‘Piccaluga incarna il prototipo del vero leghista’

‘Piccaluga incarna il prototipo del vero leghista’

Il coordinatore ad interim della Lega commenta in retrospettiva il suo anno al timone di via Monte Boglia e i motivi della scelta del suo successore

All’assemblea convocata per domenica a passare le consegne al coordinatore designato della Lega dei ticinesi, il deputato Daniele Piccaluga, sarà il coordinatore ad interim uscente, Norman Gobbi. Un interim durato un anno e mezzo, fatto andare in parallelo alla sua carica di direttore del Dipartimento istituzioni, ma che a colloquio con ‘laRegione’ appena comunicata la decisione di proporre Piccaluga, rivendica: «Non è stato un anno facile per molti motivi, ma era importante dare una stabilizzazione al nostro movimento perché ne avevamo davvero bisogno. Sia per nostri motivi interni, sia per consegnare a chi sarebbe venuto dopo di me una struttura pronta ad andare avanti facendo dell’ascolto e dell’unione delle nostre varie anime una bandiera.

‘Il suo lato conviviale lo aiuterà tanto’
Sarà Piccaluga, quindi. Come si è arrivati a questa proposta? «Piccaluga incarna il prototipo del leghista e del ticinese. È stato un grande sportivo, ama il mondo delle guggen, ama il contatto con la gente… è empatico, simpatico, talvolta rustico in senso buono, e porta quel sorriso in politica di cui ogni tanto c’è davvero bisogno. Oltre alle competenze professionali e tecniche che possiede – continua Gobbi –, il suo lato conviviale e proprio da vero leghista lo aiuterà tanto. Era quel lato conviviale e ironico che contraddistingueva il Nano, ed è bello che questa caratteristica sia portata avanti». Parlando di competenze, la principale che Gobbi ascrive a Piccaluga è «il saper ascoltare, che è una cosa sempre più importante in politica. Oggi l’ascolto, il capire i problemi della gente, delle persone comuni che tengono unito questo Paese sono fondamentali. Poi non sempre si riesce a fare tutto, ma la politica deve essere l’immagine dell’ascolto dei problemi della gente, che ha bisogno di essere ascoltata. E Piccaluga ne è sicuramente capace».

‘Chi resta arroccato sulle sue posizioni non ottiene nulla’
Dentro e fuori il parlamento? Ne avrà da combattere con presidenti e capigruppo, magari più esperti… «Occorrerà parlarsi, oltreché ascoltarsi – chiosa Gobbi –. Certo… pensare che se ognuno resta con la propria bandierina arroccato sulle proprie posizioni si smuova qualcosa è illusorio. Ognuno porta i suoi ingredienti, ma il piatto deve essere cucinato insieme».
Insomma, ora la Lega avrà a tutti gli effetti un coordinatore e si è data un minimo di struttura. Se si continuerà anche con dei vicecoordinatori lo deciderà l’assemblea di domenica, ma «ognuno con le proprie competenze, chi sulla giustizia, chi sulla sanità, chi sulle finanze contribuirà e aiuterà».

Adesso anche la Lega è diventata un partito che farà il comitato cantonale il giovedì sera? «No», risponde Gobbi prima di una fragorosa e sincera risata. Si vedrà.

Da www.laregione.ch

Premio della Fondazione Nizzola al Politecnico federale di Zurigo: un tributo all’eccellenza ticinese in ambito ingegneristico  

Premio della Fondazione Nizzola al Politecnico federale di Zurigo: un tributo all’eccellenza ticinese in ambito ingegneristico  

Il prestigioso riconoscimento, che contempla altresì una borsa di studio per gli studi Master (Nizzola Excellence in Scholarship), è stato conferito ieri per il secondo anno dal Consiglio di Fondazione accolto a Zurigo dal rettore dell’Ateneo, Günther Dissertori. All’unanimità è stato premiato Nathan Soldati, che ha conseguito un bachelor in tecnologie dell’informazione e ingegneria elettrotecnica con note altamente lodevoli.

