Società svizzera di medicina legale riunita in Ticino: un grande successo

Società svizzera di medicina legale riunita in Ticino: un grande successo

Comunicato stampa

Il 13-14 giugno scorsi ha avuto luogo a Locarno l’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale. Organizzato per l’occasione dall’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, l’evento ha riscosso un grande successo, riunendo oltre 150 professionisti della medicina legale provenienti da tutta la Svizzera, dalla Germania e dal Lussemburgo. Un importante momento istituzionale e di scambio scientifico, che attesta la crescita della medicina legale del Canton Ticino.

Sono oltre 150 i professionisti del settore della medicina legale che il 13-14 giugno scorsi si sono riuniti a Locarno, nella splendida cornice della Sala della Società Elettrica Sopracenerina, per l’Assemblea 2025 della Società svizzera di medicina legale, ritornata in Ticino dopo diversi anni.
L’Assemblea, oltre a fungere da appuntamento istituzionale, rappresenta un importante momento di scambio a livello scientifico, vista la presenza di medici legali, tossicologi e genetisti forensi provenienti da tutta la Svizzera, ma anche dalla Germania e dal Lussemburgo in particolare, che sulle due giornate di lavori hanno tenuto approfondite relazioni su tematiche afferenti ai campi della medicina legale.
L’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale è stata organizzata per l’occasione dall’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, in funzione del 1° gennaio 2024 e diretto dalla Dr. med. Rosa Maria Martinez. Un evento che ha riscosso un grande successo, sia in termini della folta presenza di professionisti che di ricchezza dei contenuti, che attesta la crescita che ha contraddistinto la medicina legale del Canton Ticino. 
Un Istituto fortemente voluto dal Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia, vista l’importanza della medicina legale in favore del buon funzionamento della Giustizia ticinese, per la sua operatività quotidiana e quindi per la collettività tutta.
L’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale ha quindi consentito di sottolineare ancora una volta l’importanza del lavoro svolto ogni giorno da tutti gli operatori della medicina legale, che risulta infine fondamentale per la credibilità della Giustizia stessa. Ciò ritenuto quando la medicina legale opera con indipendenza, competenza e trasparenza, non aiuta solo il magistrato: aiuta l’intera collettività a credere in un sistema più giusto, più umano e più moderno. Principi che hanno guidato e guideranno gli ulteriori sviluppi dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, una realtà altamente qualificata e oggi pienamente inserita nel panorama della medicina legale svizzero e internazionale.

Verscio, la nuova palestra polivalente è pronta all’uso

Verscio, la nuova palestra polivalente è pronta all’uso

Inaugurata sabato nella campagna, con un momento di festa molto sentito dalla cittadinanza, la nuova infrastruttura sportiva

Le Terre di Pedemonte possono finalmente contare su una palestra polifunzionale moderna, a disposizione della scuola, delle società sportive locali e della popolazione del territorio per attività aggregative di vario genere. L’inaugurazione dell’immobile, con tanto di festa, è stata organizzata dal Comune sabato in serata. Un momento semplice ma sentito (la partecipazione della cittadinanza è stata numerosa), col quale l’autorità ha voluto valorizzare uno spazio fondamentale per le attività motorie, all’interno di un piccolo polo sportivo con tanto di terreni da tennis, campi di calcio e pista ciclopedonale lungo l’argine. L’evento ha visto dapprima la consueta parte ufficiale, con gli interventi del sindaco Giotto Gobbi che ha ricordato l’iter che ha portato all’edificazione della struttura, del consigliere di Stato Norman Gobbi e dell’architetto Elena Fontana di Zurigo. Presente all’evento anche il presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann.
Un’opera perfettamente inserita nell’ambiente circostante, dotata di posti protetti per la popolazione, costruita secondo le più moderne tecnologie e materiali (tanto da fregiasi del marchio Minergie-A e Minergie-P, un unicum per simili infrastrutture in Svizzera) che garantiscono una migliore resa termica e un miglior comfort all’interno. Al taglio del nastro ha fatto seguito un’ottima maccheronata offerta alla popolazione.

