Aggregazioni nel Locarnese – I prossimi passi

Aggregazioni nel Locarnese – I prossimi passi

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni incontrerà prossimamente i rappresentanti dei Comuni del Locarnese che hanno dato luce verde a partecipare a un pre-studio sulle aggregazioni comunali nella regione. I Municipi che hanno aderito alla proposta sono Locarno, Losone, Brione-Sopra Minusio, Orselina, Minusio e Tenero-Contra. Sono previsti nel corso del mese di febbraio un paio di incontri che consentiranno di perfezionare i termini e i confini della collaborazione, trovando soluzioni condivise che permettano di proseguire le discussioni.

Nelle scorse settimane, il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto delle risposte ricevute dai Municipi del Locarnese sul tema delle possibili nuove aggregazioni comunali nel comprensorio. Come noto, il Cantone aveva proposto ai Comuni di partecipare a un pre-studio, allo scopo di approfondire le potenzialità per nuove unioni istituzionali, sia nella zona urbana sia in quella del Piano di Magadino.  
Durante questa fase preliminare, il Dipartimento ha preso atto con soddisfazione della volontà dei Comuni di Locarno, Losone, Brione-Sopra Minusio, Orselina, Minusio e Tenero-Contra di proseguire le discussioni. Nel contempo, è stata accolta la decisione dei Comuni di Gordola, Cugnasco-Gerra, Gambarogno, Cadenazzo e Lavertezzo di non aderire al pre-studio per approfondire lo scenario «Piano». Il Cantone rispetta entrambe le scelte, riconoscendo l’autonomia di ciascun Municipio nella gestione delle proprie dinamiche amministrative e politiche.  
Il Dipartimento precisa che, fra i Municipi che hanno aderito alla proposta di un pre-studio, è tuttavia emersa la richiesta di ottenere alcune precisazioni e garanzie. A tale scopo, il Dipartimento delle istituzioni ha così programmato alcuni momenti di confronto nel corso del mese di febbraio. Questi incontri consentiranno di perfezionare i termini e i confini della collaborazione, trovando soluzioni condivise che permettano di proseguire le discussioni in modo che siano soddisfatte le esigenze espresse dai Comuni coinvolti.  
Il Dipartimento delle istituzioni esprime il proprio apprezzamento per la disponibilità e l’impegno dimostrato dai Municipi del Locarnese in questo esercizio di confronto democratico, e rimane orientato favorevolmente verso qualunque futura iniziativa di aggregazione che dovesse emergere spontaneamente dai Comuni.
È bene ricordare che il Cantone – nel rispetto dell’autonomia comunale e senza in alcun modo imporre scelte dall’alto – intende ad ogni modo continuare a stimolare il dibattito su questo tema. L’obiettivo di fondo è di favorire una riflessione costruttiva, che possa servire come spunto per orientare la futura gestione delle politiche locali verso soluzioni sempre più efficienti e sostenibili.    

Si cerca più collaborazione lungo il confine

Si cerca più collaborazione lungo il confine

Delegazione ticinese guidata da Norman Gobbi a Roma: tra i temi affrontati, la sicurezza lungo e le preoccupazioni per le difficoltà economiche nella zona di frontiera

Una delegazione ticinese, guidata dal consigliere di Stato Norman Gobbi, si è recata a Roma, martedì al Ministero dell’Interno, lunedì in quello dell’Economia. Tra gli obiettivi quelli di affinare la collaborazione lungo il confine e condividere le soluzioni ai problemi. Al ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, è stata consegnata la stessa lettera inviata anche al consigliere federale Guy Parmelin, responsabile del Dipartimento federale dell’Economia. Preoccupano le gravi crisi aziendali che interessano le province di Varese e del Verbano Cusio Ossola.         

Norman Gobbi ha spiegato, alle telecamere della RSI, che si è discusso anche della fascia di confine, molto permeabile sia dal punto di vista dei flussi di persone sia delle relazioni economiche. Se ci sono meno impiegati sul territorio lombardo e piemontese, questi lavoratori e lavoratrici, evidentemente, ha sottolineato Gobbi, cercheranno possibilità di lavoro laddove si parla la stessa lingua e quindi in Canton Ticino, che “come sappiamo, è la prima destinazione”.

Oltreconfine sono 540 i posti di lavoro a rischio in tre grandi aziende in crisi e sono oltre 6’000 i lavoratori della filiera potenzialmente colpiti. Con il ministro dell’Economia italiano, Giorgetti, si è parlato anche di frontalieri e della cosiddetta “tassa sanitaria” chiesta dalle Regioni di confine come contributo per chi utilizza i servizi medici italiani.

Norman Gobbi ha sottolineato che è necessario esaminare la legge per capire se è conforme all’accordo fiscale sui frontalieri. Qualora non lo fosse, “evidentemente sia Roma che Berna dovranno porvi rimedio. In questo senso bisogna attendere le prossime mosse di Milano”, ha detto Gobbi, intervistato dal Quotidiano.

Al ministero dell’Interno è stato invece affrontato il tema sicurezza con il capo della polizia italiana, Vittorio Pisani, e il sottosegretario Nicola Molteni. Gobbi ha riferito che il confronto è avvenuto sui temi della migrazione, della lotta alla criminalità organizzata e soprattutto sul rafforzamento della cooperazione. “Proprio perché il filtro della frontiera è di interesse comune tra Svizzera e Italia, perché i flussi non sono solo da Sud verso Nord ma anche da Nord verso Sud. Pensando alla criminalità che poi evidentemente rientra in Italia”.

L’incontro di martedì è stata l’occasione per mettere a punto anche dettagli operativi nella collaborazione tra le due polizie.    

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Si-cerca-pi%C3%B9-collaborazione-lungo-il-confine–2565229.html