La borsa di studio – del valore di 10mila franchi – per il Master presso il Dipartimento delle tecnologie dell’informazione e dell’ingegneria elettronica (Department of Information Technology and Electrical Engineering D-ITET) presso il Politecnico federale è stata consegnata dalla Vice-Presidente della Fondazione Anna Nizzola durante la cerimonia tenutasi ieri a Zurigo sulla base delle valutazioni del Consiglio di Fondazione che ha potuto scegliere tra le migliori candidature ricevute dai coordinatori degli studi dipartimentali del politecnico.

La scelta è stata basata su una valutazione attenta delle candidature ricevute, corredate da lettere di raccomandazione e risultati accademici eccellenti. Nathan Soldati proseguirà gli studi con una tesi innovativa dal titolo: “Exploring the Learning of Cellular Automata Transition Rules with Transformers”, volta a studiare l’uso di trasformatori per apprendere modelli matematici di sistemi complessi.

La Fondazione Nizzola, presieduta dal Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi promuove dal 2021 l’eccellenza degli studenti ticinesi nei master tecnici del Politecnico di Zurigo, del Politecnico di Losanna (EPFL) e delle SUP svizzere. I criteri di valutazione includono originalità scientifica, sostenibilità, impatto socio-economico e innovazione.

Nel 2025 la Fondazione compirà altri due passi importanti nell’intento di riconoscere l’eccellenza degli studenti ticinesi nell’ambito delle discipline tecnico-ingegneristiche: oltre alla borsa di studio conferita al politecnico federale di Zurigo (ETHZ) si aggiungerà un riconoscimento analogo per gli studenti ticinesi iscritti al politecnico federale di Losanna (EPFL). Inoltre l’attribuzione dei premi alle scuole universitarie professionali sarà estesa a tutti gli studenti ticinesi che frequentano una delle differenti SUP presenti a livello nazionale.

La Fondazione, nata dalla fusione delle due storiche Fondazioni dell’ing. Agostino Nizzola, dal 1930 incentiva l’eccellenza degli studenti ticinesi in ambito ingegneristico, con l’obiettivo di promuovere i futuri quadri del settore secondario e terziario ticinese e di individuare – tramite i lavori di diploma degli studenti premiati – nuove opportunità imprenditoriali e di sviluppo atte a promuovere la crescita economica del nostro Cantone. 

Per maggiori informazioni: www.fondazione-nizzola.ch

 

Un 2024 intenso per il registro di commercio – Aperto il concorso per un/a capo ufficio

Un 2024 intenso per il registro di commercio – Aperto il concorso per un/a capo ufficio

Il Dipartimento delle istituzioni e per esso la Divisione della giustizia sono alla ricerca di un/una nuovo/a capo ufficio per l’Ufficio del registro di commercio.
Nel contempo tracciano un bilancio dell’intensa attività svolta nel corso del 2024 dal settore, che garantisce affidabilità a tutto il tessuto economico cantonale.

La Svizzera vanta un sistema economico aperto e dinamico, fondato sulla fiducia e sulla stabilità del quadro giuridico. In questo contesto, il registro di commercio gioca un ruolo cruciale nel garantire la solidità del sistema, offrendo un contributo determinante in termini di trasparenza, sicurezza giuridica e regolamentazione delle attività economiche nel nostro Cantone.

Nel 2024, l’Ufficio del registro di commercio ha gestito 23’551 pratiche, confermando un volume operativo in linea con gli anni precedenti.
“Al termine del 2024 – osserva il capo Sezione dei registri, avv. Simone Albisetti –  il registro di commercio del Cantone Ticino annoverava 42’647 enti giuridici, registrando un incremento di 605 unità rispetto all’anno precedente.
La cifra totale di 42’647 unità posiziona il Cantone al sesto posto a livello federale, dietro Zurigo, Berna, Vaud, Ginevra e Argovia, ma davanti a San Gallo e Zugo. Tra gli enti giuridici iscritti in Ticino si contano attualmente 16’536 società anonime, 15’101 società a garanzia limitata e 7’306 ditte individuali”.
Durante il 2024, l’Ufficio del registro di commercio ha gestito complessivamente 23’551 pratiche. 16’729 erano relative a richieste di iscrizione, di cui 2’331 per nuovi enti giuridici. Le nuove società anonime registrate sono state 437, mentre le società a garanzia limitata hanno raggiunto quota 968, confermando la predilezione per questa forma giuridica.