(Immagine: Comune Terre di Pedemonte)

https://www.laregione.ch/cantone/locarnese/1846372/palestra-verscio-festa-pedemonte-sentito

Ricordo di Gianmaria Pusterla

Ricordo di Gianmaria Pusterla

Ci sono incontri che iniziano in modo semplice, quasi ordinario, ma che con il tempo rivelano la loro profondità. Il mio con Gianmaria fu così.
Fino a quel 7 gennaio 2019, al Bar Indipendenza di Chiasso, i nostri contatti erano stati solo professionali: lui giornalista, vicedirettore del Giornale del Popolo, io spesso oggetto delle sue domande. Quel giorno, però, fu l’inizio di un cammino condiviso che andò ben oltre il lavoro.
Dopo le elezioni cantonali, Gianmaria entrò nel mio staff. Era il nostro punto di riferimento per i media, ma ridurlo a questo ruolo sarebbe ingiusto. Con il suo modo di fare – cordiale, sereno, calmo – sapeva portare equilibrio anche nelle situazioni più turbolente. In direzione sapeva sempre ridimensionare tutto con lucidità, anche quando c’era tensione, tranquillizzando i tusan o l’eterno agitato Sacha.
Gianma era così: una presenza solida, positiva, profonda. Aveva fatto pace con il suo passato, vissuto nel bene e nel male, senza rimpianti. E per me non era solo un collaboratore. Era una persona con cui confrontarmi, su tutto, soprattutto su politica. Un fratello maggiore, con cui si parlava in dialetto, come si fa tra gente che si capisce davvero.
Sul lavoro era presenza discreta. Potremmo raccontare tanti aneddoti. Mi piace raccontarne uno, rammentatomi dal Cancelliere e pure lui uomo di questo Borgo Arnoldo Coduri.
La sera di quella tremenda nevicata che bloccò Bellinzona, il Gran Consiglio e l’intera viabilità, Gianma restò bloccato in ascensore a Palazzo governativo dopo la caduta della rete elettrica. A dire il vero un fatto non eccezionale… ma in quella serata lo fu per lui.
Evidentemente preoccupato, non si lasciò perturbare. Chiamò il Cancelliere: “mo cume fu a saltà fö?” con il suo solito tono ironico e allegro. Prontamente le chiavi della cancelleria lo estrassero, ma il rientro non fu dei più agevoli…
Questo ci mostra come lui fosse sempre osservatore e talvolta attore dei fatti, senza mai però voler apparire, come quando lavorava dietro le quinte per la comunicazione del Dipartimento.
Parlava spesso con orgoglio dei suoi figli, Valentina e Gianluca, e della gioia di essere nonno. Gli brillavano gli occhi quando raccontava dei progressi del piccolo Edoardo e del recente arrivo di Filippo. E poi Bea, la sua compagna di vita, la sua felicità. Con lei condivideva sogni e progetti per il tempo che sarebbe venuto dopo il lavoro. Un tempo che purtroppo è stato più breve del previsto. Ci siamo visti l’ultima volta qualche settimana fa, a Bellinzona. Come sempre, ci siamo trovati al Bar Incontro, il nostro solito posto. Un “feca” o un “bücer”, l’immancabile “paiéta”, e la solita conversazione fatta di politica, sport e vita.
Mi mostrò con un sorriso un vecchio video di lui stesso, portiere del suo FC Mendrisio in LNB. Era orgoglioso, ma soprattutto divertito: lo spirito era quello di sempre, allegro, positivo, tenace. Anche quando la malattia si è fatta sentire, Gianma ha mantenuto quello spirito. Al telefono, la voce era più affaticata, ma il tono rimaneva lo stesso. Positivo.
Come quando avrebbe dovuto vedere Marzio dopo una conferenza, ma c’era prima da passare dal medico. Con la sua solita discrezione, lasciava intendere tutto senza mai lamentarsi.
Oggi lo salutiamo con dolore, ma anche con gratitudine. Per quello che è stato, per ciò che ha dato, per l’esempio che lascia.
A Bea, Valentina, Gianluca e a tutta la famiglia va il mio e nostro abbraccio più sincero.

Ciao Gianma. Grazie da tütt. Bon viacc, Amiis.

Norman

Ricordo pubblicato nell’edizione di domenica 15 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Sovraffollamento strutture carcerarie

Sovraffollamento strutture carcerarie

«Non voglio fare il leghista»

