Vallemaggia: revoca di evacuazione dalle 06:00 di sabato 13.07.2024

Vallemaggia: revoca di evacuazione dalle 06:00 di sabato 13.07.2024

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC), attivo per far fronte agli eventi accaduti in Vallemaggia, comunica che a partire dalle 06:00 di sabato 13.07.2024, in assenza di eventi particolari, sarà revocato l’ordine di evacuazione delle zone di pericolo comunicate ieri.

Si ricorda che, a dipendenza dell’evoluzione della situazione meteorologica e di possibili conseguenze idrogeologiche, anche durante la notte, non si escludono dei possibili blocchi stradali, come pure la chiusura, sia veicolare che pedonale, del ponte di Visletto.  

Consigli per una montagna sicura

Consigli per una montagna sicura

Nell’ambito del progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, è stata realizzata la nuova versione del libretto “Consigli per una montagna sicura.“.
Le persone interessate possono richiederlo scrivendo a di-montagnesicure@ti.ch oppure scaricarlo direttamente dal sito internet www.montagnesicure.ch

 

 

Ancora un’allerta meteo: come va interpretata?

Ancora un’allerta meteo: come va interpretata?

Lo abbiamo chiesto a Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni a margine della sua visita nell’Alta Vallemaggia. 
«Siamo in un Paese libero. Non si evacua con la forza». Parole pronunciate nella giornata di ieri, giovedì, da Norman Gobbi, direttore del Dipartimento del territorio. Il contesto era quello della situazione delicata che sta vivendo l’Alta Vallemaggia dopo la catastrofe di fine giugno. Sullo sfondo l’allerta meteo di grado 4 diramata per oggi, venerdì, da Meteo Svizzera.

Ancora un allarme da parte di Meteo Svizzera. Come vanno interpretate queste allerte da parte dei cittadini?
«Le autorità sono costantemente confrontate con Meteo Svizzera nell’ambito della gestione delle situazioni di pericolo. Le allerte servono a informare preventivamente la popolazione. Alcuni allarmi arrivano poche ore prima dell’evento meteorologico. Ognuno di noi poi deve pensare alla propria sicurezza. Ed è un elemento fondamentale in un Paese come il nostro».

Responsabilità individuale al primo posto dunque?
«Sì. Ognuno di noi ad esempio dovrebbe garantirsi un minimo di scorte a casa. Di acqua, di alimentari, delle pile per fare funzionare gli apparecchi elettrici. Proprio nell’ottica di fare parte di un sistema resistente. La Svizzera resiste se ogni cittadino e se ogni nucleo famigliare sono resistenti ai rispettivi livelli».

Il termine allerta però sta diventando un po’ inflazionato. Non teme un effetto contrario?
«Un po’ come nella favola del ragazzo che gridava “al lupo, al lupo”? La preoccupazione può essere anche questa. Purtroppo ci rendiamo conto che il Ticino è confrontato regolarmente con eventi meteorologici localmente anche importanti. E quindi è anche difficile per Meteo Svizzera definire quale area effettivamente sarà toccata più di altre. Questo dato di fatto deve chiamare tutti noi a una certa attenzione. Siamo chiamati in prima persona a doverci informare».

Meglio lanciare l’allarme per niente, piuttosto che non lanciarlo del tutto?
«È l’autorità federale, attraverso l’Ufficio federale di meteorologia, a definire quando devono essere diramati questi allarmi. Sta a loro farlo. Così come lo fa anche l’autorità cantonale quando avvengono altri tipi di disastri. Pensate ad esempio a incendi in zone industriali che causano emissioni potenzialmente nocive».

Da Tio.ch
(Immagine: Davide Giordano/TIO)
Maltempo in Vallemaggia, Chiesa: “monitoriamo costantemente la situazione”

Maltempo in Vallemaggia, Chiesa: “monitoriamo costantemente la situazione”

A seguito dell’allerta maltempo emessa da MeteoSvizzera, lo Stato maggiore regionale di condotta aveva previsto, per questa mattina, un’evacuazione per alcune località dalla Val Lavizzara e della Valle Bavona. “Le persone sono state contattate, nessuno ha necessitato il nostro aiuto”, ha spiegato Federico Chiesa, del Dipartimento delle Istituzioni.

