lo sviluppo del Canton Ticino: dalle gallerie di base AlpTransit del San Gottardo e del Monte Ceneri alla galleria Vedeggio-Cassarate, dalla complessa vicenda dei rifiuti che si è conclusa con la realizzazione del termovalorizzatore alla creazione dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana, dalla creazione del Parco del Piano di Magadino al successo della prima campagna di incentivi per impianti di riscaldamento a legna e fotovoltaici, lanciata nel 2002.
Al momento di lasciare la carica, ha riassunto con queste parole i 18 anni trascorsi in Consiglio di Stato:

«Questo lungo viaggio mi ha riservato molte sorprese e mi ha aiutato a comporre un ritratto del Ticino nel quale i pregi – la capacità di avere idee innovative, il coraggio di desiderarle, la forza di realizzarle – superano certamente i difetti».

Il Consiglio di Stato rivolge ai congiunti di Marco Borradori un deferente pensiero di affetto e di cordoglio, facendosi interprete dei sentimenti di tutta la comunità ticinese.

Secondo tubo San Gottardo: inaugurati gli Infocentri

Secondo tubo San Gottardo: inaugurati gli Infocentri

 
Situati ad Airolo e Göschenen, hanno l’obiettivo di informare in modo completo ed esaustivo la popolazione sui lavori previsti
 
Sono stati inaugurati ufficialmente oggi ad Airolo e Göschenen i due Infocentri del progetto “Secondo tubo San Gottardo”, situati presso le rispettive stazioni FFS. All’apertura ufficiale hanno preso parte, oltre ai responsabili dell’USTRA, le autorità cantonali e comunali. «Gli Infocentri hanno l’obiettivo di informare in modo continuo, completo e il più esaustivo possibile la popolazione sui lavori previsti per la realizzazione del secondo tubo della galleria», si legge in un comunicato.

Parola chiave “multimedialità”
I due Infocentri non sono dei musei fini a sé stessi. L’obiettivo è piuttosto quello di «invogliare la popolazione a toccare con mano quello che è esposto». La parola chiave è “multimedialità”: in effetti le postazioni sono interattive, ciò significa che si possono trovare parecchie informazioni in formato elettronico, visionare immagini e video, e anche partecipare a dei quiz.Oltre alle postazioni multimediali, al centro dell’esposizione si potranno osservare le diverse attività della fresa meccanica che dal 2024 scaverà la galleria, mentre su altri pannelli sono illustrate le informazioni principali del progetto.

Un contributo turistico ed economico della regione del San Gottardo
Gli Infocentri e le altre nuove strutture che verranno create a Göschenen e ad Airolo potenzieranno l’offerta turistica della regione alpina e hanno l’ambizione di contribuire all’indotto economico locale. A partire da oggi offriranno infatti un’ulteriore opportunità di intrattenimento e di cultura per gli ospiti della regione che sostano nei ristoranti o pernottano in valle, negli alberghi e nelle case di vacanza. Inoltre, «verranno creati alcuni posti di lavoro che sicuramente contribuiranno allo slancio della regione».
Negli ultimi anni è stata spesso sottolineata dalle organizzazioni di categoria la carenza di ingegneri in Svizzera. I due Infocentri vorrebbero anche fungere da incentivo, per i giovani ticinesi e del Canton Uri, ad avvicinarsi a questa professione impegnativa, ma allo stesso tempo affascinante.

Posizione e orari di apertura
I due Infocentri verranno gestiti per i prossimi 10 anni da personale locale. L’Infocentro di Göschenen si trova direttamente presso la stazione ferroviaria, nei locali dell’ex buffet delle FFS. Quello di Airolo è situato nell’edificio adiacente alla stazione ferroviaria. L’esposizione è al primo piano.
Ambedue gli Infocentri avranno i seguenti orari di apertura: in estate (da aprile a ottobre) il venerdì dalle 13.00 alle 17.00, e il sabato dalle 9.00 alle 17.00. In inverno, invece, saranno aperti unicamente il sabato dalle 13 alle 17. Le iscrizioni per visite di gruppo dovranno essere effettuate direttamente sul sito internet www.galleriasangottardo.ch.

Da www.ticinonews.ch
 
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Una finestra sul secondo tunnel del San Gottardo
Apre i battenti lo spazio museale dedicato alla costruzione del secondo tunnel del San Gottardo

Inaugurato l’infocentro presso la stazione Ffs. Parola d’ordine multimedialità, con residenti e turisti che potranno scoprire i dettagli del progetto per la realizzazione del secondo tubo.
Informare in modo continuo, completo e il più esaustivo possibile sugli importanti lavori in programma. Con questo obiettivo è stato inaugurato ieri, alla stazione Ffs di Airolo, l’infocentro del progetto per la realizzazione della seconda galleria autostradale del San Gottardo, opera da circa 2 miliardi di franchi che secondo la tabella di marcia si concluderà nel 2029, per poi lasciare spazio al risanamento dell’attuale tunnel. I lavori preliminari sono iniziati lo scorso maggio. Nel febbraio del 2016, ricordiamo, il 57% del popolo svizzero si era espresso a favore del progetto.

