Polizia cantonale: porte aperte – Lodrino, sabato 5 ottobre 2024

Polizia cantonale: porte aperte – Lodrino, sabato 5 ottobre 2024


Per la gente e tra la gente”. Potrebbe essere questo il motto delle Porte aperte 2024 della Polizia cantonale, giunte alla terza edizione e che si svolgeranno per la seconda volta sul sedime dell’aerodromo di Lodrino. Giorno e notte siamo sul terreno per garantire la miglior sicurezza possibile alla popolazione del Ticino e saremo onorati di accogliervi nuovamente, dopo cinque anni, in questo giorno di festa e convivialità. Giornata che ci permette di illustrare le numerose e variegate attività che contraddistinguono il nostro agire quotidiano. In questo modo avrete l’occasione di essere in prima fila per conoscere i molteplici impieghi dei nostri servizi e comprendere che la nostra missione include anche tante opportunità. Questo grazie a interessanti e spettacolari dimostrazioni, cantieri statici e interattivi. (…)


col Matteo Cocchi, Comandante della Polizia cantonale

Programma
09.00 Inizio della manifestazione
10.30 Dimostrazione del Reparto interventi speciali e del Mantenimento d’ordine
11.00 Apertura zona ristoro
13.30 Saluto delle Autorità
14.00 Ripetizione della dimostrazione del Reparto interventi speciali e del Mantenimento d’ordine
17.00 Chiusura della manifestazione

Attività
Sezione formazione
In questo stand sarà possibile compiere il percorso, dal primo all’ultimo giorno, della formazione di polizia. Sarà possibile mettersi alla prova in varie attività e percorsi o indossare alcuni dei materiali in dotazione. Inoltre, per chiunque sia interessato ad avere maggiori dettagli, saranno a disposizione giovani agenti in formazione pronti a rispondere alle diverse domande.
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Gendarmeria
Vi saranno diversi cantieri interattivi ed espositivi inerenti le attività della Gendarmeria. Sarà l’occasione di avvicinarsi alla realtà operativa degli interventi con cui ogni giorno gli e le agenti sono confrontati. Inoltre sarà possibile toccare con mano i mezzi e gli equipaggiamenti utilizzati. Ulteriori spazi espositivi e interattivi saranno rivolti alla collaborazione con la cittadinanza e al tema della circolazione stradale. Una giornata per immergersi nella quotidianità della Polizia cantonale per un Ticino più sicuro e accogliente!
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Polizia giudiziaria
Le diverse sezioni specialistiche presenteranno a bambini/e, ragazzi/e e adulti la loro attività attraverso dimostrazioni, percorsi didattici e varie attività. Stand informativi permetteranno di conoscere più da vicino il mondo degli e delle inquirenti della Polizia cantonale.
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Scientifica
Una realtà sempre affascinante, resa famosa da diversi film e serie tv, che grazie agli spazi espositivi allestiti potrà essere accessibile a ognuno. Vi sarà la possibilità anche di porre domande, capire qual è il percorso formativo per accedervi e scoprire molto altro.
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Servizio tecnico – posto comando mobile
In questi spazi sarà possibile conoscere diverso materiale tecnico e visitare il Posto comando mobile della Polizia cantonale: un mezzo attrezzato appositamente per poter gestire le emergenze sul posto di eventi gravi, in modo da coordinare al meglio tutte le operazioni.
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Sezione dimostrazioni
In questo settore vi sarà la possibilità di assistere a dimostrazioni spettacolari da parte del Reparto interventi speciali (RIS) e nel contesto del servizio di Mantenimento dell’ordine (MO). Inoltre si potranno vedere come vengono allestiti e gestiti i posti di blocco, per esempio a seguito di una rapina o di un grave delitto.
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Zona intrattenimento
Nel corso della manifestazione saranno attive diverse zone dedicate all’intrattenimento di bambini/e e ragazzi/e fino ai 15 anni. Ma anche gli adulti potranno a loro volta partecipare a diverse sfide itineranti e divertenti.
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Ospiti
: Esercito e Guardia Svizzera Pontificia
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Scarica il programma

Pagina internet

In caso di maltempo la manifestazione sarà annullata. Informazioni al numero telefonico 1600 dopo il 02.10.2024.
Diversi posteggi gratuiti segnalati sul posto.