Per la giornata di oggi MeteoSvizzera ha diramato un’allerta per forti temporali di grado 4. Oltre a questo ieri la Polizia cantonale ha invitato la popolazione a prestare particolare attenzione alla situazione idro-geologica. Una situazione che ha spinto lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (Smrc) a disporre l’evacuazione degli abitanti della Val Lavizzara e della Val Bavona, le zone più colpite della Vallemaggia dal nubifragio registrato la notte tra il 29 e il 30 giugno. “Grazie al supporto delle autorità locali siamo riusciti a contattare tutte le persone che risiedono in queste zone di pericolo”, ha spiegato a Ticinonews Federico Chiesa, capoufficio della Sezione del militare e della protezione della popolazione del Canton Ticino. “In Val Lavizzara nessuno si trovava all’interno delle proprie abitazioni, così abbiamo detto loro di non recarsi nelle aree a rischio. Lo stesso è stato fatto per chi abita in Val Bavona”.

“Nessuno ha chiesto di essere evacuato”
Delle persone presenti in Val Lavizzara e Val Bavona, ha continuato Chiesa, “nessuno ha chiesto di essere evacuato, significa che si sono organizzati privatamente trovando alloggi alternativi”.

“Situazione costantemente monitorata”
Le autorità Cantonali sono in costante contatto con MeteoSvizzera, così da avere “un aggiornamento sulla situazione d’allerta meteorologica prevista fino alla tarda serata di quest’oggi”. Per ora “è quindi prematuro dire alla popolazione quando potrà rientrare al proprio domicilio”. In Vallemaggia sono anche presenti alcuni militi della Protezione civile “che monitorano la situazione in loco, in particolare per quanto riguarda i due riali considerati potenzialmente pericolosi. Se dovessero osservare un importante aumento del flusso verrà ordinato il blocco dei passaggi”. Mentre per il ponte di Visletto, se la situazione dovesse peggiorare, le autorità “si riservano la possibilità di bloccare il traffico veicolare sulla struttura e, in caso estremo, anche quello pedonale”.

 Da www.ticinonews.ch
Militari all’opera per il ponte provvisorio di Visletto

Militari all’opera per il ponte provvisorio di Visletto

Trentacinque soldati impegnati nei lavori preparatori per la posa del manufatto sul fiume Maggia
L’opera lunga 60 metri è pensata per durare fino a due anni

Sono 35 i militari in ferma continua, specializzati nell’utilizzo di mezzi da cantiere, che si aggiungono ai lavoratori delle imprese civili che stanno eseguendo i lavori preparatori per la posa del ponte di 60 metri a Visletto in Vallemaggia. Un manufatto provvisorio che si stima dovrà durare fino a due anni, in sostituzione del ponte, poco prima di Cevio, distrutto dalla piena della Maggia.
A spiegare sul posto alcuni aspetti del cantiere è il colonnello Sébastien Neuhaus, comandante del battaglione di intervento: “Il problema – dice – è che non c’era una strada, era una semplice riva. Da lunedì abbiamo dovuto costruire la strada per accedere al futuro ponte e anche costruire l’altra strada per accedere dall’altra parte del ponte”.
L’esercito è presente dove c’è bisogno, dice da parte sua il comandante della Divisione territoriale 3 Maurizio Dattrino: “Immediatamente, già domenica, quando è partito l’allarme avevamo subito i mezzi delle forze aere in volo e già il pomeriggio avevamo un distaccamento presente sul posto per valutare la fattibilità della costruzione del ponte”.
Anche il Cantone, questo giovedì, ha fatto il punto della situazione. Nei prossimi mesi si tratterà di ricevere le richieste per ristabilire le vie di comunicazione e altre opere di competenza cantonale. “In questo momento è ancora difficile definire quali saranno le opere da realizzare – dice il direttore del Dipartimento Istituzioni Norman Gobbi -. Finora abbiamo un credito che permette di coprire gli interventi di urgenza, come l’approvvigionamento e l’evacuazione nelle prime ore. Bisognerà calcolare nel futuro quali sono tutte le opere necessarie, dall’approvvigionamento idrico allo smaltimento delle acque, al ripristino delle strade. Abbiamo già dei crediti quadro, ma andrà definita l’ulteriore necessità”.

In Vallemaggia si lavora senza sosta, con un occhio al cielo. Quel cielo che venerdì tornerà imporrà uno stop forzato.

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2201033

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Militari-all%E2%80%99opera-per-il-ponte-provvisorio-di-Visletto–2201036.html

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https://www.ticinonews.ch/ticino/allerta-meteo-scattano-le-evacuazioni-nelle-zone-colpite-dallalluvione-397538

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 11 luglio 2024 del TG di Teleticino