Settore esecuzioni e fallimenti, verso una revisione di legge

Settore esecuzioni e fallimenti, verso una revisione di legge

Anche se già oggi il settore è fortemente digitalizzato, tanto che circa l’80% delle esecuzioni è effettuato per via elettronica, il governo intende spingersi oltre, si legge in una nota. Il progetto è stato accolto favorevolmente in consultazione.
È con l’obiettivo di ammodernare il settore delle esecuzioni, facendo capo alla digitalizzazione e puntando anche su una maggiore protezione dei creditori, che il Consiglio federale ha trasmesso oggi al parlamento un messaggio relativo a una modifica della legge in materia. Anche se già oggi il settore è fortemente digitalizzato, tanto che circa l’80% delle esecuzioni è effettuato per via elettronica, il governo intende spingersi oltre, si legge in una nota. Il progetto è stato accolto favorevolmente in consultazione. Prevede l’introduzione dell’obbligo per gli uffici delle esecuzioni di indicare sull’estratto del registro se la persona è iscritta o meno fra gli abitanti del luogo. L’indicazione che il debitore non vi figura mette in guardia il creditore e permette di contrastare gli abusi, secondo l’esecutivo. Per ottenere tale informazione gli uffici d’esecuzione dovranno accedere ai dati necessari nei registri degli abitanti. Questo provvedimento è importante, perché non è ancora chiaro se in futuro sarà allestito un estratto nazionale del registro delle esecuzioni che permette uno scambio di dati sulle esecuzioni su scala nazionale, puntualizza il governo.

Disciplinamento della notificazione
Il Consiglio federale propone inoltre un nuovo disciplinamento della notificazione elettronica degli atti esecutivi. Oggi le incertezze sussistono soprattutto per quanto riguarda gli attestati di carenza di beni elettronici. Nella pratica quindi la maggior parte degli atti è rilasciata in forma cartacea, il che genera inutili costi per tutte le persone coinvolte. In futuro gli atti, gli avvisi e le decisioni saranno quindi rilasciati in forma elettronica, soprattutto nel caso in cui la persona in questione ha trasmesso gli atti per via elettronica senza chiedere esplicitamente il rilascio di atti cartacei. In risposta a una richiesta formulata in sede di consultazione, il Consiglio federale propone inoltre la possibilità di ammettere la notificazione elettronica dei precetti esecutivi a condizione che il debitore vi acconsenta e che via sia stato un primo tentativo di notificazione infruttuoso. Il diritto vigente non prevede esplicitamente l’incanto di beni mobili tramite piattaforme online, il che genera spesso incertezza del diritto nella prassi. Per questo motivo, il Consiglio federale intende inserirlo nella legge. Propone anche altre modifiche tra cui la creazione di una base legale per definire i requisiti relativi alle domande d’esecuzione, la precisazione del disciplinamento dell’esecuzione del sequestro d’arresto e la limitazione a 100’000 franchi del pagamento in contanti all’ufficio d’esecuzione per rafforzare la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Sì a proposta CAG-N, ma consultazione
Sempre nella seduta odierna, l’esecutivo ha approvato una proposta di modifica della legge sulla esecuzione e sul fallimento della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N), auspica però che si tenga una consultazione in merito. La proposta prevede che un’esecuzione non sia comunicata a terzi nei casi in cui il creditore ha sì avviato una procedura volta a eliminare l’opposizione, ma la sua istanza non è stata accolta e tale esito è definitivo. Tuttavia il rifiuto da parte dell’ufficio d’esecuzione di dare informazioni non avviene in modo automatico, bensì su domanda dell’escusso. Nella legge si dovrebbe inoltre precisare che il debitore può presentare una tale domanda durante l’intera durata del diritto di consultazione e non solo entro il termine di un anno. Le proposte, si legge in una nota del governo, mirano a esprimere in modo chiaro la volontà iniziale del legislatore e proteggere in modo più efficace il debitore dalle esecuzioni ingiustificate.

https://www.ticinonews.ch/svizzera/settore-esecuzioni-e-fallimenti-verso-una-revisione-di-legge-398943

Anche in Ticino l’infermiere forense

Anche in Ticino l’infermiere forense

Nuova offerta formativa. Si parte a novembre

Una nuova formazione continua, organizzata dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana d’intesa con l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel campo dell’infermieristica forense. Prenderà il via il prossimo novembre. Lo fa sapere il Dipartimento istituzioni, ricordando che questa offerta formativa, già presente in altri cantoni, si rivolge in particolare al personale infermieristico che vuole “rafforzare le proprie conoscenze in ambito forense”. Le iscrizioni sono aperte fino al 25 ottobre.

Strumenti e metodologie
La figura dell’infermiere con formazione forense integra le scienze forensi con quelle infermieristiche. Lo scopo del Certificate of advanced studies (Cas) in infermieristica forense, che inizierà il 26 novembre, è di “permettere ai partecipanti di acquisire le competenze per approcciare, valutare e interagire in maniera efficace e adeguata con le persone colpite da violenza, segnatamente da trauma fisico, psicologico o sociale”, spiega il Dipartimento in una nota.
Si tratta di “una funzione che necessita di standard minimi nella repertazione di campioni utili per l’analisi forense e la denuncia di reati, ma anche di strumenti e metodologie adeguate volte alla tutela della persona interessata come pure alla gestione e al trattamento di quanto viene rilevato ai fini della raccolta delle prove”.

Anche per lottare contro la violenza domestica
Una funzione, si sottolinea nel comunicato, “essenziale anche per lottare contro il fenomeno della violenza domestica, il cui coordinamento istituzionale è di competenza del Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia, che si inserisce coerentemente con le valutazioni in corso a livello federale volte a migliorare la presa a carico e la protezione delle vittime di un reato, altresì dal profilo dell’elaborazione di una documentazione ammissibile dinanzi alle autorità giudiziarie”.

Collaborazione tra Supsi, Divisione giustizia e Istituto di medicina legale
La nuova offerta formativa è frutto della “prof icua” collaborazione instauratasi tra la Supsi – “e per essa in particolare con il Centro competenze psicologia applicata, che già da anni opera nel settore legale (psicologia del traffico) oltre che nell’ambito della formazione e della ricerca” –, la Divisione della giustizia e l’Istituto di medicina legale. Insomma, “un nuovo quanto importante percorso formativo in Ticino, reso possibile dalla presenza della dottoressa Rosa Maria Martinez, medico legale Fmh e direttrice dell’Istituto di medicina legale, che ha già avuto modo di assicurare nel Canton Zurigo la formazione nel campo forense destinata al personale infermieristico”. Il Dipartimento istituzioni esprime “grande soddisfazione” per la prima edizione di questa formazione in Ticino, derivante dalla cooperazione fra l’Istituto di medicina legale e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana con il Centro competenze psicologia applicata. Si inaugura dunque un percorso formativo che, evidenzia il Dipartimento, “contribuirà all’obiettivo generale di rafforzamento del settore della medicina legale del Canton Ticino: un obiettivo che, grazie all’entrata in funzione nel gennaio di quest’anno del primo istituto ticinese di medicina legale, va infine a beneficio sia delle autorità interessate, su tutte il Ministero pubblico e la polizia, sia della cittadinanza e delle persone direttamente toccate, vista la componente umana che caratterizza il mondo della medicina legale”.

Le iscrizioni come detto sono aperte sino al prossimo 25 ottobre. Ulteriori informazioni sono reperibili al link: www.supsi.ch/it/cas-infermieristica-forense.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 14 agosto 2024 de La Regione

(nella foto la dottoressa Rosa Maria Martinez)