Aggregazioni: “un’opportunità da cogliere per tutta la regione”

Aggregazioni: “un’opportunità da cogliere per tutta la regione”

Sono 9 i comuni del Locarnese che nei prossimi mesi prenderanno parte a una serie di incontri in vista di una possibile aggregazione, per la quale il Dipartimento delle istituzioni ha identificato due possibili scenari. A Ticinonews ne abbiamo parlato con il suo direttore Norman Gobbi.

Un primo scenario definito “Urbano” – che potrebbe riguardare Losone, Locarno, Orselina, Brione sopra Minusio e Minusio -, e un secondo scenario, definito invece “Piano”, che includerebbe Gordola, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra e Tenero-Contra. Sono queste le due opzioni per possibili aggregazioni comunali nel Locarnese, identificate dalla Sezione degli enti locali a seguito delle visite effettuate negli scorsi mesi presso i relativi Municipi dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. Opzioni che ora verranno dapprima illustrate ai Comuni durante due serate informative che saranno organizzate entro la prima metà del mese di novembre e che daranno formalmente il via a una fase di pre-studio aggregativo. Decisione negativa che è già stata presa dagli esecutivi di Muralto e di Verzasca, i quali hanno espresso perplessità riguardo a eventuali scenari aggregativi che coinvolgano i rispettivi territori nel prossimo futuro e si sono quindi, almeno per ora, chiamati fuori.

Gobbi: “Il Locarnese rischia di scendere dal podio dei poli cantonali”
Questo dunque è lo stato dei lavori e la visione del Cantone, ma per approfondire ulteriormente la questione e per capire perché si è optato per due scenari abbiamo intervistato il direttore del DI Norman Gobbi. “Questi scenari derivano dalle discussioni con i singoli Municipi. Uno è più urbano e l’altro è incentrato maggiormente sul Piano ed entrambi rispondono alle caratteristiche dei due comparti. Uno misto campagna-collina e l’altro invece lago-città-collina“, ci spiega Gobbi, il quale ha proseguito precisando che si tratta di “due scenari disgiunti: per la parte del Piano c’è la questione che Locarno ha la maggior parte del suo territorio proprio in quella zona. Quindi ci sarà anche questo elemento da discutere, che è comunque vincolato a quanto avverrà nel comparto urbano“. Per il direttore del DI è anche essenziale far capire che se il Locarnese non affronta questo tipo di discussione – che non deve per forza essere legato all’aggregazione, ma che deve comunque sempre essere promossa dal basso –, “allora dobbiamo anche ragionare sul fatto che questa regione rischia di scendere dal podio dei poli cantonali“. Il Mendrisiotto, in particolare Mendrisio, “sta infatti avendo una buona crescita, quindi credo che il Locarnese voglia affrontare questa sfida in maniera diversa rispetto a quando fatto in passato. Bellinzona è un buon esempio di aggregazioni: quando funzionano i comparti urbani è perché partono da una volontà dei Comuni”.

 
Una resistenza maggiore
Quelle di Bellinzona e Mendrisio, come detto, sono due aggregazioni andate a buon fine. Nel Locarnese è innegabile che ci siano maggiori resistenze. Da cosa è dovuto? “Penso che ci sia un fattore legato alla storicità. Sentiamo spesso dire che alla popolazione le cose stanno bene così. In questi Comuni c’è infatti un’elevata qualità di vita, che siano sul lago, in collina o sul Piano. E questa elevata qualità di vita può portare a pensare che vada tutto bene, quando in realtà il Locarnese ha la necessità di una maggiore condivisione di progetti strategici che permettano di tenere il passo e mantenere un polo in cui la qualità di vita è elevata come lo è oggi, ma che possa anche guardare al futuro per un interesse non solo regionale, ma anche cantonale”. Il progetto coinvolge 9 Comuni, ma è privo di altri della regione come Muralto e Verzasca. Come mai? “Sono i Comuni che hanno detto un chiaro no alle aggregazioni. Il Cantone non vuole obbligare nessuno a partecipare. Sono stati esclusi per quello, anche perché Verzasca ne ha già vissuta una. Quindi è giusto dargli il tempo di consolidarsi”. Ma qual è l’obiettivo a livello di tempistiche? “Devono darsi i loro tempi, c’è bisogno di un po’ di iniezione d fiducia, che intendiamo portare tramite i workshop. I tempi verranno da loro discussi, perché noi non vogliamo imporre niente, ma far crescere questo tipo di progetti”, ha concluso Gobbi.