Anche Norman Gobbi ha riconosciuto la questione «dell’ampia occupazione» delle carceri. «Qualcuno ha chiesto quali misure strutturali si possono attuare: non vorrei fare il leghista, ma una risposta è molto semplice. Non lo dico, ma vi faccio un esempio. In Italia, la popolazione italiana all’interno delle strutture carcerarie è del 60%-70%. In Ticino il rapporto è inversamente proporzionale ». Un problema, ha spiegato il responsabile del Dipartimento delle istituzioni, comune «in tutta la Svizzera». La causa è la posizione «di transito » del Ticino, ma anche il traffico di stupefacenti, «un problema endemico di tutta l’Europa». Inoltre, per Gobbi, serve una certa coerenza da parte del Parlamento. «Ripensando alla discussione sul consuntivo, da un lato ci si chiede di fare di meno. Ma dall’altro, leggendo i rapporti settoriali, ci viene chiesto di fare di più anche per l’ultimo caso sociale. Quando si devono fare delle scelte, bisogna alzare o abbassare la ‘‘livella’’ dove ce lo si può permettere». Per quanto riguarda il personale, infine, Gobbi ha evidenziato il numero di candidature giunte per il concorso per l’assunzione di agenti di custodia. «Ne sono arrivate ben 180», ha spiegato. Un numero «inaspettato» e che fa dunque ben sperare nell’ottica di migliorare le condizioni di lavoro nel settore.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 13 giugno 2025 del Corriere del Ticino

 
Legge sul materiale bellico – è iniziato il salvataggio dell’industria svizzera della difesa

Legge sul materiale bellico – è iniziato il salvataggio dell’industria svizzera della difesa

Comunicato stampa di Alleanza Sicurezza Svizzera

L’Alleanza sicurezza Svizzera accoglie con favore la modifica approvata dal Consiglio degli Stati per evitare l’imminente scomparsa dell’industria svizzera degli armamenti. Ora è la volta del Consiglio nazionale. È probabile che segua il referendum del GSsE così come la campagna dell’Alleanza sicurezza Svizzera.
 
Importante decisione del Consiglio degli Stati
In seguito all’inasprimento delle norme sulle esportazioni nell’ottobre 2021, i Paesi partner europei hanno perso fiducia nella Svizzera come fornitore: è prevalso il principio “no Cina, no Svizzera”. L’orario ridotto e i licenziamenti nelle aziende svizzere sono una realtà. I Paesi limitrofi considerano la Svizzera un partner inaffidabile e hanno capito che non saranno più riforniti dalla Svizzera in caso di alleanza e non potranno più scambiare materiale e armamenti di provenienza svizzera tra loro. Questa situazione deve essere corretta.
 
Mantenere la capacità in Svizzera
Nessun effetto deterrente, nessun esercito in grado di difendere, nessuna integrazione di nuove tecnologie e una posizione negoziale debole per la Svizzera saranno il risultato se il Consiglio nazionale non seguirà le posizioni del Consiglio degli Stati il prossimo autunno. Reto Nause, presidente dell’Alleanza sicurezza Svizzera, ha dichiarato quanto segue: “Il divieto di riesportazione di armi verso i Paesi dell’Allegato 2 OMB deve essere abolito ed i permessi di esportazione per i Paesi dell’Allegato 2 devono essere concessi. Questo è l’unico modo per mantenere le competenze in Svizzera e fermare il continuo esodo di aziende”.
 
L’Alleanza sicurezza Svizzera è pronta per la campagna di votazione
L’Alleanza sicurezza Svizzera è pronta per la campagna in vista della votazione. In autunno, il GSsE lancerà un referendum contro la modifica alla Legge sul materiale bellico per attaccare l’industria svizzera degli armamenti come uno dei pilastri centrali della sicurezza nazionale. Una base industriale efficiente è essenziale per mantenere e sviluppare ulteriormente i sistemi di difesa esistenti e futuri e per adattarli alle nuove minacce. L’Alleanza sicurezza Svizzera è certa che anche la popolazione abbia riconosciuto l’importanza della sicurezza e che si esprimerà a favore di una Svizzera capace di difendersi anche grazie ad una propria industria della difesa.
 