Parola chiave ‘multimedialità’ Finanziato dall’Ufficio federale delle strade (Ustra) all’interno di uno stabile dismesso messo a disposizione dalle Ffs, si tratta di uno spazio museale con l’obiettivo di invogliare la popolazione a interagire e toccare con mano quello che è esposto. «Non sarà un museo fine a se stesso», ha sottolineato durante il suo intervento Marco Fioroni, capo della filiale Ustra di Bellinzona. La parola chiave, ha spiegato Fioroni, è ‘multimedialità’: le postazioni sono infatti interattive, ciò significa che si possono trovare parecchie informazioni in formato elettronico, visionare immagini e video e persino partecipare a dei quiz. Oltre alle postazioni multimediali, si potranno osservare le diverse attività della fresa meccanica che dal 2024 inizierà a scavare la seconda galleria, mentre su altri pannelli sono illustrate le informazioni principali del progetto. «Il Primo agosto si festeggia la coesione del Paese. E abbiamo voluto inaugurare oggi l’infocentro perché il suo obiettivo sarà proprio quello di coinvolgere la popolazione e renderla partecipe di quello che stiamo costruendo», ha aggiunto Fioroni.

Valore economico e turistico
Il punto informativo di Airolo, che sarà gestito dal Comune, sarà anche luogo di partenza per le visite guidate sul cantiere. «Arricchirà la zona anche a livello turistico, ponendosi come ulteriore opportunità di intrattenimento e cultura per gli ospiti della regione, che sostano nei ristoranti o pernottano in valle, negli alberghi e nelle case di vacanza», ha aggiunto il capo della filiale Ustra di Bellinzona, esprimendo l’auspicio che questa moderna esposizione possa incentivare i giovani ticinesi ad avvicinarsi all’ingegneria. «Negli ultimi anni è stata spesso sottolineata dalle organizzazioni di categoria la carenza di ingegneri in Svizzera. L’infocentro vorrebbe anche fungere da incentivo per i giovani ad avvicinarsi a questa professione impegnativa, ma allo stesso tempo affascinante».
Oltre ad Airolo, anche il Comune di Göschenen ha inaugurato ieri il suo infocentro. In totale l’investimento complessivo sostenuto dall’Ustra per i due centri ammonta a circa 1,5 milioni di franchi. ‘Ci aspettiamo fino a 10mila
visitatori all’anno’
«Un lavoro eccellente», ha affermato il sindaco di Airolo Oscar Wolfisberg, ringraziando l’Ustra per avere elaborato l’idea. «Uno stabile dismesso che ora rivivrà anche come importante attrazione turistica», ha rimarcato il sindaco, ponendosi l’obiettivo come Comune di effettuare, grazie a intraprendenza e qualità, una promozione attiva per attrarre varie tipologie di visitatori (scuole, gruppi, associazioni). «Non sarà come l’infocentro di Pollegio per il cantiere AlpTransit, ma ci aspettiamo comunque fino a 10mila visitatori all’anno», ha dichiarato Wolfisberg, evidenziando quindi l’indotto economico che il centro potrebbe generare per la regione.

Clima di festa
Insieme ai discorsi delle autorità (presente anche il consigliere di Stato Norman Gobbi in rappresentanza del governo cantonale), sul piazzale della stazione Ffs hanno echeggiato le note della Filarmonica alta Leventina. Il Salmo svizzero, la benedizione del parroco Don Elizalde Demdam, il taglio del nastro e poi spazio alla prima visita dell’infocentro da parte dei numerosi presenti.

Si punta a un’apertura per 4-5 giorni a settimana
Sarà possibile visitare i due infocentri nei seguenti orari di apertura: fino a ottobre il venerdì dalle 13 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 17. In inverno invece saranno aperti unicamente il sabato dalle 13 alle 17. A lungo andare, ha informato il sindaco Wolfisberg parlando della struttura di Airolo, l’obiettivo è quello di aprire 4-5 giorni a settimana. Le iscrizioni per visite di gruppo dovranno essere effettuate direttamente sul sito www.galleriasangottardo.ch.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 agosto 2021 de La Regione
 
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Servizio all’interno dell’edizione di domenica 1 agosto 2021 de Il Quotidiano
 
(Immagine: www.galleriasangottardo.ch)