Pedaggio al San Gottardo, Gobbi: «È una riflessione da fare»

Pedaggio al San Gottardo, Gobbi: «È una riflessione da fare»

Un’attribuzione della gestione territoriale, quella che interessa la galleria del San Gottardo, che il Consiglio di Stato ticinese intende mettere in discussione in vista del raddoppio. Lo ha confermato oggi, ai microfoni di RadioTicino, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Tra il 2008 e il 2009, la gestione del San Gottardo fu affidata all’unità territoriale della Svizzera centrale nell’ambito del riordino delle competenze tra i Cantoni e la Confederazione. «Ora stiamo costruendo il secondo tunnel», ricorda Gobbi, e «dal punto di vista mio e del Governo si tratta di mettere in discussione» l’attribuzione «proprio perché di tunnel non ce ne sarà solo uno, ma ce ne saranno due. E quindi è giusto ritornare, diciamo, “in possesso” della gestione del Gottardo, almeno per quanto riguarda una canna. E l’altra canna la gestiranno magari gli urani. Ma in una maniera più equa e paritaria. Perché ogni tanto i nostri amici del nord la mentalità da landfogti non l’hanno ancora persa».

Di code, panne e chiusure del tunnel
E in tema di San Gottardo, non si poteva – alla luce delle recenti settimane – evitare la questione dei disagi, tra code, veicoli in avaria e chiusure del tunnel. Il problema sta anche nel rosso dei semafori di dosaggio? «Il problema sono anche le rampe. La rampa a nord è molto più ripida» e quindi, prosegue Gobbi, «da nord è molto più facile restare bloccati per una panne di un veicolo». Proprio questa «credo sia una delle preoccupazioni che abbiamo, perché è un asse vitale per il canton Ticino» ma «anche di transito internazionale».
La settimana prossima aprirà il passo del San Gottardo e questo andrà a risolvere alcuni di questi problemi, in particolare in vista dei prossimi due “ponti” per i giorni dell’Ascensione e di Pentecoste. «Però è una preoccupazione che c’è, perché poi quando c’è la coda, lo sappiamo, il traffico si riversa sulla strada cantonale, creando problemi». A tal proposito, Gobbi ha ricordato pure come «a nord hanno preso la decisione di chiudere tutte le entrate» autostradali. E queste «credo siano situazioni che dovremo discutere. E lo faremo sia con l’Ufficio federale delle strade che con i colleghi urani».

Pedaggio al San Gottardo: si o no?
E sulla proposta di un pedaggio per attraversare il San Gottardo? È “fantascienza” l’ipotesi di un accordo a tre teste con Uri e Grigioni? «Secondo me è necessario farlo», afferma Gobbi, pensando a soluzioni che sono già in vigore anche nei Paesi nostri vicini, come l’Austria. «Se questi cittadini pensano di poter attraversare le Alpi in maniera gratuita perché sono la via più sicura e veloce per raggiungere le loro destinazioni balneari… credo sia un’opportunità». E per questo motivo «credo sia una riflessione da fare».
 
Da Radio Ticino
(Immagine: TCS)
Il Direttore del DI incontra la Magistratura

Il Direttore del DI incontra la Magistratura

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dalla direttrice della Divisione della giustizia, avv. Frida Andreotti e dall’aggiunta alla direttrice, Monica Bucci, ha incontrato i magistrati ieri nel tardo pomeriggio al Campus USI/SUPSI di Viganello. È il primo incontro plenario di questo livello, che si aggiunge agli appuntamenti con i Presidenti delle Magistrature permanenti, organizzati dal 2017 al 2020, in seguito interrotti per i problemi legati alla pandemia e ora in via di riattivazione. Erano presenti oltre 60 magistrati a tempo pieno su un totale di 83 persone.

Condividere i temi di interesse comune in ambito di personale, di informatica/digitalizzazione, di logistica, senza dimenticare gli aspetti finanziari: questi gli obiettivi dell’incontro, che hanno permesso al Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi di evidenziare l’importanza del lavoro compiuto dalla Magistratura.

Bilancio d’attività 2022 positivo per la Magistratura
Sono quasi 580 le persone attive in Magistratura, suddivisi in 83 magistrati a tempo pieno, 16 giudici supplenti del Tribunale d’Appello, 150 assessori-giurati, 76 giudici di pace e giudici di pace supplenti, oltre 250 funzionari giuristi e amministrativi, più gli apprendisti, stagiaires e gli alunni giudiziari. Il bilancio d’attività redatto dal Consiglio della Magistratura per il 2022 sottolinea come nel suo complesso la Magistratura cantonale inquirente e giudicante riesca a far fronte con successo ai suoi compiti in tempi ragionevoli e con buona qualità. Vi sono delle criticità, ha osservato Norman Gobbi, sulle quali il Dipartimento, d’intesa con le Magistrature interessate e il Consiglio della Magistratura, sta apportando dei correttivi per meglio rispondere ai bisogni della collettività.