Tempi lunghi ma sicurezza garantita

Tempi lunghi ma sicurezza garantita

Collaudi in Ticino e nei Cantoni

La Svizzera sta affrontando una crisi silenziosa ma significativa nel sistema dei collaudi tecnici dei veicoli. “In Ticino, al momento, un veicolo viene convocato per il collaudo tra i dodici e i quattordici mesi dopo il termine previsto per legge, una situazione che riflette un problema nazionale più ampio che ha spinto l’Ufficio federale delle strade (USTRA) a manifestare preoccupazione per i ritardi accumulati dai Cantoni“, esordisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Il sistema svizzero prevede una periodicità specifica per i collaudi: le automobili e i motoveicoli vengono collaudati secondo la periodicità 5-3-2 (cinque anni la prima volta, successivamente dopo tre anni e in seguito ogni due anni). Questo schema, già modificato in passato dall’USTRA – che aveva proposto di passare dagli attuali 4-3-2-2 anni, ai 6-3-2-2 – dovrebbe garantire la sicurezza stradale e il rispetto degli standard ambientali.
Tuttavia, la realtà sul territorio racconta una storia diversa. “Qualche Cantone ha accumulato a tutt’oggi parecchio ritardo nell’eseguire i collaudi periodici, creando una situazione paradossale dove le proposte di allungamento degli intervalli risultano più restrittive della prassi attuale“, prosegue Gobbi.
I ritardi non sono casuali, ma derivano da fattori strutturali precisi. Gobbi sottolinea che “i ritardi sono principalmente il risultato dell’incremento dell’età media delle vetture in circolazione e, in parte, dell’aumento del parco veicoli“.
Il dato è confermato dalle statistiche nazionali: Il parco totale di auto in Svizzera è cresciuta dello 0,9% negli ultimi due anni, mentre parallelamente si registra un fenomeno ancora più significativo nell’elettromobilità, dove il numero di veicoli elettrici (auto elettriche pure e ibridi plug-in che possono essere collegati alla rete elettrica) è aumentato del 36% nello stesso periodo.
Di fronte a questa crescita costante, i Cantoni hanno dovuto implementare strategie di ottimizzazione per gestire il carico di lavoro crescente senza incrementare proporzionalmente le risorse. La Sezione della circolazione ha già intrapreso misure significative per migliorare l’efficienza nell’ambito dei collaudi veicoli, come l’introduzione delle conferme di riparazione e l’installazione di nuovi lift“, prosegue il Consigliere di Stato.
Queste ottimizzazioni, seppur efficaci, non riescono a colmare completamente il divario tra domanda e capacità operativa. Il sistema si trova così in una situazione di equilibrio precario, dove ogni incremento del parco veicoli o variazione nell’età media delle vetture può causare ritardi significativi.
Per Gobbi, “nonostante i ritardi sollevino preoccupazione, è importante contestualizzare l’impatto sulla sicurezza. Gli incidenti stradali dovuti a difetti tecnici dei veicoli sono rari, un dato che l’USTRA stesso ha utilizzato per giustificare l’allungamento degli intervalli di collaudo, sostenendo che l’adattamento del periodo d’intervallo dei collaudi non ha alcun effetto negativo sulla sicurezza stradale“.
Tuttavia, questo non diminuisce l’importanza del problema dal punto di vista amministrativo e della fiducia dei cittadini nel sistema. “La situazione è costantemente monitorata e che numerose iniziative sono state recentemente introdotte, mentre altre sono attualmente allo studio per ottimizzare ulteriormente le tempistiche“, assicura Gobbi.
Il 2025 porta nuove sfide al sistema, con l’introduzione di normative più severe in materia di rumore e l’evoluzione tecnologica del parco veicoli che richiede competenze sempre più specifiche. La crescita dell’elettromobilità, con veicoli che necessitano di controlli tecnici differenziati, aggiunge ulteriore complessità al quadro.
La tensione tra USTRA e Cantoni riflette una sfida più ampia del federalismo svizzero: come garantire standard uniformi quando le responsabilità operative sono delegate ai livelli locali? I Cantoni si trovano a dover gestire una crescita costante della domanda con risorse che, pur ottimizzate, restano sostanzialmente stabili. “La soluzione non può limitarsi a semplici aggiustamenti normativi, ma richiede un ripensamento sistemico che tenga conto dell’evoluzione del parco veicoli svizzero e delle nuove tecnologie automotive. Solo attraverso un dialogo costruttivo tra livello federale e cantonale si potrà trovare un equilibrio sostenibile tra efficienza operativa, sicurezza stradale e soddisfazione dei cittadini” conclude Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 8 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Faccio fatica a trovare le parole giuste…

Faccio fatica a trovare le parole giuste…

Gianmaria Pusterla non è stato solo un collaboratore, ma una presenza leale, intelligente e generosa al mio fianco. Lo incontrai nel gennaio 2019, quando il Giornale del Popolo aveva ormai chiuso. Lui ne era vicedirettore, e da lì iniziò un percorso insieme che è durato sei anni, intensi e sinceri.
La sua è stata una scelta fuori dagli schemi — proprio come piacciono a me — e si è rivelata una delle più felici. Con Gianmaria ho trovato molto più di un collega: un confidente, un fratello maggiore, una persona con cui confrontarmi senza filtri. E lo facevamo sempre in dialetto, come due vecchi amici di paese: diretti, schietti, veri. Era il nostro modo naturale di capirci al volo.
La sua scomparsa, così improvvisa e dolorosa, mi lascia senza parole. Lascia un vuoto enorme in chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo e volergli bene. Se ne va un uomo di grande valore, un giornalista acuto, un profondo conoscitore del nostro Cantone, del suo Mendrisiotto, e dello sport che amava con passione: il calcio. E naturalmente, il suo amatissimo Liverpool.
Caro Gianma, grazie di cuore per ogni parola, ogni consiglio, ogni risata.