L’attività dell’Ufficio non si limita all’evasione delle richieste di iscrizione, ma include un ventaglio di procedure d’ufficio volte a garantire la correttezza e l’affidabilità dei dati registrati. Questi controlli rafforzano la fiducia degli investitori, dei creditori e dei consumatori. Nel corso del 2024, sono state avviate 815 procedure d’iscrizione d’ufficio, la maggior parte delle quali (563 casi) ha riguardato lacune negli organi societari o nel domicilio legale.
L’impatto economico delle attività dell’Ufficio è significativo per le finanze cantonali: nel 2024, gli emolumenti incassati hanno infatti raggiunto 2’688’440 franchi.

L’Ufficio del registro di commercio del Canton Ticino è attualmente alla ricerca di un/a nuovo/a capoufficio. Il candidato ideale sarà in grado di guidare efficacemente un team giovane e motivato, contribuendo allo sviluppo dei futuri progetti di digitalizzazione del settore. Questa posizione rappresenta un’opportunità unica per affermarsi nel campo del diritto societario e offrire un servizio di qualità ai cittadini e al tessuto economico del Cantone.

Maggiori informazioni sul concorso si possono ottenere sul sito internet dell’Amministrazione cantonale 

Aggregazioni nel Locarnese: accelera lo scenario «Urbano»

Aggregazioni nel Locarnese: accelera lo scenario «Urbano»

I Comuni hanno ancora poche ore per far sapere agli Enti locali l’eventuale «visione» a cui intendono aderire Quella denominata «Piano», con al centro Gordola, sta perdendo trazione: «Ma c’è ancora tempo, tutto può cambiare in fretta»

La sabbia nella clessidra scorre inesorabile. Mancano ancora poche ore e, alla fine del mese, si saprà il destino del grande cantiere delle aggregazioni a Locarno e dintorni. Molti Comuni che avevano partecipato alle due serate introduttive dov’erano mostrati i futuribili comparti hanno già risposto. Una visione, tuttavia, sta prendendo velocità verso il traguardo: quella intitolata «Urbano» (la Città con Losone, Orselina, Minusio e Brione) mentre perde trazione quella denominata «Piano» (Gordola, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra e Tenero-Contra). «Ma c’è ancora tempo, tutto può cambiare in fretta», afferma al Corriere del Ticino Marzio Della Santa, capo della Sezione degli Enti locali del Dipartimento delle istituzioni.

Una strada ancora lunga
Certo, anche a quel punto i giochi non saranno fatti. La strada sarà ancora lunga. Ma la decisione formale – una risoluzione municipale in sostanza, nella quale si esprime un eventuale interesse nel partecipare allo studio di opportunità o, in alternativa, rifiutare di percorrere questa strada – perlomeno sarà data. «Se tutto andrà bene, si cercherà di capire se ci siano le premesse strutturali sui vari piani (comunitario, democratico, politico, di servizi…) per poter costituire un comune funzionale».

A un certo punto, Terre di Pedemonte (fra l’altro «frutto» degli ex Tegna, Verscio e Cavigliano) sembrava un potenziale interessato ad aggiungersi alla Città, invitato dal «vicino» sulla sponda destra della Maggia, anche se l’idea nel frattempo è… naufragata: si torna così alla versione originale della ricetta. Stesso discorso per Cadenazzo e Gambarogno: i due confinanti ventilavano una fusione con l’altro scenario, sulla Piana, salvo poi ritirarsi.

Lavertezzo e la «Regina»
In ballo potrebbe ancora esserci un certo avvicinamento di entrambi a Sant’Antonino. Cosa che comporterebbe il loro cambio di distretto, un evento unico sotto il profilo politico. E poi c’è Lavertezzo. All’indomani delle elezioni di aprile, il Municipio era passato da una compagine che aveva avviato un matrimonio con la «Regina del Verbano» a una lista dalle idee opposte.