Gli obiettivi finanziari del Governo
Dopo aver presentato l’evoluzione decennale dei costi e dei ricavi del Potere giudiziario, segnalando i potenziamenti intervenuti negli anni, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha presentato gli obiettivi finanziari posti dal Governo, al fine di contenere il disavanzo nel 2023 e nel 2024, per giungere poi a un pareggio dei conti dell’amministrazione cantonale nel 2025, come voluto in votazione popolare dalle cittadine e dai cittadini ticinesi. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha quindi annunciato la necessità di istituire un gruppo di lavoro, coordinato dalla Divisione della giustizia, focalizzato sulle tematiche finanziarie relative alla Magistratura, affinché anche il Potere giudiziario contribuisca nella sua specificità alle misure di contenimento del disavanzo.

La rivoluzione digitale
Ma l’appuntamento di ieri a Viganello ha pure permesso alla direttrice della Divisione della giustizia avv. Frida Andreotti e all’aggiunta alla direttrice, Monica Bucci di presentare in maniera dettagliata il progetto nazionale Justitia 4.0, volto alla digitalizzazione e alla trasformazione digitale della giustizia in ambito penale, civile e amministrativo, con oltre 3’000 addetti ai lavori coinvolti in Ticino. Una rivoluzione che cambierà in modo sostanziale il lavoro della Giustizia in Svizzera.

Infine sono stati evidenziati i principali progetti logistici a favore della Magistratura cantonale. Si va dalla ristrutturazione del Pretorio di Bellinzona, che diventerà sede della Pretura penale e della Corte di appello federale, alla ristrutturazione del Pretorio di Locarno, che accoglierà le Preture di Locarno e la Polizia cantonale, per giungere all’acquisto dello stabile EFG a Lugano, il cui messaggio è al vaglio della Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio, e ristrutturazione del Palazzo di Giustizia di Lugano, con relativo mantenimento dello stabile delle Preture in via Bossi, sempre a Lugano. All’interno di questo ambito vi è poi tutto il tema legato alla sicurezza da assicurare all’esercizio delle varie funzioni in ambito giudiziario, con i progetti in via di esecuzione.

L’incontro ha permesso di consolidare il dialogo tra il Potere esecutivo e quello giudiziario e constatare la necessità di questi momenti di scambio reciproco, nell’ottica di affrontare al meglio le tante sfide future – digitalizzazione in primis – che attendono la Giustizia del Canton Ticino. Si coglie infine l’occasione per segnalare che nella mattinata di sabato 13 maggio il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi incontrerà i giudici di pace e i giudici di pace supplenti, intervenendo alla loro assemblea annuale in programma a Cureglia.

Effettivi dell’esercito e della PCi: “Una sfida per la nostra sicurezza”

Effettivi dell’esercito e della PCi: “Una sfida per la nostra sicurezza”

Gobbi: “Il numero dei militi deve essere adeguato per assolvere i compiti”

“La presenza dell’esercito a sud delle Alpi rappresenta per il Ticino l’opportunità di avere sul proprio territorio una grande azienda. Anche per questo motivo come autorità politica cantonale è importante mantenere rapporti stretti e privilegiati con i vertici dell’esercito”. Questa affermazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi è avvalorata dai dati che dimostrano come in Ticino il nostro esercito dà occupazione diretta a circa 800 persone, con stipendi medio alti e crea un indotto economico significativo per parecchie altre nostre aziende. “Anche se – tiene subito a precisare il Direttore del Dipartimento delle istituzioni – il valore principale di questa presenza è sempre legato alla sicurezza. La conferma della consigliera federale Viola Amherd alla testa del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) è stata per il Ticino molto positiva. I rapporti sono buoni e la Amherd ha dimostrato nei quattro anni in cui ha diretto il DDPS di saper gestire le questioni legate all’armamento con avvedutezza e lungimiranza. Un solo esempio: la votazione sugli aerei da combattimento”, sottolinea Norman Gobbi.

Sempre più persone in questi ultimi due/tre anni hanno compreso meglio l’importanza dell’esercito. “Le crisi che abbiamo vissuto internamente – penso al coronavirus, all’Ucraina, alla siccità e alla, per ora, scongiurata crisi energetica – hanno visto l’esercito e la protezione civile in prima fila a sostegno della popolazione. La guerra in Ucraina ha evidenziato inoltre che anche alle nostre porte può configurarsi uno scenario di conflitto. Di più: può scoppiare un conflitto vero e proprio! Conviviamo con situazioni di “multicrisi”, ossia crisi o emergenze che si sovrappongono ed è per questo che sul fronte della sicurezza e della protezione della popolazione occorre essere attrezzati. La sfida che ci attende in questi anni è quella di poter dotare l’esercito su piano nazionale e la protezione civile su scala cantonale di un numero sufficiente di militi in grado di adempiere al meglio i compiti loro assegnati”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Ritengo che sul fronte dei rapporti Ticino/Esercito siamo riusciti a costruire dei ponti importanti. In questo solco si spiega, solo per fare un esempio, la fattiva collaborazione nell’ambito delle esercitazioni Odescalchi, che permettono di far collaborare enti di primo intervento, di sicurezza civile e militare, fianco a fianco e in unione con i corrispettivi partner italiani. L’arrivo alla testa della divisione territoriale 3 del prossimo divisionario ticinese Maurizio Dattrino è da salutare con particolare piacere, così come l’ottima collaborazione con l’uscente comandante Lucas Caduff. Ritengo che ci siano tutti i presupposti per un lavoro ancora più approfondito a favore della sicurezza e del benessere delle cittadine e dei cittadini ticinesi”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 7 maggio 2023 de Il Mattino