You’ll never walk alone.

Regio Insubrica: Riunione del comitato direttivo

Regio Insubrica: Riunione del comitato direttivo

Comunicato stampa della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Si sono tenute questa mattina presso la Sala Mandamentale del Comune di Santa Maria Maggiore (VB) le riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di Lavoro Regio Insubrica, alle quali hanno partecipato il Presidente del Consiglio di Stato del Cantone Ticino e Presidente della Regio Insubrica, Norman Gobbi, il rappresentante di Regione Lombardia, Fabrizio Turba, e il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte, Alberto Preioni, nonché i Presidenti delle Province di Varese e Verbano Cusio Ossola.
Con l’organizzazione degli incontri in forma itinerante sul territorio, voluta dall’Ufficio Presidenziale per l’anno in corso in cui si festeggia il trentennale dalla firma della Dichiarazione d’Intesa con cui è stata costituita la Regio Insubrica, si sottolinea il legame con i territori e il coinvolgimento delle autorità locali; in questa direzione, il programma della giornata, oltre agli incontri istituzionali, è stato completato con la visita al Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo”, conosciuto come “Museo dello Spazzacamino”.
Durante i lavori si è provveduto ad un aggiornamento su diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento, quali il Dialogo sulla cooperazione transfrontaliera CH-ITA, tenutosi recentemente a Poschiavo, nel Canton Grigioni, le questioni relative alla fiscalità dei lavoratori frontalieri e il Programma di Cooperazione Italia-Svizzera Interreg 2021-2027, per il quale la seconda finestra temporale dell’avviso per la presentazione dei progetti ordinari relativi al nuovo ciclo di programmazione è stata aperta il 10 marzo scorso e chiuderà il prossimo 10 giugno.
Per quanto concerne l’andamento congiunturale ed economico dell’area insubrica, è stato ricordato l’incontro dell’Ufficio Presidenziale con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti avvenuto a Roma nel mese di febbraio scorso, quando è stata consegnata la lettera indirizzata allo stesso Ministro Giorgetti e al Capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin, per portare alla loro attenzione la preoccupazione circa l’attuale situazione economica e del mercato del lavoro nell’area insubrica.
Per quanto attiene alla mobilità, si attende l’entrata in vigore dell’Accordo bilaterale sul cabotaggio per il trasporto pubblico transfrontaliero su gomma, firmato tra i Governi di Italia e Svizzera nel mese di ottobre 2024, volto a sostenere una maggiore cooperazione tra Piemonte, Lombardia e Cantone Ticino nella direzione di una mobilità pubblica più sostenibile e integrata.
Sono state prese in esame le attività dei tavoli tematici e dei gruppi di lavoro, quali “Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica”, “Peste Suina Africana”, “Analisi e armonizzazione dati” e “Giornate Insubriche del Verde Pulito”, che ha da poco promosso l’organizzazione delle giornate premio dedicate alle scuole elementari/primarie e medie/secondarie di primo grado, tenutesi rispettivamente a Como e Tremezzina.
L’Ufficio Presidenziale ha altresì dato preavviso favorevole al Conto Consuntivo 2024 e al Preventivo 2025 e valutato le domande di patrocinio e contributo dei progetti di terzi portati all’attenzione della Regio Insubrica, patrocinando e finanziando quindici progetti in ambito culturale, artistico, sportivo e turistico.
L’Assemblea generale 2025 si terrà il 25 settembre a Varese, presso Ville Ponti, dove si celebrerà il trentennale della Comunità di lavoro e avrà luogo, nell’ambito della ricorrente annuale rotazione, il passaggio di Presidenza per l’anno 2025-2026 dal Cantone Ticino a Regione Lombardia.