Serve un polo forte
«Ma il progetto è ancora in corso e questo scenario aggregativo con Locarno resta valido», ribadisce il nostro interlocutore. «Soltanto una volta sciolto il progetto, potrà cambiare strada e unirsi con Gordola. Il discorso è ancora possibile, insomma. Lo scopriremo a tempo debito». Certo è che, qualsiasi cosa il «piccolo» (meno di un chilometro quadrato per 1.200 abitanti) farà, non andrà a intaccare i grandi lavori in corso sulla parte urbana. «No, anche perché non è nemmeno considerato in quello scenario». Nessuna di queste realtà è in uno stato necessità. D’altronde, il 59.enne conclude come il Locarnese debba avere «un polo forte, affinché possa partecipare con più peso ai dibattiti a livello cantonale».

Per cittadinanza e aziende
«In un contesto urbanizzato, i problemi non si fermano ai confini istituzionali, tra l’altro neanche visibili. Gli scenari che proponiamo per i futuri nuovi Comuni rispondono a questo bisogno. Se dovessero realizzarsi, la cittadinanza e le aziende ne trarrebbero vantaggi».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 21 gennaio 2025 del Corriere del Ticino

Magistratura, il Consiglio di Stato sta per nominare due giudici straordinari

Magistratura, il Consiglio di Stato sta per nominare due giudici straordinari

La Commissione giustizia e diritti sta intanto preparando il concorso per la successione di Mauro Ermani. Il presidente Dadò: “Lo apriremo tra oggi e domani. Nessun giudice del Tribunale d’appello ha esercitato il diritto di opzione, dunque il posto al momento è vacante”.
Scadeva oggi il termine per i 25 giudici del Tribunale d’appello per farsi avanti e trasferirsi al Tribunale penale cantonale (Tpc), lasciando quindi il proprio attuale settore. Nessuno, però, si è fatto avanti. Un risultato che non sorprende il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Era immaginabile, proprio perché i giudici penali hanno una maggiore visibilità e ciò non è per tutti”, sottolinea Gobbi ai microfoni di Ticinonews. “Questo è anche uno degli elementi che abbiamo sottolineato oggi durante l’audizione con il presidente del Tribunale d’appello, Giovan Maria Tattarletti, e con il presidente reggente del Tpc, Marco Villa, nel segnalare che i profili che dovranno essere identificati per fare da giudici supplenti straordinari, o da giudici, dovranno avere non solo competenze di carattere tecnico-giuridico in ambito penale, ma anche quella capacità personale di saper gestire un dibattimento penale con interrogatori, accusa, difesa e testimoni“.

Nomine ad interim
Adesso tocca dunque al Consiglio di Stato nominare le due persone che dovranno aiutare ad interim il Tpc. La speranza è che siano operative già a febbraio. “In queste ore si sta verificando la possibilità di tali persone a essere a disposizione, proprio perché uno degli obiettivi è di averle subito operative, sapendo che comunque ci vogliono almeno un paio di settimane per regolare le loro attuali attività”, precisa Gobbi.

La sostituzione di Ermani
Dall’altra parte vi è la questione della sostituzione di Mauro Ermani che, visto il mancato soccorso da parte degli altri giudici del Tribunale d’appello, è diventata ancor più impellente. Questo compito spetta alla Commissione giustizia e diritti, anche lei al lavoro. “Tra oggi e domani apriremo il concorso per la sostituzione di Ermani”, conferma il presidente della Commissione Fiorenzo Dadò. “Nessun giudice del Tribunale d’appello ha esercitato il diritto di opzione, dunque il posto al momento è vacante”. In questo caso il tasto dolente, e politico, è rappresentato da una questione: i giudici straordinari potranno candidarsi anche alla sostituzione di Ermani o partiranno sconfitti in partenza? “È possibile che si candidino anche loro, tuttavia la Commissione è stata chiara: non ci sarà nessun tipo di vantaggio o svantaggio per chi si candida a questo posto, anche se si tratta di giudici straordinari o giudici supplenti”, chiarisce Dadò.
Gobbi: “Situazioni straordinarie richiedono maggiore flessibilità”
Un’apertura, quella della Commissione, che solleva il direttore del Dipartimento delle istituzioni. “La giudico positiva, proprio perché si è capito che a fronte di una situazione straordinaria le posizioni ordinarie non vanno più bene”, afferma Gobbi. “Occorreva quindi una maggiore flessibilità nel riconoscere che un giudice supplente straordinario si potesse poi candidare anche al posto di giudice ordinario con il concorso. Ciò è stato recepito proprio perché ci troviamo in una situazione straordinaria e l’obiettivo è dare fiducia e garantire un buon funzionamento al Tribunale penale cantonale e, di riflesso, riportare quella fiducia di cui tutto il sistema giudiziario ha bisogno”, conclude Gobbi.