Nuovo Comune di Lema: la votazione consultiva si svolgerà il 26 novembre 2023

Nuovo Comune di Lema: la votazione consultiva si svolgerà il 26 novembre 2023

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il rapporto allestito dalla Commissione di studio per l’aggregazione dei comuni di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio in un unico Comune denominato “Lema”. Lo studio è stato preavvisato favorevolmente da tutti i legislativi ed esecutivi coinvolti. La votazione consultiva è fissata per domenica 26 novembre 2023.

Lo scorso 11 aprile 2023 la Commissione di studio per l’aggregazione dei comuni di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio ha trasmesso al Consiglio di Stato la propria proposta di Comune unico, denominato “Lema”, richiamando il noto monte di riferimento geografico per l’intero comprensorio. Il progetto è stato preavvisato favorevolmente dai cinque legislativi (le assemblee comunali di Astano e Miglieglia nonché i consigli comunali di Bedigliora, Curio e Novaggio), così come dai rispettivi esecutivi (la gerenza di Astano e i quattro municipi).  
I cinque comuni appartengono allo scenario “Malcantone Ovest” del Piano cantonale delle aggregazioni, che prevede la possibilità di aggregazioni a tappe successive all’interno del medesimo comparto, ragione per cui il progetto si inserisce con coerenza nella politica aggregativa cantonale e rappresenta, dopo la costituzione di Tresa, un ulteriore passo verso l’ipotesi di attuazione del precitato scenario.  
Lema, che conta una popolazione di circa 2’600 abitanti, verrà guidato nella prima legislatura da un Municipio di 7 membri e da un Consiglio comunale di 21 membri; in seguito farà stato il regolamento del nuovo Comune. Attraverso una serie di iniziative, il nuovo Comune si propone di rafforzare la qualità di vita residenziale, nell’asse della sostenibilità ambientale.  
Per favorire la nascita di Lema, il Consiglio di Stato ha confermato le misure di sostegno per un importo complessivo di 7,2 milioni di franchi così ripartiti:

  • 3,8 milioni a titolo di risanamento e consolidamento del bilancio iniziale
  • 1,0 milioni per il finanziamento di investimenti che favoriscano lo sviluppo del nuovo Comune
  • 0,4 milioni per le spese di riorganizzazione del nuovo Comune
  • 2,0 milioni quale aiuto agli investimenti ai sensi dell’art. 14 LPI per la realizzazione della casa comunale del nuovo Comune a Novaggio.   

Come auspicato dalla Commissione di studio, la votazione consultiva è stata fissata per domenica 26 novembre 2023. A seconda dell’esito del voto, le elezioni comunali di aprile 2024 potranno essere prorogate dal Consiglio di Stato nei comuni nei quali il voto sarà positivo, lasciando quindi in carica gli attuali organi.

Una nuova veste per il sito internet della Polizia cantonale

Una nuova veste per il sito internet della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Da oggi, 3 maggio 2023, il sito internet della Polizia cantonale si presenta totalmente rinnovato. La nuova veste grafica e la struttura ripensata in funzione delle necessità dell’utenza sono il risultato di un progetto portato avanti in collaborazione con la Segreteria generale del Dipartimento delle istituzioni e s’inseriscono nella linea indicata dall’Amministrazione cantonale.
È online il nuovo sito www.polizia.ti.ch, rinnovato dal punto di vista grafico e dei contenuti, con un’attenzione particolare alle necessità dell’utenza. Tra gli obiettivi della ristrutturazione vi è infatti il miglioramento dell’accesso alle informazioni e ai contatti. Questo intento si traduce anche sul piano grafico, con un aspetto generale più strutturato, coerente e intuitivo. 
Il nuovo sito internet della Polizia cantonale presenta alcune novità anche a livello strutturale. In particolare sono state create: una sezione professione, in cui si trovano tutte le informazioni legate al mestiere di agente di polizia, al percorso formativo e alla Scuola; e una sezione che unisce tutti i servizi online offerti all’utenza, in precedenza ripartiti in due settori. Sempre in una logica che punta all’accessibilità delle informazioni, anche l’indicazione dei contatti è stata ottimizzata.
Sul piano dei contenuti le pagine sono state interamente aggiornate. Il nuovo sito presenta ancora una descrizione di tutti i settori di attività, con una parte dedicata alla descrizione e alla prevenzione di fenomeni criminali, ma anche collegamenti diretti alle diverse pagine dei progetti di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni (Strade sicure, Acque sicure, Montagne sicure, Cyber sicuro) e a pagine interne dedicate a temi specifici (ad esempio la violenza domestica).