 

Camorino, ecco il nuovo Centro cantonale polivalente

Camorino, ecco il nuovo Centro cantonale polivalente

Da ottobre ospiterà principalmente migranti – Nuova impostazione in termini di accoglienza e 175 letti, in camere e appartamenti anche per famiglie

Il nuovo Centro cantonale polivalente di Camorino ospiterà dall’ottobre prossimo principalmente persone migranti attribuite al Ticino. Il Centro – ancora in costruzione – è costato al Cantone 13 milioni e mezzo di franchi. Disporrà di 175 letti, in camere e appartamenti, destinati per lo più alle famiglie e proporrà un nuovo modo di fare accoglienza

“Verranno svolti corsi di formazione”, ha dichiarato alle telecamere del Quotidiano Federico Chiesa, capo Ufficio del Centro cantonale polivalente di Camorino. “L’idea, sempre di più, è di occupare queste persone in favore sia del Centro (manutenzione e pulizia saranno di loro responsabilità)”, “sia anche di attività al di fuori, sul territorio”. Chiesa ha specificato che il Centro non sarà chiuso: “l’idea è che le persone escano, anche a favore del territorio”, nell’ottica di “conoscere e di integrarsi meglio”.

Vi sarà comunque un ambito di sicurezza, ma molto limitato, “non ci saranno divise”, ma le persone saranno formate nel sanitario, nella pulizia e negli aspetti legati alla violenza, precisa il capo Ufficio del Centro. Federico Chiesa ha spiegato che saranno diversi i profili che potranno accedere alla struttura: persone che hanno uno status di rifugiato, persone la cui situazione nel loro Paese è troppo grave e per cui un rinvio non è possibile per la loro sicurezza e persone che sono in procedura ampliata.

La permanenza degli ospiti è variabile, di solito attorno ai nove/dodici mesi. L’edificio si trova in una zona distante dall’abitato di Camorino, ma la popolazione è stata coinvolta nel progetto fin dall’inizio. La serata pubblica di mercoledì è infatti dedicata ai cittadini per spiegare loro “il nostro concetto e soprattutto poterle rassicurare su quella che sarà la gestione e la tipologia di ospiti che alloggerà nel nostro centro”, ha detto Federico Chiesa.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Camorino-ecco-il-nuovo-Centro-cantonale-polivalente–2880681.html

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Centro per migranti Si punta sul dialogo
Alcune domande. Qualche dubbio. E la volontà di dialogare e collaborare fra le parti. Si può riassumere così all’osso – quanto emerso ieri sera in occasione della serata informativa organizzata alle Elementari di Camorino per presentare il futuro Centro cantonale polivalente da 13,5 milioni che aprirà ad inizio ottobre in zona «Ala Munda», proprio nel quartiere a sud di Bellinzona.
La struttura ospiterà principalmente migranti attribuiti al Cantone Ticino da parte della Segreteria di Stato della migrazione, oltre a rientrare nel dispositivo cantonale di protezione della popolazione. Durante la permanenza nell’impianto, che sarà gestito da uno specifico ufficio cantonale (una primizia a Sud delle Alpi), gli ospiti parteciperanno ad attività occupazionali, formative e integrative, in attesa che venga loro attribuito un appartamento.

Dalla gestione alla sicurezza
La strategia comunicativa scelta dal Cantone e dalla Città, incentrata sulla massima trasparenza, si è finora rivelata pagante. Le autorità cantonali e comunali presenti all’incontro (vale a dire il presidente del Governo e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ed il sindaco Mario Branda) hanno illustrato i contenuti ed il modello di gestione del centro (che accoglierà 175 persone su tre piani, comprendendo spazi comuni ed amministrativi) nonché gli aspetti legati alla sicurezza e alla scolarizzazione dei bambini presenti nella struttura, assicurando che non si ripeterà quanto visto nei bunker (sempre a Camorino) in cui erano alloggiati fino a metà 2022 i richiedenti l’asilo.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 giugno 2025 del Corriere del Ticino

Visita di cortesia del Console generale d’Italia a Lugano

Visita di cortesia del Console generale d’Italia a Lugano

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Norman Gobbi, ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Uberto Vanni D’Archirafi, nuovo Console generale d’Italia a Lugano.
La visita di cortesia, la prima dopo l’entrata in carica del nuovo Console generale d’Italia, ha consentito un primo confronto fra Uberto Vanni D’Archirafi e il Consiglio di Stato ticinese. La riunione si è concentrata sullo stato attuale delle relazioni politiche ed economiche fra la Confederazione e l’Italia, per poi passare a una discussione di alcuni temi d’attualità di particolare interesse per il Canton Ticino.