https://www.ticinonews.ch/ticino/magistratura-il-consiglio-di-stato-sta-per-nominare-due-giudici-straordinari-406624

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Un concorso per il dopo Ermani

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2519374

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C’è un giudice da eleggere e supplenti quasi trovati
Assessment per i candidati? Dadò: non escludiamo un approfondimento maggiore. Gobbi: individuati i giudici straordinari, attendiamo da loro una conferma

A breve, forse già oggi, il concorso per l’elezione del sostituto di Ermani. Mentre il governo ha individuato i nomi dei magistrati straordinari: attende la conferma della loro disponibilità.

Nessuno dei giudici d’Appello in carica ha esercitato il diritto di opzione, chiedendo cioè di andare a lavorare al Tribunale penale cantonale (Tpc). Nessuno. «Pertanto pubblicheremo a breve il bando di concorso per la sostituzione di Mauro Ermani», dichiara ai giornalisti il coordinatore della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ Fiorenzo Dadò del Centro, reduce ieri mattina con i colleghi deputati dall’audizione del capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, della direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti e dei giudici Giovan Maria Tattarletti e Marco Villa, il primo alla testa del Tribunale d’appello, il secondo vicepresidente del Tribunale penale.
Il concorso dovrebbe uscire oggi sul ‘Foglio ufficiale’ (condizionale d’obbligo) e sarà finalizzato all’elezione da parte del Gran Consiglio del o della subentrante di Ermani al Tribunale d’appello, del quale il Tpc è una sezione, dopo le sue recenti dimissioni dalla magistratura e dunque dalla presidenza del Tribunale penale. Uno degli ultimi capitoli del cosiddetto ‘caos Tpc’.
 
‘Per l’elezione ci vorranno dai tre ai quattro mesi’
La pubblicazione del bando è però solo il primo step della procedura di designazione del nuovo magistrato. Dopo l’inoltro delle candidature, entreranno infatti in gioco anche la Commissione di esperti e/o il Consiglio della magistratura per i preavvisi sull’idoneità degli aspiranti giudici. Da qui all’elezione si stima che passeranno «almeno dai tre ai quattro mesi», indica il presidente della ‘Giustizia e diritti’. Si faranno degli assessment sui candidati? Dadò: «È possibile che verrà eseguito un approfondimento maggiore: ci determineremo una volta aperto il concorso».
 
Capitolo giudici straordinari/supplenti
Nel frattempo per garantire al meglio l’operatività del Tpc, rimasto con due giudici (Villa e Amos Pagnamenta) su cinque, dopo le dimissioni di Ermani e la destituzione di Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti decisa dal Consiglio della magistratura (i due hanno impugnato la sentenza del Cdm), il governo nominerà a breve un paio di giudici straordinari/supplenti, un atto di competenza dell’Esecutivo cantonale. «Il Consiglio di Stato avrebbe già i nominativi, che non ci sono stati indicati, e nei prossimi giorni dovrebbe procedere alla designazione dei due giudici straordinari», afferma Dadò.
Al concorso, puntualizza il granconsigliere, chiarendo un aspetto controverso, «la partecipazione di magistrati già in carica e di giudici straordinari non costituirà una pregiudiziale, ma neppure una via preferenziale per essere eletti giudici ordinari». Potranno dunque prendere parte al concorso, poi però la commissione ‘Giustizia e diritti’, chiamata per legge a formulare la o le proposte di elezione al plenum del Gran Consiglio, «sarà libera di fare le proprie valutazioni su tutte le candidature». Tutte.
 
