Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2022

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2022

Comunicato stampa

Sabato 11 maggio, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2022). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta nel suo discorso ha sottolineato il ruolo di responsabilità degli agenti di polizia quali punto di contatto fra lo Stato e la cittadinanza. Un rapporto che le neo e i neo agenti avranno il compito di mantenere e consolidare. Il Presidente del Governo ha proseguito evidenziando “che la sicurezza rappresenta anche un fattore di attrattiva di un Paese. Lo è per i suoi cittadini, che possono così godere di una qualità di vita elevata. Lo è per chi opera nel tessuto economico: dagli artigiani, passando per i piccoli e grandi imprenditori, alle aziende internazionali insediate sul nostro territorio. Lo è per chi viene a trascorrere le vacanze nella nostra regione e scoprirne le bellezze paesaggistiche e culturali. Ecco quindi che la sicurezza contribuisce a migliorare ulteriormente il benessere di tutta la collettività.

Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti ed espresso il proprio compiacimento in particolare per la presenza e l’intervento del presidente del Consiglio di Stato, che ha subito accettato l’invito di onorare la cerimonia, ha sottolineato la necessità di evolversi nella funzione di agenti di polizia, in modo da tenere il passo rispetto alla complessità e alla fragilità della nostra comunità. In particolare il Consigliere di Stato Gobbi ha rimarcato che “sempre più la gente ha perso la capacità di essere resiliente in momenti difficili. Qui sta la sfida per i Corpi di polizia: essere in questi momenti un punto di riferimento stabile e sicuro, in grado di rispondere anche a necessità primordiali e ormai date per scontate, come la sicurezza pubblica a 360 gradi. Le donne e gli uomini al servizio delle forze dell’ordine e delle istituzioni devono in ogni istante essere pronti a minacce e crisi anche inimmaginabili fino a qualche anno fa”.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “il vostro duro lavoro e la vostra dedizione vi hanno preparato a servire come parte integrante del nostro sistema giudiziario e della società. In qualità di membri delle forze di polizia, ricoprite un ruolo fondamentale nel mantenere la sicurezza e il benessere dei nostri cittadini. Vi esorto a essere orgogliosi della vostra posizione, pur essendo consapevoli della responsabilità e del dovere che ne derivano.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 59 neodiplomati e neodiplomate (41 della Polizia cantonale, 2 della Polizia cantonale Grigioni, 1 della Polizia città Bellinzona, 3 della Polizia città Lugano, 2 della Polizia città Mendrisio, 1 della Polizia città Locarno, 2 della Polizia comunale Ceresio Sud, 3 della Polizia comunale Chiasso, 1 della Polizia comunale Losone e 3 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

Acquisto ex Banca del Gottardo “Necessario e indispensabile”

Acquisto ex Banca del Gottardo “Necessario e indispensabile”

Norman Gobbi si esprime sul voto del 9 giugno a favore della Giustizia

Nei prossimi giorni le cittadine e i cittadini riceveranno il materiale di voto per la tornata del 9 giugno prossimo, quando saremo chiamati ad esprimerci sia su oggetti federali, sia su temi cantonali. Tra quest’ultimi figura in particolare il credito per l’acquisto (76 milioni di franchi) per l’ex Banca del Gottardo a Lugano, che affiancherà l’attuale Palazzo di giustizia. Nella struttura troveranno sede il Tribunale di appello, la Pretura civile, la nuova Pretura di protezione (oggi Autorità regionale di protezione), l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi e altre Autorità amministrative (esecuzione, fallimenti, registro fondiario, ecc.). “La Giustizia ticinese ha assolutamente bisogno di una nuova casa. È dal 2008 che si discute della ristrutturazione dell’attuale Palazzo di giustizia. Nel 2015 il Gran Consiglio ha approvato il principio di una seconda sede a Lugano. Una sede necessaria per permettere appunto la ristrutturazione dell’ormai inadeguato Palazzo di giustizia in via Pretorio/via Bossi. I vari potenziamenti negli ultimi vent’anni della magistratura richiedono inoltre nuovi spazi. Oggi il Cantone sta già pagando affitti a terzi; senza la seconda sede, per un lungo periodo (10-12 anni) tutti gli attuali inquilini del Palazzo di giustizia e del Palazzo di via Bossi durante l’indispensabile ristrutturazione dovranno trovare altri uffici sparsi per tutta la città e pagando fior di milioni. Non è una situazione degna per il terzo potere dello Stato!”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

C’è chi sostiene che si poteva trovare una sede che costasse meno. “Prima di tutto diciamo che il costo per l’edificio che si vuole acquistare è ritenuto corretto da una perizia esterna. Inoltre sono state valutate negli anni tutte le alternative, che però si sono rilevate o troppo costose o inadeguate. Sono entrate in linea di conto: lo stabile Mizar a Molino Nuovo, il comparto RSI a Lugano Besso, lo stabile Suglio a Manno, il nuovo Nuovo Quartiere Cornaredo (NQC), la Stazione FFS di Lugano, la SUPSI di Trevano (previo trasferimento a Mendrisio), lo stabile Sant’Anna (già BSI) e il Polo sportivo degli eventi a Cornaredo. Una lunga lista che fa ben capire come l’ex Banca del Gottardo sia un’opportunità e un’occasione irripetibili per risolvere realmente e per i prossimi 30/50 anni le esigenze logistiche della Giustizia a Lugano”, sottolinea Norman Gobbi.

C’è anche chi dice che a Lugano non si deve concentrare tutta la Giustizia. “Questa è una tesi falsa. La nuova cittadella della Giustizia di Lugano – quindi lo stabile ex Banca del Gottardo e l’attuale Palazzo di giustizia ristrutturato – accoglierà le autorità che per legge già oggi devono avere la loro sede a Lugano. Non facciamo nessun regalo a Lugano. Investiamo quanto è necessario e giusto investire anche a Lugano, dopo importanti investimenti a Bellinzona per la ristrutturazione del Pretorio (oltre 50 milioni) e a Locarno pure per la ristrutturazione del Pretorio (circa 40 milioni di franchi). Questi tre necessari investimenti hanno un comun denominatore: vengono effettuati per recuperare edifici già costruiti e ciò ha effetti positivi in termini ambientali e sociali. È una scelta politica lungimirante del Governo”, conclude Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 12 maggio 2024 de Il Mattino della domenica