Gobbi: ‘La commissione ha mostrato una certa flessibilità’
Della ricerca dei due potenziali giudici straordinari/supplenti, che una volta nominati dal Consiglio di Stato saranno attivi al Tribunale penale cantonale, si occupano lo stesso governo, per il tramite della Divisione giustizia, e la magistratura. I nomi di coloro che occuperanno temporaneamente i posti vacanti ci sono, ma prima di svelare ufficialmente le carte si aspetta che confermino la loro disponibilità. «Attendiamo una risposta dalle persone individuate. Speriamo che la situazione si possa sbloccare il prima possibile per poter dare una mano al Tpc. Siamo tutti d’accordo sulla necessità di trovare soluzioni rapide ed efficaci. Soluzioni straordinarie per una situazione straordinaria», spiega alla ‘Regione’ il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. È stato difficile individuare queste persone? «Il fatto che le supplenze possano durare anche diverso tempo ha costituito un limite per alcune. A questo si aggiunge il fatto di dover avere determinate capacità personali e non solo di carattere giuridico/tecnico. Non c’è margine per una sorta di ‘apprendistato’ come invece potrebbe essere nel caso della nomina di un giudice ordinario». Insomma, i magistrati straordinari devono poter operare da subito.
«Da parte nostra – continua Gobbi – abbiamo chiesto una certa flessibilità alla commissione ‘Giustizia e diritti’ rispetto al passato, quando non vedeva di buon occhio che dei giudici straordinari presentassero successivamente la loro candidatura al momento del concorso per la nomina di un magistrato ordinario». Flessibilità, evidenzia il ministro, che «abbiamo potuto riscontrare con la decisione della commissione di inserire nel bando di concorso la puntualizzazione che l’essere giudice straordinario/supplente non è un ‘bonus’, ma neppure un ‘malus’, per il candidato aspirante magistrato ordinario». Altro punto toccato durante il faccia a faccia tra ‘Giustizia e diritti’, Dipartimento istituzioni e vertici di Tribunale d’appello e Tribunale penale cantonale: il profilo richiesto per i giudici straordinari. «Una delle necessità è ovviamente quella di essere competenti in materia penale, l’altra è che devono anche poter essere subito operativi. Devono saper gestire un’aula penale e un dibattimento».
Il consigliere di Stato sostiene quindi che le persone sono già state individuate – sui nomi bocche ufficiali cucite –, sebbene si attenda da loro una conferma ad assumere la carica di giudice straordinario. Tra coloro che sono stati contattati nei giorni scorsi, vi sarebbe l’avvocato Monica Sartori Lombardi. Un altro nome che circola è quello di Paolo Bordoli, attuale giudice dei provvedimenti coercitivi. Hanno declinato l’invito l’ex presidente della Corte dei reclami penali Mauro Mini («Ho già preso altri impegni») e l’ex procuratore capo Arturo Garzoni («Oggi ho altre priorità: la famiglia e la libera professione»).
Nel frattempo si è fatto avanti l’avvocato ed ex sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni Polti: ha scritto ieri al Consiglio di Stato dando la propria disponibilità quale magistrato straordinario del Tpc. «Ritengo di avere le competenze e una certa esperienza per contribuire al funzionamento del tribunale in questo momento particolarmente complesso» dice alla ‘Regione’ Martignoni Polti, già giudice a latere in diversi processi penali.
 
Verdetti non ancora motivati. Tesi a confronto
E sul nodo dei processi diretti da Ermani, Quadri e Verda Chiocchetti, ma con le sentenze non ancora motivate per iscritto dai tre, essendo uno dimissionario e gli altri due per ora destituiti? I dibattimenti andranno rifatti? Dadò spedisce la palla nel campo della magistratura. «Questa è una competenza, ma anche una responsabilità, del Tribunale d’appello e del Tribunale penale cantonale», osserva il coordinatore della ‘Giustizia e diritti’. «Il tema ovviamente è stato affrontato durante la riunione di questa mattina (ieri, ndr). I due tribunali però seguono la via che più ritengono opportuna, sono infatti abbastanza sicuri che si possa procedere come stanno già facendo». Ovvero, che possano essere anche altri giudici (a latere?) a motivare i verdetti pronunciati da Ermani, Quadri e Verda Chiocchetti. «Ci è stato assicurato che il Tpc in questo momento sta funzionando e che ci sono anche dei cancellieri che se ne stanno occupando. In questo momento – aggiunge Dadò – non ci sentiamo né tranquilli né preoccupati. Ognuno ha le sue competenze e le sue responsabilità». E se si arrivasse a dover ripetere dei processi, magari anche di tipo indiziario? «È evidente che sarebbe un problema». Dice qualcosa in più Gobbi: «Su questo punto si è espresso il presidente del Tribunale d’appello, il giudice Tattarletti. Ha indicato che secondo la dottrina, ma pure la giurisprudenza del Tribunale federale, è ammissibile che a firmare le motivazioni sia un altro giudice. L’importante – sottolinea il titolare del Dipartimento istituzioni – è che vi sia stata la consegna del dispositivo di sentenza brevi manu firmato da chi l’ha pronunciato, quindi dal giudice che presiedeva la Corte rispettivamente dai cancellieri. Cosa che in questi procedimenti è stata fatta».
 
‘Questione complessa’
Annota, da noi interpellato, l’ex presidente dell’Ordine ticinese degli avvocati Gianluca Padlina: «Al riguardo le questioni aperte sono complesse e non di immediata soluzione, anche perché non è noto un precedente specifico, identico al caso con il quale siamo oggi confrontati in Ticino. Alla luce di quanto stabilito dal Tribunale federale in una sentenza del 2018 e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2017 in merito a un caso sloveno, è ipotizzabile che le motivazioni delle decisioni pronunciate dalla Corte delle Assise criminali, che giudica nella composizione di tre giudici, possano essere redatte e firmate validamente da parte di uno degli altri due magistrati che hanno preso parte al dibattimento. Invece per quanto attiene alle decisioni prese dalla Corte delle Assise correzionali, le cui procedure sono dirette da un singolo giudice, salvo accordo delle parti, il dibattimento potrebbe dover essere ripetuto. Soluzione questa, peraltro, espressamente sancita dall’articolo 25 capoverso 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria. In linea di principio immagino – prosegue il deputato del Centro e già presidente dell’Ordine degli avvocati – che le parti e i loro patrocinatori valuteranno, nel singolo caso, l’opportunità o meno di provare a richiedere l’eventuale ripetizione del dibattimento».
L’articolo 25 della Log afferma che “i nuovi magistrati procedono ai loro incombenti nello stato in cui la causa si trova”. Secondo capoverso, quello citato da Padlina: “Se il dibattimento finale è già cominciato o compiuto e la sentenza non è ancora redatta e approvata dai magistrati usciti di carica, la causa dev’essere chiamata per un nuovo dibattimento, salvo diverso accordo fra le parti”. Terzo e ultimo capoverso: “Nei dibattimenti penali, costituita la Corte, essa continua nei suoi incombenti fino al giudizio”. C’è un altro secondo capoverso, ma questo dell’articolo 80 del Codice di procedura penale: “Le decisioni sono emesse per iscritto e motivate. Sono firmate da chi dirige il procedimento e dall’estensore del verbale e notificate alle parti”. E c’è la giurisprudenza, come quella richiamata da Padlina. Questione complessa, appunto.
 
Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 21 gennaio 2025 de La Regione
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Un concorso per voltare pagina
Nessun giudice del Tribunale d’appello ha esercitato il diritto d’opzione per sostituire il dimissionario Mauro Ermani: la Commissione ha aperto il bando pubblico – Il presidente Fiorenzo Dadò: «Serviranno tre-quattro mesi» – Intanto si lavora alla nomina di due supplenti

Il primo passo formale per la nomina del successore di Mauro Ermani in seno al Tribunale penale cantonale è stato compiuto. La Commissione Giustizia e diritti ha infatti preparato il relativo bando di concorso, che verrà pubblicato oggi e porterà all’elezione di un giudice ordinario. Il semaforo verde è arrivato perché nessun magistrato del Tribunale d’appello ha esercitato il diritto di opzione entro i termini stabiliti. Insomma, chi poteva utilizzare una «corsia preferenziale» senza passare da un concorso, non lo ha fatto. «Nessuno si è fatto avanti», ha confermato a questo proposito Fiorenzo Dadò, presidente della Commissione. Via libera dunque alla pubblicazione del bando pubblico. Un bando che tuttavia conterrà una «sfumatura», che si collega all’altro filone, quello delle nomine di uno o più giudici straordinari in sostituzione di Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti, destituiti in dicembre dal Consiglio della Magistratura. Andiamo con ordine: i candidati che si sono palesati negli scorsi giorni, secondo quanto aveva riferito il Governo (organo di nomina dei supplenti), «hanno esplicitamente espresso l’interesse a inoltrare la loro candidatura per l’eventuale posizione aperta presso il Tribunale d’appello/Tribunale penale cantonale, fatta riserva della facoltà di esercitare il diritto di opzione interno». Tradotto, significa che i magistrati che si sono fatti avanti per la supplenza di Quadri e Verda Chiocchetti si sono detti interessati anche alla sostituzione di Ermani. Un aspetto ritenuto «problematico» dalla Commissione, che vuole evitare qualsiasi interferenza nella procedura di nomina. Eccola, dunque, la sfumatura: «Nel concorso ci sarà una frase in più: se a concorrere saranno dei giudici straordinari, ciò non costituirà né una pregiudiziale né una via preferenziale », ha spiegato Dadò. In buona sostanza, il Parlamento potrà operare liberamente la scelta e non sarà in alcun modo influenzato. Il fatto che i giudici straordinari siano eventualmente interessati a lavorare in via «ordinaria» al TPC non conterà ai fini della nomina. «A fronte di una situazione straordinaria, le normali posizioni non vanno più bene », ha commentato Norman Gobbi, sentito in mattinata dalla stessa Commissione assieme a Frida Andreotti (direttrice della Divisione Giustizia), Giovan Maria Tattarletti (presidente del Tribunale d’appello) e Marco Villa (vicepresidente del TPC).
«Rispetto alla consuetudine, da parte della Commissione serviva maggiore flessibilità nel riconoscere che un giudice supplente straordinario possa poi candidarsi anche al ruolo di giudice ordinario», ha aggiunto il consigliere di Stato. «Questo aspetto è stato recepito dalla Commissione. L’obiettivo è permettere il buon funzionamento del TPC e, di riflesso, di tutto il sistema giudiziario cantonale». L’iter per sostituire il presidente del TPC Mauro Ermani è dunque stato avviato: le tempistiche prima di arrivare a una nomina in Parlamento sono comunque piuttosto lunghe. Dadò, infatti, ha parlato di «tre-quattro mesi». È anche possibile che la Commissione procederà con una serie di «assessment»: «La Commissione sta valutando l’opportunità di procedere con valutazioni più approfondite» sui candidati, ha chiosato ancora il deputato del Centro.
La palla passa ora al Consiglio di Stato, che dovrà procedere con la nomina di due giudici supplenti: il Dipartimento ha già individuato due nomi. Tuttavia, il fatto che nessun magistrato abbia avanzato la propria candidatura esercitando il diritto d’opzione, secondo Gobbi non deve sorprendere più di tanto. «Era immaginabile proprio perché i giudici penali hanno una maggiore visibilità e dunque non è un ruolo adatto a tutti», ha sottolineato. «È uno degli elementi che abbiamo portato in Commissione assieme a Giovan Maria Tattarletti». I profili che dovranno fungere da supplenti dovranno quindi avere «competenze tecnico giuridiche in ambito penale, così come capacità personali adatte a gestire un’aula penale, un dibattimento con interrogatori, accusa, difesa e testimoni ». A questo punto, l’obiettivo del Dipartimento delle istituzioni è di procedere celermente con la nomina dei due giudici straordinari. «In queste ore si sta verificando la disponibilità delle persone coinvolte », ha confermato Gobbi. «Vorremmo averle operative al più presto, posto che serviranno un paio di settimane per regolare le loro attuali attività o le loro posizioni». L’orizzonte è nominare queste figure entro la fine del mese, per renderle operative in seno al TPC da inizio febbraio. Durante l’incontro con la Commissione, il giudice Villa ha altresì spiegato gli accorgimenti presi dal Tribunale per garantire l’operatività della corte. Da un lato, ha ricordato Gobbi, sono stati ripresi i dossier pendenti attribuiti ai due giudici sostituiti e al giudice dimissionario; dall’altro è stato attivato il lavoro dei cancellieri ed è stata data priorità dei dossier in base agli imputati in carcere.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 21 gennaio 2025 del Corriere del Ticino